




Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La sismologia, ossia lo studio dei terremoti, ha avuto i primi passi nel xviii secolo e da allora ha compiuto un lungo cammino. Oggi, i terremoti sono la principale fonte di conoscenze sull'interno della terra. La natura di terremoti, come si propagano, la teoria del ciclo sismico, e come si misurano e valutano. Il testo include anche informazioni sulla struttura interna della terra e la distribuzione di terremoti su superficie del pianeta.
Tipologia: Appunti
1 / 8
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





La sismologia , ossia lo studio dei terremoti, ha mosso i primi passi nel XVIII secolo e da allora ha compiuto un lungo cammino ⤷ oggi come oggi i terremoti sono divenuti la principale fonte di conoscenzesull'interno della Terra Un terremoto è una vibrazione più o meno forte della Terra prodotta da una rapida liberazione di energia meccanica in profondità, nella crosta o nel mantello. Il punto il cui l’energia si libera è detto ipocentro (o fuoco) del terremoti ⤷ da esso l’energia si propaga per onde sferiche che attraversano tutta la Terra I terremoti non sono un fenomeno casuale infatti in un anno se ne verificano circa un milione. Il fatto che i terremoti si verificano continuamente non vuol dire che si verifichino ovunque ⤷ i sismi si manifestano in corrispondenza di zonesismicamente attive (sismiche), come il decorso di catene montuose o dorsali oceaniche, e sono assenti in zone asismiche, in queste zone non si verificano i terremoti ma a volte se ne risentono gli effetti Verso la metà del XIX secolo Robert Mallet era arrivato alla conclusione che un terremoto consistesse in una serie di onde elastiche che si propagano attraverso la Terra, causate dalla deformazione o dalla frattura di masse rocciose nel sottosuolo. Solo dopo il terremoto di San Francisco del 1906, il sismologo americano Harry F. Reid propose un modello di meccanismo dove si verificherebbero deformazioni all'origine dei terremoti ⤷ Reid giunse alla conclusione che le rocce, sottoposte a qualche sforzo, si comportano secondo la legge di Hooke (in maniera elastica). Quando le tensioni superano il loro limite di rottura inizia a formarsi una faglia lungo la quale i due blocchi cominciano a scivolare. La superficie della faglia si estende velocemente a tutto il settore deformato, finchè i due blocchi si arrestano in una nuova posizione di riposo Secondo il modello del rimbalzo elastico, con il brusco ritorno delle masse rocciose all’equilibrio, l’energia elastica accumulata durante la deformazione si libera in parte sotto forma di calore e in parte sotto forma di vibrazioni. Queste vibrazioni si propagano come onde sismiche verso tutte le direzioni, a partire da un certo volume di roccia: l’ipocentro. Per la teoria del rimbalzo elastico una zona in cui si è appena manifestato un terremoto dovrebbe avere raggiunto un nuovo equilibrio, che garantirebbe un periodo di tranquillità sismica. Il perdurare delle forze tettoniche tornerà però ad accumulare nuova energia, fino al manifestarsi di un’altra crisi sismica ⤷ il processo puòschematizzarsi come un ciclo sismico Nel ciclo sismico si possono distinguere due stadi:
Una parte dell’energia che si libera all’ipocentro si propaga sotto forma di onde sismiche attraverso le rocce circostante, che si comportano come corpi elastici. Non c’è dunque un trasporto di materia ma una perturbazione elastica che si propaga, allargandosi all'ipocentro come un’onda sferica. I movimenti all’ipocentro producono differenti tipi di deformazioni, cui corrispondono differenti tipi di onde. La struttura della Terra provoca, nelle onde che si propagano, fenomeni come la riflessione o la rifrazione ⤷ nella zona posta in superficie sulla verticale dell'ipocentro, chiamata epicentro , arrivano un groviglio di onde di ogni frequenza e velocità per questo gli strumenti posti nella vicinanze dell'epicentro “vanno fuori scala” Esistono tre tipi di onde:
Lo scopo iniziale, delle indagini sulla valutazione delle forze di un terremoto in base agli effetti su manufatti, era di delimitare le aree in cui un terremoto aveva provocato danni tra loro simili. Verso la fine del settecento, un medico italiano, Domenico Pignataro, stabilì una scala di confronto con 4 categorie: leggero, moderato, forte e fortissimo ⤷ era una suddivisione molto semplice ma un primo tentativo di classificazione dei terremoti in generale Un secolo dopo cominciarono a comparire scale più precise:
Se per due terremoti distinti, ma con lo stesso epicentro, si mettono a confronto i sismogrammi registrati in stazioni diverse si osserva che il rapporto tra l'ampiezza massima delle onde registrate è sempre lo stesso indipendentemente dalla distanza dall'epicentro. Nel 1935, il sismologo Charles F. Richter propose di misurare la magnitudo di un terremoto confrontando: ● l'ampiezza massima delle onde registrate di un terremoto con ● l'ampiezza massima delle onde registrate di un terremoto scelto come riferimento (terremoto standard) ⤷ un terremoto standard posto a 100 km dall'epicentro produce un sismogramma con oscillazione massima di 0,001 mm
Nei casi in cui il terremoto si verifica a distanze diverse dai 100 Km è necessario determinare il valore di A 0 a distanze dall'epicentro diverse da 100 Km tenendo conto dello smorzamento
⤷ si costruiscono infatti delle apposite tabelle che permette di calcolare il valore di A 0 Per evitare che i valori diventino troppo grandi, Richter propose di ricondurre ai logaritmi di base dieci
Se: ● M = 0 il terremoto ha forza uguale al terremoto standard ● A > A 0 allora il valore di M è positivo e crescerà con l'aumentare del rapporto ● A < A 0 allora il valore di M è negativo (esempio M = -2 corrisponde all' energia di un mattone che cade da un tavolo) Poiché la scala di magnitudo è logaritmica un aumento di un'unità di magnitudo comporta: ● un aumento di un fattore 10 nell' ampiezza del movimento ● una liberazione di energia 30 volte maggiore Non c'è sempre una corrispondenza tra magnitudo e intensità e può accadere che due terremoti con diverso magnitudo provochino effetti classificati nel medesimo grado di intensità. Quindi: ● la magnitudo è una misura strumentale della forza del terremoto dal punto di vista della profondità ma non è legata alla posizione ● l'intensità si riferisce agli effetti provocati dal terremoto in una certa zora e assume un certo valore in base alla distanza dall'epicentro La struttura interna della Terra è stata identificata in base a dati sismici infatti i sismogrammi, registrando l'arrivo delle onde, forniscono una specie di radiografia. Grazie infatti alla variazione delle loro traiettorie possiamo capire dove vi sono dei materiali differenti. Le traiettorie delle onde P, che per mezzo omogeneo si propagano in maniera rettilinea, all'interno della Terra si propagano tramite linee curve ⤷ questo perché le onde attraversano mezzi con caratteristiche meccaniche diverse e quindi vi è un graduale cambiamento del materiale. Al cambiamento di direzione è associato un cambiamento di velocità di propagazione dell'onda Se avviene un passaggio brusco, da un materiale all'altro, la rifrazione sarà netta: la curva si interromperà e la traiettoria proseguirà con una nuova curva. Si è visto che per ogni terremoto esiste una zona d'ombra ( fascia compresa tra 11.000 km e 16.000 Km) all'interno del quale non arrivano le onde P dirette ⤷ la zona d'ombra ha rilevato l'esistenza all'interno della Terra di un nucleo di materiale diverso da quello che lo avvolge, tanto da far deviare per rifrazione la traiettoria delle onde
La previsione dovrebbe poter indicare quando e dove si verificherà un terremoto e con quale intensità. Per far fronte al problema, i sismologi seguono due linee diverse:
La difesa dai terremoti potrà avvenire solo tramite una costante prevenzione del rischio sismico che è legato: