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Linguistica Generale, Sintassi, Appunti di Linguistica

La linguistica un corso introduttivo, Berruto Cerruti

Tipologia: Appunti

2017/2018

In vendita dal 21/11/2018

claudiasplt
claudiasplt 🇮🇹

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SINTASSI
Livello di analisi che si occupa della struttura delle frasi: come si combinano fra loro le
parole e per formare frasi.
La FRASE è l’entità linguistica che costituisce un messaggio nella comunicazione verbale.
Una frase è identificata dal contenere una predicazione cioè un’affermazione riguardo a
qualcosa, l’attribuzione di una qualità o un modo d’essere o agire a un’entità;
es. Gianni è alto
verbo autonomo forma una frase.
frasi senza verbo dette frasi nominali comunicano una predicazione
es. buona questa torta
Con il termine frase si designano anche costrutti più complessi di una frase semplice
costituita da un’unica predicazione.
La frase semplice costituita da un’unica predicazione può chiamarsi PROPOSIZIONE.
L’analisi della struttura delle frasi permette di individuare i rapporti e le dipendenze fra gli
elementi della frase attraverso la segmentazione:
ovvero si scompone la frase in pezzi via via sempre più piccoli che sono i ‘costituenti della
frase’.
Viene chiamata analisi in costituenti immediati: individua i costituenti di ciascun
sottolivello di analisi.
La prova di commutazione
La scomposizione viene attuata confrontando una frase con un’altra più semplice ma che
abbia la stessa struttura, così vengono effettuati i ‘tagli’ che individuano i costituenti di ogni
sottolivello (le parole).
Es:
Mio cugino legge
Gianni ha comprato una macchina nuova mio cugino svolge lo stesso ruolo di
Gianni.
Il costituente può essere formata da una o più parole (blocchi costituenti).
es. (Il cane) gioca (con (la palla))
L’analisi della frase viene rappresentata attraverso il metodo degli alberi etichettati che
rappresenta la struttura della frase sia nel suo sviluppo lineare sia nei rapporti gerarchici tra
costituenti:
ogni nodo rappresenta un sottolivello di analisi della sintassi e reca il simbolo della
categoria a cui appartiene il costituente di quel sottolivello.
In un albero ogni elemento modifica l’elemento alla sua sinistra.
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SINTASSI

Livello di analisi che si occupa della struttura delle frasi: come si combinano fra loro le parole e per formare frasi.

La FRASE è l’entità linguistica che costituisce un messaggio nella comunicazione verbale. Una frase è identificata dal contenere una predicazione cioè un’affermazione riguardo a qualcosa, l’attribuzione di una qualità o un modo d’essere o agire a un’entità; es. Gianni è alto

▲ verbo autonomo forma una frase. ▲ frasi senza verbo dette frasi nominali comunicano una predicazione es. buona questa torta

Con il termine frase si designano anche costrutti più complessi di una frase semplice costituita da un’unica predicazione. La frase semplice costituita da un’unica predicazione può chiamarsi PROPOSIZIONE.

L’analisi della struttura delle frasi permette di individuare i rapporti e le dipendenze fra gli elementi della frase attraverso la segmentazione: ovvero si scompone la frase in pezzi via via sempre più piccoli che sono i ‘costituenti della frase’. Viene chiamata analisi in costituenti immediati : individua i costituenti di ciascun sottolivello di analisi.

La prova di commutazione La scomposizione viene attuata confrontando una frase con un’altra più semplice ma che abbia la stessa struttura, così vengono effettuati i ‘tagli’ che individuano i costituenti di ogni sottolivello (le parole). Es:

  • Mio cugino legge
  • Gianni ha comprato una macchina nuova mio cugino svolge lo stesso ruolo di Gianni.

Il costituente può essere formata da una o più parole ( blocchi costituenti ). es. (Il cane) gioca (con (la palla)) L’analisi della frase viene rappresentata attraverso il metodo degli alberi etichettati che rappresenta la struttura della frase sia nel suo sviluppo lineare sia nei rapporti gerarchici tra costituenti: ogni nodo rappresenta un sottolivello di analisi della sintassi e reca il simbolo della categoria a cui appartiene il costituente di quel sottolivello. In un albero ogni elemento modifica l’elemento alla sua sinistra.

Un albero del genere è l’ INDICATORE SINTAGMATICO della frase. Simboli: F = frase, SN = sintagma nominale, SV = sintagma verbale, N = nome, V = verbo, ART = articolo, POSS = possessivo, DET = determinante, AUS = ausiliare PP = participio passato.

