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Le tre principali teorie dell'apprendimento: il comportamentismo, il cognitivismo e le teorie alternative. Il comportamentismo considera che l'apprendimento è un meccanismo associativo tra stimolo e risposta, il cognitivismo studia la mente e il ruolo attivo del soggetto, mentre le teorie alternative considerano l'apprendimento come un fenomeno globale e intuitivo. Le teorie di pavlov, thorndike e skinner per il comportamentismo, la psicologia della gestalt e l'approccio cognitivista degli anni '70.
Tipologia: Appunti
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Nella definizione dell’apprendimento si è svolto un lungo processo di elaborazione che dalla visione tipica del comportamentismo, basato sul solo comportamento osservabile, in cui la mente è una scatola nera che non viene indagata e l’apprendimento è un meccanismo associativo tra stimolo e risposta; si è passati ad una visione dell’apprendimento come cambiamento, modificazione comportamentale, provocato dall’interazione con l’ambiente fisico e sociale, che coinvolge funzioni cognitive superiori (percezione, intelligenza, memoria); per arrivare alla specificazione della forte dimensione sociale dell’apprendimento, per cui oltre ai fattori cognitivi entrano in gioco anche le dimensioni sociali, relazionali, emotive, affettive, motivazionali. In breve si analizzeranno qui le tre principali teorie citate. Il Comportamentismo , secondo cui ciò che può essere studiato è solo il comportamento osservabile, e non i processi mentali ne quelli affettivo emozionali; l’apprendimento avviene mediante degli stimoli che vengono dall’ambiente esterno e che favoriscono delle risposte, per cui si ha una risposta indotta se c’è uno stimolo esterno. Il soggetto apprendente è in posizione passiva. Secondo Pavlov attraverso l’associazione stimolo risposta è possibile costruire lunghe catene di condizionamenti, infatti nei suoi esperimenti attraverso uno stimolo condizionato (il campanello prima di portare il cibo al cane) si ottiene una risposta condizionata (salivazione); per cui stimolo condizionato e risposta condizionata rappresentano l’apprendimento. Per Thorndike l’ apprendimento avviene per prove e errori, è una combinazione di stimoli e movimenti, dove ogni risposta è conseguenza di uno stimolo. Non è un processo intenzionale, ma un apprendimento meccanico, di tipo associativo, della risposta corretta: se lo stimolo è seguito da una risposta soddisfacente si tenderà a ripeterla, se è seguita da uno stato sgradevole, si tenderà a non ripetere la risposta (nel suo esperimento il gatto nella puzzle box riesce sempre più velocemente a trovare la leva per riuscire a mangiare, tendendo a ripetere i comportamenti che hanno successo. Skinner teorizzò il condizionamento operativo: per l’apprendimento è necessario un rinforzo positivo che funge da stimolo a nuovi comportamenti, per questo il condizionamento non è passivo, ma attivo, ed è creatore di nuovi comportamenti. Nel suo esperimento infatti nella skinner box il topo impara a premere sulle levetta del cibo (rinforzo positivo) e a evitare la leva della punizione (rinforzo negativo). Il comportamento del topo è operante, intenzionale, la risposta è influenzata più dagli stimoli che la seguono (rinforzi) che da quelli che la precedono (stimolo-risposta- rinforzo). Per il comportamentismo nel processo di apprendimento bisogna quindi indagare il comportamento attuale dello studente, che è l’aspetto osservabile. Le tecniche per lo sviluppo e l’insegnamento di abilità con questo approccio sono: a) analisi del compito (task analisys), che permette di scomporre in sotto obiettivi più semplici e accessibili un compito – obiettivo; b) prompitng: significa fornire istruzioni e aiuti, esempi, modelli e stimoli di vario genere (eventi stimolo) che facilitano il soggetto apprendente nella emissione della risposta; essi devono gradualmente essere ridotti fino a sparire; c) apprendimento senza errori, con cui si cerca di facilitare l’apprendimento senza far incorrere in errori, introducendo massicciamente prompt iniziali ( immagini, figure varie); d) rinforzo positivo e
