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appunti riassuntivi del volume "La linguistica. Un corso introduttivo" di Berruto-Cerruti
Tipologia: Appunti
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4 febbraio 2019
La linguistica si occupa delle lingue storico-naturali quindi nate spontaneamente nel corso della civiltà umana (compresi i dialetti). Esistono la linguistica descrittiva e la linguistica storica. Si parte dai SEGNI. Saussure partendo dai segni ha notato delle somiglianze con una scacchiera dove ogni parte dipende dalle altre. 3 categorie di comunicazione: comunicazione in senso stretto (il linguaggio umano in tutti i sensi. Il discriminante è l’intenzionalità da parte di emittente e ricevente, ex. La segnaletica stradale), passaggio di informazione (l’emittente non è intenzionale a differenza del ricevente ex. Postura del corpo studiata dalla PROSSEMICA, orme di un animale che è passato) e formulazione di inferenze (nessun emittente ma esiste un interpretante, l’oggetto viene interpretato in un certo modo dall’interpretante che ne trae informazioni). La comunicazione umana è diversa da quella animale: anche in quest’ultima esiste un’intenzionalità. I segni vengono classificati in:
La doppia articolazione comporta economicità di funzionamento del sistema linguistico e la combinatorietà della sua struttura. Trasponibilità del mezzo: viene trasmesso per VIA FONICO-ACUSTICA= PARLATO o per VIA GRAFICO-VISIVA=SCRITTO (variazione diamesica). La priorità del parlato può essere antropologica (non sempre esiste un equivalente scritto), ontogenetica (relativa al singolo individuo) o filogenetica (relativa alla specie umana), mentre la priorità dello scritto è sociale e culturale. Generalmente si parte dallo scritto, anche i bambini imparano prima a parlare e poi a scrivere. Inoltre l’esecuzione parlata è più rapida. Il messaggio, se orale, è evanescente e non permane a ingombrare il canale e lascia spazio ad un altro messaggio; è vero anche che in certe situazioni è necessaria la permanenza del messaggio (caratteristica dello scritto). Linearità: il significante si realizza in successione nel tempo e/o nello spazio Discretezza: la differenza tra gli elementi strutturali della lingua è assoluta, e non quantitativa o relativa. Esiste un confine preciso tra un elemento e un altro, per esempio dal punto di vista fonetico parole come “pollo” e “bollo” hanno un suono simile ma che in realtà è diverso.
3 distinzioni fondamentali: Diacronia e sincronia: guardare una lingua dal punto di vista dell’evoluzione (diacronia) e dal punto di vista di quello che succede oggi (sincronia). Una delle operazioni diacroniche è l’etimologia; una delle operazioni sincronica è lo studio della struttura sintattica delle frasi semplici o del significato delle parole di oggi. Sistema astratto e realizzazione concreta: si presenta secondo tre coppie oppositive I. Langue e parole (F. de Saussure) II. Sistema e uso (E. Coseriu) III. Competenza ed esecuzione (N. Chomsky) Sono possedute inconsciamente da tutti i parlanti. Asse paradigmatico e sintagmatico: l’asse paradigmatico riguarda le relazioni a livello del sistema, l’asse sintagmatico (l’asterisco in linguistica indica una frase sgrammaticata) 11 febbraio 2019 L’analisi linguistica si compone di 4 livelli:
LA FONETICA È la disciplina che tratta la componente fisica della comunicazione verbale. Si distingue in tre campi principali: Fonetica articolatoria, che studia i segni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati Fonetica acustica, che studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica e modalità di trasmissione Fonetica uditiva, che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono percepiti I suoni del linguaggio si suddividono in base ad alcuni parametri: LUOGO in cui viene articolato un suono MODO in cui viene articolato un suono (e il contributo della mobilità dei singoli organi all’articolazione dei suoni) La presenza o assenza di VIBRAZIONI DELLE CORDE VOCALI. Possiamo individuare in base a questi parametri due grandi opposizioni di suoni: tra vocali e consonanti e tra sorde e sonore. Le consonanti, in base al modo di articolazione del suono, si suddividono in:
