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il calcolo delle imposte anticipate e di quelle differite. le scritture di accantonamento delle imposte e del loro versamento. con esempi, esercitazioni svolte, esercizi da svolgere
Tipologia: Dispense
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Esercizi e verifiche Nei seguenti esercizi indicare a SINISTRA dei conti (anche nelle scritture) con A le attività, P le passività, N le voci di patrimonio netto, R i ricavi IRAP, S i ricavi non IRAP, C i costi IRAP e ROL, D i costi non ROLR e non IRAP, E i costi ROLR non IRAP, F i costi IRAP non ROLR. PRIMO ESERCIZIO Rispondi alle seguenti domande motivando o correggendo le affermazioni false.
CAMBIALI PASSIVE (di cui 8.000 scadenti nel n2)................28. CANONI DI LEASING (di cui interessi impliciti 3.000)............55. CAPITALE SOCIALE......................................................................... CLIENTI (una fattura di 12.000 € scade il 6/2/n2).................180. COSTRUZIONI IN ECONOMIA..............................................25. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRAP..................................7. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRES................................15. ERARIO C/RITENUTE DA VERSARE....................................13. ERARIO C/RITENUTE SUBITE................................................2. FABBRICATI.........................................................................200. FONDO AMMORTAMENTO FABBRICATI...........................284. FONDO AMMORTAMENTO IMPIANTI................................284. F.DO AMMORTAMENTO MACCHINE ELETTRONICHE.......84. FONDO RISCHI SU CREDITI.................................................11. FORNITORI (di cui per 49.000 € scadenti nell’n1)..................58. IMPIANTI................................................................................80. INSUSSISTENZE ATTIVE........................................................4. INTERESSI PASSIVI SU MUTUI............................................23. LAVORAZIONI PER C/TERZI...................................................8. MACCHINE ELETTRONICHE................................................20. MATERIE DI CONSUMO C/ RIMANENZE FINALI...................5. MATERIE DI CONSUMO C/ ESISTENZE INIZIALI..................6. MATERIE DI CONSUMO................................................................... MATERIE PRIME C/RIMANENZE FINALI..............................85. MATERIE PRIME C/ESISTENZE INIZIALI.............................80. MATERIE PRIME E DI CONSUMO C/ACQUISTI.................160. MATERIE PRIME....................................................................85. MUTUI PASSIVI....................................................................240. ONERI SOCIALI......................................................................58. PLUSVALENZE ORDINARIE....................................................4. PRODOTTI C/VENDITA.......................................................680. PRODOTTI FINITI C/RIMANENZE FINALI........................................ PRODOTTI FINITI C/ESISTENZE INIZIALI............................62. PRODOTTI FINITI...................................................................70. PRODOTTI IN LAVORAZIONE C/RIMANENZE FIN..............10. PRODOTTI IN LAVORAZIONE C/ESISTENZE INIZ..............13. PRODOTTI IN LAVORAZIONE...............................................10. RESI SU ACQUISTI..................................................................3. RESI SU VENDITE...................................................................6. RISERVA LEGALE.................................................................17. RISERVA STRAORDINARIA..................................................50. SALARI E STIPENDI............................................................170. SOPRAVVENIENZE PASSIVE.................................................3. SPESE DI ASSICURAZIONE...................................................3. SPESE DI MANUTENZIONE..................................................13. SPESE PER ALBERGHI E RISTORANTI...............................18. SVALUTAZIONE CREDITI.......................................................3. TFR.........................................................................................34. Si rilevano le seguenti scritture di assestamento: a) rilevati interessi attivi bancari lordi per € 1.000; b) riscossi dividendi per 18.000 € su azioni FIAT acquistate solo per impiegare la liquidità in modo remunerativo; c) l’assicurazione annuale contro gli incendi è stata pagata il 22/9; d) un vecchio fabbricato, in attesa di vendita, è stato affittato il 1°/10 al canone annuale di € 18.000 da riscuotere in rate quadrimestrali posticipate; [4.5] e) sul mutuo maturano interessi semestrali posticipati al tasso del 15% da pagare il 1/2 e 1/8; [4.5] f) rilevate l’IRAP e l’IRES di competenza tenendo presente che
BANCA (dare o avere?)..........................................................27. CAMBIALI ATTIVE..................................................................70. CAMBIALI PASSIVE...............................................................28. CANONI DI LEASING (di cui per interessi impliciti 2.000)......55. CAPITALE SOCIALE.............................................................200. CLIENTI (di cui 20.000 scadenti nell’anno n2).......................180. COSTRUZIONI IN ECONOMIA...............................................25. DEBITI PER TFR....................................................................60. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRES................................14. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRAP..................................8. ERARIO C/RITENUTE DA VERSARE....................................13. ERARIO C/RITENUTE SUBITE................................................2. FABBRICATI..........................................................................300. FONDO AMMORTAMENTO AUTOMEZZI......................................... FONDO AMMORTAMENTO FABBRICATI........................................ FONDO RISCHI SU CREDITI.................................................11. FORNITORI (di cui 45.000 scadenti entro il 31/12/n1)............50. INTERESSI PASSIVI SU MUTUI............................................21. LAVORAZIONI PER C/TERZI...................................................8. MATERIE DI CONSUMO................................................................... MATERIE DI CONSUMO C/ RIMANENZE FINALI...................5. MATERIE DI CONSUMO C/RIMANENZE INIZIALI..................6. MATERIE PRIME............................................................................... MATERIE PRIME C/RIMANENZE FINALI..............................85. MATERIE PRIME C/RIMANENZE INIZIALI............................80. MATERIE PRIME E DI CONSUMO C/ACQUISTI..................160. MUTUI PASSIVI.....................................................................240. ONERI SOCIALI (di cui INAIL 1.800) .....................................78. PARTECIPAZIONI.................................................................100. PLUSVALENZE ORDINARIA..................................................10. PLUSVALENZE STRAORD. (beni posseduti più di 3 anni).......4. PRODOTTI C/VENDITA.........................................................680. PRODOTTI FINITI.............................................................................. PRODOTTI FINITI C/RIMANENZE FINALI.............................70. PRODOTTI FINITI C/RIMANENZE INIZIALI...........................62. PRODOTTI IN LAVORAZIONE..........................................................
a) Compila le seguenti scritture di assestamento: b) Rilevati interessi attivi bancari lordi per € 1.000. c) Riscossi dividendi lordi per € 12.600 su azioni, acquistate otto anni fa, di un’azienda che controlliamo al 40%. d) L’assicurazione semestrale sugli automezzi di € 3.650 è stata pagata il 22/9. e) Un vecchio fabbricato, in attesa della vendita, è stato affittato il 1°/2 al canone annuale di € 18.000 da riscuotere in rate quadrimestrali anticipate. f) Sul mutuo maturano interessi semestrali posticipati con scadenza 1/ e 1/8, al tasso annuo del 12%. Dato un utile lordo di 150.000 e un VNP di 200.000 €, rileva l’IRAP e l’IRES di competenza dopo aver verificato: la svalutazione dei crediti e delle cambiali; gli ammortamenti fiscalmente deducibili sono € 25.000 per i fabbricati e € 60.000 per gli automezzi le spese di manutenzione fiscalmente deducibili ammontano a € 10. il valore fiscale delle rimanenze finali di prodotti finiti è di € 80.000, quello delle rimanenze finali di materie prime è di € 83.000. Gli altri valori fiscali coincidono con quelli civilistici. Al 31/12/n1 l'utile lordo è di 160.000 € e il VNP è di 230.000 €; le ritenute subite ammontano a 3.000 €.
