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Principi e caratteristiche del testo: coesione, coerenza, intenzionalità, informatività - , Appunti di Comunicazione Professionale

Una panoramica dettagliata dei principi e delle caratteristiche fondamentali del testo, incluse la coesione, la coerenza, l'intenzionalità, l'informatività e l'intertestualità. Analizzato in base ai suoi piani morfologico, sintattico e testuale, e vengono fornite esempi di frasi semplice e composta. Inoltre, vengono spiegate le differenze tra la comunicazione orale e scritta, e vengono fornite indicazioni su come scrivere un titolo di studio e un avviso al pubblico.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 11/03/2024

Juliesufjan
Juliesufjan 🇮🇹

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TESTO significa trasmettere un messaggio, veicolare un’informazione.
Può essere formato da una sola parola o da infinte parole; può essere un testo singolo oppure
un testo
separato da altri testi. L’importante è che veicoli un’informazione (es. STOP). Il testo deve avere
una sua estensione per poter veicolare delle informazioni.
Deve rispondere a 7 caratteristiche/principi, ma i più importanti sono due:
- COERENZA interessa il piano logico: le informazioni devono essere coerenti tra loro. È il
principio
fondamentale, senza di essa un testo non comunica niente.
- COESIONE interessa il piano grammaticale: il testo deve seguire una struttura morfo-
sintattica precisa, non può essere slegato. I legamenti o connettivi rendono il testo coeso e
coerente.
La parola testo deriva dalla parola latina textus, tessuto (il bacino delle parole italiane è di base
latino e
greco).
Il testo infatti è come se fosse un incrocio di fili orizzontali (ordito) e di fili verticali (trama) che
passano
perpendicolarmente all’ordito grazie alla spola. Da questo intreccio si forma il tessuto, la trama
di un telaio =
la parola testo indica, dunque, il gioco di intreccio con cui le parole che costruiscono un’opera
sono viste,
nel loro congiungersi e incrociarsi, come i fili di un tessuto. Il tessuto talvolta si smaglia (si
rompe) e si deve
rattoppare in quanto il buco si vede, stessa cosa può succedere con il testo se manca di
coerenza e
coesione.
nformazioni del testo; i sostantivi possono essere un testo?
Il testo è composto da informazioni diverse tra di loro, alcune più importanti e altre meno:
- Informazioni di primo piano più importanti
- Informazioni di secondo piano, di contorno meno importanti
Non tutte le parole si possono definire testo, ad esempio i sostantivi sono parole che non
possono essere un
testo in quanto non veicolano alcuna informazione. Invece, le parole che trasmettono un
messaggio che si
traduce in un’azione possono essere considerate testo. I sostantivi sono caratterizzati da:
- Significante es. P+O+R+T+A, insieme di fonemi che formano la parola;
- Significato è una rappresentazione mentale dell’oggetto descritto dal sostantivo (del
serbatoio
lessicale di una lingua alcune parole si mantengono nel tempo, altre cadono in disuso, muoiono,
ma
subentrano altre parole. Nel momento in cui una parola entra nell’uso comune impariamo il suo
significato da cui deriva appunto una rappresentazione mentale dell’oggetto.)
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Anteprima parziale del testo

Scarica Principi e caratteristiche del testo: coesione, coerenza, intenzionalità, informatività - e più Appunti in PDF di Comunicazione Professionale solo su Docsity!

TESTO  significa trasmettere un messaggio, veicolare un’informazione. Può essere formato da una sola parola o da infinte parole; può essere un testo singolo oppure un testo separato da altri testi. L’importante è che veicoli un’informazione (es. STOP). Il testo deve avere una sua estensione per poter veicolare delle informazioni. Deve rispondere a 7 caratteristiche/principi, ma i più importanti sono due:

  • COERENZA  interessa il piano logico: le informazioni devono essere coerenti tra loro. È il principio fondamentale, senza di essa un testo non comunica niente.
  • COESIONE  interessa il piano grammaticale: il testo deve seguire una struttura morfo- sintattica precisa, non può essere slegato. I legamenti o connettivi rendono il testo coeso e coerente. La parola testo deriva dalla parola latina textus, tessuto (il bacino delle parole italiane è di base latino e greco). Il testo infatti è come se fosse un incrocio di fili orizzontali (ordito) e di fili verticali (trama) che passano perpendicolarmente all’ordito grazie alla spola. Da questo intreccio si forma il tessuto, la trama di un telaio = la parola testo indica, dunque, il gioco di intreccio con cui le parole che costruiscono un’opera sono viste, nel loro congiungersi e incrociarsi, come i fili di un tessuto. Il tessuto talvolta si smaglia (si rompe) e si deve rattoppare in quanto il buco si vede, stessa cosa può succedere con il testo se manca di coerenza e coesione. nformazioni del testo; i sostantivi possono essere un testo? Il testo è composto da informazioni diverse tra di loro, alcune più importanti e altre meno:
  • Informazioni di primo piano  più importanti
  • Informazioni di secondo piano, di contorno  meno importanti Non tutte le parole si possono definire testo, ad esempio i sostantivi sono parole che non possono essere un testo in quanto non veicolano alcuna informazione. Invece, le parole che trasmettono un messaggio che si traduce in un’azione possono essere considerate testo. I sostantivi sono caratterizzati da:
  • Significante  es. P+O+R+T+A, insieme di fonemi che formano la parola;
  • Significato  è una rappresentazione mentale dell’oggetto descritto dal sostantivo (del serbatoio lessicale di una lingua alcune parole si mantengono nel tempo, altre cadono in disuso, muoiono, ma subentrano altre parole. Nel momento in cui una parola entra nell’uso comune impariamo il suo significato da cui deriva appunto una rappresentazione mentale dell’oggetto.) 10.10.

L’italiano è una lingua S.V.O (soggetto, verbo, c. oggetto)  ha una struttura grammaticale ben precisa per poter veicolare le informazioni. Esempio di frase S.V.O: Laura (soggetto) legge (verbo) un libro (c. oggetto). Es. di frase non S.V.O: Il libro (c. oggetto) lo legge (verbo) Laura (soggetto). Il latino invece aveva una struttura frasale diversa (il verbo era posizionato alla fine, non era una lingua s.v.o.), nel lungo passaggio dal latino all’italiano, prima il latino rusticus dopo quello medioevale, i casi latini ono stati sostituiti dalle preposizioni e l’ordine della frase è cambiato. Si è dunque venuto a creare un ordine strutturale diverso, l’ordine S.V.O., detto anche ordine naturale o neutro. L’ordine S.V.O. va sempre tenuto presente, ma dal momento in cui sposto le “pedine” della frase si parla di ordine marcato  il primo oggetto della frase è quello su cui voglio focalizzare (marcare) la mia attenzione. Il testo è di solito articolato/esteso perché deve comunicare delle informazioni; deve avere un inizio, un centro e una fine; deve assolvere a 7 principi, i 2 più importanti sono: coerenza (piano logico, deve esserci un nesso tra i vari argomenti) e coesione (piano grammaticale). La coesione (piano grammaticale) è costituita da più aspetti:

  • Piano fonologico  costituito da: oSuoni (infiniti)  ogni lingua ha un suono diverso. Alcuni suoni sono caratteristici solo di una lingua; oGrafemi (limitati)  sono la rappresentazione grafica dei suoni. Nella lingua italiana ci sono parole omofone e omografe.
  • Piano morfologico  studia il verbo (coniugazioni), ma anche i pronomi [regole grammaticali];
  • Piano sintattico  studia le regole della frase, a seconda che ci siano più subordinate o coordinate si parla di ipotattico (una principale e tante subordinate), paratattico (una principale e tante coordinate);
  • Piano testuale  si vede l’insieme del testo e lo si analizza. Durante la scrittura di un testo bisogna tenere conto di 3 elementi principali (oltre ai 7 principi): Coerenza Coesione Funzione comunicativa  la comunicazione avviene in uno spazio e in un tempo preciso. Se si deve passare da una comunicazione orale ad una scritta cambia la struttura comunicativa del testo. Infatti, la comunicazione scritta e quella parlata funzionano in maniera molto diversa tra loro. Nel parlato il cervello lavora per micro-progettazione: in presenza ci sono continui condizionamenti tra

mantengono l’unità tematica.

