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Introduzione alla Linguistica: Tipi di Segni e Proprietà della Lingua, Appunti di Linguistica Generale

Una introduzione alla lingua umana, descrivendo le diverse branche della linguistica e le sue proprietà. Si parla di linguistica generale, glottologia, lingue storico-naturali, segni e codice, livelli di comunicazione e proprietà come bipolarità, doppia articolazione e plurifunzionalità. Vengono inoltre presentate le differenze tra segni linguistici motivati e arbitrari, e il concetto di primo e secondo livello di articolazione.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/03/2020

carmela-marinaro-1
carmela-marinaro-1 🇮🇹

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Linguistica.
Ramo delle scienze umane che studia le lingue.
Si divide in LINGUISTICA GENERALE detta anche LINGUISTICA TEORICA, SINCRONICA, DESCRITTIVA (studio di
come sono fatte, e come funzionano le lingue) e in LINGUISTICA STORICA (studio dell’evoluzione delle lingue
nel tempo, delle relazioni fra le lingue e fra lingua e cultura)
Al concetto di linguistica generale si contrappone quello di GLOTTOLOGIA (copre la linguistica storica e lo
studio comparato delle lingue antiche); è il nome originale rispetto a linguistica e usato maggiormente nella
seconda metà dell’800.
Oggetto: LINGUE STORICO-NATURALI, quelle cioè che sono nate spontaneamente lungo il corso della civiltà
umana e usate dagli esseri umani. Sono espressioni di ciò che viene chiamato LINGUAGGIO VERBALE UMANO,
ossia una facoltà innata nell’homo sapiens e che rappresenta uno dei principali sistemi di comunicazione che
egli ha a disposizione.
Lingua ≠ dialetto solo su considerazioni sociali e storico-culturali. Entra in gioco la sociolinguistica che studia
l’interazione tra lingua e società.
Segno.
In senso generico è un qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro. In base
al rapporto tra le due facce del segno (il qualcosa e il qualcos’altro per cui il primo sta, si ha una classificazione
del segno in:
INDICI: motivati naturalmente, non intenzionali
Basati sul rapporto causa-effetto, condizione scatenante-effetto (nuvole scure = sta per piovere)
SEGNALI: motivati naturalmente, usati intenzionalmente
(sbadiglio volontario = sono annoiato)
ICONE: motivati analogicamente, intenzionali
Basati sulla similarità di forma o struttura e riproducono proprietà dell’oggetto designato (fotografia,
carte geografiche e mappe)
SIMBOLI: motivati culturalmente, intenzionali
(nero/bianco = lutto)
SEGNI IN SENSO STRETTO: non sono motivati ma arbitrari, intenzionali
(comunicazione gestuale come la lingua dei segni).
Il segno è l’associazione di un SIGNIFICANTE O FORMA (parte fisicamente percepibile del segno, per esempio la
parola gatto scritta o pronunciata) a un SIGNIFICATO O CONTENUTO (parte non percepibile materialmente, per
esempio l’idea di gatto).
Avendo un emittente che produce un segno per un ricevente, cos’è che permette al ricevente di interpretare il
segno? IL CODICE, ossia l’insieme di corrispondenze fissatesi per convenzione che fornisce le regole di
interpretazione dei segni. IL CODICE è un insieme di corrispondenze tra significati e significanti.
È l’unità fondamentale della comunicazione.
Comunicazione.
Tutto può comunicare. Ogni fatto culturale è soggetto ad essere interpretato da qualcuno e quindi di dare
qualche informazione.
Si distinguono tre tipi di livelli di comunicazione a seconda del carattere di chi produce il messaggio e di chi lo
riceve o interpreta e dall’intenzionalità del loro comportamento:
COMUNICAZIONE IN SENSO STRETTO: (linguaggio verbale umano, segnalazioni stradali)
emittente intenzionale
ricevente intenzionale
PASSAGGIO DI INFORMAZIONE: (posture del corpo, sintomi di condizioni fisiche)
Emittente non intenzionale
Ricevente (interpretante) intenzionale
FORMULAZIONE DI INFERENZE: (case dai tetti aguzzi e spioventi: qui nevica molto)
Nessun emittente
Interpretante
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Linguistica.  Ramo delle scienze umane che studia le lingue.  Si divide in LINGUISTICA GENERALE detta anche LINGUISTICA TEORICA, SINCRONICA, DESCRITTIVA (studio di come sono fatte, e come funzionano le lingue) e in LINGUISTICA STORICA (studio dell’evoluzione delle lingue nel tempo, delle relazioni fra le lingue e fra lingua e cultura)  Al concetto di linguistica generale si contrappone quello di GLOTTOLOGIA (copre la linguistica storica e lo studio comparato delle lingue antiche); è il nome originale rispetto a linguistica e usato maggiormente nella seconda metà dell’800.  Oggetto: LINGUE STORICO-NATURALI, quelle cioè che sono nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani. Sono espressioni di ciò che viene chiamato LINGUAGGIO VERBALE UMANO, ossia una facoltà innata nell’homo sapiens e che rappresenta uno dei principali sistemi di comunicazione che egli ha a disposizione.  Lingua ≠ dialetto solo su considerazioni sociali e storico-culturali. Entra in gioco la sociolinguistica che studia l’interazione tra lingua e società. Segno.  In senso generico è un qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro. In base al rapporto tra le due facce del segno (il qualcosa e il qualcos’altro per cui il primo sta, si ha una classificazione del segno in:  INDICI: motivati naturalmente, non intenzionali Basati sul rapporto causa-effetto, condizione scatenante-effetto (nuvole scure = sta per piovere)  SEGNALI: motivati naturalmente, usati intenzionalmente (sbadiglio volontario = sono annoiato)  ICONE: motivati analogicamente, intenzionali Basati sulla similarità di forma o struttura e riproducono proprietà dell’oggetto designato (fotografia, carte geografiche e mappe)  SIMBOLI: motivati culturalmente, intenzionali (nero/bianco = lutto)  SEGNI IN SENSO STRETTO: non sono motivati ma arbitrari, intenzionali (comunicazione gestuale come la lingua dei segni).  Il segno è l’associazione di un SIGNIFICANTE O FORMA (parte fisicamente percepibile del segno, per esempio la parola gatto scritta o pronunciata) a un SIGNIFICATO O CONTENUTO (parte non percepibile materialmente, per esempio l’idea di gatto).  Avendo un emittente che produce un segno per un ricevente, cos’è che permette al ricevente di interpretare il segno? IL CODICE, ossia l’insieme di corrispondenze fissatesi per convenzione che fornisce le regole di interpretazione dei segni. IL CODICE è un insieme di corrispondenze tra significati e significanti.  È l’unità fondamentale della comunicazione. Comunicazione.  Tutto può comunicare. Ogni fatto culturale è soggetto ad essere interpretato da qualcuno e quindi di dare qualche informazione.  Si distinguono tre tipi di livelli di comunicazione a seconda del carattere di chi produce il messaggio e di chi lo riceve o interpreta e dall’intenzionalità del loro comportamento:  COMUNICAZIONE IN SENSO STRETTO: (linguaggio verbale umano, segnalazioni stradali) emittente intenzionale ricevente intenzionale  PASSAGGIO DI INFORMAZIONE: (posture del corpo, sintomi di condizioni fisiche) Emittente non intenzionale Ricevente (interpretante) intenzionale  FORMULAZIONE DI INFERENZE: (case dai tetti aguzzi e spioventi: qui nevica molto) Nessun emittente Interpretante

