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L’atmosfera: appunti, Appunti di Scienze della Terra

Appunti completi sull’atmosfera

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 29/12/2025

elisabetta-foresti-4
elisabetta-foresti-4 🇮🇹

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ATMOSFERA
Funzioni dell’atmosfera
L’atmosfera è l’involucro gassoso che circonda il pianeta e svolge importantissime funzioni:
è indispensabile per la vita perché contiene ossigeno (respirazione cellulare) e anidride carbonica
(fotosintesi);
è uno scudo, una barriera protettivo: protegge dai meteoriti, dai raggi cosmici, dal vento solare
Se un meteorite entra nell’orbita terrestre: se è di piccole dimensioni si disintegra quando passa per
l’atmosfera. Se è di grandi dimensioni si prevedono danni catastrofici, poiché viene disintegrato solo
in parte (estinzione dei dinosauri - 60 milioni di anni)
filtra i raggi solari, le radiazioni elettromagnetiche (come le radiazioni ultraviolette, che erano
pericolose per organismi viventi).
partecipa al modellamento della superficie terrestre, grazie all’azione dei venti e delle
precipitazioni (degradazione meteorica, erosione, …)
regola il riscaldamento del pianeta (temperatura) ed è importante per il clima
è indispensabile per il ciclo dell’acqua
La composizione dell’atmosfera
La composizione dell’atmosfera non è omogenea e varia con l’altitudine.
Nella parte bassa dell’atmosfera (fino a circa 100 Km) sono presenti:
gas non ionizzati, che formano delle molecole (in prevalenza azoto e ossigeno, in forma molecolare)
particelle liquide
particelle solide che costituiscono il pulviscolo atmosferico, costituito da granuli di polline, spore,
microorganismi, cristalli microscopici di sali, ceneri vulcaniche e polveri, sabbie sottilissime, fumi
industriali, inquinanti (polveri sottili PM10, PM2,5)… elevate dal vento
(+ goccioline di acqua che formano le nuvole)
Nella parte alta dell’atmosfera sono presenti:
gas allo stato atomico e ionizzati
gas più leggeri (idrogeno ed elio)
Nella porzione interna dell’alta atmosfera: ossigeno e azoto presenti in forma atomica (singoli
atomi) e spesso i gas sono ionizzati (carichi elettricamente). Nella porzione esterna idrogeno e elio: sono
gas presenti a livello del sole.
(non ci sono né particelle allo stato solido, né vapore acqueo)
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ATMOSFERA

Funzioni dell’atmosfera

L’ atmosfera è l’ involucro gassoso che circonda il pianeta e svolge importantissime funzioni :

  • è indispensabile per la vita perché contiene ossigeno (respirazione cellulare) e anidride carbonica (fotosintesi);
  • è uno scudo, una barriera protettivo : protegge dai meteoriti , dai raggi cosmici , dal vento solare Se un meteorite entra nell’orbita terrestre: se è di piccole dimensioni si disintegra quando passa per l’atmosfera. Se è di grandi dimensioni si prevedono danni catastrofici, poiché viene disintegrato solo in parte (estinzione dei dinosauri - 60 milioni di anni)
  • filtra i raggi solari , le radiazioni elettromagnetiche (come le radiazioni ultraviolette, che erano pericolose per organismi viventi).
  • partecipa al modellamento della superficie terrestre , grazie all’azione dei venti e delle precipitazioni (degradazione meteorica, erosione, …)
  • regola il riscaldamento del pianeta (temperatura) ed è importante per il clima
  • è indispensabile per il ciclo dell’acqua

La composizione dell’atmosfera

La composizione dell’atmosfera non è omogenea e varia con l’altitudine. Nella parte bassa dell’atmosfera (fino a circa 100 Km ) sono presenti:

