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macroeconomia schemi, Schemi e mappe concettuali di Macroeconomia

riassunto capitoli macroeconomia

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

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MACROECONOMIA
CAP 1:
Macroeconomia: studio economia nel suo complesso, condiziona vita di tutti. Si raccolgono dati per
formulare teorie generali, spiegarle e prendere provvedimenti per migliorare l’economia.
Studiano il valore, il modificarsi e le interazioni tra due variabili:
1) Tasso inflazione: velocità di aumento prezzi
2) Tasso disoccupazione: quota della forza lavoro priva di occupazione stabile
Altra importante variabile:
PIL REALE: misura reddito tot di tutti soggetti che partecipano ad un sistema economico, depurato
da variazioni del livello dei prezzi. Buon indicatore stato salute. Utile per prospettiva Lungo Periodo
-Periodi Recessione: periodi in cui PIL diminuisce moderatamente
-Periodi Depressione: periodi in cui il PIL diminuisce maggiormente
-Deflazione: periodi di prezzi in diminuzione
PIL REALE PRO CAPITE: misura reddito prodotto da individuo medio nell’economia
TASSO INFLAZIONE: misura variazione percentuale del livello medio prezzi rispetto ad anno
precedente.
- Se è >0 allora i prezzi aumentano; se è <0 allora diminuiscono; se diminuisce ma è positivo
allora la corsa al rialzo dei prezzi rallenta.
- Non è mai nullo
- Varia di anno in anno
- Recessioni e depressioni si associano a disoccupazione elevata
Gli economisti ricorrono a Modelli per capire il mondo, sono fatti di simboli e equazioni, eliminano i dettagli
irrilevanti e semplificano la realtà. Vi sono due categorie di variabili:
1) VARIABILI ENDOGENE: trovano una spiegazione o soluzione nell’ambito del modello. Sono
determinate dal modello, sono i fattori in uscita
2) VARIABILI ESOGENE: le prende per date, sono esterne, sono i fattori in entrata
Mostrare come le esogene condizionino le endogene
Curva domanda: relazione tra quantità domandata e il prezzo, inalterato il reddito. Ha pendenza
negativa perché quanto più alto è il prezzo di un bene più i consumatori acquistano altri elementi
Curva offerta: relazione tra quantità offerta e il prezzo, inalterato prezzo materie prime. Ha
pendenza positiva perché quanto più è elevato prezzo di un bene più sarà alto il profitto
Il mercato è in equilibrio dove c’è intersezione: i consumatori domandano la quantità offerta
dai produttori
- Variabili esogene: reddito aggregato e prezzo materie prime
- Variabili endogene: prezzo e quantità
Se il reddito aggregato aumenta, aumenta anche la domanda e così aumentano sia prezzo che
quantità di equilibrio. Spostamento curva verso destra
Se il prezzo delle materie prime aumenta, il prezzo di equilibrio aumenta e la quantità
diminuisce. Spostamento curva verso sinistra
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MACROECONOMIA

CAP 1:

Macroeconomia : studio economia nel suo complesso, condiziona vita di tutti. Si raccolgono dati per formulare teorie generali, spiegarle e prendere provvedimenti per migliorare l’economia. Studiano il valore, il modificarsi e le interazioni tra due variabili:

