



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una introduzione alla lingua e alla linguistica generale, trattando temi come fonetica, fonologia, morfologia, sintassi e semantica. Vengono presentate le idee di Saussure sul codice linguistico, il sistema di segni e la relazione arbitraria tra significato e significante.
Tipologia: Appunti
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Fonetica: foni Fonologia: fonemi Morfologia: morfemi (insieme di fonemi dotati di significato > parole) Sintassi: frasi (insieme di morfemi) Semantica: significato letterale delle frasi Pragmatica: valore delle frasi in base al contesto situazionale in cui si svolge uno scambio significativo CAP. 1, LINGUISTICA GENERALE Lingue storico-naturali : le lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana (es italiano, francese ecc.) Linguaggio : facoltà innata dell’homo sapiens (facoltà psicofisica ) Tutti gli esseri umani possiedono la facoltà del linguaggio, ma alcuni possono non sviluppare suoni (come nel caso dei sordomuti, che, però, imparano la lingua dei segni) o, in casi estremamente eccezionali, possono non sviluppare una lingua. “La lingua è un codice che organizza un sistema di segni dotati di duplice piano del significato e del significante, arbitrari ad ogni livello e capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile” (Berruto)
Secondo Saussure il rapporto tra significato e significante è arbitrario. Se ci fosse un legame naturale tra significato e significante le parole nelle diverse lingue dovrebbero essere molto simili tra di loro, se non addirittura uguali. Il rapporto arbitrario è non motivato, ma intenzionale. L’ indice è invece non intenzionale (es. segno del fulmine che ci fa capire che sta per piovere segno non intenzionale che però ci trasmette comunque un’informazione). Icona : esempio del segnale stradale di attraversamento pedonale. Il rapporto tra significante e significato è motivato analogicamente ed è anche, chiaramente, intenzionale. TIPI DI SEGNI:
- INDICI : motivati naturalmente, NON intenzionali - SEGNALI: motivati naturalmente, usati intenzionalmente - ICONE : motivati analogicamente, intenzionali - SIMBOLI: motivati culturalmente, intenzionali - SEGNI (in senso stretto): non motivati, intenzionali (Per motivo intendiamo che il rapporto tra significato e significante si può cogliere in qualche modo). I segni in senso stretto non sono solo quelli linguistici. SPECIFICITA’ DEL CODICE LINGUA - Biplanarità: i segni linguistici hanno il doppio piano del significante e del significato - Arbitrarietà - Doppia articolazione - Trasponibilità di mezzo - Linearità e discretezza - Onnipotenza semantica - Produttività ecc. Sono caratteristiche specifiche del linguaggio umano. ARBITRARIETA’ È arbitrario (cioè convenzionale, non motivato naturalmente né logicamente) il rapporto tra: - Segno e referente - Significante e significato - Forma e sostanza del significato ogni lingua ritaglia in un modo che le è proprio un certo spazio di significato distinguendo e rendendo pertinenti una o più entità. - Forma e sostanza del significante l’organizzazione che ciascuna si dà dal punto di vista grammaticale è arbitraria. Es. in italiano ci sono 7 vocali, ma in siciliano ci sono 5 fonemi vocali. Ci sono anche lingue con tre vocali, come l’arabo. C’è un legame tra il numero di vocali e la comunità linguistica che parla quella lingua? No. E’ un rapporto arbitrario, non motivato dal punto di vista né logico né naturale. Eccezioni (parziali) al principio di arbitrarietà: - Onomatopee
