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LEZIONI SPSS APPUNTI, Appunti di Metodologia della ricerca

MET. E TECNIC. RIC. PSIC. APPL. (QUALITATIVA E QUANTITATIVA) LEZIONI DI SPSS

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 05/05/2022

Alessia009k09
Alessia009k09 🇮🇹

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SPSS – Statistical Package for Social Science
Prof. Serena Petrocchi
È un pacchetto statistico per le scienze sociali. SPSS lavora in ambiente Windows.
SPSS viene utilizzato per conservare i dati in formato elettronico e per fare varie operazioni
statistiche su di essi. È un assistente in grado di fare calcoli statistici anche molto complessi, in
questo senso rappresenta un valido aiuto per l’analizzare i dati in modo veloce e rapido senza dover
fare lunghi calcoli a mano.
SPSS è un programma in grado di fare le principali analisi statistiche che normalmente si utilizzano
nell’ambito della ricerca psicologica. Ad esempio per descrivere i dati, come le frequenze o le medie,
o le relazioni fra dati come, ad esempio, quando si calcolano le regressioni. Ma non è consapevole
di ciò che il ricercatore si attende di ottenere.
Le scale di misurazioni delle variabili
§ Uno psicologo vuole verificare l’ipotesi che esista una relazione tra l’autostima e l’autonomia
in un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver classificato ogni soggetto in base alla capacità
di gestire autonomamente le proprie necessità quotidiane, stabilisce tra i suoi soggetti una
graduatoria di autonomia (poco autonomo mediamente autonomo -molto autonomo).
Sottopone poi il gruppo di bambini ad un test di misura dell’autostima (10 item, con modalità
di risposta su scala Likert da 1 a 10).
In questa ricerca, la variabile autostima è una variabile misurata attraverso:
a. Scala nominale
b. Scala ordinale
c. Scala a intervalli equivalenti
d. Scala a rapporti equivalenti
§ Uno psicologo vuole verificare l’efficacia di un programma di recupero per bambini con
difficoltà di apprendimento nella lettura. All’inizio dell’anno vengono scelti 30 bambini che
presentano in modo marcato tale problema. Di questi 30 bambini, 15 selezionati a caso
vengono sottoposti al programma di recupero, mentre gli altri 15 seguono il programma
normale. Al termine dell’anno scolastico ai 30 bambini viene proposto un compito di lettura,
durante il quale sono conteggiati gli errori commessi.
La variabile difficoltà dell’apprendimento è misurata su scala?
a. Scala nominale
b. Scala ordinale
c. Scala a intervalli equivalenti
d. Scala a rapporti equivalenti
La classificazione di Stevens prevede la possibilità di distinguere tra 4 livelli distinti di misurazione:
o Scala nominale: Le variabili che si misurano sul livello nominale consentono di fare una
classificazione in categorie. Gli elementi dello stesso tipo hanno uguale valore numerico
mentre gli elementi di tipo differente rientreranno in un'altra categoria. Un esempio di
variabile nominale è il genere, maschi e femmine, due categorie. Eventualmente possa
attribuire a queste due categorie un valore numerico con un significato puramente
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Scarica LEZIONI SPSS APPUNTI e più Appunti in PDF di Metodologia della ricerca solo su Docsity!

