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appunti del corso di linguistica dei media del 2013 della prof.ssa Bonomi
Tipologia: Appunti
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I giornali a differenza di altri media come la televisione, sono stati molto studiati dal punto di vista linguistico sia per quanto riguarda la loro storia passata sia per il giorno di oggi. Una panoramica storica è utile per varie ragioni, una è vedere come nel caso del nostro paese e della nostra lingua è utile vedere come si è arrivati ad un linguaggio giornalistico come quello dei nostri giorni attraverso un percorso molto difficile e faticoso che partiva dalla lingua letteraria, perché la nostra storia linguistica per secoli è stata di lingua colta e quindi letteraria. È utile vedere come lo strumento del giornale abbia avuto un ruolo importantissimo anche dal punto di vista linguistico in un paese come il nostro che si è unificato tardissimo e ha avuto un’unificazione politica tardiva e che si trovava nelle condizioni difficilissime della mancanza di una lingua unitaria. Nel 1861 la maggior parte della gente parlava il dialetto e non conosceva la lingua italiana. Il cammino del linguaggio giornalistico è stato di fondamentale importanza ai fini di una costituzione e di una diffusione dell’italiano nazionale. Dal 700 a metà dell’800 i giornali faticosamente si avvicinano al momento in cui ci sarà un linguaggio giornalistico. Nel secondo 700 il giornalismo italiano pur non essendo ancora maturo dal punto di vista linguistico diventa uno strumento di comunicazione molto importante e soprattutto si delinea in maniera chiara la distinzione tra giornali letterati e gazzette di argomento politico. Troviamo dei giornali letterali già nel 600 ma non hanno la statura e l’importanza che prenderanno nel 700, erano rassegne bibliografiche, recensioni di libri, non avevano volontà di comunicare se pur ad un target ristretto e non fornivano spunti di riflessione. Nella prima metà del 700 ci sono alcuni giornali importanti: Venezia il giornale dei letterati di Italia (1710-40), a cura di letterati e uomini di cultura di grande importanza come Scipione Maffei e Apostolo Zeno, scienziato Antonio Vallisneri. Ci si apre e si comprendono anche argomenti scientifici ma nel senso che si fanno rassegne bibliografiche non si disquisisce. Nella seconda metà del 700 con l’illuminismo il giornalismo acquista quel carattere di strumento di informazione e di comunicazione, stimolazione di idee che poi resterà stabilmente uno dei suoi caratteri. Quali sono i giornali che nel secondo 700 incidono sulla vita culturale: a Venezia abbiamo il giornale enciclopedico o l’europa letteraria, a Pisa il giornale dei letterati, a Bologna le raccolte enciclopediche e a Milano il caffè dei fratelli Verri e Beccaria e la Gazzetta enciclopedica giornale settimanale che cerca di conciliare cultura letteratura e politica. Il Caffè è un tipico giornale dell’illuminismo che viene fondato negli anni 60 del 700 da Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria e altri uomini di cultura della Milano illuminista che non si occupano solo di letteratura ma anche di economia, agricoltura, scienze,economia ecc. una presenza molto significativa. Dichiarazione che Pietro Verri fa scrivendo al fratello nel 1779: "Io credo che se v'era modo di migliorare la generazione nascente era quello del Caffè. Una guerra perenne, un ridicolo incessante frizzato ogni settimana sulla grave stolidità, sulla ostinata
pretensione, sopra le scioccherie nazionali; (Volontà di rinnovamento culturale, delle idee di cui il giornale si faceva strumento)