Chaney e Seyfarth nel 1990 studiarono il linguaggio del cercopiteco verde (un tipo di scimmia). Fino agli anni 90 si pensava che il cercopiteco non comunicasse con i suoi simili, perché i primi studi furono fatti in cattività. Successivamente gli studi furono condotti nel loro habitat naturale, dove ci si accorse che questi animali emettevano dei latrati abbastanza diversi tra di loro, difficili anche da decifrare. Chaney e Seyfarth scoprirono che il cercopiteco distingue con versi differenti l’aquila bellicosa, che mangia il cercopiteco, e il capovaccaio, che mangiano invece solo cadaveri. Sostanzialmente quei due versi corrispondono a due “parole” (non è il termine corretto) diverse. Per quello che ne sappiamo, il cercopiteco non può parlare di questi due animali se non sono presenti lì in quel momento. Quei versi dipendono da uno stimolo immediato, senza il quale non ci può essere il verso. Noi umani, invece, non solo parliamo in corrispondenza di stimoli, ma possiamo raccontare ciò che ci è successo anche successivamente. Quindi il linguaggio verbale umano è l’unico codice che possiede il distanziamento e la libertà da stimoli. COMPLESSITA’ SINTATTICA Pare che sia proprio solo del linguaggio umano. I segni sono disposti in un ordine lineare, ma non è solo quest’ordine che determina l’interpretazione dei messaggi che produciamo, perché contano i rapporti gerarchici che si stabiliscono tra le parole. Questi rapporti gerarchici prendono il nome di complessità sintattica o semplicemente sintassi. FERDINAND DE SAUSSURE Studiò a Ginevra e poi si trasferì a Lipsia, patria dei neogrammatici. Ferdinand de Saussure si distinse subito come grande linguista storico. Prima di finire il dottorato pubblicò un saggio sul vocalismo delle lingue indoeuropee, che ebbe grande successo perché risolse problemi di linguistica che nessuno era riuscito fino ad allora a risolvere. Aveva ipotizzato che in indoeuropeo esistessero dei suoni ai quali diede il nome di coefficienti sonantici e ipotizzò che si trovavano in varie posizione, potevano seguire una vocale breve o trovarsi tra due consonanti. Nel passaggio alle lingue romanze quando questi coefficienti sono dopo vocale breve la vocale diventa lunga, mentre quando sono in posizione intervocalica questi suoni si trasformavano in vocali, interpretate da ogni lingua in maniera diversa. A quel tempo Saussure era ancora un neogrammatico. Quando svolse il suo dottorato era già particolarmente famoso. Andò ad insegnare a Parigi, ma poi decise di tornare a Ginevra, non sappiamo il motivo. Non ha pubblicato tanto. Alla sua morte sono stati trovati infatti scatoloni con centinaia di quaderni, contenenti opere che non sono mai state pubblicate. Quando Saussure passa ad insegnare ad insegnare a Ginevra, dal 1906 al 1911 tiene dei corsi di linguistica generale, il cui obiettivo era spiegare ai suoi alunni i principi e i metodi della disciplina. Nel 1911 si ammalò e morì pochi anni dopo nel 1913, ma non sappiamo perché. Molti non sapevano nemmeno che fosse malato. Alla sua morte non aveva pubblicato niente delle sue riflessioni sulla linguistica generale. Due suoi allievi, Secheaye e Chabaille, che non avevano seguito i 3 corsi, recuperarono alcuni appunti dei frequentanti delle lezioni e pubblicarono nel 1916 la prima edizione del corso di linguistica generale. Poco dopo fecero una seconda edizione (1922) e questa è l’edizione a cui si fa riferimento.
Questo libro però è basato su quaderni di appunti. Era quello effettivamente il pensiero di Saussure? Probabilmente i due allievi manomisero gli appunti, quindi non si sapeva quali parti fossero proprie del pensiero di Saussure e quali quelle provenienti dal filtro apposto dagli allievi-editori. Per cui lo strutturalismo che si affermò dopo Saussure non era molto correto. Per tale motivo Rodel ed Engler studiarono gli appunti originali, usati da Secheaye e Chabaille. I 3 appunti originali furono recuperati da Rodel, che riuscì anche a recuperarne un altro. Engler prese il lavoro di Rodel e lo ampliò ulteriormente. Fu un lavoro strutturato in 6 colonne:
- 1 colonna: testo del 1922 pubblicato dagli allievi - 2-3-4 colonna: testi recuperati da Rodel si capiva il testo del ‘22 a quali parti dei quaderni corrispondevano. Gli spazi bianchi, se c’erano, facevano intendere che si trattava di interpretazione esclusivamente degli editori - 5-6 colonna: autografi di Saussure Nel 1967 c’è stata una traduzione in italiano dell’opera di Saussure (1922) da parte di Tullio De Mauro, che ha accompagnato la traduzione con un apparato di note che servono ad interpretare filologicamente in maniera corretta il pensiero di Saussure. Questa traduzione in italiano è diventata spesso il testo di riferimento fondamentale per indicare e studiare il corso di linguistica generale.