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MET. E TECNIC. RIC. PSIC. APPL. (QUALITATIVA E QUANTITATIVA) LEZIONI DI SPSS
Tipologia: Appunti
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SPSS – Statistical Package for Social Science Prof. Serena Petrocchi È un pacchetto statistico per le scienze sociali. SPSS lavora in ambiente Windows. SPSS viene utilizzato per conservare i dati in formato elettronico e per fare varie operazioni statistiche su di essi. È un assistente in grado di fare calcoli statistici anche molto complessi, in questo senso rappresenta un valido aiuto per l’analizzare i dati in modo veloce e rapido senza dover fare lunghi calcoli a mano. SPSS è un programma in grado di fare le principali analisi statistiche che normalmente si utilizzano nell’ambito della ricerca psicologica. Ad esempio per descrivere i dati, come le frequenze o le medie, o le relazioni fra dati come, ad esempio, quando si calcolano le regressioni. Ma non è consapevole di ciò che il ricercatore si attende di ottenere. Le scale di misurazioni delle variabili § Uno psicologo vuole verificare l’ipotesi che esista una relazione tra l’autostima e l’autonomia in un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver classificato ogni soggetto in base alla capacità di gestire autonomamente le proprie necessità quotidiane, stabilisce tra i suoi soggetti una graduatoria di autonomia (poco autonomo – mediamente autonomo - molto autonomo). Sottopone poi il gruppo di bambini ad un test di misura dell’autostima (10 item, con modalità di risposta su scala Likert da 1 a 10). In questa ricerca, la variabile autostima è una variabile misurata attraverso: a. Scala nominale b. Scala ordinale c. Scala a intervalli equivalenti d. Scala a rapporti equivalenti § Uno psicologo vuole verificare l’efficacia di un programma di recupero per bambini con difficoltà di apprendimento nella lettura. All’inizio dell’anno vengono scelti 30 bambini che presentano in modo marcato tale problema. Di questi 30 bambini, 15 selezionati a caso vengono sottoposti al programma di recupero, mentre gli altri 15 seguono il programma normale. Al termine dell’anno scolastico ai 30 bambini viene proposto un compito di lettura, durante il quale sono conteggiati gli errori commessi. La variabile difficoltà dell’apprendimento è misurata su scala? a. Scala nominale b. Scala ordinale c. Scala a intervalli equivalenti d. Scala a rapporti equivalenti La classificazione di Stevens prevede la possibilità di distinguere tra 4 livelli distinti di misurazione: o Scala nominale: Le variabili che si misurano sul livello nominale consentono di fare una classificazione in categorie. Gli elementi dello stesso tipo hanno uguale valore numerico mentre gli elementi di tipo differente rientreranno in un'altra categoria. Un esempio di variabile nominale è il genere, maschi e femmine, due categorie. Eventualmente possa attribuire a queste due categorie un valore numerico con un significato puramente
arbitrario. Con le variabili nominali posso avere informazioni solo sulle uguaglianze o sulla differenza tra gli elementi à si possono fare analisi descrittive minime. o Scala ordinale: Le variabili misurate su un livello ordinale hanno valori che possono essere ordinati in base alla loro grandezza. Da questi valori posso ottenere informazioni sulla loro posizione, sull’ordine ma non sulla loro differenza. Un esempio di variabile misurata sul livello ordinale è il titolo di studio. o Scala a intervalli equivalenti: Nella scala a intervalli invece non solo gli elementi sono ordinabili ma posso conoscere qual è la distanza che intercorre tra essi. La distanza che intercorre tra gli elementi di una scala a intervalli è sempre la stessa. Un esempio di scala a intervalli è la temperatura, gli elementi sono ordinati sulla scala, la distanza che intercorre tra essi è nota ed è sempre la stessa ma non c'è uno zero fisso significativo. o Scala a rapporti equivalenti: La scala rapporti quella scala che comprende tutte le caratteristiche delle scale precedentemente discusse e in più ha uno zero significativo e fisso. Ad esempio l'età è una variabile misurata su scala rapporti perché gli elementi possono essere ordinati, hanno una distanza fissa tra loro e c'è uno zero fisso significativo la nascita. Il livello di misurazione delle variabili diventa sempre più complesso a mano a mano che si procede dal livello più basso, il nominale, a quello più alto, il livello rapporti. Creazione di un data base in SPSS Quando si intende creare un database si può inserire i dati direttamente su SPSS oppure inserire i dati in un file Excel e poi importare questo file in SPSS. Questo secondo metodo in genere è maggiormente consigliato per due motivi:
Primo file che si apre è questo à file dei dati. È organizzato per righe e per colonne in modo simile al file excel. Il secondo è un file di output che ne parleremo in seguito. Importare i dati in SPSS
Visualizzazione variabili Appare una schermata che ti permette di organizzare le variabili oggetto di indagine. Le caratteristiche di questa modalità:
Creazione di un database in SPSS
ossia il numero attribuito ad ogni singolo caso.