motivazione estrinseca: se un comportamento è rinforzato positivamente si tende a ripeterlo, si utilizzano rinforzi simbolici (token economy: economie a gettoni, punti, stelle), alimentari, dinamici (possibilità di fare qualcosa) sociali (gratificazioni affettive: attenzioni, sorrisi approvazione); e) shaping (modellamento): tecnica per lo sviluppo di comportamenti complessi attuate mediante l’aiuto e il rinforzo sistematico di approssimazioni sempre più vicine al comportamento finale; f) chaining (concatenamento)in cui si inizia con il proporre l’ultimo comportamento da riprodurre, perché è il più rinforzante, e si risale verso gli altri microcomportamenti individuati; g) modeling: apprendimento osservativo, in cui il soggetto osserva passivamente un’altra persona che esegue il comportamento stimolando una performance migliorata. Il Cognitivismo: sotto tale nome vengono ricondotti varie teorie e studi accomunati dallo studio della mente, che nel pensiero comportamentista non veniva indagata. Il soggetto assume un ruolo più attivo elaborando la realtà circostante attraverso una conoscenza intenzionale, in cui le conoscenze già possedute influenzano le nuove conoscenze e la realtà percepita attiva processi cognitivi di revisione di schemi precedenti. La Psicologia della Gestalt (Psicologia della Forma) definiva l’apprendimento non come una successione di prove ed errori, ma un fenomeno intuitivo e globale, basato su processi cognitivi da studiare oltre il semplice comportamento. I rappresentanti di tale corrente non consideravano affatto la mente umana come una tabula rasa che riceve passivamente gli stimoli sensoriali, ma presentavano un modello di interazione tra schemi mentali intrinseci e percezioni estrinseche, attraverso le quali il soggetto percepisce la "buona forma" dell'oggetto attraverso degli schemi mentali presenti sin dalla nascita, che organizzano il materiale percepito in una forma determinata. Questo paradigma psicologico beneficiava della tradizione filosofica tedesca, con particolare riferimento all'opera di Immanuel Kant che aveva già intuito l'idea di una mente che percepisce la realtà su schemi intrinseci, chiamati dal filosofo giudizi sintetici a priori. Negli anni ’70 si sviluppa un approccio cognitivista che affianca allo studio dell’attività cognitiva quello della attività metacognitiva, intesa come autoriflessione che accompagna l’attività riflessiva, e la rende più consapevole, la monitora e la valuta al fine di garantire un apprendimento più efficace. Si tratta di sviluppare nell’alunno la consapevolezza di quello che sta facendo. Tramite questa didattica l’azione dell’insegnante è rivolta a formare abilità mentali superiori di autoregolazione, andando al di là dei processi cognitivi primari (leggere, calcolare, ricordare). Nello svolgimento di un compito lo studente attraverso la meta-cognizione apprende anche come svolgere i compiti in modo generale. Per Piaget l’apprendimento è un effetto dei meccanismi dello sviluppo, cioè delle modificazioni delle strutture cognitive (cd. epistemologia genetica): lo sviluppo cognitivo è causato da meccanismi di maturazione cerebrale, ha origine interna; ciò che spinge lo sviluppo cognitivo è la continua ricerca di un equilibrio (omeostasi), intesa come forma di controllo del mondo esterno. La conoscenza, con i suoi cambiamenti strutturali, è l’essenza dello sviluppo cognitivo. Con la conoscenza le strutture cognitive si modificano durante tutta la vita, è un processo continuo e dinamico di adattamento della persona, secondo stadi ben precisi (senso motorio, preoperatorio, operatorio concreto, operatorio formale), attraverso dei meccanismi (invarianti funzionali): a) assimilazione, come