Inferenze.  È un argomento dalla forma costante  Un’inferenza è un ragionamento logico, è il modo in cui procede la conoscenza. Quando facciamo un’inferenza, la nostra mente compie un percorso: parte da un oggetto noto, transita per un passaggio intermedio, arriva a conoscere un oggetto prima ignoto. A seconda della natura dell’oggetto di partenza, e soprattutto di quello di arrivo, abbiamo tre tipi di inferenza:  ABDUZIONE: è un processo a ritroso. Parte dai fatti osservati ed è preparatorio al ragionamento. Guida l’inventiva umana, ipotizzando connessioni tra cose o fatti. Soddisfa la tendenza umana di stabilire legami causali tra eventi, per questo motivo è l’unica che può scoprire qualcosa di nuovo ma è quella maggiormente esposta al rischio di errori: l’esito dell’abduzione è una regola probabile e mai certa.  DEDUZIONE: La deduzione è un processo in cui si conoscono le premesse e le regole e si vuole ricavare una conclusione. Se le sue premesse sono vere, anche la sua conclusione sarà necessariamente vera.  INDUZIONE: è un processo in cui si conoscono le premesse e la conclusione e si vogliono ricostruire le regole. Se le sue premesse sono vere, anche la sua conclusione sarà probabilmente vera. L'induzione cerca nell'esperienza conferme alla sua conclusione. Il suo valore di verità aumenta statisticamente via via che le conferme arrivano. Essa non potrà però mai arrivare ad una certezza assoluta perché non potrà ricevere conferme per la totalità dei casi. ABDUZIONE DEDUZIONE INDUZIONE A Risultato: questi fagioli sono bianchi B Regola: tutti i fagioli di quel sacco sono bianchi C Caso: questi fagioli sono di quel sacco B Regola: tutti i fagioli di quel sacco sono bianchi C Caso: questi fagioli sono di quel sacco A Risultato: questi fagioli sono bianchi C Caso: questi fagioli sono di quel sacco A Risultato: questi fagioli sono bianchi B Regola: tutti i fagioli di quel sacco sono bianchi ABDUZIONE DEDUZIONE INDUZIONE A Risultato: gli italiani sono disinformati B Regola: tutti gli esseri umani sono mammiferi C Caso: l’uomo e il cavallo sono animali longevi B Regola: l’informazione dipende dalla pluralità delle fonti C Caso: il papa è un essere umano A Risultato: l’uomo e il cavallo sono animali senza fiele C Caso: in Italia non c’è pluralismo informativo A Risultato: il papa è un mammifero B Regola: tutti gli animali senza fiele sono longevi Le proprietà della lingua.

