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QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE QUARTO QUADERNO, Sintesi del corso di Letteratura Contemporanea

RIASSUNTO NEL DETTAGLIO DEL QUARTO QUADERNO DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 22/01/2025

AleSapy
AleSapy 🇮🇹

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QUADERNO QUARTO:
NARRATORE: SERAFINO GUBBIO !
PERSONAGGI SECONDARI:v1. Fleccia, Nuti, Scena dei pugnali; 2. La signoria di buona famiglia
Luisetta Cavalena; 3. Brano Parentesi, Simone Pau, Violinista morto, !
PUNTI CHIAVE DEL RACCONTO:!
1. Il narratore è convinto che la Nestoro sappia della sua amicizia con Giorgio Mirelli e della
prossima visita di Aldo Nuti, notizie che certamente le sono giunte tramite Carlo Ferro. Si
chiede perché, nonostante i trascorsi tra Ferro e Nuti, nessuno alla Kosmograph abbia
interrotto i contatti con Nuti. Sembra che il Polacco, amico di Nuti, abbia facilitato le cose
vendendo a Fleccia i dieci carati che possedeva, probabilmente per permettere a Nuti di
entrare nella compagnia cinematografica. Alla Kosmograph, molti giovani uomini cercano di
fare amicizia con le attrici e abbandonano Roma se non riescono. Fleccia, ad esempio, ha
deciso di andare a Parigi dopo essersi allontanato dalla sua attrice preferita, la piccola Sgrelli.
Ora, Nuti, dilettante attore, potrebbe prendere il suo posto. Non è chiaro se tutti ricordino il
dramma tra Nuti e la Nestoro, ma a distanza di un anno, in una città in continuo movimento, i
ricordi svaniscono rapidamente. Il narratore riflette sul fatto che Nuti, sebbene sia venuto per
riavvicinarsi alla Nestoro, sarà sempre perseguitato dal "fantasma" di Giorgio Mirelli, che in
passato li ha separati. La Nestoro, dal canto suo, sembra mostrare una fredda avversione
verso il narratore da quando ha saputo della sua amicizia con Mirelli, e si attacca
ostentatamente a Ferro, nonostante la sua rozzezza. Il narratore immagina che la Nestoro
consideri Ferro come un rimedio amaro per curare il suo tormento interiore. L'arrivo di Nuti,
crede, mira a riportare alla luce il "fantasma" di Mirelli, contro cui Ferro potrebbe fungere da
scudo fisico. La Nestoro, però, sembra intenzionata a evitare di ricadere nel suo tormento
interiore, preferendo la protezione brutale di Ferro. Durante una scena cinematografica, il
narratore, girando la manovella della macchina da presa, è terrorizzato dall'idea che la
Nestoro, eseguendo una danza rituale con due pugnali, possa davvero uccidersi. La scena,
con la Nestoro quasi nuda e i pugnali scintillanti, culmina con il grido del regista Bertini, e la
Nestoro cade come se si fosse davvero trafitta. In preda allo shock, il narratore continua a
girare la manovella meccanicamente, mentre Ferro, colmo di collera e tenerezza, accorre a
coprire la Nestoro con un mantello e la porta via. Il narratore, sfinito, annuncia che la scena
ha richiesto ventidue metri di pellicola.!
2. In questo racconto, i personaggi stanno aspettando sotto il pergolato di un’osteria una
"signorina di buona famiglia", raccomandata dal Bertini, per terminare un film interrotto da
qualche mese. Da più di un’ora un ragazzo era stato mandato in bicicletta alla casa di questa
signorina, ma non era ancora tornato. Tra i presenti ci sono Polacco, Nestoro, Carlo Ferro e il
narratore. L’atmosfera è tesa e scomoda a causa dell’afa, delle mosche e della forzata
compagnia tra persone che non si sopportano. La Nestoro evita di guardare il narratore, ma
è infastidita dal suo sguardo. Ad un certo punto, la Nestoro nota una carrozza d'atto che
aspetta da un’ora davanti alla Kosmograph. In questa carrozza c'è una giovane donna vestita
di azzurro con una cagnetta in grembo. La Nestoro si avvicina con gentilezza per invitarla a
sedersi sotto il pergolato, dove almeno c'è ombra. La giovane donna, Luisetta, si imbarazza
quando il Polacco la riconosce e le chiede se il padre è lì. Si scopre che suo padre, Cavalena,
è un uomo oppresso dalla moglie gelosa e noto per i suoi tentativi di suicidio, tanto da
guadagnarsi il soprannome di "Suicida". Luisetta confessa che il padre è andato a parlare con
Bertini e che è accompagnato dalla madre. Polacco decide di coinvolgere Luisetta nella scena
del film, spiegandole che non deve fare nulla di complicato: semplicemente stare seduta
accanto a Carlo Ferro mentre questo le parla d’amore. La scena prevede che la Nestoro
arrivi in automobile, estragga una pistola e finga di sparare a Luisetta, che deve fingere di
cadere a terra ferita a morte. Luisetta, nonostante l’iniziale timore, accetta di partecipare. Il
narratore, sempre silenzioso e osservatore, nota come la sua presenza sembri misteriosa a
Luisetta, che non capisce il suo ruolo. Il narratore riflette su come il suo silenzio e la sua
osservazione attenta lo rendano una figura enigmatica, capace di percepire intensamente le
emozioni degli altri. Durante il viaggio in automobile, il narratore osserva come Luisetta, con la
sua innocenza e freschezza, porti un momento di sollievo alla Nestoro, che per un istante
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QUADERNO QUARTO:

NARRATORE : SERAFINO GUBBIO

PERSONAGGI SECONDARI :v1. Fleccia, Nuti, Scena dei pugnali; 2. La signoria di buona famiglia Luisetta Cavalena; 3. Brano Parentesi, Simone Pau, Violinista morto, PUNTI CHIAVE DEL RACCONTO :

  1. Il narratore è convinto che la Nestoroff sappia della sua amicizia con Giorgio Mirelli e della prossima visita di Aldo Nuti, notizie che certamente le sono giunte tramite Carlo Ferro. Si chiede perché, nonostante i trascorsi tra Ferro e Nuti, nessuno alla Kosmograph abbia interrotto i contatti con Nuti. Sembra che il Polacco, amico di Nuti, abbia facilitato le cose vendendo a Fleccia i dieci carati che possedeva, probabilmente per permettere a Nuti di entrare nella compagnia cinematografica. Alla Kosmograph, molti giovani uomini cercano di fare amicizia con le attrici e abbandonano Roma se non riescono. Fleccia, ad esempio, ha deciso di andare a Parigi dopo essersi allontanato dalla sua attrice preferita, la piccola Sgrelli. Ora, Nuti, dilettante attore, potrebbe prendere il suo posto. Non è chiaro se tutti ricordino il dramma tra Nuti e la Nestoroff, ma a distanza di un anno, in una città in continuo movimento, i ricordi svaniscono rapidamente. Il narratore riflette sul fatto che Nuti, sebbene sia venuto per riavvicinarsi alla Nestoroff, sarà sempre perseguitato dal "fantasma" di Giorgio Mirelli, che in passato li ha separati. La Nestoroff, dal canto suo, sembra mostrare una fredda avversione verso il narratore da quando ha saputo della sua amicizia con Mirelli, e si attacca ostentatamente a Ferro, nonostante la sua rozzezza. Il narratore immagina che la Nestoroff consideri Ferro come un rimedio amaro per curare il suo tormento interiore. L'arrivo di Nuti, crede, mira a riportare alla luce il "fantasma" di Mirelli, contro cui Ferro potrebbe fungere da scudo fisico. La Nestoroff, però, sembra intenzionata a evitare di ricadere nel suo tormento interiore, preferendo la protezione brutale di Ferro. Durante una scena cinematografica, il narratore, girando la manovella della macchina da presa, è terrorizzato dall'idea che la Nestoroff, eseguendo una danza rituale con due pugnali, possa davvero uccidersi. La scena, con la Nestoroff quasi nuda e i pugnali scintillanti, culmina con il grido del regista Bertini, e la Nestoroff cade come se si fosse davvero trafitta. In preda allo shock, il narratore continua a girare la manovella meccanicamente, mentre Ferro, colmo di collera e tenerezza, accorre a coprire la Nestoroff con un mantello e la porta via. Il narratore, sfinito, annuncia che la scena ha richiesto ventidue metri di pellicola.