Determinante comprende tutti gli elementi che compaione nello stesso contesto, davanti a un nome (parole funzionali).

Gli elementi al termine di una diramazione, dominati dallo stesso nodo, di chiamano ‘(costituenti) fratelli’.

Ogni frase è dunque rappresentabile con un indicatore sintagmatico, che può disambiguare frasi che in realtà sembrano identiche ma hanno una duplice interpretazione semantica. es. sono invitate tutte le ragazze e le signore col cappellino.

L’analisi in costituenti individua 3 sottolivelli di analisi:

  • Frasi
  • Sintagmi : minima combinazione di parole che funzioni come unità della struttura frasale Hanno una testa (elemento minimo costituente)
  • Parole

Il più importante dal punto di vista della sintassi è il SINTAGMA definibile come la minima combinazione di parole(almeno una parola) che funzioni come unità della struttura frasale(della sintassi). I sintagmi sono costituiti attorno a una testa , sulla cui base vengono classificati e da cui prendono il nome. La testa è per cui l’elemento minimo costituente del sintagma che da solo può costituire sintagma. es. SN: la copertina blu Coincide con la parola che determina la categoria di appartenenza del sintagma stesso. Tutte le categorie lessicali di parole piene possono essere teste di sintagma. Si parla quindi di sintagma nominale, verbale, aggettivale, preposizionale, avverbiale a seconda della parte del discorso a cui appartiene l’elemento che funge da testa. Un SINTAGMA NOMINALE è un sintagma costruito attorno a un nome. N è la testa di SN. I pronomi (PRO) possono sostituire un nome e quindi possono essere testa.

Un SINTAGMA VERBALE è un sintagma costruito attorno a un verbo. V è la testa di SV.

Riconoscimento dei sintagmi:

  • mobilità: un gruppo di parole rappresenta un sintagma se le parole che lo costituiscono si muovono congiuntamente all’interno di una frase;
  • scissione: un gruppo di parole rappresenta un sintagma se può essere separato dal resto della proposizione costruendo una struttura chiamata fase scissa;
  • Verbi bivalenti : due argomenti. I verbi «transitivi», catturare - Gianni ha catturato il ladro implica ‘qualcuno che catturi’ e ‘qualcuno che venga catturato’
  • Verbi trivalenti : tre argomenti. Verbi come «dire» e «dare»: Gianni ha dato un libro a Maria implica ‘qualcuno che dia’, ‘qualcosa che sia dato’, ‘qualcuno a cui si dia’

Tutti i verbi, tranne i meteorologici, hanno una valenza che è il soggetto. Questo può quindi definirsi come la prima valenza di ogni verbo. La seconda valenza coincide come la funzione sintattica di complemento oggetto nel caso dei verbi transitivi, ma può essere anche un complemento di luogo, un predicativo ecc.

In una frase possono essere presenti molti altri elementi «facoltativi» e sono detti circostanziali si dicono anche avverbiali o aggiunti : non essendo implicati dal significato del verbo, non fanno parte delle funzioni sintattiche fondamentali e dello schema valenziale, ma svolgono una funzione semantica importante perché adducono informazioni. “Luisa cuoce con pazienza la torta nel forno per tre ore .”

FUNZIONI SEMANTICHE intervengono nella costruzione e interpretazione di una frase, indicando il modo in cui il referente di ogni sintagma contribuisce e partecipa all’evento rappresentato dalla frase. Tali funzioni sono dette RUOLI SEMANTICI. La frase non è più vista come significante dotato di significato ma dalla prospettiva del significato per cui la frase si configura globalmente come una sorta di scena o evento in cui i diversi elementi interpretano delle parti. Le parti sono appunto di ruoli semantici.

  • RUOLI SEMANTICI Le categorie che vengono usate per designare i ruoli semantici sono:
  • AGENTE (parte attiva) è il ruolo semantico dell’entità animata che si fa intenzionalmente parte attiva e provoca ciò che accade Gianni mangia una mela
  • PAZIENTE (subisce) entità che nell’evento rappresentato è coinvolta senza intervento attivo (subisce o è interessata passivamente da ciò che accade) Gianni mangia una mela
  • SPERIMENTATORE entità toccata da o che prova un certo stato o processo psicologico A Luisa piacciono i gelati
  • BENEFICIARIO entità a vantaggio della quale va a ricadere quanto succede nell’avvenimento Gianni regala un libro a Luisa
  • STRUMENTO entità inanimata mediante la quale avviene ciò che accade Gianni taglia la mela col coltello
  • DESTINAZIONE entità verso cui si dirige l’attività espressa dal predicato o che costituisce l’obiettivo o la meta di uno spostamento Luisa parte per le vacanze
  • località (entità in cui si colloca spazialmente l’azione) provenienza (entità da cui un’altra entità si muove) dimensione (estensione nel tempo nello spazio ) comitativo (entità che

partecipa all’attività svolta dall’agente).