  1. Tasso inflazione : velocità di aumento prezzi
  2. Tasso disoccupazione : quota della forza lavoro priva di occupazione stabile Altra importante variabile:  PIL REALE : misura reddito tot di tutti soggetti che partecipano ad un sistema economico, depurato da variazioni del livello dei prezzi. Buon indicatore stato salute. Utile per prospettiva Lungo Periodo
  • Periodi Recessione : periodi in cui PIL diminuisce moderatamente
  • Periodi Depressione : periodi in cui il PIL diminuisce maggiormente
  • Deflazione : periodi di prezzi in diminuzione  PIL REALE PRO CAPITE : misura reddito prodotto da individuo medio nell’economia  TASSO INFLAZIONE : misura variazione percentuale del livello medio prezzi rispetto ad anno precedente.
  • Se è >0 allora i prezzi aumentano; se è <0 allora diminuiscono; se diminuisce ma è positivo allora la corsa al rialzo dei prezzi rallenta.
  • Non è mai nullo
  • Varia di anno in anno
  • Recessioni e depressioni si associano a disoccupazione elevata Gli economisti ricorrono a Modelli per capire il mondo, sono fatti di simboli e equazioni, eliminano i dettagli irrilevanti e semplificano la realtà. Vi sono due categorie di variabili:
  1. VARIABILI ENDOGENE : trovano una spiegazione o soluzione nell’ambito del modello. Sono determinate dal modello, sono i fattori in uscita
  2. VARIABILI ESOGENE : le prende per date, sono esterne, sono i fattori in entrata Mostrare come le esogene condizionino le endogene  Curva domanda : relazione tra quantità domandata e il prezzo, inalterato il reddito. Ha pendenza negativa perché quanto più alto è il prezzo di un bene più i consumatori acquistano altri elementi  Curva offerta : relazione tra quantità offerta e il prezzo, inalterato prezzo materie prime. Ha pendenza positiva perché quanto più è elevato prezzo di un bene più sarà alto il profitto  Il mercato è in equilibrio dove c’è intersezione: i consumatori domandano la quantità offerta dai produttori
  • Variabili esogene : reddito aggregato e prezzo materie prime
  • Variabili endogene : prezzo e quantità  Se il reddito aggregato aumenta , aumenta anche la domanda e così aumentano sia prezzo che quantità di equilibrio. Spostamento curva verso destra  Se il prezzo delle materie prime aumenta , il prezzo di equilibrio aumenta e la quantità diminuisce. Spostamento curva verso sinistra

MARKET CLEARING : ipotesi che i mercati siano in equilibrio continuamente. Non è plausibile perché i prezzi dovrebbero adattarsi subito alle variazioni di domanda e offerta. Prezzi :

  • Flessibili (ipotesi dei modelli): più adatto al lungo periodo
  • Vischiosi (realtà): più adatto al breve periodo dove i prezzi sono fissi  Microeconomia : studio decisioni individui e imprese e loro interazione sul mercato. Tra i principi base c’è quello secondo cui individui e imprese tengano un comportamento ottimizzante (facciano del meglio per sé stessi dati gli obiettivi e vincoli). L’individuo cerca di massimizzare la soddisfazione (Utilità); mentre le imprese cercano di massimizzare il profitto La teoria macroeconomica si fonda sulla microeconomica, dato che le variabili aggregate sono la somma di quelle individuali. I modelli macroeconomici prendono il comportamento ottimizzante di individui e imprese come un dato di fatto CAP 2:  PIL : misura il reddito tot della nazione e la spesa tot per l’acquisto di beni e servizi. Riassume in un unico numero il valore monetario dell’attività economica in un dato periodo di tempo. Può aumentare sia perché aumentano le quantità che i prezzi. Non riesce ad esprimere correttamente la capacità dell’economia di soddisfare la domanda degli individui, imprese e pubblica amministrazione
  • Il REDDITO è UGUALE ALLA SPESA : in ogni transazione c’è un compratore e un venditore. Gli individui acquistano dalle imprese, le imprese usano parte del ricavato dalle vendite x pagare salari e il rimanente è il profitto. Ogni transazione che influenza il reddito influenza la spesa. Si calcola come reddito tot dalla produzione (salari+profitti) oppure come spesa tot x acquisto del bene
  • Contabilità Nazionale : sistema utilizzato x misurare il PIL e altre statistiche
  • Come si calcola? I prodotti hanno un valore diverso, si ricorre ai prezzi di mercato e si fa P1XQ1+P2XQ2…
  • BENI USATI (NO): è un trasferimento di patrimonio, non un aumento di reddito
  • TRATTAMENTO SCORTE (SI): sono produzione di una nuova ricchezza, anche se verranno vendute in futuro
  • BENI INTERMEDI (NO): viene calcolato solo il valore dei beni finali, altrimenti ci sarebbe una doppia contabilizzazione. Valore aggiunto : valore del prodotto-valore dei beni intermedi PIL : valore aggiunto tot di tutte imprese
  • IMPUTAZIONI E SERVIZI ABITATIVI (SI): l’affitto è pari al PIL in quanto spesa dell’affittuario e reddito del proprietario. Incluso anche il canone che l’individuo con casa propria paga a se stesso, quale sarebbe il canone di mercato della casa nel caso venisse acquistata. Valore di imputazione : stima di beni e servizi che non vengono scambiati sul mercato. Serve per dare un valore ai servizi abitativi e servizi offerti dallo stato NB: non vengono inclusi nel PIL anche gli altri beni durevoli di proprietà degli individui (ex. Auto, gioielli, tosaerba ecc) e neanche i beni e servizi prodotti dall’individuo x consumo proprio e quindi non scambiati sul mercato
  • ECONOMIA SOMMERSA (NO): difficili da stimare i beni e servizi scambiati sottratti al controllo dello stato con il fine di evadere l’imposizione fiscale o x attività illegali
  1. PIL NOMINALE : valore tot di beni e servizi misurato ai prezzi correnti PxQ
  2. PIL REALE : valore di beni e servizi misurato a prezzi costanti. Cosa accadrebbe alla spesa se cambiassero le quantità e non i prezzi. Si sceglie un insieme di prezzi dell’anno base P(base)xQ

