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lo scrittore marziale, Appunti di Latino

vita, pensiero e opere di marziale

Tipologia: Appunti

2020/2021

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MARZIALE
Marco Valerio nacque a Biblis, in Spagna. Il poeta passò metà della sua vita a Roma, dove si stabilì sotto
Nerone, intorno al 64 d.C. e dove rimase fino al 98 d.C., anno in cui decise di far ritorno in patria. A Roma
cerco appoggio presso connazionali potenti, trovandolo nell’ambiente di Seneca. E fece la conoscenza di
Lucano. Queste frequentazioni si interruppero però bruscamente con la repressione della congiura
pisoniana contro Nerone nel 65 d.C.
Una volta caduto l’odiato Nerone, Marziale raggiunse non solo una condizione di relativa tranquillità, ma
anche un successo solido sotto i flavi. Sotto Domiziano ebbe anche il titolo di tribuno militare e con esso il
rango equestre. Sono diverse le testimonianze di ossequio che il poeta indirizza alla casa regnante, in
forme celebrative spesso scopertamente adulatore: a cominciare dalla piccola raccolta nota come Liber de
spectaculis, che Marziale compose nell’80 d.C. per la inaugurazione dell’anfiteatro Flavio.
La più intensa attività letteraria di Marziale si colloca nell’arco dei vent’anni che vanno dall’ 84 d.C. alla sua
morte. Marziale pubblicò quasi un libro all’anno. I primi libri ad essere pubblicati furono le due brevi
raccolte di Xenia, regali per gli ospiti, e Apophoreta, regali da portar via, costituite da epigrammi che
descrivono i vari doni che ci si scambiava durante le feste di dicembre dei Saturnalia.
Negli anni successivi alla morte di Domiziano, la condizione del poeta dovette farsi meno soddisfacente. I
versi di Marziale continuano a suonare ossequiosi e adulatori anche nei confronti di Nerva e Traiano: ma
stavolta non pare che Marziale riceveste più i vantaggi del favore imperiale. Tra i motivi che spinsero il
poeta a far ritorno in patria ci sarà anche questo punto durante gli ultimi anni della sua vita marziale
pubblico solo un libro.
GLI EPIGRAMMI E LA POETICA
La raccolta di tutti gli epigrammi di Marziale rispecchia solo in parte la successione secondo cui i libri
furono originariamente pubblicati: infatti inizia con il Liber de spectaculis, che è in effetti anche il libro più
antico, mentre gli Xenia e gli Apophoretra sono collocati alla fine. Il totale è dunque di 15 libri. Quasi tutti i
testi sono in distici elegiaci.
Il principale teatro degli epigrammi di marziale e Roma: le sue strade, i suoi edifici sovraffollati, lo stadio, il
bagno, la scuola, la bottega, tutti gli ambienti di un’esperienza descritta nei suoi aspetti quotidiani.
Immagini di Roma che emerge da questi epigrammi è prevalentemente quella di una città caotica e fatua,
popolata da un’umanità varia solo nelle sfumature della propria volgarità.
Il rilievo maggiore è assegnato ai diversi tipi umani, colti nei loro vizi e nelle loro stranezze, un vero e
proprio pullulare di maschere: avari, ladri, ubriaconi, adulteri, gente che si è arricchita senza merito,
poetastri, medici incapaci, cacciatori di eredità. I difetti presi di mira non sono soltanto quelli del
comportamento; spesso si tratta di semplici difetti fisici: calvizie, dentature guaste, malattie della vecchiaia.
Ma l’epigramma è un genere che non si esaurisce nella comicità, e anche Marziale dedica una parte
consistente della sua opera a temi seri. Fra questi, un posto importante hanno i componimenti celebrativi
in lode dell’imperatore. A questa tradizione epigrammatica seria anche quei pezzi in cui marziale descrive
opere d’arte e spettacoli. L’intero liber de spectaculis è dedicato all’inaugurazione del Colosseo, e celebra
la magnificenza dell’opera voluta da Vespasiano; come pure la grandiosità degli spettacoli. Il tono dei
componimenti in questo libro è prevalentemente adulatorio.
Marziale da le sue prove migliori nei carmi funerari, molti dei quali sono dedicati a fanciulli e fanciulle.
Riesce a rappresentare un dolore sincero, una commozione affettuosa che non ha riscontro nel resto della
sua produzione.
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MARZIALE

Marco Valerio nacque a Biblis , in Spagna. Il poeta passò metà della sua vita a Roma , dove si stabilì sotto Nerone, intorno al 64 d.C. e dove rimase fino al 98 d.C., anno in cui decise di far ritorno in patria. A Roma cerco appoggio presso connazionali potenti, trovandolo nell’ambiente di Seneca. E fece la conoscenza di Lucano. Queste frequentazioni si interruppero però bruscamente con la repressione della congiura pisoniana contro Nerone nel 65 d.C. Una volta caduto l’odiato Nerone, Marziale raggiunse non solo una condizione di relativa tranquillità, ma anche un successo solido sotto i flavi. Sotto Domiziano ebbe anche il titolo di tribuno militare e con esso il rango equestre. Sono diverse le testimonianze di ossequio che il poeta indirizza alla casa regnante, in forme celebrative spesso scopertamente adulatore: a cominciare dalla piccola raccolta nota come Liber de spectaculis , che Marziale compose nell’80 d.C. per la inaugurazione dell’anfiteatro Flavio. La più intensa attività letteraria di Marziale si colloca nell’arco dei vent’anni che vanno dall’ 84 d.C. alla sua morte. Marziale pubblicò quasi un libro all’anno. I primi libri ad essere pubblicati furono le due brevi raccolte di Xenia , regali per gli ospiti, e Apophoreta , regali da portar via, costituite da epigrammi che descrivono i vari doni che ci si scambiava durante le feste di dicembre dei Saturnalia. Negli anni successivi alla morte di Domiziano, la condizione del poeta dovette farsi meno soddisfacente. I versi di Marziale continuano a suonare ossequiosi e adulatori anche nei confronti di Nerva e Traiano: ma stavolta non pare che Marziale riceveste più i vantaggi del favore imperiale. Tra i motivi che spinsero il poeta a far ritorno in patria ci sarà anche questo punto durante gli ultimi anni della sua vita marziale pubblico solo un libro. GLI EPIGRAMMI E LA POETICA La raccolta di tutti gli epigrammi di Marziale rispecchia solo in parte la successione secondo cui i libri furono originariamente pubblicati: infatti inizia con il Liber de spectaculis , che è in effetti anche il libro più antico, mentre gli Xenia e gli Apophoretra sono collocati alla fine. Il totale è dunque di 15 libri. Quasi tutti i testi sono in distici elegiaci. Il principale teatro degli epigrammi di marziale e Roma: le sue strade, i suoi edifici sovraffollati, lo stadio, il bagno, la scuola, la bottega, tutti gli ambienti di un’esperienza descritta nei suoi aspetti quotidiani. Immagini di Roma che emerge da questi epigrammi è prevalentemente quella di una città caotica e fatua , popolata da un’umanità varia solo nelle sfumature della propria volgarità. Il rilievo maggiore è assegnato ai diversi tipi umani , colti nei loro vizi e nelle loro stranezze, un vero e proprio pullulare di maschere: avari, ladri, ubriaconi, adulteri, gente che si è arricchita senza merito, poetastri, medici incapaci, cacciatori di eredità. I difetti presi di mira non sono soltanto quelli del comportamento; spesso si tratta di semplici difetti fisici: calvizie, dentature guaste, malattie della vecchiaia. Ma l’epigramma è un genere che non si esaurisce nella comicità, e anche Marziale dedica una parte consistente della sua opera a temi seri. Fra questi, un posto importante hanno i componimenti celebrativi in lode dell’imperatore. A questa tradizione epigrammatica seria anche quei pezzi in cui marziale descrive opere d’arte e spettacoli. L’intero liber de spectaculis è dedicato all’inaugurazione del Colosseo , e celebra la magnificenza dell’opera voluta da Vespasiano; come pure la grandiosità degli spettacoli. Il tono dei componimenti in questo libro è prevalentemente adulatorio. Marziale da le sue prove migliori nei carmi funerari , molti dei quali sono dedicati a fanciulli e fanciulle. Riesce a rappresentare un dolore sincero, una commozione affettuosa che non ha riscontro nel resto della sua produzione.

L’intera sfera dei sentimenti ha una parte importante nella raccolta di Marziale. L’amore non vi compare molto di frequente, ed è sempre presentato in una dimensione divertita e un po stereotipata. Marziale si interessa non tanto alla passione, quanta l’immediato impulso del desiderio e del sesso: e canta più spesso l’amore di altri che il proprio. Uno spazio maggiore a invece nell’opera e nell’attenzione di Marziale il tema dell’amicizia. Il piacere del banchetto insieme ad amici cari, la nostalgia per i compagni lontani. In particolare, il tema dei doni conosce un grande sviluppo all’interno della raccolta in relazione alla festa in cui lo scambio dei regali era istituzionalizzato : i Saturnali. E proprio alla descrizione di questi doni che sono dedicati i due libri: gli Xenia e gli Apophoreta. Il breve libro degli Xenia è fatto di semplici distici, che descrivono ingredienti, pietanze e vini; il libro degli Apophoreta (i regali da portar via), descrive strumenti per scrivere, per giocare, tessuti e vesti, statuette, libri famosi, animali. Marziale parla di sé come di uno che fa vita da cliente ed è angosciato dalle ristrettezze economiche e dai fastidi della vita in città. Anche l’essere arrivata al successo come poeta non garantiva la stabilità economica in un’epoca in cui era assente il diritto d’autore e Marziale individua nell’assenza di nuovi mecenati la causa della crisi in cui versano i generi poetici. Durante l’impero, il ruolo di cliente andava facendosi sempre più umiliante. Non si trattava soltanto di rendere dei servigi a un patrono , ormai la, massa dei clienti serviva soprattutto a documentare, con le sue manifestazioni di servilismo, il prestigio e il potere dei ricchi protettori. A Candido Ad Erotion