Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Letteratura italiana di Andrea Battistini, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Il riassunto contiene sia il primo volume di Battistini, "dalle origini al seicento", sia il secondo volume, "dal settecento ai giorni nostri"

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 06/02/2022

thomas-granata
thomas-granata 🇮🇹

4.4

(247)

44 documenti

1 / 159

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Riassunto Battistini: dalle origini al 1600
1. LE ORIGINI DELLA NUOVA LINGUA E DELLA NUOVA LLETTERATURA
1.1 Il ritardo e l’affermazione della letteratura italiana
-X-XII secolo in Italia nascono confraternite religiose con lo scopo di ringraziare Dio con
preghiera, penitenza, flagellazioni, canti collettivi, lodi:
oLaudes la “lauda” ha una struttura elementare, canzone spirituale di carattere
popolare, prima orali pora raccolte in “Laudari”
-XII secolo → nascono diverse eresie cche si oppongono alla corruzione ed eccessiva ricchezza
della chiesa, chiedendo quindi un ritorno ad un cristianesimo evangelico delle origini:
oValdesi → Pietro Valdo a capo, cercano dall’inizio l’approvazione ecclesiastica del Papa
ma sono scomunciati e ritenuti eretici
oCatari → vedono il mondo diviso tra male e bene
-Nel XIII secolo c’è la repressione delle eresie:
o1233 si istituisce il “Tribunale dell’Inquisizione per la repessione delle eresie
oOffensiva ideologica contro le eresie con i “frati minori”:
Frati Predicatori Domenicani nati da Domenico di Guzman e approvati nel
1217 dal Papa Onorio III per combattere l’eresia catara attraverso uno scontro
ideologico e religioso (dimostrare la falsità dell’eresia)
Movimenti pauperistici → Francescani nati nel 1209 dalla Regola (del 1223) di
San Francesco d’Assisi: si ispira alla vita di Gesù (povertà, umiltà, carità)
seguendo una vita povera dedicandosi alla preghiera e al lavoro (orat et
laborat). Alla sua morte l’ordine si divide in:
Frati minori
Frati minori conventuali
Frati cappuccini
Letteratura in Italia:
-È in ritardo, prende forza solo con i tre grande esponenti del 1300 (Dante, Petrarca, Boccacio),
e il ritardo è dato da:
oLa vicinanza a Roma e il continuo uso del latino
oDalla frammentazione in comuni della penisola che non permette una lingua unitaria
-1200 nasce la letteratura italiana:
oTesti predominati in latino, quelli in volgare sono ancora subordinati
oI testi sono la maggiori parte di caarattere religioso (laude, libri religiosi, …)
1.2 Primi documenti in volgare:
- L’indovinello veroneseparte di codice spagnolo conservato nella Biblioteca Capitolare di
Verona del VIII-IX secolo che contiene un impasto fra latino e volgare
- I Placiti campani o “Placito Capuano” usato per risolvere una controversia fra tre parlanti
volgare, ed è il primo documento trovato in volgare italiano; redatti tra 960 e 963 nel principato
longobardo di Capua e Benevento
- Nel XII compaiono le testimonianze letterarie: Ritmo Lurenziano, Ritmo cassinese, Ritmo su
Sant’Alessio
1.3 Premesse francesi per la letteratura italiana – 1-4 I provenzali e l’amore cortese:
La Francia sotto influenza dei valori cavallereschi in chiave laica, si divide in:
La lingua d’Oil:
-Francese antico usato al Nord (Loira)
-Prevale il genere della “Chanson de geste”, poema che narra le avventure di eroi e cavalieri:
questa viene strumentalizzata per parlare anche di politica manipolando l’opinione dei lettori,
l’esempio più celebre è la “Chanson de Roland” nella quella quale di narrano le avventure di
Rolando, nipote di Carlo Magno, al tempo delle crociate quando si sta combattendo contro i
mussulmani in Spagna. Questo genere della “Chanson de geste” si divide in 2 cicli:
1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Letteratura italiana di Andrea Battistini e più Sintesi del corso in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

Riassunto Battistini: dalle origini al 1600

1. LE ORIGINI DELLA NUOVA LINGUA E DELLA NUOVA LLETTERATURA 1.1 Il ritardo e l’affermazione della letteratura italiana - X-XII secolo → in Italia nascono confraternite religiose con lo scopo di ringraziare Dio con preghiera, penitenza, flagellazioni, canti collettivi, lodi: o Laudes → la “lauda” ha una struttura elementare, canzone spirituale di carattere popolare, prima orali pora raccolte in “Laudari” - XII secolo → nascono diverse eresie cche si oppongono alla corruzione ed eccessiva ricchezza della chiesa, chiedendo quindi un ritorno ad un cristianesimo evangelico delle origini: o Valdesi → Pietro Valdo a capo, cercano dall’inizio l’approvazione ecclesiastica del Papa ma sono scomunciati e ritenuti eretici o Catari → vedono il mondo diviso tra male e bene - Nel XIII secolo c’è la repressione delle eresie: o 1233 si istituisce il “Tribunale dell’Inquisizione per la repessione delle eresie o Offensiva ideologica contro le eresie con i “frati minori”:  Frati Predicatori → Domenicani nati da Domenico di Guzman e approvati nel 1217 dal Papa Onorio III per combattere l’eresia catara attraverso uno scontro ideologico e religioso (dimostrare la falsità dell’eresia)  Movimenti pauperistici → Francescani nati nel 1209 dalla Regola (del 1223) di San Francesco d’Assisi: si ispira alla vita di Gesù (povertà, umiltà, carità) seguendo una vita povera dedicandosi alla preghiera e al lavoro (orat et laborat). Alla sua morte l’ordine si divide in:  Frati minori  Frati minori conventuali  Frati cappuccini Letteratura in Italia: - È in ritardo, prende forza solo con i tre grande esponenti del 1300 (Dante, Petrarca, Boccacio), e il ritardo è dato da: o La vicinanza a Roma e il continuo uso del latino o Dalla frammentazione in comuni della penisola che non permette una lingua unitaria - 1200 nasce la letteratura italiana: o Testi predominati in latino, quelli in volgare sono ancora subordinati o I testi sono la maggiori parte di caarattere religioso (laude, libri religiosi, …) 1.2 Primi documenti in volgare: - L’indovinello veronese → parte di codice spagnolo conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona del VIII-IX secolo che contiene un impasto fra latino e volgare - I Placiti campani o “Placito Capuano” → usato per risolvere una controversia fra tre parlanti volgare, ed è il primo documento trovato in volgare italiano; redatti tra 960 e 963 nel principato longobardo di Capua e Benevento - Nel XII compaiono le testimonianze letterarie: Ritmo Lurenziano, Ritmo cassinese, Ritmo su Sant’Alessio 1.3 Premesse francesi per la letteratura italiana – 1-4 I provenzali e l’amore cortese: La Francia sotto influenza dei valori cavallereschi in chiave laica, si divide in: La lingua d’Oil: - Francese antico usato al Nord (Loira) - Prevale il genere della “Chanson de geste”, poema che narra le avventure di eroi e cavalieri: questa viene strumentalizzata per parlare anche di politica manipolando l’opinione dei lettori, l’esempio più celebre è la “Chanson de Roland” nella quella quale di narrano le avventure di Rolando, nipote di Carlo Magno, al tempo delle crociate quando si sta combattendo contro i mussulmani in Spagna. Questo genere della “Chanson de geste” si divide in 2 cicli:

o Ciclo Carolingio → prende avvio dalla chanson de geste (lingua d’oil), come la Chanson de Roland (la più antica), che racconta della resistenza di Carlo Magno ai Saraceni o Ciclo bretone o arturiano → prende avvio da Re Artù e i Cavalieri della tavola Rotonda della Bretagna, con Chretièn de Troyes che da vita al cavaliere perfetto, ovvero dove la vita guerriera convive con quella amorosa La letteratura francese e inglese esercitano grande influenza con questo genere in Italia Lingua d’Oc:

  • Non tanto la narrativa ma la Poesia si diffonde in Francia Meridionale, soprattutto in Provenza, da cui nasce la Poesia Provenzale , detta anche Occitanica o Trobatonica in Lingua d’Oc
  • È la poesia dell’amor cortese → trova origine nelle corti
  • Tratta della “dama” → dal latino domina o padrona
  • Il vero amore possibile solamente in situazione di extraconiugalità
  • Il rapporto uomo-donna riprende i livelli gerarchici della società feudale medievale, dove l’amore si dimostra attraverso il servizio, il vassallaggio, con l’omaggio dell’amante
  • L’amore cortese nobilita l’uomo che acquisisce delle virtù, qualità del cavalliere: lealtà, fedeltà, dedizione, discrezione, liberalità → Norme del De Amore (Andrea Cappellano, 1189)
  • Il perfezionamento del poeta porta anche al perfezionamento della sua poesia
  • La tensione erotica viene neutralizzata dall’idealizzazione della figura della donna
  • I poeti che narrano e cantano l’amor cortese sono detti Trovatori , ovvero “inventori di tropi o figure metaforiche”, e possono essere di ogni estrazione sociale (nobili, giullari, poveri,…): personaggi conosciuto sono Guglielmo IX duca d’Aquitania, Raudel, Bertran de Born
  • Le poesie dei trovatori sono destinate spesso ad essere cantate nelle corti provenzali
  • Due modi di interpretare dei trobar nella riceraca della tecnica espressiva: o Il trobar clus (chiuso) → con stile più oscuro o Il t robar leu (lieve) → poetare chiaro 2. LE GRANDI AREE DELLA PRIMA LETTERATURA ITALIANA 2.1 L’Italia settentrionale 2.1.1 I provenzali nell’Italia del Nord Corti dell’Italia Settentrionale:
  • Diffusi molti provenzali che scrivono in lingua d’Oc: o Vidas (biografie) o Razos delle poesie → racconti che li hanno portati a stenderle
  • Poeti italiani che scrivono in lingua d’Oc → come Sordello da Goito a Mantova, a Genova c’è Doria, Cigala e Calvo 2.1.2 La letteratura didascalica Nell’Italia del XII secolo nasce una produzione letteraria didascalica e moraleggiante, la Poesia Didattica , che tratta alcuni temi della misogenia o dell’aldilà:
  • Giacomino da Verona → in due poemetti descrive il destino ultimo dell’uomo: o Nel primo descrive il Paradiso, la Gerusalemme celeste, con strade fatte da pietre preziose e alte mura, il sole perenne, angeli e canti o Nel secondo l’Inferno, una immensa prigione dalla quale non è possibile uscire dove vivono mostri terrificanti
  • Bolvesin del la Riva → il più autorevole tra gli scrittori didattici dell’Italia settentrionale, scrivendo il Libro delle 3 Scritture (Inferno, Paradiso e Passione di Cristo), dove descrive come Giacomino i regni dell’aldilà. Scrive anche ill “De magnalibus urbis Mediolani” dove descrive gli aspetti urbanistici, architettonici, politici, sociali ed economici della sua città Milano
  • L’Anonimo Genovese → simile a Bonvesin narra e descrive la sua città, Genova 2.2 L’Area Umbra 2.2.1 San Francesco d’Assisi e le Laudes Creaturarum
  • San Francesco nasce ad Assisi nel 1181 in una famiglia mercantile ricca
  • Omaggio all’amata signora
  • Segretezza dell’amore extraconiugale
  • Le figure ostili dei malparlanti
  • L’esplorazione del desiderio
  • Sostituzione della donna con “Amore” → oggettivato e personificato
  • Poesia non accompagnata da musica, unica destinazione è la lettura
  • 2 strutture metriche fondamentali: o Canzone o Sonetto → suo inventore Giacomo da Lentini
  • Linguaggio → usato il siciliano illustre, il dialetto è presente ma corretto, con provenzialismi e latinismi, c’è la toscanizzazione del linguaggio
  • Autori onorevoli della Scuola Siciliana: o Giacomo da Lentini → considerato il più grande poeta della Scuola Siciliana, detto il “Notaro” il cui canzoniere ha una quarantina di componimenti  Tratta dell’amore passionale e della sua origine, il vagheggiamento, la bellezza della donna  De Amore → dove elenca le virtù dell’amore cortese o Pier delle Vigne o Federico II o Cielo d’Alcamo 3. LA POESIA IN TOSCANA 3.1 Letteratura didattica, enciclopedica, allegorica in versi 3.1.1 Il Tesoretto di Brunetti Latini Brunetto Latini, nato a Firenze alla fine del Duecento, esercita attività notarile. Scrive diverse opere:
  • Il Favolello → poemetto in settenari sull tema dell’amicizia dedicato a Rustico di Filippo
  • Il Tesoretto → scritto in settenari che rimano a coppie in Francia durante l’esilio prima di tornare a Firenze, che sembra autobiografico ma di carattere allegorico: dopo la sconfitta a Montaperti si trova in una selva dove si imbatte nella Natura che lo guida facendogli conoscere la fisiologia dell’uomo e il cosmo; poi incontra Vertude, che fa conoscere al poeta le virtù appartenenti all’etica cavalleresca (Cortesia, Larghezza, Leanza e Prodezza); arriva poi nel Regno di Dio Amore, poi a Montpellier, infine sull’Olimpo dove Tolomeo lo istruisce sull’essenza dei quattro elementi. Due momenti legano Brunetto a Dante: o L’immagine dello smarrimento nella selva e del soccorso di una guida o Brunetto si confessa, condanna la sodomia, peccato per il quale Dante lo condannerà all’Inferno 3.1.2 Tre poemetti anonimi Allegoria, enciclopedismo e destinazione didattica accumunano 3 poemetti della seconda metà del Duecento di 3 anonimi:
  • Del Gatto Lupesco → in novenari e ottonari a rima baciata brreve, che racconta le avventure del gatto lupesco, che vuole passare dall’amore prrofano alla conquista della fede
  • Mare Amoroso → 330 versi liberi, considerato un piccolo manuale enciclopedico dei luogi comuni della tradizione letteraria; il titolo o da immensità all’amore, o la perfezione della donna amata nella sua vastità
  • L’Intelligenza → 309 strofe di novenari che spiegano in chiave allegorica l’avventura del poeta che segue in Oriente una donna: si paragona la donna all’infinita volontà dell’uomo di conoscenza e intelligenza 3.1.3 Agli inizi del Trecento: Francesco da Barberino e la procettistica mondana Già agli inizi del Trecento si incontra l’estremo epigono della tradizione ducentesca di letteratura divulgativa a fini pedagogici, con le opere di Francesco da Barberino:
  • “Documenti d’Amore” → insegnamenti
  • “Reggimento e costumi di Donna” → prosimetro che delinea una specie di galateo per la donna

