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Lezione sul morbillo, Appunti di Biologia Umana

Il file analizza l'eziologia e la patogenesi del morbillo

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 07/01/2021

Marti9193
Marti9193 🇮🇹

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MORBILLO
Il morbillo è una malattia altamente contagiosa in grado di evocare un’efficace e duratura risposta
immunitaria che elimina il virus e può conferire protezione per tutta la vita.
Colpisce maggiormente i bambini e causa infezione respiratoria acuta. L’agente eziologico è il virus del
morbillo (Measles Virus) che appartiene alla famiglia Paramyxoviridae, ha un genoma formato da RNA a
singola elica ed è formato da 2 glicoproteine di superficie, H e F, che mediano l’adesione virale e la fusione
con l’epitelio respiratorio.
Il virus viene trasmesso attraverso le gocce di saliva e, una volta inalato, inizialmente si moltiplica nelle
cellule epiteliali delle vie respiratorie superiori e poi si diffonde nel tessuto linfoide locale dove può
replicare in linfociti T, macrofagi e cellule dendritiche. Come conseguenza della replicazione virale si ha
viremia e disseminazione, attraverso la via ematica, in altri tessuti come SNC, tratto urinario.
Sulla superficie cellulare sono stati identificati due recettori in grado di riconoscere il virus, CD46 e SLAM.
CD46 è una proteina regolatrice espressa su tutte le cellule nucleate con la funzione di inibire la C3
convertasi, mentre SLAM è espressa solo sulle cellule del SI con la funzione di attivare i linfociti T.
La maggior parte dei bambini controlla l’infezione grazie allo sviluppo di un’immunità cellulo-mediata T che
provoca poi un’eruzione cutanea caratteristica della malattia, che non è altro che una reazione di
ipersensibilità diretta contro le cellule epiteliali infettate dal virus.
L’immunità umorale protegge contro le reinfezioni.
Tuttavia il morbillo (virus) può anche causare una immunodepressione transitoria che può portare allo
sviluppo di infezioni secondare che possono essere fatali: infatti le proteine virali aumentano l’espressione
di FAS sulla superficie dei CD4 e CD8 promuovendone l’apoptosi, ed inoltre le glicoproteine H e F
potrebbero portare al blocco della proliferazione delle cellule, inoltre le nucleoproteine del virus
interagiscono con i recettori FC-gamma sulle APC causando una soppressione della risposta cellulo-mediata
e nell’induzione dei T CD4 regolatori in caso di esposizione cronica al virus, inoltre il virus inibisce la
traslocazione di STAT nel nucleo e fosforilazione bloccando il ciclo cellulare, blocca anche l’attivazione della
chinasi Akt che causa inibizione della proliferazione di Th in risposta a IL-2, blocca anche l’attività di NF-kB
bloccando il ciclo cellulare.
Quindi i sintomi del morbillo inizialmente sono febbre, naso che cola, tosse e, successivamente (dopo 2-4
giorni), rash cutaneo causato dalla vasodilatazione, edema e infiltrato di cellule mononucleate che è il
segno caratteristico della malattia.

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MORBILLO

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa in grado di evocare un’efficace e duratura risposta immunitaria che elimina il virus e può conferire protezione per tutta la vita. Colpisce maggiormente i bambini e causa infezione respiratoria acuta. L’agente eziologico è il virus del morbillo (Measles Virus) che appartiene alla famiglia Paramyxoviridae, ha un genoma formato da RNA a singola elica ed è formato da 2 glicoproteine di superficie, H e F, che mediano l’adesione virale e la fusione con l’epitelio respiratorio. Il virus viene trasmesso attraverso le gocce di saliva e, una volta inalato, inizialmente si moltiplica nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie superiori e poi si diffonde nel tessuto linfoide locale dove può replicare in linfociti T, macrofagi e cellule dendritiche. Come conseguenza della replicazione virale si ha viremia e disseminazione, attraverso la via ematica, in altri tessuti come SNC, tratto urinario. Sulla superficie cellulare sono stati identificati due recettori in grado di riconoscere il virus, CD46 e SLAM. CD46 è una proteina regolatrice espressa su tutte le cellule nucleate con la funzione di inibire la C convertasi, mentre SLAM è espressa solo sulle cellule del SI con la funzione di attivare i linfociti T. La maggior parte dei bambini controlla l’infezione grazie allo sviluppo di un’immunità cellulo-mediata T che provoca poi un’eruzione cutanea caratteristica della malattia, che non è altro che una reazione di ipersensibilità diretta contro le cellule epiteliali infettate dal virus. L’immunità umorale protegge contro le reinfezioni. Tuttavia il morbillo (virus) può anche causare una immunodepressione transitoria che può portare allo sviluppo di infezioni secondare che possono essere fatali: infatti le proteine virali aumentano l’espressione di FAS sulla superficie dei CD4 e CD8 promuovendone l’apoptosi, ed inoltre le glicoproteine H e F potrebbero portare al blocco della proliferazione delle cellule, inoltre le nucleoproteine del virus interagiscono con i recettori FC-gamma sulle APC causando una soppressione della risposta cellulo-mediata e nell’induzione dei T CD4 regolatori in caso di esposizione cronica al virus, inoltre il virus inibisce la traslocazione di STAT nel nucleo e fosforilazione bloccando il ciclo cellulare, blocca anche l’attivazione della chinasi Akt che causa inibizione della proliferazione di Th in risposta a IL-2, blocca anche l’attività di NF-kB bloccando il ciclo cellulare. Quindi i sintomi del morbillo inizialmente sono febbre, naso che cola, tosse e, successivamente (dopo 2- giorni), rash cutaneo causato dalla vasodilatazione, edema e infiltrato di cellule mononucleate che è il segno caratteristico della malattia.