(^100) Reddito lordo =E99-F99 VNP =G99-H 101 AMMORTAMENTI (^) =D 102 AMMORTAMENTI ANTICIPATI (^) =D 103 PLUSVALENZE RINVIATE =D 104 SPESE DI MANUTENZIONE (^) =D 105 RIMANENZE (^) =D 106 SVALUTAZIONE CREDITI 107 DIVIDENDI 108 ALTRE VARIAZIONI FISCALI (^) =D 109 IMPONIBILE (^) IRES=SOMMA(F100:F108) IRAP=SOMMA(H100:H108) 110 imposte dovute IRES dovuta =SE(F108>0;ARROTO NDA(F108.33;2);0) IRAP dovuta =ARROTONDA(SE(H108< 200000;(H108-7500)0,0425; H1080,0425);0) 111 imposte differite 112 ERARIO C/ACC. D’IMPOSTA 113 ERARIO C/RITENUTE SUBITE 114 ERARIO C/IMPOSTE (^) =F110-F112-F 115 1° acconto (^) =(F110-F113),99,4 =H110,99, 116 2° acconto =F1151,5 =H1151, I J (^99) =SOMMA(I3:I98) =SOMMA(J3:J98) (^100) =F100 =I99-J (^101) =I100-J 114 (^115) =(J112+J113)0, 116 =J111+H111-SOMMA.SE(B5:B98;"ERARIO C/RITENUTE SUBITE";F5:F98)- SOMMA.SE(B5:B98;"ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA";F5:F98)- SOMMA.SE(B5:B98;"ERARIO C/CREDITO D’IMPOSTA";F5:F98) 117 =(J111+J115-SOMMA.SE(B5:B98;"ERARIO C/RITENUTE SUBITE";F5:F98)- SOMMA.SE(B5:B98;"ERARIO C/CREDITO D’IMPOSTA";F5:F98))0,9350, 118 =J117*1, Esercitazione completa svolta Al 31/12/n0 una SPA presenta i seguenti conti, non distinti tra DARE ed AVERE: AMMORTAMENTO ATTREZZATURE..............................................10. AMMORTAMENTO AVVIAMENTO.....................................................3. AMMORTAMENTO MACCHINARI...................................................25. AMMORTAMENTO AUTOMEZZI.....................................................18. ATTREZZATURE............................................................................100. AVVIAMENTO...................................................................................15. AZIONISTI C/SOTTOSCRIZIONE....................................................80. BANCA X C/C...................................................................................62. CAMBIALI ALL'INCASSO.................................................................40. CANONI DI LEASING (di cui 2.000 per interessi impliciti)................10. CAPARRE A FORNITORI...................................................................9. CAPITALE SOCIALE................................................................................... CLIENTI..........................................................................................180. DEBITI PER TFR..............................................................................97. DENARO IN CASSA...........................................................................7. DIPENDENTI C/RETRIBUZIONI.......................................................15. DIVIDENDI........................................................................................35. ERARIO C/ACCONTI IRES................................................................4. ERARIO C/ACCONTI IRAP................................................................3. ERARIO C/RITENUTE DA VERSARE................................................8. FATTURE DA RICEVERE................................................................12. FONDO RISCHI SU CREDITI.............................................................6. FONDO AMMORTAMENTO ATTREZZATURE................................60. FONDO AMMORTAMENTO AVVIAMENTO.......................................6. FONDO AMMORTAMENTO MACCHINARI......................................30. FONDO AMMORTAMENTO AUTOMEZZI........................................22.
PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE (temporanea)......................40. PERDITA A NUOVO...........................................................................5. PERDITE SU CREDITI.......................................................................3. PLUSVALENZE ORDINARIE (beni posseduti più di 3 anni). .............6. PRODOTTI FINITI........................................................................................ PRODOTTI FINITI C/RIMANENZE FINALI.......................................34. PRODOTTI FINITI C/RIMANENZE INIZIALI.....................................36. PRODOTTI FINITI C/VENDITA.......................................................455. RESI SU ACQUISTI............................................................................8. RIBASSI PASSIVI...............................................................................1.