3.2 La Lirica: dalla Sicilia alla Toscana 3.2.1 Rimatori delle città toscane Nel 1250 muore Federico II e la crisi della casa di Svevia giunge al suo culmine con la sconfitta di Manfredi a Benevento (1266), portando alla fine della monarchia e l’avvio delle esperienze comunali, dove si passa da suddito a cittadino e dove i poeti, usciti dalle corti, prendono parte alle decisioni politiche diffondendo l’attività della poesia (non più elitaria delle corti). Si esaurisce in questo arco di tempo anche la funzione culturale della Magna Curia e giunge rapidamente al tramonto la poesia in siciliano illustre: ma l’eredità della Sicilia non si perde, diffondendosi:

  • In Umbria con Iacopone da Todi
  • In Emilia con Ghislieri, Fabbruzzo, Onesto da Bologna
  • Soprattutto in Toscana → regione che diventa il centro egemone dell’attività poetica, dove si trovano trascrizioni in codici toscani delle poesie dei siciliani, dando origine ai ≪ Poeti siculo- toscani ≫ che trattano: o Amore o Temi di natura o Temi di etica e politica Personalità maggiori tra i Poeti “Siculo-Toscani”:
  • Guittone d’Arezzo (1235-1294) → personalità di maggior spicco di questa fase di rinnovamento della poesia: o Scrive poesie di carattere amoroso e autobiografico firmandosi Guittone d’Arezzo: non crede nel potere nobilitante dell’amore cortese, quindi non farebbe sorgere nell’uomo virtù e miglioramenti o 1265 travaglio spirituale lo induce a lasciare la famiglia e convertirsi ad una confraternita laica dei Cavalieri di Santa Maria, abbandonando la tematica amorosa e autobiografica, dedicandosi a componimenti di argomento morale e religioso firmandosi con Frate Guittone d’Arezzo: infatti scrive il cambio di rotta tematico affermando che l’amore è irrazionalità e follia, e che l’amore cortese, basato sull’extraconiugalità, va contro i precetti del cristianesimo. Attua quindi una poesia dottrinaria, morale, della rettitudine Traccia una cesura tra il passato “errore e peccatore” con il futuro “riscattato”
  • Guittoniani → sono coloro che prendono spunto da Guittone d’Arezzo e accettano il rinnovamento della pratica formale e nei temi (impegno etico, religioso e politico): Dante, Maiano, Monte Andrea 3.3 La realtà e lo stile comico 3.3.1 La poesia giocosa o comico-realista Si può parlare di filone di poesia realistica, che viene superata in realismo solo dalla poesia “giocosa” o “comico-realista” tipica della poesia del 1200:
  • Lo stile è comico
  • Il lessico → utilizza locuzioni gergali, di carattere popolare
  • I contenuti → sono realistici, attenzione su esigenze, desideri, obbiettibi concreti opposti ai vagheggiamenti spirituali
  • Gli argomenti principiali → misoginia, donna come corpo sessuale, lode del denaro e dei luoghi d’azzardo, derisione verso la religione
  • Alcuni esponenti della poesia “Comico-Realista”: o Rustico di Filippo → primo nel genere “comico-realista” con 58 sonetti dove tratta dell’amore cortese, del mondo comunale, deride anche la relisione, usa un linguaggio colorito, plebeo e soprattutto erotico (suo fondatore) o Cecco Angiolieri → contemporaneo di Dante e morto giovane con molti debiti: ossessioanto dai soldi narra delle disgrazie amorose imputabili alla mancanza di soldi, parodizza la donna del Dolce Stil Novo (volgare nei modi ma irranggiugibile per mancanza di soldi) o Folgore da San Gimignano → incline al realismo che tratta allegrezza, lealtà, amicizia, amore, cortesia; si fa interprete dell’ambizione del mondo borghese di elevarsi a decoro aristocratico rivitalizzando i costumi e le virtù del mondo cortese, quindi usa uno stile alto
  • Esaltazione di immagini naturali e della luminosità per definire lo splendore dell’amata
  • Tratta anche l’amore che non conferiscce salute e serenità ma angoscia
  • Al cor gentile rempaira sempre amore ” → considerata il manifesto del Dolce Stil Novo enunciando i capisaldi: o Corrispondenza tra amore e cuore gentile → contrapposizione sociologica della nobiltà del cuore contro la nobiltà di sangue o Donna appare come figura angelica o Se lui viene criticato da Dio per aver amato una creatura umana, lui risponde dicendo che ha amato una donna che “tenne d’angel sembianza”, ma solo da Dante la donna- angelo appare ed è un angelo, prima la donna ha solo dei tratti angelici 4.2.2 Guido Cavalcanti Cavalcanti nasce nel 1259 a Firenze dalla parte dei guelfi bianchi, per questo viene esiliato dal consiglio cui faceva parte anche Dante che lo descrive:
  • Sdegnoso, ateo, materialista, razionalista
  • Anche Boccaccio in una Novella lo descrive Nel 1295 c’è la fine della stagione stilnovistica di Dante componendo la Vita Nova, e inziando il periodo di “traviamento” e della crisi dell’amicizia tra Cavalcanti e Dante, che si dividono:
  • Dante → sperimenta la poesia della rettitudine
  • Cavalcanti → prosegue nel suo solipsismo, ovvero individualismo esasperato dove ciò che non rientra nei propri interessi viene evitato: cerca il razionale anche nell’evento amoroso, ma questo è irrazionale quindi non gli resta che soffrirlo angosciosamente. Ipotizza che la sede dell’amore sia l’anima sensitiva, al di fuori dal controllo della ragione: l’amore e la donna provocano nell’uomo una serie di effetti psicologici: tremore, paura, smarrimento, malinconia 4.2.3 Dante Stilnovista Il suo Stilnovismo si basa sulle premesse di Guido Guinizzelli. Al manifesto dello Stilnovismo di Guinizzelli, “Al cor gentil”, si accosta il manifesto contenuto nella Vita Nova di Dante, “Donne ch’avete intelletto d’amore”. Si può dedurre che il vero Stil Novo sia giunto solo con Dante, dopo la Vita Nova e “Donne ch’avete intelletto d’amore”:
  • Donna-angelo → se in Guinizzelli ha la parvenza angelica, in Dante la donna è una creatura davvero celestiale che opera provvisoriamente nel mondo umano
  • Inaugura la fase della “Lode” → Dante non si appaga nello sguardo o nel ricevere il saluto, è appagato anche solamente nel lodarla e celebrarla a sua insaputa 5 LA PROSA DAL DUECENTO AL TRECENTO 5.1 Leartes dictandi
  • Bologna → intensa l’attività notarile e giuridico-cancelleresca dove si origina la retorica volgare, con Guido Faba come maggior figura che mette a confronto latino e volgare, concludendo la loro parità nell’uso e nel prestigio
  • Brunetto Latini → saper parlare in modo appropriato è indispensabile per chi intende governare bene; scrive la retorica nel 1260, traduzione di De inventione di Cicerone
  • Guittone d’Arezzo → primo epistolario raccolto sono le Lettere di Guittone D’Arezzo , indirizzate ai confratelli parlando di problemi teologici e morali 5.2 I Volgarizzamenti
  • Praticamente tutta la produzione in prosa del 1200 è frutto di volgarizzamento di opere latine, come quelli delle scritture medievali di Bono Giamboni
  • Aumenta la produzione di volgarizzamenti dell’area francese, soprattutto nel genere del “romanzo” diffondendo il ciclo Bretone e Arturiano 5.3 L’enciclopedia e la prosa scientifica Autori dell’ecncicplopedia e della prosa scientifica:
  • Brunetto Latini → il maggiore esponente culturale dell’esperienza comunale scrivendo il suo capolavoro il Tresor :

