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Lessico e Lessicologia: Il Lessico Mentale e i Dizionari - Prof. Ballerini, Appunti di Linguistica

Il concetto di lessico e lessicologia, distingue tra lessico mentale e dizionari, e discute il processo di lessicalizzazione e la stratificazione del lessico italiano. Il documento illustra come il lessico mentale è una parte importante della grammatica e comprende informazioni fonologiche, morfologiche, semantiche e sintattiche. In contrasto, i dizionari sono un insieme di parole usate da una comunità linguistica e costituiscono un strato arretrato rispetto ai neologismi e ai significati nuovi. anche il processo di lessicalizzazione, che trasforma un gruppo di parole in un'unità lessicale indipendente, e il processo di grammaticalizzazione, che rende una unità perduta il suo significato lessicale e ne acquisisce uno grammaticale.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 29/04/2021

Peppe244
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LESSICO E LESSICOLOGIA
Ci sono almeno due eccezioni del lessico:
Uno è il lessico mentale dei parlanti,
l’altro prende la forma del dizionario o vocabolario.
LESSICO MENTALE
Con lessico mentale si intende un sottocomponente della grammatica dove
sono immagazzinate tutte le informazioni (fonologiche, morfologiche,
semantiche e sintattiche) che i parlanti conoscono relativamente alle parole
della propria lingua.
Con lessico mentale intendiamo non solo delle parole prese una per una, ma
anche le conoscenze relative al funzionamento delle parole e dei complessi
rapporti tra le varie parole, tra varie classi di parole ecc.
Che esista un lessico mentale è facilmente constatabile in quanto ogni
parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole
con certe caratteristiche come:
nomi concreti, astratti
verbi della prima coniugazione;
aggettivi in -bile
Il lessico implica conoscenze che coinvolgono attività sia cognitive sia dovute
alla scolarizzazione come:
riconoscimento,
comprensione,
lettura e scrittura delle parole
ma anche collegamenti tra le varie unità e rapporti semantici come:
sinonimia,
antonimia ecc.
e soprattutto conoscenze che riguardano il funzionamento della parola una
volta “estratte” dal lessico e collocate all’interno di frasi.
Per quel che riguarda la rappresentazione delle parole nel lessico, un
problema su cui si discute tuttora molto è se le parole sono rappresentate
effettivamente con un lemma solo o se questa debba essere rappresentato
insieme a tutte le sue forme flesse e derivate.
Un altro problema riguarda il fatto se il riconoscimento delle parole avviene
solo sulla base dell’input fonetico o se vi è (come sembra logico) anche
ausilio di informazioni contestuali sintattiche e semantiche.
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LESSICO E LESSICOLOGIA

Ci sono almeno due eccezioni del lessico :  Uno è il lessico mentale dei parlanti,  l’altro prende la forma del dizionario o vocabolario.

LESSICO MENTALE

Con lessico mentale si intende un sottocomponente della grammatica dove sono immagazzinate tutte le informazioni (fonologiche, morfologiche, semantiche e sintattiche) che i parlanti conoscono relativamente alle parole della propria lingua. Con lessico mentale intendiamo non solo delle parole prese una per una, ma anche le conoscenze relative al funzionamento delle parole e dei complessi rapporti tra le varie parole, tra varie classi di parole ecc. Che esista un lessico mentale è facilmente constatabile in quanto ogni parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole con certe caratteristiche come:  nomi concreti, astrattiverbi della prima coniugazione;aggettivi in -bile Il lessico implica conoscenze che coinvolgono attività sia cognitive sia dovute alla scolarizzazione come:  riconoscimento,comprensione,lettura e scrittura delle parole ma anche collegamenti tra le varie unità e rapporti semantici come:

 sinonimia,

antonimia ecc. e soprattutto conoscenze che riguardano il funzionamento della parola una volta “estratte” dal lessico e collocate all’interno di frasi. Per quel che riguarda la rappresentazione delle parole nel lessico , un problema su cui si discute tuttora molto è se le parole sono rappresentate effettivamente con un lemma solo o se questa debba essere rappresentato insieme a tutte le sue forme flesse e derivate. Un altro problema riguarda il fatto se il riconoscimento delle parole avviene solo sulla base dell’input fonetico o se vi è (come sembra logico) anche ausilio di informazioni contestuali sintattiche e semantiche.