questa era una rugiada; un foglio era appena sensibile; ma una azione anche piccola continuata fa effetto, e costoro ( i conservatori, coloro che non hanno intenzione di rinnovare la società ) non si vincono mai svelando loro in faccia il bello e il grande, ma le orticate del ridicolo le sentono, fremono, tacciono, s'avviliscono, e la vista armata si ritira, e i pochi s'avanzano, e fanno seguaci". Dichiarazione di stampo illuminista sul significato che n giornale può avere nel rinnovamento della società e della lingua. Un aspetto molto interessante del caffè è quello relativo alla lingua in quanto il Caffè si pone in una prospettiva di rinnovamento anche linguistico. Occorre sottolineare che a quest’epoca la gente comune usava il dialetto e le persone colte ed i nobili usavano molto il francese. L’italiano era poco o nulla lingua della comunicazione quotidiana e la lingua che si usava nella letteratura ma anche nei giornali letterati era la lingua della letteratura. La storia della lingua italiana è segnata da una impronta fortemente letteraria, l’italiano nasce dal fiorentino letterario del 300, rimane attraverso i secoli lingua della letteratura codificata nel 500 dai grammatici che si oppongono a trasgressioni e allontanamento del canone letterario trecentesco così va avanti modificandosi ma restando di stampo letterario. Oltre che nella letteratura la lingua si usava negli atti pubblici, nella burocrazia quindi non aveva soltanto impieghi letterari, ma questa lingua pratica era fortemente legata e dipendente da quella letteraria e con apporti del latino e influssi dei dialetti regionali. (latino grava a lungo come lingua della cultura). I letterati del caffè si battono perché la lingua si rinnovi, non sia più condizionata dal canone soprattutto dei grammatici e dell’accademia della crusca ( inizio 600) che la vuole ancorata al passato. Alessandro Verri scrive un articolo sul Caffè che si chiama rinunzia avanti notaio al vocabolario dell’accademia della crusca. Provocatoriamente fa un manifesto nel quale si dice che bisogna rinunciare alle posizioni dell’ accademia e innovare la lingua, non avere restrizioni sui vocaboli nuovi che anche se non utilizzati da Dante,Petrarca e Boccaccio autori del 300 devono essere usati perché riflettono le cose nuove della società come ad esempio i nuovi prodotti che vengono dalle colonie e non avevano nomi della tradizione. Nonostante queste dichiarazioni così coraggiose la lingua del Caffè resta letteraria, certo si citano parole nuove ma è lingua letteraria, non siamo ancora di fronte ad un linguaggio giornalistico. Inoltre il Caffè come gli altri giornali aveva una circolazione limitata ed era letto da una cerchia ristretta di persone. Per quanto riguarda le gazzette i precedenti sono gli avvisi, piccolissimi fogli. Nel 700 sono ancora imperfette e consistono in raccolte di notizie ufficiali sui personaggi reali, sulle corti, editti ecc, ma erano notizie prive di commento,mancava del tutto la cronaca cittadina ed inoltre le notizie erano sottoposte ad una rigida censura. Esempi di gazzette: la gazzetta veneta di Gaspare Gozzi e la gazzetta di Milano cui collabora anche Parini. Le gazzette cambiano volto alla fine del 700 con il periodo rivoluzionario: aumentano considerevolmente di numero e diventano veri e propri organi di informazione politica. Emergono dichiarazioni di voler essere capiti dal popolo e di utilizzare il dialetto. Dichiarazioni a favore di una semplicità di lingua nelle gazzette (periodo rivoluzionario):
capite, aveva spedito un araldo al Generale Prevost, ad oggetto si arrendesse con tutte le sue truppe all'armi di Sua Maestà Cristianissima, con rappresentargli, che le sue truppe eran quelle che ultimamente conquistarono [...] (“La Gazzetta di Milano” 1780).
-Scorso(seconda riga): mancanza di tempestività,
Gazzetta di fine settecento: Ognuno si ricorda lo straordinario fremito di gioia che, al primo scendere de' francesi, si suscitò ne' popoli italiani. Memori questi della loro antica prosperità, si alzarono dal monarchico letargo a nuove e sublimi speranze, e ravvisarono nelle truppe nemiche ai loro re i propri liberatori. Ma sgraziatamente si è abusato di queste felici disposizioni; uno stormo di avvoltoi, quanto piccolo tanto più ghiotto e feroce, si è sparso su la misera Italia; e si trovarono pure tra le nostre autorità uomini che o per perfidia o per debolezza loro lambendo gli artigli, se non alla preda, almeno allo strazio parteciparono. Per tal modo si è stancata la pazienza de' popoli; lo spirito pubblico si corruppe; e tutti quasi si consunsero que' mezzi, onde si avrebbe facilmente potuto, insieme alla libertà, la felicità dell'Italia ristabilire. (Il Tribuno del popolo 1797).
