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Principi e elementi dell'imposta: presupposti, soggetti, oggetti e aliquote, Sintesi del corso di Diritto

Una introduzione alla comprensione della legislazione fiscale, in particolare dei presupposti di imposta, degli elementi essenziali e dei principi giuridici che regolano le imposte in un stato costituzionale. Il concetto di presupposto di imposta, il soggetto attivo e passivo, la sostituzione di imposta, l'oggetto e l'aliquota, e i principi giuridici che regolano le imposte. Utile per chi vuole acquisire una base solida di conoscenza in materia di diritto fiscale.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 13/11/2020

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marta-ronchi-2 🇮🇹

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LE IMPOSTE
L’OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA
Uno dei caratteri distintivi dell’imposta è il suo elevato grado di coattività. Essa deve essere infatti
pagata da tutti, indipendentemente dalla richiesta o dalla fruizione di un servizio pubblico. Risente della
forma dello Stato e di Governo.
Nello Stato moderno (Stato di diritto, costituzionale e rappresentativo), l’imposta è una prestazione in
denaro, istituita e regolata dalla legge, posta a carico dei contribuenti in relazione alla ricchezza di cui
godono, secondo principi di equità.
L’imposta svolge una duplice funzione: è strumento di finanziamento in quanto costituisce la principale
entrata finanziaria per coprire il costo dei pubblici servizi; è strumento di intervento nel campo
economico e sociale, in quanto si possono realizzare obiettivi di politica economica e sociale.
Tra colui che è obbligato a pagare il tributo, detto contribuente e l’ente impositore (Stato e Regioni) si
instaura una relazione giuridica nella quale trovano la loro giustificazione giuridica e la loro regola sia
l’obbligo del contribuente di pagare l’imposta, sia il diritto del soggetto pubblico di pretendere il
pagamento. In questo rapporto giuridico non vi è parità tra i soggetti che ne fanno parte ma supremazia
del soggetto pubblico.
IL PRESUPPOSTO DI IMPOSTA
Si definisce presupposto di imposta la situazione di fatto o l’evento economico che determina in modo
diretto o indiretto il sorgere del tributo e l’instaurarsi del rapporto giuridico tributario.
E’ previsto dalla riserva di legge sancita dall’art. 23 della Costituzione. Il legislatore è libero di
scegliere qualunque dato della realtà come presupposto ma deve necessariamente prevedere la
sussistenza della capacità contributiva del contribuente. (art. 53 principio di equità.)
Il legislatore una volta individuato il fatto che costituisce il presupposto di imposta può estenderne,
limitarne o escluderne l’applicazione ad altre ipotesi.
Tramite l’assimilazione, la legge estende il presupposto a fattispecie simili, tramite le esenzioni la legge
non assoggetta al tributo nelle ipotesi che invece integrerebbero i requisiti del presupposto e tramite le
esclusioni la legge delimita l’ambito applicativo del presupposto non contemplando alcune situazioni.
GLI ELEMENTI DELL’IMPOSTA
Gli elementi essenziali sono:
- il soggetto attivo, è quello che impone il tributo in forza del potere di sovranità e che di conseguenza
è creditore dell’imposta. Di solito è lo Stato (erario) ma possono esserlo anche Regioni, Province,
Comuni
- il soggetto passivo è la persona fisica, la persona giuridica o l’ente che è obbligato al pagamento
dell’imposta (detto contribuente).
In alcuni casi espressamente previsti dalla legge, il contribuente non coincide con il soggetto passivo.
Alcuni soggetti possono sostituirsi al contribuente nel pagamento dell’imposta (detto sostituto
d’imposta). Il sostituto di imposta paga l’imposta ma acquista il diritto di rivalersi nei confronti del
sostituto, trattenendo come somme di cui egli era debitore a vario titolo (cosiddette ritenute). Lo scopo
della sostituzione è favorire il prelievo fiscale e ridurre i fenomeni di evasione.
Occorre distinguere la sostituzione a titolo di imposta, dove il sostituto paga l’imposta in tutto e la
sostituzione a titolo di accanto dove il sostituto è tenuto a versare solamente un accanto.
Dal sostituto di imposta va distinto il responsabile di imposta che è colui il quale è solidalmente
obbligato al pagamento dell’imposta insieme al soggetto passivo.
- l’oggetto è l’elemento naturale al quale si riferisce il presupposto di imposta e rispetto al quale
l’imposta si applica e si commisura. =/= presupposto perché non fa riferimento a situazione giuridica.
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LE IMPOSTE

