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Le competenze comunicative., Appunti di Psicologia dei Gruppi

Appunti su argomento "le competenze comunicativo" riguardo lo studio dei gruppi e la loro gestione.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 20/04/2021

lucs_17
lucs_17 🇮🇹

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Le competenze comunicative
Prima di affrontare le competenze comunicative bisogna tener presenti alcuni fattori che influenzano le
relazioni interpersonali come:
-la teoria implicita della personalità (TIP) ! complesso sistema di regole e convinzioni che viene
attivato nella valutazione dell’altro, tendendo però a minimizzare senza tener conto della singolarità
della persona.
-l’effetto alone ! si riferisce alla tendenza ad essere generalmente favorevoli o sfavorevoli nella
propria reazione verso gli altri.
-gli stereotipi ! sono impressioni fissate, semplificazioni eccessive dei fatti.
-L’effetto primacy-recency ! riguarda il peso che ha l’ordine delle informazioni che riceviamo
(primacy: le prime informazioni influenzano maggiormente il giudizio, recency: le ultime
informazioni influenzano maggiormente il giudizio). Inoltre le notizie negative tendono a persistere
più a lungo perché non corrispondono alle aspettative sociali.
L’ascolto costituisce un insieme di atti percettivi attraverso i quali entriamo in contatto con una fonte
comunicativa. I tre processi coinvolti sono:
1. la ricezione del messaggio ! esige la capacità e l’intenzionalità di centrarsi sulla fonte comunicativa.
Ciò implica un’apertura verso la fonte comunicativa e l’analisi di quale modalità non verbale
l’emittente utilizza.
2. l’elaborazione del messaggio deve comprendere le quattro forme fondamentali:
Contenuto: riguarda l’insieme delle notizie
Appello: riguarda l’insieme delle richieste che l’emittente fa nella comunicazione
Autopresentazione: si riferisce al modo in cui la persona presenta se stesso
Relazionale: si riferisce al rapporto tra l’emittente e il rispondente, chiede supporto in modo
paritario
3. la risposta del messaggio: l’operatore deve realizzare un comportamento di supporto verbale
intervenendo con contributi che sostengano la comunicazione come:
ola RIFORMULAZIONE o parafrasi ! attenzione al contenuto e all’appello.
Obiettivi:
oChiarificazione cognitiva delle situazioni e dei problemi
oVerifica di una ricezione corretta
Può essere:
Sintetica ! ha lo scopo di riassumere gli aspetti essenziali presenti nel messaggio
Delucidativa ! riproporre in modo più chiaro il contenuto del messaggio
Sottolineatura ! enfatizzare alcuni aspetti
Figura sfondo ! viene ribaltato il piano percettivo dei contenuti (figura – sfondo)
Critica ! ha lo scopo di correggere le idee insite nella comunicazione
oVERBALIZZAZIONE ! pone attenzione agli aspetti emozionali contenuti nel messaggio.
Obiettivi:
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Le competenze comunicative Prima di affrontare le competenze comunicative bisogna tener presenti alcuni fattori che influenzano le relazioni interpersonali come:

  • la teoria implicita della personalità (TIP)! complesso sistema di regole e convinzioni che viene attivato nella valutazione dell’altro, tendendo però a minimizzare senza tener conto della singolarità della persona.
  • l’ effetto alone! si riferisce alla tendenza ad essere generalmente favorevoli o sfavorevoli nella propria reazione verso gli altri.
  • gli stereotipi! sono impressioni fissate, semplificazioni eccessive dei fatti.
  • L’effetto primacy-recency! riguarda il peso che ha l’ordine delle informazioni che riceviamo (primacy: le prime informazioni influenzano maggiormente il giudizio, recency: le ultime informazioni influenzano maggiormente il giudizio). Inoltre le notizie negative tendono a persistere più a lungo perché non corrispondono alle aspettative sociali. L’ ascolto costituisce un insieme di atti percettivi attraverso i quali entriamo in contatto con una fonte comunicativa. I tre processi coinvolti sono:
  1. la ricezione del messaggio! esige la capacità e l’intenzionalità di centrarsi sulla fonte comunicativa. Ciò implica un’apertura verso la fonte comunicativa e l’analisi di quale modalità non verbale l’emittente utilizza.
  2. l’ elaborazione del messaggio deve comprendere le quattro forme fondamentali:
  • (^) Contenuto : riguarda l’insieme delle notizie
  • (^) Appello : riguarda l’insieme delle richieste che l’emittente fa nella comunicazione
  • (^) Autopresentazione : si riferisce al modo in cui la persona presenta se stesso
  • (^) Relazionale : si riferisce al rapporto tra l’emittente e il rispondente, chiede supporto in modo paritario
  1. la risposta del messaggio: l’operatore deve realizzare un comportamento di supporto verbale intervenendo con contributi che sostengano la comunicazione come: o (^) la RIFORMULAZIONE o parafrasi! attenzione al contenuto e all’appello. Obiettivi: o (^) Chiarificazione cognitiva delle situazioni e dei problemi o (^) Verifica di una ricezione corretta Può essere:
  • (^) Sintetica! ha lo scopo di riassumere gli aspetti essenziali presenti nel messaggio
  • (^) Delucidativa! riproporre in modo più chiaro il contenuto del messaggio
  • (^) Sottolineatura! enfatizzare alcuni aspetti
  • (^) Figura sfondo! viene ribaltato il piano percettivo dei contenuti (figura – sfondo)
  • (^) Critica! ha lo scopo di correggere le idee insite nella comunicazione o (^) VERBALIZZAZIONE! pone attenzione agli aspetti emozionali contenuti nel messaggio. Obiettivi:

o facilitare il processo di auto esplorazione o (^) gestire i sentimenti o (^) discriminare le varie emozioni o (^) esprimere i propri sentimenti Posso utilizzare:

  • (^) Sinonimo! tenendo comunque presente che la sinonimia è riferita al significato emotivo
  • (^) Antinomia! viene verbalizzato lo stato emotivo opposto, efficace quando sono espressi sentimenti molto forti
  • (^) Optativo! l’ascoltatore non verbalizza ma comunica lo stato emozionale desiderato o (^) DOMANDE ESPLORATIVE! poste per indagare aree rilevanti ai fini della comprensione del problema. In base all’ obiettivo distinguiamo: o Domande aggiuntive : supplemento di informazioni. o (^) Domande di chiarificazione : quando non si è compreso il pensiero dell’emittente. o (^) Domande di estensione : quando si vuole allargare la comunicazione. o Domande di focalizzazione del contenuto : da utilizzare quando l’emittente devia il racconto su particolari insignificanti. o (^) Domande di focalizzazione sulla persona : da usare quando la persona narra in modo impersonale. In base al tipo di formulazione distinguiamo: o (^) Domande aperte : si chiede di parlare di un determinato argomento ma la strutturazione è lasciata all’emittente. Si utilizzano parole come cosa, dove, come, quando e chi. o (^) Domande chiuse : limitano l’emittente e si usano per ricevere specifiche informazioni e per identificare i parametri del problema. o (^) Domande indirette : si ricavano dati rilevanti senza la consapevolezza dell’emittente, non esplicitano il fine della formulazione. o Domande proiettive : usate per aggirare le difese del soggetto, sono domande molto delicate. Le domande da evitare sono: o (^) Domande suggestive : che suggeriscono già una risposta. o (^) Domande doppie : inefficaci in quanto limitano il rispondente ad una scelta. o Domande “ Perché ”: potrebbe essere percepita come un’invasione o una mancanza di rispetto. o (^) Domande successive : queste domande a raffica possono creare confusione. Come deve essere formulata una domanda efficace? Devono essere:
  • (^) Accessibili
  • (^) Rilevanti
  • (^) Chiare
  • (^) Sintetiche Le tre domande essenziali in un colloquio sono: (1) cosa senti, (2) cosa pensi e (3) cosa fai. Per verificare che le risposte siano adeguate al contesto si può fare riferimento allo schema delle emozioni:
  1. quali informazioni dare
  2. come fornire queste informazioni Alcuni interventi inefficaci di risposta sono:
  • moralizzare “è così”! perché si offre un giudizio morale basato sul proprio sistema di valori.
  • diagnosticare “sei così”! perché si esprime un giudizio sulla situazione dell’altro, proponendo una classificazione.
  • interpretare “questo è così perché”! perché si esprime la causa che può spiegare la situazione che la persona sta sperimentando.
  • generalizzare “questo succede spesso”! perché nel tentativo di tranquillizzare l’altro si minimizza l’evento affermando che è comune a tanti.
  • identificare “è successo anche a me”! perché si parla delle proprie difficoltà spostando l’attenzione.
  • (^) pushing “come soluzione ti propongo”! perché si propone una soluzione.
  • investigare “perché..?”! perché si fa una domanda senza prima rimandare la comprensione empatica che rischia di essere invasiva.