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Layout e tecniche di visualizzazione, Appunti di Arte

corso 2023-24 Argomento Layout

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 01/11/2024

beatrice-orlando-3
beatrice-orlando-3 🇮🇹

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LAYOUT E TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE:
LEZIONE 1:
METODOLOGIA DELLA PROGETTAZIONE:
Perché questo nome del corso?
Layout, si decide una copertina, quelle centrali e quella finale.
Visualizzazione > visibilità: non è solo una condizione fisica dell’esistente.
è la manifestazione di un linguaggio informativo. essere visibile è trasformare un
linguaggio erenderlo visibile ecomprensibile per tutti.
è obiettivo di una strategia progettuale.→ rendere visibile nella maniera corretta quello che
abbiamo progettato.
CHE COSA È IL LINGUAGGIO?
È un sistema di codici per la comunicazione:
Può essere verbale o non verbale.
èrelativo ad un contesto d’uso. in base a dove mi trovo e con chi parlo uso un tipo di
linguaggio diverso.
è informativo. il linguaggio deve essere informativo ma siccome può generare ambiguità
di lettura deve essere il più universale possibile. Deve esserci comprensione.
Può generare ambiguità.
Dovrebbe essere significante. Deve esserci un perché, meglio meno frasi ma quel poco
che emerge deve avere un significato.
SIGNIFICATO =capacità intrinseca di un codice di legarsi ad un contesto aumentando
il suo potere comunicativo. Bisogna tenere conto del contesto prima di dargli un significato.
Ad esempio la parola rosa: può essere un fiore, una pianta, un colore,unnome proprio di
persona. significato evocativo d’uso:aognuno di noi può venire in mente qualcosa di
diverso pensando a una determinata parola.
COMUNICAZIONE VISIVA:
Studio delle modalità per pianificare azioni di comunicazione attraverso un uso
significativo di segni e immagini.→ si usano molti segni e immagini per dare uso
significativo.
Ricchezza informativa e conoscenza del codice.→ due passaggi importanti. Ricchezza
informativa vuol dire anche nel minimo della comunicazione visiva dare il massimo delle
informazioni possibili, ciò che io mostro deve essere ricco di informazioni il più possibile,
uso dei segni che sono il più completi possibili, cerco di usare info che non devono essere
spiegate per forza verbalmente, hanno anche un significato anche se non viene spiegato.
Conoscenza del codice bisogna capire se il nostro progetto o quello che scrivo viene capito da
chi ho di fronte.
Esempio:Milton Glaser, 1976, i love (cuore) NY: logo che cerca di riassumere
quello che è il concetto di racchiuderei se il massimo dell’informazione che posso
raccontare nel minor numero di segni possibile, tutti lo possiamo capire ha fatto un
esercizio di ricchezza di informazione con meno simboli scritti. Devo capire cosa c'è
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LAYOUT E TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE:

LEZIONE 1:

METODOLOGIA DELLA PROGETTAZIONE :

Perché questo nome del corso? Layou t, si decide una copertina, quelle centrali e quella finale. Visualizzazione > visibilità: non è solo una condizione fisica dell’esistente. è la manifestazione di un linguaggio informativo. → essere visibile è trasformare un linguaggio e renderlo visibile e comprensibile per tutti. è obiettivo di una strategia progettuale.→ rendere visibile nella maniera corretta quello che abbiamo progettato. CHE COSA È IL LINGUAGGIO? È un sistema di codici per la comunicazione: Può essere verbale o non verbale. è relativo ad un contesto d’uso. → in base a dove mi trovo e con chi parlo uso un tipo di linguaggio diverso. è informativo. → il linguaggio deve essere informativo ma siccome può generare ambiguità di lettura deve essere il più universale possibile. Deve esserci comprensione. Può generare ambiguità. Dovrebbe essere significante. → Deve esserci un perché , meglio meno frasi ma quel poco che emerge deve avere un significato. SIGNIFICATO = capacità intrinseca di un codice di legars i ad un contesto aumentando il suo potere comunicativo. Bisogna tenere conto del contesto prima di dargli un significato. Ad esempio la parola rosa : può essere un fiore, una pianta, un colore , un nome proprio di persona. → significato evocativo d’uso : a ognuno di noi può venire in mente qualcosa di diverso pensando a una determinata parola. COMUNICAZIONE VISIVA : Studio delle modalità per pianificare azioni di comunicazione attraverso un uso significativo di segni e immagini .→ si usano molti segni e immagini per dare uso significativo. Ricchezza informativa e conoscenza del codice .→ due passaggi importanti. Ricchezza informativa vuol dire anche nel minimo della comunicazione visiva dare il massimo delle informazioni possibili , ciò che io mostro deve essere ricco di informazioni il più possibile, uso dei segn i che sono il più completi possibili , cerco di usare info che non devono essere spiegate per forza verbalmente, hanno anche un significato anche se non viene spiegato. Conoscenza del codice bisogna capire se il nostro progetto o quello che scrivo viene capito da chi ho di fronte. Esempio : Milton Glaser, 1976, i love (cuore) NY : logo che cerca di riassumere quello che è il concetto di racchiuderei se il massimo dell’informazione che posso raccontare nel minor numero di segni possibile, tutti lo possiamo capire ha fatto un esercizio di ricchezza di informazione con meno simboli scritti. Devo capire cosa c'è

