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layout e tecniche di visualizzazione, Sbobinature di Design

layout e tecniche di visualizzazione appunti lezioni

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

In vendita dal 10/11/2024

miriana.aresco
miriana.aresco 🇮🇹

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Layout e tecniche di visualizzazione
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Lezione 1
Il LAYOUT è l’organizzazione di elementi visivi nello SPAZIO, per il raggiungimento di un
determinato scopo. L’obiettivo è il trasporto di un messaggio INFORMATIVO, più o meno
codificato.
La codifica del messaggio è relativa alle CARATTERISTICHE degli ELEMENTI in campo e
alla loro DISPOSIZIONE reciproca.
La disposizione è finalizzata a dare un SENSO agli elementi, rendendoli protagonisti di un
nuovo racconto visivo.
L’EFFICIENZA del layout, sta nel raggiungimento dello scopo informativo, quanto
nell’arricchimento dell’immaginario del fruitore.
Dunque il layout è un insieme di elementi visivi disposti reciprocamente in uno spazio in modo
da poter essere percepiti come un NUOVO MESSAGGIO informativo, culturale e narrativo.
Tecniche creative
COLLAGE: Il collage è una tecnica artistica che consiste nell’ASSEMBLARE diversi materiali e
oggetti (come fotografie, pezzi di carta, tessuti, ritagli di giornale e così via) per creare un
artefatto comunicativo.
L’idea alla base del collage è quella di MESCOLARE pezzi di diversi materiali per creare
un’immagine complessa. I materiali possono essere trovati e recuperati da oggetti vecchi o
rotti, o possono essere tagliati o strappati da riviste o altro materiale di stampa.
Johb BERGER, celebre critico d’arte, scrittore e teorico culturale, rifletteva spesso
sull’importanza dell’ERRORE nel processo artistico e creativo. Berger considerava
l’errore come una parte INTRINSECA della pratica artistica, non tanto come un ostacolo da
evitare, ma come un’opportunità di apprendimento e crescita.
Nella sua opera ‘Sul guardare (1980)’, Berger sottolinea come l’errore possa rivelare NUOVE
PROSPETTIVE e stimolare una comprensione più profonda della realtà.
L’errore secondo Berger, permette di vedere il mondo in modo diverso, di cogliere aspetti che
normalmente sfuggono alla percezione ordinaria.
Una delle sue riflessioni più note sull’errore è legata al disegno: Berger afferma che il disegno
è un modo di esplorare il mondo e che gli errori nel disegno sono preziosi perché mostrano la
difficoltà e la complessità di rappresentare la realtà.
Berger vedeva il collage come una forma artistica che rappresenta la FRAMMENTAZIONE
della MODERNITA e della PERCEZIONE, un’arte che mette insieme elementi diversi per
creare una nuova narrativa o un nuovo significato.
Inoltre, secondo Berger, lo spettatore deve cercare di COMPRENDERE il significato nascosto
dietro la disposizione frammentata degli elementi. Il collage forza lo spettatore a mettere
insieme i pezzi, rendendolo PARTE ATTIVA del processo interpretativo.
KNOLLING: il termine ‘Knolling’ si riferisce a una pratica di organizzazione visiva e
disposizione degli oggetti che consiste nel DISPORRE gli OGGETTI in modo ORDINATO, spesso
su una superficie piana, in modo da creare una composizione geometricamente equilibrata.
Il termine fu coniato nel 1987 da ANDREW KROMELOW, un bidello che lavorava per GHERY,
l’architetto canadese nazionalizzato americano noto per molte delle sue opere come il
rivestimento in titanio del museo Guggenheim.
Secondo la storia, stavano lavorando alla progettazione di sedie per la nota azienda Knoll.
Kromelow, visto che l’officina era molto disordinata, iniziò a organizzare gli strumenti e lo fece
mettendoli tuti in modo che fossero ben PERPENDICOLARI, formando 90° o in
PARALLELO tra loro. In questo modo è stato molto facile vedere e identificare tutti gli
strumenti a colpo d’occhio. Tuttavia questa tecnica venne resa popolare da Tom Sachs, un
artista contemporaneo e scultore americano che lavorò 3 anni nell’officina di Ghery, ed è
diventata una tendenza particolarmente diffusa nella fotografia, nel design e nelle comunità
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Layout e tecniche di visualizzazione

