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Una introduzione alla norma e al diritto ecclesiastico, spiegando come la norma diventa parte del diritto ecclesiastico in qualsiasi settore del diritto si trovi. Viene discusso il concetto di diritto, il diritto ecclesiastico e la sua multidisciplinare natura, che richiede lo studio del diritto commerciale, del diritto canonico, del diritto procedurale penale e di altri settori. Vengono anche presentate le fonti di produzione del diritto ecclesiastico, come le fonti unilaterali statali, unilaterali confessionali e bilaterali, e i rapporti e le differenze tra il diritto ecclesiastico e il diritto canonico.
Tipologia: Dispense
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Lezione n.1 del 28/09/ Che cos’è l’autonomia didattica del diritto ecclesiastico? Il diritto ecclesiastico viene all’inizio per certi aspetti contestato, spesse volte viene tacciato dai suoi detrattori di non avere una sua autonomia scientifica, nel senso che sarebbe considerato una costola del diritto costituzionale e privo di una sua specifica autonomia scientifica. In realtà non è così, il fatto che il diritto ecclesiastico sia il crocevia di tante materie, di tanti settori dell’ordinamento giuridico, lungi da essere una capitis de minutio, lungi da essere un problema, in realtà è un arricchimento. Se vogliamo una definizione di diritto ecclesiastico dal punto di vista epistemologico, scientifico, la possiamo definire come la scienza di mezzo, perché si trova al crocevia di vari settori dell’ordinamento giuridico. È un diritto multidisciplinare, un po' trasversale attraverso i vari settori dell’ordinamento giuridico italiano. Perché trasversale? Perché si interessa di tutte quelle norme giuridiche che si trovano dovunque nell’ambito del nostro ordinamento che in qualche modo riguardano, interessano, si occupano del fenomeno religioso. Laddove una norma che noi possiamo trovare nella Costituzione, nel c.c., nel c.p., nel c.p.c. e così via, laddove esiste una norma che in modo diretto o indiretto può avere una defluenza sulla materia religiosa ecco che lì interviene il diritto ecclesiastico. Quindi quella norma dovunque sia stata collocata, in qualsiasi settore del diritto si trovi, diventa norma di diritto ecclesiastico. Questo rende il diritto ecclesiastico una materia da un lato molto interessante ed ecclettica, perché spazia su tutto il diritto ma anche una materia abbastanza complessa. Nello studio del diritto ecclesiastico bisogna porsi il perché. Il diritto ecclesiastico ha una sua autonomia didattica ma è una materia complessa. Cerchiamo di capire la denominazione della materia. Parleremo prima del termine “diritto” poi di “ecclesiastico”. DIRITTO Va classificato all’interno delle scienze. L’epistemologia è la scienza che studia le scienze. Le scienze si distinguono in scienze molli e scienze dure: le scienze dure sono quelle come matematica, fisica, dove è possibile dimostrare il modo, dure nel senso che hanno una solidità che deriva dal metodo che viene utilizzato e dal fatto che si tratta di fattori dimostrabili. Nelle scienze molli insistono le scienze umanistiche e il diritto. Il diritto è qualcosa di estremamente malleabile perché è soggetto ad interpretazione, quindi non si può definire qualcosa di esatto come la matematica. È una scienza che non ha le stesse certezze della matematica. Che cosa vuol dire la parola diritto? Il diritto lo dobbiamo confrontare con la giustizia. Il professore mette quasi in antitesi diritto e giustizia, fa una contrapposizione tra diritto e giustizia. Esempi: Crucifige e democrazia Pilato nell’immagine compie la scelta tra Baraba e Gesù. Sembrerebbe una sorta di esercizio della democrazia una sorta di referendum. Pilato non incarna l’autorità, sembra quasi spogliarsi del suo potere e dice scegliete voi tra Gesù e Baraba, quindi sembrerebbe un esercizio di democrazia diretta perché il popolo è lì che manifesta. In realtà la democrazia porterà alla crocifissione di Gesù, perché il popolo sceglierà di ucciderlo. Non è sempre detto che la democrazia diretta porta alla cosa giusta. Sempre sul rapporto diritto e giustizia. Leggi di Norimberga del 1935, leggi che portarono alla Shoà, che portarono all’eccidio del popolo ebraico.
