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Sintassi: Schemi e Mappe Concettuali dalla Linguistica Generale, Schemi e mappe concettuali di Linguistica Generale

sintesi del capitolo 4 " La linguistica, un corso introduttivo"- Berruto e Cerruti

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 10/10/2022

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SINTASSI- CAPITOLO 4
Un altro livello di analisi della prima articolazione è la sintassi. La sintassi è il livello di analisi che si occupa
della struttura delle frasi, dunque la frase è un costrutto che fa da unità di misura per la sintassi. Non è
facile definire una frase, ma può essere inquadrata come un entità linguistica che costituisce un messaggio
o blocco comunicativo autosufficiente nella comunicazione verbale. Solitamente una frase contiene una
predicazione: solitamente il verbo e in genere ogni frase contiene un verbo autonomo. Esistono però anche
frasi senza verbo, FRASI NOMINALI ( buona questa torta), che funzionano da messaggi autosufficienti e
contengono pur sempre una predicazione.
Con frase si intendono anche costrutti dall’estensione più ampia e dalla composizione più complessa di una
frase semplice costituita da un’unica predicazione : questa si chiama PROPOSIZIONE.
Per analizzare la struttura delle frasi bisogna rendersi conto del modo in cui son organizzati fra loro le
parole e i gruppi di parole. Viene utilizzata un determinato criterio di analisi basato sulla scomposizione e
segmentazione. Tale metodo individuato dal strutturalismo negli anni ’30/’40 si definisce “ analisi in
costituenti immediati” . Esistono diversi modi per rappresentare schematicamente l’analisi di una frase nei
suoi costituenti, ma il metodo più diffuso è quello degli alberi etichettati, perché permettono di rendere
visibile la struttura di una frase sia nel suo sviluppo lineare sia nei rapporti gerarchici che si instaurano tra i
costituenti.
Le sigle sono: F= FRASE; SN= SINTAGMA NOMINALE, SV= SINTAGMA VERBALE, N= NOME; V= VERBO; ART=
ARTICOLO. Possiamo aggiungere anche altre categorie: POSS= POSSESSIVO; DET= DETERMINANTE; AUS=
AUSILIARE; PP= PARTICPIO PASSATO; AGG= AGGETTIVO.
Es. pp 140
F
SN SV
Mio cugino ha comprato una macchina nuova
V SN
Mio = poss
Cugino= N
Ha comprato = V -> ha = AUS ; comprato= PP
Una= ART
Macchina= NOM
Nuova= AGG
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SINTASSI- CAPITOLO 4

Un altro livello di analisi della prima articolazione è la sintassi. La sintassi è il livello di analisi che si occupa della struttura delle frasi, dunque la frase è un costrutto che fa da unità di misura per la sintassi. Non è facile definire una frase, ma può essere inquadrata come un entità linguistica che costituisce un messaggio o blocco comunicativo autosufficiente nella comunicazione verbale. Solitamente una frase contiene una predicazione: solitamente il verbo e in genere ogni frase contiene un verbo autonomo. Esistono però anche frasi senza verbo, FRASI NOMINALI ( buona questa torta), che funzionano da messaggi autosufficienti e contengono pur sempre una predicazione. Con frase si intendono anche costrutti dall’estensione più ampia e dalla composizione più complessa di una frase semplice costituita da un’unica predicazione : questa si chiama PROPOSIZIONE. Per analizzare la struttura delle frasi bisogna rendersi conto del modo in cui son organizzati fra loro le parole e i gruppi di parole. Viene utilizzata un determinato criterio di analisi basato sulla scomposizione e segmentazione. Tale metodo individuato dal strutturalismo negli anni ’30/’40 si definisce “ analisi in costituenti immediati”. Esistono diversi modi per rappresentare schematicamente l’analisi di una frase nei suoi costituenti, ma il metodo più diffuso è quello degli alberi etichettati, perché permettono di rendere visibile la struttura di una frase sia nel suo sviluppo lineare sia nei rapporti gerarchici che si instaurano tra i costituenti. Le sigle sono: F= FRASE; SN= SINTAGMA NOMINALE, SV= SINTAGMA VERBALE, N= NOME; V= VERBO; ART= ARTICOLO. Possiamo aggiungere anche altre categorie: POSS= POSSESSIVO; DET= DETERMINANTE; AUS= AUSILIARE; PP= PARTICPIO PASSATO; AGG= AGGETTIVO. Es. pp 140 F SN SV Mio cugino ha comprato una macchina nuova V SN Mio = poss Cugino= N Ha comprato = V -> ha = AUS ; comprato= PP Una= ART Macchina= NOM Nuova= AGG