Periodo giacobino, linguaggio si semplifica e modernizza, vi è la preoccupazione di farsi capire
Un arrivo sì improvviso e inaspettato ha consolato, riscosso, elettrizzato gli spiriti di tutti gli amici della libertà, già preparati ad un migliore avvenire da i brillanti successi delle armi repubblicane: ma il motivo della sua venuta, ma lo stato della sua armata di Egitto, ma i progetti di quest'anima ardente e insaziabile di gloria, tutto è ancora mistero. (Gazzetta nazionale della Liguria 1799)
-strutture ternarie e binarie si gioca con le parole per creare enfasi, partecipazione, -riga 3: struttura ternaria con tre soggetti, finalità persuasiva,
Da ogni parte rimbombavano lamenti e grida; figliuoli e bestie e uccelli correre confusamente per le strade; partorire prematuramente donne Indiane, e Spagnuole, senza poter avere il menomo
soccorso; tutto essere orrore; senza punto scoprirsi la cagione di codesto inaudito fenomeno (Ragguagli di vari Paesi 1765)
-infiniti narrativi: uso empatico -sepagnuole: elemento di fonetica, dittongo uo, -menomo, minimo (variante fonetica) -codesto forma ormai estranea nella lingua moderna oggi utilizzato nel linguaggio burocratico. Nei giornali si trovano diversi casi di varianti fonetiche tipiche del linguaggio letterario come per esempio imperadore per imperatore, eglino per essi, prouva per prova ecc…
Tra le tante componenti del linguaggio giornalistico settecentesco troviamo anche la componente regionale. Lessico ricchissimo proprio perché si affrontano temi diversi. Spesso si prendono parole già esistenti e gli si dà un nuovo significato. Forte influsso del francese, l’italiano inoltre mancava di alcuni termini soprattutto nel settore delle scienze e della filosofia o negli ambiti tecnici. Si parla di prestiti linguistici. Le parole stranire invece di essere accolte in totot così com’erano venivano italianizzate. Es. toilette = toeletta. La lingua francese viene poi imitata anche nelle strutture, infine esistono costrutti marcati in cui si sceglie un ordine delle parole non lineare. (la casa la pulisco il sabato). Accanto alle parole nuove ci sono moltissime parole letterarie e poetiche o in disuso.
GIORNALISMO DELL’800 (fino all’unità 1861) Rigido controllo politico dopo il periodo rivoluzionario napoleonico, il giornalismo risente della censura e delle imposizioni. Gazzetta: la gazzetta del primo 800 è simile a quella del 700 quindi troviamo: -casualità nella scelta delle notizie, -mancanza di tempestività, -influsso del giornalismo francese. Tuttavia il numero delle grandi testate si riduce, a Milano nel 1815 trovano posto solo due gazzette: il corriere milanese e il giornale di Milano. Nelle gazzette del primo 800 non esistevano commenti e le sezioni erano mescolate e non divise in settori. Più che altro si parlava delle attività dei regnanti. Le notizie di politica interna (molto poche) erano riunite in un articolo composito che ospitava notizie diverse. Per quanto riguarda l’ordine delle notizie, prima si mettevano quelle più vecchie e in fondo quelle più recenti , a volte inserite solo in alcune copie perché non si modificavano quelle già stampate. Le notizie erano poi esposte con imparzialità: si dice, si pensa. Prima le notizie estere poi quelle interne. Oltre alla politica si potevano trovare recensioni di spettacoli o in esigua quantità anche cronaca cittadina (tendenzialmente poco gradita alle autorità. Giornali letterali: “il conciliatore” di impostazione romantica/ classica. Ci sono poi testate che si aprono ad una più ampia comunicazione ed accolgono informazioni culturali e letterarie dall’Italia e dall’estero. Lo stile però è meno elevato “il raccoglitore italiano e straniero”. Periodici tecnici:si dividevano in due tipologie e diffondevano una terminologia tecnica (tecnico- divulgativo, tecnico- scientifico come il politecnico di Cattaneo). Riviste di varietà:erano giornali letti per lo più dalle donne, trattavano di moda ma anche di politica (il corriere delle dame).
