Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Infotainment e Spettacolarizzazione: Analisi del Giornalismo Emotivo e del Terrorismo - Pr, Sintesi del corso di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale

Riassunto breve del libro società dell'orrore

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 12/03/2019

Mo.ele
Mo.ele 🇮🇹

4.8

(3)

5 documenti

1 / 6

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Viviamo nell’epoca del giornalismo emotivo, un giornalismo che per le sue
caratteristiche mette in discussione i canoni tradizionali dell’informazione
politica. Un giornalismo che preferisce l’idea di suscitare nei lettori, negli
spettatori delle emozioni incontrollate, emotive e irrazionali e per
raggiungere quest’obiettivo, ha abbandonato la logica sequenziale e
razionale del racconto giornalistico tradizionale preferendo uno stile
espositivo drammatizzato, enfatico e iperbolico. Per cui parliamo di
spettacolarizzazione delle notizie: un fenomeno che coinvolge molti paesi
occidentali legato alla specificità del contesto, questo trend si afferma a
partire dagli anni 90: momento in cui per legge le tv commerciali devono
mandare in onda i telegiornali in diretta (in particolare Fininvest). Il
modello comunicativo della vetrina si è affermato e diffuso in larga scala
coinvolgendo anche i media, per cui si parla di vetrinizzazione della
società: L’esposizione di vite, storie, emozioni, corpi come se fosse una
messa in scena spettacolo facendo emergere la trasparenza assoluta. I
soggetti sono disposti a mostrarsi, la tv è una sorta di finestra sul mondo
e sull’intimità, mettendo in scena la vita emozionale di un singolo
soggetto. Anche a causa della maggiore pervasività degli schermi nella
vita quotidiana, il processo di evoluzione dei media sembra spingere la
nostra società verso una confusione tra reale e immaginario. Per cui si
parla di tv verità la presenza della realtà all’interno della televisione è una
costante di tutta la storia della tv. In Italia l’unione tra
Fictional: racconto di una storia inventata
Factual: racconto di una storia realmente accaduta
risale alla tragedia di Vermicino nel 81 ha segnato la nascita dello
spettacolo del dolore. La tragedia viene narrata in diretta televisiva di tre
giorni durante i quali lo spazio diventa spettacolo la narrazione da
cronaca giornalistica diventa fiction che racconta la morte si inserisce
nello spazio dello show-business. La tv verità nasce paradossalmente con:
il racconto per immagini di una sola telecamera, un microfono calato nel
pozzo, un bambino di nome Alfredo Rampi. Dal 1987 al 1994 una svolta
radicale nella storia dell’intrattenimento televisivo è segnata dalla tv
verità inventata da Angelo Guglielmi un nuovo modo di fare tv che
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Infotainment e Spettacolarizzazione: Analisi del Giornalismo Emotivo e del Terrorismo - Pr e più Sintesi del corso in PDF di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale solo su Docsity!

Viviamo nell’epoca del giornalismo emotivo, un giornalismo che per le sue caratteristiche mette in discussione i canoni tradizionali dell’informazione politica. Un giornalismo che preferisce l’idea di suscitare nei lettori, negli spettatori delle emozioni incontrollate, emotive e irrazionali e per raggiungere quest’obiettivo, ha abbandonato la logica sequenziale e razionale del racconto giornalistico tradizionale preferendo uno stile espositivo drammatizzato, enfatico e iperbolico. Per cui parliamo di spettacolarizzazione delle notizie: un fenomeno che coinvolge molti paesi occidentali legato alla specificità del contesto, questo trend si afferma a partire dagli anni 90: momento in cui per legge le tv commerciali devono mandare in onda i telegiornali in diretta (in particolare Fininvest). Il modello comunicativo della vetrina si è affermato e diffuso in larga scala coinvolgendo anche i media, per cui si parla di vetrinizzazione della società : L’esposizione di vite, storie, emozioni, corpi come se fosse una messa in scena spettacolo facendo emergere la trasparenza assoluta. I soggetti sono disposti a mostrarsi, la tv è una sorta di finestra sul mondo e sull’intimità, mettendo in scena la vita emozionale di un singolo soggetto. Anche a causa della maggiore pervasività degli schermi nella vita quotidiana, il processo di evoluzione dei media sembra spingere la nostra società verso una confusione tra reale e immaginario. Per cui si parla di tv verità la presenza della realtà all’interno della televisione è una costante di tutta la storia della tv. In Italia l’unione tra

