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Forme di Governo: Funzione Politica, Storia e Tipologie, Appunti di Diritto Costituzionale

Le forme di governo, dalla loro funzione politica alla loro evoluzione storica. Vengono distinte forme monocratiche e parlamentari, con esempi di monarchie costituzionali, repubbliche, monarchie orleaniste e costituzioni del primo e secondo dopoguerra. Vengono inoltre analizzate le differenze tra forme presidenziali e parlamentari, il ruolo del primo ministro e la sfiducia parlamentare.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 22/01/2019

sasha-turtulici
sasha-turtulici 🇮🇹

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CAPITOLO 9- LE FORME DI GOVERNO
1.LA FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO E I SOGGETI DELLE DECISIONI
POLITICHE
La separazione dei poteri è stata teorizzata da Locke e Montesquieu -> evitare l’accentramento in
un unico soggetto dei poteri. Nel tempo si è compreso che una netta divisione è possibile solo per la
funzione giurisdizionale (-> terziarietà, indipendenza ed imparzialità).
Il modo di organizzare ed esercitare il potere politico.
Individuare soggetti titolari della funzione di indirizzo politico (incidere sulla produzione e
l’esecuzione di comandi imperativi).
= FORMA DI GOVERNO.
Il potere tende a presentarsi unificato intorno all’indirizzo politico legittimato dal corpo elettorale.
DEFINIZIONE: la forma di governo attiene al modo come fra gli organi di un ordinamento, si
distribuisce il potere di indirizzare la comunità politica verso determinati fini. Tentativo di
classificare i diversi ordinamenti.
2. STORIA ED EVOLUZIONE DELLE FORME DI GOVERNO
Studio nella loro evoluzione storica (diacronicamente) e con riferimento al momento dato
(sincronicamente). La moderna classificazione si è sviluppata nell’Ottocento, nello stato liberale e
nazionale. Il modello originario può essere quello della MONARCHIA COSTITUZIONALE
inglese fra sei e settecento.
Monarchia costituzionale
Repubblica direttoriale
Repubblica
presidenziale
Monarchia orleanista:
->Repubblica semi-
presidenziale.
->Monarchia/ repubblica
parlamentare.
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CAPITOLO 9- LE FORME DI GOVERNO

1.LA FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO E I SOGGETI DELLE DECISIONI

POLITICHE

La separazione dei poteri è stata teorizzata da Locke e Montesquieu -> evitare l’accentramento in un unico soggetto dei poteri. Nel tempo si è compreso che una netta divisione è possibile solo per la funzione giurisdizionale (-> terziarietà, indipendenza ed imparzialità).

  • Il modo di organizzare ed esercitare il potere politico.
  • Individuare soggetti titolari della funzione di indirizzo politico (incidere sulla produzione e l’esecuzione di comandi imperativi).

= FORMA DI GOVERNO.

Il potere tende a presentarsi unificato intorno all’indirizzo politico legittimato dal corpo elettorale.

DEFINIZIONE: la forma di governo attiene al modo come fra gli organi di un ordinamento, si distribuisce il potere di indirizzare la comunità politica verso determinati fini. Tentativo di classificare i diversi ordinamenti.

2. STORIA ED EVOLUZIONE DELLE FORME DI GOVERNO

Studio nella loro evoluzione storica (diacronicamente) e con riferimento al momento dato (sincronicamente). La moderna classificazione si è sviluppata nell’Ottocento, nello stato liberale e nazionale. Il modello originario può essere quello della MONARCHIA COSTITUZIONALE inglese fra sei e settecento.

Monarchia costituzionale Repubblica direttoriale Repubblica presidenziale

Monarchia orleanista:

->Repubblica semi- presidenziale.

->Monarchia/ repubblica parlamentare.

Durante la fase della monarchia costituzionale i poteri erano separati, nella Camera dei Comuni e nella Camera dei Lords gli interessi erano contrapposti.