La scuola in questo periodo è il mezzo più potente per la diffusione dell’italiano anche se il processo è molto lento perché l’obbligo scolastico non è omogeneo su tutto il territorio. La burocrazia ed i giornali sono altri mezzi per la diffusione dell’italiano. La leva obbligatoria obbliga inoltre tanti giovani a circolare all’interno de paese e a confrontarsi con dialetti diversi ma soprattutto con le istituzioni e quindi con l’italiano. Un altro fattore importante è l’emigrazione perché chi va all’estero guadagna manda i soldi a casa, aiuta la conduzione economica e permette di mandare la famiglia nella direzione di un innalzamento culturale e linguistico. Oltre alla migrazione estera vi è anche una componente di migrazione interna dalla campagna alla città. Anche qui vale lo stesso discorso. Gli italofoni ( chi parla italiano) al tempo dell’unità d’Italia sono il 2.5%. studiosi diversi hanno avuto opinioni diverse (perché non esiste una documentazione precisa) ed hanno alzato la percentuale al 10% ma non oltre. I giornali in questa situazione giocano un ruolo importante e anche il carattere delle testate cambia molto. Nascono le grandi testate che sopravvivono ancora oggi: -“la nazione” (1859), -“la perseveranza” (Milano) (1859), -“l’osservatore cattolico” (1864), -“il secolo” (Milano, giornale socialisteggiante) (1866), -“la stampa” (1867), -“il corriere della sera” (1876), -“il messaggero” (1878), -“il piccolo” (1881), -“il resto del carlino” (1885). Sono testate regionali perché nascono in ambito regionale, ma alcune con il tempo diventano testate nazionali. Sono molto diverse dalle gazzette: -imprese con direttori, -impostazione molto matura, -molti giornalisti ed inviati, -impronta più moderna e consapevole della lingua italiana, -aumento cronaca politica interna, sezione “cronaca parlamentare”, -presenza di mezzi tecnici come il telegrafo (inventato nel 1876 ha conseguenze importanti dal puto di vista linguistico perché consente una diretta trasmissione delle notizie e induce ad una brevità sintattica chiamata sintassi telegrafica ossia notizie brevi con frasi divise dal punto fermo), -aumento dei contenuti come la cronaca cittadina, cronaca nera, sport (equitazione e ciclismo chiamato velocipedismo), economia, pubblicità. Presenza di annunci che pubblicizzano prodotti cosmetici, farmaceutici.
SECONDA META’ DELL’OTTOCENTO: CRONACA E POLITICA Nella seconda metà dell’800 ci sono due diversi linguaggi, uno per la cronaca e l’altro per la politica. Cronaca: Per quanto riguarda la cronaca sono tipici l’uso dell’imperfetto cronistico al posto del passato remoto, gli stereotipi , frasi fatte e l’elemento burocratico.
Es. : “una bambina, certa Angela” -cambio di struttura della frase, -gerundio assoluto, essendosi recata “Impossesatisi di questi oggetti”
-primo periodo ben costruito, sobrio, chiaro, comunicativo con la spezzatura dei : e con una costruzione funzionale alla comunicazione del contenuto, -permangono concetti e lessico non molto moderno,
Il linguaggio della pubblicità è un tipo di linguaggio settoriale con caratteri propri molto specifici e con lo scopo della persuasione. Nell’800 gli annunci pubblicizzano prodotti cosmetico-farmaceutici editoriali. Il tono è narrativo e discorsivo, siamo ancora lontani dall’incisività moderna. Per quanto riguarda la lingua vi sono componenti letterarie ricercatene componenti del parlato. Elencazione, ridondanza verbale. ESEMPI: Nuovo ristoratore dei capelli preparato nel Laboratorio chimico alla farmacia della legazione britannica Firenze, Via Tornabuoni,n.17. Questo liquido rigeneratore dei capelli, non Š una tinta, ma siccome agisce direttamente sui bulbi dei medesimi, d... loro a grado a grado tale forza che riprendono in poco tempo il loro colore naturale; ne impedisce ancora la caduta e promuove lo sviluppo dandone il vigore della giovent-. Serve inoltre per levare la forfora e togliere tutte le impurit... che possono esservi sulla testa, senza recare il pi- piccolo incomodo. (Capitan Fracassa 1882) Vengono pubblicizzati prodotti artigianali, la scientificità è assente.