SINTAGMI:

questa analisi dei costituenti individua principalmente tre sottolivelli di analisi sintattica: sottolivello delle frasi, dei sintagmi e delle singole parole. Il più importante di questi livelli è quello dei sintagmi; un sintagma è definibile come la minima combinazione di parole. I sintagmi sono costituiti intorno a una “ testa” sulla cui base vengono classificati e da cui prendono il nome. Dunque se si elimina l’elemento che fa da testa in un sintagma viene a mancare il sintagma stesso. Es. sintagma nominale “ la copertina blu” se eliminiamo la parola “blu” o l’articolo “la” vi è ancora un sintagma nominale. Però se eliminiamo la parola “copertina” e rimane “la” o “blu” non è più un sintagma nominale. Dunque possiamo definire un sintagma nominale è costituito attorno a un nome: N( nome) è la testa del sintagma nominale. Si noti però che i pronomi, sigla Pro, possono sostituire un nome e quindi anche loro possono essere la testa di un sintagma nominale. FUNZIONI SINTATTICHE Il modo in cui i diversi costituenti si combinano per dare luogo alle frasi è infatti governato da principi piuttosto complessi. Occorre dunque classificare tre ordini o classi di principi, riconducibili a piani diversi che intervengono nel determinare il funzionamento della sintassi. La prima classe di principi fondamentali che dipende dalla reggenza del verbo: si tratta delle funzioni sintattiche:

  1. SOGGETTO: chi fa l’azione
  2. PREDICATO VERBALE: l’azione
  3. OGGETTO: chi subisce l’azione A questi si aggiungono numerosi complementi: specificazione, termine, mezzo, luogo, tempo, modo… Le funzioni sintattiche sono marcate morfologicamente, in particolare dalla morfologia di caso o di accordo. In molte lingue, come nell’italiano, il soggetto è individuabile perché il sintagma nominale concorda con il verbo. Si noti come in una lingua come l’italiano, che non ha morfologia di caso, i vari complementi sono introdotti in genere da una preposizione, quindi espressi da sintagmi preposizionali. In latino, per esempio, lingua con morfologia di caso, alcuni complementi sono marcati sia dal caso che dalla preposizione. Es. “In urbem exercitum adducere” = condurre l’esercito in città, dove la preposizione in esprime il complemento di moto a luogo e regge urbem all’accusativo. SCHEMI VALENZIALI Le funzioni sintattiche vengono assegnate a partire da “ schemi valenziali ”, che costituiscono l’embrione iniziale della strutturazione delle frasi. Quando dobbiamo enunciare qualcosa sottoforma di frase partiamo dalla selezione di un verbo. Questo verbo è associato a delle valenze che sono richieste dal tipo di significato del verbo. Ogni predicato stabilisce il numero e la natura delle valenze o argomenti che esso richiede, rappresentate linguisticamente dai sintagmi nominali che li designano: ha quindi uno certo schema valenziale. I verbi possono essere: 1) Monovalenti : come camminare o piangere ( implicano solo un’entità, cioè solo qualcuno che cammini o pianga). 2) Bivalenti : come lodare/interrogare ( implicano qualcuno venga interrogato o lodato e qualcuno che lodi e interroghi).

STRUTTURA PRAGMATICO-INFORMATIVA:

Nel generare una frase si susseguono 5 fasi:

  1. FASE A : in base all’evento che vogliamo rappresentare verbalmente mediante una predicazione, scegliamo nel patrimonio lessicale nostro un verbo che rece con sé uno schema valenziale.
  2. FASE B: A questo schema valenziale viene fornita un’interpretazione semantica attraverso l’assegnazione di ruoli semantici agli elementi che contiene.
  3. FASE C: i ruoli semantici vengono tradotti in funzioni sintattiche.
  4. FASE D: Tutto questo viene realizzato in una struttura in costituenti. Quest’ultima è la frase che viene così scritta e pronunciata. Vi è pero un altro piano: quello dell’organizzazione pragmatico-informativa. Dal punto di vista di ciò che il parlante vuole comunicare si distinguono 4 tipi di frasi diverse:
  5. Dichiarative: che fanno un’affermazione generica
  6. Interrogativa: che pongono una domanda e in italiano sono marcata dall’intonazione e/o parole particolari come “ chi, che cosa…”.
  7. Esclamative: esprimono un’esclamazione e sono marcate dall’intonazione
  8. Iussive o imperative: esprimono un ordine, un’istruzione, marcate da forme verbali come l’imperativo, il congiuntivo e l’infinito preceduto da negazione. Dal punto di vista della strutturazione dell’informazione devono essere distinti due elementi:
  • TEMA: entità attorno a cui si predica qualcosa.
  • REMA: è la predicazione che viene fatta, cioè l’informazione che viene fornita a proposito del tema. Es. Luisa va a Milano -> Luisa è il tema; va a Milano è il rema. Il tema in genere si trova in prima posizione perché rappresenta il punto di partenza di un’affermazione, ma possono esistere anche frasi atematiche ( Prendi la valigia! ). Le lingue possiedono però dispositivi per separare le tre funzioni e mutare o invertire l’ordine non marcato dei costituenti. In italiano per esempio possono svolgere tale compito le costruzioni note come DISLOCAZIONI A SINISTRA , che spostano davanti alla frase, cioè alla sua sinistra, uno degli elementi che la costituiscono. Con la dislocazione a sinistra si può quindi mandare nella posizione di tema l’oggetto ( che solitamente è rematico) o un altro complemento rematico, e mandare a rema il soggetto ( di solito tematico). Es. Un gatto insegue il topo-> il topo lo insegue da un gatto. Nella prima fase il gatto ( soggetto,agente,tema), il topo( oggetto,paziente,rema). La dislocazione a sx anticipa all’inizio della frase un costituente( es. topo), riprendendolo con un pronome clitico sul verbo che ne rappresenta la funzione sintattica ( lo insegue). Si noti che questa può essere un effetto analogo nella costruzione passiva (il topo è inseguito da un gatto), la quale muta però anche la correlazione tra ruoli semantici e funzioni sintattiche. Esiste anche la DISLOCAZIONE A DESTRA che consiste nell’isolare sulla destra ( in fondo alla frase) un costituente, riprendendolo anche qui con un pronome clitico sul verbo ( es. lo vuole un caffè? ), attuando così un inversione dell’ordine naturale tema+ rema ( in quanto il valore isolato a destra ha un valore tematico). Inoltre vi è un altro tipo di frase “ la frase scissa” , che consiste nel spezzare una frase in due parti, portando all’inizio della frase un costituente introdotto dal verbo “essere” e facendolo seguire da una frase (pseudo)relativa ( è il gatto che insegue il topo ). Se l’elemento focus in questione è il soggetto, possiamo avere in alternativa il secondo membro di una frase scissa una frase infinitiva introdotta da “a” : è “ Gianni ad aver rubato la marmellata ”, equivalente a “ è Gianni che ha rubato la marmellata ”. Dunque, nella frase il focus è l’elemento su cui si concentra maggiormente l’interesse del parlante, fa parte del rema e solitamente viene evidenziato con una particolare curva intontiva enfatica. Non solo, il focus