Obiettivi disciplinari minimi Sapere: Le clausole di consegna delle merci e di pagamento delle spese accessorie; Le finalità e il funzionamento delle caparre; ; Saper fare: Rilevare in partita doppia le fatture di acquisto e di vendita, le relative note di variazione; i corrispettivi e le schede carburanti; Rilevare in partita doppia le diverse modalità di regolamento; Rilevare in partita doppia la liquidazione e il versamento dell’IVA. Mostra tutti i calcoli e le scritture relative alle seguenti operazioni. Indica a SINISTRA dei conti (anche nelle scritture) con A le attività, P le passività, N le voci di patrimonio netto, R i ricavi IRAP, S i ricavi non IRAP, C i costi IRAP e ROL, D i costi non ROLR e non IRAP, E i costi ROLR non IRAP, F i costi IRAP non ROLR. : Al 29/12/N4 una SPA presenta i seguenti conti, non distinti tra DARE e AVERE: ABBUONI ATTIVI................................................................ 3. AFFITTI PASSIVI................................................................ 12. AUTOMEZZI....................................................................... 100. AVVIAMENTO..................................................................... 10. AZIONISTI C/SOTTOSCRIZIONE...................................... 25. BANCA (Dare o Avere?)..................................................... 83. CAMBIALI ATTIVE.............................................................. 22. CAMBIALI PASSIVE........................................................... 8. CAPITALE SOCIALE.......................................................... 383. CASSA ASSEGNI............................................................... 8. CLIENTI.............................................................................. 278. CREDITI INSOLUTI............................................................ 2. COSTRUZIONI IN ECONOMIA.......................................... 25. DEBITI PER TFR................................................................ 88. DISAGGIO DI EMISSIONE................................................. 16. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRES............................ 20. ERARIO C/ACCONTI D’IMPOSTA IRAP............................ 7. ERARIO C/IVA (dare)......................................................... 7. ERARIO C/RITENUTE DA VERSARE................................ 10. ERARIO C/RITENUTE SUBITE.......................................... 5. FABBRICATI....................................................................... 300. FATTURE DA RICEVERE.................................................. 20. FONDO AMMORTAMENTO AUTOMEZZI......................... 35. FONDO AMMORTAMENTO FABBRICATI......................... 61. FONDO PER IMPOSTE...................................................... 7. FONDO RISCHI SU CREDITI............................................. 17. INTERESSI PASSIVI SU OBBLIGAZIONI.......................... 33. ISTITUTI PREVIDENZIALI (Avere)..................................... 16. IVA NS./CREDITO.............................................................. 11. IVA NS./DEBITO................................................................. 29. MATERIE DI CONSUMO C/ESISTENZE INIZIALI.............. 5. MATERIE PRIME C/ESISTENZE INIZIALI......................... 60. MATERIE PRIME E DI CONSUMO C/ACQUISTI............... 610. ONERI SOCIALI.................................................................. 62. PARTECIPAZIONI (strategiche)......................................... 40. PLUSVALENZE ORDINARIE (beni posseduti più di 3 anni) 8. PREMI SU VENDITE.......................................................... 5. PRESTITI OBBLIGAZIONARI (non convertibili).................. 200. PRODOTTI C/VENDITA...................................................... 892. PRODOTTI FINITI C/ESISTENZE INIZIALI........................ 62. PRODOTTI IN LAVORAZIONE C/ESISTENZE INIZ........... 13. RESI SU VENDITE............................................................. 9. RISCONTI ATTIVI (spese di vigilanza) .............................. 1. RISERVA LEGALE............................................................. 17. RISERVA STRAORDINARIA.............................................. 50. SALARI E STIPENDI.......................................................... 200. SCONTI PASSIVI................................................................ 4. SOPRAVVENIENZE PASSIVE........................................... 4. SPESE DI VIGILANZA........................................................ 13. UTILE A NUOVO................................................................ 150
R PRODOTTI C/VENDITA C PRODOTTI FINITI C/ESISTENZE INIZIALI C PRODOTTI IN LAVORAZIONE C/ESISTENZE INIZ. C RESI SU VENDITE N RISERVA LEGALE N RISERVA STRAORDINARIA C SALARI E STIPENDI S SCONTI ATTIVI D SOPRAVVENIENZE PASSIVE C SPESE DI VIGILANZA
(31.200+384) x 40%
caso: si conosce il fondo rischi su crediti finale e la svalutazione; il fondo > 5%, ma si deve togliere la ripresa fiscale sulla svalutazione. 2002-2003: 39 p 25 cm 2003-2004: 33 p 2004-2005: 31 p 17 cm 2006-2007: 31 p 12cm 2009-2010: 2013-2014: 28 p 2019-2020: 2021-
2.14.1 il rinvio della parte di reddito non agevolabile Nel caso il reddito agevolato sia superiore all’imponibile fiscale l'eccedenza è portata in aumento del reddito assoggettabile all’aliquota ridotta degli anni successivi, ma non oltre il quinto. Simile procedura si applica anche nel caso l’imponibile fiscale IRES sia pari o minore di zero ; Esempio : una SpA, al 30/9/1996, aveva un capitale proprio di € 800.000 ; all’1/1/N0 il capitale proprio è di € 1.700.000. L’imponibile fiscale dell’anno N0 è di € 126.000, dell’anno N1 è di € 170.000, nell’anno N2 è di € 18.000, nell’anno N3 è di € 207.000 e nell'anno N di € 189.000. Il CRO è del 7% nell’anno N0, del 6% nell’anno N1, del 5% nell’anno N2, del 7% nell’anno N3 e del 5,2% nell'anno N4. Determinare l’IRES di competenza dei diversi anni. Anno N0 : 88.200.000 x 19% = 16.758. reddito da agevolare (126.000 - 88.200.000) x 37% = 13.986. (1.700.000 - 800.000) x 1,4 x 7% = 88.200.000. IRES totale 30.744. L’IRES minima è però di € 126.000 x 27% = 34.020.000, per cui l’azienda deve ripartire l’utile in modo che l’aliquota media sia del 27% e calcolare la differenza tra reddito agevolabile (88.200.000) e reddito realmente agevolato (126.000 x 5/9 = 70.000); 88.200.000 - 70.000 = 18.200.000 €: reddito agevolabile (ma non agevolato nell'anno N0) rinviati agli esercizi seguenti. [In modo alternativo (e un po’ più complesso): si devono versare 34.020.000 - 30.744.000 = 3.276.000 € di IRES in più perché una parte (X) di reddito non può essere assoggettata all’aliquota minima e deve quindi essere tassa all’aliquota ordinaria, superiore del 18% (= 37% - 19%) : X x 18% = 3.276.000 ; X = 18.200.000. Infatti (88.200.000 - 18.200.000) x 19% 13.300. (126.000 - 88.200.000 + 18.200.000) x 37% 20.720. IRES complessiva 34.020.000 = 126.000 x 27%.] I 18.200.000 costituiscono un plafond di reddito tassabile al 19% negli anni successivi, ma non oltre il quinto. Anno N1 : 900.000 x 1,4 x 6% + 18.200.000 = 93.800.000 reddito agevolabile 93.800.000 x 19% = 17.822. (170.000 - 93.800.000) x 37% = 28.194.000 170.000 x 5/9 = 94.444.444 > 93.800.000: la norma è rispettata 46.016.000 (verifica alternativa alla precedente: 46.016.000 x 100/170.000 = 27,068% > 27%) [In pratica la conseguenza di tale norma è il rinvio agli anni successivi della maggior IRES pagata : essa può essere stornata dall’IRES di competenza : 49.292.000 - 3.276.000 = 46.016.000.] Anno N2 : 900.000 x 1,4 x 5% = 63.000. Essendo l'utile agevolabile superiore all'imponibile fiscale, tutto l’imponibile andrebbe tassato al 19% ma si deve rispettare l’aliquota media minima del 27% : quindi invece di € 3.420.000 (= 18.000 x 19%) se ne versano € 4.860.000 (= 18.000 x 27%). Il reddito agevolato è stato di sole €: 18.000 x 5/9 = 10.000.Nei cinque anni successivi i rimanenti 53.000 (= 63.000 da agevolare - 10.000 agevolati) potranno essere tassati all’aliquota del 19%. [In altro modo: la differenza di imposta di 1.440.000 € permette di determinare in 1.440.000/(37 - 19)% = € 8.000 il reddito tassato all’aliquota del 37% e di conseguenza in 10.000 (18.000 - 8.000) il reddito agevolato dell’anno N2.] Anno N3 : 900.000 x 1,4 x 7% + 53.000 = 141.200.000 ; si verifica se l’aliquota media è inferiore al 27% : (207.000 - 141.200.000) x 37% + 141.200.000 x 19% = 51.174.000. 51.174.000 x 100/207.000 = 24,722% per cui non tutto il reddito non agevolato nell’anno N2 può essere recuperato nell’anno N3. L’IRES di competenza sarà pari a 207.000 x 27% = 55.890.000. Il reddito agevolabile massimo è però pari a € 207.000 x 5/9 = 115.000. Per cui 141.200.000 - 115.000 = 26.200.000 € di reddito non agevolato nell’anno sono recuperabili nei quattro anni successivi. Anno N4 : 900.000 x 1,4 x 5,2% = 65.520.000 + 26.200.000 = 91.720.000. Si verifica anticipatamente se l'aliquota media sarà inferiore o meno al 27%: 189.000 x 5/9 = 105.000 > 91.720.000: la cifra è pienamente agevolata. 91.720.000 x 19% = 17.426.800 arrotondato a 17.427.000; (189.000 - 91.720.000) x 37% = 35.993.600 arrotondato a 35.994.000; 17.427.000 + 35.994.000 = 53.421.000. Reddito agevolabile +^ eventuale reddito agevolabile degli anni precedenti >^ 5/9 imponibile fiscale?
