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Mappe Concettuali: Uno Strumento Didattico per l'Apprendimento Significativo, Tesine universitarie di Scienze dell'educazione

UNA DESCRIZIONE DELLE MAPPE CONCETTUALI E IL LORO UTILIZZO A SCUOLA

Tipologia: Tesine universitarie

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Caricato il 23/12/2019

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“Cercando le parole si trovano i pensieri”
(Joseph Joubert)
INDICE
Introduzione………………………………pag. 2
CAPITOLO 1
La metafora della mappa……………………pag. 3
CAPITOLO 2
Le mappe concettuali……………………....pag. 6
CAPITOLO 3
Il tema delle mappe……………………..…pag. 9
CAPITOLO 4
Le mappe concettuali per chi impara e per chi
insegna…………………………………….pag. 13
CAPITOLO 5
Le mappe concettuali per BES…………….pag. 19
Bibliografia ………….………………..… pag. 25
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“Cercando le parole si trovano i pensieri”

(Joseph Joubert)

INDICE

Introduzione ………………………………pag. 2 CAPITOLO 1 La metafora della mappa……………………pag. 3 CAPITOLO 2 Le mappe concettuali……………………....pag. 6 CAPITOLO 3 Il tema delle mappe……………………..…pag. 9 CAPITOLO 4 Le mappe concettuali per chi impara e per chi insegna…………………………………….pag. 13 CAPITOLO 5 Le mappe concettuali per BES…………….pag. 19 Bibliografia ………….………………..… pag. 25

INTRODUZIONE

Uno dei contributi più significativi delle scienze cognitive nel campo della didattica è stata l'individuazione di strumenti per la rappresentazione delle conoscenze. Fra questi, le mappe cognitive e concettuali sono ormai entrate nell'armamentario metodologico di molti insegnanti: vediamo di capire perché. Ogni giorno "facciamo inferenze^1 sulla realtà che ci circonda: mettiamo in rapporto eventi, costruiamo categorie, deduciamo relazioni causali, selezioniamo informazioni che ci sembrano utili per la soluzione di un problema, e tutto questo è guidato da criteri e da presupposizioni che solo raramente ci accade di rendere espliciti: semplicemente, li abbandoniamo qualora una situazione nuova ci obbliga ad adottarne di nuovi perché è più facile mettere da parte un'informazione, un dato, piuttosto che integrarli con la struttura della conoscenza preesistente o ristrutturare questa e cambiare la visione delle cose". Così, come per altri sistemi di rappresentazione delle conoscenze, costruire mappe serve proprio per esplicitare il modo di creare relazioni tra concetti, rendendoci quindi consapevoli delle nostre costruzioni mentali. (^1) L’inferenza (dal latino in ferre, cioè portare dentro) è il processo con il quale da una proposizione accolta come vera si passa a una seconda proposizione la cui verità è derivata dal contenuto della prima.

Così come una mappa geografica serve per orientarsi in un territorio, una mappa concettuale è strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze, informazioni e dati, visualizzando l’oggetto della comunicazione, i concetti principali, i legami che essi stabiliscono e, di conseguenza, il percorso del ragionamento. Possiamo, perciò, affermare che una mappa concettuale è la rappresentazione grafica di concetti espressi sinteticamente (parole - concetto) all’interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazione attraverso parole – legamento, come rappresentato in figura: Dal punto di vista strutturale, una mappa concettuale è composta da tre tipologie di elementi:  nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa, all’interno delle

quali viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica  relazioni associative: archi di collegamento, in alcuni casi orientati, che rappresentano graficamente i legami tra i nodi della mappa  etichette: descrizioni che possono essere introdotte per precisare il significato delle relazioni Nel complesso, le mappe concettuali appaiono come reticoli di nodi collegati da archi, che rappresentano significati mediante una combinazione grafico-testuale.