Fior di Mazzo di Nozze Per imbellire la carnagione.
un particolare stampo alla scrittura. Il giornalista assume sempre più rilievo e nasce la figura dell’inviato speciale e ciò contribuisce al processo di regionalizzazione della scrittura. I giornali aumentano tantissimo la loro tiratura evi è una considerevole diminuzione dell’analfabetismo. Il quadro del giornalismo italiano è molto ricco, si creano nuove testate come l’avanti, il popolo d’Italia, stampa nazionalistica, l’osservatore. Tutta questa situazione di avanzamento porta delle conseguenze sul piano linguistico ciò ha delle conseguenze: matura una lingua giornalistica caratterizzata da:
Riassumendo: rivolta no, almeno per ora, disordini forse sì ivi, Un ottobre festivo. Pare quasi [...] MA
Periodare medio (non condensa eccessivamente e non dilta eccessivamente, chiarezza e completezza) Articolo di politica interna.
Non si ebbe mai affidamento di ottenere alla Camera, sulla quistione del decreto-legge, una maggioranza molto notevole, tuttavia si deve ammettere che si reputava di ottenerne una più efficace dei 33 voti effettivamente conseguiti. // Quando Depretis otteneva 14 voti di maggioranza, soleva dire che ne aveva 13 più del necessario per governare; ma allora si trattava di altre opposizioni. Contro la tattica antiparlamentare dei partiti estremi occorre oggi una maggior forza. // Una forte maggioranza avrebbe dato fin da ora una seria e forse una risolutiva scossa all'ostruzionismo; tuttavia anche con la maggioranza attuale è sempre possibile affrontare la discussione degli articoli (giacché il decreto, come ne era corsa la voce, non sarà ritirato), contando sulla sua compattezza e sulla possibilità di tenerla presente a Roma. // Quelli che ancora parlano di ostruzionismo contano semplicemente di poter trionfare sulla negligenza dei deputati favorevoli al Ministero e convengono che con molti sagrifici la maggioranza riuscirebbe ad imporsi. Non bisogna dimenticare che la mossa fatta da Giolitti, col chiedere oggi la votazione dell'ordine del giorno per divisione, fu abilissima. Perché assottigliò la maggioranza di molti fra quelli che fanno una quistione puramente costituzionale intorno al decreto-legge, pur essendo favorevoli ai provvedimenti in sé stessi, e che sono disposti a votarli come proposta di legge quando verranno in discussione. Infatti quando si votò, non per appello nominale, il passaggio alla discussione degli articoli, sul quale si era egualmente posta la quistione di fiducia pel Ministero, molti che prima avevano votato contro votarono dopo senz'altro pel Ministero. // L'opposizione mena vanto di questa giornata come di una grossa vittoria; ma come la ragion del numero prevalse pel Ministero, sta pure a suo favore anche il grande lavorio della opposizione, la quale ha raggiunto il suo massimo e quasi insperato sforzo. // Non solo essa non lo raggiungerà, ma nemmeno vi si avvicinerà decentemente nelle votazioni sugli articoli. Per quanto verso alcuni dei capi dell'opposizione costituzionale Pelloux abbia oggi decisamente tagliato i ponti, i gregari non li seguiranno nei loro inconciliabili rancori anche su queste importanti questioni d'ordine pubblico, e tutto fa prevedere che il Ministero può calcolare su una maggioranza vieppiù sicura. CS