1. BIPLANARITA’ : il fatto che ci siano due facce in un segno: significante e significato. 2. ARBITRARIETA’ : il fatto che non ci esiste un rapporto, se non quello posto dalla convenzione del sistema linguistico, tra la natura di una cosa e la parola che la designa. Ci sono 4 tipi di arbitrarietà:  Rapporto tra segno e referente: non c’è nessun rapporto naturale e concreto di derivazione di uno dall’altro. (ogg. Sedia e segno sedia)  Rapporto tra significante e significato: il significante sedia, come sequenza di lettere o suoni non ha in sé nulla a che vedere con il significato oggetto di arredamento che serve per sedersi.  Rapporto tra forma e sostanza del significato: ogni lingua ritaglia un proprio spazio di significato. Per es. italiano legno legna bosco tedesco Holz Wald francese Bois

Schema di Jakobson.  FUNZIONE EMOTIVA: esprimere emozioni o sensazioni del parlante; (che bella giornata!)  FUNZIONE METALINGUISTICA: specificare aspetti del codice; (gatto è un sostantivo maschile)  FUNZIONE REFERENZIALE: dare informazioni circa la realtà esterna; (esistono piante carnivore)  FUNZIONE CONATIVA: stimolare la partecipazione del ricevente ottenendo da lui una certa partecipazione; (spegni la luce!)  FUNZIONE FATICA: sottolineare il canale di comunicazione e/o il contatto fisico o psicologico fra i parlanti; (mi senti? Ci sei?)  FUNZIONE POETICA: enfatizzare le potenzialità insite nel messaggio e i caratteri interni del significante e del significato. (versi di Dante).