o Prosa scritta in francese o Enciclopedia in tre parti:  Considera la nascita dell’universo e dà informazioni di materie scintifiche e non  Descritti e analizzati vizi e virtù  Affronta il problema del governo delle città e le istituzioni comunali

  • Restoro d’Arezzo → l’esigenza della diffusione del sapere porta alla diffusione del volgare o La composizione del Mondo → prosa aretina, attenzione sulla cosmologia e astronomia 5.4- 5.5 Le cronache Due cronisti importanti del 1200, tra i molti che nel secolo proliferano:
  • Salimbene da Parma → scrive una Cronica in cui racconta gli avvenimenti italiani del XII-XIII secolo con linguaggio dialettale per l’apprendimento culturale delle masse
  • Dino Compagni → ne Cronica racconta cose occorrenti ne tempi suoi, le lotte civili Firenze ma non è imparziale perché guelfo bianco  Caratteristiche della cronaca è il realismo descrittivo e la ricchezza narrativa 5.6 Prosa narrativa
  • Novella → nel 1200 manca il genere della narrazione lunga ma è diffusa la prosa corta sotto forma di “Novella”: queste narrazioni a carattere romanzesco hanno come base le storie del Ciclo Bretone e Arturiano (tavola rotonda). Il testo più significativo della novellistica del 1200 è il “ Novellino ” di Brunetto Latini: o Organizza un insieme di 100 novelle o Il titolo → titolo convenzionale ricavato dal modo con cui nel 1500 Giovanni della Casa lo indica come raccolta di novelle o Racchiude mentalità e aspirazioni della società di fine 1200, ma al contempo si vuole recuperare i valori del mondo cortese (onestà, lealtà, lliberalità) rilanciando i nobili costumi riprendendo figure come Salomone, Lancillotto, Carlo Magno e Saladino o Narrano dei “nobili e gentili” per istruire e nobilizzare nell’animo i molti della massa o La parola e il bel parlato sono segno di eleganza di costumi - Il racconto di viaggio → capolavoro della letteratura di viaggio è il Milione di Marco Polo (1254-1324), viaggio nel regno dell’imperatore mongolo Kublai Khan: o Parte per motivi economici-commerciali per l’Oriente dove narra quello che incontra dettantolo a Rustichello da Pisa: ottiene la stima del Gran Khan e incarichi diplomatici o Racconta ciò che ha visto direttamente o ha sentito da attendibili testimoni descrivendo con oggettività e realismo i luoghi geografici, dati e costumi CAPITOLO 6, DANTE ALIGHIERI 6.1 La giovinezza, Firenze, Beatrice Dante Alighieri:
  • Nasce a Firenze nel 1265 dal padre Alighiero, famiglia della piccola nobiltà urbana
  • 1274 conosce Beatrice e lla rivede nel 1283
  • Si fidanza con Gemma Donati all’età di 12 anni per convenienza
  • Riceve una buona istruzione letterale, teologica, filosofica e nello studio dei classici
  • Aaai avvicina al Dolce Stil Novo rinnovandone la figura della donna-angelo e diventando un importante espoonente e amico di Cavalcanti
  • 1289 partecipa con i guelfi alla battaglia di Arezzo contro i ghibellini
  • 1290 muore Beatrice precocemente
  • Sposa gemma Donati e fa ¾ figli 6.2 LaVita NovaLa Vita Nova :
  • Scritto tra il 1293-1295 dopo la morte di Beatrice nel 1290, è il riprensamento di quell’amore provato durante la giovinezza per Beatrice, colei che conduce il poeta al suo duplice rinnovamento, da qui “vita nuova”: o Di natura interiore, spirituale, psicologica che porta al raffinamento umano e morale o Quello che lo porta a una dolcezza di stile superando schemi antiquati

o Donati (guelfi neri) → vogliono diretto contatto col papato

  • Nel 1300 nominato priore → dopo una rissa esilia dei capi guelfi, tra cui Guido Cavalcanti
  • Nel 1301 viene inviato Roma presso Bonifacio VIII, per dissuaderlo dal far giungere a Firenze Carlo di Valois → Trattenuto dal papa, Carlo entra a Firenze e i guelfi neri prendono il potere. I Bianchi e Dante accusati di baratteria e opposizione al papato e condannato a morte in contumacia con confisca di tutti i suoi beni
  • Sceglie quindi la strada dell’esilio, verso Verona, da Bartolomeo della Scala nell 1302 6.5.2 IlConvivio ≫ Dopo aver fallito nel sistemare la situazione politica, tra 1302-1308 espone 2 trattati:
  • Il Convivio → ricostruisce la propria identità con al centro dell’interesse la maturazione avvenuta dopo la scomparsa dell’amata. All’autobiografia amorosa subentra quella culturale, la reinterpretazione dell’episodio della donna pietosa fa da ponte tra i due componimenti o Il Convivio (convivium) → sta per banchetto, allestire un banchetto di sapere a beneficio dei non letterati (beata mensa) o Il pubblico → principi, baroni e cavalieri, non solo maschi ma anche femmine, scrivendo in volgare (riconosce l’inferiorità rispetto al latino):  Più opportuno per contenuti filosofici scientifici  Arrivare a pubblico vasto  Il volgare è destinato a raggiungere la perfezione del latino o Progettazione → Convivio è un libro diviso in 15 trattati, ma ci sono solo 4 trattati:  Introduzione → l’ufficio di definizione dei destinatari del libro e giustifica l’uso del volgare  2° → riguarda i 4 sensi secondo cui vanno interpretate le scritture (letterale, allegorico, morale, anagogico.) e poi la descrizione dei cieli e dell’intelligenza angelica  3° → celebra la filosofia, in quanto intelligenza e sapere avvicinando gli uomini a Dio e agli angeli  4° → affronta nuove tematiche con stile diverso, dove pensa sia necessario, a causa dell’ascesa di nuove classi, ridefinire la società e la vera nobilità 6.5.3 Il De Volgari Eloquentia De Volgari Eloquentia → contemporaneo del Convivio , cerca di analizzare la lingua e giustificare la dignità del volgare:
  • Progettato in 4 libri ma interrotto al 14 paragrafo del 2°
  • Destinatari dell’opera sono i dotti → scrive in latino
  • Parla del frazionamento linguistico → dopo la costruzione della Torre di Babele, Dio punisce gli uomini suddividendo le lingue in:  Germanica  Greca  Neolatina → suddivisa a sua volta in:  Lingua d’oil  Lingua d’oc  Lingua del sì
  • Si vuole unificare la lingua, ma nessuna ha i prerequisiti in quanto questa lingua deve essere “illustre”, perfetta, “cardinale”, “curiale”
  • Classifica gli argomenti divisi in Salus (poesimi epici della Francia), Venus (lirica d’amore dei trovatori provenzali e stilnovistica), Virtus (poesia della rettitudine), dove a ciascun argomento corrisponde uno stile 6.6 Opere latine al tempo dell’esilio 6.6.1 La Monarchia Il trattato De Monarchia :
  • Unico concluso da Dante
  • Scritto in latino negli anni dell’esilio
  • Composto di 3 libri, che si articolano: o Impero è necessario per garantire il benessere la mondo