Vengono imposti formato lingua e contenuti: la cronaca nera viene quasi del tutto eliminata per non dare un immagine negativa ma pulita del paese e questo determina una riduzione dell’elemento burocratico. La cronaca cittadina contiene notizie celebrative relative alla vita pubblica e politica. Vengono accresciute le sezioni dedicate allo sport e all’intrattenimento e viene dato un impulso notevole alla terza pagina. Riduzione del parlato che è pressoché scomparso perché la lingua dei giornali si eleva in un carattere elevato retorico e celebrativo e poi perché diminuisce la cronaca che è il riflesso della vita della gente comune e poi perché il fascismo bandisce il dialetto e gli stranierismi in nome di un’identità italiana, italianità. L’abolizione della cronaca comporta una riduzione della componente burocratica del linguaggio. Il linguaggio giornalistico perde la sua specificità di linguaggio un po’ diverso da quello comune per diventare apologia del potere. La retorica è la base del linguaggio giornalistico di epoca fascista, retorica che ha le sue radici in momenti diversi politici e letterari, politiche perché si rifà al nazionalismo e socialismo che avevano avuto notevole presenza della retorica (giornali L’avanti ecc.). autori della letteratura che avevano avuto una componente retorica notevole erano D’annunzio e Carducci. Alla retorica che ha queste matrici si aggiunge la retorica bellica, le guerre sono un canale di passaggio di una notevole retorica. La retorica si mostra soprattutto negli articoli politico. Il discorso del ministro Galeazzo Ciano, pronunziato dinanzi a una marea di popolo fremente, ha avuto tutti i caratteri della migliore eloquenza politica: è stato al tempo stesso misurato e suggestivo, sobrio ed esaltante. Nessuna parola di più, nessuna di meno di quanto fosse utile e necessario per fissare nella storia la solennità dell'ora che passa. // Parlando della città lavoratrice per eccellenza, Galeazzo Ciano ha saputo trovare quelle espressioni che scendono nel cuore del popolo. Egli ha definito l'Italia grande Potenza operaia, guerriera e fascista. E ha detto che questa Italia proletaria e armata ha il diritto e il dovere di dire la sua parola, e che la dirà. // La parola dell'Italia è facile capire in che cosa possa consistere: l'Italia fascista, infatti, da molto tempo è avvezza a parlare in un modo solo: con l'azione. Questa azione non sarà improvvisata, impulsiva, passionale; anche se dietro il fermo e severo contegno del popolo italiano ferve una vera passione e impazienza di agire. Sarà un'azione meditata, elaborata attraverso il pensiero e il discernimento del Duce, nel quale il Popolo italiano riconosce l'artefice delle sue grandi fortune passate e future. Sarà un'azione imposta da una necessità storica, intesa non già nel senso d'una cieca fatalità, ma in quello d'una consapevolezza intima del nostro destino di Nazione imperiale. CS -marea di popolo fremente: espressione empatica con il termine marea che è estremamente ricorrente nel lessico fascista, fremente eloquenza di significato,
noi abbiamo per questi ventun anni lottato e lotteremo ancora [...] a questa legge noi abbiamo obbedito e instancabilmente obbediamo [...] non possono e non debbono essere umiliati [...] vogliono, debbono essere presenti nei nostri cuori RC -tono persuasivo e di forte indicazione operativa,
Le figure retoriche più utilizzate sono le coppie, le terne e le anafore (ripetizioni dello stesso inizio in frasi che si succedono una dopo altra), parallelismi, antitesi, metonimie ( es. legni per navi ecc.). Largo uso di aggettivazione, sono preferiti alcuni campi semantici come quello della forza (forti, coraggiosi, arditi, indomiti, i nemici sono invece deboli, fuggitivi ecc.
