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Le proposizioni completive, Appunti di Italiano

Regole di grammatica sull'analisi del periodo, nello specifico "le proposizioni completive"

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 01/11/2024

Maria_Elena_Oddo
Maria_Elena_Oddo 🇮🇹

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LE PROPOSIZIONI COMPLETIVE
Le proposizioni completive o sostantive sono proposizioni subordinate che “completano” il predicato
della reggente, svolgendo nella frase complessa la stessa funzione che nella frase semplice svolgono
il soggetto e il complemento oggetto (quindi di un “sostantivo”).
Le proposizioni completive o sostantive possono essere:
Soggettive, fanno da soggetto al predicato della reggente e dipendono sempre da verbi
impersonali o verbi usati impersonalmente. Sono introdotte dalla preposizione di nella forma
implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad esempio, “È necessario che il
computer sia aggiornato”.
Oggettive, fanno da complemento oggetto al predicato della reggente e dipendono sempre da
verbi enunciativi, dichiarativi, di percezione, di giudizio e volontà. Sono introdotte dalla
preposizione di nella forma implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad
esempio, “Luca ha detto che verrà qui”.
Dichiarative, chiariscono o spiegano un elemento della reggente completando così il
significato del periodo e dipendono da un nome (per esempio la speranza, la certezza, il
sospetto) o da un pronome dimostrativo. Sono introdotte dalla preposizione di nella forma
implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad esempio, “Mi sostiene la speranza
che un giorno ti rivedrò”.
Interrogative indirette, fanno da complemento oggetto a un predicato che esprime una
domanda completandone così il significato. Esse esprimono in forma indiretta una domanda
o un dubbio e dipendono da verbi che esprimono un’interrogazione. Sono introdotte dalle
congiunzioni se, che, di o da un pronome/aggettivo/avverbio interrogativo. Ad esempio,
“Mi chiedo se sarà difficile”.
Esempio:
In questa frase le proposizioni subordinate sostantive e l’elemento che le introduce sono:
Che Marco intenda chiedermi, proposizione subordinata di I grado, oggettiva esplicita. Essa
infatti ha la funzione di complemento oggetto del predicato “Penso”.
Se gli restituirò il suo libro entro martedì, proposizione subordinata di II grado, interrogativa
indiretta esplicita. Essa infatti esprime indirettamente, cioè senza punto interrogativo, la
domanda introdotta dal predicato “Intenda chiedermi”.
Che mi serva fino a mercoledì, proposizione subordinata di I grado, dichiarativa esplicita.
Essa infatti spiega precisamente il motivo del timore
Io penso che Marco intenda chiedermi se gli
restituirò il suo libro entro martedì. Tuttavia
ho il timore che mi serva fino a mercoledì

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LE PROPOSIZIONI COMPLETIVE

Le proposizioni completive o sostantive sono proposizioni subordinate che “completano” il predicato della reggente, svolgendo nella frase complessa la stessa funzione che nella frase semplice svolgono il soggetto e il complemento oggetto (quindi di un “sostantivo”). Le proposizioni completive o sostantive possono essere: Soggettive , fanno da soggetto al predicato della reggente e dipendono sempre da verbi impersonali o verbi usati impersonalmente. Sono introdotte dalla preposizione di nella forma implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad esempio, “È necessario che il computer sia aggiornato”. Oggettive , fanno da complemento oggetto al predicato della reggente e dipendono sempre da verbi enunciativi, dichiarativi, di percezione, di giudizio e volontà. Sono introdotte dalla preposizione di nella forma implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad esempio, “Luca ha detto che verrà qui”. Dichiarative , chiariscono o spiegano un elemento della reggente completando così il significato del periodo e dipendono da un nome (per esempio la speranza, la certezza, il sospetto) o da un pronome dimostrativo. Sono introdotte dalla preposizione di nella forma implicita e dalla preposizione che nella forma esplicita. Ad esempio, “Mi sostiene la speranza che un giorno ti rivedrò”. Interrogative indirette , fanno da complemento oggetto a un predicato che esprime una domanda completandone così il significato. Esse esprimono in forma indiretta una domanda o un dubbio e dipendono da verbi che esprimono un’interrogazione. Sono introdotte dalle congiunzioni se , che , di o da un pronome / aggettivo / avverbio interrogativo. Ad esempio, “Mi chiedo se sarà difficile”. Esempio: In questa frase le proposizioni subordinate sostantive e l’elemento che le introduce sono:

  • Che Marco intenda chiedermi, proposizione subordinata di I grado, oggettiva esplicita. Essa infatti ha la funzione di complemento oggetto del predicato “Penso”.
  • Se gli restituirò il suo libro entro martedì, proposizione subordinata di II grado, interrogativa indiretta esplicita. Essa infatti esprime indirettamente, cioè senza punto interrogativo, la domanda introdotta dal predicato “Intenda chiedermi”.
  • Che mi serva fino a mercoledì, proposizione subordinata di I grado, dichiarativa esplicita. Essa infatti spiega precisamente il motivo del timore Io penso che Marco intenda chiedermi se gli restituirò il suo libro entro martedì. Tuttavia ho il timore che mi serva fino a mercoledì