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LA SECONDA GUERRA MONDIALE, Dispense di Storia

Le premesse del conflitto, la seconda guerra mondiale, i trattati di pace e l'antisemitismo.

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 01/07/2023

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teresa-mori 🇮🇹

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Seconda guerra mondiale
DOPOGUERRA PER GLI STATI UNITI
Gli Stati Uniti, vincitori della prima guerra mondiale, attraversarono una fase positiva
che passò alla storia come i “ruggenti anni Venti”.
Vi fu uno straordinario sviluppo sociale ed economico, da cui derivò l’incremento Pil.
In una questa situazione economica fiorente vi furono importanti progressi anche nel
campo dei diritti civili, con estensione del suffragio universale alle donne (1920).
Tuttavia la prosperità statunitense ebbe rilevanti risvolti negativi:
-adozione del proibizionismo
Sono emanate leggi che proibivano la vendita ed il consumo di alcol, ma si diffuse il
mercato nero e le distillerie illegali
-il successo economico attrasse la criminalità organizzata
Questa fu esportata anche da italiani emigrati, iniziò una guerra fra bande e gangster
-forte razzismo
L’ostilità nei confronti degli immigrati portò alla formazione di sette estremiste come
il Ku Klux Clan
-diffusa la povertà
In un grande paese come gli Stati Uniti, il benessere non era equamente diffuso.
Spesso penalizzati erano gli operai, o gli afroamericani.
Vi era forte discrepanza fra lo stile di vita e la ricchezza reale della popolazione — si
rallentano i consumi e si vive al di sopra delle proprie possibilità
-speculazioni finanziarie
I consumi non erano sufficientemente sostenuti da ricchezza reale e la borsa quotava
aziende che in realtà versavano in difficoltà economiche creando una “bolla”.
La sovrapproduzione, favorita dell’eccessiva concessione del credito, aveva causato
la caduta dei prezzi. Vi era inoltre un’insufficiente domanda del mercato.
La “bolla” finanziaria esplose nell’autunno 1929, con la crisi di Wall Street.
Per il timore di veder calare i profitti, il 24 ottobre 1929 gli investitori iniziarono a
vendere moltissime azioni determinando il crollo del loro valore.
Quel giorno furono vendute 12,9 milioni di azioni a meno della metà del loro valore.
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Seconda guerra mondiale

DOPOGUERRA PER GLI STATI UNITI

Gli Stati Uniti, vincitori della prima guerra mondiale, attraversarono una fase positiva che passò alla storia come i “ruggenti anni Venti”. Vi fu uno straordinario sviluppo sociale ed economico , da cui derivò l’incremento Pil. In una questa situazione economica fiorente vi furono importanti progressi anche nel campo dei diritti civili , con estensione del suffragio universale alle donne (1920). Tuttavia la prosperità statunitense ebbe rilevanti risvolti negativi:

  • adozione del proibizionismo Sono emanate leggi che proibivano la vendita ed il consumo di alcol, ma si diffuse il mercato nero e le distillerie illegali
  • il successo economico attrasse la criminalità organizzata Questa fu esportata anche da italiani emigrati, iniziò una guerra fra bande e gangster
  • forte razzismo L’ostilità nei confronti degli immigrati portò alla formazione di sette estremiste come il Ku Klux Clan - diffusa la povertà In un grande paese come gli Stati Uniti, il benessere non era equamente diffuso. Spesso penalizzati erano gli operai, o gli afroamericani. Vi era forte discrepanza fra lo stile di vita e la ricchezza reale della popolazione — si rallentano i consumi e si vive al di sopra delle proprie possibilità - speculazioni finanziarie I consumi non erano sufficientemente sostenuti da ricchezza reale e la borsa quotava aziende che in realtà versavano in difficoltà economiche creando una “bolla”. La sovrapproduzione, favorita dell’eccessiva concessione del credito, aveva causato la caduta dei prezzi. Vi era inoltre un’insufficiente domanda del mercato. La “bolla” finanziaria esplose nell’autunno 1929, con la crisi di Wall Street. Per il timore di veder calare i profitti, il 24 ottobre 1929 gli investitori iniziarono a vendere moltissime azioni determinando il crollo del loro valore. Quel giorno furono vendute 12,9 milioni di azioni a meno della metà del loro valore.

