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LINGUA E ACCESSIBILITA
Lezione 2 30.09. Il termine è comunemente associato all’accessibilità fisica in ambito architettonico e urbano e alla necessità di abbattere le barriere architettoniche per facilitare l’accesso delle persone con disabilità fisiche (permanenti o temporanee). Il termine viene usato anche in ambito informatico. «Per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.» (sito AGID, Agenzia per l’Italia digitale).
- Nel modello medico, la disabilità è un problema della persona, causato da malattie, traumi o altre condizioni di salute. o L’assistenza medica viene fornita in forma di trattamento individuale da parte di professionisti.
- Nel modello sociale , la disabilità deriva dalla interazione tra persona e condizioni esterne. o La gestione della disabilità necessita di azioni sociali. o E’ responsabilità collettiva della società implementare le modifiche ambientali necessarie per la piena partecipazione di tutte le persone nella vita sociale. Azioni e modifiche ambientali:
- eliminare le barriere
- aumentare i facilitatori BARRIERE E FACILITATORI
- Quali sono le barriere e i facilitatori per il linguaggio?
- Quali sono le barriere e i facilitatori per la comunicazione? Azioni e modifiche ambientali: o eliminare le barriere del linguaggio e della comunicazione o aumentare i facilitatori alla partecipazione comunicativa, in qualsiasi ambiente Si progetta per il maggior numero di persone, non si progetta solamente per la disabilita, si cerca di progettare per tutti.
Lavoreremo nella semplificazione dei testi, perché per poter semplificare bisogna essere consapevoli di cos’è complesso. Vedremo anche leggendo dei testi semplificati quanti elementi semplici essi contengono. Verso un ambente sempre più accessibile. La semplificazione ha vari livelli, non ci sono regole precise. LE DISABILITA ‘INVISIBILI’: disabilita sensoriale e del linguaggio Persone poco scolarizzate, le persone anziane, i bambini, tante persone possono avere difficolta nella comprensione di un testo complesso, persone immigrate, tante persone possono avere difficoltà. I testi possono presentare delle difficoltà di interpretazione anche per i buoni lettori. Sordità : acquisizione atipica, impedisce l’acquisizione diretta della lingua orale, possono presentarsi dei problemi in comprensione e in produzione. Disturbo primario del linguaggio : quasi il 5% della popolazione italiana Disturbo specifico dell’apprendimento : la lettura può essere difficoltosa, non solo riconoscere i grafemi e associarli ai fonemi, può essere compromessa la comprensione. È possibile che la stessa persona abbia anche una difficolta anche nella lingua orale. Circa 5% della popolazione scolastica. Afasia: disturbo acquisito dopo traumi a livello celebrale ACCESSIBILITA SU PIU PIANI Per abbattere le barriere del linguaggio e della comunicazione è necessario operare su piu piani:
- Intervenire sull’ambiente MINISTERO DELL'INTERNO, CIRCOLARE 1° marzo 2002, n. 4 - Linee guida per la valutazione della sicurezza
antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili ( GU
131, 6 giugno 2002)
o segnaletica luminosa e/o lampeggiante. o segnali visivi, per permettere la loro percezione ai soggetti che utilizzano solo tale modalità percettiva o impianti di segnalazione di allarme ottici o impianti di segnalazione di allarme a vibrazione (nel caso di persone che dormono o che possono non percepire i segnali ottici o acustici)
- Ambienti con caratteristiche acustiche e di luminosità adeguate: o ambienti con soffitti alti riverberanti sono barriere alla comunicazione per molte persone (ciechi, anziani, parlanti non nativi, persone con
LE DISABILITA ‘INVISIBILI’: DISABILITA SENSORIALE E DEL LINGUAGGIO
- Sordità: la compromissione del canale uditivo congenita o acquisita durante l’età evolutiva impedisce l’accesso diretto alla lingua orale e ne compromette il normale sviluppo; si presentano difficoltà in comprensione e/o produzione (1-2‰; Bubbico et al. 2006)
- Disturbo Primario del Linguaggio (DPL): può interessare uno o più moduli del linguaggio (fonologia, lessico, sintassi, semantica) e si presentano difficoltà in comprensione e/o produzione (4,8% della popolazione infantile italiana; Chilosi et al. 2017)
- Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA)/dislessia: compromissione delle capacità di lettura può causare difficoltà nella comprensione; possibile comorbilità con il DPL e dunque difficoltà anche nella lingua orale (4,9% della popolazione scolastica; MIUR 2018/19)
- Afasia: disturbo del linguaggio acquisito (ictus, trauma cranico) che interessa uno o più moduli del linguaggio; si presentano difficoltà nel processo di comprensione e produzione (3%; dati Federazione Associazioni Italiane Afasici) LA LINGUA DEI SEGNI ITALIANA (LIS) Utilizzata dalle persone sorde e dalle persone udenti che l’hanno imparata per motivi personali e/o professionali Dal 21 maggio 2021 è una lingua riconosciuta dallo Stato (Legge 69) A differenza delle altre lingue di minoranza, la LIS viene utilizzata su tutto il territorio nazionale LINGUA O LINGUAGGIO? lingua dei segni o linguaggio dei segni?