  • gas non ionizzati , che formano delle molecole (in prevalenza azoto e ossigeno, in forma molecolare)
  • particelle liquide
  • particelle solide che costituiscono il pulviscolo atmosferico , costituito da granuli di polline, spore, microorganismi, cristalli microscopici di sali, ceneri vulcaniche e polveri, sabbie sottilissime, fumi industriali, inquinanti (polveri sottili PM10, PM2,5)… elevate dal vento (+ goccioline di acqua che formano le nuvole) Nella parte alta dell’atmosfera sono presenti:
  • gas allo stato atomico e ionizzati
  • gas più leggeri (idrogeno ed elio) Nella porzione interna dell’alta atmosfera: ossigeno e azoto presenti in forma atomica (singoli atomi) e spesso i gas sono ionizzati (carichi elettricamente). Nella porzione esterna idrogeno e elio : sono gas presenti a livello del sole. (non ci sono né particelle allo stato solido, né vapore acqueo)

I gas della bassa atmosfera

l grafico mostra la composizione dell’ aria secca (priva di vapore acqueo), nella bassa atmosfera ; il vapore acqueo è presente in quantità variabili comprese tra 0,2% e 4%. Nell’ alta atmosfera predominano gas più leggeri quali idrogeno ed elio. I gas della bassa atmosfera sono:

  • L’ azoto
    • è il gas più abbondante (circa il 78, 084 %)
    • è inerte nella funzione respiratoria, non è dannoso/pericoloso per l’uomo, che lo inala e lo butta fuori; può essere utilizzato ed è importante solo per alcuni batteri, i batteri azotofissatori , che vivono nel terreno. Sono gli unici organismi viventi in grado di utilizzare azoto atmosferico per formare composti organici azotati. Tutti gli altri microrganismi usano nitrati e nitriti nel terreno. I gas più importanti per l’uomo e per gli organismi viventi sono:
  • L’ ossigeno (circa 21% )
  • è prodotto dagli organismi fotosintetici
  • è indispensabile per la respirazione cellulare ed è importante nei processi di degradazione delle rocce
  • l’ossigeno triatomico (ozono) presente nella stratosfera assorbe parte delle radiazioni UV (UV-B e UV-C) L’ossigeno non era presente nell’atmosfera primitiva. La composizione è variata nel corso del tempo. L’atmosfera ha iniziato a riempirsi progressivamente di ossigeno grazie agli organismi fotosintetici (fotosintesi clorofilliana ossigenica rilascia ossigeno), che sono vissuti per centinaia e milioni di anni. Inizialmente l’ossigeno era tossico e avrà provocato estinzioni di massa (microorganismi). Successivamente gli organismi hanno imparato a utilizzarlo. Sono gli estremofili non usano l’ossigeno, ma usano la fermentazione.
  • L’ anidride carbonica (circa 0,040% )
  • è prodotta dagli organismi viventi (come prodotto di scarto della respirazione cellulare), dall’ attività vulcanica e dalla combustione L’attività vulcanica può eruttare lave e materiali solidi come ceneri, lapilli e gas (e vapore acquo). La CO 2 è indispensabile per la fotosintesi sia che sia ossigenica che non (entrambe partono dal diossido di carbonio)
  • è indispensabile per la fotosintesi e per l’ effetto serra. La CO 2 è coinvolta anche nell’effetto serra. L’effetto serra di per sé non è nocivo ma è stato indispensabile affinché si formasse e si evolvesse la vita sulla terra. Senza effetto serra la temperatura media si aggirerebbe attorno ai - 20 °C. Tutta l’ acqua sarebbe allo stato solido e la vita non potrebbe né nascere né evolversi. Grazie all’effetto serra, la temperatura si aggira intorno ai 15 - 16 °C gradi e l’acqua è allo stato liquido. Il problema nasce quando le attività antropiche accentuano l’effetto serra. L’uomo sta aumentando la concentrazione dei gas serra, causando un aumento rapidissimo dell’effetto serra. Quando c’erano i dinosauri la temperatura media era più alta di ora. Il problema è la rapidità con cui aumenta. Il problema non è innalzamento o abbassamento ma la rapidità con cui avviene. Non permette agli organismi di adattarsi.

