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CAPITOLO I
CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE E DELLE ENTRATE PUBBLICHE
Definizioni essenziali.
OPERATORE PUBBLICO: Le Amministrazioni pubbliche sono soggetti che producono essenzialmente beni o servizi non destinabili alla vendita o svolgono una funzione di redistribuzione del reddito e della ricchezza. Amministrazioni pubbliche sono :
- (^) le amministrazioni centrali (amministrazioni centrali dello Stato ed enti economici di assistenza e ricerca che hanno competenza su tutto il territorio del Paese)
- le amministrazioni locali (enti pubblici la cui competenza è territorialmente limitata :Regioni, Province, Comuni, Associazioni)
- gli enti di previdenza (unità istituzionali centrali e locali che forniscono prestazioni sociali finanziate tramite contributi in genere di carattere obbligatorio : INPS, INAIL, INPDAP, ecc…)
SPESE PUBBLICHE 2 classificazioni:
- – spese correnti: spese necessarie per il normale funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni e per realizzare la redistribuzione
- spese in conto capitale : spese per investimenti sia diretti che indiretti e determinano un aumento della dotazione di beni capitali del Paese.
- – Spese per l’acquisto di beni e servizi = effettuate per l’acquisto di beni e servizi correnti da parte della Pubblica Amministrazione
- spese di trasferimento = sono pagamenti unilaterali delle Amministrazioni Pubbliche che non corrispondono a prestazioni di servizi o cessioni.
ENTRATE PUBBLICHE Per finanziare beni e servizi non destinati alla vendita:
- IMPOSTE: prelievi coattivi dei denaro senza vincoli di destinazione
- TASSE: corrispettivi per beni o servizi prodotti dallo Stato in cui coesistono componenti pubbliche e private e per i quali lo Stato attribuisce il costo alla parte privata a chi domanda del servizio o del bene. *CONTRIBUTI SOCIALI: prelievi commisurati al reddito da lavoro per il finanziamento delle prestazioni sociali
- CONTRIBUTI SPECIALI: legati alla produzione da parte dello Stato di beni collettivi che attribuiscono ai proprietari privati un incremento patrimoniale indipendentemente da ogni loro attività. Per ragioni equitative è necessario il pagamento di contributi per coloro che hanno beneficiato dell’intervento pubblico (dell’incremento patrimoniale) partecipando così ai costi sostenuti dalla collettività.
Per la produzione di beni e sevizi destinati alla vendita:
- (^) PREZZI PRIVATIi = sono applicati dall’operatore pubblico che produce beni privati e li colloca sul mercato alle stesse condizioni a cui li collocherebbe un privato. Si tratta di BENI PRIVTAI = rivali nel consumo e privi di divisibilità.
- PREZZI PUBBLICI = sono applicati dall’operatore pubblico che produce beni privati, indivisibili, ma non vengono venduti al medesimo prezzo che applicherebbe un operatore privato. Il prezzo pubblico sarà maggiore rispetto al prezzo privato allorquando lo Stato abbia un monopolio legale (ad esempio i tabacchi) sul bene o servizio. Il prezzo pubblico sarà invece inferiore al prezzo fissato dai privati quando i servizi rientrano in una situazione di monopolio. Si evince che l’intervento pubblico ha due finalità. °impedire un’applicazione privata di rendite monopolistiche, ° finalità redistributiva per tutelare alcune categorie di utenti
- PREZZI……………= i ricavi non coprono i costi e sono applicati nel nostro Paese nel settore dei trasporti.
ELEMENTI COSITUTIVI DELL’IMPOSTA :
- Presupposto dell’imposta = la situazione di fatto alla quale la legge ricollega l’obbligo di pagare l’imposta.
- (^) Base Imponibile = traduzione quantitativa del presupposto d’imposta.
- Aliquota = quota d’imposta per ogni unità di base imponibile.
IMPOSTE INDIRETTE
Colpiscono la capacità contributiva indirettamente sulla base di un particolare comportamento del contribuente e di specifici atti quali il consumo di certi beni o il trasferimento di certe attività. Quando l’imposta indiretta colpisce tutti i beni e i servizi scambiati si parla di imposta generale. Quando invece l’imposta indiretta colpisce particolari beni e sevizi ( es: imposte di fabbricazione) si parla di imposta speciale. Le imposte generali possono esse:
- Imposte sul valore pieno quando le imposte colpiscono l’intero valore del bene scambiato.