- “facoltà del linguaggio”: facoltà umana di esprimere e comunicare il pensiero attraverso un sistema di simboli uditivi o visivi.
- “lingua”: manifestazione della facoltà del linguaggio.
- “linguaggio”: sistemi di comunicazione animali o artificiali (es. il linguaggio delle api, i sistemi di programmazione, il linguaggio dell’arte, ecc.). SEGNI O GESTI? lingua dei segni o lingua/linguaggio dei gesti?
- “gesti”: movimenti che accompagnano la lingua verbale o nella pantomima
- “segni”: coppie arbitrarie di “significante” e “significato” lingue orali: significante è sequenza di suoni lingue dei segni: significante è insieme di movimenti delle mani, postura del corpo ed espressioni del volto TRADUZIONE E INTERPRETAZIONE Per garantire alle persone sorde segnanti un pieno accesso ai contenuti, si dovrebbero usare:
- video in lingua dei segni con traduzioni dei contenuti
- interpreti di lingua dei segni, anche da remoto La traduzione e l’interpretazione garantiscono un accesso diretto e completo alle informazioni.
• Se siete all’estero, ad es. in Francia:
preferite informazioni in francese, in inglese o in italiano?
ALCUNI ACCORGIMENTI PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE
- Essere pronti ad accettare modalità diverse di comunicazione e persone con difficoltà di eloquio.
- Chiedere alla persona con disabilità se c’è bisogno di assistenza alla comunicazione senza chiedere la natura della difficoltà) e quali sono le sue preferenze comunicative.
- Una difficoltà comunicativa richiede più tempo.
- Dare tempo, essere pazienti, fare una domanda alla volta.
- Non completare le frasi, non cercare di indovinare a meno che la persona abbia
- autorizzato a farlo esplicitamente.
- In caso di difficoltà di comprensione dell’eloquio, dirlo esplicitamente.
- Aspettare di adattarsi alle caratteristiche del parlante.
- Se possibile, spostarsi in uno spazio tranquillo per concentrarsi sulla comunicazione.
- Non presumere che una persona con difficoltà di eloquio abbia anche problemi di comprensione. Lezione 3 07. LINGUA E ACCESSIBILITA
- Il concetto di accessibilità applicato alla lingua e alla comunicazione
- Complessità e semplificazione
- L’accessibilità nell’amministrazione e in ambito culturale
- L’accessibilità a scuola
- Il ruolo della complessità nell’insegnamento esplicito delle strutture
- eliminare le barriere
- aumentare i facilitatori Accompagnatori, assistenti e familiari
- La persona con disabilità è l’interlocutore, non la persona di supporto o il familiare o l’interprete.
- Parlare sempre direttamente alla persona con disabilità, non alla persona di supporto o al familiare o all’interprete, a meno che non si siano ricevute istruzioni diverse.
- Non riferirsi alla persona con disabilità utilizzando la terza persona in sua presenza. Alcuni accorgimenti per una comunicazione efficace con i sordi
- Nell’accoglienza, per facilitare la lettura labiale, è opportuno: o assicurarsi di essere in uno spazio ben illuminato o la fonte luminosa deve illuminare il viso di chi parla o parlare lentamente ma non troppo o parlare chiaramente o parlare guardando in viso la persona sorda senza muovere la testa o la distanza tra gli interlocutori non deve essere molto grande o gli interlocutori devono essere disposti in semicerchio in modo da garantire che la persona sorda veda sempre chi sta parlando e possa seguire l’interazione
- In una conversazione di gruppo, la lettura labiale è difficoltosa. E’ opportuno parlare in piccoli gruppi.
- E’ sempre necessario ricordare che non tutti i suoni si possono “leggere” sulle labbra:
pane, ma cane, callo, gallo.
- E’ utile supportare la comunicazione con testi scritti.
- In particolare se una persona sorda deve comprendere contenuti non immediati, complessi, importanti, la lettura labiale potrebbe non essere sufficiente.