o Il popolo romano è deputato a scegliere l’imperatore o Autorità imperiale e pontificia discendono da Dio, dunque sono autonomi ma questo non esclude una mutua collaborazione per ottenere un duplice fine:  La felicità terrena  La felicità eterna 6.6.2 LeEpistolee leEgloghe ≫ Le Epistole di Dante:

  • Sono scritte in latino
  • Per Dante l’epistolografia è un genere letterario utile per la corrispondenza diplomatica, partecipazione politica o interventi letterari
  • Sono 13, importanti quelle: o 1310-1311 indirizzate alla signoria d’Italia, difende la discesa dell’imperatore Arrigo VII o Quella indirizzata a Cangrande della Scala, in cui invia il primo canto del Paradiso, dove motiva le motivazioni poetiche, morali e politiche del poema, e spiega la distinzione tra il senso letterale e il senso allegorico del viaggio e della punizione divina Le Egloghe di Dante:
  • Appartegono aglli ulltimi anni della sua vita
  • Scritte in esametri latini in risposta ad un grammatico bolognese 6.7 La Commedia Composizione della Commerdia:
  • Inizio → poco dopo i 40 anni, circa nel 1306-
  • Inizia la stesura dell’Inferno non oltre il 1309
  • Inizia la stedura del purgatorio nel 1315
  • Inizia la stesura del paradiso attorno al 1316-1321 (morte di Dante) Il titolo → all’epistola a Cangrande della Scala, Dante distingue lo svolgimento della:
  • Tragedia → la materia all’inizio è placida, alla fine è fetida e orribile
  • Commedia → introduce all’inizio acerbità, ma alla fine prospera, da un terribile inizio (inferno) passa ad una conclusione grandiosa (paradiso). Dante solo quando è all’Inferno definisce la sua opera “Commedia”, mentre quando è in Paradiso la definisce “poema sacro”. Aggettivo “Divina” inserito nel XVI secolo
  • NON in latino ma in volgare fiorentino Le fonti e l’ispirazione della Commedia li prende da viaggi ultraterreni compiuti da:
  • San Paolo
  • Enea
  • Ovidio nelle sue Metamorfosi
  • Lucano  Viaggi analoghi perché svolti nell’aldilà per disegno provvidenziale voluto da Dio; solo nel caso di Ulisse che compie il viaggio per allargare le sue conoscenze Edizioni: si è persoo l’originale, ci sono solo copie
  1. “Editio Princeps” → prima edizione a stampa del 1472 a Magonza
  2. “Cinquecentine” → edizioni veneziane di Pietro Bembo
  3. 1555 → edizione veneziana di Giolito dove si introduce “Divina” nel titolo in seguito ad un commentoo di Boccaccio che allude ad un’opera soprannaturale e divina (viaggio ultraterreno) per il suo carattere straordinario La struttura della Commedia:
  • La commedia ha 14.223 versi
  • 3 cantiche da 33 versi, l’inferno con 34 (il primo è introduttivo) → 100 canti totali (N. perfetto)
  • I Numeri 3 e 10, segno della trinità sono molto presenti nell’opera: o Terzina incatenata o Nove parti dei tre regni ultraterreni

o Contrasto →  Ignavi (mai schierati nella vita) inseguono per sempre un vessillo mentre vengono punti da vespe  Indovini hanno per semppre il volto girato e camminano all’indietro

  • Suddivisione dell’Inferno → suddiviso in cerchi e gironi, divisi da fiumi e mostri infernali, nei quali i dannati sono distribuiti in base alle colpe e i peccati commessi secondo l’Etica di Nicomachea e della Fisica di Aristotele: o 1° cerchio → entrati nell’Inferno, superato l’Antinferno, Dante e Virgilio con Caronte il Traghettatore superano l’Acheronte arrivando nel 1° cerchio, il Limbo , stanno le anime di coloro non battezzate (chi nato pima di Gesù) o 2°-5° cerchio → gli Incontinenti , coloro che hanno subordinato la ragione e il senso della misura all’istinto e alle passioni (Lussuriosi, Golosi, Avari, Iracondi) o 6° cerchio → gli Eretici , una pianura di sepolcri infuocati nei pressi della città di Dite o 7° cerchio → i Violenti , contro il prossimo e contro sé stessi (suicidi) o 8° cerchio → i Fraudolenti (ruffiani, seduttori, adulatori, indovini, ipocriti, ladri, fomentatori di discordie (Maometto), falsari) o 9” cerchio → Frode verso amici/famigliari o Fossa infernale → sta il traditore per eccellenza di Dio, Lucifero che ha 3 facce:  Bruto e Cassio → traditori dell’Impero  Giuda → traditore di Gesù
  • Dante e Virgilio dopo tutti i girono arrivano a Lucifero e al centro della Terra rovesciandosi: dopo una caverna arrivano nell’emisfero australe dove sorge il Purgatorio che si è creato con la caduta di Lucifero dalle viscere della Terra Purgatorio → Dante e Virgilio incontrano Catone Uticense, mostro infernale a guardia del Purgatorio che li intima di copprire il volto di Dante con un giunco per umiltà, poi entrano nell’Antipurgatorio:
  • Prime 3 cornici → arrivano i superbi, invidiosi, iracondi
  • 4° cornice → accidiosi
  • 5°-6° cornice → avari, prodighi (spendono con troppa facilità)
  • 7° cornice → golosi
  • 8° cornice più alta → i lussuriosi avvolti dalle fiamme; troviamo anche poeti d’amore (Guido Guinizzelli e Arnaldo Daniello) Alla fine del purgatorio vede una “donna soletta” che poi scopre essere Matelda, che rappressenta l’immagine della felicità terrena; dopo una processione che simboleggia la storia del mondo arriva un carro trionfale con Beatrice. Per continuare il viaggio Dante, smarrito perdendo la sua guida (Virgilio non battezzano non entra in Paradiso), ne necessita un’altra, Beatrice che rappresenta la fede; lei lo intinge nel fiume Lete facendogli dimenticare il male Paradiso → le anime del Paradiso sono classificate in base alla distanza da Dio secondo il grado della loro beatitudine di cui godono, ma non c’è una vera gerarchia tra loro godendo tutte della beatitudine (non c’è chi sta meglio o peggio):
  • Dante è accolto dalle anime dei beati
  • Salito in Paradiso Dante ci sono diversi “Cieli”: o La Luna (1° cielo) → spiriti mancanti coloro che mancarono ai voti perché vittime di violenza altrui, come Piccarda Donati e Costanza d’Altavilla o Cielo di Mercurio (2° cielo) → spiriti attivi assegnati coloro che dedicarono il loro impegno alla politica (imperatore Giustiniano) o Cielo di Venere (3° cielo) → spiriti amanti o Cielo del Sole (4° cielo) → spiriti sapienti sotto forma di corone luminos, dove il domenicano San Tommaso esalta San Francesco e il suo ordine e disprezzando il degrado di quello Domenicano o Cielo di Marte (5° cielo) → arriva il trisavolo di Dante, Cacciaguida, morto in crociata: rimpiange la Firenze dei suoi tempi (ricca e moralmente integra), descrive la decandenza delle antoche famiglie fiorentine e profetizza l’esilio di Dante o Cielo di Giove (6° cielo) → spiriti giusti che con le loro luci compongono le parole della sentenza biblica e poi formare l’immagine di un aquila (vede le luci di Traiano, Costantino e Guglielmo il Buono)

