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L'importanza di una buona architettura dell'informazione per ricucire il mondo fisico e digitale e migliorare l'interazione uomo-informazione. Esplorato il problema della coerenza e la necessità di adattarsi alle diverse strategie di ricerca dell'informazione. Introdotte le teorie dei prototipi e la matrice delle modalità di raccolta e ricerca. Il documento conclude con la necessità di organizzare e personalizzare le scelte per ridurre il tempo di scelta e il carico cognitivo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Oggi la progettazione dell’interfaccia non basta più ma dobbiamo guardare all’interazione uomo- informazione. SFIDA DELLA COMPLESSITA’: architettura dell’informazione trasversale che sappia ricucire mondo fisico e digitale o, più in generale, tutte le discontinuità tra i vari contesti della vita e migliorare l’interazione uomo- informazione elaborando modelli organizzati in grado di mantenersi stabili nel passaggio da un contesto all’altro, dal mondo fisico a quello digitale. Design (inteso come abbellimento, progettazione di un artefatto, progettazione di un servizio/processo) in una dimensione olistica: uomo + artefatto + contesto. CAPITOLO 2. IL PROBLEMA DELLA COERENZA Una buona classificazione dovrebbe utilizzare un unico criterio di divisione alla volta, come quello adottato dall’enciclopedia cinese di Borges: la suddivisione di un insieme di oggetti in classi dovrebbe essere operata impiegando un solo principio di sezionamento alla volta evitando di mescolarne più di uno. Essa ha però lo scopo principale di risolvere problemi, essere pratica, nasce come cosa scientifica ma si deve adattare all’uso. CLASSIFICAZIONE ARISTOTELICA : una categoria è un contenitore astratto dove ciascun oggetto sta dentro o sta fuori tale contenitore. L’appartenenza o meno ad una classe è determinata dalla presenza o dall’assenza di determinate proprietà: -ciascuna classe ha confini chiari e netti, -sia indipendente da colui che opera, - nessun elemento di una classe ha uno statuto speciale. Spesso gli elementi di una categoria sono tenuti insieme non da relazioni logiche di tipo aristotelico ma da modelli di tipo anagrafico basati sullo sfondo culturale di ognuno Lakoff dimostra che queste implicazioni non sono vere: se esistono vari schemi per classificare una collezione di elementi in base a quale criterio conviene scegliere uno o l’altro? In base a quale criterio si valuta la coerenza interna di un certo schema? Risposta: sia la sua scelta che la coerenza interna vanno commisurati al contesto, alla cultura e visione del mondo che ha prodotto quel sistema di classificazione; ogni schema di classificazione va commisurato al contesto, agli obbiettivi e al pubblico cui è destinato. Utente-contesto-obiettivi (conseguenze del lavoro di Lakoff tratte da Donna Maver) : -non esistono classificazioni sbagliate o giuste ma più o meno appropriate ad un certo uso -categorie miste o ibride esistono nella nostra mente -qualunque combinazione o schema si scelga non otterremo mai un confine netto tra le classi ma solo tra i vari elementi centrali (prototipi) -usare tali elementi prototipici per individuare e rappresentare una classe agevola l’utente nel processo di comprensione e scelta. PROCESSI DI RICERCA: -processo TOP DOWN: - processo BOTTOM UP: raggruppamento di raggruppamento di dettaglio dettaglio via via crescente via via decrescente