GOVERNO PRESIDENZIALE : alle origini vi sono gli Stati Uniti. Scrissero la Costituzione americana, rigida + separazione tra Presidente e Congresso = s. dei poteri caratterizza il governo presidenziale.

GOVERNO PARLAMENTARE : evoluzione della monarchia costituzionale inglese nell’Ottocento. Versione monista, l’indirizzo polito dipendeva solo dal rapporto governo- parlamento. All’origine la versione era quella dualista, nella quale vi era anche il capo dello stato nella determinazione dell’indirizzo politico. Gli elementi di questa evoluzione furono:

  1. Emerse la figura del primo ministro (divenne il vero detentore del potere polito perché poteva indire le nuove elezioni).
  2. Il rapporto fiduciario divenne istituto costituzionale.
  3. La Camera dei Comuni si organizzò in due fazioni opposte (maggioranza e opposizione, divisi in base al consenso o meno del governo del re).

MONARCHIA ORLEANISTA : nato con la Costituzione francese del 1830. Forma di governo caratterizzata dal parlamentarismo dualista = il governo rispondeva al parlamento e al re, ovvero due pilastri quello della rappresentanza e quello della corona. Fu un equilibrio instabile.

LE COSTITUZIONI DEL PRIMO DOPOGUERRA - RAZIONALIZZAZIONE DEL PARLAMENTARISMO: nascita di nuovi stati nazionali che si dettero costituzioni nuove. Si tentò di disciplinare i rapporti fra gli organi costituzionali secondo modalità che richiamassero il parlamentarismo inglese. Altre invece rilanciarono il dualismo, es. la C. di Weimar caratterizzate dal rapporto fiduciario p-g ma anche dalla presenza di un capo dello stato direttamente letto (-> GOVERNO SEMI-PRESIDENZIALE ma se ne incominciò a parlare durante la Quinta Repubblica francese).

LE COSTITUZIONI DEL SECONDO DOPOGUERRA : varie ondate di nuove costituzioni, tre momenti: 2°metà anni 40, anni 70 e anni 80.

3.FORME DI GOVERNO

Distinte in base agli aspetti strutturali e formali, condizionate dalla cultura politica e dal sistema dei partiti. Nella stessa tipologia esistono ordinamenti che concretamente funzionano in modo diverso.

  • PRESIDENZIALE: titolare del potere esecutivo è il presidente, dunque la direzione è monocratica. Il potere legislativo non può sfiduciare il presidente e questo non può sciogliere le assemblee. Il modello designato è quello degli Stati Uniti d’America. Il corpo elettorale elegge:
  • Congresso (Senato + Camera dei rappresentanti). Fa le leggi.
  • Il Presidente , attraverso i grandi elettori. Può porre il veto alle leggi. Esercita il potere di nomina con il parere favorevole del Senato (controllo e condizionamento).

Può formarsi un governo misto: il presidente appartiene a un partito mentre la maggioranza in una delle due camere è dell’opposto partito.

  • PARLAMENTARE : ha molte varianti. L’esecutivo è nominato dal capo dello Stato (per lo più funzioni cerimoniali e simboliche), prescinde dall’investitura parlamentare oppure
  • GOVERNO PARLAMENTARE DUALISTA: fino all’avvento del fascismo. La corona interveniva pesantemente su questioni politiche rilevanti.
  • COSTITUENTE: visione dualista riemerse dopo la parentesi del fascismo. Alcune forze politiche sosteneva una concezione monista, altre sosteneva il PDR come figura di riferimento in grado di intervenire nei partiti (dualismo più accentuato). Qui nasce la questiona: i poteri che la costituente concesse al PDR sono veramente presidenziali o solo formalmente?

5. FORMA DI GOVERNO IN ITALIA: COSTITUZIONE E PRASSI

In Assemblea Costituente, l’ordine del giorno Perassi stabilì come forma di governo quella parlamentare, affermando la necessità di integrare con strumenti giuridici per evitare degenerazioni del “parlamentarismo”. La Costituzione al riguarda è particolarmente lacunosa.