- Imposte sul valore aggiunto quando le imposte generali colpiscono l’incremento di valore che si ottiene in un particolare stadio della produzione o della distribuzione A secondo del momento in cui si applica l’imposizione l’imposte sul valore pieno possono essere:
- Imposte monofase sul valore pieno= colpiscono l’intero valore del bene in un singolo stadio del processo produttivo (si applica una sola volta nell’arco del ciclo produttivo/ l’aliquota è elevata ed è vulnerabile a fenomeni di evasione)
- Imposte plurifase sul valore pieno (cumulativa) = colpiscono i l valore del bene in tutti gli stadi del processo produttivo ( si applicano aliquote basse riducendo gli incentivi all’evasione / l’imposta complessiva dipende dal numero di scambi sussistenti nel ciclo economico del bene / si caratterizzano per la non neutralità) Invece le imposte plurifase sul valore aggiunto (non cumulativa) colpiscono l’incremento del valore in tutti gli stadi del processo produttivo: La relativa imposizione può avvenire alternativamente con : ° METODO IMPOSTA DA IMPOSTA: Imposta da versare = imposta incassata sulle vendite (IVA a debito) Imposta pagata sugli acquisti (IVA a credito) Caratteristiche : semplicità di calcolo e trasparenza. ° METODO BASE DA BASE : Imposta da versare = in ogni fase l’aliquota si applica a valore delle vendite- valore degli acquisti.
CRITERI FONDAMENTALI DI RIPARTIZIONE DEL CARICO TRIBUTARIO:
- PRINCIPIO DEL BENEFICIO = l’imposta e il corrispettivo di un servizio erogato dalla Pubblica Amministrazione in genere sotto forma di spesa pubblica.
- PRINCIPIO DELLA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA = nella distribuzione del carico tributario si deve tenere conto della capacità contributiva dell’individuo tratta da indicatori di ability to pay quali il reddito o la ricchezza.
- Quando l’imposta deve essere basata sull’attitudine economica dei singoli a pagarla, attitudine che si desume da elementi reali e obiettivi, tra cui soprattutto il reddito, il patrimonio, i risparmi, i consumi e i trasferimenti della ricchezza.
- PRINCIPIO DELL’UGUAL SACRIFICIO ° dell’ugual sacrificio dissoluto = il principio si realizza quando è sottratta la stessa utilità totale a tutti i contribuenti ° dell’ugual sacrificio proporzionale : il principio si realizza quando è sottratta a tutti gli individui la stessa quota di utilità del reddito prima delle imposte ° dell’ugual sacrificio marginale : prevede che sia uguale per tutti i contribuenti e L’utilità marginale del reddito dopo le imposte. In Italia l’art. 53 della Costituzione prevede che il nostro sistema tributario sia informato a criteri di progressività senza ulteriori specificazioni.
IMPOSTE PREVISTE NEL NOSTRO PAESE
TRA LE IMPOSTE DIRETTE:
- IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) = colpisce i redditi percepite dalle persone fisiche : ° lavoratori autonomi o dipendenti ° titolari di imprese personali ° proprietari di terreni e fabbricati ° percettori di dividendi erogati da società di capitali (in alcune ipotesi) n.b. Non rientrano nella sua base imponibile alcuni redditi di capitale (es: i dividenti e i proventi dei fondi comuni di investimento)
- IRES ( Imposta sul reddito delle società) = si applica al reddito del persone giuridiche determinato sulla base delle risultanze del bilancio. Svolge un ruolo complementare all’IRPEF.
- IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI REDDITI DI CAPITALE E SULLE PLUSVALENZE = si applica a larga parte dei redditizi capitale e dei capital gains, esclusi dalla base imponibile IRPEF ed assoggettati ad una imposta proporzionale.
Tra le IMPOSTE INDIRETTE:
- IVA (Imposta sul valore aggiunto) = applicata alla differenza tra il valore delle vendite e il valore degli acquisti effettuati da un’impresa (base imponibile = di tipo comune)
- IRAP ( Imposta regionale sulle attività produttive) = è un secondo tipo di imposta sul valore aggiunto diversa dall’IVA e si applica sul valore della produzione netta di tutti i settori produttivi.
