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L'apprendimento: Teorie e Processi - Tesina Scienze Umane, Schemi e mappe concettuali di Psicologia

Questa tesina esplora il processo di apprendimento, analizzando le sue diverse modalità e teorie. Si parte dall'apprendimento non associativo, con l'abituazione e la sensibilizzazione, per poi approfondire l'apprendimento associativo, con il condizionamento classico e operante. Vengono quindi presentate le teorie di pavlov, thorndike e skinner, con particolare attenzione al ruolo del rinforzo. Si analizza l'apprendimento latente di tolman e l'apprendimento per osservazione di bandura, con l'esperimento della bobo doll. Infine, vengono descritti diversi tipi di apprendimento, come quello reattivo, per scoperta, ripetitivo, significativo, osservazionale, latente, per tentativi ed errori, dialogico, cooperativo e associativo.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 17/02/2025

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L’apprendimento
L’apprendimento è inteso come il processo attraverso il quale gli esseri umani
acquisiscono o modificano le proprie capacità , abilità , conoscenze o
comportamenti. Sono il risultato di esperienza diretta, studio, osservazione,
ragionamento o istruzione. In altre parole, l'apprendimento è il processo di
formazione dell'esperienza e di adattamento per le occasioni future : apprendere.
L'essere umano è esposto a varie situazioni che gli permettono di sviluppare le
capacità che lo accompagneranno per il resto della sua vita. L’analisi di come questa
conoscenza viene acquisita corrisponde allo specialista in psicologia
dell’apprendimento. L’apprendimento è un processo soggettivo, in quanto dipende
dalle singole esperienze che facciamo nel mondo e da variabili personali come
la motivazione, la memoria e le emozioni. L’apprendimento ha due modalità Non
Associativo e Associativo:
1. Apprendimento Non Associativo
L’apprendimento non associativo ha luogo sulla base delle proprietà di uno stimolo
specifico che si presenta a noi più di una volta. Le due forme che assume questo
processo sono l’abituazione e la sensibilizzazione.
L’abituazione (da “abitudine”) consiste nella riduzione di una risposta
comportamentale involontaria in seguito alla presentazione ripetuta di uno
stimolo. Lo stimolo deve essere neutro o, comunque, non connotato
negativamente. Pensiamo, ad esempio, a quando andiamo a letto: se, prima di
prendere sonno (vedi anche insonnia), inizialmente sentiamo la televisione del
vicino o il rombo dei motori delle automobili, dopo poco non ci accorgiamo
più della loro presenza perché questi stimoli, ripetitivi e non nocivi, sono stati
appresi attraverso il fenomeno dell’abituazione.
La sensibilizzazione, al contrario, prevede l’aumento della risposta
comportamentale involontaria che viene scatenata da una maggiore varietà di
stimoli. Quando sperimentiamo una situazione potenzialmente pericolosa, il
nostro corpo si attiva per proteggersi da un’eventuale minaccia. Se sentiamo
un rumore forte ed improvviso vicino a noi, tenderemo a sobbalzare ad un
suono comune e decisamente meno intenso come quello del campanello della
porta.
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L’apprendimento

L’apprendimento è inteso come il processo attraverso il quale gli esseri umani acquisiscono o modificano le proprie capacità , abilità , conoscenze o comportamenti. Sono il risultato di esperienza diretta, studio, osservazione, ragionamento o istruzione. In altre parole, l'apprendimento è il processo di formazione dell'esperienza e di adattamento per le occasioni future : apprendere. L'essere umano è esposto a varie situazioni che gli permettono di sviluppare le capacità che lo accompagneranno per il resto della sua vita. L’analisi di come questa conoscenza viene acquisita corrisponde allo specialista in psicologia dell’apprendimento. L’apprendimento è un processo soggettivo, in quanto dipende dalle singole esperienze che facciamo nel mondo e da variabili personali come la motivazione, la memoria e le emozioni. L’apprendimento ha due modalità Non Associativo e Associativo:

1. Apprendimento Non Associativo

L’apprendimento non associativo ha luogo sulla base delle proprietà di uno stimolo specifico che si presenta a noi più di una volta. Le due forme che assume questo processo sono l’abituazione e la sensibilizzazione.  L’abituazione (da “abitudine”) consiste nella riduzione di una risposta comportamentale involontaria in seguito alla presentazione ripetuta di uno stimolo. Lo stimolo deve essere neutro o, comunque, non connotato negativamente. Pensiamo, ad esempio, a quando andiamo a letto: se, prima di prendere sonno (vedi anche insonnia), inizialmente sentiamo la televisione del vicino o il rombo dei motori delle automobili, dopo poco non ci accorgiamo più della loro presenza perché questi stimoli, ripetitivi e non nocivi, sono stati appresi attraverso il fenomeno dell’abituazione.  La sensibilizzazione, al contrario, prevede l’aumento della risposta comportamentale involontaria che viene scatenata da una maggiore varietà di stimoli. Quando sperimentiamo una situazione potenzialmente pericolosa, il nostro corpo si attiva per proteggersi da un’eventuale minaccia. Se sentiamo un rumore forte ed improvviso vicino a noi, tenderemo a sobbalzare ad un suono comune e decisamente meno intenso come quello del campanello della porta.