scritto. Devo avere una conoscenza del codice ulteriore. Non è detto che tutti sappiamo che NY significa New York. Sono una chiave metodologica basilare per affrontare progetti di comunicazione. La qualità vince sulla quantità. DELLE RIFLESSIONI SUL METODO : PRIMA RIFLESSIONE SUL METODO: L ’uomo è un animale metodologico. Ovvero che comprende e agisce sul mondo attraverso modelli che è capace di catalogare, adattare e ottimizzare. Siamo in grado di catalogare le informazioni , siamo capaci di adattare e quindi di renderle nostre e ottimizzarle e quindi le usiamo in qualche modo. Non è l’unico animale che usa modelli, ma è quello che lo fa con più alta efficienza. SECONDA RIFLESSIONE SUL METODO : L’uomo è l’unico animale capace di inventare e significare i suoi processi metodologici. Avere “metodo” equivale nella nostra mente al possedere una formula alchemica che ci mette in condizione di agire. TERZA RIFLESSIONE SUL METODO: La metodologia progettuale si occupa di risoluzione di problemi attraverso l’uso di “modelli” di pensiero. → bisogna usare due modelli diversi. È proprio la fase risolutiva che ci permette la possibilità di usare diverse strategie e tecniche , a seconda della natura del problema. Più conoscenze si hanno più si è bravi a risolvere il problema. QUARTA RIFLESSIONE SUL METODO: l’uso di “modelli” di pensiero presuppone la conoscenza dei modelli consolidati e la capacità di invenzione di nuovi. Questo avviene attraverso: inclusione di nuove visioni alternative, cambio del punto di vista, ristrutturazione di modelli inadeguati. Bisogna usare il pensiero verticale e il pensiero laterale. IL PENSIERO VERTICALE E LATERALE : Nell’approccio progettuale alla risoluzione di problemi è necessario considerare l’approdo di almeno due tipi di pensiero , che lavorano in stretta sinergia : il PENSIERO VERTICALE e il PENSIERO LATERALE. Le differenze tra pensiero verticale e pensiero laterale sono fondamentali. I processi sono distinti e sono entrambi necessari. Il pensiero verticale, logico, sequenziale, fa uso dell’informazione in sé allo scopo di avanzare verso una soluzione, approfondendo tecnicamente solo la più probabile. Con il pensiero laterale, creativo, ipertestuale, si utilizza l’informazione non per il suo valore intrinseco, bensì allo scopo di dare impulso ad una “rimodellizzazione”, una procedura di arricchimento dei dati di base dove ogni soluzione viene presa in considerazione e ugualmente valutata.

Poi quando torna risale con l’ascensore fino al settimo piano, scende e percorre i rimanenti piani usando le scale. Perché si comporta così? La soluzione vale per entrambi, sono uguali ma sono scritti in modo diverso: È troppo basso quindi quando va al lavoro arriva con il braccio solo al decimo piano, mentre nel tornare al piano terra non ha problemi. WHO HAS THE BIGGEST BRAIN_4 : Come fanno 10 persone a mettersi in 5 file da 4 persone? Soluzione: La forma di base da usare è il pentagono. Esce poi una sorta di stella. WHO HAS THE BIGGEST BRAIN : I giochi fino ad esso proposti sono semplici problemi che necessitano lo sviluppo del pensiero laterale per raggiungere la soluzione (o le soluzioni). Sono problemi che non possono essere risolti affrontando puramente con la logica (pensiero verticale) i dati di partenza. Solo attraverso lo spostamento del punto di vista , o l' inclusione di dati apparentemente non rilevanti alla formulazione del problema (o semplicemente non specificati), attraverso cioè un processo di arricchimento intorno al problema , viene formulata una piccola rimodellizzazione dell'approccio risolutore, rendendo immediatamente evidente (e gratificante) la soluzione del problema. Per risolvere il problema è usato il pensiero laterale come metodo di integrazione del pensiero logico. CONCLUDENDO : Il pensiero laterale non è una magia. È una forma di allenamento mentale che permette di ampliare le proprie metodologie di risoluzione di problemi attraverso:

  • l’ invenzione di nuovi modelli di lettura della realtà (nuovi modelli di pensiero ).
  • l’adeguamento di vecchi modelli a nuovi contesti. Il pensiero laterale deve lavorare con il pensiero logico per:
  • ampliare il numero di soluzioni alternative ad un problema
  • rivelare dati non istintivamente determinabili.
  • rendere qualitativamente significativi i risultati. LEZIONE 2: TEORIA DELLA GESTALT O PSICOLOGIA DELLA FORMA : La psicologia della Gestalt (dove la parola tedesca Gestalt significa forma, schema, rappresentazione ), detta anche psicologia della forma , è una corrente psicologica riguardante la percezione e l’ esperienza che nacque e si sviluppò agli inizi del XX secolo in Germania (nel periodo tra gli anni ‘10 e gli anni ‘30), per poi proseguire la sua articolazione negli USA, dove i suoi principali esponenti si erano trasferiti nel periodo delle persecuzioni naziste.

CHI SONO I FONDATORI?

Fondatori della psicologia della Gestalt sono di solito considerati Kurt Koffka, Wolfgang Köhler e Max Wertheimer che sono stati certamente i principali promotori e teorizzatori scientifici di questa corrente di ricerca in Psicologia. I loro studi psicologici si focalizzano soprattutto sugli aspetti percettivi e del ragionamento/problem-solving. LA GESTALT IN ITALIA : Tra gli studiosi italiani della Teoria della Gestalt sono da ricordare almen o Fabio Metelli, per studi nel campo della percezione visiva, e d in tempi recenti Gaetano Kanizsa. Altri autori di rilievo , che hanno contribuito a diffondere lo studio della Teoria della Gestalt nelle università italiane, sono Paolo Bozzi e Giovanni Bruno Vicario. Alla diffusione della Gestalt in Italia contribuì anche Cesare Musatti , più noto per il suo impegno di psicoanalista. Nino Di Salvatore (fondatore della Scuola politecnica di design di Milano nel 1954) effettuò studi di Scienza della Visione. LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT AFFERMA CHE la percezione di ciò che ci circonda non è la semplice somma di elementi e sensazioni primarie, bensì un’unità strutturata di esse. L’ idea portante dei fondatori era che il tutto fosse diverso dalla somma delle singole parti, in qualche modo si opponeva al modello dello strutturalismo, diffusosi dalla fine dell’Ottocento. E da qui la famosa massima: “ Il tutto è più della somma delle singole parti ”. MAX WERTHEIMER : La nascita della psicologia della Gestalt si fa risalire esattamente al 1912 , quando Max Wertheimer scrisse un articolo in cui identificava un processo percettivo unitario – da lui chiamato fattore “phi” – grazie al quale i singoli stimoli verrebbero integrati, nel soggetto, in una forma dotata di continuità. Ciò significava che quello che prima era stato considerato un processo passivo – il percepire

  • veniva ad essere pensato come qualcosa di gran lunga più attivo, come un’attività subordinata a certi principi organizzativi generali. DA PROCESSO PASSIVO A PROCESSO ATTIVO. Werthemeir sosteneva che non c’è corrispondenza diretta tra realtà empirica e realtà percettiva e che quindi per comprendere il fenomeno percettivo non bisogna partire dalla descrizione dei singoli elementi sensoriali ma dalla situazione percettiva globale perché la “ forma non è data dalla semplice somma dei suoi elementi ma è qualcosa di più, di diverso ”. “ Il tutto è più della somma delle singole parti ”. La percezione dunque non dipende dagli elementi ma dalla strutturazione di questi elementi in un “ insieme organizzato ”, in una “ Gestalt ” (generalmente tradotta con “forma”, “struttura”, “pattern”).