12 febbraio 2019 FONOLOGIA Studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni del sistema linguistico, a partire dalle unità minime dette fonemi. Il fonema rappresenta L’unità minima de seconda articolazione del sistema linguistico Una classe astratta di foni, dotati di valore distintivo Può avere diversi allofoni, cioè foni differenti che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema (ex mare e mære) Una coppia di parole uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione forma una coppia minima (ex mare e pare) Si può anche definire come costituito da un fascio di proprietà articolatorie che si realizzano in simultaneità: permettono di analizzare e definire il fonema in termini di diverse combinazioni possibili di tratti facenti parte di un inventario comune TEORIA DEI TRATTI DISTINTIVI 13 febbraio 2019 Esistono le varianti combinatorie (o tassofoni) di un fonema le diverse realizzazioni che il fonema stesso assume in contesti fonetici differenti: il fonema cambia suono mantenendo inalterato il significato della parola. È un fono contestuale, concreto, di una data lingua prevedibile perché condizionato da testo. Capisco quale fonema inserire in base alla vocale che ho prima. L’elenco dei fonemi di una lingua è detto inventario fonematico. In italiano contiamo 30 fonemi. I problemi generali connessi all’inventario fonematico dell’italiano sono: Statuto delle consonanti lunghe: consonanti lunghe o geminate. Se accettiamo che (‘kan) e (‘kan:e) rappresentino una coppia minima dobbiamo aumentare di 15 il numero dei fonemi italiani. Differenze regionali di pronuncia VARIAZIONE DIATOPICA: la pronuncia varia da regione in regione e alcuni fonemi partecipano a formare un numero non alto di coppie minime (basso rendimento funzionale) ad esempio (‘kaza) o (‘kasa) oppure (‘dzi:o) o (‘tsi:o) Differenza di apertura delle vocali: opposizione tra vocali medio-alte e medio-basse si attua solo in posizione tonica ad esempio (peska) frutto, più aperta, e (pɛska) azione di pescare Raddoppiamento (fono)sintattico: allungamento della consonante iniziale di una parola ad esempio (r’ro:ma). 19 febbraio 2019 SILLABA minime combinazioni di fonemi che funzionano come unità pronunciabile per costruire la forma fonica delle parole. In italiano le sillabe sono costruite attorno a una vocale che costituisce il nucleo, la parte che precede detta attacco e la parte che eventualmente segue la vocale prende il nome di coda. Se prendiamo come esempio PIANO, possiamo dire che è formata da due vocali ma è sbagliato perché la “i” non è fonica, è un approssimante. Nello schema sillabico il termine “rima” indica il nucleo e la coda.
Le sillabe possono essere: Sillabe chiuse che terminano con semivocale o consonante Sillabe aperte che terminano con vocale Dittongo semivocale + vocale (es. pieno - pjɛ:no) Trittongo due semivocali + vocale (es. aiuola – a’jwɔ:la) Lunghezza delle vocali: sono sempre lunghe le vocali che si trovano in una sillaba tonica (accentata) aperta. Se la sillaba rispetta le precedenti caratteristiche ma è finale di parola la vocale è breve. TRATTI PROSODICI serie di fenomeni fonologici e fonetici che riguardano la catena parlata nella sua successione lineare, detti prosodici perché riguardano l’aspetto melodico e l’andamento ritmico della catena parlata, o soprasegmentali perché agiscono al di sopra del singolo segmento minimo.
26 febbraio 2019 Per la trascrizione morfematica si usano le parentesi graffe e dei trattini (ex. {Dent}- -{al}- -{e}) e si usano delle etichette come AGG=aggettivo o SG=singolare. I morfemi possono anche essere: Sostitutivi Zero Soprasegmentali (le parole sono uguali tranne che per un accento come “ancora” oggetto e “ancora” avverbio) Cumulativi amalgama (assume almeno durò più valori) Morfemi derivazionali: mutuano il significato della base a cui si appliano modificando la classe di appartenenza della parola e la sua funzione semantica (ex dormire dormitorio). Permettono inoltre la formazione di un numero teoricamente infinito di parole a partire da una certa base lessicale: famiglia di parole. PREFISSOIDI E SUFFISSOIDI: hanno un po’ la funzione di morfema lessicale e morfema derivazionale (un po’ base e un po’ radice hanno un loro significato) ex. Sociologia, cronometro PAROLE COPOSTE: due radici lessicali mantengono lo stesso valore che avrebbero se fossero separate. Ex. Portacenere 27 febbraio 2019 Categorie grammaticali per quanto riguarda la morfologia nominale possiamo individuare: Genere Numero Caso Grado Definitezza Possesso Etc. Per la Morfologia verbale invece abbiamo: Modo Tempo Aspetto Diatesi Persona 5 marzo 2019 Il tempo, come categoria grammaticale, localizza l’evento espresso dal verbo nel fluire del tempo fisico e lo colloca in una rete di relazioni temporali Momento dell’avvenimento MA in cui l’evento si verifica Momento dell’enunciazione ME in cui l’enunciato viene prodotto dal parlante Quindi … in un tempo passato MA=ME, in un tempo passato MA precede ME e in un tempo futuro MA segue ME.