STRATOSFERA (dal limite superiore della troposfera fino a 50-60 Km di altitudine)

  • contiene uno strato di ozono ( ozonosfera ), importante per la vita poiché funge da strato filtro e filtra i raggi UV (UVC e UVP), la maggior parte viene schermata; l’ozono si forma grazie a interazioni delle radiazioni del sole con ossigeno molecolare. Le radiazioni assorbite sono quelle responsabili dell’incremento di temperatura.
  • la temperatura aumenta (temperatura massima + 17°C ) per la presenza dell’ozono

MESOSFERA (dal limite superiore della stratosfera fino a 80 Km di altitudine ), chiamata così perché sta in

mezzo:

  • i gas sono molto rarefatti
  • la temperatura diminuisce con l’altitudine (temperatura minima - 80°/-90° C): sono presenti cristalli di ghiaccio e polveri Alta atmosfera

TERMOSFERA O IONOSFERA (dal limite superiore della mesosfera fino a 500 Km di altitudine )

  • sono presenti gas (ossigeno e azoto) ionizzati e gas più leggeri
  • è sede delle aurore polari
  • riflette le onde radio
  • la temperatura aumenta ( temperatura cinetica > 1000°C ) grazie al sole Se la misurassimo con un termometro sarebbe più bassa. Se gli atomi e gli ioni avessero la stessa concentrazione in tutto lo strato (come nella troposfera), si misurerebbero più di 1000 °C. Gli ioni e gli atomi sono talmente rarefatti, sono talmente lontani che le temperature non possono essere misurate. Sono più di 1000 °C perché le particelle hanno energia elevatissima.

ESOSFERA (dal limite superiore della termosfera fino a 2000-2500 Km di altitudine; è la zona di

transizione tra atmosfera e spazio interplanetario)

  • gas molto rarefatti che tendono a sfuggire alla gravità terrestre;
  • la temperatura aumenta ulteriormente (temperatura cinetica >2000°C ) La temperatura dell’atmosfera La temperatura varia nei diversi strati che compongono l’atmosfera:
  • diminuisce nella troposfera e nella mesosfera che sono riscaldate dal calore emesso dalla superficie terrestre;
  • aumenta nella stratosfera a causa dello strato di ozono , che assorbe la maggior parte delle radiazioni UV;
  • aumenta nella termosfera e nell’ esosfera che sono riscaldate direttamente dal Sole.

Il bilancio termico dell’atmosfera l bilancio termico è la differenza tra la radiazione solare in entrata e la radiazione terrestre in uscita. Il sole mette nello spazio un’enorme quantità di energia. Una minima parte arriva anche sul nostro pianeta al limite dell’atmosfera: non tutta l’energia che arriva al limite esterno dell’atmosfera giunge poi a livello della superficie terrestre. Di tutta quella che arriva nello strato esterno, solo il 51% arriva sulla terra :

  • 4% viene riflesso
  • assorbe il 47% (radiazione effettiva), di cui una parte viene utilizzata per il cambiamento di stato dell’acqua (evaporazione) e una minima parte per sostenere i moti nell’area nell’atmosfera è una riemersa. (guarda foto) Bilancio termico tiene conto dell’energia in entrata (sole) e quella in uscita (che emette nello spazio sotto forma di radiazioni infrarosse). In prossimità dell’equatore quella in entrata è maggiore rispetto all’uscita e viceversa. Complessivamente l’energia in entrata è più o meno uguale a quella in uscita. L’effetto serra L’ effetto serra è il risultato della presenza attorno alla Terra di un’ atmosfera che assorbe parte dei raggi infrarossi emessi dal suolo , riscaldato dalla radiazione solare. Le radiazioni solari (a onde corte) assorbite dalla superficie terrestre vengono in parte riemesse sotto forma di radiazioni infrarosse (a onde lunghe) che riscaldano l’atmosfera. Il 30% delle radiazioni infrarosse si disperde nello spazio , il 70% viene assorbita e riflessa nuovamente verso la Terra da alcuni gas presenti nell’atmosfera, i cosiddetti “ gas serra ” (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, protossido di azoto, ozono). Questi gas si comportano come i vetri di una serra : lasciano passare le radiazioni solari , ma assorbono parte della radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre. L’effetto serra è un fenomeno naturale estremamente utile per il nostro pianeta in quanto permette di trattenere il calore necessario allo sviluppo delle forme di vita.