SPSS – Statistical Package for Social Science Prof. Serena Petrocchi È un pacchetto statistico per le scienze sociali. SPSS lavora in ambiente Windows. SPSS viene utilizzato per conservare i dati in formato elettronico e per fare varie operazioni statistiche su di essi. È un assistente in grado di fare calcoli statistici anche molto complessi, in questo senso rappresenta un valido aiuto per l’analizzare i dati in modo veloce e rapido senza dover fare lunghi calcoli a mano. SPSS è un programma in grado di fare le principali analisi statistiche che normalmente si utilizzano nell’ambito della ricerca psicologica. Ad esempio per descrivere i dati, come le frequenze o le medie, o le relazioni fra dati come, ad esempio, quando si calcolano le regressioni. Ma non è consapevole di ciò che il ricercatore si attende di ottenere. Le scale di misurazioni delle variabili § Uno psicologo vuole verificare l’ipotesi che esista una relazione tra l’autostima e l’autonomia in un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver classificato ogni soggetto in base alla capacità di gestire autonomamente le proprie necessità quotidiane, stabilisce tra i suoi soggetti una graduatoria di autonomia (poco autonomo – mediamente autonomo - molto autonomo). Sottopone poi il gruppo di bambini ad un test di misura dell’autostima (10 item, con modalità di risposta su scala Likert da 1 a 10). In questa ricerca, la variabile autostima è una variabile misurata attraverso: a. Scala nominale b. Scala ordinale c. Scala a intervalli equivalenti d. Scala a rapporti equivalenti § Uno psicologo vuole verificare l’efficacia di un programma di recupero per bambini con difficoltà di apprendimento nella lettura. All’inizio dell’anno vengono scelti 30 bambini che presentano in modo marcato tale problema. Di questi 30 bambini, 15 selezionati a caso vengono sottoposti al programma di recupero, mentre gli altri 15 seguono il programma normale. Al termine dell’anno scolastico ai 30 bambini viene proposto un compito di lettura, durante il quale sono conteggiati gli errori commessi. La variabile difficoltà dell’apprendimento è misurata su scala? a. Scala nominale b. Scala ordinale c. Scala a intervalli equivalenti d. Scala a rapporti equivalenti La classificazione di Stevens prevede la possibilità di distinguere tra 4 livelli distinti di misurazione: o Scala nominale: Le variabili che si misurano sul livello nominale consentono di fare una classificazione in categorie. Gli elementi dello stesso tipo hanno uguale valore numerico mentre gli elementi di tipo differente rientreranno in un'altra categoria. Un esempio di variabile nominale è il genere, maschi e femmine, due categorie. Eventualmente possa attribuire a queste due categorie un valore numerico con un significato puramente

arbitrario. Con le variabili nominali posso avere informazioni solo sulle uguaglianze o sulla differenza tra gli elementi à si possono fare analisi descrittive minime. o Scala ordinale: Le variabili misurate su un livello ordinale hanno valori che possono essere ordinati in base alla loro grandezza. Da questi valori posso ottenere informazioni sulla loro posizione, sull’ordine ma non sulla loro differenza. Un esempio di variabile misurata sul livello ordinale è il titolo di studio. o Scala a intervalli equivalenti: Nella scala a intervalli invece non solo gli elementi sono ordinabili ma posso conoscere qual è la distanza che intercorre tra essi. La distanza che intercorre tra gli elementi di una scala a intervalli è sempre la stessa. Un esempio di scala a intervalli è la temperatura, gli elementi sono ordinati sulla scala, la distanza che intercorre tra essi è nota ed è sempre la stessa ma non c'è uno zero fisso significativo. o Scala a rapporti equivalenti: La scala rapporti quella scala che comprende tutte le caratteristiche delle scale precedentemente discusse e in più ha uno zero significativo e fisso. Ad esempio l'età è una variabile misurata su scala rapporti perché gli elementi possono essere ordinati, hanno una distanza fissa tra loro e c'è uno zero fisso significativo la nascita. Il livello di misurazione delle variabili diventa sempre più complesso a mano a mano che si procede dal livello più basso, il nominale, a quello più alto, il livello rapporti. Creazione di un data base in SPSS Quando si intende creare un database si può inserire i dati direttamente su SPSS oppure inserire i dati in un file Excel e poi importare questo file in SPSS. Questo secondo metodo in genere è maggiormente consigliato per due motivi:

  • Mantenendo i dati su un file Excel abbiamo la possibilità di tenerli al sicuro mentre lavoriamo sul file SPSS
  • Inserire i dati in Excel ci permette di risparmiare tempo Importare un file dati da Excel
  1. Apro nuovo file excel
  2. Nella prima riga inserisco i nomi delle variabili: i nomi che assegno alle variabili non possono essere scelti a caso. I nomi che scelgo per le variabili devono essere innanzitutto comprensibili, ad esempio genere ed età ma non sempre ho queste variabili. Ad esempio posso assegnare al mio questionario una sigla seguita da un numero che è l’item à bfq1 = big five questionnarie, item 1. in questo modo posso modificare solamente il numero degli item. È sempre opportuno fare un file word indicando sempre la legenda di ogni singola variabile. Ma nel definire i nomi dobbiamo ricordare che SPSS ha delle regole e dal momento che poi importiamo i dati su SPSS dobbiamo averle in mente fin dall’inzio:
  • I nomi non possono essere più lunghi di 64 caratteri
  • Non possono esserci spazi tra le parole
  • Non possono esserci caratteri speciali come @, vigole, #.