Le mappe mentali hanno una struttura radiale il concetto appare al centro e da esso si diramano concetti correlati ed associati dei quali non viene specificato il senso (relazioni logico – associative). “… una mappa mentale consiste in una parola o idea principale; attorno a questa parola centrale si associano 5-10 idee principali relazionate con questo termine. Di nuovo si prende ognuna di queste parole ed ad essa si associano 5- parole principali relazionate con ognuno di questi termini. Ad ognuna di queste idee discendenti se ne possono associare tante altre”. (Buzan T., Buzan B., 1993). Questo tipo di mappa presenta come vantaggi la chiara evidenziazione dell’idea centrale e dell’importanza dei concetti ma è poco funzionale e coerente allo sviluppo espositivo e/o argomentativo nonché è scarsamente leggibile La mia attenzione si focalizzerà sulle mappe strutturali o concettuali , ossia alla rappresentazione visiva di concetti, espressi in forma sintetica e racchiusi in figure geometriche, collegati tra loro da frecce che esplicitano le relazioni attraverso parole – legame (modello connessionista).

L’uso dell’aggettivo strutturale chiarisce che lo scopo delle mappe di questo tipo è sintetizzare e mostrare la struttura dell’informazione, arricchendo l’unidirezionalità della dimensione testuale con la visualizzazione della multidirezionalità connettiva della rappresentazione grafica. In virtù di ciò, le mappe strutturali appaiono uno strumento prezioso per migliorare la quantità e la qualità dell’apprendimento e per supportare setting comunicativi nella esposizione di argomenti disciplinari. Permettono agli studenti di organizzare e memorizzare con maggiore efficacia il materiale di studio, di rafforzare la comprensione delle conoscenze acquisite attraverso rielaborazioni e manipolazioni fisiche e mentali e di rappresentare dinamicamente i processi cognitivi.^2 (^2) M. Gineprini e M. Guastavigna, Mappe concettuali nella didattica, www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/default.htm.

trasformazione come per esempio la parola ‘leggere’). Le relazioni tra i concetti sono invece indicate attraverso le ‘ parole-legame ’ che possono essere verbi, avverbi o preposizioni.^4 Questa struttura non è lineare ma a rete, e i concetti si connettono secondo un ordine gerarchico che va da un livello più generale fino ad uno particolare. Ogni parola oggetto o evento viene inserita in una linea chiusa, solitamente un’ellisse, e collegata poi alle altre attraverso dei segmenti su cui si scrivono le parole legame. La mappa strutturale si sviluppa a partire da un “ tema ”. Con questa espressione intendiamo non solo “ ciò di cui si parla ” ma anche “ la ragione per cui se ne parla ”. Da un punto di vista didattico possono quindi costituire un “tema”, a partire da uno scopo (studiare, progettare, analizzare, confrontare…), materiali informativi cartacei, digitali, multimediali, ipertestuali presi singolarmente o in qualche modo già connessi tra loro, ma anche per estensione tutte le “situazioni” che abbiano bisogno o possano essere occasione di analisi e/o classificazione, oppure ancora che possano essere oggetto o opportunità di progettazione, di definizione di organigrammi, di flussi di attività e così via. Gli studenti, in genere, non sono, per lo meno all’inizio dei vari percorsi, esperti dei campi di conoscenza e/o azione sui quali vengono chiamati a sviluppare mappe strutturali. Scelto il “tema”, quindi, le mappe, in una fase iniziale, avranno soprattutto una funzione esplorativa, propedeutica, di costruzione progressiva di criteri di distinzione e di articolazione e, più in (^4) J. D. Novak – D.B. Gowin, Imparando…, op. cit.

generale, di relazioni tra gli oggetti della conoscenza, e successivamente potranno trasformarsi in strumenti di organizzazione, progettazione, programmazione ed esposizione delle conoscenze. Si comprende, allora, che costruire una mappa concettuale richiede alcuni passi importanti 5 :

  • mettere a fuoco il problema o l’ambito conoscitivo che si vuole “mappare” attraverso una domanda principale con la quale identificare una lista di concetti pertinenti;
  • riflettere bene sui concetti disposti per vedere se è necessario modificare la lista;
  • ordinare i concetti sistemando quello più chiaro e completo in cima alla mappa;
  • selezionare i concetti subordinati, dopo aver individuato il concetto generale;
  • collegare i concetti con delle linee contrassegnate da parole di collegamento che creano la struttura di significato dell’argomento e, dove è possibile, cercare l’esistenza di legami incrociati tra i vari concetti. Ovviamente la mappa può essere rielaborata diverse volte cambiando, se lo si ritiene opportuno, i concetti individuati mano a mano che si acquisiscono nuove conoscenze. È bene ricordare che ci sono molti modi di realizzare una mappa concettuale con gli stessi concetti a seconda delle relazioni che, secondo chi la costruisce, esistono tra essi. (^5) J. D. Novak, L’apprendimento significativo…, op. cit., pg. 269.