La teoria dei prototipi suggerisce di iniziare la classificazione dal mezzo, ovvero dalle classi di livello base (che di solito hanno nomi brevi e usati di frequente, e familiari agli utenti), raggruppandole da un lato in categorie di livello superiore, dall’altro scomponendole in categorie di maggiore dettaglio. Per Aristotele alcune classificazioni NON sono mai logiche, mentre per Focault e Lakoff SI se sono utili a qualche scopo. CAPITOLO 3. IL PROBLEMA DELLA FLESSIBILITA’ Privilegiando uno o un altro punto di vista si ottiene un diverso modo di classificare questo prodotto. Ciascun criterio corrisponde ad una diversa esigenza o a un diverso obbiettivo che di volta in volta la classificazione si propone in quanto si porta in primo piano una proprietà rispetto ad un’altra. Ciascuna delle possibili dimensioni di un oggetto o informazione può idealmente corrispondere alle differenti esigenze del pubblico che si relaziona con essi. È necessario che un sistema di classificazione tenga conto e sappia adattarsi a questa eterogeneità di strategie di ricerca dell’informazione che diversi utenti attuano. Marcia Bates: serie di studi che ha indagato le modalità di ricerca dell’informazione e le diverse strategie di raccolta, disposte in una matrice bidimensionale. DUE ASSI DI RACCOLTA E RICERCA: indicano il grado di consapevolezza dell’individuo circa l’informazione ricercata (verticale) e il grado di volontarietà del processo di ricerca (orizzontale) Verticale diretto: specifico cosa cerco Verticale indiretto: non so cosa sto cercando Orizzontale attivo: ricerca attiva di un’informazione Orizzontale passivo: acquisizione passiva di un’informazione Quindi 4 strategie: -SEARCHING: ricerca attiva e consapevole di un’informazione specificabile (1%) -MONITORING: monitoraggio ovvero capacità di assorbire dall’esterno informazioni di specifico interesse senza cercarle direttamente (14%) -BROWSING: esplorazione ovvero ricerca senza uno specifico interesse ma ci esponiamo attivamente alla possibilità di acquisire nuove informazioni (5%) -AWARENESS: acquisizione o consapevolezza ovvero acquisizione passiva di informazioni e in maniera indiretta (80%) (Tot: 94% della ricerca avviene in modo passivo) LEGGE DEL MINIMO SFORZO: regola il nostro sistema di information seeking al punto che spesso accettiamo anche contenuti di bassa qualità o affidabilità pur di non ricorrere a strategie di ricerca attive le quali comportano sforzi, tempi e competenze maggiori. Satisfacing: nella maggior parte dei casi non facciamo la scelta migliore ma scegliamo l’opzione più ragionevole. L’aumento rapidissimo delle informazioni, dei prodotti e delle scelte porta vantaggi ma rende più complessa la procedura di ricerca e selezione dell’oggetto. Vi sono due modalità in cui un messaggio può raggiungere il destinatario (o i destinatari):
disponibili (conciliare raccolta delle bacche e coda lunga con paradosso della scelta ed eccesso di informazioni). [Se ci sono n. alternative equiprobabili il tempo che impieghiamo a sceglierne una è proporzionale al logaritmo con base 2 di (n.+1) tempo = A + B log base 2 di (n.+1) A e B dipendono: se le scelte sono presentate in modo confuso cresceranno, mentre l’abitudine tende a far diminire B.] Questa relazione è logaritmica e non lineare e si può spiegare con il fatto che al momento di effettuare una scelta anziché considerare una alla volta ogni opzione noi suddividiamo l’insieme di opinioni in categorie scartandone progressivamente una parte. Perciò a parità di condizioni all’aumentare del numero di opinioni aumenta senz’altro anche il tempo di reazione e a parità di numero di scelta sono e condizioni A e B ad influire sul tempo. Il tempo necessario per compiere una scelta non è solo funzione del numero di scelte possibili ma anche del criterio in base alle quali le scelte sono presentate. ORGANIZZARE E RAGGRUPPARE: questa strategia può essere applicata per ridurre il tempo di scelta e il relativo carico cognitivo in due direzioni: - elencare le voci in menù cercando di seguire un criterio significativo per l’utente, - se non vi è modo di fornire un ordine significativo alle cose operare un raggruppamento su più livelli. CONTESTUALIZZARE E PERSONALIZZARE: non si tratta di ridurre le scelte ma di mostrarle solo al momento opportuno e in modo opportuno ovvero appropriato allo scopo, ai gusti e agli interessi dell’utente. Se cerco di guidare il