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infotainment - pananari, Dispense di Scienze Sociali

infotainment - pananari - campaing

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 27/10/2018

nicolo.puglisi.91
nicolo.puglisi.91 🇮🇹

4.4

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L’infotainment
Cos’è l’infotainment? Significa letteralmente informazione-spettacolo (oppure lo spettacolo
dell'informazione). È un neologismo di matrice anglosassone usato in ambito radio-televisivo,
riferibile alla formula del rotocalco televisivo. L'infotainment ha origine dalla mescolanza di più
generi per andare incontro all'instabile livello d'attenzione del pubblico. In quanto nel panorama
dell'informazione mediatica, il pubblico è bombardato da informazioni di ogni tipo, soggetto quindi
a fenomeni di sovraccarico. Di conseguenza, una notizia per poter emergere e richiamare
l'attenzione deve essere spettacolarizzata: ciò comporta delle ricadute deontologiche che riguardano
sia il giornalismo che la gestione dell'azienda editoriale.
Il tema dell’infotainment è strettamente legato alla informazione politica, che negli ultimi hanno
ha acquisito maggiore spazio nell’informazione; in merito a ciò vi sono però posizioni contrastanti:
Secondo alcuni l’infotainment rafforzerebbe nel pubblico atteggiamenti di disimpegno,
disaffezione e in taluni casi di avversione nei confronti della politica, oppure veicolerebbe
orientamenti populistici e xenofobi e il cd “conservatorismo irriflessivo” (Cultural studies
– il loro iniziatore è stato il sociologo Stuart Hall)
Nonostante tutto, rappresenterebbe una fonte di “informazione” sulla politica per fasce di
popolazione che non se ne interessano abitualmente (G. Mazzoleni)
È chiaro come il fenomeno dell’infotainment presenta tratti ambivalenti e poliedrici. I processi di
spettacolarizzazione della politica e dell’informazione indeboliscono l’idea della tv come sfera
pubblica per eccellenza, suggerendo con sempre maggiore insistenza che l’informazione migliore e
autentica risieda altrove. Al tempo stesso, si rivela innegabile il fatto che i media sono nati “nel” e
“per” il mercato di massa e rispondono ad una di domanda di consumo di cultura, divertimento e
informazione che, al pari della politica, si esprime su larga scala (Denis McQuail, Mass
Communication Theory, 2005)
Le cose serie della politica e la politica stessa si trasformano in qualcosa di enjoyable, e ciò avviene
quando la politica incontra i media(politica pop). Attraverso i media, infatti, il linguaggio serio della
politica si mischia con le leggi dello spettacolo. La politica perde la sua natura classica di impegno
e serietà per diventare e trasformarsi in entertainment. Sono i media ad imporre questo sistema,in
cui da un lato, il personale politico sa di andare in onda senza la “rete di protezione” e di riverenza
e dall’altro nella quale il conduttore cessa la “funzione arbitrale” anche se viene privilegiata la
modalità di interazione basata sulla conversazione. (Gianpietro Mazzoleni, autore con Anna
Sfardini di Politica pop. Da “Porta a Porta” a “L’isola dei famosi”, 2009)
Secondo taluni studiosi però i processi di popolarizzazione della politica e del dibattito pubblico
determinati dall'infotainment e dalla fruizione televisiva generano un effetto di dumbing down
(variamente traducibile con “abbassamento”, “semplificazione eccessiva”, talvolta anche
“istupidimento”...)

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L’infotainment

Cos’è l’infotainment? Significa letteralmente informazione-spettacolo (oppure lo spettacolo dell'informazione ). È un neologismo di matrice anglosassone usato in ambito radio-televisivo, riferibile alla formula del rotocalco televisivo. L' infotainment ha origine dalla mescolanza di più generi per andare incontro all'instabile livello d'attenzione del pubblico. In quanto nel panorama dell'informazione mediatica, il pubblico è bombardato da informazioni di ogni tipo, soggetto quindi a fenomeni di sovraccarico. Di conseguenza, una notizia per poter emergere e richiamare l'attenzione deve essere spettacolarizzata: ciò comporta delle ricadute deontologiche che riguardano sia il giornalismo che la gestione dell'azienda editoriale.

Il tema dell’ infotainment è strettamente legato alla informazione politica, che negli ultimi hanno ha acquisito maggiore spazio nell’informazione; in merito a ciò vi sono però posizioni contrastanti:

  • Secondo alcuni l’infotainment rafforzerebbe nel pubblico atteggiamenti di disimpegno, disaffezione e in taluni casi di avversione nei confronti della politica, oppure veicolerebbe orientamenti populistici e xenofobi e il cd “conservatorismo irriflessivo” ( Cultural studies
    • il loro iniziatore è stato il sociologo Stuart Hall)
  • Nonostante tutto, rappresenterebbe una fonte di “informazione” sulla politica per fasce di popolazione che non se ne interessano abitualmente (G. Mazzoleni)

È chiaro come il fenomeno dell’infotainment presenta tratti ambivalenti e poliedrici. I processi di spettacolarizzazione della politica e dell’informazione indeboliscono l’idea della tv come sfera pubblica per eccellenza, suggerendo con sempre maggiore insistenza che l’informazione migliore e autentica risieda altrove. Al tempo stesso, si rivela innegabile il fatto che i media sono nati “nel” e “per” il mercato di massa e rispondono ad una di domanda di consumo di cultura, divertimento e informazione che, al pari della politica, si esprime su larga scala (Denis McQuail, Mass Communication Theory , 2005) Le cose serie della politica e la politica stessa si trasformano in qualcosa di enjoyable , e ciò avviene quando la politica incontra i media(politica pop). Attraverso i media, infatti, il linguaggio serio della politica si mischia con le leggi dello spettacolo. La politica perde la sua natura classica di impegno e serietà per diventare e trasformarsi in entertainment. Sono i media ad imporre questo sistema,in cui da un lato, il personale politico sa di andare in onda senza la “rete di protezione” e di riverenza e dall’altro nella quale il conduttore cessa la “funzione arbitrale” anche se viene privilegiata la modalità di interazione basata sulla conversazione. (Gianpietro Mazzoleni, autore con Anna Sfardini di Politica pop. Da “Porta a Porta” a “L’isola dei famosi” , 2009)

Secondo taluni studiosi però i processi di popolarizzazione della politica e del dibattito pubblico

determinati dall'infotainment e dalla fruizione televisiva generano un effetto di dumbing down

(variamente traducibile con “abbassamento”, “semplificazione eccessiva”, talvolta anche

“istupidimento”...)