CAPITOLO 4

LE MAPPE CONCETTUALI: PER CHI IMPARA E PER

CHI INSEGNA

Negli ultimi anni l’uso delle mappe concettuali nella scuola è aumentato. Indicativo è anche lo sviluppo in campo informatico di software sempre più sofisticati per la loro costruzione. Ricerche hanno dimostrato come, sia per quanto riguarda l’apprendimento (alunni) che l’insegnamento (docenti), esistono numerosi vantaggi nell’impiego delle mappe. Per quanto riguarda l’apprendimento, pensiamo ad esempio all’atteggiamento passivo assunto dagli studenti durante la tradizionale trasmissione delle conoscenze. Tale atteggiamento viene reso attivo e creativo con l’impiego delle mappe concettuali, in quanto l’allievo è costretto a operare con i concetti e i loro legami e compiere operazioni mentali complesse come selezionare, collegare, gerarchizzare, mettere in relazione nuove conoscenze. Anche nell’esercizio di comprendere, scrivere, sintetizzare un testo letto o studiato, la mappa concettuale aiuta a mettere a fuoco le idee chiave, suddividere le informazioni principali da quelle secondarie, avere feedback di ritorno per ogni argomento schematizzato. In questo modo gli alunni possono riflettere sulla struttura della conoscenza; man mano poi che diventano più abili ed esperti nella costruzione delle mappe si accorgono di “ imparare ad imparare ”, trovano un valido aiuto per apprendere meglio e acquisiscono un metodo di lavoro e di studio.

È evidente come tutto questo influisca favorevolmente sullo sviluppo di capacità metacognitive. Sintetizzando possiamo concludere che le mappe sono utili agli studenti per:

  • organizzare il materiale di studio
  • collegare nuove e vecchie conoscenze
  • schematizzare ed esplicitare una rete di significati
  • mettere a fuoco idee chiave
  • fissare nella memoria il materiale appreso
  • sintetizzare ciò che si è imparato
  • pianificare una ricerca
  • stimolare la creatività
  • acquisire un metodo di lavoro e di studio
  • sviluppare abilità metacognitive. Per quanto riguarda l’insegnamento, invece, sappiamo che esso è una attività complessa. Se apprendere è responsabilità del discente è però compito dell’insegnante arrivare alla migliore organizzazione, costruzione e condivisione dei saperi. Utilizzare le mappe concettuali significa applicare una strategia metacognitiva dell’insegnamento. La realizzazione di una mappa concettuale per ciascun argomento insegnato potrebbe essere un ottimo punto di partenza e facilitare il lavoro di programmazione e discussione con i colleghi, anche se inevitabilmente richiederà all’inizio dispendio di molto tempo.

Con una mappa concettuale difatti gli allievi, come detto in precedenza, hanno l’opportunità di mostrare il loro modo di organizzare le conoscenze, nonché la loro creatività nello scegliere nuovi concetti da inserire nella mappa. Valutare le mappe concettuali altrui, tuttavia, non è un’operazione semplice se è vero che la mappa concettuale riflette lo stato attuale della conoscenza di colui che l’ha costruita e che ognuno può costruire una mappa concettuale differente; nasce il dubbio sulla stessa affermazione di correttezza o erroneità della mappa. Per questo l’attività di valutazione di tale strumento richiede notevole attenzione e potrà misurare elementi quali: le capacità organizzative, le abilità cognitive, lacune conoscitive e/o concezioni sbagliate, apprendimento significativo, sviluppo cognitivo. Nel caso, quindi, che la mappa voglia essere usata come strumento valutativo si potrebbe procedere, come consiglia Novak, nel modo seguente: fornire agli studenti una lista di 20 – 30 concetti e chiedere loro di realizzare una mappa concettuale inserendo almeno altri 10 – 20 concetti a loro scelta. Perché la prova sia completa è necessario ovviamente stabilire criteri di valutazione per l’assegnazione di punteggi. Partendo dal fatto che aspetti fondamentali delle mappe sono i concetti e le loro relazioni, pare opportuno considerare elementi chiave per la definizione dei criteri di valutazione sia i concetti (sono presenti quelli più importanti?) sia le relazioni (i concetti sono connessi correttamente?); è importante poi ricordare che le mappe sono “reti” e quindi possono essere valutati livelli di relazioni gerarchici e relazioni non gerarchiche valide attribuendo loro diversi punteggi. Da non sottovalutare poi come sovente capiti che gli studenti costruiscano mappe con relazioni cui gli