Il parlamento tedesco che emana queste leggi è democraticamente eletto, Hitler era stato nel 1943 democraticamente eletto e nominato cancelliere del reich ma nessuno dice che le leggi raziali possono essere definite giuste. Si capisce meglio la contrapposizione tra legge e giustizia, non sempre la legge è sinonimo di giustizia. Forza del diritto Volendo fare un esempio di quanto il diritto possa essere dirompente, capace di grandissime evoluzioni, pensiamo alla Rivoluzione francese. Se chiede: che cosa ha distrutto “decapitato” la nobiltà francese? La ghigliottina di Robespierre del 1792-1794 -> in cui moltissimi nobili inclusi i reali furono ghigliottinati, come Luigi XVI e la moglie, la nobiltà seppur decimata è sopravvissuta al terrore. Code Napoléon del 1804 -> è la codificazione fatta da Napoleone Bonaparte che venne promulgata nel 1804, è un codice moderno a cui si rifà anche il primo codice italiano del
Cosa ha fatto perdere alla nobiltà il suo potere? È il codice napoleonico che ha causato più danni, perché ha introdotto un principio in base al quale affermava che la proprietà terriera si divideva in parti uguali tra gli eredi. Questo principio è devastante nella misura in cui viene sovvertito uno dei principi cardine che aveva reso la nobiltà forte il principio del maggiorascato secondo il quale tutto il patrimonio va al primo figlio maschio. È importante perché se riesco a convogliare tutto il patrimonio al primo figlio maschio è chiaro che si ha il mantenimento della ricchezza in una stessa famiglia, quindi non viene dispersa. Dal momento in cui si disperde questa ricchezza tra tanti possibili soggetti ecco che si frantuma il potere, la coesione patrimoniale di una grande famiglia e di questo ne ha giovato la borghesia. Vediamo come la forza del diritto può essere maggiore di una ghigliottina. Diritto Vs Buon seno Il buon senso, la saggezza popolare esprime il diritto? NO, c’è una discrasia tra il principio che il diritto esprime e il buon senso popolare.
Sofisti e paralogismi Sono gli antenati degli avvocati, dei grandissimi oratori che erano capaci di dire tutto e il contrario di tutto. I paralogismi consistono in un esercizio di retorica, da cui si evinceva la capacità di un sofista. Il sofista era chiamato ad esempio a parlare di computer, questo esercizio consisteva nel prendere un argomento a caso e a cercare di dimostrare con dettagli e particolari con grande vis oratoria la bellezza e l’importanza di un determinato argomento. Poi però poter dire esattamente il contrario che è una cosa inutile che non serve a niente. Chi riusciva a dire a bianco e subito dopo nero sullo stesso argomento e con la stessa vis oratoria, con la stessa capacità ecco che questo era un sofista, cioè un valido oratore. Chi farà l’avvocato si troverà a sostenere qualcosa in una causa e subito dopo sostenere il controrario in un’altra causa, ecco perché si dice che gli antenati degli avvocati sono i sofisti. Il paradosso legale, libro comma 22 di Joseph Heller La storia è inventata, narra che durante la seconda guerra mondiale un gruppo di piloti dovevano fare dei bombardamenti diurni sulle città tedesche italiane dove le percentuali di essere uccidi erano altissime. Molto spesso la gente trovava delle scuse per non rischiare. Allora c’era questo comma 22 che si inventa Hellen: “chi è pazzo può essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiese di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. È un paradosso legale. Bisogna avere una buona tecnica di redazione delle norme perché altrimenti si rischia di incappare nei paradossi legali, che aldilà dell’esempio estremamente forte di Heller, ci spiega che bisogna essere cauti nell’usare lo strumento del diritto. Il problema della Verità Problema connesso a quello della giustizia, della giurisprudenza. Il problema della conoscenza di sè stessi e di ciò che ci circonda è un problema rilevante. Aleteia -> Alfa privativa seguita dal verbo lantano = senza nascondimento, la verità è ciò che è rivelato. Come si accerta la verità? Come si fa a discernere il giusto dallo sbagliato? Per esempio c’è una forte contrapposizione tra fatti e affermazione sui fatti, bisogna sempre guardare a cosa è effettivamente accaduto e non farsi traviare dalle argomentazioni che sono tutt’altra cosa. Prima si poneva il problema dell’antinomia del mentitore-> “cretesi mentono