Base imponibile : somma di tutti i redditi del soggetto passivo al netto delle deduzioni. (reddito imponibile) Il reddito complessivo del soggetto passivo è dato dalla somma delle seguenti singole categorie di reddito: •.1. redditi fondiari •.2. redditi di capitale •.3. redditi di lavoro dipendente •.4. redditi di lavoro autonomo •.5. redditi d’impresa (tipicamente società di persona …….. •.6. redditi diversi Ciascuna di tali categorie di reddito segue particolari criteri di determinazione e accertamento ………….. Sulle modalità di determinazione del reddito complessivo ai fini dell’IRPEF bisogna precisare che :
- sono esclusi dal reddito complessivo quei redditi assoggettate a ritenute a titolo d’imposta o a imposte sostitutive ( quindi non rientrano nella base imponibile IRPEF);
- le ritenute su redditi da lavoro sono a titolo di acconto del debito d’imposta che alla fine del periodo graverà sul contribuente. In sostanza tali ritenute costituiscono un anticipo dei pagamento che sono annualmente determinati in sede di dichiarazione dei redditi. Quindi le ritenute a titolo d’acconto devono essere sommate ai redditi del contribuente e rientrano nella base imponibile IRPEF
Nel calcolo del reddito complessivo vanno escluse le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali……….. Inoltre nel calcolo dell’IRPEF ( nella determinazione dell’imposta netta ) rientrano le detrazioni per carichi di famiglia , detrazioni per reddito da lavoro, oneri detraibili ( indicati nell’art. 15 TUIR), detrazioni dei crediti d’imposta e ritenute d’acconto.
• 1. REDDITI FONDIARI
Sono redditi inerenti TERRENI E FABBRICATI situati nel territorio dello Stato e iscritti con attribuzione di rendita nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano. Tali redditi rientrano nel reddito complessivo dei soggetti proprietari di tali immobili o titolari di altro diritto reale sugli stessi, indipendentemente dalla effettiva percezione del reddito ( ad esempio il reddito dominicale del terreno viene tassato anche se tale terreno non viene coltivato. Sussistono 3 tipi di redditi fondiari:
- REDDITI DOMENICALI : comprendono la remunerazione del proprietario a titolo di rendita fondiaria per gli interessi sui capitali permanentemente investiti nel terreno.
- REDDITI AGRARI : rappresentano il profitto che trae l’imprenditore nell’esercizio dell’impresa agricola. -REDDITI DA FABBRICATI: redditi ritraibili dalle unità immobiliari urbane, in particolare abitazioni. Non vi rientrano le costruzioni rurali e gli immobili relativi ad imprese commerciali o quelli strumentali per l’esercizio di arti e professioni. Per ogni terreno o fabbricato è fissata una tariffa d’estimo catastale che è una stima del reddito percepito in ragione della prosperità dei terreni ( per quanto concerne il reddito dominicale); oppure qualora si tratti di terreni coltivati, della produttività ordinaria delle coltivazioni praticate ( nel caso di reddito agrario) o dal reddito normalmente ritraibile dei fabbricati in funzione del luogo in cui è situato l’immobile e della sua qualità (reddito da fabbricati). Le tariffe d’estimo sono indicate per unità di misura:
- (^) ettari nel caso dei terreni
- vani, nel caso di singoli fabbricati,
CALCOLO DEL REDDITO RELATIVO AI SINGOLI TERRENI O AI SINGOLI FABBRICATI= Tariffa d’estimo per la dimensione dell’unità fondiaria ( estensione del terreno o numero dei vani) Escludendo le abitazioni locate ( per le quali si fa riferimento ad un reddito effettivo= disponibilità per cui si può godere nel periodo d’imposta), per la determinazione dei redditi fondiari ( sia terreni agricoli, sia fabbricati) si fa riferimento ad un reddito normalmente ottenibile ( ciò che si può ricavare da un cespite, al di fuori di circostanze eccezionali di carattere oggettivo e soggettivo) La tassazione su base normale premia (esentandoli fiscalmente) i produttori che ottengono redditi superiori al “normale” e tassa i produttori inefficienti. I criteri del reddito dei fabbricati variano a seconda che si tratti di:
- unità abitative locale : reddito = canone ridotto del 15% setale importo è superiore alla rendita catastale (n.b. si fa riferimento al reddito effettivo)
- unità abitative non locate : reddito = rendita catastale aumentata del 30%
- abitazione utilizzata come abitazione principale : è possibile dedurre dal reddito complessivo l’intero importo della rendita catastale dell’unità immobiliare.
- REDDITI DI CAPITALE (alcuni dei quali rientrano nella tassazione delle attività …… Ne fanno parte: ° interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi, conti correnti; ° interessi da obbligazioni e titoli similari;
- i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro e dal lavoratore ad enti o casse aventi finalità assistenziali (entro certi limiti)
- (^) il valore delle azioni offerte ai dipendenti (entro certi limiti), a condizione che non siano cedute entro 3 anni dalla percezione (perché altrimenti diventano plusvalenze e assumono carattere speculativo) Il reddito da lavoro dipendente rappresenta la componente più importante dell’imponibile dichiarato ai fini IRPEF (circa il 75%) e la più facile da accertare.
- REDDITI DA LAVORO AUTONOMO Ne fanno parte :
- i redditi che derivano dall’esercizio abituale (anche se non esclusivo) di arti e professioni ( assenza del vincolo di subordinazione);
- (^) i redditi relativi all’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e di brevetti industriali se non conseguenti nell’esercizio d’impresa. Ai fini della definizione dell’imponibile IRPEF si fa riferimento al reddito netto cioè:
- per gli esercenti di arti e professioni : compensi percepiti ne periodo d’imposta meno (al netto) le spese sostenute per la produzione del reddito.
- Per le altre categorie appartenenti al reddito di lavoro autonomo : deduzione forfetaria del 25% dei compensi. Si applica il criterio di cassa (=entrate effettivamente percepite) Con la Finanziaria del 2008 i lavoratori senza dipendenti (anche imprenditori) e con ristretto giro d’affari (volume d’affari inferiore a 30,OOO €) sono sottoposti ad un’imposta sostitutiva sul reddito netto con aliquota del 20% che sostituisce l’IRAP, l’IVA e l’IRPEF
- REDDITI D’IMPRESA Sono quei redditi che derivano dall’esercizio di imprese commerciali ai fini IRPEF si fa riferimento a : -imprese individuali -società di persone -s.r.l. (in alcuni casi) Il criterio di determinazione del reddito d’impresa sono uguali sia per l’IRPEF che per l’IRES Se il reddito è prodotto in forma societaria questo è attribuito a ciascun socio indipendentemente dalla effettiva percezione e in proporzione alla quota di partecipazione agli utili. I redditi d’impresa sono tassati sulla base delle risultanze di bilancio con modalità assimilabili a quelle applicate alle costà di capitali.
5. REDDITI DIVERSI
Vi rientrano categorie di rendite non riconducibili ai redditi di capitale e non conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o imprese commerciali:
- PLUSVALENZE ( è tassabile la differenza fra prezzo di vendita e prezzo d’acquisto) ° immobiliari ° da cessione di azioni ° da cessione di titoli, valute e metalli preziosi.
- REDDITI CONSEGUITI MEDIANTE CONTRATTI A TERMINE E PRODOTTI DERIVATI (swap, optional, future, ecc) si applica un’imposta sostitutiva del 12,5%
- PROVENTI DERIVANTI DALL’IMPIEGO DEL CAPITAL EIN CUI POSSONO DERIVARE TUTILI O PERDITE IN DIPENDENZA DI UN EVENTO INCERTO
- PLUSVALENZEE DA PARTECIPAZIONE IN SOCIETA’ RESIDENTI IN UN PAESE A REGIME FISCALE PRIVILEGIATO (sono interamente inserite nella base imponibile IRPEF)
- PLUSVALENZE DA PARTECIPAZIONE QUALIFICATE IN SOCIETA’ NON RESIDENTI IN UN REGIME FISCALE PRIVILEGIATO ( sono inserite per il 40% del loro valore nella base imponibile IRPEF)
- PLUSVALENZE DA PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE IN SOCIETA’ NON RESIDENTI IN UN PAESE A REGIME FISCALE NON PRIVILEGIATO ( si applica un’imposta sostitutiva pari al 12,5%) Nel caso di plusvalenze da partecipazioni qualificate e non qualificate è tassabile la differenza tra corrispettivo percepito e costo d’acquisto)
Le plusvalenze vengono sommate alle relativa minusvalenze, separatamente per 2 tipi. Se le minusvalenze sono superiori alla plusvalenze l’eccedenza può essere portata in detrazione nei periodi successivi d’imposta ( non oltre il quarto) DIFFERENZA TRA …………………………………………………..