Primo file che si apre è questo à file dei dati. È organizzato per righe e per colonne in modo simile al file excel. Il secondo è un file di output che ne parleremo in seguito. Importare i dati in SPSS

  1. Clicca su File
  2. Poi Apri
  3. Infine seleziona dati
  4. Cerca la cartella in cui hai salvato il file excel che vuoi importare
  5. Seleziona dal menù a tendina il tipo di file che vuoi importare à (.xls) ossia l’estensione del file Excel che bisogna importare. Se non si sceglie il .xls nell’elenco troverai solo quelli con estensione .sav.
  6. Cerca il file di excel che hai creato e clicca su apri
  1. Flag su ‘Leggi il nome delle variabili sulla prima riga’: consente di copiare in automatico il nome delle variabili che hai inserito nella prima riga di dati del file excel direttamente in SPSS. In questo senso il trasportare il file da excel a SPSS ci consente di risparmiare tempo.
  1. In basso a sinistra ci sono due pulsanti che ti consentono di visualizzare i dati in due modalità differenti: Visualizzazione dati e Visualizzazioni variabili. Quando apri un file dati già esistente o quando importi un nuovo file dati da excel SPSS visualizza sempre la finestra visualizzazione dati. Visualizzazione dati
  2. Troviamo elenco dei casi: schermata simile ad excel.
  • Prima colonna a sinistra: ci sono i casi oggetto di indagine, ossia i soggetti, le diadi o i gruppi che hanno partecipato alla raccolta dati
  • Nella prima riga: i nomi delle variabili che hai inserito nel file excel e che in seguito hai importato in SPSS. I nomi delle variabili devono essere scelti in modo tale che il loro significato sia riconoscibile e comprensibile ed è necessario rispettare anche le regole che impone SPSS.
  1. Nelle celle, ossia nell’intersezione delle colonne e delle righe trovi i dati o i valori numerici che hai inserito e che corrispondono alle risposte dei partecipanti allo studio. I dati inseriti possono essere numeri come l’anno di nascita o possono anche essere inseriti in forma testuale o stringa di testo come nel caso del livello educativo.
  • Livello educativo si misura con la scala ordinale.
  • Anno di nascita si misura con scala a rapporti equivalenti.

Visualizzazione variabili Appare una schermata che ti permette di organizzare le variabili oggetto di indagine. Le caratteristiche di questa modalità:

  • La barra dei comandi e la toolbar in alto hanno mantenuto il loro aspetto, ciò che è cambiato è la tabella, le righe e le colonne.
  • Nella prima riga in alto ci sono le etichette relative alle caratteristiche delle variabili.
  • Nella prima colonna a sx invece ci sono le variabili che sono state inserite nel file excel e poi importate in SPSS. Non ci sono più i casi o i partecipanti alle indagini ma i nomi delle variabili inserite.
  • Nelle celle che si creano dall’incrocio delle righe e delle colonne trovi le espressioni delle caratteristiche per ciascuna variabile. Nella prima colonna trovi il nome delle variabili, la seconda colonna il tipo della variabile (caratteristica attribuita automaticamente da SPSS quando importi i dati. Il dato può essere numerico oppure stringa, oppure testo, oppure data oppure valuta, eccetera). A volte può capitare che SPSS interpreti male e compia un errore nell’importare una variabile. Per modificare l’impostazione ossia il tipo di variabile basta cliccare sulla cella di una data variabile e modificare l’impostazione. Cliccando sulla cella comparirà un quadratino e cliccando su quel quadratino compare la finestra che riporto qua sotto:

ESERCIZIO

Creazione di un database in SPSS

  1. Apri un nuovo file SPSS (File - > Nuovo - > Dati)
  2. Visualizzazione variabili
  3. Inserisci i nomi delle variabili nella prima colonna a sinistra. Il primo sarà ‘ab’ oppure ‘codice’
    • ossia il numero attribuito ad ogni singolo caso.

La parte a sinistra di file di output mostra la sintesi cronologica di tutte le operazioni che abbiamo effettuato con SPSS. La freccia indica il punto in cui l’output inizia, sotto la freccia troviamo due menù a tendina con le sotto voci:

  • Log: è la descrizione della stringa di comando necessaria per SPSS perché faccia le analisi richieste. La stringa di testo del log sarà utile anche in seguito per costruire il file di sintassi.
  • Il primo log si riferisce al comando di frequenze.
  • Il secondo log si riferisce al comando delle descrittive.
  • Il primo menù a tendina si chiama frequenze e comprende quattro sotto voci:
    • Titolo
    • Note
    • Statistiche
    • Indichi il grado di formazione più alto che ha raggiunto, ossia il label, l’etichetta attribuita a quell’item
  • Selezionando il titolo sulla sinistra vedrai che sulla destra viene selezionato il titolo dell’analisi che viene messo in evidenza.
  • Selezionando invece note sulla sinistra vedrai che sulla destra viene messa in evidenza la tabella con un riepilogo di quello che è stato chiesto a SPSS.
  • Facendo click invece su statistiche sulla sinistra vedrai che sulla destra viene selezionata o messa in evidenza una tabella di riepilogo della variabile su cui abbiamo lavorato. La tabella riporta informazioni sui casi validi, ossia 360 che sono i casi su cui SPSS ha lavorato e i casi mancanti, in questo caso sono 0.
  • Selezionando il nome della variabile ossia ‘indichi il grado di formazione più alto che ha raggiunto ’ sulla sinistra, vedrai che sulla destra viene messa in evidenza la tabella con le statistiche descrittive. Tornando al menù che compare sulla sinistra nel suo insieme quindi questo menù riporta la sintesi delle operazioni svolte nell’ordine cronologico in cui sono state richieste. Ogni elemento è selezionabile, modificabile, trasportabile e cancellabile. La parte a destra dell’output contiene i risultati delle operazioni che abbiamo chiesto a SPSS di calcolare. Ogni elemento di questa sezione è attivabile cliccandoci sopra due volte ed è modificabile. Oltre alle tabelle e alle informazioni riassuntive sui dati, in questa sezione vengono riportate anche

le informazioni di ‘warning’ cioè di avviso che SPSS restituisce nel momento in cui venga eseguita una operazione scorretta. Infine per salvare il file dati su SPSS basta:

  1. Clicca su file
  2. Salva con nome
  3. Scegliere nome e la destinazione, ossia la cartella in cui voglio salvare il file
  4. Per salvare i tre file di SPSS devo salvare uno per uno perché sono indipendenti
  5. Clicca su salva per terminare l’operazione. Il file di sintassi
  6. Apri un nuovo file
  7. Nuovo file
  8. Clicca su Sintassi Nello spazio più grande sulla destra si possono scrivere i comandi di sintassi oppure si può copiare un comando di sintassi di un file di output. A sinistra invece compare un elenco di tutti i comandi inseriti in ordine cronologico.

Ordina casi È una funzione che consente di ordinare i casi del database secondo un criterio stabilito a priori. Il comando ordina casi si trova nel menù a tendina dati, poi devo scegliere ordina casi e quindi devo scegliere la variabile che definirà il criterio secondo cui ordinare il database. Puoi inoltre scegliere se ordinare i dati in senso ascendente o discendente secondo il criterio che hai individuato. Sulla sinistra trovi l’elenco delle variabili che compongono un file dati. Questo è l’elenco delle variabili su cui SPSS può compiere calcoli o fare delle modifiche. Sulla destra invece c’è uno spazio bianco che rappresenta una specie di lavagna in cui inserire le variabili su cui si vuole svolgere una determinata operazione.

Aggiungi casi Consente di unire due file che contengono le stesse variabili, ma casi diversi. Si usa ad esempio quando due persone stanno lavorando sulla stessa raccolta dati. Ad esempio io raccolgo dati su 50 soggetti e la mia collega raccoglie dati relativi alle stesse variabili ma su altri 50 soggetti e mettendo insieme i file avremo dati per 100 soggetti rispetto alle stesse variabili. Quando raccogliamo dati può essere comodo lavorare su due file indipendenti. In questo modo ciascuna di noi ha il proprio file di lavoro e al termine della raccolta i due file possono essere uniti per ottenerne uno solo su cui fare le analisi.

Il comando aggiungi casi si trova nel menù a tendina ‘Dati’. Quindi seleziona dati sul menù in alto nella barra dei comandi, poi seleziona unisci i file, scegli poi aggiungi casi. Attiva l’opzione file esterno di SPSS e poi cerca. Attenzione: attivare l’opzione file esterno di SPSS significa che per aggiungere casi devo aver creato un secondo file SPSS da aggiungere al primo. Non posso unire un file excel ad un file SPSS. Una volta che ho cliccato su cerca, compare questa finestra e devo individuare la cartella in cui è contenuto il file che devo unire al precedente. Seleziona il file che vuoi unire con estensione .sav. Clicca su continua e la finestra che compare è divisa in due parti: a destra c’è l’elenco delle variabili che saranno inserite nel nuovo database, a sinistra invece troverai le variabili che non sono inserite nel database finale cioè sono le variabili in cui non ci sono casi in comune. Una volta fatto dai l’OK. Infine verifica il file finale. ESERCITAZIONE 1.