imponibile fiscale x 27% NO IRES = reddito agevolato totale x 19% + (imponibile fiscale - reddito agevolato totale) x 37% Reddito agevolato totale -^ imponibile fiscale x 5/9 =^ reddito agevolabile nei 5 anni seguenti (non vi è reddito da agevolare negli anni seguenti) Esempio : l’imponibile fiscale di una SpA, relativo agli anni indicati, è riportato nella colonna a , l’utile agevolato in base al CRO nella colonna b. Completare la tabella. imponibile utile da utile agev. Totale utile utile imposta percentuale utile agevolato IRES Anno Fiscale agevolare anni prec. agevolabile residuo totale media da rinviare totale n a b c d e f g h i N0 99.000 42.000 - 42.000 57.000 29.070.000 29,36 - 29.070. N1 54.000 38.500.000 - 38.500.000 15.500.000 13.050.000 24,17 8.500.000 14.580. N2 108.000 42.350.000 8.500.000 50.850.000 57.150.000 30.807.000 28,53 - 30.807. N3 9.000 46.200.000 - 46.200.000 0 2.430.000 27,00 41.200.000 2.430. N4 0 33.600.000 41.200.000 74.800.000 0 0 0,00 74.800.000 0 N5 90.000 42.000 74.800.000 116.800.000 0 24.300.000 27,00 66.800.000 24.300. N6 162.000 29.400.000 66.800.000 96.200.000 65.800.000 42.624.000 26,31 6.200.000 43.740. N7 -30.000 53.900.000 6.200.000 60.100.000 0 0 0,00 60.100.000 0 N8 171.000 28.000 60.100.000 88.100.000 82.900.000 47.412.000 27,73 - 47.412. Le formule delle diverse celle sono le seguenti:
IRES totale Dal 1997 al 2001 il CRO è stato fissato al 7%. Esempio : nell’esercizio in corso al 30/9/1996 il capitale proprio di un’azienda risultava pari a 800.000 € ; il 1/1/2000 esso risulta essere di 1.000.000 €. L’utile lordo dell’anno 2000 è di 70.000 ; il CRO è del 7%. **1.000.000 - 800.000 = 200.000 ; 200.000 x 1,4 x 7% = 19.600 x 19% = 3.
200.000 x 1,4 = 280.000 21. Conferimenti in denaro +**^ quote di utili accantonate a riserve -^ quote di capitale proprio distribuite ai soci =^
2.14.1 il rinvio della parte di reddito non agevolabile Nel caso il reddito agevolato sia superiore all’imponibile fiscale l'eccedenza è portata in aumento del reddito assoggettabile all’aliquota ridotta degli anni successivi, ma non oltre il quinto. Simile procedura si applica anche nel caso l’imponibile fiscale IRES sia pari o minore di zero ; 30% o 22% col 6% di CRO Esempio : una SpA, al 30/9/1996, aveva un capitale proprio di € 800.000 ; all’1/1/N0 il capitale proprio è di € 1.700.000. L’imponibile fiscale dell’anno N0 è di € 126.000, dell’anno N1 è di € 170.000, nell’anno N2 è di € 18.000, nell’anno N3 è di € 207.000 e nell'anno N di € 189.000. Il CRO è del 7% nell’anno N0, del 6% nell’anno N1, del 5% nell’anno N2, del 7% nell’anno N3 e del 5,2% nell'anno N4. Determinare l’IRES di competenza dei diversi anni. Anno N0 : 88.200.000 x 19% = 16.758. reddito da agevolare (126.000 - 88.200.000) x 37% = 13.986. (1.700.000 - 800.000) x 1,4 x 7% = 88.200.000. IRES totale 30.744. L’IRES minima è però di € 126.000 x 27% = 34.020.000, per cui l’azienda deve ripartire l’utile in modo che l’aliquota media sia del 27% e calcolare la differenza tra reddito agevolabile (88.200.000) e reddito realmente agevolato (126.000 x 5/9 = 70.000); 88.200.000 - 70.000 = 18.200.000 €: reddito agevolabile (ma non agevolato nell'anno N0) rinviati agli esercizi seguenti. [In modo alternativo (e un po’ più complesso): si devono versare 34.020.000 - 30.744.000 = 3.276.000 € di IRES in più perché una parte (X) di reddito non può essere assoggettata all’aliquota minima e deve quindi essere tassa all’aliquota ordinaria, superiore del 18% (= 37% - 19%) : X x 18% = 3.276.000 ; X = 18.200.000. Infatti (88.200.000 - 18.200.000) x 19% 13.300. (126.000 - 88.200.000 + 18.200.000) x 37% 20.720. IRES complessiva 34.020.000 = 126.000 x 27%.] I 18.200.000 costituiscono un plafond di reddito tassabile al 19% negli anni successivi, ma non oltre il quinto. Anno N1 : 900.000 x 1,4 x 6% + 18.200.000 = 93.800.000 reddito agevolabile 93.800.000 x 19% = 17.822. (170.000 - 93.800.000) x 37% = 28.194.000 170.000 x 5/9 = 94.444.444 > 93.800.000: la norma è rispettata 46.016.000 (verifica alternativa alla precedente: 46.016.000 x 100/170.000 = 27,068% > 27%) [In pratica la conseguenza di tale norma è il rinvio agli anni successivi della maggior IRES pagata : essa può essere stornata dall’IRES di competenza : 49.292.000 - 3.276.000 = 46.016.000.] Anno N2 : 900.000 x 1,4 x 5% = 63.000. Essendo l'utile agevolabile superiore all'imponibile fiscale, tutto l’imponibile andrebbe tassato al 19% ma si deve rispettare l’aliquota media minima del 27% : quindi invece di € 3.420.000 (= 18.000 x 19%) se ne versano € 4.860.000 (= 18.000 x 27%). Il reddito agevolato è stato di sole €: 18.000 x 5/9 = 10.000.Nei cinque anni successivi i rimanenti 53.000 (= 63.000 da agevolare - 10.000 agevolati) potranno essere tassati all’aliquota del 19%. [In altro modo: la differenza di imposta di 1.440.000 € permette di determinare in 1.440.000/(37 - 19)% = € 8.000 il reddito tassato all’aliquota del 37% e di conseguenza in 10.000 (18.000 - 8.000) il reddito agevolato dell’anno N2.] Anno N3 : 900.000 x 1,4 x 7% + 53.000 = 141.200.000 ; si verifica se l’aliquota media è inferiore al 27% : (207.000 - 141.200.000) x 37% + 141.200.000 x 19% = 51.174.000. 51.174.000 x 100/207.000 = 24,722% per cui non tutto il reddito non agevolato nell’anno N2 può essere recuperato nell’anno N3. L’IRES di competenza sarà pari a 207.000 x 27% = 55.890.000. Il reddito agevolabile massimo è però pari a € 207.000 x 5/9 = 115.000. Per cui 141.200.000 - 115.000 = 26.200.000 € di reddito non agevolato nell’anno sono recuperabili nei quattro anni successivi. Anno N4 : 900.000 x 1,4 x 5,2% = 65.520.000 + 26.200.000 = 91.720.000. Si verifica anticipatamente se l'aliquota media sarà inferiore o meno al 27%: 189.000 x 5/9 = 105.000 > 91.720.000: la cifra è pienamente agevolata. 91.720.000 x 19% = 17.426.800 arrotondato a 17.427.000; (189.000 - 91.720.000) x 37% = 35.993.600 arrotondato a 35.994.000; 17.427.000 + 35.994.000 = 53.421.000. Reddito agevolabile +^ eventuale reddito agevolabile degli anni precedenti >^ 5/9 imponibile fiscale?
imponibile fiscale x 30% NO IRES = reddito agevolato totale x 19% + (imponibile fiscale - reddito agevolato totale) x 37% Reddito agevolato totale -^ imponibile fiscale x 5/9 =^ reddito agevolabile nei 5 anni seguenti (non vi è reddito da agevolare negli anni seguenti) Esempio : l’imponibile fiscale di una SpA, relativo agli anni indicati, è riportato nella colonna a , l’utile agevolato in base al CRO nella
colonna b. Completare la tabella. imponibile utile da utile agev. Totale utile utile imposta percentuale utile agevolato IRES Anno Fiscale agevolare anni prec. agevolabile residuo totale media da rinviare totale n a b c d e f g h i N0 99.000 42.000 - 42.000 57.000 29.070.000 29,36 - 29.070. N1 54.000 38.500.000 - 38.500.000 15.500.000 13.050.000 24,17 8.500.000 14.580. N2 108.000 42.350.000 8.500.000 50.850.000 57.150.000 30.807.000 28,53 - 30.807. N3 9.000 46.200.000 - 46.200.000 0 2.430.000 27,00 41.200.000 2.430. N4 0 33.600.000 41.200.000 74.800.000 0 0 0,00 74.800.000 0 N5 90.000 42.000 74.800.000 116.800.000 0 24.300.000 27,00 66.800.000 24.300. N6 162.000 29.400.000 66.800.000 96.200.000 65.800.000 42.624.000 26,31 6.200.000 43.740. N7 -30.000 53.900.000 6.200.000 60.100.000 0 0 0,00 60.100.000 0 N8 171.000 28.000 60.100.000 88.100.000 82.900.000 47.412.000 27,73 - 47.412. Le formule delle diverse celle sono le seguenti: c d e f g h i dn- 1 b+c se(a>d;a-d;0) se(a>d;d0,19+e0,37;se(a>0; a0,27;0)) se(a>0;f100/a;
se(g>27;0; se(a>0;d-a5/9;d)) se(g<27;se(a > 0;a0,27;0);f) Nella colonna g , in alternativa, si potrebbe verificare se l’utile totale da agevolare è superiore ai 5/9 dell’imponibile fiscale con la formula : g = vero(d>a5/9)*. Nelle colonne h e i la formula g<27 sarebbe sostituita con g =. SCHEMA PER IL CALCOLO DELL'IRES APPLICANDO LA DIT Base di calcolo =^ Minor valore tra (Capitale proprio attuale- Capitale proprio dell'esercizio in corso al 30/9/1996) x 1,4 e^ Capitale proprio attuale **Base di calcolo x CRO = Reddito Agevolato ; Reddito Agevolato x 19% = IRES Agevolata
Imponibile Fiscale**
Reddito agevolato
Reddito non Agevolato ; Reddito non Agevolato x 36% = IRES non Agevolata = IRES totale Dal 1997 al 2001 il CRO è stato fissato al 7%. Esempio : nell’esercizio in corso al 30/9/1996 il capitale proprio di un’azienda risultava pari a 800.000 € ; il 1/1/2000 esso risulta essere di 1.000.000 €. L’utile lordo dell’anno 2000 è di 70.000 ; il CRO è del 7%. **1.000.000 - 800.000 = 200.000 ; 200.000 x 1,4 x 7% = 19.600 x 19% = 3.
