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File completo con tutta la spiegazione dell'intero programma. Ben dettagliato, con tutto ciò che vuole sapere il professore in seduta di esame orale. Nel file è presente tutto il programma segnato nel syllabus (A.A. 2022/2023): da Luigi Pirandello a Carlo Emilio Gadda: analisi dell'autore e dei romanzi e/o poesie, spiegazione delle critiche, storia moderna e contemporanea, sbobinature con elementi ed appunti spiegati a lezione.
Tipologia: Appunti
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Luigi Pirandello
Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867 da una famiglia agiata. Nel 1886 si iscrive alla Facoltà di lettere di Palermo, nel 1891 si laurea a Bonn in Filologia e dopo un anno di trasferisce a Roma.
Dopo la laurea, si sposa con una giovane siciliana benestante, da cui avrà tre figli, e si stabilisce a Roma, dove iniziò a frequentare ambienti culturali dove entra in contatto con Luigi Capuana, grande teorico del Verismo, il quale incoraggiò Pirandello a tentare la via del Romanzo e Ugo Ojetti.
Pubblica “ Marta Ayala ” ( 1893 ) e “ Il turno ”, nei quali è ancora presente l’ influenza del Verismo , infatti questi romanzi hanno un’ambientazione meridionale e come tema principale, la famiglia.
Nel 1908 Pirandello il saggio “ L’umorismo ” e tra il 1901-1908 rielabora il romanzo “ Marta Ayala ”, cambiando il titolo in “ L’esclusa ”, ponendo elementi che fanno parte della poetica dell’Umorismo.
Nel 1903 l’allagamento di una miniera di zolfo in cui il padre aveva investito, riduce la famiglia sul lastrico. La notizia causa nella moglie di Pirandello una grave crisi che compromette il suo equilibrio psichico, quindi nel 1919 sarà costretto a farla internare in manicomio. La letteratura non è più un’occupazione disinteressata ma un mezzo per mantenere la famiglia.
Nel 1904 pubblica a puntate il “ Fu Mattia Pascal ”, nel 1908 “ L’Umorismo ”, grazie ai quali vince un posto di professore ordinario a Roma. Nel 1910 esordisce come autore teatrale, ma il suo interesse resta concentrato sulla narrativa: pubblica i Romanzi “ Suo marito ”, “ I vecchi e i giovani ” e “Si gira ” (poi ribattezzato con il nome “ Quaderni di Serafino Gubbio operatore ”).
Il successo internazionale cambia la vita di Pirandello, abbandona l’insegnamento, fonda una sua compagnia e inizia a girovagare per i palcoscenici di tutto il mondo. Continua a pubblicare novelle, come il romanzo “ Uno, nessuno e centomila ” e nuove commedie, come “ Enrico IV ”, “Ciascuno a suo modo” e “ Questa sera si recita a soggetto ”. Si dimostra superficiale nelle prese di posizioni politiche, perché convinto che i problemi dell’uomo siano connaturati alla sua esistenza e non possano essere risolti da cambiamenti sociali ed istituzionali.
Nel 1934 vinse il premio Nobel per la letteratura. Nell’ultimo periodo della sua vita il successo non cancella il senso d’isolamento e nel 1936, mentre segue le riprese di un fil tratto dal “ Fu Mattia Pascal ”, si ammala di polmonite e muore nella sua casa romana. Rivelano il successo internazionale di Pirandello la diffusione di aggettivi che derivano dal suo cognome. *Si utilizza l’aggettivo Pirandelliano per indicare una situazione o avvenimento paradossale, che determina sconcerto. Il sostantivo “Pirandellismo” che indica un atteggiamento incline al Relativismo filosofico o ispirato al Cerebralismo che qualifica i personaggi pirandelliani. Anche i titoli delle sue opere vengono usati come modi di dire consueti, come “Cosi è se vi pare” e “Uno, nessuno, Centomila ”.