  1. COERENZA  riguarda la connessione tra i contenuti presenti nel testo, tiene insieme il piano logico.
  2. INTENZIONALITA’  riguarda l’intento di comunicare qualcosa a qualcuno. Riguarda l’atteggiamento dell’emittente e la sua volontà di farsi capire. L’io comunica ad un tu che si deve “accendere” e diventare io, in questo senso si può definire la comunicazione egocentrica, in quanto si parte sempre da un io che si rivolge ad un tu.
  3. ACCETTABILITA’  riguarda l’atteggiamento del ricevente
  4. INFORMATIVITA’  il testo deve dare e veicolare informazioni: il suo scopo è proprio quello di trasmettere messaggi e informazioni. Il grado di informazione veicolato da un testo si chiama densità informativa.
  5. SITUAZIONALITA’  il testo va collocato dentro ad una situazione informativa, il contesto comunicativo all’interno del quale è inserito il testo è fondamentale affinché il messaggio che si vuole veicolare arrivi al destinatario. La pragmatica è il messaggio all’interno di un contesto. “cosa voglio comunicare?”, “a chi?”, “in quale modo?”, “in quale contesto?”  sono tutte domande da porsi prima di scrivere un testo.
  6. INTERTESTUALITA’  significato: tra due o più testualità; si possono fare riferimenti a testi e situazioni diverse dall’argomento di cui si stava parlando prima. I requisiti sono veri e propri principi costitutivi del testo anche se si pongono su piani diversi: la coesione e la coerenza sono caratteri incentrati sul testo; l’intenzionalità è un carattere incentrato su chi produce il testo; l’accettabilità riguarda l’atteggiamento del ricevente; l’informatività evidenzia il rapporto testo- realtà; la situazionalità evidenzia il rapporto testo-situazione; l’intertestualità definisce il rapporto testo- altri testi. Esempio di frase marcata: Anna, l’ho incontrata una volta alla stazione centrale e abbiamo scambiato qualche parola davanti alla biglietteria. È una frase marcata perché il c. oggetto (Anna) è spostato nel posto che normalmente dovrebbe occupare il soggetto (io), quindi è una frase di ordine, no S.V.O. (neutro). Sarebbe meglio riformulare la frase così: Ho incontrato Anna una volta alla stazione centrale… La comunicazione è orale (influenzata da gesti, intonazione, linguaggio del corpo) e scritta (ha necessità di un ordine sintattico lineare, non marcato, per il veicolare il messaggio) 28.10. Principio del destinatario  ognuno di noi vuole capire il messaggio che l’emittente sta comunicando. Esempio di frase e di come si può riorganizzare l’ordine delle “pedine”:

I limoni bisogna spremerne almeno 3 per fare una buona spremuta. -- > c’è un richiamo (ne) del soggetto (i limoni), ma non è così chiaro. Cambiamo l’ordine: Bisogna spremere almeno 3 limoni per fare una buona spremuta. -- > Ordine S.V.O (ordine basico della lingua italiana). Ricapitolando e aggiungendo informazioni L’italiano per funzionare ha bisogno di rapporti fonetici e sintattici. Morfologia = concordanza tra soggetto e verbo e tra sostituenti (pronomi) e verbi. Sintassi = regola i rapporti tra le frasi, come le parole si combinano tra loro per formare le frasi (i sintagmi sono i pezzi che compongono le frasi). Si occupa del valore semantico (significato) e sintattico di ciascun elemento della frase. Predicato = è la parte più importante dell’ordine S.V.O. perché può inglobare al suo interno sia il soggetto che il c. oggetto. (“sogno”  soggetto Io; c. oggetto i sogni). Soggetto = può essere sottinteso o incluso (nel verbo). La frase è una realizzazione astratta quando uniamo una serie di parole che ruotano intorno a un predicato e che insieme hanno un senso, allora si può parlare di frase. Essa ha senso compiuto a prescindere dall’emittente che la pronuncia/scrive, dal ricevente che la ascolta/legge e dal contesto situazionale in cui si colloca. Frase= forma di pensiero, le parole devono avere un senso logico e trasmettere un’informazione. Quando la frase ha una realizzazione concreta c’è un emittente che la produce in un determinato contesto temporale e situazionale, allora abbiamo a che fare con un enunciato. La frase può essere: a. Frase semplice  1 verbo b. Frase composta  2 o più verbi Le frasi, inoltre, devono essere collegate attraverso legamenti o connettivi che tengono insieme le frasi sia a livello strutturale che a livello semantico. Connettivi  tengono in piedi la coesione e danno un significato semantico alla frase. Possono essere di due tipi: a. Frasali  sono le congiunzioni. Es. Vado a scuola per imparare; b. Testuali  uniscono un blocco di testo ad un altro; possono essere anche congiunzioni, ma vengono poste in punti chiavi per poter legare insieme due blocchi testuali. Es. Sulla mia scrivania c’è un libro dell’accademia della cucina che ho appena comperato. Oggi pomeriggio mi dedicherò

