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appunti sulla biografia e opere dello scrittore
Tipologia: Appunti
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1921 : Leonardo Sciascia nasce l'8 gennaio a Racalmuto, un paese della provincia d’Agrigento ricco solo di miniere di zolfo e di sale. Suo padre è contabile in una miniera. Sciascia è il maggiore di tre fratelli; passerà buona parte della sua infanzia in compagnia delle zie, responsabili di un’educazione prevalentemente laica. Anni Trenta : precocemente infastidito dai rituali del regime fascista, il giovane Sciascia legge libri che resteranno per lui fondamentali (Manzoni, Hugo, Casanova, Courier, Diderot), va molto al cinema e a teatro, a Caltanissetta - dove frequenta l’Istituto Magistrale — entra in contatto con ambienti antifascisti. Le sue letture si allargano ai narratori americani (Dos Passos, Hemingway, Faulkner), ad Ungaretti e Montale, ai poeti simbolisti francesi, a filosofi come Spinoza. 1936 : scoppia la guerra di Spagna, un’altra esperienza decisiva nella formazione di Sciascia, che dedicherà uno dei suoi racconti più belli, L’antimonio , alla sofferenza dei disoccupati siciliani mandati da Mussolini a morire per Franco. 1941 : s’impiega presso il consorzio agrario di Racalmuto, come addetto all’ammasso del grano. Quest’impiego gli darà modo di toccare con mano la tragica povertà di contadini, salinari e zolfatari: ne darà testimonianza letteraria nelle Parrocchie di Regalpetra. 1944 : dopo avere abbandonato la facoltà di Magistero di Messina, si sposa con Maria Andronico, una collega maestra; dal matrimonio nasceranno due figlie, Laura e Anna Maria. Comincia a pubblicare poesie, fogli di diario e articoli politico-letterari in alcuni giornali di provincia. 1948 : il fratello di Sciascia, Giuseppe — direttore di una miniera ad Assoro -, si uccide a venticinque anni. È un lutto che segnerà nel profondo la vita di Leonardo, che eviterà quasi sempre di parlare del fratello e della sua morte, della quale non riuscì a spiegarsi la ragione. 1949 : Sciascia comincia a insegnare nelle scuole elementari di Racalmuto. Farà il maestro fino al 1957, senza una particolare passione per l’insegnamento ma non perdendo mai di vista l’umanità dei suoi alunni, annoiati da una scolarizzazione quasi forzata, profondamente lontana dai loro bisogni primari. 1950 : pubblica il suo primo libro, Favole della dittatura , prose in forma di favola esopiana che precedono di due anni l’uscita della sua unica raccolta di versi, La Sicilia, il suo cuore, e dell’antologia Il fiore della poesia romanesca , con una prefazione di Pasolini. 1955 : la rivista "Nuovi Argomenti" pubblica le sue "Cronache scolastiche", ispirate alla sua esperienza di maestro. L’editore Vito Laterza invita Sciascia a lavorare ancora sul passato e sul presente di Racalmuto per ricavarne un libro intero. Le parrocchie di Regalpetra esce così nel 1956, favorevolmente accolto da critici importanti. 1957 : Sciascia vince il premio "Libera Stampa" di Lugano, uno dei pochi cui abbia mai accettato di partecipare, per i due racconti La zia d’America e Il Quarantotto. 1958 : questi racconti, insieme a La morte di Stalin , vengono raccolti nel libro Gli zii di Sicilia , edito da Einaudi nella collana dei "Gettoni" diretta da Elio Vittorini. Nel ’61, una nuova edizione del libro sarà arricchita da L’antimonio. 1961 : pubblica il romanzo "giallo" Il giorno della civetta che è, ancora oggi, il suo libro più famoso, il più venduto, il primo a essere tradotto all’estero; un romanzo nel quale per la prima volta la mafia viene rappresentata nel suo momento di passaggio dal dominio delle campagne al dominio delle città. Nello stesso anno raccoglie alcuni saggi di critica letteraria nel libro Pirandello e la Sicilia. 1963 : pubblica Il Consiglio d’Egitto , un atipico romanzo storico, ispirato a reali vicende della Palermo di fine Settecento.