Poetica
Nel 1908 Pirandello pubblica il saggio “ L’umorismo ”, che aveva una destinazione accademica e riguarda l’Umorismo nella letteratura antica; una parte riguarda la poetica di Pirandello.
Caratteristiche della poetica :
- La vita e la forma ; Pirandello concepisce la vita come un flusso inarrestabile e spontaneo, che le circostanze dell’esistenza e le convenzioni sociali ci obbligano a bloccare in “ forme ” superficiali.
Vengono mescolate novelle con tematiche e anni diversi nelle stesse raccolte, quindi non seguono un ordine cronologico né tematico.
*Pirandello e Verga
Verga ha un atteggiamento positivista, in cui l’ordine delle idee deve adeguarsi a quello delle cose, è convinto che le idee siano in grado di rispecchiare le cose.
Pirandello crede che non esista una verità nelle cose, per lui la verità è relativa e soggettiva e nasce dal conflitto delle interpretazioni.
La lingua dei romanzi; Pirandello si affida a una lingua rapida e nervosa, che riduce fortemente la distanza tra scritto e parlato: la sintassi è movimentata, ricca di esclamazioni e di interrogazioni; il lessico è medio, ma ravvivato da aggettivi che mirano a sottolineare le caratteristiche grottesche dei personaggi.
- Queste scelte linguistiche, unite alla grande frequenza dei dialoghi e dei monologhi, conferiscono alla narrativa di Pirandello un andamento che si potrebbe definire “Teatrale”.
Tre fasi dell’arte pirandelliana
Pascal ”, segnata dalla coscienza della crisi.
“Suo marito”, “Fu Mattia Pascal”; stagione teatrale, cioè l’umorismo applicato al teatro e si distingue “ Teatro del grottesco ”.
Questa fase subisce un’influenza surrealista con le 19 novelle (scritte prima di morire) e i Miti, tra cui “ I giganti della montagna ”.
Il teatro
Quasi tutte le sue commedie, raccolte sotto il significativo titolo di “Maschere nude”, sono rielaborazioni di motivi, situazioni, vicende, personaggi sperimentati nelle novelle in forma drammatizzata.
Pirandello conia la teoria del teatro :
Si possono individuare tre nuclei più importanti:
lavorazione, La donna e la tigre : secondo il copione dovrebbe sparare ad una tigre. Tuttavia, all’ultimo rifiuta la parte e la lascia ad Aldo Nuti.
Secondo quaderno Vediamo come Serafino Gubbio sia affascinato dall’attrice russa Nestoroff.
- È un romanzo-diario che non ha una trama Il significato di questo romanzo è il discorso che il narratore, Serafino Gubbio, intorno al cinema e al teatro.
*In realtà, il proposito di studiare la gente è proprio del romanzo naturalista. Il Romanzo naturalista ha una situazione iniziale da cui partono alcuni personaggi e una trama al termine della quale personaggio trova un posto nella società la verità su sé stesso che cerca dall’inizio; alla fine il personaggio cambia rispetto all’inizio. *Ad esempio, Verga afferma che il suo scopo è quello di studiare la gente, in particolare dedicala sua pentalogia ai vinti, a coloro i quali sono stati sommersi, sopraffatti dalla modernità. Attraverso la narrativa quindi, l’intenzione è quella di compiere uno studio sociologico.
Nel romanzo pirandelliano invece troviamo sorta di decostruzione del romanzo naturalistico. Anche Pirandello studia la gente nelle sue ordinarie occupazioni ma non per scoprire ciò che la gente è o ciò che la gente, ma studia ciò che la gente fa senza capire di fare.
L’intento del narratore, quindi, è quella di capire se gli altri capiscono, dando per scontato che gli altri non capiscono. Si tratta di un tentativo di esplorazione del caos e la forma da diario è la forma più adeguata a descrivere questa condizione.
