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Le forme di governo, dalla loro funzione politica alla loro evoluzione storica. Vengono distinte forme monocratiche e parlamentari, con esempi di monarchie costituzionali, repubbliche, monarchie orleaniste e costituzioni del primo e secondo dopoguerra. Vengono inoltre analizzate le differenze tra forme presidenziali e parlamentari, il ruolo del primo ministro e la sfiducia parlamentare.
Tipologia: Appunti
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La separazione dei poteri è stata teorizzata da Locke e Montesquieu -> evitare l’accentramento in un unico soggetto dei poteri. Nel tempo si è compreso che una netta divisione è possibile solo per la funzione giurisdizionale (-> terziarietà, indipendenza ed imparzialità).
= FORMA DI GOVERNO.
Il potere tende a presentarsi unificato intorno all’indirizzo politico legittimato dal corpo elettorale.
DEFINIZIONE: la forma di governo attiene al modo come fra gli organi di un ordinamento, si distribuisce il potere di indirizzare la comunità politica verso determinati fini. Tentativo di classificare i diversi ordinamenti.
2. STORIA ED EVOLUZIONE DELLE FORME DI GOVERNO
Studio nella loro evoluzione storica (diacronicamente) e con riferimento al momento dato (sincronicamente). La moderna classificazione si è sviluppata nell’Ottocento, nello stato liberale e nazionale. Il modello originario può essere quello della MONARCHIA COSTITUZIONALE inglese fra sei e settecento.
Monarchia costituzionale Repubblica direttoriale Repubblica presidenziale
Monarchia orleanista:
->Repubblica semi- presidenziale.
->Monarchia/ repubblica parlamentare.
Durante la fase della monarchia costituzionale i poteri erano separati, nella Camera dei Comuni e nella Camera dei Lords gli interessi erano contrapposti.
GOVERNO PRESIDENZIALE : alle origini vi sono gli Stati Uniti. Scrissero la Costituzione americana, rigida + separazione tra Presidente e Congresso = s. dei poteri caratterizza il governo presidenziale.
GOVERNO PARLAMENTARE : evoluzione della monarchia costituzionale inglese nell’Ottocento. Versione monista, l’indirizzo polito dipendeva solo dal rapporto governo- parlamento. All’origine la versione era quella dualista, nella quale vi era anche il capo dello stato nella determinazione dell’indirizzo politico. Gli elementi di questa evoluzione furono:
MONARCHIA ORLEANISTA : nato con la Costituzione francese del 1830. Forma di governo caratterizzata dal parlamentarismo dualista = il governo rispondeva al parlamento e al re, ovvero due pilastri quello della rappresentanza e quello della corona. Fu un equilibrio instabile.
LE COSTITUZIONI DEL PRIMO DOPOGUERRA - RAZIONALIZZAZIONE DEL PARLAMENTARISMO: nascita di nuovi stati nazionali che si dettero costituzioni nuove. Si tentò di disciplinare i rapporti fra gli organi costituzionali secondo modalità che richiamassero il parlamentarismo inglese. Altre invece rilanciarono il dualismo, es. la C. di Weimar caratterizzate dal rapporto fiduciario p-g ma anche dalla presenza di un capo dello stato direttamente letto (-> GOVERNO SEMI-PRESIDENZIALE ma se ne incominciò a parlare durante la Quinta Repubblica francese).
LE COSTITUZIONI DEL SECONDO DOPOGUERRA : varie ondate di nuove costituzioni, tre momenti: 2°metà anni 40, anni 70 e anni 80.
3.FORME DI GOVERNO
Distinte in base agli aspetti strutturali e formali, condizionate dalla cultura politica e dal sistema dei partiti. Nella stessa tipologia esistono ordinamenti che concretamente funzionano in modo diverso.
Può formarsi un governo misto: il presidente appartiene a un partito mentre la maggioranza in una delle due camere è dell’opposto partito.
In Assemblea Costituente, l’ordine del giorno Perassi stabilì come forma di governo quella parlamentare, affermando la necessità di integrare con strumenti giuridici per evitare degenerazioni del “parlamentarismo”. La Costituzione al riguarda è particolarmente lacunosa.
Durante il centrismo degasperiano la forma di governo era riconducibile a una DIREZIONE MONOCRATICA. Successivamente vi furono governi di coalizione.
La Dc si divise in gruppi concorrenti tra di loro. Il singolo ministro rispondeva al proprio partito, piuttosto che al presidente del Consiglio, dunque l’unità di indirizzo veniva lesa. Il governo prese così una DIREZIONE PLURIMA DISSOCIATA. Si trattò di governi instabili. I partiti sostenitori del nuovo governo non vi si identificavano del tutto, lo indebolivano per poi sostituirlo.
6. LA FORMA DI GOVERNO IN ITALIA: LE TRASFORMAZIONI
Entrò in crisi nella seconda metà degli anni 70. Il governo a direzione plurima dissociata non era compatibile con la governabilità e la stabilità, condizioni percepite come indispensabili.
Si pensò allora di costringere i partiti a cambiare, partendo dal sistema elettorale trasformato da proporzionale a MAGGIORITARIO:
A. Competizione tra due poli -> logica della competizione politica.
B. Imporre un ricambio della classe politica.
C. Porre fine alla prassi che complicava i rapporti tra partiti, la quale partiva da questi stessi.
D. Moralizzare la vita pubblica.
E. Semplificare il sistema dei partiti.
La figura del presidente del Consiglio si rafforza grazie a:
In Europa prevale la forma di governo parlamentare. Oggi creare formazione maggioritarie risulta difficile. La causa risiede nella trasformazione della società che tende a frammentarsi, concependo il rapporto cittadino-politica in modo diverso. Nascono nuove dorme di aggregazione e di manipolazione (rete e social). I parlamenti vanno irrigidendosi, i rapporti tra i gruppi sono tesi e poco inclini al dialogo, all’ascolto e al compromesso.
La Corte nell’esercizio delle proprie competenze ha influito sulla forma di governo italiana.