sempre” se lo dice un cretese è chiaro che sta mentendo e allora qual è la verità? Il problema della prova Per scoprire qual è la verità bisogna usare lo strumento della prova. Qui abbiamo paradosso di Sorite, problema della quantità della prova, quando un fatto può dirsi sufficientemente provato? Il paradosso di Sorite -> ci dice “quanti chicchi di grano occorrono per formare un mucchio?” non si sa’, quindi la difficoltà è raggiungere un livello di prova quantitativamente e qualitivamente valido. Rapporto tra conoscenza e decisione La conoscenza è alla base della decisione, il giudice alla fine deve fare un sillogismo e deve mettere insieme i pezzi alla fine, cioè applicare ai fatti che si ritengono accertati il principio di diritto per giungere alla decisione: la conoscenza + diritto = la decisione, la sentenza. Libro di Francois Rabelais
Il giudice Briglialoca era considerato un grandissimo giudice che però in privato decideva le cause non studiando gli atti ma soppesando i fascicoli, gli atti dei fascicoli e tirando i dati. Alla fine decideva così le cause poi però invecchiando non riesce più a leggere i numeri che uscivano tirando i dadi e comincia a sbagliare le decisioni. Questo fa capire che è importante conoscere per decidere. Verità reale vs verità processuale “A civil action” -> film in cui troviamo una contrapposizione tra verità reale e processuale. L’avvocato di controparte dice a John (che ha ragione ma non riesce dimostrare) che nelle aule di tribunale non c’è la verità al massimo c’è qualcosa che somiglia alla verità. C’è un forte discrimine, vuol dire che non tutto ciò che accade nella vita reale può essere portato nell’ambito del processo, in tribunale. L’immagine del grattacielo serve per capire. Realtà reale: nell’immagine del grattacielo si trova al piano terra. Realtà processuale: si trova al top del grattacielo. Il problema dell’avvocato è quello di trasportare la verità reale dal piano terra fino al tetto. Con l’ascensore che è la prova. Il primo giudice del cliente è l’avvocato, deve sempre filtrare ciò che dice il cliente. Quando il cliente racconta la sua verità bisogna verificare se è munita di ascensore cioè di prove. Non è sufficiente avere ragione per vincere una causa ma bisogna trovare chi ti dia ragione. Opera “la calumnia” Botticelli. Caliamoci nei panni del giudice. Va letta da destra a sinistra. Sul trono con le orecchie d’asino c’è il Remida che fa’ da giudice, ed è consigliato da due figure femminili: il sospetto e l’inganno che cercano di influenzare il giudice. Davanti c’è il rancore la figura in nero (perché rappresenta la misera dell’essere umano) che tiene sotto braccio la calunnia una bella donna con i capelli biondi. La calunnia legata al rancore, perché solitamente chi è che calunnia? Chi nutre rancore. Il rancore trascina con se la calunnia che a sua volta è assistita da altre figure femminili che rappresentano ulteriori aspetti negativi dell’essere umano e vedete la calunnia trascina per i capelli il calunniato che è vittima della calunnia e ha le mani giunte perché vittima di questa congiura quasi. Dettaglio importante la calunnia nell’altra mano tiene una torcia che però non fa luce, perché è falsa non è la verità, la verità porta la luce mentre la calunnia getta ombra. Penultima figura vestita di nero è il rimorso perché quando qualcuno calunnia poi viene investita dal rimorso. Ultima figura la donna nuda-> la verità nuda, messa di lato e guarda il cielo, perché invoca l’aiuto divino. Il giudice nonostante stia in alto non vuol dire che ciò che percepisce sia la verità perché ci sono una serie di figure che lo attorniano che lo possono ingannare. Saggio “i dinosauri e la legge”. Per capire meglio il rapporto tra conoscenza e decisione. Nella slide Maometto fondatore della religione islamica, si trova in preghiera in una montagna che è prospiciente ad una valle dove c’è un abbeveratoio e intorno il deserto, quindi tutti i viandanti che passano da quelle parti devono fare una sosta forzata a questo abbeveratoio per fare bere i cavalli. Vede arrivare un viandante che si rinfresca e fa bere il cavallo, mentre perde inavvertitamente una borsetta con soldi. Maometto si rende conto dell’accaduto e cerca di avvisarlo ma non riesce a comunicare e il viandante se ne va e se la prende con Allah perché non gli ha permesso di comunicare ma Allah non risponde.