L’OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA

Uno dei caratteri distintivi dell’imposta è il suo elevato grado di coattività. Essa deve essere infatti pagata da tutti, indipendentemente dalla richiesta o dalla fruizione di un servizio pubblico. Risente della forma dello Stato e di Governo. Nello Stato moderno (Stato di diritto, costituzionale e rappresentativo), l’imposta è una prestazione in denaro, istituita e regolata dalla legge, posta a carico dei contribuenti in relazione alla ricchezza di cui godono, secondo principi di equità. L’imposta svolge una duplice funzione: è strumento di finanziamento in quanto costituisce la principale entrata finanziaria per coprire il costo dei pubblici servizi; è strumento di intervento nel campo economico e sociale, in quanto si possono realizzare obiettivi di politica economica e sociale. Tra colui che è obbligato a pagare il tributo, detto contribuente e l’ente impositore (Stato e Regioni) si instaura una relazione giuridica nella quale trovano la loro giustificazione giuridica e la loro regola sia l’obbligo del contribuente di pagare l’imposta, sia il diritto del soggetto pubblico di pretendere il pagamento. In questo rapporto giuridico non vi è parità tra i soggetti che ne fanno parte ma supremazia del soggetto pubblico. IL PRESUPPOSTO DI IMPOSTA Si definisce presupposto di imposta la situazione di fatto o l’evento economico che determina in modo diretto o indiretto il sorgere del tributo e l’instaurarsi del rapporto giuridico tributario. E’ previsto dalla riserva di legge sancita dall’art. 23 della Costituzione. Il legislatore è libero di scegliere qualunque dato della realtà come presupposto ma deve necessariamente prevedere la sussistenza della capacità contributiva del contribuente. (art. 53 principio di equità.) Il legislatore una volta individuato il fatto che costituisce il presupposto di imposta può estenderne, limitarne o escluderne l’applicazione ad altre ipotesi. Tramite l’assimilazione, la legge estende il presupposto a fattispecie simili, tramite le esenzioni la legge non assoggetta al tributo nelle ipotesi che invece integrerebbero i requisiti del presupposto e tramite le esclusioni la legge delimita l’ambito applicativo del presupposto non contemplando alcune situazioni. GLI ELEMENTI DELL’IMPOSTA Gli elementi essenziali sono:

  • il soggetto attivo , è quello che impone il tributo in forza del potere di sovranità e che di conseguenza è creditore dell’imposta. Di solito è lo Stato (erario) ma possono esserlo anche Regioni, Province, Comuni
  • il soggetto passivo è la persona fisica, la persona giuridica o l’ente che è obbligato al pagamento dell’imposta (detto contribuente). In alcuni casi espressamente previsti dalla legge, il contribuente non coincide con il soggetto passivo. Alcuni soggetti possono sostituirsi al contribuente nel pagamento dell’imposta (detto sostituto d’imposta). Il sostituto di imposta paga l’imposta ma acquista il diritto di rivalersi nei confronti del sostituto, trattenendo come somme di cui egli era debitore a vario titolo (cosiddette ritenute). Lo scopo della sostituzione è favorire il prelievo fiscale e ridurre i fenomeni di evasione. Occorre distinguere la sostituzione a titolo di imposta, dove il sostituto paga l’imposta in tutto e la sostituzione a titolo di accanto dove il sostituto è tenuto a versare solamente un accanto. Dal sostituto di imposta va distinto il responsabile di imposta che è colui il quale è solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta insieme al soggetto passivo.
  • l’oggetto è l’elemento naturale al quale si riferisce il presupposto di imposta e rispetto al quale l’imposta si applica e si commisura. =/= presupposto perché non fa riferimento a situazione giuridica.
  • l’oggetto dell’imposta, espresso in termini quantitativi, costituisce la base imponibile su cui l’imposta viene determinata.
  • l’aliquota dell’imposta è la percentuale che deve essere applicata alla base imponibile per determinare l’importo dell’imposta. Un ulteriore elemento che viene considerato con riferimento all’imposta, ma che ha un significato esclusivamente economico, è la fonte dell’imposta. La fonte dell’imposta corrisponde alla ricchezza cui attinge il contribuente per far fronte al pagamento del tributo. Il pagamento delle imposte è un onere periodico con cadenza annuale. LA CLASSIFICAZIONE DELLE IMPOSTE Secondo il modo in cui viene colpita la capacità contributiva abbiamo le imposte dirette e indirette. Le imposte dirette sono le imposte che hanno come presupposto la manifestazione diretta e immediata di ricchezza che può consistere nel reddito percepito o nel patrimonio posseduto. Sono imposte sul reddito quando hanno per oggetto interessi, salari, rendite, profitti (irpef,ires) e imposte sul patrimonio quando colpiscono la ricchezza accumulata dal contribuente come capitali e beni mobili e immobili (imu). Le imposte indirette sono le imposte che hanno come presupposto l’utilizzazione della ricchezza, vale a dire gli atti o i fatti che fanno indirettamente desumere la disponibilità di un reddito e sono rivelatori di capacità contributiva. Le imposte indirette sui consumi colpiscono il reddito del contribuente nel momento in cui lo utilizza per acquistare beni o servizi (iva) mentre le imposte indirette sui trasferimenti colpiscono il patrimonio quando viene trasferito o impiegato per realizzare affari (imposta di registro). Imposte dirette imposte indirette
    • Garanzia di una maggiore equità fiscale
    • Strumento di politica economica che incide sulla domanda globale
      • Divisibilità
      • Elasticità
      • Immediatezza degli effetti di politica economica
      • Facilità di accertamento e riscossione
    • Rigidità
    • Onerosità e difficoltà di accertamento e riscossio
    • Favoriscono l’evasione
      • Scarsa equità fiscale, effetto regressivo
      • Illusione finanziaria del contirbuente
      • Favoriscono l’inflazione. Secondo il modo di considerare la capacità contributiva del contribuente abbiamo le imposte reali e personali. Le imposte reali sono le imposte che colpiscono la ricchezza del contribuente senza alcun riguardo alle sue condizioni soggettive. Le imposte personali sono le imposte che nel colpire la ricchezza tengono anche conto delle condizioni economiche, sociali, personali, familiari del contribuente. L’imposta diretta reale colpisce il reddito in relazione al cespite da cui proviene mentre l’imposta diretta personale colpisce i redditi tutti insieme complessivamente. Secondo il modo in cui viene colpita la ricchezza abbiamo le imposte generali e le imposte speciali. Le imposte generali sono le imposte che colpiscono tutte le analoghe categorie di ricchezza, indipendentemente dalla loro natura specifica e con le stesse modalità. Le imposte speciali sono le imposte che invece colpiscono solo alcune categorie di ricchezza o le colpiscono tutte ma in maniera differenziata. Secondo il rapporto che può sussistere tra l’aliquota e la base imponibile dell’imposta abbiamo le imposte proporzionali, progressive e regressive.