- In queste situazioni è più opportuno usare la lingua dei segni italiana (con sordi segnanti) e/o l’italiano scritto.
- Se non si conosce la lingua dei segni italiana, è necessaria la presenza di un interprete.
- Se la conoscenza dell’italiano scritto da parte della persona sorda non è sufficiente, è necessario usare la lingua dei segni italiana e/o un italiano scritto semplificato.
Intervenire sul messaggio MINISTERO DELL'INTERNO, CIRCOLARE 1° marzo 2002, n. 4 - Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone
disabili ( GU 131, 6 giugno 2002)
“il messaggio visivo deve essere completo e semplificato , in modo da non vanificare il suo obiettivo, tenuto conto delle limitate capacità di comprensione del linguaggio scritto da parte di taluni soggetti (ad es., se sordi segnanti) che, tuttavia, utilizzano solo il canale sensoriale visivo” “occorre che le istruzioni siano semplificate in maniera da risultare accessibili anche da parte di soggetti con inadeguata conoscenza del linguaggio scritto ” Plain language
- Anni ’70, USA: su pressione dei movimenti dei consumatori, alcune banche e assicurazioni iniziano un processo di ristrutturazione della loro comunicazione esterna.
• Compaiono le prime plain language laws: stabiliscono che alcuni tipi di
documenti (ad esempio, certi contratti) devono soddisfare determinati standard di leggibilità, a pena di invalidità.
- Plain Language Act 2010: gli uffici federali devono utilizzare una comunicazione che il pubblico comprende.
- Plain English Campaign, 1979 http://www.plainenglish.co.uk/ La semplificazione Per semplificazione linguistica, proponiamo di intendere il processo secondo cui a un elemento, forma o struttura X di una certa lingua o varietà di lingua si sostituisce/contrappone/paragona un corrispondente elemento, forma o struttura Y della stessa lingua o varietà di lingua o di un’altra lingua o varietà di lingua, tale che Y sia di
Ogni giorno, soprattutto da cent’anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell’antilingua. Caratteristica principale dell’antilingua è quello che definirei il “terrore semantico”, cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato, come se “fiasco” “stufa” “carbone” fossero parole oscene, come se “andare” “trovare” “sapere” indicassero azioni turpi. Nell’antilingua i significati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospettiva di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire qualcosa di vago e sfuggente. […]
Iniziative dell’amministrazione: semplificazione del linguaggio
burocratico
- Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi (1991), Osservatorio legislativo interregionale
- Codice di stile delle comunicazioni pubbliche scritte ad uso delle pubbliche amministrazioni (1994), a cura del ministro Sabino Cassese
- Manuale di stile. Strumenti per semplificare il linguaggio delle amministrazioni pubbliche, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica (1997), Alfredo Fioritto
- Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (2000)
- Direttiva sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi, Dipartimento della Funzione Pubblica (2002) (“Direttiva Frattini”)
- Il progetto per la semplificazione del linguaggio amministrativo, Ministero dell’Economia e delle Finanze (2002), Alfredo Fioritto
- Direttiva sulla semplificazione del linguaggio delle pubbliche amministrazioni (2005) Le indicazioni dei linguisti
• Capire e farsi capire (1996), Emanuela Piemontese
• Progetto di semplificazione del linguaggio (2002), Tullio De Mauro
• Guida alla scrittura istituzionale (2003), Michele Cortelazzo e Federica
Pellegrino
• Il comune scrive chiaro: come semplificare le comunicazioni al cittadino:
con 24 esempi di testi rielaborati e le istruzioni per scrivere con stile
(2005) , Michele Cortelazzo
• La scrittura burocratica (2005), Tommaso Raso
• Le «Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione» tradotte
in italiano (2008), Michele Cortelazzo, Chiara Di Benedetto e Matteo Viale
• Il linguaggio burocratico (2014), Sergio Lubello ecc.
Italiano “semplice”: il lessico Evitare
- parole rare, antiquate
- termini tecnici
- parole burocratiche
• nominalizzazioni ( avviamento, rinvenimento, contenimento,
asportazione, effrazione)
- anglicismi Spiegare i termini che non è possibile evitare.