La parte a sinistra di file di output mostra la sintesi cronologica di tutte le operazioni che abbiamo effettuato con SPSS. La freccia indica il punto in cui l’output inizia, sotto la freccia troviamo due menù a tendina con le sotto voci:
le informazioni di ‘warning’ cioè di avviso che SPSS restituisce nel momento in cui venga eseguita una operazione scorretta. Infine per salvare il file dati su SPSS basta:
Ordina casi È una funzione che consente di ordinare i casi del database secondo un criterio stabilito a priori. Il comando ordina casi si trova nel menù a tendina dati, poi devo scegliere ordina casi e quindi devo scegliere la variabile che definirà il criterio secondo cui ordinare il database. Puoi inoltre scegliere se ordinare i dati in senso ascendente o discendente secondo il criterio che hai individuato. Sulla sinistra trovi l’elenco delle variabili che compongono un file dati. Questo è l’elenco delle variabili su cui SPSS può compiere calcoli o fare delle modifiche. Sulla destra invece c’è uno spazio bianco che rappresenta una specie di lavagna in cui inserire le variabili su cui si vuole svolgere una determinata operazione.
Aggiungi casi Consente di unire due file che contengono le stesse variabili, ma casi diversi. Si usa ad esempio quando due persone stanno lavorando sulla stessa raccolta dati. Ad esempio io raccolgo dati su 50 soggetti e la mia collega raccoglie dati relativi alle stesse variabili ma su altri 50 soggetti e mettendo insieme i file avremo dati per 100 soggetti rispetto alle stesse variabili. Quando raccogliamo dati può essere comodo lavorare su due file indipendenti. In questo modo ciascuna di noi ha il proprio file di lavoro e al termine della raccolta i due file possono essere uniti per ottenerne uno solo su cui fare le analisi.
Il comando aggiungi casi si trova nel menù a tendina ‘Dati’. Quindi seleziona dati sul menù in alto nella barra dei comandi, poi seleziona unisci i file, scegli poi aggiungi casi. Attiva l’opzione file esterno di SPSS e poi cerca. Attenzione: attivare l’opzione file esterno di SPSS significa che per aggiungere casi devo aver creato un secondo file SPSS da aggiungere al primo. Non posso unire un file excel ad un file SPSS. Una volta che ho cliccato su cerca, compare questa finestra e devo individuare la cartella in cui è contenuto il file che devo unire al precedente. Seleziona il file che vuoi unire con estensione .sav. Clicca su continua e la finestra che compare è divisa in due parti: a destra c’è l’elenco delle variabili che saranno inserite nel nuovo database, a sinistra invece troverai le variabili che non sono inserite nel database finale cioè sono le variabili in cui non ci sono casi in comune. Una volta fatto dai l’OK. Infine verifica il file finale. ESERCITAZIONE 1.