La situazione si aggravò poi il 29 ottobre quando 16 milioni di azioni furono svendute azzerandone il valore. Il valore degli investimenti fu azzerato ed ebbe conseguenze disastrose. La crisi dell’economia determinò la crisi delle banche ; ne fallirono a centinaia poiché si ritrovarono a non possedere più nulla. La chiusura delle banche causò la perdita dei risparmi di numerosi clienti. La crisi di Wall Street ebbe notevoli effetti: mancanza di credito —> calo della produzione —> fallimento di migliaia di imprese —> vastissima disoccupazione (sia in città che in campagna). Nel 1932 si contavano 12 milioni di disoccupati (il 25% della forza-lavoro). Il periodo passò alla storia come “Grande depressione”. Fra i primi a proporre un’inversione di tendenza fu l’economista Keynes che suggerì di introdurre un deciso controllo del governo sull’economia. Secondo Keynes lo Stato doveva porsi come interventista e intraprendere una serie di interventi pubblici volti a regolare la politica economica. Fu poi il presidente democratico Franklin Roosevelt , eletto nel 1932, a risollevare gli USA dalla crisi. Lanciò il “ New Deal ”, cioè un nuovo corso in politica economica e sociale costituito da misure che permisero una svolta rivoluzionaria per le tradizionali politiche. Riguardo il mondo del lavoro , impose l’aumento dei salari e la diminuzione delle ore giornaliere di lavoro. Nacque anche un sistema previdenziale a sostegno dei disoccupati, dei malati e degli inabili chiamato Welfare State. Infine Roosevelt intervenne anche nell’ ambito finanziario , riorganizzando il sistema bancario e ponendolo sotto il controllo dello Stato.

SECONDA GUERRA MONDIALE

La Seconda guerra mondiale fu inizialmente un conflitto europeo che nel giro di due anni giunse ad interessare tutti i continenti. Si tratto di una “ guerra totale ” che coinvolse, ben più della Prima guerra mondiale, le popolazioni civili , mediante bombardamenti aerei, rastrellamenti e deportazioni.

Già nel 1936 occupò le zone del Reno , violando il Trattato di Versailles. Francia e Gran Bretagna non lo contrastarono e Hitler potò procedere ad una rapida espansione. Nel 1938 procedette all’ annessione dell’Austria. In marzo avvenne a Vienna un colpo di Stato attuato dal Partito Nazista che invitò così le truppe tedesche ad entrare. L’Anschluss (=annessione Austria) fu ratificata tramite un plebiscito popolare svoltosi senza spargimenti di sangue. Non vi fu alcuna reazione delle potenze occidentali europee. Hitler decise così di volgere l’attenzione verso le minoranze tedesche dei Sudeti che erano incluse nei confini della Cecoslovacchia. Convocò il capo del Partito Nazista Cecoslovacco e minacciò di intervenire a “tutela” dei Sudeti, supportando la tesi che questi fossero maltrattati. L’URSS fu l’unica a sostenere che la Cecoslovacchia fosse minacciata dalla potenza nazista ma tuttavia, considerata esterna alla politica europea, non fu considerata. Invece, preoccupate per lo scoppio di un’altra possibile guerra, nel settembre 1938 Francia e Regno Unito convocarono la Conferenza di Monaco con Germania e Italia. La Cecoslovacchia, oggetto discussione della Conferenza, non fu neanche convocata ed Hitler ottenne che questa concedesse il territorio dei Sudeti alla Germania. La Francia e la Gran Bretagna aiutarono addirittura Hitler ad ottenere ciò che voleva; erano fiduciose di aver arginato il problema. Il ministro inglese Chamberlain dichiarò che avevano ottenuto “la pace per il nostro tempo”. Ironia tragica: erano disposte a tutto per evitare lo scoppio della guerra ma la loro politica d’azione portò esattamente al contrario. In breve tempo Hitler comunicò la sua volontà di conquistare l’intera Cecoslovacchia. Convocò il ministro cecoslovacco e lo obbligò a firmare un documento con cui si attestava che l’invasione della Cecoslovacchia era stata una richiesta del ministro. Nel marzo 1939 la Germania invase la Cecoslovacchia. Nell’aprile 1939 Mussolini decise di uniformare la sua politica a quella tedesca, sia internamente (emanando provvedimenti razziali) sia esternamente. Decise infatti di annettere l’Albania e Vittorio Emanuele III ne divenne imperatore. Nel maggio 1939 l’Asse Roma-Berlino divenne il Patto d’Acciaio.