L’aspetto considera l’evento espresso dal verbo non sul piano della collocazione temporale, ma secondo il punto di vista che il parlante assume nei riguardi dell’evento stesso = rispetto al modo in cui l’evento viene osservato e presentato. I due aspetti che può assumere l’aspetto verbale sono Imperfettivo considera un evento da una prospettiva interna al suo svolgimento, senza fornire indicazioni circa la sua eventuale prosecuzione. I. Progressivo: un evento iniziato precedentemente è colto in un singolo momento del suo svolgimento (quando sei entrato ascoltavo la radio) II. Continuo: un evento è colto nella sua durata (mentre tu leggevi, io cucinavo) III. Abituale: un evento è colto nella sua durata e si ripete con consuetudine = non in una sola occasione (ogni sera guardavo la tv) Perfettivo Categorie lessicali o parti del discorso Nome o sostantivo Aggettivo Verbo Pronome Articolo Preposizione Congiunzione Avverbio Interiezione (?) Per determinare l’appartenenza di una parola ad una determinata categoria esistono tre criteri: semantico (esiste un significato ad esempio i verbi si riferiscono alle azioni), morfologico (relazioni morfologiche con le altre parti del testo), sintattico (contesto in cui compaiono le parole). Esistono delle eccezioni per esempio
Ci sono due diversi modi di funzionamento della morfologia flessionale: la FLESSIONE INERENTE riguarda la marcatura a cui viene assoggettata una parola in isolamento, a seconda della classe di appartenenza per il solo fatto d essere selezionate nel lessico e comparire in un messaggio. La FLESSIONE CONTESTUALE dipende dal contesto: specifica una forma e seleziona i relativi morfemi flessionali in relazione al contesto in cui la parola viene usata, dipendendo quindi dai rapporti gerarchici che si instaurano fra le parole all’interno della frase.
sequenza strutturate. Vengono dette anche periodi. La sintassi del periodo prevede: Coordinazione proposizioni accostate senza un rapporto di dipendenza Subordinazione rapporto di dipendenza tra le proposizioni Connettivi elementi che coordinano o subordinano le frasi tra loro
chiamato il livello dei “testi”. Dal punto di vista linguistico un testo è definibile come una combinazione di frasi insieme al contesto in qui questa combinazione funziona da unità comunicativa. Per contesto si intende sia il contesto linguistico (comunicazione verbale) e il contesto extra-linguistico (situazione comunicativa in cui viene prodotto).
19 marzo 2019 SEMANTICA È il livello di analisi che si occupa del significato. Significato 1. Concezione referenziale o concettuale significato come concetto = idea creata dalla mente che corrisponde a qualcosa che esiste al di fuori della lingua. 2.concezione operazionale o testuale significato come operazione = funzione dell’uso che si fa dei segni, ciò che accomuna i contesti di impiego di un segno. Tipi di significato: Denotativo quello che il segno descrive e rappresenta in senso oggettivo Connotativo significato indotto, soggettivo e connesso alle sensazioni suscitate da un segno Linguistico il significato che n termine ha in quanto elemento di un sistema linguistico Sociale il significato che un segno può avere in relazione ai rapporti tra parlanti. Lessicale tipo di significato dei termini che rappresentano oggetti concreti o astratti, entità o concetti della realtà esterna (parole piene) Grammaticale tipo di significato dei termini che esprimono concetti o rapporti interni al sistema linguistico (parole vuote) Senso: significato contestuale, ovvero la specificazione e la concretizzazione che il contenuto di un termine assume ogni volta che viene usato in una produzione linguistica in un certo contesto. Intensione ed estensione: per intensione si intende l’insieme delle proprietà che costituiscono il concetto designato da un termine; estensione indica l’insieme degli individui (oggetti) a cui il termine si può applicare. L’unità di analisi minima della semantica è il lessema. Lessema: corrisponde ad una parola considerata dal punto di vista del significato. L’insieme dei lessemi di una lingua costituisce il lessico. I vari aspetti del lessico vengono studiati dalla lessicologia. Rapporti di significato fra lessemi: Omonimia: lessemi con stesso significante ma significati diversi non imparentati tra loro e non derivabili uno dall’altro (riso cibo e riso azione di ridere) Polisemia: lessemi con stesso significante ma significati diversi imparentati tra loro e derivabili uno dall’altro (corno intesa come protuberanza di un animale, come strumento musicale, come cima di una montagna …) Enantiosemia: significati diversi dello stesso termine sono tra loro in rapporto di opposizione. (ospite sia chi viene ospitato che chi ospita) Sinonimia: lessemi diversi aventi lo stesso significato (pietra e sasso) Iponimia: il significato di un lessema rientra in un significato ampio e generico rappresentato da un
Meronimia: rapporto tra termini che designano una pare specifica di un tutto unico e il termine che designa il tutto (braccio e corpo) Solidarietà semantica: cooccorrenza obbligatoria, o fortemente preferenziale, di un lessema con un altro (miagolare e gatto) Antonimia: due lessemi di significato contrario, due estremi di una dimensione graduale (buono e cattivo) Complementarità: due lessemi di cui uno e’ la negazione dell’altro (vivo e morto) Inversione: due lessemi che esprimono la stessa relazione semantica vista da due direzioni opposte (moglie e marito)
27 marzo 2019 LE LINGUE DEL MONDO Spesso si fa una classificazione delle lingue dal punto di vista genealogico appartenenza ad una famiglia. Questa classificazione prevede di trovare un antenato comune storicamente attestato o ricostruito induttivamente sula base delle lingue odierne. Un altro criterio di valutazione è il numero dei parlanti. L’importanza di una lingua è data anche da: Numero di paesi in qui è parlata o e’ una lingua ufficiale Uso nei rapporti internazionali Importanza politica e peso economico nei paesi in qui è parlata Tradizione letteraria e culturale Insegnamento nelle scuole come lingua straniera Numero di parlanti non nativi. L1 lingua materna L2 seconda lingua LS lingua straniera