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Lezione 1 Il LAYOUT è l’organizzazione di elementi visivi nello SPAZIO, per il raggiungimento di un determinato scopo. L’obiettivo è il trasporto di un messaggio INFORMATIVO , più o meno codificato. La codifica del messaggio è relativa alle CARATTERISTICHE degli ELEMENTI in campo e alla loro DISPOSIZIONE reciproca. La disposizione è finalizzata a dare un SENSO agli elementi, rendendoli protagonisti di un nuovo racconto visivo. L’EFFICIENZA del layout, sta nel raggiungimento dello scopo informativo, quanto nell’arricchimento dell’immaginario del fruitore. Dunque il layout è un insieme di elementi visivi disposti reciprocamente in uno spazio in modo da poter essere percepiti come un NUOVO MESSAGGIO informativo, culturale e narrativo. Tecniche creative COLLAGE : Il collage è una tecnica artistica che consiste nell’ASSEMBLARE diversi materiali e oggetti (come fotografie, pezzi di carta, tessuti, ritagli di giornale e così via) per creare un artefatto comunicativo. L’idea alla base del collage è quella di MESCOLARE pezzi di diversi materiali per creare un’immagine complessa. I materiali possono essere trovati e recuperati da oggetti vecchi o rotti, o possono essere tagliati o strappati da riviste o altro materiale di stampa. Johb BERGER, celebre critico d’arte, scrittore e teorico culturale, rifletteva spesso sull’importanza dell’ERRORE nel processo artistico e creativo. Berger considerava l’errore come una parte INTRINSECA della pratica artistica, non tanto come un ostacolo da evitare, ma come un’opportunità di apprendimento e crescita. Nella sua opera ‘ Sul guardare (1980)’, Berger sottolinea come l’errore possa rivelare NUOVE PROSPETTIVE e stimolare una comprensione più profonda della realtà. L’errore secondo Berger, permette di vedere il mondo in modo diverso, di cogliere aspetti che normalmente sfuggono alla percezione ordinaria. Una delle sue riflessioni più note sull’errore è legata al disegno : Berger afferma che il disegno è un modo di esplorare il mondo e che gli errori nel disegno sono preziosi perché mostrano la difficoltà e la complessità di rappresentare la realtà. Berger vedeva il collage come una forma artistica che rappresenta la FRAMMENTAZIONE della MODERNITA’ e della PERCEZIONE, un’arte che mette insieme elementi diversi per creare una nuova narrativa o un nuovo significato. Inoltre, secondo Berger, lo spettatore deve cercare di COMPRENDERE il significato nascosto dietro la disposizione frammentata degli elementi. Il collage forza lo spettatore a mettere insieme i pezzi, rendendolo PARTE ATTIVA del processo interpretativo. KNOLLING : il termine ‘ Knolling’ si riferisce a una pratica di organizzazione visiva e disposizione degli oggetti che consiste nel DISPORRE gli OGGETTI in modo ORDINATO, spesso su una superficie piana, in modo da creare una composizione geometricamente equilibrata. Il termine fu coniato nel 1987 da ANDREW KROMELOW , un bidello che lavorava per GHERY , l’architetto canadese nazionalizzato americano noto per molte delle sue opere come il rivestimento in titanio del museo Guggenheim. Secondo la storia, stavano lavorando alla progettazione di sedie per la nota azienda Knoll. Kromelow, visto che l’officina era molto disordinata, iniziò a organizzare gli strumenti e lo fece mettendoli tuti in modo che fossero ben PERPENDICOLARI , formando 90° o in PARALLELO tra loro. In questo modo è stato molto facile vedere e identificare tutti gli strumenti a colpo d’occhio. Tuttavia questa tecnica venne resa popolare da Tom Sachs , un artista contemporaneo e scultore americano che lavorò 3 anni nell’officina di Ghery, ed è diventata una tendenza particolarmente diffusa nella fotografia, nel design e nelle comunità

creative. Quello che nasceva come metodo organizzativo, processo produttivo, fece presto il salto a una tecnica per creare BELLEZZ componendo e organizzando oggetti. Tom Sachs creò un manifesto con 4 punti principali per creare un buon knolling:

  • Dobbiamo guardarci intorno e creare tutti i tipi di oggetti o altro che NON useremo
  • Mettiamo da una parte tutto l’UTILE. Se non siamo sicuri di qualcosa mettiamolo via
  • Raggruppiamo il tutto per FORME, DIMENSIONI o COLORI.
  • Posiziona il tutto ad angolo RETTO su una superficie Lezione 2 Il LAYOUT è l’organizzazione di elementi visivi ( grafici ) in relazione allo spazio che occupano all’interno di un progetto complessivo. Questo si chiama ARCHITETTURA dell’INFORMAZIONE. Lo scopo del layout è organizzare e presentare i contenuti in modo da consentirne la corretta lettura e comprensione. Il layout si basa quindi sulla NARRAZIONE. Gli elementi visivi sono: -Forme e linee (Forme geometriche - quadrato, cerchio, triangolo - , forme organiche , linee – continua, tratteggiata, puntinata, doppia linea – ,forme verbali – tipografia fatta con le forme-.) -Texture e/o pattern -Immagini (Fotografie e illustrazioni) -Tipografia -Colori Forme essenziali : sono il PUNTO, il CERCHIO, la LINEA, il QUADRATO, e il TRIANGOLO. Si tratta di elementi semplici, forme astratte, ma con delle tensioni interne che influenzano l’osservatore, specie se associati a degli specifici colori. Il CERCHIO è ritenuto la forma più completa e pura, perché NON ha punti che attraggono lo sguardo, non possiede né un inizio né una fine, di conseguenza non varia. Percettivamente è un segno che trasmette sicurezza, rassicurazione, dominio e centralità. Nel layout le forme circolari possono catturare e fissare l’attenzione dell’osservatore, contenere o escludere le informazioni. Il QUADRATO – come il RETTANGOLO - è una forma stabile e solida, razionale ed equilibrata. Molti oggetti quotidiani hanno questa forma (libri, smartphone, edifici) per questo ci risulta la più familiare ed affidabile.
    • Scuola svizzera : la base di un’unità suddivisa in NOVE QUADRATI costituisce il fondamento della SCUOLA SVIZZERA, nell’impaginazione grafica e tipografica. Attenendosi allo schema dei nove quadrati, si possono sviluppare 24 diverse soluzioni compositive. Le LINEE sono elementi di costruzione o di organizzazione nelle gabbie e nelle griglie, si utilizzano per creare collegamenti e strutture, toni e gradazioni. La linea può guidare lo sguardo, dando una direzione e un senso di navigazione attraverso le informazioni, può connettere elementi separati e ovviamente mettere in evidenza. Inoltre, la linea è alla base della più grande rivoluzione del 15esimo secolo: la PROSPETTIVA.
    • La Mappa di Harry Beck (metropolitana di Londra) del 1933 è una ‘costruzione’ della realtà, capace di trasformarne la percezione. Beck era un ingegnere e disegnatore, per questa mappa si ispirò alle rappresentazioni dei circuiti elettrici. La mappa diventa in tal modo la
  • Le RIGHE e le COLONNE sono quegli spazi che suddividono il layout e creano la base di una GRIGLIA. Devono essere creare all’interno della gabbia e NON dall’inizio del formato. La leggibilità del testo che verrà inserito all’interno delle colonne, è fortemente influenzata dalla GIUSTEZZA (lunghezza della riga tipografica) delle colonne stesse (strette, larghe o addirittura inclinate).
  • I MODULI o CAMPI , si vengono a formare tramite l’unione di righe e colonne. Le loro dimensioni possono essere uguali (in questo caso si parla di GRIGLIA MODULARE ) o diverse. In una griglia formata da moduli, si hanno a disposizione più punti dove poter collocare i vari elementi e tutto ciò conferisce ad un progettista grafico la possibilità di creare composizioni più dinamiche e quindi di ampliare la propria creatività.
  • Il GUTTER è quello spazio che c’è tra le colonne e/o le righe. La grandezza del gutter è fondamentale al fine di poter ampliare la leggibilità al testo e quindi dell’intero elaborato. I contenuti possono attraversare il gutter ma NON possono partire da esso. Layout simmetrico: a specchio Lezione 3 (InDesign)

Abbondanza/Pagina al vivo

Quando creiamo un nuovo documento, la prima cosa che facciamo è attribuire delle dimensioni alla pagina. Per tranquillità operativa, in fase di taglio finale è bene fare eccedere di qualche millimetro gli elementi grafici che toccano il bordo pagina, questi millimetri di esuberanza (abbondanza/pagina al vivo) andranno a definire una nuova area rettangolare che si chiama AREA AL VIVO o BLEED BOX

FORMATI GRAFICI

Le immagini digitali possono essere codificate e/o rappresentate in molti modi diversi. In base al tipo di immagine, RASTER o VETTORIALE , esistono vari formati di file. o Le immagini RASTER (o bitmap ) sono un’insieme di pixel colorati disposti lungo una griglia, secondo un determinato ordine che nel complesso formano l’IMMAGINE COMPLETA. Più un’immagine raster ha un’alta definizione, più sarà grande la griglia. Segni di taglio

Infatti la qualità di un’immagine raster è influenzata principalmente dalla DENSITA’ di PIXEL e dalla QUANTITA’ di INFORMAZIONI contenute in CIASCUN pixel. Il problema di questa tipologia di immagini è che non possono subire svariate operazioni di ingrandimento o riduzione perché i pixel vengono ‘strecciati’ e le immagini vengono rovinate. Questo porta a una perdita di dettagli e nitidezza, dando l’impressione di pixel ‘stretti’ o ‘allungati’. Queste tipologie di immagini sono adatte per rappresentare immagini complesse con dettagli e gradiazioni di colore, ma possono perdere qualità quando vengono ridimensionate in modo significativo. o Le immagini VETTORIALI , si basano su calcoli matematici che individuano l’oggetto che si vuole raffigurare in uno spazio. In poche parole, sono rappresentate da EQUAZIONI MATEMATICHE. Queste tipologie di immagini possono essere ridimensionate senza compromettere la qualità dell’immagine. Sono adatte per marchi, illustrazioni, testi, icone e grafica tecnica, dove è importante mantenere la nitidezza e la chiarezza, specialmente quando l’immagine deve essere ridimensionata.  JPEG (o JPG): è un file di tipo RASTER. Gestisce una profondità colori fino a 8bpc, vari metodi colore e colori spot (Pantone). Pro : file leggeri e compatibili con quasi tutti i sistemi di lettura immagini. Contro : compressione con perdità di qualità progressiva. Non supporta la trasparenza Uso : utile per foto da pubblicare online o da stampare (con limitazioni.) – Per la stampa è importante controllare se ha una risoluzione ottimale e se il file è in quadricromia (questo non è sempre vero in quanto, per la stampa digitale si può preferire di NON convertire i file in CMYK e lasciare il metodo colore RGB per avere a dispozione un gamut maggiore e ottenere colori più brillanti. Spesso per quanto riguarda le stampe fotografiche, è lo stampatore a gestire i file e a decidere di procedere eventualmente alla conversione in CMYK, non il fotografo. Ovviamente sarebbe opportuno interagire a stretto contatto con il fotografo evitando di alterare drasticamente le immagini e rovinando di conseguenza il lavoro del fotografo).  TIFF: è un file di tipo raster. Gestisce una profondità colore fino a 32bpc, vari metodi colore e colori spot, canali aggiuntivi, canali alfa (trasparenza) e livelli. Pro : file compatibili con quasi tutti i sistemi di lettura immagini. La compressione è SENZA perdita di qualità Contro : peso del file Uso : utile per la stampa e le archiviazioni. Insieme al PSD/PSB è il file che viene usato se serve sia la quadricromia che il canale alfa di trasparenza. – Per la stampa è importante controllare se ha una risoluzione ottimale e se il file è in quadricromia (stesso JPEG).  PSD e PDB : file di tipo raster. È il file nativo di Photoshop, gestisce tutto e non è compresso. Il formato PSB (photoshop big) viene utilizzato per i file che superano il peso di 1GB. Inoltre, gestisce una profondità colori fino a 32pcb. Pro: preserva tutte le caratteristiche del file e dei livelli. È retro-compatibile, quindi è possibile aprire file datati anche con versioni recenti di photoshop Contro: peso del file. Non è leggibile da software non dedicati alla grafica. Uso: utile per la stampa e le archiviazioni. Insieme al TIFF è il file che viene usato se serve sia la quadricromia che il canale alfa di trasparenza.. – Per la stampa è importante controllare se ha una risoluzione ottimale e se il file è in quadricromia (stesso JPEG)