……………………………..
Quindi : Base Imponibile (b.i.) = valore della produzione nazionale (in riferimento alla produzione Nazionale per i residenti e al prodotto interno per i non residenti. Nella base imponibile rientrano solo : ° redditi di capitale ° redditi di lavoro Sono escluse donazioni e plusvalenze patrimoniali I sistemi tributari fondati sul concetto di reddito prodotto prevedono un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Dal 2002 il nostro Paese ha abolito l’imposta sulle successioni e sulle donazioni però limitatamente al coniuge e ai discendenti entro il IV grado.
REDDITO ENTRATA
Definisce la base imponibile dell’imposta personale sulla base della potenzialità o capacità di spesa ( quanto l’individuo può consumare senza ridurre il valore del patrimonio iniziale. Secondo il concetto del reddito entrata la Base Imponibile = Consumo effettivo + Variazione del patrimonio netto ( Determinato tramite: ° risparmio corrente e plusvalenze patrimoniale netta o ° cespiti ottenuti per successione o donazione )
Differenza con la nozione di “ reddito prodotto” : Nel reddito d’entrata rientrano le plusvalenze nette (quindi : reddito entrata = reddito prodotto + plusvalenze nette). Circa la nozione di reddito entrata si tassano le plusvalenze nel momento della loro realizzazione (portando così un forte aumento del reddito d’imposta.
I sistemi tributari fondati sul concetto di reddito entrata non assoggettano ad imposta personale successioni e donazioni che sono, invece, sottoposte ad un’imposta autonoma. Difficile applicazione è il concetto di reddito entrata alla base imponibile dell’imposta personale.
REDDITO CONSUMO
Sulla base di tale nozione la base imponibile = (equivale) consumo annuale del contribuente. Si esenta dalla tassazione : ° risparmio ° guadagni in conto capitale (= plusvalenze che verranno tassate al momento in cui diventeranno modalità di finanziamento delle spese di consumo) Come si verifica il consumo? Tramite i conti registrati su cui sono riportate le variazioni delle consistenze delle tipiche forma d’impiego del risparmio individuale (conti correnti, titoli, azioni, immobili)
Il Reddito Consumo = Reddito prodotto meno Risparmio corrente
Caratteristiche delle 3 nozioni di reddito:
Reddito prodotto : Tassazione risparmio Esenzione guadagni in conto capitale (plusvalenze) Effetti : Problemi di equità interdividuale dell’imposta attraverso lo svuotamento della base Imponibile.
Reddito Entrata: Tassazione risparmio + Guadagni in conto capitale
REDDITO CONSUMO: Esenzione tassazione risparmio Tassazione plusvalenze (tassate nel momento in cui finanziano il consumo) Effetti : elimina la discriminazione ai danni dei risparmiatori ha effetti redistributivi a favore delle classi risparmiatrici
- detrazioni per tipo di reddito
- detrazioni per carichi familiari
- (^) detrazioni per oneri al 19%
- Detrazioni per tipo di reddito
- Titolari di redditi da lavoro dipendente -- detrazione pari a 1.840 € per redditi Inferiori a 8000 € La detrazione è annullata per i redditi pari a 55,000 €
- Titolari di redditi da lavoro autonomo - detrazione pari a 1.104 € per redditi fino a 4.800 € E’ annullata per redditi pari a 55.000 €
- Detrazioni per carichi di famiglia
- per il coniuge a carico -- detrazione pari a 8000 € E’ annullata se il reddito complessivo è pari a 80.000 € (un familiare è a carico quando ha redditi propri inferiori a 2.800 €)
- per i figli a carico -- detrazione pari a 800 € (per ciascun figlio) Pari a 900 € (per i figli minori di 3 anni) La detrazione è annullata se il reddito supera 95.000 € Se entrambi i coniugi sono assoggettati all’IRPEF la detrazione per i figli a carico è ripartita in maniera uguale tra i due coniugi oppure può essere attribuita al genitore con il reddito più alto.
