QUADERNO QUARTO:
NARRATORE: SERAFINO GUBBIO !
PERSONAGGI SECONDARI:v1. Fleccia, Nuti, Scena dei pugnali; 2. La signoria di buona famiglia
Luisetta Cavalena; 3. Brano Parentesi, Simone Pau, Violinista morto, !
PUNTI CHIAVE DEL RACCONTO:!
1. Il narratore è convinto che la Nestoroff sappia della sua amicizia con Giorgio Mirelli e della
prossima visita di Aldo Nuti, notizie che certamente le sono giunte tramite Carlo Ferro. Si
chiede perché, nonostante i trascorsi tra Ferro e Nuti, nessuno alla Kosmograph abbia
interrotto i contatti con Nuti. Sembra che il Polacco, amico di Nuti, abbia facilitato le cose
vendendo a Fleccia i dieci carati che possedeva, probabilmente per permettere a Nuti di
entrare nella compagnia cinematografica. Alla Kosmograph, molti giovani uomini cercano di
fare amicizia con le attrici e abbandonano Roma se non riescono. Fleccia, ad esempio, ha
deciso di andare a Parigi dopo essersi allontanato dalla sua attrice preferita, la piccola Sgrelli.
Ora, Nuti, dilettante attore, potrebbe prendere il suo posto. Non è chiaro se tutti ricordino il
dramma tra Nuti e la Nestoroff, ma a distanza di un anno, in una città in continuo movimento, i
ricordi svaniscono rapidamente. Il narratore riflette sul fatto che Nuti, sebbene sia venuto per
riavvicinarsi alla Nestoroff, sarà sempre perseguitato dal "fantasma" di Giorgio Mirelli, che in
passato li ha separati. La Nestoroff, dal canto suo, sembra mostrare una fredda avversione
verso il narratore da quando ha saputo della sua amicizia con Mirelli, e si attacca
ostentatamente a Ferro, nonostante la sua rozzezza. Il narratore immagina che la Nestoroff
consideri Ferro come un rimedio amaro per curare il suo tormento interiore. L'arrivo di Nuti,
crede, mira a riportare alla luce il "fantasma" di Mirelli, contro cui Ferro potrebbe fungere da
scudo fisico. La Nestoroff, però, sembra intenzionata a evitare di ricadere nel suo tormento
interiore, preferendo la protezione brutale di Ferro. Durante una scena cinematografica, il
narratore, girando la manovella della macchina da presa, è terrorizzato dall'idea che la
Nestoroff, eseguendo una danza rituale con due pugnali, possa davvero uccidersi. La scena,
con la Nestoroff quasi nuda e i pugnali scintillanti, culmina con il grido del regista Bertini, e la
Nestoroff cade come se si fosse davvero trafitta. In preda allo shock, il narratore continua a
girare la manovella meccanicamente, mentre Ferro, colmo di collera e tenerezza, accorre a
coprire la Nestoroff con un mantello e la porta via. Il narratore, sfinito, annuncia che la scena
ha richiesto ventidue metri di pellicola.!
2. In questo racconto, i personaggi stanno aspettando sotto il pergolato di un’osteria una
"signorina di buona famiglia", raccomandata dal Bertini, per terminare un film interrotto da
qualche mese. Da più di un’ora un ragazzo era stato mandato in bicicletta alla casa di questa
signorina, ma non era ancora tornato. Tra i presenti ci sono Polacco, Nestoroff, Carlo Ferro e il
narratore. L’atmosfera è tesa e scomoda a causa dell’afa, delle mosche e della forzata
compagnia tra persone che non si sopportano. La Nestoroff evita di guardare il narratore, ma
è infastidita dal suo sguardo. Ad un certo punto, la Nestoroff nota una carrozza d'affitto che
aspetta da un’ora davanti alla Kosmograph. In questa carrozza c'è una giovane donna vestita
di azzurro con una cagnetta in grembo. La Nestoroff si avvicina con gentilezza per invitarla a
sedersi sotto il pergolato, dove almeno c'è ombra. La giovane donna, Luisetta, si imbarazza
quando il Polacco la riconosce e le chiede se il padre è lì. Si scopre che suo padre, Cavalena,
è un uomo oppresso dalla moglie gelosa e noto per i suoi tentativi di suicidio, tanto da
guadagnarsi il soprannome di "Suicida". Luisetta confessa che il padre è andato a parlare con
Bertini e che è accompagnato dalla madre. Polacco decide di coinvolgere Luisetta nella scena
del film, spiegandole che non deve fare nulla di complicato: semplicemente stare seduta
accanto a Carlo Ferro mentre questo le parla d’amore. La scena prevede che la Nestoroff
arrivi in automobile, estragga una pistola e finga di sparare a Luisetta, che deve fingere di
cadere a terra ferita a morte. Luisetta, nonostante l’iniziale timore, accetta di partecipare. Il
narratore, sempre silenzioso e osservatore, nota come la sua presenza sembri misteriosa a
Luisetta, che non capisce il suo ruolo. Il narratore riflette su come il suo silenzio e la sua
osservazione attenta lo rendano una figura enigmatica, capace di percepire intensamente le
emozioni degli altri. Durante il viaggio in automobile, il narratore osserva come Luisetta, con la
sua innocenza e freschezza, porti un momento di sollievo alla Nestoroff, che per un istante