può essere anche l’elemento che viene contrastato ( es. Carla ogni mattina prende il caffè, non la cioccolata). Le lingue possiede anche mezzi particolari per evidenziare il focus, come la frase scissa o addirittura utilizzando avverbi o particelle che lo introducono ( anche, addirittura, solo). Per concludere data una certa frase con l’ordine normale dei costituenti possiamo trasformarla in frasi marcate che mutano l’ordine dei costituenti e/o cambiano la normale disposizione delle funzioni pragmatiche. Es. Gianni ha preso un caffè. Un caffè Gianni lo ha preso ( dislocazione a sinistra ) Gianni lo ha preso un caffè ( dislocazione a destra ) E’ Gianni che ha preso un caffè ( frase scissa ) In conclusione possiamo analizzare sintatticamente una frase secondo quattro diverse prospettive:

  1. PROSPETTIVA CONFIGURAZIONALE: relativa alla struttura in costituenti. Es. Gianni corre = SN+ SV.
  2. PROSPETTIVA SINTATTICA: relativa alle funzioni sintattiche. Es. Gianni corre = SOGG+ PRED VERBALE.
  3. PROSPETTIVA SEMANTICA: relativa ai ruoli semantici. Es. Gianni corre = AGENETE+ AZIONE.
  4. PROSPETTIVA PRAGMATICO-INFORMATIVA: relativa all’articolazione tema/rema. Es. Gianni corre = TEMA+ REMA. ELEMENTI DI GRAMMATICA GENERATIVA: Nella linguistica degli ultimi 40 anni ha acquisito sempre più importanza la grammatica generativa , legata al grande nome del linguista Chomsky. La trattazione della grammatica generativa (g.g) presenta un grado molto elevato di tecnicità. La g.g intende predire FRASI COMPLESSE: La sintassi del periodo è un ulteriore importante sottolivello di analisi del sistema linguistico, infatti molto spesso le frasi non vengono realizzate come unità isolate, ma si combinano in sequenze strutturate lunghe , frasi complesse o periodi. E’ molto importante fare una distinzione tra coordinazione e subordinazione nell’analisi del periodo.
  5. Coordinazione: si ha quando le diverse proposizioni vengono accostate l’una all’altra senza che vi sia tra esse un rapporto di dipendenza
  6. Subordinazione: quando vi è un rapporto di dipendenza tra le proposizioni. Gli elementi che realizzano i rapporti di coordinazione e subordinazione tra le frasi sono i connettori o connettivi. La coordinazione è realizzata mediante congiunzioni coordinate ( e,o, ma…) o anche attraverso la giustapposizione di proposizioni ( Luisa legge, Marco scrive). La subordinazione, invece, è realizzata con congiunzioni subordinanti ( perché, quando, mentre, affinché, benché), mediante modi verbali non finiti. Le frasi subordinate si possono distinguere in tre principali categorie a seconda del modo strutturale in cui si agganciano alla frase principale:
  7. Avverbiali : modificano l’intera frase da cui dipendono ( esco, benché piova). Sono normalmente avverbiali le subordinate causali, temporali, concessive, ipotetiche, finali.
  8. Completive : sono subordinate che sostituiscono un costituente nominale maggiore( cioè il soggetto,oggetto o anche il predicato nominale o l’oggetto indiretto), che riempiono una valenza o