associato un daimon , un’ angelo custode diciamo ,e poi queste anime per reincarnarsi dovevano bere l’acqua del fiume Lete , se avete letto Dante , il fiume Lete è uno dei 7 fiumi infernali, il fiume della dimenticanza , l’anima bevendo questa acqua dimenticava il perché era venuta sulla terra , mentre il Daimon non beveva l’acqua quindi era consapevole di ciò che l’anima doveva compiere , allora la storia che dicono i greci è che quando uno ha un grande successo nella vita , vuol dire che quell’anima ha capito quale era il suo scopo, e invece le persone insoddisfatte sono quelle persone che stanno facendo la cosa sbagliata e sono insoddisfatte perché il Daimon , l’angelo custode che invece sa qual è il motivo, lo scopo per cui si sono reincarnate manifesta insoddisfazione, manifesta frustrazione , e richiama l’anima a cercare di fare ciò che è giusto. Quindi bisogna trovare una corrispondenza con questo Daimon. Domanda: Come farete a capire quando sarete diventati dei giuristi? Cosa vedete in questa foto? ( il professore ha mostrato una slides) Molti mi dicono che vedono delle persone che stanno aspettando di salire su un autobus, in realtà chi risponde così non da una risposta tecnica, non da una risposta da giurista, in realtà la risposta da dare è quella in cui ci sono dei consumatori che sono in attesa di poter stipulare un contratto di trasporto con la locale azienda municipalizzata di trasporti urbani. ecco questa sarebbe la risposta che un giurista potrebbe darmi. Arriviamo adesso alla seconda parte della nostra lezione, abbiamo esaurito il primo gruppo di argomenti relativo al concetto di diritto , e vediamo di parlare del diritto ecclesiastico quindi ecclesiasticità , di cosa si occupa il diritto ecclesiastico? Il diritto ecclesiastico è un diritto di fonte statale che si occupa del fenomeno religioso a 360 gradi, sia a livello individuale, sia a livello di gruppo ( chiese ,confessioni religiose) È una scienza a 360 gradi per tutto l’arco dell’ordinamento giuridico italiano studia e analizza quelle che sono le norme che hanno un diretto o indiretto interesse in materia religiosa. Quindi È molto interessante perché ci costringe a studiare il diritto commerciale , il diritto canonico, il diritto procedurale penale, tutte queste materie devono in qualche modo essere toccate dal diritto ecclesiastico, una materia multidisciplinare. Interessante notare che noi abbiamo un doppio campo di interesse: quello individuale quindi le norme di interesse religioso che riguardano il singolo , per esempio le norme di tutela del diritto di culto dell’individuo, oppure quello del gruppo che quindi vedremo che si parli delle chiese e confessioni religiose, qualcuno potrebbe dirmi ma sono la stessa cosa chiese e confessioni religiose , NO , perché la Chiesa ha una struttura ben specifica tipo Chiesa Cattolica , poi ci sono le confessioni religiose che proprio per una scelta confessionale ben precisa non hanno una struttura chiara , netta , piramidale come può essere quella Cattolica o quella di altre confessioni religiose di minoranza , ma che si strutturano cosi in maniera acefala potremmo dire, con delle organizzazioni molto minimaliste , e che certamente non possono essere accostate alle chiese e devono in qualche modo essere considerate come entità diverse e specifiche. Importantissimo. Quali sono i principali profili del diritto ecclesiastico? (avendo solo 48 ore a disposizione ho diviso le mie lezioni in 4 punti ) Analisi storica dei rapporti tra potere secolare ( impero/stato) e chiesa ; Studio delle norme della carta costituzionale che si occupano direttamente del fattore religioso (art. 7-8-19-20); Gli enti ecclesiastici Il matrimonio Quindi la prima parte è una parte storica ,la storia è importante in questa materia, la chiesa cattolica prima ancora la chiesa cristiana esiste da più di 2000 anni , se ci riflettete è l’istituzione umana forse più longeva in assoluto , c’è chi vede dietro questo l’azione divina, ma aldilà del credo