o Cielo di Saturno (7° cielo) → spiriti contemplativi appaiono come luci che si muovono veloci su una scala dorata (appare San Pietro Damiano e San Benedetto) o Cielo delle Stelle Fisse (8° cielo) → Dante assiste ill trionfo di Cristo e all’apoteosi della Vergine o Primo Mobile (9° cielo) → sede delle gerarchie angeliche dove Dante compie l’ascesa ultima all’Empireo: con l’intercessione di Beatrice Dante può accedere alla contemplazione di Dio, quindi ottiene un’ineffabile visione di Dio e dei misteri della trinità e dell’incarnazione Caratteristiche delle 3 cantiche:

  • Inferno → regno del male con un’atmosfera cupa, dominata da pianti e lamenti, un ambienti impervio e morto (fuoco, bufere, ghiaccio): questa ambientazione porta Dante aa provare solo paura e smarrimento, caratteristica principale dell’inizio del poema. Importante è che Dante è consapevole della seprazione tra il piano umano e quello divino (questo superiore al primo): si vede quando Ulisse nel XXVI canto vede l’impossibilità del suo viaggio, ma possibile solo graazie alla grazia divina che gli permette di superare i limiti umani
  • Purgatorio → diverso dall’Inferno e dal Paradiso per la sua dimensione di temporalità, estranea agli altri due regni: le anime si preoccupano di farsi ricordare, sono disponibili al colloquio intriso di pietà
  • Paradiso → la difficoltà di conferire figurazione all’universo paradisiaco viene risolto non rappresentando i beati nella loro staticità della loro rappresentazione ultima ma movimentandoli. La diversità del cielo dipende dagli impulsi celesti che hanno operato nella loro vita umana. Dante stabilisce cosi un rapporto di simmetria con le altre cantiche. La Commedia come “poema totale” → assume la configurazione di un poema totale, con esperienze cruciali di Dante e le sue idee fondamentali:
  • Ampio ventaglio dei registri → lirico, drammatico, epico, polemico, ironico, profetico
  • Dante è sia protagonista sia autore-registra del viaggio
  • Senza dubbio è il libro definitivo e assoluto del poeta → si vede un itinerario che conduce il poeta del libello della giovanile speranza amorosa (Vita Nova) fino alla sua opera più alta prendendo come argomento più importante la salvezza dell’anima, unico vero obbiettivo dell’esperienza umana Il Plurilinguismo, Pluristilismo, la metrica:
  • Dante merita di essere riconosciuto padre della lingua italiana
  • Linguia usata → la base è il fiorentino non municipale, entro il quale il poeta innesta un repertorio lessicale di differente provenienza; usa un un plurilinguismo: o In senso sincronico → usa dialetti italiani soprattutto fiorentino o In senso diacronico → arcaismi, latinismi, provenzalismi da autori classici e medievali
  • Schema metrico → ABA/BCB/CDC
  • Varietà di rime (sdrucciole, tronche, siciliane, composte, aspre, chiocce) 7 FRANCESCO PETRARCA 7.1 Dalla formazione culturale alla corona di poeta - Il padre viene esiliato nel 1302 da Firenze, Petrarca nato ad Arezzo (in esilio) il 20 luglio del 1304 (esiliato con il padre nello stesso processo di Dante) e cresce in Valdarno facendo studi giuridici con il fratello, e alla morte del padre e madre, vanno ad Avignone nella corte papale - 6 aprile 1327 (venerdì santo) Petrarca incontra Laura nella Chiesa di Santa Chiara - Petrarca prende i voti ed entra negli Ordini Minori al servizio del cardinale Giovanni Colonna come cappellano, per problemi economici, iniziando una serie di viaggi e l’interesse per il mondo classico approfondendo studi ummanistici dal 1330 - Nel 1337 nasce un figlio da una donna sconosciuta: si trasferisce a Valchiusa dove scrive: oDe Viris Illustribuso Alcune poesie in volgare o Poema latino “ Africa ” (il +importante) - 8 aprile del 1341 incoronato a Roma “ magnus poeta et historicus ”.

o Secretum → la più analitica indagine introspettiva che mettono a nudo i suoi contrasti interni all’anima: Sant’Agostino per 3 giorni mette alla prova Petrarca come penitente davanti ad una donna che personifica la Verità. Diviso in:  1° libro → Agostino sollecita l’appello alla misericordia divina e accusa Petrarca di essere un peccatore  2° libro → interrogazione di Agostino sui 7 peccati capitali; Petrarca nega il peccato di invidia e avarizia  3° libro → Agostino dice a Petrarca suoi peccati più rovinosi, amarer Laura e desiderare la gloria  Anche se petrarca riconosce i suoi peccati non sembra esserci speranza; anche se c’è attrazione per il cielo la debole volontà non lo sottrae dalla “mortalia negotia” Caratteristiche di Petrarca:

- Biblioteca → ha soprattutto opere di Virgilio, autori classici latini, padri della Chiesa (San Agostino), autori classici greci (Platone, Aristotele, …): evidente la sua passione per letteratura e filosofia classica (base dei suoi studi) - Lingua → usa volgare e latino, ma il latino è ritenuta la lingua vera degli intellettuali e dellle opere immortali, mentre il volgare è per uso privato e quotidianità - “Preumanista” →Petrarca è ill primo precursore dell’Umanesimo, riprendendo, riscoprendo, traducendo opere classiche e estirpando ogni traccia di volgare dall latino del 1300, per riportarlo alla sua forma classica più pura: pensa che i modelli antichi debbano essere ripresi dopo la caduta dell’impero e l’impoverimento culturale del Medioevo. Petrarca non si limita alla rilettura dei classici, ma anche alla loro reinterpretazione - Nuovo tipo di “Intellettuale-Artista” → lui dà avvio a questa nuova figura che, essendo nato e vissuto in esilio, è escluso e non partecipa alla vita politica: se Dante anche se esiliato partecipa alla vita politica e attua un plurilinguismo ed è propenso allo sperimentalismo, Petrarca che è nato in esilio è contro l’attivismo politico e anti-sperimentalista, ma propenso alla classicità e alla tradizione - Periodo storico → Petrarca vede grandi combiamenti della società: o I Comuni si trasformano in Signorie o L’Impero come istituzione universale crolla o Il Papato non riesce ad imporsi come autorità suprema con il “Scima d’Occidente”, con il trasferimento della Curia ad Avignone 7.6 Le opere in volgare: ilCanzoniere7.6.1 I Rerum volgarium fragmenta: la fondazione del libro in versi- 7.6.3 Lingua, stile, metrica I componimenti in volgare sono 2 da lui definiti “ nugae ”, cioè cose di poco conto e occasionali anche se gli daranno fama universale:

  • Rerum volgarium fragmenta → raccolta di rime, e la cosa innovativa è Petrarca che vuole creare un “Libro di versi”, una serie di “rime sparse” organizzate in libro senza spiegazioni o raccordi narrativi interni visto che si capisce tutto dal filo narrativo delle poesie che porta alla maturazione e la conversione del poeta. Il Canzoniere farà da modello nei secoli successivi: o Scrive 366 poesie di cui 317 sonetti (endecasillabi) → i giorni di 1 anno più l’inno alla Vergine detto “ voi ch’ascoltate ” (altre opere sono canzoni, ballate, madrigate) o La raccolta è suddivisa in due parti e per tematiche:  “Rime in vita di madonna Laura” (1-263) → le poesie che traggono ispirazione dagli amori colpevoli per Laura e per la gloria: amore per Laura, scisssione dell’io, amicizia, trascorrere inesorabile del tempo, memoria, politica (2° tema principale dopo l’amore) dove critica la corruzione della Chiesa e la decadenza dell’Italia (vuole estirpare la presenza straniera unendo i signori italiani)  “Rime in morte di madonna Laura” (264-366) → componimenti che manifestano il valore labile di questi amori, subentra il desiderio di riscatto interiore: morte e trasfigurazione di Laura, assenza e memoria, pentimento e conversione, autoanalisi  Lo spartiacque → canzone 264 dove si elencano le alternative del vivere: uccidersi, perseguire l’amore o la gloriarivolgersi a Dio (Petrarca fa questo)

o Sonetto proemiale → “ Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono ” postula le teorie del poeta dislocate sue due poli:  Le speranze e quanto piace al mondo, vane e breve sogno  I sospiri, il pianto e la vergogna o Dedicato → raccolta di poesie dedicate alla creatura dell’amore, cioè Laura, che non assume un corpo, è inattangibile ma è stilizzata (capei d’oro, dolce riso...): per Petrarca l’amore rivolto per una creatura disincarnata è un amore che non vive nella presenza ma che si nutre di memoria o di sogni. Laura agisce su diversi piani del poeta:  Piano sentimentale ed esistenziale → suscita i suoi affanni  Piano conoscitivo → provoca le sue investigazioni psicologiche e l’analisi interiore  Piano poetico → ispira i suoi versi o Lessico → a differenza di Dante (27 mila termini), che usa un plirilinguismo a causa della vasta opera, Petrarca (3 mila termini) opera uno smilzo vocabolario, un unilinguismo causato dal restringimento dell’attenzione sull’Io: usa comunque latinismo e abbondanza di “endecasillabi petrarcheschi”, molte dittologie sinonimiche