Fictional: racconto di una storia inventata ● Factual: racconto di una storia realmente accaduta

risale alla tragedia di Vermicino nel 81 ha segnato la nascita dello spettacolo del dolore. La tragedia viene narrata in diretta televisiva di tre giorni durante i quali lo spazio diventa spettacolo la narrazione da cronaca giornalistica diventa fiction che racconta la morte si inserisce nello spazio dello show-business. La tv verità nasce paradossalmente con: il racconto per immagini di una sola telecamera, un microfono calato nel pozzo, un bambino di nome Alfredo Rampi. Dal 1987 al 1994 una svolta radicale nella storia dell’intrattenimento televisivo è segnata dalla tv verità inventata da Angelo Guglielmi un nuovo modo di fare tv che

quadruplica gli ascolti di rai 3 , la tv diventa una specie di laboratorio aperto sulla realtà , i fatti di cronaca vengono ricostruiti e presentati con la tecnica del docudrama, le scene vengono rappresentate dagli attori mediante la tecnica dello story telling, e il testo mediale e le immagini documentarie sono montate con riprese da fiction. La tv propone fatti reali, li ritrae nella loro essenzialità utilizzando strategie narrative per attrarre i destinatari e fa diventare i casi di cronaca testi mediali utilizzando nuove forme di romanzo popolare. La vita quotidiana viene messa in scena dagli attori con le tecniche narrative della novella. Il successo clamoroso di trasmissioni come: un giorno in Pretura che trasmette le registrazioni di importanti processi, Chi L’ha visto che indaga nella vita di persone scomparse misteriosamente, Amore Criminale, Quarto Grado hanno contribuito all’affermazione definitiva anche in Italia di uno spettacolo delle notizie sul crimine e sugli eventi tragici che usa la realtà come semplice piattaforma sulla quale ricostruire programmi info-trattenitivi raccapriccianti ed emozionanti. Ciò rende le notizie considerabili come merci da rendere appetibili e prodotti di intrattenimento, per cui si introduce il concetto di L’INFOTEIMENT: allude alla tendenza dei media a presentare l’informazione come uno spettacolo per cui la principale funzione è quella di servire da gancio per catturare e mantenere l’audience. L’emozione della news occupa una posizione instabile tra emozioni reali e emozioni fittizie, essa si ricollega alle emozioni reali nella misura in cui la sofferenza degli infelici offerta come spettacolo è presentata come realtà ad uno spettatore che però resta al sicuro nel suo ambiente domestico. La centralità della dimensione emotiva è diventato uno dei punti più deboli a partire dai quali le coperture informativa dei delitti o degli attentati terroristici è stata criticata. Per esempio, dei motivi che istigano gli spettatori il desidero di vedere la sofferenza sullo schermo è un tema ricorrente. La rappresentazione eccessiva del dolore in tv alimenta il sospetto dell’autenticità del desiderio altrui di andare incontro agli altri invece dell’accusa di voyeurismo.

11 settembre crea una svolta epocale anche sul piano delle strategie comunicative del terrorismo, per la prima volta un attentato è stato progettato e realizzato come evento televisivo, ha avuto luogo in diretta davanti alle telecamere -Qualcuno afferma che Bin Laden è un Media man, uno che ha capito la logica dei media. Bisogna capire le modalità di interazione tra la logica della comunicazione oggi prevalente e logica dei terroristi, il punto di partenza è che ci sono obiettivi diversi:

● i giornalisti hanno l’obbligo di informare. ● i terroristi vogliono solo terrorizzare.