metonimie: la giovinezza , le Camicie nere ; i legni 'le navi' preferenze lessicali del fascismo e campi semantici: forza, virilità: indomito, valoroso, virile, granitico, implacabile, incrollabile, forte, entusiasmo, ardente debolezza: imbelle, fiaccare, smidollato, slombato, invigliacchito ) stereotipi: maschia figura , incrollabile certezza, folla plaudente, travolgente ed entusiastica manifestazione. Le ingiurie riservate ai nemici che derivano dal lessico socialista: cretino, idiota, imbecille, i miti della classicità, forza, razza. Anche nella formazione delle parole il lessico fascista mostra un carattere specifico, ci sono suffissi graditi _-esco, -olo, -ile Formazione parole: prefisso –in indomito, implacabile, incrollabile, incondizionato , suffissi -esco, -aiolo, - oide, -eria, -abile/-ibile
Vi è la ricorrenza di voci disusate appartenenti alla tradizione letteraria ormai in disuso come libare, barbitonsore, assidersi. Gli stranierismi sono banditi ma ciò nonostante qualcuno resiste e a mano a mano vengono a ridursi. vengono sostituite con corrispondenti italiane ( goal-rete) oppure vengono adattati. Anche i toponimi vengono adattati o si coniugano parole nuove. (vedi corriere del 1900) Articolo sull’uccisione del re Umberto Articolo su 5 colonne, pagina piena piena di parole senza fotografie, -titolo è costituito da una frase nominale, -oggi ebbe: il passato remoto domina ancora, -si tratta di un’edizione straordinaria quindi non è curata come al solito,non c’è il lavoro di preparazione precisa quindi anche la successione di spezzoni di frasi e parti che seguono passo passo la cronologia dei fatti non è stata curata, -successione di frasi quasi ingenua, semplificante, -struttura analitica ,successione di frasi -si va a capo ogni volta, -egli usato come soggetto,
L’Italia dichiara guerra all’Austria(1915) -titolone con lettere cubitali, -doppio sottotilo,
La lingua dei giornali è una lingua corretta, molto sorvegliata che vuole rispettare le norme, sceglie il sinonimo elevato, non si concede trasgressioni ed aperture verso il parlato,uso i costrutti tipici dell’italiano standard e non neostandard. Si segue la norma tradizionale, l’uso del passato remoto è ancora molto forte. Per quanto riguarda il lessico la componente parlata è ridottissima e quasi nulla, le parole difficili non vengono spiegate, lessico metaforico della politica (polverizzare, insabbiare). Molti sostantivi astratti, si preferisce spesso il sostantivo al posto del verbo. Vengono utilizzate perifrasi ( provvede ad informare = informa). Per quanto riguarda la sintassi i giornalisti curano molto i loro pezzi, vi è un collegamento adeguato delle unità di contenuto, si preoccupano che vi siano collegamenti interni. (ordine logico, coerenza…). Si usa molto il “lo” per riprendere qualcosa di detto prima. Poca attenzione è dedicata all’attacco del pezzo,( le 5 w il discorso indiretto si usa poco, complessità periodale notevole, molte subordinate, non c’è la brevità del periodo cui siamo abituati oggi. Ci sono delle parentali o incidentali tra parentesi che di solito sono di tipo esplicativo e contengono delle precisazioni senza però appesantire lo svolgersi del discorso. Le frasi nominali iniziano a far parte non solo dei titoli ma anche degli articoli, diventano un elemento essenziale. Si usano sia all’inizio di un articolo per introdurre un argomento sia alla fine per concludere e dare un’incisiva riflessione. Si usano i modi impliciti (participi e gerundi).
Per quanto riguarda particolarmente la situazione in Cecoslovacchia, essa è descritta [...]
Qui c’è una modalità di evidenziare il tema e si riprende con il pronome tradizionale essa in terza persona, oggi i giornali lo direbbero molto diversamente o con il passivo la situazione viene descritta, oppure la dislocazione a sinistra la situazione l’hanno descritta, la situazione la descrive.
Quanto ai passi del discorso di Molotov nei quali gli intervistatori hanno ravvisato un'asprezza di tono, essi sono fondati [...] Sintassi nominale, nominalizzazione: rilevare la decadenza della difesa dal diritto di sottoporre la questione in questa sede, in base all'art. 111 della Costituzione, il quale, avendo concesso il diritto al ricorso in Cassazione contro le sentenze ed i provvedimenti relativi alla libertà dei cittadini, ha fissato per il ricorso il termine di tre giorni dalla notizia della sentenza di rinvio, o quanto meno della citazione CS il governo si è detto contrario ad altri due emendamenti comunisti: uno chiedeva il trasferimento alle Regioni entro il 31 maggio dei fondi degli enti pubblici in edilizia non spesi all'entrata in vigore della legge per la casa UN
lessico: voci letterarie ed elevate : spirare, udire, immoto, paventare, pavidità, desioso, volto, ambo, dipartita sinonimi elevati: rinvenire, effettuare, recarsi, dirigersi, portarsi, conferire, espletare voci politiche: destalinizzazione, occupazionale, resistenziale, deliberatività, dichiarazione programmatica insabbiare, polverizzare, messa a punto , portare avanti , locuzioni preposizionali: in seno a, in vista di, allo scopo di, a causa di, nella misura in cui, a tergo di, in danno di
(vedere pagine del corriere)
Man mano che il tempo passa aumenta il ruolo delle immagini. La maggior parte delle persone le cose le sa perché ha visto il Tg, quindi il ruolo puro e semplice dell’informazione il giornale lo delega alla tv, ecco perché abbondanza di dettagli e slittamento notizia.