Scegliere parole di uso comune Vocabolario di base, Tullio De Mauro, 1980
Nuovo Vocabolario di base, Tullio De Mauro, 2014
Vocabolario fondamentale (primi 1.991 lemmi del Lessico italiano di
frequenza/testi scritti)
Vocabolario di alto uso (successivi 2.750 lemmi) Vocabolario di alta disponibilità (altri 2.337 lemmi scelti da vari dizionari di uso comune) Italiano “semplice”: la sintassi Evitare
- frasi complesse, contenenti molte frasi subordinate, inclusi elementi parentetici
- frasi relative, in particolare oggetto (costruite sul compl. oggetto o preposizionale)
- frasi passive
- frasi con molte dipendenze pronominali, inclusi i soggetti nulli
- frasi “implicite” (all’infinito, al gerundio, al participio, il cui soggetto non è espresso) Scrivere chiaro Publications Office of the EU 10 regole :
- Per scrivere chiaro, chiaritevi le idee
- Pensate a chi legge
- Strutturate il testo: sottotitoli esplicativi, intestazioni e segni grafici
- Siate semplici e brevi
- Siate coerenti e curate la logica delle frasi
- Eliminate i sostantivi superflui - riscoprite la dinamicità dei verbi
- Preferite la forma attiva
o i bambini con dislessia hanno prodotto meno pronomi clitici (65%) dei controlli coetanei (90%) o 25% dei bambini con dislessia non hanno prodotto alcun clitico o solo in pochi casi (v. anche Zachou et al. 2013; Arosio et al. 2016; Vender et al. 2018) Asimmetria produzione orale di articoli e pronomi clitici nel DPL
Asimmetria produzione di articoli e pronomi clitici nei sordi Contro l’ipotesi fonologica, per un’ipotesi sintattica
- Articoli e pronomi clitici sono entrambi atoni
- Hanno una sintassi diversa: i pronomi clitici si muovono e creano una relazione a distanza; inoltre accordano a distanza con l’antecedente:
(van der Lely & Battell 2003; Stavrakaki 2006; Friedmann & Novogrodsky
- Guasti (2013): 18 bambini con diagnosi di dislessia, età media 9;4 21%
dei bambini dislessici hanno prodotto meno frasi interrogative con quale
dei controlli coetanei (v. anche Guasti et al. 2015) Produzione e comprensione di frasi relative
- A partire dai 4 anni, i bambini producono una buona quantità di frasi relative sul soggetto e alcune sull’oggetto (Belletti & Contemori 2010); queste ultime vengono sostituite dalle relative passive dai 6-7 anni (Belletti & Contemori 2010; Contemori & Belletti 2014; Del Puppo 2020; Volpato 2010, 2019).
- Difficoltà nella produzione e nella comprensione di frasi relative in bambini con DPL sono state osservate in varie lingue (Contemori & Garraffa 2010; Novogrodsky & Friedmann 2006).
- Difficoltà nella produzione, ripetizione e comprensione di frasi relative sono state osservate anche in bambini (Pivi, Del Puppo, Cardinaletti 2016; Arosio et al. 2017) e adolescenti con dislessia (Cardinaletti, Piccoli, Volpato 2022; Piccoli e Volpato 2022; Volpato 2022). Difficoltà con le relazioni a distanza
- In compiti di produzione elicitata, bambini con difficoltà linguistiche (DPL, sordità, dislessia) mostrano difficoltà con: o Frasi contenenti pronomi clitici (in particolare 3ACC) o Frasi interrogative o Frasi relative
- Le stesse costruzioni grammaticali continuano a essere problematiche in età adulta: pronomi clitici nel DPL in francese (Tuller et al. 2011), frasi relative nella dislessia in italiano (Cardinaletti & Volpato 2015) La complessità dei testi
- Dal punto di vista lessicale, un testo è complesso se contiene parole poco frequenti, parole burocratiche, nominalizzazioni
- Dal punto di vista sintattico, un testo è complesso se contiene subordinazioni, costruzioni con relazioni a distanza, pronomi.
- Si può misurare la complessità? Indice di Gulpease
- Indice di leggibilità di un testo tarato sulla lingua italiana.
• Pietro Lucisano e Maria Emanuela Piemontese, GULPEASE: una formula
per la predizione della difficoltà dei testi in lingua italiana, in Scuola e
città, XXXIX, nº 3, 1988 , p. 110-24.
- Definito nell'ambito delle ricerche del GULP (Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico) presso il Seminario di Scienze dell'Educazione dell’Università La Sapienza di Roma.
- L'indice di Gulpease considera due variabili linguistiche: la lunghezza della parola e la lunghezza della frase considerando il numero delle lettere.