1964 : è l’anno di Morte dell’inquisitore , inchiesta storica fondata su documenti d’archivio relativi al monaco racalmutese Diego La Matina, condannato come eretico dall’Inquisizione spagnola. 1965 : scrive la sua prima pièce, L’onorevole , testo che non ebbe fortuna sulle scene ma che, riletto oggi, assume un forte rilievo profetico circa le vicende della "Tangentopoli" italiana; pubblica anche Feste religiose in Sicilia, un saggio assai polemico sulla religiosità dei siciliani accompagnato da fotografie di Ferdinando Scianna 1966 : pubblica un altro fortunato romanzo poliziesco, A ciascuno il suo , un’altra storia di una mafia "ormai urbana e totalmente politicizzata". Nello stesso anno confessa a Calvino, in una lettera, una personale condizione di disagio che si sostanzia del proprio essere siciliano, abitante cioè di un’isola talmente rappresentata e sviscerata dall’arte e dalla letteratura da essere diventata evanescente, anzi morta o "desertificata". 1967 : si trasferisce a Palermo dove si crea intorno a lui un nutrito cenacolo di scrittori e artisti che darà vita a interessanti esperienze culturali, prima fra tutte la casa editrice Sellerio. 1970 : va in pensione e pubblica la raccolta di saggi La corda pazza , dedicata a scrittori ed artisti siciliani, nell’ambito della quale spicca il concetto di "sicilitudine", la condizione dell’uomo siciliano perennemente insidiato dall’insicurezza. Ma la sua visione narrativa del mondo sta cambiando: non è più esclusivamente legata ai problemi della Sicilia ma diventa sempre più universale, polemica, "di secondo grado" e connotata dalla riflessione etica (cresce l’influsso di Montaigne). 1971 : pubblica Il contesto , un implacabile e amaro apologo in forma di romanzo e di parodia, che suscita feroci polemiche con i critici vicini al Pci, adirati dalla sua tesi di fondo: che cioè nel viluppo, nel "contesto" di poteri criminali che governano lo Stato in modo onnipotente, anche il maggior partito d’opposizione decide coscientemente che la ragion di Stato coincide con "la ragion di partito". Nello stesso anno Sciascia scrive Atti relativi alla morte di Raymond Roussel , un piccolo libro molto importante perché, nel cercare di risolvere il mistero della morte a Palermo dello scrittore francese, riprende e precisa, dopo Morte dell’inquisitore , i contorni di quel genere letterario (risalente al Manzoni della Storia della colonna infame ) che è l’inchiesta storico-letteraria basata su documenti letterari, giornalistici o d’archivio. 1974 : pubblica Todo modo , implacabile romanzo-pamphlet sull’Italia democristiana e gesuitica, infarcito di riferimenti artistico-letterari. 1975 : nonostante le frequenti polemiche con i critici di fede comunista, Sciascia accetta di candidarsi come indipendente nelle liste del Pci nelle elezioni comunali di Palermo. Eletto, si dimetterà presto, disgustato dalla politica del "compromesso storico" fra Pci e Dc. Nello stesso anno pubblica La scomparsa di Majorana , un’inchiesta dedicata alla fine misteriosa del geniale fisico catanese Ettore Majorana che è anche l’occasione per sviluppare polemiche riflessioni sulla responsabilità storiche della scienza. Ne deriverà un’accesa polemica col fisico Edoardo Amaldi. 1977 : comincia a trascorrere alcuni mesi dell’anno a Parigi, dove si concluderà il viaggio esistenziale del protagonista del suo nuovo romanzo, Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia , "un’operazione liberatoria" da miti ingombranti come il cristianesimo, il comunismo, la psicoanalisi, perfino l’Illuminismo. Un romanzo che nasce come riscrittura del capolavoro di Voltaire e finisce per essere una testimonianza efficace di tensioni e problemi dell’Italia contemporanea. 1978 : dall’evento più tragico degli "anni di piombo" nasce L’affaire Moro , il pamphlet col quale Sciascia analizza le lettere che Moro prigioniero inviava a familiari, colleghi e amici, e ne ricava