Quest’ultimi ci riescono perfettamente perché nella società dello schermo in cui viviamo possono utilizzare un’infinità di canali attraverso i quali far circolare, quindi dare visibilità. Infatti, l’attacco al world trade center è stato un evento simbolico finalizzato a traumatizzare un’intera società attraverso la distruzione, ed è riuscito a traumatizzare profondamente l’audience globale. Il Media oriented terrorism è caratterizzato solo se i luoghi e i bersagli sono facilmente notiziabili. Il finale principale è il coverage informativo degli attentati, unica e vera arma per ottenere straordinari effetti di visibilità. Una questione da attenzionare è il concetto di coverage giornalistico degli attentati terroristici che è stata molto dibattuta. Barnhust distingue due modelli di analisi:

•CULPABLE MEDIA MODEL: mette una relazione diretta tra coverage giornalistico e terrorismo. Qui si impone l’obbligo di regolamentare i media, essi sono coinvolti in un gioco pericoloso visto che probabilmente il loro coverage potrebbe incoraggiare il terrorismo ed entrare in un circolo vizioso

•VULNARABLES MEDIA MODEL: considera proprio i media informativi le vittime principali del terrorismo e non le cause perché non possono sfuggire all’obbligo della copertura di tali fatti in un contesto globale che vede il predominio della logica.

Uno degli esempi più significativi è offerto dalla tragica esperienza del terrorismo delle Brigate Rosse in Italia di cui la nascita può essere letta come un proseguimento della politica con altri mezzi come per esempio la

lotta armata. In particolar modo nel caso di Aldo Moro, leader della dc. Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto «tribunale del popolo» istituito dalle stesse Brigate Rosse e dopo che queste ultime avevano chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Moro fu ucciso. La vittima diventa messaggio, arma contro il sistema, la sua vita viene ridotta a merce permettendo alle brigate rosse di essere una minaccia reale per la democrazia. Il suo sequestro segna uno spartiacque nella storia delle strategie comunicative perché le Brigate rosse ricorrono soprattutto a testi scritti, labirinti di parole difficili da decifrare, le immagini diffuse non sono mai della presenza con avvenimenti in corso, al contrario, si tratta sempre di immagini dell’assenza in cui l’azione è stata già svolta, i protagonisti non ci sono e restano in primo piano i fori causati dai proiettili e i corpi martoriati delle vittime.

11 SETTEMBRE: Al Qaeda ha cercato visibilità ottenendola offrendo ai palinsesti eventi eccezionali con incredibili materiali visivi in grado di imporsi per settimane nelle prime pagine dei giornali e per sempre nelle menti di chi ha conosciuto quell’evento. Secondo Baudrillard è stato un evento assoluto per due motivi:

● si tratta di un terrorismo nuovo, in cui convergono due elementi portanti del ventesimo secolo: il fascino di un film e il terrore del reale, sembra una fiction ma chi la guarda sa bene che si tratta di un fatto reale e ciò amplifica lo sgomento. ● I terroristi usano l’arma assoluto della loro stessa morte è una guerra asimmetrica che lascia l’occidente in una irreversibile posizione di debolezza, il suicidio in diretta tv infonde il puro terrore amplificato dal fatto che la minaccia può essere ovunque.

CLONAZIONE: dal 2001 dall’attacco alle torri gemelle, oltre alla figura del terrore si è affiancata quella del clone ovvero dopo quell’ attacco l’effetto ricevuto è stato quello di clonare/replicare il numero degli attacchi terroristici. Sfruttati entrambi da Bush entra nella sua campagna la guerra dei cloni. Terrorismo e clonazione sono due concetti iconici che riescono a suscitare reazioni negative, convergono