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Lessico e lessicologia, Appunti di Linguistica Generale

Il concetto di lessico e lessicologia, distinguendo tra lessico mentale e dizionario. Vengono inoltre analizzati i processi di lessicalizzazione, grammaticalizzazione, sigle e abbreviazioni. Si parla anche della stratificazione del lessico e delle stratificazioni dell'italiano, con particolare attenzione ai prestiti e ai calchi. Infine, vengono presentati i diversi tipi di dizionari, tra cui quelli specialistici.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 18/09/2023

kristy7248
kristy7248 🇮🇹

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Capitolo 6
Lessico e lessicologia
Introduzione - ci sono 2 accezioni di lessico: uno è il lessico mentale dei parlanti e l’altro prende la
forma del dizionario o vocabolario, così come viene realizzato dai lessicografi. Di solito lessico si oppone
a grammatica così come “memorizzato” si oppone a “costruito tramite regole”. Una parola semplice va
memorizzata, ricordata e “ripescata” quando serva.
Lessico mentale - si intende un sottocomponente della grammatica dove sono immagazzinate tutte le
informazioni (fonologiche, morfologiche, semantiche e sintattiche) che i parlanti conoscono relativamente
alle parole della propria lingua. Si intende la conoscenza e il funzionamento delle parole e dei complessi
rapporti tra le varie parole. Ogni parlate è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di
parole con certe caratteristiche. Il lessico implica conoscenze da parte dei parlanti, che coinvolgono attività
cognitive dovute alla scolarizzazione (riconoscimento, comprensione, produzione, lettura e scrittura) e
collegamenti tra le varie unità e rapporti semantici (sinonimia, antonimia).
Dizionari - si pone a livella della langue nel senso che è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità
linguistica. In un dizionario vi è molta diacronia e vi si conservano parole che appartengono a fasi
precedenti della lingua e che non sono più in uso. È costituito da entrate lessicali o lemmi e non da parole
flesse. In un dizionario ci sono più parole che un parlante nativo possiede, ma vi è “meno” di quel che un
parlante nativo “sa” sul lessico della propria lingua. Un dizionario è sempre arretrato rispetto ai neologismi
(parole nuove), ai significati nuovi che parole assumono. È importante distinguere tra dizionario ed
enciclopedia: un dizionario è una lista di parole che contiene informazioni sulla natura e sull’uso delle
parole, mentre l’enciclopedia contiene informazioni su tutto lo scibile umano. Il dizionario dovrebbe definire
conoscenze di tipo linguistico-lessicale, l’enciclopedia le nostre conoscenze del mondo.
Lessicalizzazioni o polirematiche -
Grammaticalizzazione - processo per cui una unità perde il suo significato lessicale e ne acquisisce
uno grammaticale (ex: suffisso -mente).
Sigle e abbreviazioni - le sigle sono il risultato di procedimenti di formazione di parola sporadici, non
prevedibili. Si tratta di processi di morfologia “minore” che non possono essere descritti né come
derivazione né come composizione (acronimo, parole-macedonia).
Stratificazione del lessico - il lessico di ogni lingua è stratificato, è costituito da vari strati. Lo strato
[+nativo] è quello “centrale di una data lingua, quello [-nativo] definisce gli strati “periferici” che speso
riflettono le vicende storiche, i “contatti” che la lingua ha o ha avuto con altri sistemi linguistici. L’italiano
ha diversi strati: latini, greci, inglesi, francesi, arabi e così via.
Stratificazioni dell’italiano - lo strato [-nativo] dell’italiano è costituito da prestiti e da calchi (sono detti
anche “prestiti semantici”). Sia i prestiti che i calchi sono forme di “interferenza” tra sistemi linguistici diversi e
riguardano la riproduzione di una data parola da una lingua di partenza ad una lingua d’arrivo. Se la
riproduzione è di struttura morfologica, sintattica o semantica avremo un calco strutturale o semantico; se
la riproduzione è più centrata sul significante avremo un prestito. I calchi rappresentano trasposizioni di
modelli morfologici o sintattici dalla lingua d’origine a quella d’arrivo (ex: grattacielo dall’inglese
skyscraper). Tra i prestiti si possono distinguere i prestiti adattati (sono parole entrate nel lessico italiano
in epoche remote ed hanno una forma fonetica che non identifica più la loro origine straniera; sono parole
italiane a tutti gli effetti / ex: spagnolo: alfiere, complimento / arabo: carffa / tedesco: ghibellino, guelfo) e i
prestiti non adattati (sono quelli che conservano una forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano /
ex: leader, film, sport). un dizionario riflette stratificazioni di uso e di registro stilistico. Il DISC identifica i
livelli d’uso: antico, antiquato, dialettale, letterario, non comune, regionale e toscano; ed i seguenti registri
stilistici: familiare, gergale, ironico, popolare, scherzoso, spregiativo e volgare.
Dizionari specialistici - vi sono dizionari monolingui, bilingui, plurilingui, etimologici, di contrari e
sinonimi, di neologismi, elettroni, inversi, di frequenza e concordanze.