200.000 x 1,4 = 280.000 21. Conferimenti in denaro +**^ quote di utili accantonate a riserve -^ quote di capitale proprio distribuite ai soci =^
31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP su ammortamento anticipato IRES su ammortamento anticipato accantonamento imposta differita
31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP su ammortamento anticipato IRES su ammortamento anticipato accantonamento imposta differita
31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta IRAP e IRES su ammortamento anticipato imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta IRAP e IRES su ammortamento anticipato imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta IRAP e IRES su ammortamento anticipato imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta IRAP e IRES su ammortamento anticipato imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta IRAP e IRES su ammortamento anticipato imposte da versare a saldo a maggio
31-12-n 31-12-n 31-12-n
IRAP dovuta IRES dovuta imposte da versare a saldo a maggio
2.2.1 IL CREDITO D’IMPOSTA L'IRAP è una imposta a titolo definitivo: per questo un reddito già assoggettato a IRAP che ricade su un altro soggetto non è più imponibile ai fini IRAP (e infatti i redditi da partecipazione sono esclusi dall’imponibile). L'IRES, invece, è formalmente una imposta definitiva, ma nella sostanza viene considerata come le ritenute d'acconto. Infatti un reddito da partecipazione (che ha scontato a monte tale imposta) viene tassato anche in testa al percettore (l'azionista, sia esso una persona fisica o giuridica) che però ha diritto di portare in deduzione l'IRES versata a monte dalle imposte che deve, a sua volta, pagare. Allo stesso modo si comporta il professionista che inserisce in dichiarazione i redditi sui quali ha già subito una ritenuta d'acconto: da un lato segna il ricavo, dall'altro, in sede di liquidazione dell'imposta, fa valere la ritenuta già versata. La DIT 1) Il capitale proprio di una SpA al 30/6/1996 era di € un milione. All’1/1/n0 viene portato a € 1.360.000. Nell'anno n0 l’imponibile IRES è di € 200.000. Nell'anno n1 l’imponibile IRES è di € 120.000. All’1/1/n2 il capitale proprio sale a 1.860.000 ; l’imponibile IRES dell'anno n2 è di € 230.000. Determinare l’IRES di competenza dei vari anni. [68.557.000; 38.049.000 ; 67.763.000] 2) Al 31/12/1996 una SpA ha un capitale proprio di € 250.000. L’1/1/n0 esso è portato a € 390.000. Nell'anno n0 l’utile lordo di € 50.000. Nell'anno n1 l’imponibile IRES è di € 2.700. L’1/1/n2 si aumenta il capitale proprio di € 390.000. Nell'anno n2 il l’imponibile IRES di € 99.000. Nell'anno n3 non vi è utile. Nell'anno n4 l’utile è di € 10.800. Nell'anno N5 l'imponibile IRES di € 60.000. Determina l’IRES di competenza di ogni anno. [16.370; 513; 31.050; 2.052; 14.865] 3) Il 10/2/2003 si costituisce una SpA con un capitale proprio di 260.000 €. Al 31/12 l'utile lordo è di 20.000. [5.630] Nel 2004 il capitale proprio aumenta di 120.000 €; l'utile lordo è di 15.000. [3.390] Nel 2005 l'utile lordo è di 10.000 €. [1.900] Nel 2006 l'utile lordo è di 25.000 €. [6.580] Nel 2007 vi è una perdita lorda di 8.000 €; l'imponibile IRAP è di 30.000 €. La perdita è rinviata all'anno successivo. Nel 2008 l'utile lordo è di 34.000 € e l'imponibile IRAP di 120.000 €. Le azioni sono 12.000 e il dividendo unitario va arrotondato ai 4 cent. [5.420] Nel 2009 l'utile lordo è di 30.000 €; l'imponibile IRAP è di 110.000 €. Mostra i calcoli relativi all'IRES di ogni anno. Mostra le scritture dal 31/12/2007 al 31/12/2009 (acconti esclusi). 4) Il bilancio di una SpA, chiuso al 31/12/1996, evidenzia un capitale proprio di €1.200.000. All'1/1/n0 il capitale sociale è di € 4 milioni diviso in 3. azioni, vi sono riserve per € 2.800.000, l'imponibile IRES dell'anno n0 è di € 450.000, l'utile lordo è di 430.000 € e l'imponibile IRAP di € 800.000. Il dividendo unitario va arrotondato ai 10 €. Si destina il 5% dell'utile netto a riserva legale e il 10% a riserva straordinaria. Anno n1: imponibile fiscale 500.000 € , imponibile IRAP 900.000 € , utile lordo 450.000 €. 1/1/n2 si procede a un aumento del capitale sociale, a pagamento, di €1.000.000 (comprese le riserve). 10/4/n2 si accantona il 5% a riserva legale e il 10% a riserva straordinaria. 31/12/n2: imponibile IRES 680.000 € , imponibile IRAP 1.400.000 € , utile lordo 650.000 €. 5) Il bilancio al 31/12/1996 della Clamart SpA evidenziava un capitale proprio di € 500.000. All'1/1/n0 esso risulta essere pari a 900.000. L'imponibile fiscale è di € 63.000. L'1/1/n1 il capitale proprio è divenuto pari a € 1.000.000. L'imponibile fiscale è di € 130.000. Nell'anno n2 l'imponibile fiscale è di € 8.000. N3: imponibile fiscale di € 36.000. L'1/1/n4 si ha un aumento di capitale a pagamento di € 800.000. L'imponibile fiscale è di € 60.000. 1/1/n5: il capitale proprio è ridotto di 200.000; l'imponibile fiscale è negativo per 25.000. IRAP di € 6.000. n6: utile lordo di € 43.000. n7: imponibile fiscale di € 250.000. Mostra il calcolo dell'IRES di competenza di ogni anno. 6) Al 31/12/1996 una SpA ha un capitale proprio di € 800.000. L’1/1/n0 esso è portato a € 1.300.000. Nell'anno n0 l’utile lordo di € 110.000. [35.150] L’1/1/n1 si aumenta il capitale proprio di € 1.000.000. Nell'anno n1 l’utile di € 18.000. [3.420] Nell'anno n2 l’utile è di € 200.000. [57.200] Nell'anno n3 si ha una perdita, prima delle imposte, di € 100.000. L’IRAP è di € 25.000. Nell'anno n4 si registra un utile di € 330.000. Il VNP è di 1.000.000. Le azioni sono 1.000.000 e il dividendo unitario deve essere arrotondato a 0,3 cent. [64.700] Determina l’IRES di competenza di ogni anno e mostra le scritture relative all'anno n3 e n4. 7) Al 31/12/1996 una SpA ha un capitale proprio di € 300.000. L’1/1/n0 esso è portato a € 870.000. Nell'anno n0 l’utile lordo di € 200.000. L’1/1/n1 si aumenta il capitale proprio di € 140.000. Nell'anno n1 l’utile di € 10.000. Nell'anno n2 l’utile è di € 130.000. Nell'anno n3 si registra un utile di € 60.000. Determina l’IRES di competenza di ogni anno. 8) Il 5/8/n0 si costituisce una SpA: il capitale sociale di € 1.000.000 è diviso in 5.000 azioni. Al 31/12 l'imponibile IRES è di € 150.000, l'imponibile IRAP è di € 400.000. 