è un dato oggettivo. La chiesa esisteva quando ancora il concetto di stato moderno ancora non esisteva ,perché il concetto di stato moderno è un concetto relativamente recente , i primi stati nazionali si sono formati nel medioevo , quindi la chiesa inizialmente si è confrontata con l’impero , cioè come potere secolare , per secolare si intende qualcosa che sta nel secolo ,nel mondo laico potremmo dire , quindi questo rapporto secolare per molti anni è stato tra chiesa e impero in quanto lo stato ancora non esisteva ; vedremo le grandi difficoltà che la chiesa ha incontrato nel confrontarsi con gli stati moderni , in particolare con la Francia. Studieremo i grandi sistemi di Rapporti tra potere secolare e chiesa per esempio il cesaropapismo , la teocrazia dove c’è una preminenza della chiesa sullo stato al contrario del cesaropapismo. secondo momento, sono le norme della carta costituzionale che si occupano direttamente del fattore religioso. Che vuol dire direttamente? ci sono una serie di articoli che se ne occupano indirettamente ma nemmeno tanto, penso all'articolo 2 all'articolo 3 della Costituzione, ma ecco i 4 che sono esclusivamente dedicati al fattore religioso sono il 7-8-19-20. Ciascuna parola usata nel testo di questi articoli ha un'importanza determinante ,ogni singola parola ha una sua spiegazione,una sua giustificazione. Questi 4 articoli vi chiedo di impararli a memoria. Brevemente vi dico che l'articolo 7 si occupa del rapporto tra stato e Chiesa cattolica , esplicitamente dedicato alla chiesa cattolica. L’art 8 invece è dedicato soprattutto il secondo ed il terzo comma alle confessioni di minoranza, perché di minoranza? perché si presume in Italia , dato statistico , che la confessione cattolica è quella di maggioranza , praticata dal maggior numero di cittadini ,almeno sulla carta moltissimi sono battezzati ,anche se magari non frequentano , quindi in base al numero di aderenti almeno sulla carta, la confessione cattolica è quella di maggioranza , tutte le altre sono dette di minoranza anche se ci sono confessioni di minoranza tipo quella islamica che ha numeri molto elevati. Quindi questo art 8 si occupa di disciplinare dal punto di vista costituzionale i trattamenti di queste confessioni di minoranza che sono anche dette confessioni diverse dalla Cattolica quindi le possiamo definire confessioni di minoranza oppure confessioni diverse dalla Cattolica. E’ importante notare che l’art 7 e 8 si occupano della tutela della libertà religiosa del gruppo,insieme all’art 20. L’art 20 si occupa , delle chiese comunque delle confessioni tutelandone le attività e prevedendo il divieto di discriminazione, proprio degli enti ecclesiastici. Quindi 7-8-20 sono norme che si occupano del gruppo , quindi della libertà religiosa o comunque del gruppo sia esse chiese o confessioni in senso più ampio. L’art 19 , articolo cardine importantissimo che ha tante declinazioni, purtroppo ho poche ore e tratterò di alcuni aspetti della libertà religiosa , dedicata per esempio al mondo del lavoro,all’istruzione , quindi inevitabilmente bisogna fare un rinvio al libro , uno studio associato tra il libro e gli appunti che cercano di essere una guida per voi. Terzo punto, Cosa sono gli enti ecclesiastici? Enti che agiscono in nome e per conto delle confessioni religiose in particolare noi tratteremo della