  • Errori di battitura e ortografici
  • Mancanza di revisione finale 8.11. La cucina italiana viene esportata all’estero: Nel 1500 viene esportata per via aristocratica: le signore italiane venivano date in moglie a dei re europei e con sé portavano i loro cuochi, i loro corredi e le loro usanze (tovaglie, posate, bicchieri; viene esportato l’uso di vetro e ceramiche; in più si vede una diffusione di alcuni alimenti quali broccoli e carciofi). L’arte culinaria italiana diffonde quindi tante novità all’estero. Tra ‘700 e ‘800 la cucina italiana si diffonde grazie all’emigrazione: gli italiani si spostano verso nuovi continenti per trovare fortuna (es. America) e iniziano ad aprire i loro ristoranti italiani all’estero. I ristoranti vengono però visti come qualcosa di etnico e all’inizio vengono disprezzati. La cucina italiana all’estero, per un primo periodo, rimane quindi relegata ad una piccola cerchia di italiani che andava nei ristoranti italiani. Con il passare del tempo e lo spostamento degli italiani all’estero le pietanze e le parole tecniche della cucina italiana vengono diffuse all’estero  la parola “pizza” è una delle prime ad essere esportata. La cucina italiana però non può essere identificata come qualcosa di nazionale, poiché è una cucina regionale e cittadina. Questa sua caratteristica la si ritrova anche nella lingua italiana, che non si può definire solo come lingua nazionale, ma anche regionale e dialettale (dialetti).  l’italiano regionale ha all’interno delle spinte dialettali e c’è un trasferimento della cadenza dialettale nella lingua italiana. I dialetti hanno parità linguistiche con l’italiano, hanno sintassi e morfologia specifica come l’italiano; la loro diversità sta nel fatto che non esistono dizionari per la grammatica; dunque, non ci sono regole specifiche su come si deve scrivere e parlare, questo anche perché il dialetto si evolve più velocemente della lingua standard = italiano. Sono stati scritti molti libri di cucina, la lingua della cucina però è fortemente caratterizzata dalla varietà del luogo {diatopia = dia (attraverso) + topos (luogo)}. Il libro di ricette italiane più importante è sicuramente il ricettario di Artusi  lingua culinaria che ebbe maggiore successo. Ogni città ha un certo tipo di tovaglie, di piatti e di pietanze. N.B.: quando si prepara un piatto si deve tener conto dello storytelling, della storia di quel piatto, perché evoca delle emozioni/sensazioni  evoca il gusto nella mente e nell’idea.

La cucina monitora sia la cucina che la sua moda. Le ricette devono evocare ciò che è vecchio e le tradizioni. Quando gli italiani vanno all’estero adattano la loro cucina ai gusti del paese locale. RICETTA  TESTO REGOLATIVO. Cucina e lingua vanno a pari passo con la società. 9.11. Riscrittura della ricetta dello spezzatino di Artusi -> esercitazione a casa. 14.11. Analisi di un blog: I “contatti” vanno messi all’inizio della pagina, prima si dice cosa fa e produce quel blog e poi come si possono contattare le persone che vi lavorano. Il titolo è fondamentale nella stesura di un testo o di una qualsiasi progettazione scritta, perché guida il lettore verso l’argomento del testo. Il titolo condiziona il lettore e la sua futura lettura. Il titolo dei blog non andrebbe sottolineato, ma semplicemente messo in corsivo; va sottolineato solo quando si scrive a mano e lo si vuole distinguere dal resto del testo scritto in corsivo. Differenza tema-rema:

  • Tema = informazione principale. Prima parte della frase che codifica ciò di cui si viene a parlare nel testo, ossia il rema
  • Rema = informazione secondaria. È la seconda parte della frase che riprende il tema, aggiungendo nuove informazioni. Es. Torta di patate dell’Artusi (tema), inaspettatamente buona (rema). Le citazioni possono essere di due tipi: In corpo  inserite all’interno del testo; Fuori corpo  non inserite all’interno del testo, ma lasciare fuori. Dovrebbero essere di un carattere inferiore rispetto a quello del testo. 21.11. Ricetta “melanzane a barchetta”: il primo testo della ricetta è una tipologia di testo narrativo. I testi hanno prevalenza narrativa o descrittiva, ma non c’è mai una singola tipologia di testo all’interno di un testo ve ne sono tante con una che prevale sulle altre. Le fotografie delle ricette devono essere coerenti con il titolo e il contenuto della ricetta; perciò, quando si costruisce un blog o un qualsiasi articolo informativo bisogna sempre guardare se le fotografie sono coerenti con il titolo e il testo della ricetta o dell’articolo. Dopodiché in una ricetta vengono elencati gli ingredienti e infine viene aggiunto il testo del procedimento. Il procedimento oltre ad essere un testo regolativo può essere anche regolato da diversi passi (passo 1,