  2. In questo racconto, i personaggi stanno aspettando sotto il pergolato di un’osteria una "signorina di buona famiglia", raccomandata dal Bertini, per terminare un film interrotto da qualche mese. Da più di un’ora un ragazzo era stato mandato in bicicletta alla casa di questa signorina, ma non era ancora tornato. Tra i presenti ci sono Polacco, Nestoroff, Carlo Ferro e il narratore. L’atmosfera è tesa e scomoda a causa dell’afa, delle mosche e della forzata compagnia tra persone che non si sopportano. La Nestoroff evita di guardare il narratore, ma è infastidita dal suo sguardo. Ad un certo punto, la Nestoroff nota una carrozza d'affitto che aspetta da un’ora davanti alla Kosmograph. In questa carrozza c'è una giovane donna vestita di azzurro con una cagnetta in grembo. La Nestoroff si avvicina con gentilezza per invitarla a sedersi sotto il pergolato, dove almeno c'è ombra. La giovane donna, Luisetta, si imbarazza quando il Polacco la riconosce e le chiede se il padre è lì. Si scopre che suo padre, Cavalena, è un uomo oppresso dalla moglie gelosa e noto per i suoi tentativi di suicidio, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Suicida". Luisetta confessa che il padre è andato a parlare con Bertini e che è accompagnato dalla madre. Polacco decide di coinvolgere Luisetta nella scena del film, spiegandole che non deve fare nulla di complicato: semplicemente stare seduta accanto a Carlo Ferro mentre questo le parla d’amore. La scena prevede che la Nestoroff arrivi in automobile, estragga una pistola e finga di sparare a Luisetta, che deve fingere di cadere a terra ferita a morte. Luisetta, nonostante l’iniziale timore, accetta di partecipare. Il narratore, sempre silenzioso e osservatore, nota come la sua presenza sembri misteriosa a Luisetta, che non capisce il suo ruolo. Il narratore riflette su come il suo silenzio e la sua osservazione attenta lo rendano una figura enigmatica, capace di percepire intensamente le emozioni degli altri. Durante il viaggio in automobile, il narratore osserva come Luisetta, con la sua innocenza e freschezza, porti un momento di sollievo alla Nestoroff, che per un istante

sembra invidiare l’ingenuità della giovane. Tuttavia, subito dopo, la Nestoroff appare turbata, segno di un turbamento interiore che il narratore intuisce ma non può del tutto comprendere. Questo brano, quindi, descrive non solo l’attesa di un evento e la preparazione di una scena cinematografica, ma anche le complesse dinamiche psicologiche tra i personaggi, la tensione delle loro relazioni e il contrasto tra l’innocenza di Luisetta e la sofferenza nascosta della Nestoroff.