- Calcolatore dell’indice di Gulpease: https://farfalla-project.org/readability_static/ Progetto di semplificazione del linguaggio (De Mauro 2002) CONTRIBUTI PER AGEVOLARE L’ACCESSO ALLA PRIMA CASA DI ABITAZIONE– QUINTO BANDO– DGR DEL Si comunica alla cittadinanza che dal giorno _____ è aperto ufficialmente il 5° bando per la raccolta delle domande di contributo regionale per la prima casa. La domanda deve essere presentata, entro e non oltre il 30 giugno 2006, unicamente in via informatica, presso i CAAF. Destinatari del bando sono tutte le famiglie, con esclusione delle persone sole (giovani coppie sposate da non più di tre anni o che si sposeranno entro un anno dalla data di approvazione della delibera, gestanti sole, genitori con uno o più figli minori a carico, nuclei famigliari con 3 o più figli). Saranno prese in considerazione le famiglie con
Un esempio: Ca’ Pesaro La Galleria Internazionale d’Arte Moderna La raccolta di arte moderna della città di Venezia inizia a formarsi nel 1897, grazie alla donazione di un nucleo di opere italiane e straniere da parte del principe Alberto Giovanelli, in concomitanza con la Biennale (nata nel 1895 su iniziativa del Comune) e nel 1902 trova la sua sede a Ca’ Pesaro che la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, ultima proprietaria del palazzo, ha lasciato quattro anni prima, proprio allo scopo di destinarlo all’arte moderna. Gulpease 43 ( molto difficile per chi ha terminato la scuola media; facile per chi ha terminato la scuola superiore) La raccolta di arte moderna della città di Venezia inizia a formarsi nel 1897, durante la seconda edizione della Biennale Arte. Il principe Alberto Giovanelli ha donato le prime opere italiane e straniere. Nel 1902 la Galleria trova sede a Ca’ Pesaro. Nel 1898 la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa aveva donato il palazzo alla città per questo scopo. Gulpease 63 ( facile per chi ha terminato la scuola media) https://capesaro.visitmuve.it/it/il-museo/la-sede-e-la-storia/il-museo-e-la-sua- collezione/ La collezione municipale d’arte moderna a Venezia è avviata nel 1897 in concomitanza con la seconda edizione della Biennale. Nel 1902 il Comune di Venezia designa Ca’ Pesaro, prestigioso palazzo barocco da poco donato alla città dalla duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, quale sede permanente della Galleria Internazionale d’Arte Moderna. (49) […] Nel 1914 vengono acquisite le più prestigiose cere di Medardo Rosso, negli anni ’60 il lascito De Lisi che arricchisce la Galleria di opere di Morandi, De Chirico, Carrà oltre che di
Kandisky, Mirò, Matta a coprire dei vuoti che la politica comunale di acquisti aveva lasciato, via via fino alla preziosa donazione Wildt del 1990. (50) […] Libero accesso … in villa (Confartigianato Vicenza) Villa Venier Contarini di Mira (Istituto regionale ville venete) Mappa multisensoriale e multimodale di orientamento: strumento di “accoglienza” per facilitare ai visitatori la fruibilità e la comprensione della Villa.
- testo scritto in italiano semplice
- disegni tattili
- video LIS (QR code)
- audio (QR code) Italiano “semplice” Testo originale: La Villa è un insieme di edifici e spazi aperti orientati secondo un asse centrale rivolto Nord- Sud. È composta da un corpo principale in cui alloggiavano i proprietari e una o più barchesse disposte ai lati, destinate ad ambienti di lavoro. Attorno ad essi sono organizzate altre costruzioni. o Testo riscritto: La Villa è un insieme di edifici e spazi aperti orientati secondo un asse centrale Nord-Sud. I proprietari alloggiavano nel corpo principale; le barchesse, disposte ai lati, erano ambienti di lavoro. Attorno a questi edifici si trovano altre costruzioni. Dizionario di Arte Contemporanea in Lingua dei Segni Italiana Castello di Rivoli, 2010 Arte povera (p.54) Arte povera è la definizione coniata alla fine degli anni sessanta da Germano Celant, riconducibile al Teatro Povero del regista polacco Jerzy Grotowsky, per designare una tendenza e un gruppo di artisti, ciascuno dei quali presenta comunque una forte individualità. Il tratto comune è il rifiuto radicale dei mezzi espressivi tradizionali per dare spazio a materiali non convenzionali, “poveri” appunto, sia naturali e organici, sia industriali, inclusi gli scarti della quotidianità. La materia viene elevata ad una dimensione epica, laddove la volontà di fondo è riappropriarsi di valori primari come il legame con la terra e con la natura, l’energia pura, la storia dell’uomo. (Gulpease 45) Arte povera (p.55)