LEGGE DELLA CONTINUITA’ DI DIREZIONE O BUONA CONTINUITA’:

Una serie di elementi posti uno di seguito all’altro , vengono uniti in forme in base alla l oro continuità di direzione. Tutti gli elementi sono percepiti come appartenenti ad un insieme coerente e continuo. Nella figura percepiamo come unità AB e CD e non AC e BD o ancora CB e AD. Una serie di elementi posti uno di seguito all’altro , vengono uniti in forme in base alla loro continuità di direzione. Secondo il principio di chiusura la nostra percezione dovrebbe evidenziare le aree riempite di nero nella parte bassa dell’esempio, intercettate dall’intersezione della spezzata e dalla linea curva; in realtà questo non succede poiché in generale ciò accade perchè la nostra percezione tende ad evidenziare la forma che presenta il minor numero di cambiamenti e interruzioni nelle linee o nei contorni. La curva dell’esempio con il suo andamento armonioso resta ben distinta dalla linea spezzata. LEGGE DELLA BUONA FORMA/LEGGE DELLA PREGNANZA : BUONA FORMA : la struttura percepita è s empre la più semplice. PREGNANZA : nel caso gli stimoli siano ambigui, la percezione sarà buona in base alle informazioni prese dalla retina. La forma che si costituisce è tanto “buona” quanto le condizioni date lo consentono. Ciò che determina l’ apparire delle forme è la caratteristica di “pregnanza” o “buona forma” : quanto più regolari, simmetriche, omogenee, equilibrate, semplici esse sono, tanto maggiore è la probabilità che hanno di imporsi alla nostra percezione. LEGGE DELLA FIGURA/SFONDO : Uno stimolo è percepito solo in contrasto al suo sfondo. Ovvero, tutte le parti di una zona si possono interpretare sia come oggetto sia come sfondo. Il principio della figura/sfondo è uno dei principi base della percezione ed è usato continuamente in composizione grafica. Si riferisce alla nostra abilità di distinguere i potenziali oggetti in base al contrasto, ed infatti nei termini del graphic design esso è noto come principio del Contrasto.

La stella di Köhler , si può intendere come un insieme di elementi , segmenti ed archi ,che danno la percezione di una forma identificata come una stella se si inscrive la stella in una circonferenza si ottiene una doppia stella , quella originale più una seconda generata dalla nuova forma circolare osservando la nuova figura, inizialmente,si potrà riconoscere la stella originaria ma, fissandola per un certo tempo al centro, essa scompare , facendo prevalere la seconda stella formata dai settori più ampi della forma: di fatto si origina la percezione di un’alternanza ciclica tra le due forme: è evidente quindi come la modifica di un singolo elemento agisce sulla percezione dell’intera forma. LEGGE DELL’ ESPERIENZA PASSATA : Elementi che per la nostra esperienza passata sono abitualmente associati tra di loro tendono ad essere uniti in forme comprese in modo unitario ed univoco. Un osservatore che non conosce il nostro alfabeto non può vedere le lettere A, B e C in queste porzioni di spazio riempite di nero. ALCUNE OSSERVAZIONI... La posizione influenza la percezione dello spazio. Il quadrato superiore è percepito come poggiato , quello inferiore come infisso nel terreno. alcuni elementi che influenzano la nostra percezione della profondità. grandezza degli oggetti, più grande = più vicino / più piccolo = lontano. sovrapposizione e viceversa , un oggetto “nascosto” da un altro è più lontano. trasparenza , un oggetto percepito attraverso una superficie trasparente viene visto contemporaneamente ad essa. disposizione di luci e ombre , l’esempio di una sfera illuminata è immediato , si tenga presente che il passaggio netto luce/ombra ci consente di percepire uno spigolo , mentre un’ombra che sfuma gradualmente ci suggerisce immediatamente una superficie curva. luminosità → un oggetto più luminoso in genere viene percepito come più vicino. Forme che creano illusione di profondità «reversibile». Il rombo ed il parallelogrammo → sono figure che l’occhio non riesce a percepire come piatte , inoltre possono produrre l’illusione di forme reversibili. Un classico esempio è il cubo di Louis Albert Necker.