Cause naturali del riscaldamento globale Il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici possono essere prodotti oltre che da cause antropiche anche da cause naturali :

  • grandi eruzioni vulcaniche esplosive
  • attività solare
  • moti millenari della Terra Le cause naturali da sole non giustificano l’impennata di temperatura registrata negli ultimi decenni.

LE ERUZIONI VULCANICHE ESPLOSIVE

Le eruzioni vulcaniche esplosive immettono nell’atmosfera (in particolare nella stratosfera) enormi quantità di polveri e di prodotti acidi , che formano aerosol, un composto di zolfo e acqua, che riflettono la radiazione solare (non le lasciano passare) con conseguente raffreddamento della troposfera , un raffreddamento considerevole. La stratosfera si scalda e la troposfera si raffredda. Dalle eruzioni esplosive si formano colonne piroclastiche ascendenti che li portano nella stratosfera (alte anche 20 - 30km). Ad esempio, l’ eruzione Tambora del 1815 fu la più violenta mai registrata; ci fu un oscuramento momentaneo e le radiazioni solari vennero schermata per mesi, non ci fu l’estate nell’emisfero boreale; comportò diversi dammi economici-sociali (carestie…). Altro esempio è l’esplosione nel 1991 , del vulcano Pinatubo , nelle Filippine: la nube che si creò oscurò il sole; gli effetti sul clima si sono manifestati per 1 - 2 anni. Ha determinato un abbassamento di - 0,5 gradi della temperatura globale (non marcata come la precedente). Generalmente provocano un abbassamento nella temperatura e le conseguenze durano da 1 a 3 anni. Tutti e due in margini convergenti di subduzione.

L’ATTIVITÀ SOLARE

Fino al 1980 è stata dimostrata una forte correlazione tra attività solare (numero di macchie solari) e temperatura del pianeta : la temperatura aumenta in corrispondenza di un’ attività solare più intensa (il maggior numero di macchie solari coincide con periodi di riscaldamento globale). Le macchie solari sono aree sulla superficie del Sole che appaiono più scure rispetto al resto perché sono più fredde. La temperatura in queste macchie è di circa 4000- 4500 kelvin, mentre la temperatura del resto della superficie del Sole è circa 6000 kelvin. La formazione delle macchie solari non è completamente compresa, ma si sa che sono collegate a anomalie nel campo magnetico del Sole. Normalmente, il campo magnetico solare ha una forma dipolare, cioè simile a un magnete con un polo nord e un polo sud. Tuttavia, le macchie solari provocano una distorsione di questo campo magnetico. Le macchie solari seguono un ciclo di circa 22 anni , che comprende periodi di aumento e diminuzione del loro numero. Le macchie solari anticipano delle emissioni di radiazioni molto forti da parte del sole e determinano così un aumento di temperatura sulla terra. La presenza del a macchie è precedente a grandi eruzioni solari.

I MOTI MILLENARI DELLA TERRA (effetti a lungo termine)

Oltre al moto di rotazione attorno al proprio asse e al moto di rivoluzione attorno al Sole, la Terra compie anche altri movimenti chiamati moti millenari perché si compiono in migliaia di anni:

  • moto doppio conico dell’asse (durata 26.000 anni), che determina la precessione degli equinozi (durata 21.000 anni).
  • la variazione dell’eccentricità dell’orbita (durata 92.000 anni)
  • la variazione dell’inclinazione dell’asse (durata 40.000 anni) Il sole, la luna e altri corpi esercitano forza di attrazione sulla terra che tenderebbe a raddrizzare asse. L’asse oscilla da 22° a 24° di inclinazione. Le stagioni esistono perché l’asse è inclinato. Tanto più è inclinato, tanto più è la differenza tra gli estremi delle due stagioni. Questi movimenti sono causati dall’ attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dagli altri corpi del Sistema solare, in particolare il Sole e la Luna , e hanno importanti conseguenze sul clima del nostro pianeta. È ormai accettata l’ipotesi proposta dall’astronomo Milankovitch secondo la quale esiste una stretta correlazione tra cambiamenti climatici , in particolare le glaciazioni , e i moti millenari della Terra. I moti millenari provocando variazioni della direzione e dell’ inclinazione dell’ asse terrestre , variazioni della posizione della Terra agli equinozi e ai solstizi , variazioni della distanza Terra – Sole in perielio e in afelio, sono responsabili delle variazioni dell’ insolazione stagionale alle diverse latitudini e possono produrre importanti effetti sul clima. Nel determinare il ritiro o l’ avanzata dei ghiacciai la variazione dell’insolazione globale e la temperatura invernale non hanno molta importanza, mentre assume un’importanza notevole l’ isolazione e la temperatura estiva (quantità di radiazioni che la terra riceve in estete), che non deve essere molto elevata per garantire la conservazione dei ghiacciai e la loro espansione. L’estate dovrebbe essere mite affinché non si sciolgano. Le condizioni che favoriscono estati miti e periodi glaciali sono:
  • massimo grado di eccentricità dell’orbita (in modo che esistenza terrà sole in estate sia massima possibile - > minor quantità di radiazioni)
  • solstizio d’estate con la Terra in afelio
  • minima inclinazione dell’asse terrestre rispetto alla verticale al piano dell’orbita

VARIAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DI DIOSSIDO DI CARBONIO

Tra i gas prodotti dalle attività umane, quello maggiormente responsabile dell’aumento dell’effetto serra è il diossido di carbonio o anidride carbonica. I dati, ottenuti dalle trivellazioni effettuate nell'ambito del progetto di ricerca europeo EPICA che hanno raggiunto strati di ghiaccio formatosi 800.000 anni fa, evidenziano che fino alla Rivoluzione industriale dell’Ottocento , la concentrazione di CO 2 nell’atmosfera non ha mai superato le 300 parti per milione. La parte finale della curva, all’estrema destra del grafico, mostra che cosa è accaduto negli ultimi 150 anni: la concentrazione di CO 2 è aumentata in un tempo brevissimo rispetto alla «normale» scala dei tempi delle oscillazioni associate alle ere glaciali. Oggi l’atmosfera contiene più di 400 parti per milione di CO 2.

VARIAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DI VAPORE ACQUEO

Il vapore acqueo è uno dei principali gas-serra , responsabile all’incirca del 50% dell’effetto serra naturale nell’atmosfera terrestre. L’ aria , quando si riscalda , può ospitare una quantità maggiore di vapore acqueo prima di saturarsi: per ogni aumento di temperatura di 1 °C la concentrazione del vapore acqueo nell’atmosfera aumenta del 7%. L’effetto serra è quindi soggetto a un pericoloso feedback positivo : l’ incremento dell’effetto serra produce un incremento della temperatura , che a sua volta fa aumentare la concentrazione del vapore acqueo , che produce un effetto serra ancora maggiore. Aumento temperatura - > maggior evaporazione - > più vapore in atmosfera. L’atmosfera può contenerne una certa quantità in funzione della temperatura. Se è satura di vapore , condensa , forma nubi e nebbie.

VARIAZIONE DELLA TEMPERATURA DEL PIANETA

Dalla seconda metà dell’Ottocento la troposfera ha iniziato a riscaldarsi aumentando progressivamente la propria temperatura che oggi (2022) è di circa 1,2°C più elevata. Ciò che preoccupa i climatologi è la rapidità del fenomeno , il fatto che l’aumento di temperatura sia avvenuto in pochi decenni e non mostri alcun segno di volersi arrestare.