ricerca e di navigazione elettronica all’interno dei documenti, come i collegamenti. Gestisce tutto dalla versione 5. E’ utile per la stampa, le archiviazioni e la distribuzioni. PDF | Standard ISO: PDF/A (Archiving), PDF/X (eXchange), PDF/E (Engineering), PDF/H (Healthcare), PDF/UA (Universal Accessibility); La tipologia PDF/X è lo standard ISO creato appositamente per le arti grafiche e la prestampa.  INDESIGN : è prettamente un contenitore in cui possono essere inseriti contenuti testuali e immagini sia raster che vettoriali. Oltre al file nativo di indesign (INDD), esiste un formato di interscambio tra versioni differenti (IDML), un file template (INDT) e il file libro (INDB). E’utile per creare progetti per la stampa. Qualsiasi contenuto (testi, vettori, immagini) devono essere importati. Anche se il copia e incolla può sembrare la via più pratica e veloce porta a degli errori nel file e spesso a problemi nella stampa: Aumento del file, problemi di trasparenze, parti vettoriali non copiate correttamente, riempimento campioni colore del file.  ILLUSTRATOR : file vettoriale. Gestisce le trasparenze reali. Utile per la stampa e il disegno vettoriale. Se il suo fine è la stampa, è utile controllare se il file è impostato con il metodo colore in quadricromia. Lezione 4

Composizione

Per comunicare in modo efficace, in termini visivi, è necessario acquisire dei principi fondamentali della disposizione compositiva. Senza un layout e una giusta composizione non si può ottenere un buon risultato. Quando si decide dove posizionare i diversi elementi in un campo visivo abbiamo molta libertà. > Il modo in cui l’occhio umano esplora immagini e testi rende alcune zone del campo visivo attive , altre più passive o periferiche. Questo principio può essere sfruttato per attrarre l’attenzione su un elemento o viceversa, renderlo meno visibile. L’osservatore cerca sempre un PUNTO DI INGRESSO , che lo guidi verso le informazioni sulla pagina. Di solito l’occhio, inizia l’esplorazione nella zona in alto a sinistra, si sposta al centro, e infine prosegue nelle zone più esterne.

DIAGRAMMA DI GUTENBERG

Il Diagramma di Gutenberg è un modello che spiega come le persone tendono a muovere lo sguardo su una pagina o un layout visivo. Secondo il diagramma, lo sguardo segue un movimento in DIAGONALE, dal quadrante superiore sinistro verso il quadrante inferiore destro , creando una suddivisione in quattro quadranti:  il quadrante superiore sinistro è considerato il punto di partenza naturale della lettura ( area ottica primaria )  lo sguardo si sposta poi sul quadrante inferiore destro, passando per la zona terminale

MODELLO Z

Il Modello Z (Z Pattern) descrive un modo in cui lo sguardo scorre attraverso un layout con contenuti visivi testuali meno densi, come pagine web semplici o annunci pubblicitari. Qui il movimento segue la forma di una Z.

 Gli occhi partono dal quadrante superiore sinistro (dove si

trova, di solito, il marchio o il titolo).