pubblico verso l’ambito di interesse nel modo più agile possibile e presentandogli ulteriori scelte solo quando questo abbia selezionato un bersaglio: focalizza e amplia. CAPITOLO 6. CIRCOLARITA’ DELL’INFORMAZIONE E SIMULTANEITA’ I due assi dell’architettura dell’informazione sono quello verticale, che rappresenta le relazioni gerarchiche tra gli elementi di un sistema e stabilisce a quale categoria appartiene ciascun elemento, e quello orizzontale che raffigura le relazioni di contiguità semantica tra gli elementi appartenenti a categorie differenti e distanti. Ex. “Orlando furioso” e “Pulp fiction” sono circolari perché inizio e fine del racconto si saldano tra loro ad anello. L’asse verticale costituisce ancora oggi la dimensione predominante, ma RFID, touchscreen ecc permettono oggi di realizzare la dimensione orizzontale dell’architettura dell’informazione consentendo, attraverso la correlazione tra singoli prodotti, percorsi alternativi e personalizzati: -percorsi tematici, -percorsi per abbinamenti, -prodotti consigliati o più venduti per risolvere l’imbarazzo della scelta davanti a diverse marche o varianti dello stesso prodotto. CAPITOLO 7. UNIFICAZIONE È possibile creare una continuità fra diversi canali o ambienti anche dal punto di vista dell’esperienza dell’utente, usando un modello unificato di architettura dell’informazione e di interazione uomo- informazione. L’architettura diviene collante sotterraneo tra diversi contesti esperienziali. ESPERIENZA PONTE: garantire all’utente una continuità nel passaggio da un contesto all’altro e permettere all’utente di mantenere un modello mentale e un’interazione omogenea nel passaggio: -da software o sito ad un altro, -da software a web, -da hardware a software, -da web a mondo fisico. In particolare nella complessità dello scenario attuale è importante garantire continuità di interazioni uomo-informazioni in quei canali o mezzi appartenenti a uno stesso ente o istituzione in questo modo:
senso di familiarità e minore stress cognitivo, non necessità di apprendere ogni volta un modello nuovo, rafforzamento del senso di identità per l’azienda e di appartenenza per l’utente. Oggi la “corporate identity” si limita spesso al design dell’identità visiva ma nell’identità di un’azienda rientrano anche l’organizzazione dei flussi informativi e l’interazione con gli utenti = mantenere costante il modello di interazione uomo-informazione. Essere parte dell’esperienza attraverso startegie progettuali diffuse nel web: -modelli di classificazione alternativi o quello gerarchico enumerativo come la classificazione a faccette -classificazioni sociali (top view, correlazione prodotti senza base degli acquisti) -personalizzazione sulla base della navigazione -tagging collaborativo Queste sono tutte correlazioni orizzontali che permettono all’utente di optare per percorsi alternativi rispetto allo schema di classificazione principale o di costruirsi delle strade su misura. SIMULTANEITA’ E CONVERGENZA: progettando in vista di una complementarietà tra web, negozio e dispositivi mobili o carte magnetiche/digitali sarebbe possibile garantire quell’accesso plurale e personalizzato. Collegandosi al sito del negozio si potrebbe creare la wish-list, andare al negozio ed essere automaticamente riconosciuti tramite carta socio e trovare i prodotti già scelti nel sito pronti per essere acquistati o, addirittura, solo da ritirare in quanto il pagamento è avvenuto via web. Complessità: da “complesso” ovvero ciò che è tenuto insieme, quindi significa relazione e implica un processo : è processuale un modello integrato di architettura dell’informazione è possibile se lo si intende come progetto di interazione o di processi informativi più che di singoli oggetti di informazione; non si possono guardare i sistemi scomponendoli nelle sue parti, la peculiarità e l’origine di un sistema è dato dai vari legami che ogni variabile intrattiene con le altre.