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Capitolo 6 Lessico e lessicologiaIntroduzione - ci sono 2 accezioni di lessico: uno è il lessico mentale dei parlanti e l ’altro prende la forma del dizionario o vocabolario , così come viene realizzato dai lessicografi. Di solito lessico si oppone a grammatica così come “memorizzato” si oppone a “costruito tramite regole”. Una parola semplice va memorizzata, ricordata e “ripescata” quando serva.  Lessico mentale - si intende un sottocomponente della grammatica dove sono immagazzinate tutte le informazioni (fonologiche, morfologiche, semantiche e sintattiche) che i parlanti conoscono relativamente alle parole della propria lingua. Si intende la conoscenza e il funzionamento delle parole e dei complessi rapporti tra le varie parole. Ogni parlate è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole con certe caratteristiche. Il lessico implica conoscenze da parte dei parlanti, che coinvolgono attività cognitive dovute alla scolarizzazione (riconoscimento, comprensione, produzione, lettura e scrittura) e collegamenti tra le varie unità e rapporti semantici (sinonimia, antonimia).  Dizionari - si pone a livella della langue nel senso che è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità linguistica. In un dizionario vi è molta diacronia e vi si conservano parole che appartengono a fasi precedenti della lingua e che non sono più in uso. È costituito da entrate lessicali o lemmi e non da parole flesse. In un dizionario ci sono più parole che un parlante nativo possiede, ma vi è “meno” di quel che un parlante nativo “sa” sul lessico della propria lingua. Un dizionario è sempre arretrato rispetto ai neologismi (parole nuove), ai significati nuovi che parole assumono. È importante distinguere tra dizionario ed enciclopedia : un dizionario è una lista di parole che contiene informazioni sulla natura e sull’uso delle parole, mentre l’enciclopedia contiene informazioni su tutto lo scibile umano. Il dizionario dovrebbe definire conoscenze di tipo linguistico-lessicale, l’enciclopedia le nostre conoscenze del mondo.  Lessicalizzazioni o polirematiche -  Grammaticalizzazione - processo per cui una unità perde il suo significato lessicale e ne acquisisce uno grammaticale (ex: suffisso - mente ).  Sigle e abbreviazioni - le sigle sono il risultato di procedimenti di formazione di parola sporadici, non prevedibili. Si tratta di processi di morfologia “minore” che non possono essere descritti né come derivazione né come composizione (acronimo, parole-macedonia).  Stratificazione del lessico - il lessico di ogni lingua è stratificato, è costituito da vari strati. Lo strato [+nativo] è quello “centrale di una data lingua, quello [-nativo] definisce gli strati “periferici” che speso riflettono le vicende storiche, i “contatti” che la lingua ha o ha avuto con altri sistemi linguistici. L’italiano ha diversi strati: latini, greci, inglesi, francesi, arabi e così via.  Stratificazioni dell’italiano - lo strato [-nativo] dell’italiano è costituito da prestiti e da calchi (sono detti anche “prestiti semantici”). Sia i prestiti che i calchi sono forme di “interferenza” tra sistemi linguistici diversi e riguardano la riproduzione di una data parola da una lingua di partenza ad una lingua d’arrivo. Se la riproduzione è di struttura morfologica, sintattica o semantica avremo un calco strutturale o semantico; se la riproduzione è più centrata sul significante avremo un prestito. I calchi rappresentano trasposizioni di modelli morfologici o sintattici dalla lingua d’origine a quella d’arrivo (ex: grattacielo dall’inglese skyscraper ). Tra i prestiti si possono distinguere i prestiti adattati (sono parole entrate nel lessico italiano in epoche remote ed hanno una forma fonetica che non identifica più la loro origine straniera; sono parole italiane a tutti gli effetti / ex: spagnolo: alfiere , complimento / arabo: carffa / tedesco: ghibellino , guelfo ) e i prestiti non adattati (sono quelli che conservano una forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano / ex: leader , film , sport ). un dizionario riflette stratificazioni di uso e di registro stilistico. Il DISC identifica i livelli d’uso: antico, antiquato, dialettale, letterario, non comune, regionale e toscano; ed i seguenti registri stilistici: familiare, gergale, ironico, popolare, scherzoso, spregiativo e volgare.  Dizionari specialistici - vi sono dizionari monolingui, bilingui, plurilingui, etimologici, di contrari e sinonimi, di neologismi, elettroni, inversi, di frequenza e concordanze.