prof. Valerio De Cesaris, gli studenti del corso Mico vorrebbero organizzare una festa natalizia da tenersi il giorno 20/12/2022 presso l’aula Magna di Palazzo Gallenga dalle ore 18.00 alle 21.00. Garantiamo, naturalmente, il rispetto per la nostra incolumità e per gli arredi e gli ambienti, nonché la pulizia a fine festa. Certi di una Sua risposta positiva, La salutiamo cordialmente e La aspettiamo alla festa. Firma  studenti del Mico. (+ Dati di una persona che può essere contattata dal rettore) AVVISO per gli studenti del Mico di Unistrapg. Siete tutti invitati alla festa di Natale per il giorno 20/12 presso l’Aula Magna di Palazzo Gallenga. Portate bibite, patatine, ecc. 10 [4] Pieghevole Testo formato da 3 facciate interne e 3 esterne oppure due e due. A che cosa serve?  serve per pubblicizzare strutture turistiche, musei, città, monumenti. Una volta individuati i miei destinatari scelgo poi il registro linguistico adatto. Devo sapere chi sono i miei destinatari (come in qualsiasi altro testo). Anche il pieghevole seppur in maniera snella deve presentare una certa densità informativa. [5] Curriculum vitae et studiorum (al plurale curricula) In alto a sinistra dati: NOME E COGNOME Indirizzo: numero telefono: indirizzo di posta elettronica Il titolo va sempre centrato e in corsivo. Nel caso in cui uno scriva a mano il titolo va sottolineato, è una convenzione. Il curriculum va SOLITAMENTE compilato in ordine cronologico dal periodo più antico, vecchio, al periodo

più attuale: dalle esperienze meno recenti a quelle più recenti. Anche nei curriculum la gerarchia delle informazioni è importante. Come scrivere un titolo di studio  A.S. 2021-2022: Maturità presso l’istituto … di Reggio Emilia con punteggio 100/ A.A. 2022-2023: iscrizione al cds (corso di laurea) triennale in Made in Italy, cibo e ospitalità (da sottolineare nel caso di scrittura a mano) presso/ c/o l’Università per Stranieri di Perugia con voto Esperienze lavorative  stage o attività di tirocinio (sia stabilite dalla scuola che per scelta personale) e il periodo: se c’è un contratto mettere la data del contratto. Se si è lavorato in nero mettere: attività di supporto… Esperienze all’estero  inserire le proprie esperienze all’estero (luogo, periodo) Conoscenza delle lingue  conoscenza dell’inglese scolastico (buono) Conoscenze informatiche  inserire conoscenze informatiche ed eventuali certificati Alla fine del curriculum bisogna mettere data e firma. Ogni curriculum deve essere accompagnato da una lettera di presentazione. Inoltre, se si risponde ad un annuncio bisogna indicare dove si è trovato l’annuncio nella lettera. Curriculum Europeo Curriculum organizzato quando si lavora per un’istituzione si hanno dei campi precompilati; tipo l’università ha dei campi prefissati che i docenti devono per forza compilare [6] Relazione Tipo di testo professionale. Relata refero  riproposta di quello che è stato fatto. È un testo professionale perché ha vincoli di spazio e tempo. Si indicano: -Nome e cognome -Periodo di attività -Luogo Olio extravergine di oliva italiana Olio di oliva di categoria superiore non filtrata ottenuto direttamente da olive italiane e unicamente mediante procedimenti meccanici. Olio estratto in Italia da olive coltivate in Italia. L’olio Alfonso Priorelli viene prodotto dal 1980 dalla famiglia Priorelli. Simbolo di tradizione famigliare umbra l’olio Alfonso Priorelli si presta, grazie alla pregiata qualità delle olive italiane, ad arricchire ogni