  • Il PDR nomina il presidente del consiglio (non è indicato il procedimento, consolidate per prassi).
  • Il presidente del consiglio propone i ministri al PDR, che li nomina.
  • Il governo giura davanti al PDR. A questo punto il parlamento vota per la fiducia (più difficile la formazione di governi di minoranza).
  • Ciascuna camera può approvare una mozione di sfiducia con maggioranza semplice.

Durante il centrismo degasperiano la forma di governo era riconducibile a una DIREZIONE MONOCRATICA. Successivamente vi furono governi di coalizione.

La Dc si divise in gruppi concorrenti tra di loro. Il singolo ministro rispondeva al proprio partito, piuttosto che al presidente del Consiglio, dunque l’unità di indirizzo veniva lesa. Il governo prese così una DIREZIONE PLURIMA DISSOCIATA. Si trattò di governi instabili. I partiti sostenitori del nuovo governo non vi si identificavano del tutto, lo indebolivano per poi sostituirlo.

6. LA FORMA DI GOVERNO IN ITALIA: LE TRASFORMAZIONI

Entrò in crisi nella seconda metà degli anni 70. Il governo a direzione plurima dissociata non era compatibile con la governabilità e la stabilità, condizioni percepite come indispensabili.

Si pensò allora di costringere i partiti a cambiare, partendo dal sistema elettorale trasformato da proporzionale a MAGGIORITARIO:

A. Competizione tra due poli -> logica della competizione politica.

B. Imporre un ricambio della classe politica.

C. Porre fine alla prassi che complicava i rapporti tra partiti, la quale partiva da questi stessi.

D. Moralizzare la vita pubblica.

E. Semplificare il sistema dei partiti.

  • Influenza sull’interpretazione delle disposizioni cost. e sul funzionamento della forma di governo.

La figura del presidente del Consiglio si rafforza grazie a:

  • (^) Il confronto con gli altri ordinamenti.
  • L’esigenza di dare continuità e stabilità d’indirizzo all’azione di governo.
  • La legislazione del 1988.
  • Il ruolo di questa carica in sede europea.
  • L’accentuarsi della personalizzazione delle campagne elettorali.
  • L’affermarsi per tre volte della maggioranza guidata da Silvio Berlusconi.
  • L’ordinamento italiano si è orientato verso GOVERNI DI LEGISLATURA A DIREZIONE MONOCRATICA. Evoluzione messa in dubbio dalla crisi del quarto governo Berlusconi.
  • (^) Nel 2016 si è tornati a un sistema elettorale prevalentemente proporzionale, riproponendo così le difficoltà nella creazione di una maggioranza.

FOCUS 9.

In Europa prevale la forma di governo parlamentare. Oggi creare formazione maggioritarie risulta difficile. La causa risiede nella trasformazione della società che tende a frammentarsi, concependo il rapporto cittadino-politica in modo diverso. Nascono nuove dorme di aggregazione e di manipolazione (rete e social). I parlamenti vanno irrigidendosi, i rapporti tra i gruppi sono tesi e poco inclini al dialogo, all’ascolto e al compromesso.

FOCUS 9.

La Corte nell’esercizio delle proprie competenze ha influito sulla forma di governo italiana.

  • SENT. 7/96: mozione di sfiducia individuale.
  • SENT. 200/2006: rapporti tra PDR e ministro della giustizia.
  • SENT. 360/96: non reiterabilità dei decreti legge.
  • SENT. 171/07 E 128/08: la Corte sindaca le leggi di conversione e i decreti legge non rispettosi del principio di necessità e urgenza.
  • SENT. DEL 2012, 2014, 2015: incostituzionali emendamenti delle Camere che alteravano l’omogeneità del decreto legge originario in sede di conversione.