insegnanti non avevano pensato e ciò costituisce fonte di miglioramento per il docente stesso. Ci risulta subito chiaro quindi che tale compito è piuttosto arduo e richiede attenzione e creatività nell’organizzazione della struttura, nella selezione dei concetti rilevanti da aggiungere e nella individuazione dei collegamenti che rappresentano le relazioni tra i concetti. Così la mappa diventa un’importante esperienza d’apprendimento per gli studenti e di valutazione per gli insegnanti. Un altro evidente vantaggio di questa prova è quello di permettere facilmente la realizzazione di nuove prove aggiungendo o sottraendo dalla lista una parte dei concetti che gli studenti devono mappare. Tuttavia è chiaro che le mappe possono essere un valido strumento valutativo per l’educatore solo se già utilizzate in precedenza nei programmi di insegnamento. In breve le mappe concettuali servono ai docenti per:

  • organizzare la strategia d’insegnamento
  • rappresentare graficamente e in modo conciso le conoscenze
  • presentare gli obiettivi del percorso formativo agli allievi
  • programmare/progettare il percorso formativo con i colleghi
  • organizzare le lezioni in qualsiasi ambito disciplinare
  • pianificare attività di recupero
  • aiutare i bambini che hanno difficoltà nella comprensione della lettura
  • valutare le conoscenze. Per costruire una mappa l’insegnante deve seguire le varie fasi:  Brainstorming: generazione di idee finalizzata all’individuazione dei concetti;

Tanto se ne parla, ma in generale è un argomento su cui c’è poca chiarezza. E invece quello delle mappe concettuali per i BES è un tema che merita la giusta attenzione. E’ proprio la chiarezza il primo accorgimento per chi usa le mappe concettuali come metodo di studio e vuole trasmetterlo ad un alunno con BES. Essere chiari aumenterà nell’alunno la motivazione allo studio in quanto gli permetterà di ridurre stati d’animo negativi quali ad esempio la frustrazione derivante dal non riuscire a comprendere accuratamente un testo. Ma perché le mappe concettuali sono così utili per gli alunni con BES? Un alunno con BES, di solito, non riesce a cogliere il senso di un testo molto lungo: questo succede perché concentrandosi troppo sulla “performance” perde la concentrazione sul significato delle parole. In questi casi la mappa concettuale è uno strumento chiave per facilitare l’apprendimento. Ma le mappe concettuali sono utili anche per memorizzare e per ripetere un concetto a distanza di tempo. La loro logica aiuterà ad aprire ad uno ad uno i cassetti della memoria nell’ordine giusto.

Come creare una mappa concettuale per BES? Prima di iniziare a costruire la mappa concettuale (che sia per BES o non BES) è fondamentale un’analisi preliminare del testo. Tale analisi prevede due momenti specifici:

  1. Individuazione del focus del discorso : evidenziare l’argomento del testo da studiare o analizzare;
  2. Scomposizione del testo : invitare l’alunno a identificare i concetti principali. Attenzione, però! Un “concetto principale” non è semplicemente un paragrafo ma un “blocco logico”. Al fine di individuarlo accuratamente, bisogna procedere creando delle macro-categorie e poi etichettarle come se fossero sottotitoli. Facciamo un esempio: individuato il tema principale (poniamo la prima guerra mondiale), dovrete scomporlo in tanti sotto argomenti. Alle volte l’alunno sarà ingannato dalla suddivisione del libro in paragrafi ma in realtà spesso la fine del paragrafo non indica la fine del sotto argomento. Creando ed etichettando questi sotto-argomenti (le macro-categorie, appunto) ovvierete a questo problema e fornirete un valido aiuto al vostro allievo. Perché le mappe concettuali sono utili nella scuola di oggi? Alcuni potranno obiettare: “perché a scuola, oggi, si presenta la necessità di costruire le mappe concettuali? Non vanno bene i “ metodi classici ”? Che fine fanno il tema, il dettato o il riassunto?”