Era un accordo militare che prevedeva che ciascuna delle parti intervenisse a fianco dell’altra se questa si fosse trovata in un conflitto. Hitler aveva promesso a Mussolini di non voler entrare in guerra , tuttavia il dittatore italiano temeva una mossa azzardata del Fuhrer. L’Italia non poteva permettersi un nuovo conflitto da un punto di vista economico e così il ministro Ciano si reca in Germania. Il ministro degli esteri tedesco comunicò l’ intenzione della Germania di entrare in guerra contro la Polonia per il territorio di Danzica. QUESTIONE POLACCA In questa situazione di estrema tensione Hitler rivendicò Danzica e l’adesione della Polonia. Per la prima volta le potenze democratiche reagirono; Francia e Uk dichiararono che avrebbero difeso i confini della Polonia. Proposero quindi alla Polonia di sottoscrivere un patto di alleanza, ricercando un accordo anche con l’URSS. Tuttavia le trattative fallirono, non solo per la diffidenza dei Paesi democratici verso il regime Stalin, ma anche a causa del rifiuto della Polonia al passaggio delle truppe sovietiche per i loro territori. L’Unione Sovietica voleva tuttavia tutelarsi e si spostò sul fronte opposto: Stalin accettò la proposta formulata da Hitler riguardo un patto di non aggressione fra URSS e Germania — agosto 1939 patto Molotov-Ribbentrop. L’accordo metteva al sicuro Hitler da una guerra su due fronti (poteva attaccare la Polonia certo che l’URSS non sarebbe intervenuta), contemporaneamente l’URSS si garantiva la sicurezza dei suoi confini occidentali. L’Unione sovietica stava infatti combattendo una guerra “non dichiarata” contro il Giappone per il territorio della Manciuria. L’accordo univa due regimi opposti, concetto del cinismo politico ; niente in comune ma è ciò che conviene. Hitler era convinto di poter conquistare la Polonia in breve tempo e Mussolini si rese presto conto di essere stato ingannato. Venuto a conoscenza del patto Molotov-Ribbentrop, Mussolini invia un telegramma ad Hitler con cui afferma che l’ Italia era impreparata alla guerra. Hitler accetta che Italia rimanesse fuori, a patto che inviasse lavoratori in Germania.

Il 13 giugno Hitler occupò Parigi; i francesi stravolti dovettero firmare l’ armistizio. La Francia fu divisa in due parti:

  • il territorio a Nord cadde sotto l’amministrazione militare tedesca
  • il territorio a Sud (capitale Vichy) mantenne un’autonomia formale sotto il controllo del generale Petain Nacque uno stato collaborazionista verso i tedeschi con una forte politica autoritaria Al contrario il generale francese Charles de Gaulle fuggì a Londra dove organizzò la resistenza francese. REGNO UNITO Data la sconfitta della Francia, la vittoria tedesca in Europa appariva totale. Si opponeva al nazismo solo il Regno Unito (unico baluardo) guidato dal presidente Winston Churchill. Londra divenne la “capitale del mondo libero” dove si rifugiarono i governi in esilio dei paesi occupati. Già dal 1940 UK riceveva contingenti di aiuti dagli USA. Nell’estate del 1940 Hitler progettò l’operazione “Leone marino”, bombardando le città inglesi. Tuttavia non riuscì a piegare la resistenza della Royal Air Force. Ugualmente inefficace fu il tentativo di guerra sottomarina condotto dagli U-Boot tedeschi. Questi affondarono numerosi convogli americani, anche se il flusso degli aiuti non si arrestò e permise a Londra di proseguire la resistenza. Nel frattempo negli Stati Uniti il presidente Roosevelt fece approvare la legge “ Affitti e prestiti ” che permise l’invio incessante di rifornimenti agli inglesi. ITALIA Per via dell’impreparazione bellica italiana, nonostante la firma del Patto d’Acciaio, Mussolini aveva dichiarato la neutralità dell’Italia. Le vittorie riportate dalla Germania però, convinsero il Duce a partecipare al conflitto per poter trarre vantaggio dal Patto d’Acciaio. Il 10 giugno 1940 il fascismo dichiarò guerr a a Francia e Regno Unito. Fu una scelta avventata compiuta solo per assicurarsi la possibilità di partecipare alla spartizione del bottino.