GLI EFFETTI MICROECONOMICI DELL’IMPOSTA

L’introduzione di una nuova imposta o l’inasprimento di un’imposta già esistente provocano importanti ripercussioni sul sistema economico nel suo complesso (effetti macroeconomici) ma anche nel comportamento del singolo contribuente (effetti microeconomici). Il contribuente colpito da una nuova imposta potrebbe continuare a svolgere la sua precedente attività economica ma sottraendosi al pagamento dell’imposta tramite mezzi illeciti (evasione) o mezzi leciti (elusione), potrebbe modificare la sua attività economica nel settore economico interessato dall’imposta riducendo la ricchezza prodotta o utilizzata producendo una rimozione negativa oppure aumentando la ricchezza prodotta o utilizzata producendo rimozione positiva; potrebbe inoltre pagare l’imposta ma riuscendo a scaricarne il peso su altri soggetti tramite traslazione, ammortamento o diffusione. L’EVASIONE FISCALE Con il termine evasione fiscale si intende il comportamento di chi, violando la legge, si sottrae del tutto o in parte al pagamento dell’imposta. Solitamente l’evasore sottrae volontariamente materia imponibile al fisco, cioè omette in tutto o in parte di dichiarare la propria ricchezza per esempio non emettendo fatture di vendita o registrando fatture d’acquisto inesistenti facendo aumentare i costi e quindi diminuire l’imponibile. Non sempre l’evasione è intenzionale (dolosa) cioè frutto di scelte consapevoli, a volte è involontaria (colposa) in quanto il contribuente non intenderebbe violare la legge ma lo fa ugualmente a causa di errori o distrazioni. Esistono sanzioni amministrative per i comportamenti meno gravi e sanzioni penali per le violazioni più gravi. In Italia è un fenomeno particolarmente diffuso e non esiste una figura precisa di evasore. L’evasione si diffonde in quanto vi è uno scarso senso civico dei contribuenti che fa anteporre il loro tornaconto personale all’interesse collettivo ma ci sono altri fattori importanti come: l’eccessiva pressione fiscale, la normativa fiscale estremamente complicata, la mancanza di un’azione di contrasto efficace, il cattivo esempio delle autorità politiche e soggetti pubblici, il cattivo impiego delle risorse pubbliche e l’esistenza di particolari teorie economiche che le riconoscono una certa funzione economica benefica. L’evasione fiscale ha diversi effetti

  1. l’evasore non sopporta il peso della spesa pubblica, finisce per beneficiare delle prestazioni sociali alle quali non avrebbe diritto
  2. in presenza di forte evasione accade che per continuare a garantire i servizi pubblici, il peso venga aggravato sui soggetti non evasori aumentando così la pressione fiscale
  3. poiché comporta una riduzione delle entrate pubbliche, l’evasore provoca notevoli danni alla finanza pubblica aggravando il deficit e il debito pubblico in quanto il soggetto pubblico è costretto a indebitarsi
  4. l’evasione comporta una riduzione dei costi per le imprese e quindi essa finisce per favorire le imprese che evadono le quali, potendo praticare prezzi più bassi delle altre, risultano più competitive Strumenti di contrasto:
  • redditometro: serve a intercettare gli evasori e funziona sulla base di una presunzione di reddito che si ricava dal tenore di vita del contribuente
  • lo spesometro: è uno strumento che permette di mettere sotto controllo i pagamenti che eccedono un certo limite (3,600euro)
  • l’anagrafe dei conti correnti bancari che mette a disposizione dell'amministrazione finanziaria i conti correnti bancari dei contribuenti in modo da poterne verificare la congruità rispetto alla singola posizione del contribuente.