6/4/n1: l'assemblea decide di accantonare il 5% a riserva legale e 10.000 a riserva straordinaria. Il dividendo unitario va arrotondato alle 500 €. Al 31/12/n1 l'imponibile IRES è negativo per € 10.000; l'imponibile IRAP è di € 100.000. 9/4/n2: l'assemblea decide di rinviare la perdita al futuro. 4/10/n2: gli azionisti sottoscrivono (e versano in giornata) un aumento di capitale: sono emesse 1.000 nuove azioni a € 260.000 l'una. 31/12/n2: utile lordo di € 360.000, imponibile IRAP di € 600.000, CRO del 6,2%. Mostra tutte le scritture. 9) Il capitale proprio della Ramsa SpA, al 30/9/1996, è di € due milioni. L’1/1/n0 esso aumenta di € 570.000. Nell'anno n0 l’imponibile fiscale è di €
investimenti netti = differenza tra nuovi investimenti e cessioni, dismissioni, ammortamenti. Sono esclusi gli immobili (salvo gli impianti) e le autovetture. La norma intende, da un lato, favorire gli investimenti, e dall’altro spingere le aziende ad aumentare il patrimonio netto : infatti non è sufficiente una sola delle due condizioni per ottenere l’agevolazione tributaria. La norma, a differenza della DIT, vale anche per le imprese in contabilità semplificata (che non redigono la Partita Doppia) per le quali è escluso il riferimento al patrimoni netto. Esempio : l’imponibile fiscale di un’azienda, nell’anno n0, è stato di € 100.000. Nello stesso anno sono state accantonate a riserva € 30.000, sono stati acquistati nuovi beni strumentali per € 180.000, ne sono stati ceduti per € 50.000 e sono stati effettuati ammortamenti per € 85.000. Determinare l’IRES. Gli investimenti ammontano a 180.000 - 50.000 - 85.000 = 45.000 per cui la parte di reddito agevolabile è di € 30.000 (< 45.000). Si applicherà quindi l’aliquota del 19% su 30.000 e del 36% su (100.000 - 30.000 = 70.000. 30.000 x 19% + 70.000 x 36% = 30.900.
Recependo la normativa già vigente in altri Paesi anche il nostro ordinamento fiscale ha introdotto la Dual Income Tax (DIT) o Tassazione Duale del Reddito d’impresa , a partire dal 1/1/1997. La DIT è una modalità particolare di applicazione dell’IRES o dell’IRPEF ed è nata dall’esigenza di equiparare il trattamento fiscale dei redditi da capitale a quelli derivanti da prestiti : prima infatti era più conveniente ricorrere al capitale di terzi che aumentare quello dell’azienda. Basti pensare ai finanziamenti concessi dai soci di società di persone o alle obbligazioni o alle cambiali finanziarie. Inoltre la DIT è finalizzata a produrre efficienza e a rafforzare e razionalizzare l’apparato produttivo agevolando i nuovi investimenti. E’ bene a questo punto ricordare che il Capitale Proprio è dato dal Capitale sociale più le Riserve ; il Patrimonio Netto è dato dal Capitale proprio più l’ utile.
La DIT si configura come un’agevolazione che interessa l’IRPEF o l’IRES che grava sul reddito fiscale : la quota di reddito proporzionale agli incrementi di capitale proprio che si sono realizzati a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 30/9/1996 (o al capitale proprio attuale, nel caso l'azienda sia stata costituita dopo il 1996), viene tassata con un’aliquota del 19%. La parte di reddito tassata a questa aliquota è data dal prodotto dell’incremento del capitale proprio rispetto a quello risultante dal bilancio 1996 per il Coefficiente di Remunerazione Ordinaria del capitale (CRO) ed è detta RO (remunerazione ordinaria). Si vuole realizzare una sorta di progressività dell'imposta anche nella tassazione del reddito delle persone giuridiche: una prima parte tassata al 19%, la seconda al 34%. Gli "scaglioni" però non possono variare in funzione del reddito, ma del capitale investito (capitale proprio): lo stesso reddito può risultare modesto per una società con un notevole capitale proprio oppure elevato per una poco capitalizzata (anche se bisogna considerare che c'è una certa proporzionalità tra capitale proprio e reddito). Al fine di incentivare la patrimonializzazione delle imprese si è preso a riferimento l'incremento del capitale proprio. Per le aziende costituite dopo il 30/9/1996 si considera il patrimonio netto. Come determinare gli incrementi di capitale? Costituiscono aumenti di capitale proprio i conferimenti in denaro (per aumento di capitale, soprapprezzo, copertura di perdite, versamenti a fondo perduto) e gli accantonamenti a riserva (compresa la RISERVA AMMORTAMENTI ANTICIPATI). Non si considerano invece i conferimenti in natura (per evitare …). Devono essere detratti i decrementi di capitale proprio (riduzione di capitale sociale, distribuzione di riserve) non dovuti a copertura di perdite. I conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data di versamento, gli accantonamenti a riserva e le diminuzioni rilevano a partire dall'inizio dell'esercizio in cui si sono verificati. Esempio : il 13/4 una società aumenta il capitale sociale di 100.000 €. Determinare il reddito agevolato.
Il CRO è uguale al tasso legale d'interesse, oggi pari al 3%. Dal 1997 al 2001 il CRO è stato fissato tra il 6 e il 7%.Gli incrementi di capitale validi ai fini della Dit sono limitati a quelli effettuati entro il giugno 2001. **SCHEMA PER IL CALCOLO DELL'IRES APPLICANDO LA DIT Base di calcolo x CRO = Reddito Agevolato ; Reddito Agevolato x 19% = IRES Agevolata
Imponibile Fiscale**
Reddito agevolato
Reddito non Agevolato ; Reddito non Agevolato x 34% = IRES non Agevolata = Questo schema è valido se 1) Imponibile fiscale > reddito agevolato; 2) non vi è utile agevolato dall'anno precedente. IRES totale Esempio : nell’esercizio in corso al 30/9/1996 il capitale proprio di un’azienda risultava pari a 800.000 € ; il 1/1/2002 esso risulta essere di 1.000.000 €. L’imponibile fiscale dell’anno 2002 è di 70.000 €. **1.000.000 - 800.000 = 200.000 ; 200.000 x 3% = 6.000 ; 6.000 x 19% = 1.