Poetic a Il narratore si presenta come operatore, ma il termine è contraddittorio in quanto afferma che egli non fa altro che mettere in azione un dispositivo che trasforma la vita in qualcos’altro, la presa cinematografica. Quindi non è l’individuo che opera, in quanto quest’ultimo è soltanto una parte meccanica, perché in effetti l’operazione implica che ci sia un’intenzione, ma egli non ha l’intenzione di fare nulla.
C’è quindi una metanarrazione , cioè un discorso intorno alla narrazione. È un metaromanzo, cioè un romanzo che riflette su se stesso.
Nel romanzo pirandelliano vi è una decostruzione del romanzo naturalista, in quanto qui troviamo il narratore, Serafino Gubbio, che è un narratore caratterizzato dall’impassibilità (tipica del romanzo naturalista), ma a tal punto da perdere la parola a causa di essa. (*abbiamo qui una decostruzione del romanzo naturalista ).
Qui Pirandello parte da una riflessione; nel 1926, data di prima pubblicazione di questo romanzo, in Italia si sviluppa il movimento letterario del futurismo che aveva fatto delle macchine e della velocità uno dei fondamenti tematici della sua poetica. La macchina è il modo che ha l’uomo di distorcere la sua conoscenza della realtà e di cambiarla in modo positivo, con l’intenzione di distruggere il passato (secondo una visione futurista). La macchina serve ad accelerare la percezione dell’uomo. Pirandello ha un pensiero anti-futurista , cioè non pensa che la macchina sia una percezione positiva del reale ma, al contrario, pensa che la macchina sia una distruzione del carattere rassicurante che è il reale.
La percezione prodotta dalla velocità è quindi uno dei temi di questo brano.
*la percezione della velocità nasce con l’invenzione del treno. I primi che viaggiarono in treno furono sconvolti dal fatto che il paesaggio non è più statico.
Serafino esce dal reparto del negativo sconvolto e questo spiega perché gli attori non sopportano Serafino e, in particolare non sopportano la macchina da presa perché a loro sembra che la loro vita venga sottratta da questa macchina; sembra agli attori di essere divorati. Walter Benjamin, in un capitolo dedicato a Pirandello parla di questo tema comparando la prestazione degli attori di teatro e quella degli attori del cinema. Egli dice che gli attori del teatro recitano davanti un pubblico, sempre influenzata da diversi fattori, definendo un’opera teatrale come unica, in cui l’attore si presenta come soddisfatto della singolarità del suo prodotto. Invece un’opera cinematografica rimarrà sempre uguale, infinitamente riproducibile. L’attore del cinema invece si sente in qualche modo spossessato della sua opera, non è più singolare ma il suo lavoro appartiene alla macchina, che lo renderà infinitamente riproducibile. *Quello che avviene all’attore del cinema è ciò che Marx definisce quando l’operatore lavora alla catena di montaggio. Pirandello non ha conosciuto il cinema come arte ma come industria.
Walter Benjamin nota che quello che è accaduto nel passaggio tra l’ arte tradizionale ( auradica ) all’ arte riproducibile è la perdita dell’aura , manifestazione di qualcosa di divino che appartiene all’uomo. Mentre manifestazione dell’arte tradizionale è simile alla teofania , cioè alla manifestazione di un dio, nell’arte riproducibile l’opera non sembra più sacra. Gli attori, quindi, sentono che la loro recitazione è stata alienata, non è più loro. *inoltre, la cinepresa del tempo non aveva mirino; quindi, l’operatore doveva indovinare cosa la macchina stava proiettando; la fusione tra la macchina e Serafino diventa così stretta che ad un certo punto quest’ultimo perde la parola.
Quaderno sesto Ad un certo punto, Serafino si reca alla casa dei nonni, in cui Giorgio Mirelli non c’è più, dal momento che si è suicidato, però ha lasciato sei ritratti della Nestoroff , alla quale Mirelli aveva dato una natura divina (p.198); non è più una donna umana ma artificiale.