DIZIONARI

Un dizionario potrebbe forse corrispondere al “ dizionario mentale ” che gli esseri umani hanno immagazzinato nella mente, anche se in realtà non è proprio così. Un dizionario infatti, non è un tentativo di descrivere la competenza lessicale di un parlante, dato che quest’ultimo contiene un numero altissimo di parole in larga parte sconosciute ad ognuno di noi. Un dizionario si pone piuttosto a livello della langue nel senso che è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità linguistica , inoltre in un dizionario vi è molta diacronia dove si conservano parole che appartengono a fasi precedenti della lingua e che pertanto non sono più in uso. Un dizionario è costituito da:  entrate lessicali o lemmi e non da forme di parole flesse. Dato che i parlanti producono di norma frasi che sono costituite da parole e che le parole nelle frasi sono obbligatoriamente flesse, è necessario lemmatizzare le parole ovvero attribuire ad un lemma una sola categoria , consiste appunto nel riportare una forma flessa al suo lemma.  È costruito a partire da “ corpora ” per lo più scritti, (un corpus gigantesco potrebbe essere costituito da tutto ciò che stato scritto da Dante a oggi).  In un dizionario, il lemma è di solito evidenziato in neretto , segue la trascrizione fonetica o fonologica , l’etimologia e la definizione della categoria lessicale.  Inoltre, è giusto sottolineare che in un dizionario vi è anche di “meno” di quel che un parlante nativo sa sul lessico della propria lingua, infatti se un processo è molto produttivo non è registrato nel dizionario. Ad esempio: le parole in -mente dello Zanichelli sono poche decine perché per una buona metà degli aggettivi italiani può esistere il corrispondente avverbio - mente. Un dizionario è necessariamente sempre arretrato :  sia rispetto ai neologismi ( parole nuove ),  sia rispetto ai significati nuovi che le parole possono assumere (navigare che oggi si riferisce anche alla navigazione in rete).

SIGLE E ABBREVIAZIONI

Le sigle sono il risultato dei procedimenti di formazione di parola non prevedibili , nella maggior parte dei casi si tratta di cancellazioni. (prof, TV.) L’acronimo si forma a partire dalle lettere iniziali di ogni parola del sintagma di partenza (CGIL). Le parole macedonia sono formazioni o incroci e derivano dall’abbreviazione di parti di parole (Polfer da polizia ferroviaria)

STRATIFICAZIONE DEL LESSICO

Il lessico di ogni lingua è stratificato , nel senso che è costruito da vari strati.  Lo strato [+ nativo ] è quello centrale di una data lingua,  quello [- nativo ] definisce gli strati periferici che spesso riflettono le vicende storiche , i contatti che la lingua ha o ha avuto con altri sistemi linguistici. L’italiano ha diversi strati non nativi , come testimoniano voci di origine:  latina (parricida)  greca (antropologia)  inglese (spot)  francese (garage)  araba (bazar)

STRATIFICAZIONE DELL’ITALIANO

Lo strato [- nativo ] dell’italiano è costituito da prestiti e da calchi. Sia i prestiti che i calchi sono forme di interferenza tra sistemi linguistici diversi e riguardano la riproduzione di una data parola da una lingua di partenza ad una lingua d’arrivo.

 Se la riproduzione è di struttura morfologica, sintattica o semantica

avremo un calco rispettivamente strutturale o semantico.

 Se la riproduzione è più centrata sul significante, avremo un prestito.

I calchi sono detti anche prestiti semantici e rappresentano trasposizioni di modelli morfologici o sintattici dalla lingua d’origine a quella d’arrivo come:  Grattacielo dall’inglese skyscraper Tra i prestiti si possono distinguere:  I prestiti adattati che sono le parole entrate a far parte del lessico italiano in epoche remote ed hanno una forma fonetica che non identificano più la loro origine straniera (congratulazioni, alfiere)  I prestiti non adattati sono quelli che conservano una forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano (sport, film, leader) In italiano ad oggi predominano i prestiti dall’inglese, spagnolo e francese. Un dizionario contiene anche molta storia della lingua ed ha lemmi che si dispongono lungo il corso dei secoli, inoltre esso riflette anche stratificazioni di uso e di registro stilistico. Il DISC infatti, identifica i livelli d’uso in:  Antico, antiquato, dialettale, letterario, non comune, regionale. E diversi registri stilistici :  Familiare, gergale, ironico, popolare, scherzoso, spregiativo, volgare. I dizionari più recenti hanno introdotto anche categorie di uso :  Fondamentale ;  Di alta disponibilità ; e di alta frequenza. Infine, un dizionario è anche il risultato della somma di vari glossari settoriali , ci sono infatti lemmi che sono specifici di determinati settori come:

DIZIONARI INVERSI

I dizionari inversi invertono il principio di ordinare le parole in ordine alfabetico, ordinano cioè le parole a partire dall’ultima lettera. Se per due parole l’ultima lettera è uguale si passa alla lettera immediatamente precedente e così via. Questo tipo di dizionario è importante per chi fa ricerche in ambito linguistico. Tramite questo dizionario si può vedere anche la rima. CONCORDANZE Le concordanze non sono propriamente dei dizionari ma sono piuttosto dei contesti in cui una determinata parola appare. Si possono ad esempio cercare le concordanze della Divina Commedia per le forme “ amor ” e “ amore ”. Le concordanze sono utilissimi strumenti di analisi testuale e oggi si possono ottenere con molta facilità grazie a software specializzati.