A fatica, l’esercito italiano sconfisse la Francia sul fronte alpino e conquistò i territori a sud. Qui l’occupazione fascista esercitò violenza sulle popolazioni. In seguito, l’ Italia mirò a colpire gli interessi economici inglesi nel Mediterraneo e attaccò così l’ Egitto. Tuttavia gli inglesi risposero con un forte contrattacco e fu Hitler a dover intervenire per respingere gli inglesi dalla Libia. Intenzionato a replicare i successi tedeschi, nell’ottobre 1940 Mussolini decise di attaccare la Grecia. Si rivelò un totale insuccesso e furono i greci a contrattaccare penetrando in Albania. Nell’aprile del 1941 i tedeschi intervennero e conquistarono i Balcani , spartiti fra Italia e Germania. l’Italia ottenne il controllo della parte a Nord e della Dalmazia. Fra 1940 e 1941 l’Italia perse il suo impero coloniale per via delle conquiste inglesi in Somalia, Libia ed Etiopia, UNIONE SOVIETICA Hitler progettava da sempre l’invasione dell’Unione Sovietica. Il 22 giugno 1941 Hitler ruppe il patto Molotov-Ribbentrop e dichiarò guerra a Mosca Il suo piano prese il nome di Operazione Barbarossa; il generale tedesco era convinto di riuscire nel suo intento in brevissimo tempo, senza aver fatto i conti con l’inverno russo. In ottobre l’esercito tedesco, estremamente preparato ed accompagnato da soldati italiani, giunse alle porte di Mosca cogliendo l’URSS del tutto impreparata. Di fronte all’inarrestabile avanzata nazista, Stalin si appellò alla “guerra patriottica”, cioè chiedendo l’aiuto della popolazione, e decise di opporre agli invasori la strategia della “terra bruciata”. Costrinsero dunque i tedeschi ad inoltrarsi sempre di più nel territorio ostile che essi non conoscevano. Qui dovettero arrestarsi per il sopraggiungere del rigido inverno tedesco 1941/. Il “generale inverno” si rivelò il peggior nemico. Solo nella primavera 1942 l’esercito tedesco riprese la sua avanzata con l’obiettivo di privare Stalin delle sue risorse. Si trasferirono nella zona di Stalingrado. Qui il sopraggiungere di un nuovo inverno bloccò le operazioni militari tedesche.

SECONDA FASE

A partire dal 1942 inizia il declino tedesco. Mentre l’esercito di Hitler era impiegato sul fronte sovietico, il generale Montgomery dell’armata inglese attaccò le truppe italiane e tedesche in Nord Africa. Nell’ottobre 1942 l’ esercito italo-tedesco subì una pesante sconfitta a el-Alamein. Nel novembre 1942 giunse l’aiuto statunitense, ma ormai l’Africa era nelle mani dei britannici. La Germania perse il Nord Africa, l’Italia perse le Libia e l’Albania. La situazione in Italia era tragica. La partecipazione alla guerra aveva alterato la vita sociale, economica e politica del paese. I consensi nei confronti di Mussolini andavano scemando ; le informazioni che i civili ricevevano dal regime erano poco attendibili e la popolazione era stremata. La situazione peggiorò nel corso del 1943 quando massicci bombardamenti colpirono le maggiori città italiane. Vi era il razionamento dei beni di prima necessità e si diffuse quindi il mercato nero. Nel marzo 1943 iniziarono gli scioperi operai motivati da ragioni economiche, che poi divennero una protesta contro la guerra e contro il fascismo. Nel gennaio 1943 si tenne la Conferenza di Casablanca , dove gli Alleati (inglesi ed americani) stabilirono l’attacco dell’Italia per poi procedere verso la Germania. Il 10 luglio 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia ed occuparono l’isola in pochissime settimane. Furono accolti come liberatori da parte dei siciliani. La notte fra il 24 ed il 25 luglio si tenne una seduta speciale del Gran Consiglio del Fascismo in cui, in modo implicito, si impose una richiesta di dimissioni del Duce. Il 25 luglio 1943, Vittorio Emanuele III arrestò Mussolini annunciando la caduta del regime fascista. Mussolini fu incarcerato sul Gran Sasso. Il governo fu così affidato al generale Pietro Badoglio che dichiarò sciolto il Partito fascista ma garantì la continuazione della guerra a fianco della Germania. Sul fronte esterno tuttavia Badoglio intraprese negoziati segreti con gli Alleati , con il fine di giungere ad un armistizio che separasse le sorti italiane da quelle tedesche. Sul fronte interno invece, non si registrarono cambiamenti politici: si trattava di fatto di un fascismo senza Mussolini.