22.** Con la calcolatrice: 1000000 - 800000 x 3 % x 19 % M+ 70000 - 6000 x 34 % M+ MR
Conferimenti in denaro +^ quote di utili accantonate a riserve -^ quote di capitale proprio distribuite ai soci =^
Per evitare un utilizzo distorto della norma (la riduzione delle imposte senza effettuare nuovi investimenti) sono esclusi gli incrementi dovuti a remissione del debito (debiti della società trasformati in capitale sociale assegnato al creditore). E’ quindi escluso anche il caso di conversione di obbligazioni in azioni. Inoltre la variazione in aumento del capitale proprio non ha effetto fino a concorrenza : dell’ incremento delle consistenze di titoli e dei valori mobiliari (diversi dalle partecipazioni) ; del corrispettivo per l’acquisizione di aziende già appartenenti a impresa controllata o facente capo allo stesso soggetto economico (non necessariamente anche giuridico) ; dei conferimenti effettuati in società controllate (per evitare possibili effetti "a cascata" : i soci aumentano il capitale sociale della ditta A di un milione col quale la ditta A aumenta il capitale della ditta B di un milione, col quale la ditta B ... In questo modo l’agevolazione non sarebbe più sul milione conferito ma su tre, quattro, ecc.). Queste precisazioni tendono a escludere dal concetto di “aumento di patrimonio netto” le voci indicate in quanto aumenti fittizi. La prima norma vuole evitare la seguente eventualità : la società A vende CCT, con il ricavato aumenta il capitale della società B che, a sua volta, acquista i medesimi CCT. Gli interessi sui CCT, prima soggetti all’aliquota del 34% ora scontano l’aliquota ridotta al 19%, senza alcun beneficio per l’economia nazionale. L’aumento di capitale proprio è preso in considerazione nella misura in cui supera la somma di riduzione dei debiti da finanziamento al netto dei crediti da finanziamento ; aumento dei beni strumentali, anche in leasing, al lordo dei fondi ammortamento. DIT SCONTATA (o SUPERDIT) : Per favorire la quotazione in borsa delle società è stata introdotta un’ulteriore agevolazione : aliquota del 7% per i tre periodi successivi a quello di prima quotazione. Questa norma potrebbe spingere le società a rinviare l’ingresso in borsa ( ?). Lo sconto sulla DIT al 7% viene esteso alle imprese che si quotano in uno qualsiasi dei mercati della UE. Vi è un tetto di 250 milioni di € di patrimonio, al di sopra del quale l'incentivo decade. Gli obiettivi della riforma: IRAP e DIT, diverse tra loro nei presupposti e nel funzionamento, hanno finalità, se non simili, quanto meno “complementari” e sinergici e sono volte al raggiungimento di un comune obiettivo. Tale riforma ha introdotto profonde modifiche strutturali nel sistema tributario, attuando un decentramento di prelievo dallo Stato alle Regioni, alle quali viene riconosciuta una maggiore autonomia finanziaria per lo svolgimento delle loro politiche di bilancio. Con la DIT si riconosce il valore sociale del capitale di rischio e quindi dell’imprenditore. Sarebbe però opportuno riconoscere tale sconto anche alle riserve trasformate in capitale sociale, dietro pagamento di una tassa d’ingresso (ipotesi) del 5%. Questa variazione sarebbe neutra per l’Erario nell’arco dei primi quattro anni. L’alternativa potrebbe essere la deducibilità dei dividendi distribuiti (considerandoli costo del capitale di rischio) : essa però spingerebbe le aziende a una forte uscita di liquidità che nel lungo periodo, tramite la riduzione degli investimenti, causerebbe una diminuzione di dividendi. Esempio : nel 1996 un’azienda aveva un capitale proprio di 500.000 €. L’1/1/n0 il capitale proprio risulta di 720.000 € e l’imponibile fiscale per l’anno n0 è di 70.000 €. Determinare l’IRES. All’1/1/n1 il capitale proprio è di 860.000 €, il reddito fiscale del n1 è di 60.000 €. Anno n0 : (720.000 - 500.000) x 3% = 6.600 €. Questa parte di utile sarà tassata al 19%, la rimanente (70.000 - 6.600 = 63.400) al 34%. 6.600 x 19% = 1.254. 63.400 x 34% = 21.556. Imposta complessiva : 1.254 + 21.556 = 22.810 €. Anno n1 : (860.000 - 500.000) x 3% = 10.800. 10.800 x 19% + (60.000 - 10.800) x 34% = 2.052 + 16.728 = 18.780 €. 2.14.1 il rinvio della parte di reddito non agevolabile Nel caso il reddito agevolato sia superiore all’imponibile fiscale, l'eccedenza è portata in aumento del reddito assoggettabile all’aliquota ridotta degli anni successivi, ma non oltre il quinto. Simile procedura si applica anche nel caso l’imponibile fiscale IRES sia pari o minore di zero ; Esempio : una SpA, al 30/9/1996, aveva un capitale proprio di € 800.000 ; all’1/1/N0 il capitale proprio è di € 1.700.000. L’imponibile fiscale dell’anno N0 è di € 126.000, dell’anno N1 è di € 170.000, nell’anno N2 è di € 18.000, nell’anno N3 è di € 207.000 e nell'anno N4 di € 189.000. Determinare l’IRES di competenza dei diversi anni. Anno N0 : (1.700.000 - 800.000) x 3% = 27.000. Anno N1 : 900.000 x 3%= 27.000 reddito agevolabile 27.000 (reddito da agevolare) x 19% = 5.130 27.000 x 19% = 5. (126.000 - 27.000) x 34% = 33.660 (170.000 - 27.000) x 34% = 48. IRES totale 38.790 IRES totale 53. Anno N2 : 900.000 x 3% = 27.000. Essendo l'utile agevolabile superiore all'imponibile fiscale, tutto l’imponibile è tassato al 19% 18.000 x 19% = 3.420 €. Viene rinviato al futuro un utile agevolabile di 27.000 - 18.000 = 9.000. Anno N3 : 900.000 x 3% + 9.000 = 36.000 ; 36.000 x 19% + (207.000 - 36.000) x 34% = 64.980 €. Anno N4 : 900.000 x 3% = 27.000; 27.000 x 19% [= 5.130] + (189.000 - 27.000) x 34% [= 55.080] = 60.210 €. Esempio : il capitale proprio di una SpA al 31/12 di ogni anno è indicato nella colonna a ; l’imponibile fiscale, relativo agli anni indicati, è riportato nella colonna e. Completare la tabella. Ann o capitale proprio a capitale proprio al 30/9/ b a - b c Utile agevolato d Imponibile IRES E
f utile agevolato rinviato g 1 220.000 200.000 20.000 600 5.000 1.610 0 2 300.000 200.000 100.000 3.000 2.800 570 200 3 400.000 200.000 200.000 6.200 20.000 5.870 0