- detrazione per oneri al 19% ( o detrazione per atti o beni) Dall’imposta lorda sono detraibili alcuni oneri sostenuti dal contribuente cui il legislatore attribuisce particolare rilevanza.
Tali detrazioni sono riconosciute per un importo pari al 19% dell’onere sostenuto dal contribuente. Tra questi rientrano : ° - Gli interessi passivi in dipendenza da mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare destinata ad abitazione principale per un importo non superiore a 3.165 euro ° - Le spese sanitarie per un importo …………………………………………….. ° - Le spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria; ° - I premi per assicurazioni sulla vita per un importo non superiore a 1.291 euro; ° - Le erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 2,066 euro a favore di ONLUS; ° - Le erogazioni liberali entro il 2% del reddito complessivo per il settore dello spettacolo.
FINALITA’ DI RILEVANZA SOCIALE RELATIVE AL SISTEMA DELLE DETRAZIONI :
- (^) incentivare l’acquisto della prima casa;
- agevolare chi sostiene spese per l’istruzione presso istituti privati;
- agevolare fiscalmente chi ha sostenuto oneri al di fuori della sua volontà, come accade per le spese mediche
- incentivare la destinazione del risparmio a impieghi a lungo termine nelle assicurazioni
- per premiare gli interventi di particolare significato culturale e sociale.
IMPOSTA NETTA
( Imposta lorda meno detrazioni)
Il pagamento dell’imposta netta avviene secondo 3 modalità :
- Ritenute
- Acconto
- Versamento a saldo
- Ritenute Coloro che corrispondono compensi per prestazioni di lavoro dipendente e per prestazioni di lavoro autonomo devono operare una ritenuta a titolo di acconto dall’IRPEF in ciascun periodo di contribuzione
- L’Unità impositiva In sede di applicazione dell’imposta personale , l’unità impositiva può essere :
- (^) l’individuo (questi diventa soggetto passivo in quanto percettore di un reddito che rientra nella base imponibile dell’imposta personale)
- la famiglia ( tutti i redditi afferenti ad un nucleo famigliare sono cumulati e quindi assoggettati ad imposta)
- La riforma tributaria avvenuta in Italia adottò il principio della tassazione del reddito del nucleo famigliare o del cumulo.
- interviene la Corte Costituzionale con una sentenza che dichiarò incostituzionale il cumulo dei redditi in quanto incompatibile con il principio di uguaglianza. Infatti il cumulo conduce ad una disparità di trattamento a sfavore della moglie poiché si imputano i redditi di questa al marito ed introduce una discriminazione a sfavore del vincolo matrimoniale rispetto alla convivenza. NB. Tale sentenza ha portato all’adozione di un sistema di tassazione su base individuale.
- La tassazione degli incrementi puramente nominali delle basi imponibili: I sistemi tributari sono in genere definiti su base nominale e perciò non correggono le basi imponibili per l’inflazione. Quando si tratta di basi imponibili nominali sorgono dei problemi qualora si applichi una scala di aliquote a un imponibile che cresce per effetto dell’inflazione determinando altresì un aumento in termini reali dell’onere tributario e una riduzione in termini reali di deduzioni e detrazioni perché ciò comporta che l’aliquota media aumenti dando origine al FISCAL DRAG. Questo è definito come fenomeno di aumento dell’aliquota media dell’imposta personale dovuto all’aumento della base imponibile per effetto dell’inflazione. In Italia il FISCAL DRAG è stato molto forte nel periodo compreso tra il 1975 e il 1982 in quanto:
- l’inflazione risultò molto elevata;
- la scala delle aliquote vigente in quel tempo era caratterizzata da un elevato grado di progressività Dal 1982 vennero adottati provvedimenti per contrastare l’aumento dell’aliquota media per effetto del fiscal drag. Nel triennio 1989- 19991 vennero introdotti meccanismi automatici per la revisione delle aliquote e degli scaglioni A partire dal 1992 venne attuata una revisione solo parziale. Il fiscal drag era presente seppure con forza minima che in precedenza a causa di una minore inflazione.
- Il trattamento dei redditi a formazione pluriennale ………………………………………………………………..