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La statistica e le statistiche, Sintesi del corso di Statistica Economica

Riassunto per primo parziale* di statistica prof. F. Antolini Unite. *Leggete bene quello che scaricate, che poi mi tocca leggere recensioni dove c'è scritto "non completo", grazie. -.-"

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019
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michyleaks11
michyleaks11 🇮🇹

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CAPITOLO 1
LA STATISTICA è una disciplina di sintesi ed analisi che ha l’obiettivo della rappresentazione quantitativa della realtà;
ciò avviene grazie all’impiego di metodologie che però possono alterarne la rappresentazione: statisticare una realtà,
vuol dire infatti approssimarla, fornendo una sua rappresentazione virtuale, ma veritiera.
LA STATISTICA COME CONVENZIONE DI REGOLE: quindi le definizioni statistiche non sempre coincidono con quelle
amministrativo-istituzionali, e per ricondurre le seconde alle prime occorre forzare la realtà, ingabbiandola in schemi
convenzionali che non le sono proprie. Quindi nel corso del tempo le def. statistiche vanno riviste per adeguarle alla
realtà in mutamento
Nel processo di misurazione ci possono essere varie situazioni:
1) IL FEMOMENO è DISTINTO ED ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: la difficoltà riguarda la coerenza con
cui la definizione statistica viene applicata ai criteri epico-formali (es. enti no profit)
2) IL FENOMENO FATTUALE è DISTINTO MA NON ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: es il commercio on-
line, fenomeno su cui tutti i Paesi hanno dovuto trovare una definizione condivisa poiché è difficile effettuare delle
misurazioni
3) IL FENOMENO FATTUALE NON è DISTINTO E NON ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: è il caso dei
fenomeni multidimensionali ad esempio la qualità della vita o il BES (che ha circa 130 indicatori che lo definiscono), la
cui definizione è ottenuta ex-post e non ex-ante. Per la sua complessità, la qualità della vita va segmentata in
dimensioni, che a loro volta vanno divisi in indicatori e non c’è nessuna regola che stabilisca come prendere queste
dimensioni e questi indicatori, sta allo statistico (rischio sempre > che le statistiche diventino sempre meno
comparabili)
LE STATISTICHE sono il prodotto dell’applicazione delle metodologie della statistica. Per poter essere impiegate
devono essere contestualizzate e i dati, prima di diventare statistiche, devono avere la caratteristica dell’omogeneità e
della comparabilità.
Statistiche = informazione statistica = l’insieme delle misure offerte per i diversi fenomeni demografici, economici,
sociali…
ERRORI DI ATTRIBUZIONE: possono verificarsi perché non si conosce il processo di produzione del dato statistico, in
particolare delle corrispondenti definizioni statistiche e del loro grado di aderenza alla realtà.
SISTEMA STATISTICO NAZIONALE (SISTAN): concezione democratica della statistica ufficiale prima grande distinzione
tra STATISTICHE UFFICIALI (è gestita dall’istituto nazionale di statistica ISTAT, 1926, ha il compito di produrre e
diffondere l’informazione statistica) e STATISTICHE NON UFFICIALI (tutti possono produrre dati statistici, ma nella
nostra epoca essendo tempestati di dati il problema è capire quali sono di buona qualità o meno.
Il SISTAN nasce con decreto legislativo 322/89, è la rete statistica per il Paese, di cui fanno parte le fonti ufficiali; se
non si è soggetto SISTAN, le raccolte possono non essere attendibili.
L’obiettivo del SISTAN è fornire dati COMPARABILI, OMOGENEI e DI BUONA QUALITÀ.
Impostazione: anglosassone -o- democratica (la nostra): garantire un’informazione imparziale COMMISSIONE DI
GARANZIA PER L’INFORMAZIONE STATISTICA, organo collegiale con i seguenti compiti:
- Garantire l’imparzialità e la completezza dell’informazione statistica e l’osservanza delle norme sulla
riservatezza delle informazioni
- Vigilare sulla qualità delle metodologie statistiche
- Verificare la conformità delle rilevazioni statistiche alle direttive degli organismi nazionali e comunitari.
Esiste anche un’attività di programmazione riportata nel PSN (PROGRAMMA STATISTICO NAZIONALE): ha durata
triennale, contiene tutte le indagini che verranno effettuate e che sono state precedentemente stabilite nei circoli di
qualità settoriali (*). È deliberato dal COMSTAT (ovvero i rappresentanti degli enti del SISTAN); successivamente il Psn
viene sottoposto a diverse commissioni e poi è approvato con decreto del Presidente del Cons. dei Ministri.
RELAZIONE ANNUALE: documento che il presidente del consiglio dei ministri illustra al Parlamento sull’attività
dell’ISTAT e degli altri soggetti SISTAN e sullo stato del Psn.
(*) Del SISTAN fanno parte i CIRCOLI DI QUALITÀ: gruppi di lavoro di cui si avvale l’ISTAT per la predisposizione del
Psn. Sono individuati 5 settori coordinati da altrettanti direttori: statistiche sociali- “economiche- “territoriali e
ambientali- contabilità nazionale e prezzi- valutazione delle politiche, benessere e analisi integrale. Ogni settore è poi
suddiviso in aree tematiche, coordinate da esperti del settore.
DEFINIZIONE, CLASSIFICAZIONE STATISTICA E NOMENCLATURA: cosa fare quando si fa una statistica: classificazione,
costruzione delle variabili, individuazione degli outlier (dati anomali), imputazione dei dati mancanti. Tutto ciò porta
poi alla misurazione dei dati raccolti all’interno del COLLETTIVO STATISTICO (=POPOLAZIONE), formato da UNITà
STATISTICHE, le quali possono essere suddivise in CARATTERI (in un’indagine posso rilevare più fenomeni con più
variabili)
La definizione statistica è il primo passo per l’individuazione del collettivo statistico; infatti la definizione è il processo
che consente il passaggio dalla realtà fattuale a quella statistica. La classificazione è invece l’operazione mediante la
quale il collettivo statistico viene suddiviso in partizioni dette classi, per cui è possibile stabilire criteri di classificazione
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CAPITOLO 1