9. RIFLESSIVITA’: è una proprietà che deriva dalla metalinguistica. Designa la capacità della lingua di parlare di sé stessa. La lingua si può usare come metalingua che va ad analizzare la lingua-oggetto. 10. PRODUTTIVITA’ : con la lingua è sempre possibile creare messaggi nuovi, mai prodotti prima e parlare di cose nuove e nuove esperienze, mai sperimentate prima, o anche di cose inesistenti. o Si parla di CREATIVITA’ REGOLARE: ossia di una produttività infinita basata su un numero limitato di principi e regole. 11. RICORSIVITA’ : uno stesso procedimento è riapplicabile un numero teoricamente illimitato di volte. Per es. Gianni corre -> Maria vede che Gianni corre -> Lucia dice che Maria vede che Gianni corre -> ecc. L’applicazione della ricorsività e teoricamente illimitata, ma ciò che la rende limitata è l’utente; oltre un certo grado di complessità e lunghezza, il segno non sarebbe più economicamente maneggiabile; provocherebbe dei problemi di memorizzazione ed elaborazione del messaggio. (Noi parlanti siamo utenti finiti in un sistema infinito). 12. DISTANZIAMENTO : (differenzia il linguaggio umano da quello animale); è la capacità di poter formulare messaggi relativi a cose lontane, distanti nel tempo, nello spazio o in entrambi dal momento in cui si svolge l’interazione comunicativa o viene prodotto il messaggio. o Al distanziamento è collegata con la LIBERTA’ DA STIMOLI, gli aspetti esterni della situazione non sono causa né necessaria né sufficiente dell’emissione di un determinato messaggio in un determinato momento. Nell’emissione di messaggi nel linguaggio verbale umano non c’è nessun aspetto deterministico (a differenza del linguaggio animale).

messaggio

funzione

POETICA

canale o

contatto

funzione

FATICA

destinatario

funzione

CONATIVA

contesto

funzione

REFERENZI

ALE

codice

funzione

METALING

UISTICA

mittente

funzione

EMOTIVA

13. TRASMISSIBILITA’ CULTURALE : segnala che il linguaggio umano ha una componente culturale ambientale (che specifica quale lingua parliamo o impariamo: noi parliamo la lingua dell’ambiente in cui cresciamo) e una componente innata (che fornisce la facoltà del linguaggio: il nostro cervello è predisposto a formare delle strutture linguistiche.) o Questo ci porta al concetto di PREPUBERTA’ LINGUISTICA o PERIODO CRITICO: se un individuo entro l’età di 11-12 anni non è stato esposto a stimoli linguistici provenienti dall’ambiente in cui vive (non ha avuto una socializzazione primaria), lo sviluppo della lingua è praticamente bloccato. Per lo stesso motivo, è più facile apprendere una lingua da bambini che da adulti. 14. COMPLESSITA’ SINTATTICA : consiste nel fatto che i messaggi linguistici possono presentare un alto grado di elaborazione sintattica.  ORDINE DEGLI ELEMENTI CONTIGUI: solo l’ordine ci permette di capire chi è che picchia e chi è che viene picchiato nella frase Gianni picchia Giorgio.  DIPENDENZA TRA ELEMENTI NON CONTIGUI: il libro di Chomsky sulle strutture sintattiche -> “sulle strutture sintattiche” (che è l’elemento modificatore) non dipende da “di Chomsky” ma da “il libro” (che è l’elemento modificato). La capacità degli elementi costitutivi di una struttura di intrattenere relazioni a distanza, è proprietà ignota ad altri sistemi cognitivi.  INCASSATURE: “il cavallo che corre senza fantino sta vincendo il palio” -> “che corre senza fantino” è un’incassatura  RICORSIVITA’: conferisce un carattere di complessità interna;  COORDINANTI/SUBORDINANTI ecc.: danno informazioni sulla strutturazione sintattica.  DISCONTINUITA’ NELLA STRUTTURAZIONE SINTATTICA: la possibilità che elementi uniti sintatticamente e semanticamente non siano linearmente adiacenti -> in ted. “Sie hat einen Apfel gegessen” = “lei ha una mela mangiato” 15. EQUIVOCITA’ : il codice lingua è equivoco perché pone corrispondenze plurivoche tra gli elementi di una lista e quelli della lista a questa associata. o 1 significante -> 2+ significati: “carica” -> 1. Mansione/funzione; 2. Quantitativo di energia; 3. Assalto; 4. Agg. Piena; 5. 3°pers. sing. presente indicativo di caricare. o 1 significato -> 2+ significanti: “parte anteriore della testa” -> 1. Viso; 2. Volto; 3. Faccia. La lingua. La lingua è a) Un codice b) Che organizza un sistema di segni c) Dal significante primariamente fonico-acustico d) Fondamentalmente arbitrario ad ogni suo livello e) Doppiamente articolato f) Capace di esprimere ogni esperienza esprimibile g) Posseduto come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.