Attraverso un linguaggio lirico, vi è la rappresentazione di un conflitto :
1. Da una parte, ci sono le tele di Giorgio Mirelli, in cui è presente la Nestoroff vera perché l’arte ci rappresenta la realtà trascesa, la verità che dobbiamo cercare nella vita. L’arte rappresenta il reale in una maniera purificata, divina. 2. Dall’altra parte è presenta la Nestoroff reale, quella che sta davanti agli occhi di Serafino, il quale la va a trovare a casa sua, in cui si trovano anche lei sei tele nel suo salotto. Serafino
Testi critici dei “Quaderni di Serafino Gubbio Operatore”
Pirandello o la coscienza del realismo, Riccardo Castellana Pirandello cominciò a pensare al suo “ Romanzo sul cinema ” e la sua prima proposta è del 1913 , che lui sottopone al direttore della lettura del corriere della sera. La prima edizione del ro manzo viene pubblicata a puntate nel 1913 sulla rivista letteraria denominata “ Nova Antologia ”; poi viene pubblicato nel 1916 in volumi, col titolo “ Si gira ”. La seconda edizione si ha nel 1925 col titolo “ I quaderni di Serafino Gubbio Operatore ”, come romanzo-diario. Il romanzo assume la trama che è quella del “ feuilleton ”, cioè del romanzo d’appendice. In genere, la critica marca sul fatto che questo non sia un romanzo melodrammatico ma un romanzo-saggio.
La struttura del romanzo si articola in sette quaderni , ciascuno dei quali è formato da un numero variabile di capitoli, che si fingono scritti dal protagonista-narratore Serafino in tempi successivi e non troppo distanti tra loro; la forma narrativa è quindi quella del diario.
In questo romanzo, come dice Riccardo Castellana ( ricercatore di letteratura italiana all’università di Siena ), sono presenti soltanto tre parti saggistiche , cioè discorsive :
*Pirandello conosce il linguaggio del cinema. Soggetto, trama, macchina da presa, campo (porzione del reale che viene inquadrata), scenario (inteso come sceneggiatura, cioè un testo scritto che precede la lavorazione cinematografica) sono termini propri del linguaggio cinematografico.
Serafino Gubbio dice al suo lettore che non soltanto non è il caso che si interessi della trama del film ma che non è neppure il caso che si interessi della trama del romanzo
raccomandato nel romanzo naturalista. Qui Serafino fa fatica a rimanere impassibile, cioè risulta difficile impedire una partecipazione del narratore di fronte a quello che accade.
Il suicidio inscenato dalla Nestoroff esprimerebbe realmente la sua intenzione autodistruttiva; l’intera scena racchiuderebbe, en abyme, il destino del personaggio. Da tutti considerata una pessima attrice, Vania in questa scena è considerata credibile, tanto che Serafino, ingannato dal “realismo” di quel finto suicidio, sta per venire in suo soccorso, se non fosse stato per le comparse che gli avrebbero ricordato che si trattasse di una finzione. La credibilità della Nestoroff è data dal fatto che lei stessa dichiara la sua ansia di autodistruzione; quindi, la prova dell’attrice non risulta falsa in quanto sta interpretando se stessa, perché la maschera è il volto.
Nel frattempo, si è cominciato ad inscenare il film della tigre , a cui prenderanno parte tutte e quattro le compagnie che lavorano alla Kosmograph. *Pirandello definisce qui il cinema del suo tempo come stupido e volgare.
*si descrive la scena della danza dei pugnali, in cui Vania Nestoroff fa una parte minore e si uccide danzando davanti alla cinepresa di fronte ai selvaggi indiani, senza pudore; ha un carattere pornografico. *ragno nero = cinepresa (similitudine)
*parte= quella dell’attrice
Controparte = è quella di un altro attore che reagisce alla parte
Qui la forza emotiva è maggiore rispetto alla morte di Aldo Nuti perché in Serafino è maggiore l’attrazione sessuale nei confronti del corpo nudo della Nestoroff.
**_2. Tema della mano
*Nella produzione cinematografica quindi, quello che conta è quello che si deve e non quello che si sta narrando; in questo senso, le trame nel cinema non servono.