L’incremento dell’effetto serra: possibili scenari futuri L’ IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, Gruppo intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici, istituito nel 1988 dalle Nazioni Unite) ha elaborato diversi scenari possibili per i prossimi 100 anni , in base all’evoluzione politica, economica e sociale della situazione mondiale. Linea viola (ottimista, virtuoso): entro il 2040 bisogna modificare completamente i sistemi economici- sociali. Ammesso di adottare la strategia più virtuosa, e ammesso che entro il 2040 riusciamo a diminuire la concentrazione di CO2, gli effetti non sono rassicuranti. Servono decenni prima di risultati concreti. Linea verde : Meno virtuosi (previsti da numerosi trattati): arrivare a emissioni nette pari a zero. Non potrà mai essere zero perché respiriamo ed emettiamo CO2 e dovrebbe cessare l’attività vulcanica. Emissioni nette zero significa che ciò che emettiamo è uguale a quello utilizzato e la concentrazione di CO rimane stabile. La temperatura arriverebbe a circa + 3 gradi totali. Linea rossa : scenario più realistico e apocalittico. Entro la fine del secolo saremo già oltre i 3 - 4 gradi in più. I processi di retroazione: conseguenze e cause dei cambiamenti climatici I processi di retroazione sono meccanismi per i quali a un cambiamento segue una reazione che può rinforzare o contrastare quel cambiamento. A seconda delle circostanze, questi meccanismi possono smorzare il cambiamento ( retroazione negativa ) e avere quindi un effetto stabilizzante , oppure amplificare il cambiamento ( retroazione positiva ) e destabilizzare ancora di più il sistema. Il sistema climatico è caratterizzato da molti meccanismi di retroazione, o feedback che potrebbero innescare una spirale di riscaldamento incontrollabile.

TROPICALIZZAZIONE DEL CLIMA

Nella troposfera il calore riemesso dalla superficie terrestre è trasportato con il meccanismo della convezione. Su scala globale la convezione, insieme al ciclo dell’acqua e alla rotazione terrestre , genera tre grandi celle convettive , simmetriche nei due emisferi del pianeta, a cui sono associati venti costanti che ridistribuiscono il calore e l’ umidità. Il riscaldamento globale ha causato un’ estensione verso i Poli della cella di Hadley (da equatore a tropici) con conseguente spostamento verso nord (emisfero boreale) e verso sud (emisfero australe) delle aree subtropicali caratterizzate da alte temperature e scarse precipitazioni (desertificazione del bacino del Mediterraneo). La fascia tropicale si sta spostando verso i poli.

DESERTIFICAZIONE

Allarme siccità: A rischio biodiversità , agricoltura , laghi e produzione di energia

FENOMENI METEOROLOGICI ESTREMI

Aumento dei fenomeni catastrofici : l’ uragano Katrina mentre si avvicina alle coste del Golfo del Messico (agosto del 2005).

FUSIONE DELLE CALOTTE POLARI

Una conseguenza eclatante del riscaldamento dell’Artico è l’ aumento della fusione delle calotte polari. L’immagine mostra l’ estensione dei ghiacci artici marini perenni nel settembre 2012 a confronto con l’estensione nella medesima stagione del 1979 (linea gialla). Se il ghiacciaio marino dovesse sciogliersi, provocherebbe un innalzamento del mare. Se la coltre di ghiaccio della Groenlandia si dovesse sciogliere (e lo sta facendo), il mare si alzerebbe di 6,5m.

SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI ALPINI

Un effetto evidente del riscaldamento globale è il ritiro dei ghiacciai montani , fenomeno che è in corso da decenni in tutto il mondo. L’immagine mostra il ritiro del ghiacciaio Lys nel massiccio del Monte Rosa nel periodo 1889 - 2019 ; l’arretramento medio in questo periodo è stato di decine di metri ogni anno. Le linee rosse evidenziano i fronti delle lingue glaciali, che oggi sono confinate al di sopra dei 3000 metri di altitudine.

INNALZAMENTO DEL LIVELLO DEI MARI

Negli ultimi 140 anni il livello medio del mare è aumentato di circa 25 centimetri. Il ritmo dell’aumento attualmente è di 3,5 millimetri all’anno e i dati indicano che il livello sta crescendo ulteriormente. Il grafico mostra le possibili variazioni del livello del mare nel corso del XXI secolo in funzione dei diversi scenari previsti dall’IPCC.

Secondo stime più pessimistiche il livello del mare potrebbe aumentare a fine secolo anche di 2 metri.