2. Apprendimento Associativo

Nell’apprendimento associativo si impara la relazione che intercorre tra due eventi. Affinché si verifichi questo apprendimento, l’organismo deve essere esposto a stimoli di diverso tipo, intensi o negativi, proposti in sequenza tra loro. Le due forme di apprendimento associativo sono il condizionamento classico e quello operante.  Nel condizionamento classico l’apprendimento si verifica sulla base di una previsione tra due eventi.  Nel condizionamento operante il soggetto associa un proprio comportamento al verificarsi di un evento immediatamente successivo. Teorie Apprendimento L’apprendimento è sempre stato un fenomeno di grande interesse in ambito psicologico. Storicamente i primi ad occuparsene sono stati i comportamentisti (anni ’20) che lo hanno indagato a partire dai comportamenti osservabili. Secondo questa corrente, infatti, la mente era una “black box” e tutto ciò che avveniva al suo interno non era misurabile in modo oggettivo. Furono i cognitivisti ad esplorare per primi (anni ’60) le modalità di elaborazione della mente umana, applicandole ai processi di apprendimento. Paragonando il funzionamento del cervello umano a quello del un computer.

Condizionamento Classico

Pavlov è stato il primo, a partire dal 1927, ad indagare il fenomeno dell’apprendimento. Sono celebri i suoi esperimenti sui cani, dai quali ha dedotto che l’apprendimento si verifica tramite un processo di associazione tra stimoli, come già accennavamo prima. Pavlov partì dallo studiare l’attività digestiva del cane: l’esperimento iniziale consisteva nel far mangiare al cane cibi differenti e registrare la quantità di saliva che produceva attraverso un contenitore graduato agganciato alla bocca. Notò che con il tempo la salivazione iniziava ancor prima che il cibo venisse posto nella bocca, alla sola percezione di esso. Capì così che tale reazione non poteva essere un fenomeno fisiologico e coniò il termine “secrezioni psichiche“. Quindi, Pavlov modificò l’esperimento: cominciò a far precedere la somministrazione del cibo dal suono di campanello o dall’accensione di una luce. Il cane imparò in breve tempo a salivare alla presentazione di tali eventi, sonori o visivi, perché aveva appreso che il pasto gli sarebbe stato servito nel momento successivo.

Il rinforzo è molto utile per motivare all’apprendimento, ma è davvero necessario? No, secondo Tolman. Questo autore, con visione decisamente più cognitiva (e meno comportamentale) del fenomeno, introdusse il ruolo delle rappresentazioni mentali all’interno dei processi di acquisizione delle informazioni. Nel suo esperimento più famoso, mise per 10 giorni dei topi all’interno di una gabbia-labirinto. Potevano muoversi liberamente, senza dover cercare leve o bottoni per procurarsi da mangiare. Trascorso il tempo previsto, Tolman posizionò del cibo alla fine del labirinto e gli animali lo raggiunsero al primo tentativo, senza mai sbagliare strada. Secondo l’autore, i topi si erano creati una mappa mentale della gabbia e del percorso che avrebbero dovuto compiere. I topi, fino all’undicesimo giorno, avevano acquisito delle conoscenze che non si erano manifestate fino a che non erano stati messi nella condizione di avere una giusta motivazione.

Apprendimento per osservazione

Un’altra modalità di apprendimento è quello sociale o osservativo. Bandura, il principale esponente di questa teoria, fu il primo a concepire l’apprendimento come il frutto dell’osservazione di un modello. L’apprendimento si può verificare, infatti, semplicemente per osservazione e imitazione di un’azione vista compiere da altri. Ciò è reso possibile dall’acquisizione delle informazioni durante un momento osservativo e dalla loro elaborazione cognitiva, che permette di interiorizzarle e le “farle proprie”. Un ruolo fondamentale in tutto ciò è svolto dai neuroni specchio. Per arrivare a queste conclusioni, Bandura svolse un esperimento famosissimo: la Bobo Dool. Si trattò di una situazione strutturata con due gruppi sperimentali e uno di controllo. I soggetti erano bambini tra i 3 e i 6 anni: ad alcuni venne fatto vedere un gioco tranquillo con la bambola, ad altri un’interazione violenta in cui Bobo veniva picchiata e maltrattata, mentre ad alcuni non venne mostrata alcuna modalità di gioco. L’autore osservò che i bambini riproducevano su Bobo ciò che avevano visto: la maggior parte di loro giocava tranquillamente con la bambola, ma quelli che avevano osservato un modello violento di interazione lo riproponevano. Tipi di apprendimento

Apprendimento reattivo, quelle dinamiche di apprendimento in cui il discente deve solo capire, comprendere, il contenuto per poterlo riprodurre successivamente, senza alcun tipo di scoperta personale.  Apprendimento per scoperta altrimenti, implica che lo studente non riceva le informazioni in modo passivo, ma piuttosto scopra i concetti e le relazioni secondo il proprio schema cognitivo.  Apprendimento ripetitivo o memoristico di basa sulla ripetizione del contenuto da apprendere, per fissarlo nella memoria. È noto come “comprendonio” o “imparare alla lettera”.  Apprendimento significativo consente al soggetto di mettere in relazione il nuovo contenuto con ciò che già sa, incorporandolo e ordinandolo per dargli un senso mentre impara.  Apprendimento osservazionale si basa sull’osservazione del comportamento di un altro, considerato un modello, e sulla successiva ripetizione comportamentale.  Apprendimento latente in questo caso si acquisiscono nuovi comportamenti che rimangono nascosti (latenti) fino a quando non si riceve uno stimolo a manifestarli.  Apprendimento per tentativi ed errori , apprendimento comportamentale per eccellenza, in cui una risposta a un problema viene testata tante volte quanto necessario per variare e trovare quella giusta.  Apprendimento dialogico sostenuto nel dialogo tra uguali, come facevano gli antichi filosofi greci (da qui i Dialoghi di Platone).  Apprendimento cooperativo quando le persone acquisiscono nuove conoscenze insieme. Classi, forum o discussioni sono gli esempi più comuni.  Apprendimento associativo l’individuo apprende l’associazione tra due stimoli o uno stimolo e un comportamento.