 Si spostano in linea retta verso il quadrante superiore destro

(di solito c’è un link o un’icona importante)

 Poi scendono diagonalmente verso il quadrante inferiore

sinistro

 Infine, si muovono in linea retta verso il quadrante

inferiore destro

MODELLO F

Il modello F (F Pattern) è il tipico modo degli utenti che scansionano pagine web ricche di testo. Qui il movimento visivo segue la forma di una F.  Gli utenti iniziano a leggere orizzontalmente lungo la parte superiore della pagina (il primo tratto della ‘F’)  Poi, scansionano verso il basso e fanno un altro breve movimento orizzontale, a metà della pagina  Infine scendono lungo la parte sinistra della pagina, creando il tratto verticale della F

PUNTO FOCALE

Nella progettazione grafica, il concetto di PUNTO FOCALE (o FOCUS) prende ispirazione dalla fotografia. Se si sta creando un nannuncio per alimenti per animali domestici, il punto focale dovrà essere il prodotto. È fondamentale includere anche elementi che trasmettano il messaggio del brand, seguendo i principi del design. La regola del punto focale, detta anche ENFASI, è strettamente legata alla gerarchia visiva. Quando progettiamo, dobbiamo chiederci dove vogliamo che il pubblico guardi PER PRIMO. Questo aiuterà a definire con precisione quale elemento deve catturare immediatamente l’attenzione di chi guarda. Il punto focale, ha lo scopo di catturare l’attenzione e guidare lo sguardo dichi osserva. Senza un focus chiaro, un progetto grafico perde di efficacia, perché il cervello fatica a decidere su quale elemento concentrarsi per primo.

GERARCHIA VISICA

La gerarchia visiva ha l’obiettivo di facilitare la comprensione del messaggio complessivo, rendendo il design più chiaro e leggibile. Una gerarchia ben strutturata si ottiene utilizzando vari strumenti come COLORI, DIMENSIONI, PESO e SCELTA dei FONT, per dare struttura e chiarezza. Senza una gerarchia visiva, può risultare difficile concentrarsi sui singoli elementi di una

NON si rispecchiano, appaiono in modo casuale, manca equilibrio e appaiono visivamente fuori posto. Allineare la tipografia con altri elementi sulla pagina, o con le linee guida, può contribuire a tenere insieme la composizione. Il centro CONGELA, il margine mette IN MOVIMENTO. La simmetria CONGELA, l’asimmetria mette IN MOVIMENTO Conseguenze semantiche della lettura occidentale da sinistra a destra applicate allo spazio:

  • Sinistra -> prima che qualcosa ENTRA
  • Destra -> prima che qualcosa ESCE

SEZIONE AUREA/GOLDEN RATIO

Il bilanciamento è radicato nella nostra percezione naturale. Siamo atratti dalla simmetria e dall’ordine, come si vede nella natura stressa, ad esempio nelle PROPORZIONI del RAPPORTO AUREO, presente in opere come la Gioconda e le Piramidi di Giza. Questo tipo di simmetria evoca una sensazione di calma e ordine visivo. Ottenere il giusto bilanciamento è fondamentale in modo da comunicare in modo efficare ed evitare il caos visivo.

CONTRASTO

Il contrasto è uno degli strumenti più efficaci per attirare l’attenzione. Aumentare il contrasto di un elemento lo farà RISALTARE , mentre riducendolo, lo farà SCOMPARIRE nel contesto. Il contrasto mostra evidenti differenze, come dimensione, forma, colore, valore, posizionamento, consistenza e peso, tra due o più elementi visivi. Si basa su relazioni tra due o più elementi visivi come chiaro e scuro, positivo e negativo, geometrico e organico, organizzato e caotico, liscio e ruvido, statico e cinetico, grande e piccolo.

CONTRASTO CROMATICO

Aumentando o riducendo il contrasto cromatico tra gli elementi, è possibile decidere quali parti mettere in risalto o far passare in secondo piano. Il contrasto cromatico è fondamentale anche per creare design accessibili, come quelli pensati per persone con DALTONISMO. Assicurarsi che ci sia sufficiente contrasto tra i colori aiuta a garantire che tutti possano comprendere il contenuto visivo in modo chiaro e senza difficoltà.

SPAZIO BIANCO

Lo spazio bianco, o spazio negativo, contribuisce a creare equilibrio e chiarezza, dando alla composizione il giusto respiro e aiutando a trasmettere il messaggio in modo efficace. Anche se potrebbe sembrare uno ‘ spazio vuoto’ , in realtà è un elemento fondamentale che permette di concentrare l’attenzione sugli ELEMENTI CHIAVE e di far emergere il messaggio che vogliamo trasmettere. Lo spazio bianco, non solo attira l’attenzione sul punto focale, ma crea anche ritmo e leggibilità tra gli elementi secondari del layout. Garantire che ci sia sufficiente spazio tra i vari componenti del design permette di creare delle

piccole pause visive, che aiutano il cervello a processare l’informazione in modo più fluido e piacevole. Queste pause rendono il layout MENO CAOTICO e PIU’ ARMONIOSO.

FIGURA-SFONDO

Il principio di FIGURA-SFONDO si riferisce alla capacità del nostro cervello di distinguere un elemento principale (la figura) dal contesto che lo circonda (lo sfondo). Questo processo ci permette di identificare ciò che è importante in una compisizione e di separarlo da ciò che è secondario. Una comune applicazione di questo principio si può vedere nei marchi o nelle immagini minimali , dove l’oggetto principale emerge chiaramente perché lo sfondo è semplice e non distrae l’attenzione. Tuttavia, è importante mantenere un equilibrio: uno sfondo troppo elaborato può confondere l’osservatore, mentre uno troppo vuoto può far sembrare il design piatto. Entrambi gli elementi sono reciprocamente dipendenti l’un l’altro.