I tedeschi avevano già pronto da tempo un piano denominato Operazione Achse , con cui neutralizzare le forze italiane nel caso che, siccome era crollato il regime fascista, l’Italia volesse abbandonare il Patto d’Acciaio. Il 3 settembre 1943 il governo Badoglio firmò l’ Armistizio a Cassibile (Sicilia) con gli Alleati: l’annuncio dell’uscita dal conflitto fu annunciata agli italiani l’ 8 settembre. Il Re e Badoglio abbandonarono Roma stabilendosi a Brindisi, sotto il controllo degli angloamericani. I tedeschi portarono a compimento l’Operazione Achse: caddero nelle loro mani le maggiori città del Paese, le vie di comunicazioni e ben 600.000 soldati italiani furono inviati nei campi d’internamento in Germania. I soldati italiani erano infatti rimasti senza una guida. In alcune località le truppe si organizzarono in una resistenza contro i nazisti, a Porta San Paolo a Roma e la Residenza Divisione Acqui (continente nell’Isola di Cefalonia) Il Centro-Nord dell’Italia cadde quindi nella mani dei nazisti che liberarono Mussolini e gli affidarono la Repubblica Sociale di Salò. Si trattava tuttavia di un governo fantoccio che catturò tutti i rappresentanti del Gran Consiglio del fascismo (fra cui Ciano e Grandi). La Repubblica di Salò perseguì un forte fanatismo antiebraico , si dichiarava infatti che “gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri”. Fu loro revocata la cittadinanza, solo nel ghetto di Roma più di mille ebrei furono catturati e deportati nei campi tedeschi. La fase più acuta della persecuzione fu la costruzione dei campi di sterminio ( campo di Fossoli ). Meridione era invece nelle mani degli Alleati che iniziarono una faticosa risalita della Penisola, stabilizzandosi lungo la Linea Gustav (da Termoli a Gaeta). RESISTENZA IN ITALIA La notizia dell’armistizio determinò una spaccatura fra gli italiani. L’8 settembre si configura quindi come l’inizio della Resistenza, cioè una resistenza armata contro i tedeschi e contro i fascisti della Repubblica di Salò, e come l’inizio di una guerra civile. Vi erano infatti italiani che perseguivano valori diversi, alcuni aspiravano al ritorno del Duce mentre altri vedevano nella guerriglia una speranza per porre fine al Regime.

Nonostante ciò il regime non si disgregò, rimanendo fedele a Hitler. Il più importante tentativo di abbattere il regime avvenne il 20 luglio 1944 durante una conferenza: Hitler si salvò ed attuò una dura repressione. Nell’ottobre 1944 si incontrarono a Mosca Churchill e Stalin per stabilire i confini del mondo al termine della guerra. La decisione fu presa in modo ufficiale durante la Conferenza di Jalta del febbraio 1945 a cui partecipò anche Roosevelt. Si stabilì la divisione della Germania in 4 zone d’influenza (una dele quali assegnata alla Francia). Il campo di concentramento di Auschwitz fu liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche, le prime anche a giungere a Berlino. Nella primavera del 1945 anche gli anglo-americani arrivarono a Berlino ; il 30 aprile Hitler si suicidò nel suo bunker. L’armistizio fu firmato il 7 maggio 1945 , così termina la guerra in Europa. In Italia si concluse pochi giorni prima, 25 aprile 1945 (liberazione di Milano). Tre giorni dopo il Duce fu riconosciuto mentre tentava la fuga e fu giustiziato dai partigiani. GUERRA NEL PACIFICO La guerra fra USA e Giappone proseguì nell’estate del 1945. Vi furono diverse battaglie navali, mentre fin dall’autunno ’44 gli USA bombardarono Tokyo. I giapponesi dovettero ricorrere al sacrificio di migliaia di kamikaze che si lanciavano sulle navi nemiche. Nel luglio 1945 si tenne vicino Berlino Conferenza di Potsdam , dove si incontrarono Truman (successore di Roosevelt), Stalin e Churchill. Qui Truman introdusse l’utilizzo della bomba atomica , una nuova arma che cambiò completamente il corso degli eventi. La prima fu sganciata il 6 agosto su Hiroshima, il 9 agosto su Nagazaki. Morirono 150.000 persone, moltissime altre furono vittime delle radiazione. L’imperatore Hirohito decise di arrendersi, firmando l’armistizio del 2 settembre 1945 con cui si concluse definitamente la 2 guerra mondiale.