LA STATISTICA è una disciplina di sintesi ed analisi che ha l’obiettivo della rappresentazione quantitativa della realtà; ciò avviene grazie all’impiego di metodologie che però possono alterarne la rappresentazione: statisticare una realtà, vuol dire infatti approssimarla, fornendo una sua rappresentazione virtuale, ma veritiera. LA STATISTICA COME CONVENZIONE DI REGOLE: quindi  le definizioni statistiche non sempre coincidono con quelle amministrativo-istituzionali, e per ricondurre le seconde alle prime occorre forzare la realtà, ingabbiandola in schemi convenzionali che non le sono proprie. Quindi nel corso del tempo le def. statistiche vanno riviste per adeguarle alla realtà in mutamento Nel processo di misurazione ci possono essere varie situazioni:

  1. IL FEMOMENO è DISTINTO ED ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: la difficoltà riguarda la coerenza con cui la definizione statistica viene applicata ai criteri epico-formali (es. enti no profit)
  2. IL FENOMENO FATTUALE è DISTINTO MA NON ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: es il commercio on- line, fenomeno su cui tutti i Paesi hanno dovuto trovare una definizione condivisa poiché è difficile effettuare delle misurazioni
  3. IL FENOMENO FATTUALE NON è DISTINTO E NON ESISTE UNA CORRISPONDENTE DEF. STATISTICA: è il caso dei fenomeni multidimensionali ad esempio la qualità della vita o il BES (che ha circa 130 indicatori che lo definiscono), la cui definizione è ottenuta ex-post e non ex-ante. Per la sua complessità, la qualità della vita va segmentata in dimensioni, che a loro volta vanno divisi in indicatori e non c’è nessuna regola che stabilisca come prendere queste dimensioni e questi indicatori, sta allo statistico (rischio sempre > che le statistiche diventino sempre meno comparabili) LE STATISTICHE sono il prodotto dell’applicazione delle metodologie della statistica. Per poter essere impiegate devono essere contestualizzate e i dati, prima di diventare statistiche, devono avere la caratteristica dell’omogeneità e della comparabilità. Statistiche = informazione statistica = l’insieme delle misure offerte per i diversi fenomeni demografici, economici, sociali… ERRORI DI ATTRIBUZIONE: possono verificarsi perché non si conosce il processo di produzione del dato statistico, in particolare delle corrispondenti definizioni statistiche e del loro grado di aderenza alla realtà. SISTEMA STATISTICO NAZIONALE (SISTAN): concezione democratica della statistica ufficiale  prima grande distinzione tra STATISTICHE UFFICIALI (è gestita dall’istituto nazionale di statistica ISTAT, 1926, ha il compito di produrre e diffondere l’informazione statistica) e STATISTICHE NON UFFICIALI (tutti possono produrre dati statistici, ma nella nostra epoca essendo tempestati di dati il problema è capire quali sono di buona qualità o meno. Il SISTAN nasce con decreto legislativo 322/89, è la rete statistica per il Paese, di cui fanno parte le fonti ufficiali; se non si è soggetto SISTAN, le raccolte possono non essere attendibili. L’obiettivo del SISTAN è fornire dati COMPARABILI, OMOGENEI e DI BUONA QUALITÀ. Impostazione: anglosassone -o- democratica (la nostra): garantire un’informazione imparziale  COMMISSIONE DI GARANZIA PER L’INFORMAZIONE STATISTICA, organo collegiale con i seguenti compiti:
  • Garantire l’imparzialità e la completezza dell’informazione statistica e l’osservanza delle norme sulla riservatezza delle informazioni
  • Vigilare sulla qualità delle metodologie statistiche
  • Verificare la conformità delle rilevazioni statistiche alle direttive degli organismi nazionali e comunitari. Esiste anche un’attività di programmazione riportata nel PSN (PROGRAMMA STATISTICO NAZIONALE) : ha durata triennale, contiene tutte le indagini che verranno effettuate e che sono state precedentemente stabilite nei circoli di qualità settoriali (). È deliberato dal COMSTAT (ovvero i rappresentanti degli enti del SISTAN); successivamente il Psn viene sottoposto a diverse commissioni e poi è approvato con decreto del Presidente del Cons. dei Ministri. RELAZIONE ANNUALE : documento che il presidente del consiglio dei ministri illustra al Parlamento sull’attività dell’ISTAT e degli altri soggetti SISTAN e sullo stato del Psn. () Del SISTAN fanno parte i CIRCOLI DI QUALITÀ : gruppi di lavoro di cui si avvale l’ISTAT per la predisposizione del Psn. Sono individuati 5 settori coordinati da altrettanti direttori: statistiche sociali- “economiche- “territoriali e ambientali- contabilità nazionale e prezzi- valutazione delle politiche, benessere e analisi integrale. Ogni settore è poi suddiviso in aree tematiche, coordinate da esperti del settore. DEFINIZIONE, CLASSIFICAZIONE STATISTICA E NOMENCLATURA: cosa fare quando si fa una statistica: classificazione, costruzione delle variabili, individuazione degli outlier (dati anomali), imputazione dei dati mancanti. Tutto ciò porta poi alla misurazione dei dati raccolti all’interno del COLLETTIVO STATISTICO (=POPOLAZIONE), formato da UNITà STATISTICHE, le quali possono essere suddivise in CARATTERI (in un’indagine posso rilevare più fenomeni con più variabili) La definizione statistica è il primo passo per l’individuazione del collettivo statistico; infatti la definizione è il processo che consente il passaggio dalla realtà fattuale a quella statistica. La classificazione è invece l’operazione mediante la quale il collettivo statistico viene suddiviso in partizioni dette classi, per cui è possibile stabilire criteri di classificazione

che possono essere qualitativi o quantitativi. Segue poi un processo di nomenclatura ovvero dare un nome alla partizione. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI TRAMITE INDAGINI: La raccolta delle informazioni è una fase importante che condizione l’intero processo di produzione delle statistiche. Occorre anzitutto raccogliere le informazioni e poi organizzarle, poi per costruire l’informazione di base (input primario per creare l’output finale che è la pubblicazione) ci sono diversi metodi:

  • Raccogliere dati grezzi da archivi amministrativi
  • Ricorrere a esperti del settore (metodo Delphi, molto usato in ambito aziendale)
  • Predisporre indagini statistiche usando diverse tecniche di rilevazione L’indagine statistica è lo strumento più tradizionale. Fasi:
  • FISSARE L’OBIETTIVO DELLA RICERCA
  • SPECIFICARE IL COLLETTIVO DI RIFERIMENTO
  • RILEVARE LE RISPOSTE MEDIANTE APPROPRIATA TECNICA D’INDAGINE
  • ELABORARE I DATI
  • PREDISPORRE IL PIANO DI PUBBLICAZIONE TECNICHE DI INDAGINE: QUESTIONARIO- INTERVISTA DIRETTA- CATI, CAWI E CAPI QUESTIONARIO: è una delle tecniche di rilevazione più usate. Abbiamo sempre un titolo dell’indagine che è divisa in sezioni e poi in paragrafi in cui troviamo i quesiti. Bisogna evitare qualunque forma di MOLESTIA STATISTICA ovvero QUESITI MAL POSTI O ECCESSIVAMENTE PERSONALI/ QEUSTIONARIO TROPPO LUNGO ORDINE DELLE DOMANDE: a botte- a imbuto- a imbuto rovesciato COME DEVONO ESSERE FATTE LE DOMANDE: devono essere poste con parole SEMPLICI E CHIARE; devono essere NEUTRALI E DIRETTE; devono evitare di suscitare emozioni o sforzi mnemonici, per evitare distorsioni della risposta. I quesiti possono essere anche qualitativi che si possono ricondurre a risposte quantitative (es indice di gradimento) OTTENUTE LE RISPOSTE se ne deve controllare la validità, prevedendo un piano di correzione e controllo degli errori articolato su due livelli: uno teso a riscontrare incompatibilità tra i quesiti e uno teso a individuare incompatibilità logiche INTERVISTA DIRETTA: altro strumento che consente all’intervistato di esprimere opinioni che vengono poi trascritte dall’intervistatore. Ha diversi svantaggi come: INFLUENZA dell’intervistatore sull’intervistato; COSTI degli stipendi e FORMAZIONE degli intervistatori; INTERVISTE MANCATE (prevedere unità di riserva); Quindi un’intervista face to face su “stili di vita scabrosi” può produrre risposte non vere. Un MUTAMENTO RADICALE di tutto questo processo è dovuto alle nuove tecnologie, l’ausilio dell’informatica ha infatti innovato anche il modo in cui sono condotte le indagini: CATI- CAWI- CAPI (computer assisted: telephone interview- web interview- personal interview), che si fanno mediante estrazione casuale di nr telefonici e si immettono le risposte direttamente nel pc. PRINCIPALI PUBBLICAZIONI STATISTICO-ECONOMICHE:
  • NOI ITALIA : 100 statistiche per capire il Paese. La pubblicazione presenta una selezione dei più interessanti indicatori statistici, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, passando dalle condizioni economiche delle famiglie, alla finanza pubblica, all’ambiente.
  • ANNUARIO STATISTICO ITALIANO : fornisce dati e tabelle su diversi argomenti di carattere generale. offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.
  • RAPPORTO ANNUALE DELL’ITALIA : fornisce un quadro socio-economico generale del Paese. Esce a maggio (l’ISTAT fotografa l’Italia) poi:
  • Relazione generale sulla situazione economica del Paese
  • Relazione annuale
  • Bollettino economico (semestrale)
  • Economia italiana in breve (mensile)
  • Economia delle regioni italiane (a livello territoriale) PORTALE ISTAT: dal 2008 sono previste delle suddivisioni in 9 collane e 12 settori. Sito ISTAT: www.istat.it SISTEMA SIQUAL: SISTEMA INFORMATIVO SULLA QUALITÀ. È uno strumento per la qualità dei dati che contiene e meta-informazioni relative al processo di produzione condotto dall’ISTAT. Quindi è un elenco dove posso vedere tutte le attività svolte dall’ISTAT. Nella sezione dati e prodotti troviamo le BANCHE DATI dell’ISTAT (I.STAT ) e i relativi sistemi informativi statistici, che consentono di scegliere secondo le proprie esigenze, sia il tipo di dato sia il livello di dettaglio necessario.