  • I predicati possono avere vari ruoli semantici, come stato ( esistere ), processo (invecchiare) , azione (correre).

Tra funzioni sintattiche e ruoli semantici ci sono rapporti preferenziali: ciò che ha ruolo d’agente in struttura semantica tende a comparire come soggetto in struttura sintattica, ciò che ha ruolo di paziente tende a comparire come complemento oggetto ecc.

Nella FRASE PASSIVA è invece diverso il rapporto tra ruoli semantici e funzioni sintattiche. Qui l’agente che normalmente fa da soggetto è mandato a complemento di agente mentre il paziente diventa soggetto. La possibilità di volgere una frase al passivo distingue anche i verbi in TRANSITIVI (passivizzabili) e verbi INTRANSITIVI (non passivizzabili). I verbi intransitivi di distinguono in VERBI INACCUSATIVI (richiedono ausiliare essere) arrivare e verbi INTERGATIVI (richiedono ausiliare avere) camminare.

  • Il terzo ordine è l’ORGANIZZAZIONE PRAGMATICO – INFORMATIVA : ovvero il meccanismo di produzione della frase. Una frase collega la rappresentazione di un evento o uno stato di cose del mondo esterno, la realtà effettiva immaginata com’è filtrata dall’intelletto umano a una catena fonica costituita da suoni del linguaggio che danno forma alla materia grezza del segnale. Come si produce una frase: A. si sceglie dal patrimonio lessicale che fa parte della conoscenza che abbiamo della nostra lingua un certo predicato con un certo schema valenziale B. si fornisce interpretazione semantica attraverso assegnazione di ruoli semantici ai diversi elementi che esso contiene C. i ruoli semantici sono proiettati in funzioni sintattiche D. tutto ciò è realizzato in una struttura in costituenti un indicatore sintagmatico retto dai principi della teoria X-barra.

Bisogna tenere conto anche di un altro piano, quello dell’ORGANIZZAZIONE PRAGMATICO INFORMATIVA per cui si distinguono di solito 4 tipi di frasi:

  1. DICHIARATIVE (fanno un’affermazione generica che può avere valori specifici),
  2. INTERROGATIVE (pongono una domanda)
  3. ESCLAMATIVE
  4. IUSSIVE o IMPERATIVE.

Una frase può essere vista come un’affermazione fatta attorno a qualche cosa. Va fatta una distinzione fra la parte della frase che identifica e quella che isola, cioè fra:

  • TEMA ciò su cui si fa un’affermazione, l’entità attorno a cui si predica qualcosa. Indica e isola il dominio per cui vale la predicazione

III. Prospettiva semantica , relativa ai ruoli semantici; IV. Prospettiva pragmatico - informativa , relativa all’articolazione tema/rema (ed eventualmente in dato/nuovo, ecc.) esemplificando

a.

b. Gianni corre SN + SV

c. Gianni corre SOGG + PRED VERB d. Gianni corre

AGENTE + AZIONE e. Gianni corre TEMA + REMA

GRAMMATICA GENERATIVA

è una grammatica che intende predire in maniera esplicita le frasi possibili di una lingua, legata al linguistica Chomsky. ‘Generativa’ si rifà al senso logicomatematico del verbo generare ossia “definire ed enumerare esplicitamente”. Il ruolo centrale per la generazione è svolto dalla sintassi, la parte interna della lingua che ha il compito di accoppiare e interpretare significati e significanti e che si basa su una grammatica universale. Scopo della grammatica generativa è quindi di costruire una teoria della competenza: formalizzare mediante regole e principi l’insieme di ‘intuizioni’ che costituisce la conoscenza implicita che un parlante ha della propria lingua. E’ costituita da:

  • Lessico : parole con il loro significato e le loro proprietà;
  • Regole : governano i diversi aspetti della grammatica e descrivono il meccanismo di formazione delle frasi (regole di riscrittura, ricorsive, contestuali). Vanno intese come ‘istruzioni’ da applicare nella generazione di un determinato prodotto. Vengono usate per formulare i principi operanti nella struttura linguistica. - ricorsive : si ha quando all’uscita della regola (a dx della freccia) è contenuto il simbolo di categoria che rappresenta l’entrata della regola (es. SN SN + SPrep). - contestuali : si possono applicare solo nei contesti specificati da quanto

viene formalizzato dopo la barra

Le regole sono spesso regole di RISCRITTURA a struttura sintagmatica, cioè hanno forma generale ‘ X Y + Z ‘, dove X,Y,Z sono simboli di categoria. Ovvero: Y e Z sono i costituenti immediati di X in un indicatore sintagmatico, la freccia orientata a destra vale ‘è da riscrivere come’. es. N libro (‘riscrivere N come libro’)

  • nella costruzione dell’indicatore sintagmatico: scindere una categoria X nelle due categorie di sottolivello successivo Y e Z merge

Solo le frasi hanno una struttura predicativa (cioè, solo le frasi hanno un soggetto e un predicato) e sono in un rapporto di dipendenza reciproca (l'uno dipende dall'altro e viceversa): I costituenti di un sintagma sono invece in un rapporto di dipendenza non-reciproca (la testa può esserci senza modificatori, ma non viceversa).

TIPI DI FRASE

  • Semplice: non contiene altre frasi [Gianni è partito]
  • Complessa: contiene altre frasi, in rapporti di a. Coordinazione: si ha quando le diverse frasi vengono accostate l’una all’altra senza che si ponga tra di esse un rapporto di dipendenza (sono tutte allo stesso livello), realizzata con e, ma ecc… b. Subordinazione: quando vi è un rapporto di dipendenza tra le frasi, in quanto una frase si presente come gerarchicamente inferiore ad un’altra, realizzata con perché, quando, mentre, benché ecc..

Vi sono altri principi che regolano il modo in cui il sistema linguistico organizza le combinazioni di frasi, e parole:

  • COORDINAZIONE SUBORDINAZIONE CONNETTIVI : elementi che coordinano o subordinano le frasi tra loro.

Le frasi subordinate si possono distinguere in tre principali categorie:

  • AVVERBIALI : sono frasi subordinate che modificano l’intera frase da cui dipendono (es. esco, benché piove; mentre Luigi mangia le fragole, Carla gioca a ramino).
  • COMPLETIVE : sono subordinate che costituiscono un costituente nominale maggiore (cioè il soggetto o l’oggetto, o anche il predicato nominale o l’oggetto indiretto) della frase (es. sembra che faccia bel tempo ; Giorgio dice che Chomsky ha ragione; penso a come risolvere il problema;
  • RELATIVE: sono frasi subordinate che modificano un costituente nominale della frase (es. non ho più visto lo studente a cui ho dato il libro ).

Classificazione delle frasi semplici:

  • Dichiarative : affermazione generica che può avere valori specifici: Gianni è partito
  • Interrogative sì/no : pongono domande marcate nell’intonazione: Gianni è partito? / interrogative «wh-» : Chi è partito?
  • Esclamative: esclamazione marcate nell’intonazione: Che sorpresa mi ha fatto Gianni!
  • Imperative : esprimono un ordine, un’istruzione marcate da forme verbali come l’imperativo, il congiuntivo, infinito preceduto da negazione: Gianni, parti!

Le frasi interrogative e dichiarative sono uguali, cambia solo il modo di intonazione. Le frasi affermative e negative sono diverse solo per la particella “non”. Questo tipo di corrispondenza sistematica è chiamato trasformazione.

Polarità:

  • Affermative: Gianni è partito
  • Negative: Gianni non è partito

Diatesi:

  • Attive: Gianni ama Maria
  • Passive: Maria è amata da Gianni

Segmentazione:

  • Non segmentate: Non avevo mai letto questo libro
  • Segmentate: un sintagma è separato dal resto della frase da una pausa nella pronuncia
    • Dislocata a destra: Non lo avevo mai letto, questo libro
    • A tema sospeso: Questo signore, Dio gli ha toccato il cuore
    • Focalizzata: Gianni ho visto ieri, non Paolo
    • Scissa: È questo libro che non avevo mai letto

Al di sopra dell’unità frase bisogna riconoscere un altro livello: il livello dei TESTI : è definibile come una combinazione di frasi più il contesto in cui essa funziona da unità comunicativa. Per CONTESTO si deve intendere sia il contesto linguistico (vale a dire la parte di comunicazione verbale che precede e che eventualmente segue il testo in oggetto)