TENSIONE

La tensione si presenta quando l’attenzione in una composizione dipende completamente dall’opposizione delle forze visive. Si può ottenere attraverso una varietà di contrasti e squilibri tra scala, spaziatura, posizionamento e orientamento

Proporzioni:

 Simmetria  Asimmetria  Quadrato  Sezione aurea : utilizza proporzioni basate su elementi che troviamo in natura. Dal guscio di un nautilus fino al rapporto del proprio braccio rispetto alla mano. Il rapporto approssimativo per descrivere la relazione simmetrica tra due proporzioni è pari a un rapporto 1:1,61.

  • ASPIRALE AUREA : questa proporzione può riprodursi tante volte. Collegando i punti, emerge una spirale che può proseguire all’infinito.
  • SEQUENZA DI FIBONACCI : la sezione aurea è basata sulla sequenza di Fibonacci. Una semplice formula matematica in cui ogni numero è la somma dei due precedenti: 0,1,1,2,3,5,8,13,

DIRITTO D’AUTORE

La PROPRIETA’ INTELLETTUALE di un’immagine, è INALIENABILE (cioè non cedibile) e tutelata dalle leggi sul diritto d’autore. L’autore, in vita, può cederne il diritto d’uso in cambio di un compenso o gratuitamente, sia in modo NON esclusivo ( ROYALTY FREE ), o con specifiche condizioni ( RIGHT MANAGED ), per scopi creativi ( CREATIVE ) o documentari ( EDITORIAL ), temporaneamente o permanentemente. In Italia, alla morte dell’autore, la proprietà e il relativo diritto d’uso passano ai suoi eredi, che li detengono per un periodo di 70 anni. Una volta trascorsi questi 70 anni, l’opera entra nel DOMINIO PUBBLICO e può essere utilizzata da CHIUNQUE. Tuttavia, nel caso in cui l’immagine sia associata a un’opera unica di cui esiste soltanto una copia, anche dopo il periodo di 70 anni dalla morte dell’autore, il diritto d’uso dell’immagine rimane in possesso del proprietario o del custode dell’opera.

DIRITTI DELLE IMMAGINI

I diritti delle immagini sono l’insieme di norme legali che regolano l’USO e la DISTRIBUZIONE delle immagini fotografiche, grafiche e visive. Questi diritti conferiscono agli autori e ai detentori dei diritti un controllo sulle loro opere, consentendo loro di decidere chi può usarle e in che modo. I diritti delle immagini possono variare notevolmente in base al tipo di protezione legale che offrono. Due dei concetti più importanti da comprendere sono:  COPYRIGHT: il copyright definisce i diritti esclusivi dell’autore o del creatore dell’immagine. Regolamenta l’uso, la copia, la distribuzione e la modifica delle opere. Ha una durata specifica prima che l’opera entri nel pubblico dominio. Esiste un concetto chiamato USO EQUO che consente l’utilizzo limitato di opere protette da copyright per scopi EDUCATIVI, CRITICI o PARODICI senza il consenso dell’autore. Se si desidera utilizzare immagini in modo legale e sicuro, si può considerare l’ACQUISTO di immagini da banche immagini o fotografi/artisti professionali. Questo approccio garantisce di avere il diritto di utilizzare l’immagine in base ai termini dell’acquisto.  CREATIVE COMMONS: offrono un approccio FLESSIBILE alla condivisione delle opere. Consentono agli autori di specificare le condizioni in cui le opere possono essere utilizzate e vengono spesso utilizzate per favorire la condivisione e la collaborazione. Spesso, una delle condizioni è l’ATTRIBUZIONE dell’autore originale. L’attribuzione, dà merito al lavoro dell’autore, inoltre fornisce informazioni chiare sulla provenienza dell’immagine. Senza questo, potrebbe costituire una VIOLAZIONE della licenza. In generale si indicano: nome dell’autore, titolo dell’opera, link alla fonte originale e il tipo di licenza. In caso di violazione dei diritti d’autore è importante rimuovere immediatamente l’immagine, chiedere scusa cercando un accordo per evitare ulteriori azioni legali, e fornire, nell’eventualità, un risarcimento per l’uso improprio dell’immagine.

ARTE GENERATA DA AI

Il problema principale delle opere d’arte generate da AI è stabilire chi sia l’autore ai fini del diritto d’autore. In molte giurisdizioni, è assegnato all’autore UMANO che ha creato l’AI o ha addestrato l’algoritmo. Ma questo può variare da paese a paese. In altre giurisdizioni può essere considerato SENZA PROPRIETARIO in quanto l’AI non ha personalità legale per detenere diritti d’autore. Anche qui, è importante rispettare le condizioni della licenza all’utilizzo delle opere generate. Le leggi sul diritto d’autore in relazione alle opere AI variano da una giurisdizione all’altra.