design di font che tutt’ora troviamo sui nostri computer. caratteri senza grazie → nei primi del 900 si comincia a rivoluzionare per avere nuovi orizzonti anche dal punto di vista delle architetture, c'è tutto un percorso totalmente diverso rispetto ai decenni precedenti. si tende a togliere tutti quei surplus, si toglie tutto quello che è eccessivo per arrivare alla natura più pulita possibile. si cominciano a fare dei font senza grazie e si fa dei bastoni (così si chiamano i caratteri senza grazie). CARATTERI TIPOGRAFICI CON GRAZIE : Ci si riferisce a caratteri tipografici con grazie (in inglese serif fonts ) quali caratteri tipografici che possiedono alle estremità degli allungamenti ortogonali, detti per l’appunto GRAZIE. Sinonimi: SERIF, GRAZIATI, ROMAN (a seconda della lingua di riferiemento). Principali disegnatori: Aldo Manuzio, Claude Garamond, Robert Slimbach (Adobe Garamond, font creato per la Adobe Systems), William Caslon, Giovanni Battista Bodoni, Firmin Didot, Stanley Morison (Times New Roman), Hermann Zapf (Palatino, Sistina e Aldus). CARATTERI TIPOGRAFICI SENZA GRAZIE : Un carattere senza grazie o bastone , in inglese sans serif (talvolta solo sans), è un carattere che non ha i tratti terminali chiamati appunto grazie. Il termine inglese proviene dalla lingua francese e significa appunto “senza (sans) grazie (serif)”. Nella stampa, i caratteri senza grazie sono comunemente usati sia per i titoli che per il corpo del testo. La convenzione è comunque che i caratteri con grazie guidino meglio gli occhi nella lettura di grandi blocchi di testo. I caratteri senza grazie sono diventati inoltre lo standard per il testo visualizzato sullo scher- mo (monitor del computer e altro) dove forniscono una resa pulita e molto leggibile rispetto ai caratteri con grazie. Questo è altrettanto vero per quanto riguarda la rappresentazione in televisione: si vedono infatti raramente dei font serif (con grazie) in quanto possono facilmente dare luogo a fenomeni di sfarfallamento. Per quanto riguarda la denominazione in inglese, prima che il termine “sans-serif” divenisse quello di uso comune, uno dei termini più utilizzati per sans serif è “ gothic ”, che viene anco- ra usato nella tipografia giapponese e nei nomi di alcuni caratteri, come ad esempio il “New Century Gothic”. I caratteri senza grazie si possono suddividere in quattro famiglie a seconda del loro design:

  • Grotesque , il primo stile ad essere creato (Grotesque o il Royal Gothic).
  • Neo-grotesque o Transitional o Realist , stile moderno a cui appartengono lo Standard, Helvetica, Arial e l’Univers. È la famiglia più comune tra i sans serif. Sono relativamente “diritti” e variano meno in larghezza rispetto agli humanist sans serif. Vengono anche chiamati anonymous sans-serif per via del loro aspetto molto “normale”.
  • Humanist (Johnston, Gill Sans, Frutiger, e Optima anche chiamato Zapf Humanist). Sono i più eleganti, con leggere variazioni di larghezza e sono i più leggibili tra i sans-serif.
  • Geometric (Avant Garde, Century Gothic, Futura, Gotham o Spartan). Come il nome suggerisce, sono basati su una forma geometrica. Da notare la forma circolare della lettera “O” e la costruzione semplice della “a” minuscola. Il Geometric sans-serif ha un aspetto molto moderno. Delle quattro categorie, è quella meno usata nel corpo del testo. Sinonimi: SANS SERIF, BASTONI, GOTHIC Principali disegnatori: Benton (Franklin Gothic), Gill (Gill Sans), Renner (Futura), Miedinger (Helvetica), Hermann Zapf (Optima), Lubalin (Avant Garde), Frutiger (Frutiger). CARATTERI TIPOGRAFICI CON GRAZIE : Caratteri dello stesso corpo possono avere sviluppi differenti in giustezza e interlinea a causa del differente disegno delle lettere. Conoscere queste differenze può essere determinante per valutare la rispondenza a determinate esigenze e l’equilibrio o il contrasto in accoppiamento ad altri font. cosa è l’interlinea di una font? l’interlinea lo vedo quando va a capo, ma questa distanza se dovessimo misurarla fisicamente, cosa misuriamo nello specifico? la distanza che il nostro occhio vede è la parte bianca tra due linee di parole; però l’interlinea è sempre la distanza tra due linee di base (parte azzurra). CARATTERI TIPOGRAFICI SENZA GRAZIE : Il disegno dei caratteri risponde a precise scelte del suo progettista: rapporto tra pieni e vuoti, spessore delle aste, forma degli occhielli, sviluppo orizzontale, grandezza delle maiuscole. Ognuna di queste scelte è una variabile utile per valutare correttamente la validità per un determinato uso. CARATTERI TIPOGRAFICI DERIVATI