chiesa cattolica, perché la chiesa cattolica come abbiamo detto prima è la confessione di maggioranza , abbiamo più enti che sono espressione della chiese cattolica , faccio un’ esempio la parrocchia, è un ente ecclesiastico con cui molti di noi ci siamo confrontati, anche solo per il fatto di essere battezzati. Potremmo dire che la chiesa cattolica è presente in modo capillare sul territorio italiano , abbiamo più parrocchie per Quartiere, poi le diocesi, arcidiocesi (poi vi spiegherò la differenza) sono enti espressione della chiesa. Se vogliamo usare una metafora possiamo dire che gli enti ecclesiastici stanno alla confessione religiosa ,quale essa sia , come le dita stanno alla mano.
considerate che per chi è credente esiste il cibo dell’anima , c’è un bisogno spirituale che è altrettanto importante, piuttosto che alla pasta, al formaggio. E’ importante capire che il diritto ecclesiastico non è soltanto storia, quanto abbia la sua autonomia scientifica e quanto sia interessante analizzarlo e studiarlo. Ma come si studia il diritto ecclesiastico? Metodo di studio Storico Interdisciplinare comparato c’è un momento come dicevo prima di analisi storica, noi studieremo gli ordinamenti giuridici come si sono creati, evoluti fino ad oggi ,Questa evoluzione nel senso darwiniano della norma giuridica, vista come qualcosa di vivo, di dinamico che nasce, cresce, diventa adulto e poi magari muore , anche le norme possono morire, il diritto è tendenzialmente stabile ma non è eterno. Interdisciplinare : L'aspetto forse più bello della materia , noi dobbiamo stare attenti noi non siamo fermi su una materia, quando voi studiate diritto civile, diritto penale, voi studiate quel diritto civile, quel diritto penale , forse è più semplice perché si studia il codice di diritto civile, gli istituti che sono là, quindi come dire abbastanza facile da maneggiare , idem con diritto penale, ma quando noi parliamo di diritto ecclesiastico noi siamo in una scienza di mezzo, in un guardare a 360 gradi , in un’esplorare, non ci permette mai di annoiarci ma ci costringe a studiare sempre. Comparato : sarebbe importante fare un po’ di comparazione , come esiste il diritto privato comparato, il diritto pubblico comparato esiste anche il diritto ecclesiastico comparato che cerca dunque di capire , le problematiche che abbiamo in Italia come vengono risolte altrove. Fonti di produzione del diritto ecclesiastico unilaterali statali unilaterali confessionali ( rinvio formale) bilaterali (concordati/intese) fonti di produzione del diritto ecclesiastico , voi sapete la differenza tra fonti di produzione e fonti di cognizione del diritto ecclesiastico. tre tipi di fonti da cui nasce con un linguaggio atecnico il diritto ecclesiastico. il diritto ecclesiastico è un diritto statale è una branca del diritto statale , quindi è un pezzo del diritto statale seppure frastagliato. quindi le fonti unilaterali statali quali sono? per esempio il codice civile , il codice del terzo settore per citarne uno recente , il codice penale e cosi via dicendo, sono unilaterali perché sono fatti solo dallo stato ,sono prodotti unilateralmente dallo stato. Poi abbiamo le fonti unilaterali confessionali e io parlo di diritto canonico per lo più , il diritto canonico è un diritto di matrice confessionale, fatto dalla chiesa, prodotto dalla chiesa cattolica al quale in alcuni casi, in molti casi c’è un rinvio formale. Voi sapete cosa sia un rinvio formale? immagino di si , se non lo sapete dovete studiarvelo , in ogni caso un rinvio formale è una sorta di richiamo fatto da alcune norme del nostro ordinamento giuridico a queste norme confessionali, per esempio studieremo