Lezione 9

LA CARTA

La scelta della carta è una decisione fondamentale in ogni progetto destinato alla stampa in quanto esalta le qualità estetiche di ogni oggetti e lo rende gradevola anche dal punto di vista TATTILE. La GRAMMATURA è una misura che indica il peso o lo spessore della carta. Viene espressa in grammi per metro quadrato (gr/m^2 ). E’ un parametro che influisce sulla RESISTENZA, RIGIDEZZA e l’ASPETTO della carta stessa. In generale, maggiore è la grammatura, più spessa e pesante sarà la carta. La carta con una grammatura più elevata è più resistente e adatta a scopi specifici come la stampa di brochure, cartoline o confezioni. Al contrario, la carta con una grammatura più bassa è più leggera e flessibile, ed è utilizzata per la stampa di libri e riviste

  • CARTA: tra i 40 e 150 gr/m^2  per i libri di piccolo-medio formato varia tra i 90 e 140 gr/m^2
  • CARTONCINO: tra i 170 e 450 gr/m^2
  • CARTONE: grammature superiori Il PUNTO di BIANCO indica la capacità della carta di RIFLETTERE la LUCE. È un fattore chiave nella scelta della carta per la stampa. Per i libri è da evitare una carta troppo bianca, per non affaticare l’occhio, meglio una carta giallina. L’OPACITA’ misura quanto la carta nasconde ciò che c’è sotto. Una carta con alta opacità riduce la visiblità della stampa sul lato opposto. Questo è particolarmente importante quando si stampa fronte/retro, in modo che il testo o le immagini non siano visibili dall’altro lato. Abbiamo diverse tipologie di carta:
  • CARTA NATURALE : non ha particolari trattamenti di superficie. La carta uso mano è una naturale di alta qualità
  • CARTA PATINATA : è dotata di uno strato superficiale detto PATINA e può essere lucida, semilucida e opaca
  • CARTA RICICLATA : prodotta riutilizzando scarti post-consumo. Non sarà mai bianca in quanto non utilizzano agenti chimici per sbiancarla, sarà più avorio
  • CARTA GOFFRATA : caratterizzata in superficie da disegni o trame a rilievo, realizzate con un processo a secco
  • CARTA VERGATA : caratterizzata da una trama di linee, visibili in trasparenza, dovute a variazioni nello spessore
  • CARTA MARCATA : dotata di una texture leggermente a rilievo

I FORMATI

Il formato di un libro e di una rivista è strettamete legato alla carta e deve essere studiato con attenzione per avere dimensioni proporzionate al contenuto e non avere troppo SFRIDO TIPOGRAFICO ( -> la parte di carta che viene scartata durante il processo di stampa e rifilatura) Il punto di partenza è il FOGLIO MACCHINA. Il più diffuso è il 70x100cm ma esistono anche 64x88cm e 100x140cm. Per la stampa DIGITALE si usano formati A3PLUS (o A3+) che misura 32x45cm ( a volte anche 33x48x7cm) per la pagina al vivo e avere qualche mm in più, mentre per la stampa ROTOCALCO e ROTO-OFFSET si usa carta a bobina. ISO 216 è uno standard internazionale che definisce i formati per gli stampati. I formati ISO216 sono divisi nella serie A e B che indicano i formati finiti degli stampati (La serie B contiene la serie A). La serie C (ISO269) si riferisce ai formati per le buste, studiati per contenere la serie A e B.

CONFEZIONE A PUNTO

METALLICO ‘A SELLA’: rilegatura a fogli piegati e accavallati tra loro, cuciti con punti metallici sulla piega. È possibile avere punti metallici colorati e di grandezze diverse CONFEZIONE A PUNTO METALLICO ‘OMEGA’: questa cucitura è simile a quella a sella, con la differenza che il punto metallico forma un anello esterno al dorso, in modo che quest’ultimo possa essere inserito in raccoglitori ad anelli. CONFEZIONE A FILO SINGER: questo sistema, simile alla macchina da cucire, utilizza un filo di cotone che può essere colorato. A sella : rilegatura di fogli piegati e accavallati tra loro cuciti sul dorso A blocco : stesso sistema sopra, ma sul piatto CONFEZIONE AD ANELLI : si tratta di anelli apribili che consentono l’inserimento di fogli forati. Al suo interno potremmo trovare degli stampati con rilegatura a punto metallico ‘omega’. CONFEZIONE A VITE : si tratta di viti speciali dette VITI SEPOLTE, che consentono di tenere insieme i fogli precedentemente forati. Possono essere di metallo oppure di plastica e in diversi colori. Vengono utilizzati soprattutto per la confezione di campionari CONFEZIONE BODONIANA : l’interno è costituito da un blocco libro cucito filorefe. La particolare della Bodoniana è che l’apertura del dorso in cartoncino viene sostituito con un dorso in tela. A volte può presentarsi un dorso privo di tela che mostra la composizione delle segnature. CONFEZIONE IN BROSSURA CUCITA : le pagine vengono cucite tra loro con il sistema filorefe, che utilizza un filo che lega le pagine di ogni segnatura, passando dal dorso all’interno, poi il filo connette le varie segnature sovrapposte. Il blocco viene incollato alla copertina CONFEZIONE IN BROSSURA FRESATA : le segnature vengono fresate sul dorso e quindi incollate alla copertina. La fresatura asporta normalmente 35mm di carta Le ALETTE misurano almeno ¾ del formato. Un’aletta troppo corta resta in tensione e non rientra agevolmente, impedendo alla copertina di richiudersi.