LA SCELTA DEL CARATTERE:

Un carattere può essere determinante nella definizione dell’identità visiva di un impaginato. Il suo uso determina ordinamenti compositivi e costituisce elemento primario di coordinamento linguistico tra le varie parti. IL PROGETTO DEL LAYOUT GRAFICO LAYOUT IL PROGETTO GRAFICO DI BASE : Il progetto grafico di un layout si occupa del design di un progetto grafico di impaginazione , operando scelte fondamentali nell’intero processo di produzione, dal trattamento dei contenuti alla gerarchizzazione delle informazioni, scegliendo le chiavi di linguaggio grafico e tipografico più adatte alle specifiche necessità di visibilità. Qual’è la METODOLOGIA ESECUTIVA corretta? Quali sono gli AMBITI DI RIFERIMENTO? Quali sono gli OBIETTIVI? METODOLOGIA ESECUTIVA :

  • esecuzione costruire le fondamenta → formati, griglie, gabbie. stabilire le gerarchie → informative, significanti, percettive (Gestalt). formare la pagina → scelta dei caratteri, uso delle formattazioni, equilibrio compositivo.
  • materiali → testi, immagini.
  • composizione → controllo degli equilibri tra i “pesi” di elementi grafici differenti dentro uno spazio definito (il formato).

    ambito della pagina. visibilità istantanea.

  • impaginazione → controllo della continuità e della coerenza della comunicazione grafica nella ripetizione modulare di un certo numero di pagine.

    ambito della sequenza. OBIETTIVI : → comunicazione visiva. → leggibilità. → “risonanza” grafica.

LA RISONANZA GRAFICA :

La risonanza grafica è il risultato armonico di una composizione. Le differenti parti di un progetto grafico acquisiscono un ruolo predeterminato in una partitura complessa, agendo come voce singola e armonicamente come coro. Il risultato è un messaggio arricchito di molteplici stimoli. Una sinestesia. Quali sono le differenti parti di un progetto grafico che devono tener conto del concetto di risonanza grafica? → coerenza culturale con il messaggio veicolato. → equilibrio bianco/nero, pieno/vuoto, silenzio/rumore. → forma e peso del carattere tipografico. → armonia cromatica dei colori. Coerenza culturale con il messaggio veicolato → linguaggio dell’emittente e del destinatario: La fune sull’acqua è un progetto cinematografico. Si è deciso dunque di raccontare l’essenza stessa del gesto funambolico, il sottile cavo d’acciaio attraverso il quale un uomo sfida le sue capacità di equilibrio, la “forma” dell’acqua che ne costituirà lo specifico scenario di realizzazione e il vuoto, l’aria e lo spazio, enorme, che circondano questo genere di esibizioni a grandi altezze. Un accostamento di elementari sensazioni evocative: aria, acqua, sottile e pericoloso equilibrio. Equilibrio bianco/nero, pieno/vuoto, silenzio/rumore → rapporto armonico tra pieno e vuoto: I bianchi hanno un'importanza fondamentale. Suggeriscono silenzi e ritmi del silenzio (...) pervadono la composizione, svolgono un ruolo guida, ma nello stesso tempo si pongono come grande sfondo, tanto che il verso acquista la forma di una costellazione che si muove nella pagina. G. Fontana Pesi e contrasti : centro ottico e centro visivo. “Un’antichissima regola di comunicazione visiva è quella dei contrasti simultanei, per cui la vicinanza di due forme di natura opposta si valorizzano e intensificano la loro comunicazione”. Bruno Munari

significato per l’intelligenza ma ha tutti i poteri possibili sulla sensibilità, provoca delle sensazioni.” Eugene Delacroix VISIBILITA’ DEL COLORE: La visibilità di un segno grafico è la sua capacità di essere individuato facilmente dal nostro sistema visivo. La visibilità del colore è legata a: intensità → massima nei colori puri. contrasto → armonia/disarmonia con altri colori. massa → colori piatti meglio di colori sfumati/retinati. RIASSUMENDO : formula pratica del progetto di layout: usare (1); manipolarne (2); scegliendo (3). (1) strumenti → testi, immagini. (2) la grammatica → forma, colore, texture. (3) la sintassi → posizione, relazione, allineamento, prossimità, ripetizione, contrasto. per: → gerarchizzare e differenziare le informazioni; → arricchire il processo di comunicazione.