  • 15cm ottimista - +90cm meno ottimista

ALTERAZIONE DELLE CORRENTI OCEANICHE

Le correnti oceaniche sono grandi « nastri trasportatori » del calore: spostano acqua calda dai Tropici verso i Poli e acqua fredda in verso opposto ; così regolano il clima, compensando il fatto che la radiazione solare è più intensa all’Equatore e più debole ai Poli. Se non ci fossero le correnti oceaniche , ai Tropici farebbe molto più caldo e vicino ai Poli molto più freddo e gran parte del pianeta non sarebbe abitabile. Alterazioni delle correnti oceaniche potrebbero avere pertanto gravi conseguenze sul clima di vaste regioni.

ALTERAZIONE DEGLI ECOSISTEMI

Il riscaldamento globale sta portando l’estinzione di specie viventi e cambiamenti nel comportamento, nei bioritmi delle specie animali e vegetali (letargo, migrazioni, fioritura, accoppiamento, migrazione verso latitudine e altitudini elevate). Il fondale del Mar Mediterraneo è in gran parte invaso da un’alga, la Caulerpa taxifolia , nativa dell’area caraibica. Sta diventando un mare tropicale. Le specie autoctone, già in crisi per il cambiamento, sono invase da altri organismi, meglio attrezzati per vivere, e sono destinate a soccombere. Specie tropicali derivano dal mar Rosso (collegato a oceano indiano) o sono trasportati dalle navi. Arrivano specie chiamate aliene.

Interventi da attuare Misure volte a ridurre il riscaldamento globale:

  • incrementare l’uso di fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti (sole, vento, acqua…) e accelerare la transizione energetica
  • tra i combustibili fossili preferire il metano che è ritenuto il combustibile fossile meno inquinante
  • attuare azioni e interventi che consentono un risparmio energetico
  • diminuire i consumi e ridurre gli sprechi
  • catturare e stoccare la CO2 e intervenire sugli altri gas serra
  • cessare il processo di deforestazione e migliorare la cura del suolo
  • procedere ad una grande opera di riforestazione
  • sviluppare e promuovere l’impegno individuale
  • modificare gli stili di vita

INTERVENTI A LIVELLO GLOBALE

l problema del cambiamento climatico è, per sua natura, globale, perciò nessuna singola nazione può affrontarlo da sola: sono necessari accordi internazionali. I negoziati per questi accordi si concentrano su due tipi di azioni:

  • la mitigazione volta a ridurre l’entità del riscaldamento globale attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra , in particolare CO2 (risparmio energetico e transizione energetica) e attraverso l’assorbimento e lo stoccaggio della CO
  • l’ adattamento per far fronte alle conseguenze già in atto che dureranno ancora a lungo, per via dell’inerzia intrinseca del sistema climatico: utilizzo più efficiente delle risorse idriche , sviluppo di colture più resistenti alla siccità, riforestazione con specie più resistenti agli incendi e alle tempeste, predisposizione di opere di difesa contro inondazioni e innalzamento del livello del mare Conferenza di Stoccolma ( 1972 ): prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’ ambiente umano , nata dalla crescente consapevolezza che i problemi ambientali hanno una natura globale e possono essere affrontati solo con l’impegno della comunità internazionale. Protocollo di Montreal ( 1987 ): accordo internazionale per l’ abolizione dei clorofluorocarburi (CFC) responsabili del cosiddetto « buco dell’ozono » (assottigliamento dello strato di ozono stratosferico). Summit della Terra di Rio de Janeiro ( 1992 ): conferenza delle Nazioni Unite sull’ ambiente e lo sviluppo. Ha affrontato tematiche importanti quali i modelli di produzione , le fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, la scarsità dell’acqua e ha prodotto importanti documenti ufficiali tra i quali: la « Convenzione sulla Biodiversità », la « Convenzione sui Cambiamenti climatici », l’« Agenda 21 ». COP1 Berlino ( 1995 ): prima Conferenza delle Parti , riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici redatta a Rio de Janeiro. L’obiettivo primario della Conferenza è valutare i progressi fatti e le iniziative da intraprendere (protocolli e accordi) per contrastare il cambiamento climatico e ridurre le emissioni di gas serra. Protocollo di Kyoto ( COP3, 1997 ): accordo internazionale, entrato in vigore nel 2005 , per la riduzione entro il 2012 delle emissioni di gas serra nei Paesi industrializzati (con percentuali variabili in funzione di fattori storici, economici e politici), senza obblighi specifici per i paesi in via di sviluppo come Cina e India , per i paesi produttori di petrolio e per i paesi a economia di sussistenza; non ratificato da USA e Australia.