  • Triumphi → il Canzoniere è costituito di frammenti ma non è un’opera frammentaria, a differenza dei Trionfi, che sono la prova dell’inadeguatezza alla costruzione di un poema. La sequenza è di 6 quadri in senso ascensionale, il successivo dimostra il sorpasso di quello precedente: o Trionfo d’amore → tra le vittime d’amore c’è anche Petrarca o Trionfo della castità → i prigionieri sono liberati da Laura o Trionfo della morte → Laura sconfitta dalla morte o Trionfo della fama → avanza un’imponente regina, la Fama o Trionfo del tempo → la Fama è vinta dal tempo che copre di oblio gli eventi umani o Trionfo eternitatis → celebra Dio che sconfigge il Tempo 8 ESPERIENZE POETICHE DEL TRECENTO 8.1 Dopo Dante: 8.1.1 I commenti alla Commedia Dall’uscita della Commedia i commentatori si impegnano nell’approfondimento del patrimonio del poema dantesco:
  • Jacopo della Lana → figlio di Dante, fa il primo commento della Commedia integrale nel 1330
  • Guido da Pisa → frate carmelitano vede la fisionomia profetica del poema
  • Pietro Alighieri → tra 1341-1348 commento in latino di un altro figlio del poeta sottolineando le citazioni degli autori classici e testi della patristica per evidenziare la cultura del padre
  • Fazio degli Umberti → il Dittamondo fa un poema ambizioso allegorico lasciato incompiuto
  • Cecco d’Ascoli → uno dei più grandi oppositori danteschi che scrive il suo poema “ Acerba ” dichiarando la superiorità su Dante
  • Seconda metà del 1300 → ci si concentra sulle opere di Boccaccio 8.2 La tridizione lirica 8.2.1 La poesia in Toscana-8.2.2 L’area veneta e Niccolò de’ Rossi In Toscana, fra i poeti del secondo Trecento citiamo:
  • Giannozzo Sacchetti → nelle canzoni ritrae il disfacimento della donna amata, affronta il tema della Fortuna, temi dominanti nella poesia Trecentesca
  • Franco Sacchetti → autore de Il Libro delle Rime e il Trecentonovelle
  • Cino Rinuccini → tra fine 1300 e inizio 1400 suggella l’esperienza della lirica toscana del XIV secolo In area veneta, la presenza di Dante a Verona e Ravenna incide nelle scelte poetiche:
  • Niccolò de’ Rossi → personaggio di maggior spicco il cui manoscritto Barberiniano 3953 porta la letteratura toscana in Veneto, sotto influenza di Cavalcanti e Dante Stilnovista 8.3 Poesia narrativa e poesia popolare
  • Continua l’arricchimento culturale sia in latino che volgare, in prosa e versi 9.1.2 La vocazione narrativa: in prosa e in versi: La dimensione narrativa rappresenta la reale vocazione di Boccaccio, lo si vede da:
  • Filocolo → prima opera di Boccaccio, dal greco arroneamente “fatica d’amore”, è un lungo romanzo in cinque parti del 1337 che racconta delle peripezie amorose di Florio e Biancifiore, i cui genitori non d’accordo con la relazione con donne di stirpi inferiori: alla fine si sposano o È il primo romanzo in prosa o Scrive questa opera per congiungere le due anime della cultura della corte angioina; una cultura “alta” ed erudita, e una “bassa” e mondana, quindi Boccaccio ha come obbiettivo di conciliare due fasce di pubblico fino ad allora separate, i dotti e le donne
  • Fliostrato → del 1339 in greco “vinto d’amore” che narra del rapporto amoroso tra Troiolo e Criseida, culminato con la scoperta del tradimento di quest’ultima, il marito entra in per vendicarsi del rivale ma viene uccise da Achille o Per argomento riprende Omero, rimaneggia l’epica classica scritta nel 1200 e inizio 1300 o Tematica della separazione e della lontananza o Scritto in “Ottave”, Boccaccio è il primo ad usarla nella metrica (diffusa nella letteratura)
  • Teseida → poema epico in risposta al De Volgari Eloquentia di Dante, in cui diceva che nessuno aveva mai trattato di argomenti epici in volgare. Narra di due uomini che amano la stessa donna che vengono imprigionati da Teseo, ma vedendo la donna si rasserenano quindi Teseo il carceriere organizza un duello dove il vincitore sposerà Emilia. o C’è un rapporto tra armi e amore nettamente squilibrato in favore del secondo o C’è il trionfo dell’amicizia 9.2 Le opere del periodo fiorentino 9.2.1 L’allegoria: laCommedia delle ninfe fiorentineel’Amorosa Visione ≫ Boccaccio nel 1340 lascia Napolie torna a Firenze dove scrive:
  • Comedia delle ninfe fiorentine → caratterizzato da: o Prosimetro dove usa la terzina dantesca o Protagonista il pastore Ameto, che incontra 7 ninfe che raccontano la storia dei propri amori che purificano la sua brutalità animalesca assimilando la piena umanità o Boccaccio è impacciato nel definire i differenti generi: egloga pastorale, poemetto allegorico, novellistica
  • Amorosa Visione → caratterizzata da: o Opera allegorica o 50 canti in terzine o L’esordio è dantesco, in un lido incontra una donna gentile che lo conduce in un castello: prima ci sono desideri terreni (Fama, Ricchezza, Amore), poi Fortuna che rende imprevedibili gli eventi terreni
  • Elegia a Madonna Fiammetta → scritto nel 1343: o Narrazione in prosa di 9 capitoli o La protagonista si rivolge alle “innamorate donne” e racconta il suo amore extraconiugale per Panfilo. Si tratta si un discorso letterario sull’amore, mostrando come l’elegia sia adatto alle storie d’amore dolorose, respingendo la connotazione umile dei personaggi dello stile o Finale → essendo un’elegia , c’è un finale aperto
  • Ninfale Fiesolano → scrtitto nel 1334: o Poemetto sulle origini di Fiesole, dove il pastore e una ninfa hanno un bambino, Diana punisce la donna e il bambino fonderà Fiesole, città avversa ai costumi rozzi e alle leggi incivili imposte da Diana 9.3 Il Decameron 9.3.1 La struttura del libro di novelle- 9.3.6 Le scelte espressive Come è strutturato il Decameron :
  • Scritto o ordinato da Boccaccio tra 1349-
  • Titolo → richiama la lingua greca e si riallaccia all’Hexameron (sei giornate) di Sant’Ambrogio
  • Sono 100 novelle raccontate in 10 giorni da un gruppo di 7 ragazze e 3 ragazzi (brigata): a turno ognuno è nominato re o regina della giornata e deve decidere l’argomento
  • L’opera è preceduta da un “proemio”, che fa da destinatarie dell’opera le Donne , giustificando il sottotitolo del libro “ chiamato Decameron e cognominato principe Galeotto” ( cosi come Galeotto è a favore di Lancillotto. allora le donne...)
  • Oltre al proemio c’è un’introduzione →descrive l’occasione storica, la peste, che fornisce il pretesto per raccontare: l’insieme di questi luoghi di strutturrazione del materiale narrativo (introduzioni, conclusione delle giornate,…) formano la “ Cornice ” La peste e la fuga nel contado:
  • Nell’avviare il Decameron Boccaccio si dichiara quasi “costretto” a dare inizio alla narrazione descrivendo la terribile situazione di Firenze devastata dalla peste, e da quella devastazione si trova la giustificazione dell’entrata in scena della “brigata” di 10 giovani che fuggono in campagna, e per trascorrere il tempo narrano delle novelle
  • La brigata e la tenuta in campagna sono contrapposti alla situazione della città: povertà, morte, immoralità, mentre la brigata dei giovani si attiene alla ragione come metodo normativo di convivenza. La definizione delle norme Boccaccio non le espone teoricamente ma la narra nella prima novella della 6° giornata (punto centrale del Decameron) con Madonna Oretta, fissando le regole fondamentali della narratologia: o È una metà-novella perché è una riflessione su come si debba e su come non si debba narrare le novelle o Spiega come:  Il fine della novella non sia pedagogico ma ludico, deve suscitare piacere  Piacere raggiunto non con il contenuto ma attraverso la forma, meno importa quanto si racconta rispetto a come lo si racconta Le 10 giornate:
  • Giornate I-II-III (riprovazione del male, fortuna, ingegno): o I giornata → si ragiona di quello che più aggrada a ciascheduno, proponendo una riflessione sulla fede (figura di Ser Cepparello); si ragiona sui mali insiti della religione e i limiti etici presenti nel mondo laico o II giornata → emblematica Andreuccio da Perugia, e la fortuna come cardine o III giornata → si ragiona non sulla fortuna ma sulla capacità di iniziativa e dell’ingegno
  • Giornate IV-V (tragedia e lieto fine nell’amore): divisione molto più netta → o La giornata VI tratta dell’infelicità in amore, come Lisabetta da Messina o La giornata V tratta all’opposto di amori con finali lieti come Nastagio degli Onesti e Federico degli Alberighi (il falcone)
  • Giornate VI-VII-VIII (motti e beffe): o Giornata VI → parla di coloro che sanno sottrarsi da una situazione imbarazzante con una battuta, con l’industria o con fortuna (Chichibio e la gru) o Giornata VII → si ragione della beffa finalizzata a esiti pratici e vantaggiosi o Giornata VIII → si ragiona sulla beffa come esercizio di malizia
  • Giornate IX-X (libertà tematica e esaltazione della magnificenza): o Giornata IX → la beffa a predominante, poiché le precedenti non sono bastate per questo argomento o Giornata X → si tratta di chi liberalmente opera introno ai fatti d’amore o di altra cosa, dove i novellatori fanno una gara dove cercano di superare chi li ha preceduti: l’ultima novella è quella di Griselda I temi del Decameron:
  • Amore (eros) → nell’ampio ventaglio si vede l’amore come forza distruttiva
  • Denaro (economia) →
  • Donne → Boccaccio si dimostra aperto verso le figure femminili che si concedono spinte dai sensi all’amore, ma critica le donne che si concedono all’amore per denaro