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introduzione sul contesto storico, La scienza delle costruzioni, Le esposizioni Universali, Il Palazzo di Cristallo, Galleria delle Macchine, la Torre Eiffel, Galleria Vittorio Emanuele II,
Tipologia: Appunti
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L'architettura del ferro si diffonde in Europa tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. Le importanti innovazioni tecnologiche legate alla Rivoluzione industriale portarono ad un notevole incremento della produzione di acciaio e ghisa, prodotti dal ferro e il carbonio. Da ciò ne conseguì una netta riduzione dei costi da cui ne derivò un maggiore utilizzo nell'edilizia. Elementi strutturali impiegati da secoli, quali archi, volte e cupole, diventano immediatamente vecchi e superati e questo spinge l'architetto a rinnovarsi, impiegando per la sua produzione questi nuovi materiali dei quali non conosce ancora a fondo né le caratteristiche né, tanto meno, l'impiego. → La scienza delle costruzioni In questi anni viene a crearsi la nuova professione dell'ingegnere, la cui preparazione si rivela più tecnica e competente nella nuova scienza delle costruzioni. Questa, insegna che in un architrave le massime tensioni si creano sulla superficie superiore e su quella inferiore, mentre all'interno le sollecitazioni risultano inferiori. Per questo motivo le travi in ghisa e in acciaio non sono più piene, ma, al contrario, assumeranno un profilo a doppia «T», che si compone di due ali uguali e parallele, collegate da una nervatura perpendicolare chiamata “anima”. In questo modo il materiale resistente verrà a trovarsi solo dove realmente serve (cioè nelle ali) e nella quantità effettivamente necessaria alla statica dell'insieme. → Le esposizioni Universali Uno dei campi nei quali l'architettura del ferro trovò agio di esprimersi fu quello delle grandi strutture che cominciarono a caratterizzare il paese in occasione delle Esposizioni Universali, che a partire dal 1851 si fecero strada nelle città europee e statunitensi. → Il Palazzo di Cristallo La prima Esposizione Universale si tenne a Londra nel 1851, rendendo omaggio al luogo che aveva dato via al processo rivoluzionario. Per celebrare questo evento, il comitato organizzatore bandì un concorso internazionale per la costruzione di un padiglione da sistemarsi fra Hyde Park e Kensington Gardens, per poi essere smontato e ricostruito in un'altra zona della città. Tra i 245 progetti presentati venne prescelto quello di Joseph Paxton, il quale ne propose la variante dall'esecuzione più veloce, infatti, si avvalena di materiale prefabbricato e prodotto in serie. L'impresa fu portata a termine e fu battezzata Palazzo di Cristallo. La struttura si componeva di una navata centrale a gradoni lunga oltre mezzo kilometro, nella quale si innestava un transetto coperto con una gran volta a botte in ghisa e vetro, appositamente costruita al fine di non dovere abbattere alcuni alberi secolari del parco. Dopo l'Esposizione l'edificio venne smontato e rimontato a Sydenham, ma fu distrutto dalle fiamme qualche anno dopo. Il progetto ideato da Paxton dimostrò come l'applicazione del ferro rendesse le strutture maneggevoli e riutilizzabili. Il Palazzo di Cristallo viene ad oggi ricordato come la prima e vera "cattedrale moderna".
→ Galleria delle Macchine La galleria delle Macchine è un edificio realizzato dall'architetto francesce Ferdinand Duter e dall'ingegnere Victor Contamin, in occasione della quarta Esposizione Universale tenutasi a Parigi nel 1889. Il padiglione occupava quasi interamente tutta l'area del Campo di Marte e comprendeva tre diverse strutture: il Palazzo, dotato di una pianta a «U», la Galleria delle Macchine e la gigantesca Torre, realizzata da Gustave Eiffel. I principali elementi innovativi furono gli enormi arconi a campata unica, cioè senza pilastri o altri appoggi intermedi, che dividevano l'area in 19 campate. Tale sistema, definito staticamente arco a tre cerniere, permetteva di coprire perfettamente gli spazi amplissimi, a fronte di un ingombro minimo. LA TORRE EIFFEL La Torre Eiffel nasce come saluto all'Esposione Universale ed è ad oggi considerata il simbolo di Parigi. É un progetto dell'ingegnere Gustave-Alexandre Eiffel, dal quale ha preso il nome, risalente al 1884. L'idea originale comprendeva la sua distruzione dopo l'esposizione ma, dato il successo che ottenne fu mantenuta “viva”. La sua struttura supera oltre i 300 metri di altezza, permettendo alla mastodontica struttura di contrastare adeguatamente l'azione del vento che, stante l'altezza, avrebbe altrimenti compromesso l'equilibrio di tutta la struttura. L'uomo, quindi, per la prima volta, realizza un progetto tenendo in considerazione le leggi della natura. La Torre Eiffel si regge su quattro enormi piloni a struttura reticolare disposti in modo arcuato, al fine di scaricare meglio sulle fondazioni l'enorme peso della costruzione. A 57 metri dal suolo, in corrispondenza del primo ripiano, altri quattro piloni inclinati e sagomati si raccordano verso l'alto interrotti, a 115 metri d'altezza, dalla seconda e più piccola piattaforma. Nella parte terminale della costruzione i quattro piloni si fondono in un unico, grandioso traliccio verticale, sempre realizzato a struttura reticolare. La sua struttura orizzontale risulta essere quasi piramidale e da all'osservatore un forte senso di slancio verso l'alto. LA GALLERIA VITTORIO EMANUELE II Tra le architetture in ferro italiane, la più importante è senza dubbio la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, realizzata dall'architetto Giuseppe Mengoni e costruita tra il 1865 e il 1878. Dell'ambizioso progetto iniziale, però, non venne realizzato che un minimo stralcio, da cui ne risultò come una grande e artistica “via” che unisce piazza del Duomo e piazza della Scala. La struttura,infatti, è composta da un'unica navata leggermente obliqua, intersecata al centro da un transetto più corto. I quattro bracci che ne derivano sono coperti da volte a botte in ferro e vetro concorrenti in un ottagono centrale e ne permettono l'ingresso della luce. Gli architetti italiani, però, non erano ancora del tutto distaccati dallo stile accademico tendente al decorativismo e, spesso, di conseguenza nel tentativo di migliorare l'aspetto delle costruzioni, tendevano ad appesantirle.