Accordo di Parigi ( COP21, 2015 ). Accordo internazionale, sottoscritto da 196 Paesi , che impegna tutte le Nazioni a ridurre le emissioni di CO2 e a contenere il riscaldamento globale «ben al di sotto» di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, e possibilmente entro la soglia di sicurezza di 1,5°C. Il trattato non impone limiti specifici , lasciando ai singoli Stati il compito di stabilirli. Accordo di Kigali ( 2016 ). Accordo internazionale per ridurre le emissioni di idrofluorocarburi ( HFC ), che hanno sostituito efficientemente i clorofluorocarburi , ma sono potenti gas serra. Patto per il clima di Glasgow ( COP26, 2021 ). Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite con l’obiettivo di rendere operativi gli accordi di Parigi (contenere l’incremento della temperatura ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e possibilmente entro 1,5°C) e tracciare la strada per la decarbonizzazione dell’economia mondiale. Obiettivi:

  • azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050 le nostre emissioni non dovranno superare la quantità di CO2 che viene assorbita dagli oceani e dalle piante (Cina, Russia puntano al 2060 , l’India al 2070 )
  • decarbonizzazione - graduale riduzione dell’utilizzo del carbone e delle altre fonti fossili (non hanno aderito o hanno aderito solo parzialmente alcuni paesi quali Cina, India, Stati Uniti e Australia).
  • favorire la transizione energetica : passaggio alle energie rinnovabili
  • «cattura» e stoccaggio della CO2 , utilizzo dell’idrogeno blu
  • limitare la deforestazione e salvaguardare il patrimonio forestale (i leader di 100 paesi tra i quali Cina e Brasile si impegnano entro il 2030 a porre fine alla deforestazione) Risultati: Per rispettare gli accordi sulla riduzione delle emissioni l’Unione Europea intende focalizzarsi soprattutto su rinnovabili , energia offshore (in particolare eolico) e idrogeno da fonti rinnovabili (idrogeno green). Nonostante l’enfasi posta sulle fonti energetiche rinnovabili, molti Paesi propendono per una transizione graduale verso l’energia green. Il risultato forse più deludente della COP26 è stato l’eliminazione dal documento finale dell’impegno alla dismissione dei combustibili fossili, modifica aspramente criticata dalla comunità e dagli osservatori internazionali, ma pretesa dai maggiori consumatori e produttori di carbone (es. India, Cina, Australia). Secondo una ricerca condotta dall’ International Energy Agency se tutti i paesi rispettassero gli impegni presi a Glasgow l'aumento della temperatura media globale rispetto al livello preindustriale potrebbe essere limitato a 1,8 - 1,9 °C , ma altri studi riportano scenari più pessimisti con un aumento di 2,4 - 2,7 °C , ben oltre gli obiettivi prefissati dall’Accordo di Parigi. XXVII Conferenza delle Parti Sharm el-Sheikh ( COP27, 2022 ). Obiettivi e risultati conseguiti:
  • mitigazione : l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale entro 1,5°C è stato confermato; per mantenere l'obiettivo è necessario ridurre entro il 2030 le emissioni del 43% rispetto al 2019; i leader mondiali non sono tuttavia riusciti a stilare un vero e proprio accordo che impegni i Paesi a eliminare gradualmente l’uso dei combustibili fossili , nel documento conclusivo è stata solo evidenziata la necessità della transizione energetica attraverso l’uso delle energie rinnovabili riducendo , ma non eliminando, l’utilizzo dei combustibili tradizionali.
  • adattamento : gli eventi meteorologici estremi causati da ondate di caldo, inondazioni, incendi boschivi sono diventati una realtà quotidiana , è pertanto necessaria una maggiore azione globale sull'adattamento; impegno a raddoppiare i finanziamenti rispetto a quanto stabilito a Glasgow.