Lezione 10 Il MINIMALISMO è un approccio progettuale che si basa sull’idea di RIDURRE AL MINIMO gli elementi visivi per enfatizzare ciò che è ESSENZIALE. Si concentra sulla semplicità, sulla funzionalità e sull’eliminazione di ogni distrazione superflua. Il minimalismo è emerso negli anni 60 come una reazione contro l’espressionismo astratto e la complessità visiva dell’arte contemporanea. Gli artisti minimalisti cercano di concentrarsi sull’ESSENZIALE, utilizzando forme semplici e una palette di colori ridotta. Il termine fu coniato da Richard Wollheim nel 1965. Già, nell’800, il famoso architetto Van De Rohe usò la celebre frase ‘Less is more’. Il Minimalismo possiamo trovarlo:  nell’ ARTE : Cezanne a fine 1800 andava nello stesso posto nello stesso punto replicando la stessa scena, iniziando un processo di semplificazione. Piet Mondrian ha semplificato un albero, basandosi sulla GEOMETRIZZAZIONE dello spazio.+  nell’ ARCHITETTURA : Mies Van der Rohe è uno dei principali esponenti del minimalismo architettonico, noto per la sua capacità di creare spazi puri e funzionali. I suoi principi si basano sull’uso di materiali semplici (vetro, acciaio, cemento), progettazione di spazi aperti e luminosi, uso di forme geometriche pure e interazione tra interno ed esterno  nel DESIGN di PRODOTTI : si concentra sulle funzionalità e sull’estetica, eliminando qualsiasi elemento non necessario. Tanti lavori della Braun hanno ispirato la Apple per quanto riguarda le funzioni e l’interfaccia.  Nel WEB DESIGN : un web design minimalista utilizza spazi bianchi, tipografia semplice e una navigazione chiara per migliorare l’esperienza dell’utente. L’obiettivo è rendere il contenuto facilmente accessibile e fruibile, eliminando gli elementi visivi superflui. Le caratteristiche sono: uso dello spazio negativo, palette di colori limitata, tipografia chiara e leggibile, navigazione semplice e intuitiva.  Nel GRAPHIC DESIGN : si basa sulla riduzione degli elementi visivi per comunicare in modo chiaro e diretto per trasmettere il messaggio senza distrazioni. Le caratteristiche sono: uso dello spazio negativo, palette di colori limitata, tipografia chiara e leggibile.  Nell’ ILLUSTRAZIONE : utilizza forme semplici, linee pulite e colori limitati per creare immagini evocative e comunicative. Esprime quindi idee complesse in modo diretto  Nella FOTOGRAFIA : si concentra su soggetti semplici e composizioni pulite, utilizzando spazi negativi per creare un forte impatto visivo. L’obiettivo è quello di enfatizzare il soggetto principale. Lezione 11 Il COLORE Nella comunicazione è utilizzato per trasmettere SENSAZIONI ed EMOZIONI, attirare l’atenzione e creare gerarchie visive. Ci aiuta a capire meglio le forme, i contorni degli oggetti. Ha la capacità di attirare l’attenzione del ricevente, di fornire informazioni (anche psicologiche) sul prodotto, di avere forza SUGGESTIVA. Il colore è definito da 4 caratteristiche fondamentali:

  • TONALITA’ : identità del colore -> rosso, viola, giallo
  • SATURAZIONE : intensità del colore -> brillante o spento
  • VALORE : aspetto legato al colore -> chiaro o scuro - TEMPERATURA: caratteristica soggettiva -> legata all’esperienza personale COLORI CALDI: rosso, arancione -> evocano il fuoco

I colori PRIMARI sono giallo, rosso e blu. Dai colori primari si ottengono i SECONDARI che nella ruota sono gli adiacenti. Si suddividono ulteriormente e si fanno le variazioni dall’arancione al rosso e abbiamo un arancione piu scuro ecc. quando si utilizzano hsv o hsb c’è una ruota dei colori che funziona a 360°

  • COLORI MONOCROMATICI : le palette monocromatiche sono monocolore e vanno dal colore scelto al nero o dal colore scelto al bianco. Ci aiutano a fare LUCI e OMBRE
  • COLORI ANALOGHI : abbiamo un colore centrale, un colore a destra e uno a sinistra (la variazione può cambiare ma devono avere stessa distanza quindd +30° e -30°). Colori che si vanno ad accoppiare bene e si possono aggiungere luci e ombre.
  • COLORI COMPLEMENTARI : gli opposti, a 180° (giallo e viola)
  • COLORI COMPLEMENTARI DIVISI : si prende prima l’opposto del colore scelto. Successivamente gli ANALOGHI (e l’opposto sparisce)
  • COLORI TRIADICI: sono 3 colori a 120°
  • COLORI TETRADICI: sono 4 colori a distanza di 90° e sono sempre collegati Colori CALDI e FREDDI : Lezione 12