  1. Il brano "Parentesi" riflette un momento di riflessione personale del protagonista, Serafino Gubbio, un operatore cinematografico, che descrive le sue difficoltà quotidiane e il disprezzo per il lavoro che svolge, in cui si sente costretto a nutrire una "macchinetta" insaziabile con le "bestialità" delle persone che filma. Gubbio è affascinato dalla storia della Nestoroff, ma cerca di mantenere un distacco professionale per non essere risucchiato emotivamente. In una visita a Simone Pau, che vive all'Albergo del Falco, Gubbio scopre che l'uomo del violino, un vecchio musicista, sta morendo di aneurisma. In un'atmosfera di veglia, Pau, il musicista morente e altre persone discutono di vari argomenti, tra cui la filosofia e i cambiamenti tecnologici, rappresentati dai lumi a olio di una volta e le lampadine elettriche moderne. Durante questi discorsi, Pau riflette sulla condizione umana e sulla prigionia delle professioni e delle azioni che definiscono l'esistenza delle persone. Si confronta con Gubbio, spiegando che non siamo liberi di fare ciò che vogliamo a causa di vari fattori come il tempo, la fortuna e le circostanze esterne. Secondo Pau, anche dopo la morte, rimaniamo legati alle conseguenze delle nostre azioni. Alla fine della veglia, con la morte del musicista, Pau e Gubbio escono a discutere della vita e della morte, con Pau che esorta Gubbio a continuare il suo lavoro di operatore cinematografico. Pau sostiene che tutte le azioni umane sono intrinsecamente stupide e insignificanti, e che la vita stessa è un atto continuo che non porta mai a una conclusione definitiva.Gubbio, sebbene tormentato dalla sua professione, trova un certo conforto nella filosofia di Pau. La riflessione finale del protagonista riguarda l'idea che la sua professione potrebbe essere davvero invidiabile se si limitasse a catturare la vita così com'è, senza costruzioni artificiali, mostrando alle persone il lato buffo e impensato delle loro azioni quotidiane. Questo pensiero solleva Gubbio, facendogli percepire un senso di sollievo nel riconoscere l'intrinseca assurdità della vita e delle azioni umane.
  2. Nel brano, il protagonista, il signor Gubbio, cammina di fretta sotto i platani del viale mentre viene inseguito da Carlo Ferro. Gubbio cerca di evitare il confronto, accelerando il passo, ma Ferro lo raggiunge comunque e lo affronta. Ferro, con tono provocatorio e ostile, afferma di poter abbandonare facilmente il contratto con la Kosmograph, ma decide di rimanere per dimostrare il suo coraggio. Gubbio, mantenendo la calma, accende una sigaretta e cerca di capire il motivo di questa aggressività. Ferro, visibilmente turbato, rivela che sospetta che qualcuno alla Kosmograph, probabilmente il Polacco, stia cercando di eliminarlo assegnandogli un compito pericoloso: uccidere una tigre. Inoltre, Ferro sospetta che il Polacco stia complottando con un certo Nuti per portargli via la donna amata, la signora Nestoroff. Ferro mostra un lato vulnerabile, confessando il suo desiderio di sincerità e la sua lotta contro le maschere sociali. Si lamenta della falsità del mondo e della propria incapacità di essere genuino con gli altri. Questo sfogo emotivo culmina con la sua richiesta a Gubbio di avvertire il Polacco di non sottovalutarlo. Ferro è convinto che sia stato scelto appositamente per il pericoloso compito di uccidere la tigre, non per il suo coraggio, ma per la sua impulsività che potrebbe metterlo in pericolo. La discussione termina con Ferro che, nonostante un breve momento di amicizia, ritorna al suo atteggiamento sprezzante, minacciando il Polacco e sottolineando la tensione e la rivalità all'interno della Kosmograph.
  3. Il protagonista si rende conto che per rimanere un osservatore distaccato della realtà, gli servirebbero un’altra mente e un altro cuore, dato che quelli attuali lo coinvolgono emotivamente. Nonostante cerchi di mantenere un approccio disinteressato, si ritrova spesso coinvolto nelle vicende altrui. Un esempio di questo coinvolgimento è il caso di Luisetta Cavalena. Cocò Polacco ha invitato Luisetta a partecipare a una scena al Bosco Sacro, e per convincerla ha inviato al padre un biglietto da cinquecento lire, oltre a regalare un ombrellino a lei e un collarino alla cagnetta Piccinì. Tuttavia, il padre aveva detto alla moglie che frequentava solo Cocò Polacco e nessun altro. Quando la moglie, sospettosa, decide di accompagnare il marito alla Kosmograph, si scatena un putiferio. Il narratore descrive l’arrivo dei Cavalena: il padre con un’espressione afflitta, la moglie con un’aria tempestosa e Luisetta visibilmente sconvolta. Cavalena viene per restituire i regali. La moglie di Cavalena, Nene, viene descritta come una donna dal volto scolorito e dal comportamento nervoso, che mostra segni di una gelosia patologica. Polacco aveva spiegato al narratore che Nene, assalita da gelosie infondate, perde ogni ritegno, svergognando pubblicamente il marito. Cavalena è