Castellana dice che il desiderio è una dimensione umana mentre la soddisfazione libidica (quella che traiamo dallo spettacolo pornografico) appartiene invece alla dimensione asociale dell’essere. *la soddisfazione erotica prevede la socialità dell’essere , cioè il piacere che il soggetto può dare ad un altro individuo. Invece, nel caso della soddisfazione libidica , l’individuo prova il piacere senza avere il contatto con l’altro, senza mettersi in relazione con qualcuno, quindi, è in una situazione asociale. In conclusione, quindi, Pirandello dice che il cinema è asociale.
- Vania Nestoroff è paragonata alla tigre , infatti tutte le mattine si reca presso la gabbia della tigre, Serafino la spia e si accorge che c’è quasi una affinità amorosa ; in realtà, Vania si identifica nella tigre, destando anche libidini animali. Ad un certo punto Serafino dice di amare la tigre, ma questo amore non implica il desiderio ma solo l’attrazione sessuale. Serafino è però innamorato di un’altra donna, Luisetta, ma non dice mai di esserne innamorato; è come se ci fosse una censura intorno alla propria sfera erotica e sessuale.
L’ ultimo paragrafo di questo saggio si intitola “ Il narratore debole ”, nel quale Pirandello intende individuare le tracce del Modernismo all’interno del romanzo. Un narratore debole vede sempre e solo una parte del reale; Serafino, proprio a causa della sua miopia è costretto a colmare continuamente gli spazi vuoti della storia con le proprie interpretazioni ed ipotesi per darle un senso.
4. Temi considerati come tabù , come ad esempio il sesso
L’intreccio è complesso , caratterizzato anche dalla presenza di molti flashback , con l’effetto di confondere il lettore che non sa più decidere quando un fatto è accaduto o quando non è accaduto (*non è però il caso di questo romanzo). Tempo della storia e tempo del racconto si congiungono nuovamente nel terzo capitolo, creando una narrazione simultanea; si commenta cioè il presente, nel momento esatto in cui lo si sta vivendo.
5. Il romanzo è costruito attorno ad un narratore debole , il quale continuamente riflette su ciò che succede e vuole coinvolgere il lettore nella sua ricerca cognitiva. 6. La trama non conta ed è quella del romanzo d’appendice. 7. L’ immaginazione melodrammatica tende ad enfatizzare e quindi a polarizzare i sentimenti dei personaggi. *I personaggi in questo romanzo sono tutti doppi, a partire dalla figura della donna; ad esempio, Vania Nestoroff ha un suo doppio, che all’interno della Kosmograph è Luisetta (diavolo e l’angelo). Un altro doppio è Duccella , la sorella di Giorgio Mirelli; Carlo Ferro (attore siciliano, volgare) e Giorgio Mirelli (grande artista). In conclusione, Pirandello non si riferisce soltanto al cinema ma all’arte in generale e lamenta il fatto che la vita viene sempre più artificializzata. Quindi quello che vige nell’arte è l’ artificio (nel cinema vige la macchina) che è il corrispettivo artistico della macchina nel mondo del lavoro. La realtà divorerà la finzione, ripristinando la corretta gerarchia tra esperienza e rappresentazione. Per Pirandello, il cinema rappresenta l’espressione più avanzata della crisi moderna, non solo perché il suo prodotto distrugge l’arte del racconto perché crea un nuovo tipo di pubblico, rinunciatario e passivo, ma anche perché il suo stesso modo di produzione contiene già in sé tutte le contraddizioni della modernità. Serafino detesta la modernità. La sua è un’avversione alle utopie , tipica dell’eroe scettico e disilluso che non intravede nulla di positivo all’orizzonte futuro e che pensa che il meccanismo della vita moderna abbia ridotto l’umanità in uno “ stato di follia ” che lo porterà a sconvolgere e distruggere tutto. * riferimento alla Coscienza di Zeno, scritto circa 10 anni dopo.