Neologismi, creazioni lessicali nuove, tratti tipici della lingua parlata, uso del discorso diretto. Oggi vi è una pluralità di tipi di quotidiani e sono numerosi. L’Italia è uno dei paesi con il più alto numero di giornali cartacei (pur con la riduzione del numero a favore di giornali sul web). Esempi di testate nazionali sono il corriere, la repubblica, la stampa ecc. Inoltre vi sono poi i giornali di provincia, di città, quelli locali questo per sottolineare la capillarità del giornalismo e la prolificità delle testate minori. Vi sono poi i quattro pagine, giornali di quattro pagine come per esempio il foglio di Giuliano Ferrara e prima c’era anche il riformista ormai morto. Si tratta di una piccola categoria di giornali con caratteristiche differenti rispetto agli altri giornali sia dal punto di vista linguistico che visivo. (pochissime immagini, scritto piccolo e fitto, argomenti politici, non sono destinati ad un grande pubblico). Di fronte alla grande diffusione di notizie e giornali sul web viene normale porsi una domanda ossia se ha senso che i giornali cartacei continuino ad esistere e che ruolo abbiano. Le risposte sono diverse, quella più comune è che deve avere una funzione di commento di fatti che i lettori hanno già acquisito da altre fonti. Non è questa la direzione presa, vi è confusione tra la trasmissione pura e semplice della notizia ed il commento. Si tende a mescolare informazione e commento, all’estero invece non è così ma c’è un distinzione più chiara. Articolo di commento: (editoriali brevi) carattere argomentativo. ( per quanto riguarda le tipologie di testo possiamo trovare: -testi argomentativi: si espone una tesi con argomenti pro e contro, -testi narrativi: letteratura, raccontano un episodio, una storia, -descrittivi: guide turistiche, -informativi: forniscono informazione e lo sono quasi tutti gli articoli di giornale per loro natura, -regolativi: bugiardino dei medicinali, leggi, libretto delle istruzioni) Non vi è un articolo di giornale che è o puramente narrativo o interamente descrittivo. Le pubblicità sono dei testi a parte. La lingua dei giornali è differente a seconda delle diverse testate e ciò dipende dalla tipologia del giornale e dal pubblico cui è rivolto, dall’impostazione ideologica, dal giornalista che scrive l’articolo (articoli senza firma, grandi penne con stile molto personale, giornalisti medi). I giornali attingono le notizie dalle agenzie tipo l’ansa e poi le rielaborano e quindi l’influenza delle fonti ansa è maggiore nelle testate piccole in cui vi è minor elaborazione delle notizie. Tra i vari giornali vi è poi una differenza per quanto riguarda le sezioni: economia, spettacolo, cultura, sport ecc. ciò comporta differenze nel lessico di tipo settoriale (es. il lessico dell’economia è diverso da quello dello sport). Varia anche la struttura della pagina iniziale. Diverso è anche il rapporto tra immagine e testo.
Uso virgole Convocati in tutta fretta i giornalisti, il presidente dell’Istat Luigi Biggeri, legge la sua dichiarazione di guerra De Gennaro ha ricevuto il terzo rapporto, sugli scontri di piazza
Lessico politico: regionalizzazione, strumentalizzazione, presalario, autogestione, verticistico, solidaristico, gruppuscolo, agibilità politica, crisi al buio, convergenze parallele, slittamento a sinistra, equilibri più avanzati, area di parcheggio, trame nere, strategia della tensione portare avanti, discorso, al limite, a livello di, nella misura in cui Esempio editoriale: argomentativo, stile brillante Il porcellum e i porcellini FREE PRESS (quotidiani gratuiti): sono diversi dai quotidiani:
-frammentazione stilistica, spettacolarizzazione delle notizie
-Titolo e sottotitolo: presenza del discorso diretto qui tra parentesi << >>, bipartizione: la prima parte serve per identificare il tema, la seconda da approfondimento. Sintassi verbale, anche il sottotitolo è verbale ma la frase principale è priva di verbo.