BILANCIO GUERRA

Gli storici stimarono circa 50 milioni di morti, di cui 20 milioni sovietici. Uno degli aspetti più drammatici fu il coinvolgimento assoluto della popolazione civile nel conflitto; i bombardamenti aerei furono centrali nell’impostazione strategica. I civili furono oggetto di vere e proprie politiche di sterminio da parte delle potenze dell’Asse. Non fu rispettato alcun “diritto di guerra”, norme scontate che furono superate. La popolazione civile fu inoltre coinvolta in drammatiche vendette una volta concluso il conflitto; emblematico il fenomeno delle Foibe. Al termine della guerra, le zone sulla costiera adriatica (Friuli Venezia Giulia, Istria, Dalmazia) furono assegnate al governo jugoslavo. Qui il regime fascista era stato molto duro e quindi migliaia di italiani furono vittime di violenza e massacri da parte dei partigiani jugoslavi. Erano gettati in fosse comuni dette foibe. GENOCIDIO DEGLI EBREI Il nazismo procedette in modo sistematico all’eliminazione fisica degli ebrei. A partire dall’autunno 1939 gli ebrei di ogni paese conquistato furono sottoposti alla procedura di degradazione cui erano sottoposti in Germania. Erano esclusi dalla vita pubblica, privati dai loro beni. Inizialmente l’eliminazione degli ebrei accadde in forme poco organizzate, massacro famoso a Kiev nel settembre 1941. In un secondo momento furono rinchiusi nei ghetti ebraici e dal 1942 Hitler ordinò il passaggio allo sterminio in forma organizzata. Gli ebrei furono deportati nei campi di concentramento dove erano costretti ai lavori forzati e condotti alla morte. Le vittime si aggirano intorno a 6 milioni di ebrei. Si trattò di un vero e proprio genocidio, poiché si tentò la cancellazione di un intero popolo. Questo fenomeno è passato alla storia come Olocausto, cioè sacrificio. RESISTENZA AL NAZISMO Nell’ Unione Sovietica , la corrente comunista del generale Tito si impose. Tito aveva come obiettivo la costituzione di uno Stato jugoslavo federalista. In Polonia , la popolazione di Varsavia si ribellò ai tedeschi nel 1944. Tuttavia fallì.

La difesa, non accolta dal tribunale, si basava sul rifiuto dello imputati di riconoscere la legittimità della corte (si trattava infatti di una giuria costituita dai paesi vincitori) e sul fatto che i crimini erano stati compiuti quando ancora non era in vigore il reato. Nel 2002 nacque quindi la Corte penale internazionale , con sede all’ Aia. Qui si introdussero il reato di crimini contro l’umanità, il reato di crimini di guerra ed il reato di genocidio. Alcuni Paesi tuttavia non lo riconoscono, ad esempio Russia. In Italia, un processo analogo a quello di Norimberga non fu mai celebrato verso i gerarchi fascisti e militari italiani che si macchiarono degli stessi crimini. Molti fascisti furono in seguito vittime di violenza ma non si giudicò legalmente chi aveva ricoperto i vertici dello Stato fascista. Palmiro Togliatti fu ministro della giustizia al termine della guerra: per portare pace nel paese concesse l’amnistia a tutti. Pose fine alla de-fascistizzazione italiana. Vi fu un’autoassoluzione degli italiani dai propri crimini, si dimenticò. TRATTATI PACE Al termine del conflitto vi furono 4 potenze vincitrici, USA, Uk, URSS e Francia. Principali mutamenti territoriali:

  • Polonia , i suoi confini si spostarono ad ovest ai danni della Germania Migliaia di tedeschi si ritrovarono sotto il controllo polacco e divennero poi profughi
  • Austria , divenne autonoma mentre Cecoslovacchia vide ridisegnati i suoi confini
  • Repubbliche baltiche diventano Repubbliche sovietiche, seppur autonome
  • Alsazia fu ceduta dalla Germania alla Francia
  • Italia perse i territori che aveva occupato + Friuli Venezia Giulia (Gorizia) + territori ad occidente (come Nizza) che tornano alla Francia Infine la Germania fu divisa in 4 zone influenza fra le potenze vincitrici: la parte a Nord, fra cui Berlino (a sua volta divisa in 4 zone d’influenza), fu affidata al controllo sovietico. Presto però le potenze occidentali si riunirono e nacque il blocco occidentale , non apprezzato dall’URSS. I sovietici decisero così di isolare Berlino che si divise fra Berlino Est (governato in modo autoritario dai sovietici) e Berlino Ovest. Siccome molti tentavano di spostarsi nella zona Ovest fu istituito il muro di Berlino.