che in materie di controlli sulle attività degli enti ecclesiastici vengono richiamate le norme sui controlli canonici che sono previste nell’ambito del diritto canonico, quindi il diritto statale cosa fa? , rinvia , quindi per capire quali sono i controlli su gli enti andatevi a guardare il codice di diritto canonico e li ci sono queste norme, queste norme vengono prelevate dal diritto canonico e inserite nel nostro ordinamento , quindi diventano come se fossero norme italiane , questo rinvio formale può essere recettizio o non recettizio, ma intanto possono essere richiamate delle norme confessionali come norme statali , un’ esempio la qualifica di prete, di
sacerdote , la qualifica di ecclesiastico , nel codice non lo troverete perché è una qualifica confessionale , però in molti casi a questa qualifica confessionale si rinvia, si va a vedere cos’è e si va a vedere nell’ambito delle norme unilaterali , confessionali. Infine abbiamo le fonti di confessione bilaterali che sono , i concordati o le intese, i concordati sono stipulati tra la chiesa cattolica e lo stato italiano , mentre le intese ex art 8 sono tra lo stato e le confessioni di minoranza o acattoliche. Tutte queste fonti di produzione convergono , e ci danno il diritto ecclesiastico. fonti unilaterali statali fonti costituzionali (7-8-19-20) leggi ordinarie leggi regionali ordinarie ( art 117 comma 3 cost) regolamenti e circolari. Tra i regolanti possiamo inserire i dpcm famosi di cui abbiamo parlato. Distinzione importantissima dal diritto canonico. Il codex iuris canonici. Scritto di base in latino e poi viene tradotto. Rapporti e differenze con il diritto canonico Diritto ecclesiastico: è una parte del diritto dello stato che si occupa del fenomeno religioso, diritto di matrice statale Diritto canonico: è il diritto confessionale , è il diritto interno alla chiesa cattolica. non fate mai confusione tra diritto ecclesiastico e diritto canonico , sono due cose distinte anche se è possibile che il diritto ecclesiastico rinvii al diritto canonico , crei un ponte ideale di collegamento , in cui il diritto ecclesiastico richiama determinate norme che sono invece del diritto canonico. Distinzione terminologica Ius Publicum ecclesiasticum: è una parte del diritto canonico che si occupa dei rapporti tra chiesa e stati , diciamo di diritto internazionale canonico nel senso che si occupa dei rapporti tra la chiesa e gli stati , non soltanto con lo stato italiano ma con gli stati in generale quindi ha questa caratteristica Ius ecclesiasticum in Civitate Positum: è il diritto ecclesiastico statale. Quindi è un diritto fatto dallo stato ,nella civitas , nella città dell’uomo per utilizzare Sant’Agostino. Mentre ius publicum ecclesiasticum è fatto dalla chiesa ed è il diritto canonico La confusione nasce dal fatto che in Italia noi parliamo di diritto ecclesiastico tout court , mentre in spagna si parla di diritto ecclesiastico dello stato , proprio per distinguerlo da quello della chiesa, dallo ius publicum ecclesiasticum , quindi vedete gli spagnoli sono un po’ più attenti di noi e quindi utilizzano questa terminologia precisando che si tratti dello stato. testi consigliati : PARTE GENERALE Francesco Finocchiaro - diritto ecclesiastico -tredicesima edizione aggiornamento a cura di Andrea Bettetini e Gaetano Lo Castro. (se non avete comprato il libro vi consiglio la tredicesima, se avete già la dodicesima edizione va bene lo stesso , la tredicesima è aggiornata e per certi versi più chiara ) PARTE SPECIALE Mario Ferrante - Enti religiosi/ecclesiastici e riforma del terzo settore -seconda edizione- Giappichelli Editore (da fare solo il secondo e terzo capitolo)