Y = C + I + G + NX

IDENTITA’ CONTABILE DEL REDDITO NAZIONALE (è un’equazione necessariamente soddisfatta) I paesi che hanno minori consumi hanno maggiori esportazioni nette, perché un minore consumo comporta una minore domanda di beni e servizi importati e una maggiore quota di PIL per l’esportazione  PRODOTTO NAZIONE LORDO (PNL): reddito aggregato dei residenti nel paese

PNL = PIL + redditi esteridi residenti − redditi interni dinon residenti

 PRODOTTO NAZIONALE NETTO (PNN):

PNN = PNL − ammortamento del capitale

  • Ammortamento capitale ( CONSUMO DI CAPITALE FISSO ): stima della perdita di valore dello stock di impianti, attrezzature e fabbricati residenziali
  • 2 tipi di variabili quantitative :
    1. STOCK : quantità misurata in un dato istante del tempo
    2. FLUSSO : quantità misurata nell’unità di tempo (ex. PIL: quantità di denaro che transita nel flusso circolare dell’economia nell’unità di tempo) Il PIL ha un andamento stagionale dato dalla diversa capacità di produrre e dalle preferenze dei consumatori, la maggior parte delle statistiche economiche sono Destagionalizzate, ovvero con dati corretti eliminando le fluttuazioni.  INFLAZIONE : aumento generalizzato dei prezzi  INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO (IPC): indicatore del livello generale dei prezzi. Si deve attribuire un peso diverso a diversi beni e servizi calcolando il prezzo di un paniere di beni e servizi acquistati del consumatore medio. IPC è il prezzo relativo di questo paniere rispetto al prezzo del medesimo paniere nell’anno base  INDICE DEI PREZZI ALLA PRODUZIONE : misura prezzo del paniere di beni acquistato dalle imprese Ci sono anche altri indici relativi a specifiche categorie di beni DIFFERENZE TRA DEFLATORE DEL PIL E IPC :
  1. Deflatore PIL : misura livello dei prezzi di tutti beni e servizi prodotti nel sistema economico IPC : misura livello dei prezzi di tutti beni e servizi acquistati dai consumatori
  2. Deflatore PIL : solo beni e servizi prodotti nei confini nazionali
  3. Deflatore PIL : assegna pesi variabili, varia la composizione del paniere in funzione della variazione del PIL IPC : assegna un peso fisso ai prezzi di beni differenti, paniere fisso di beni  INDICE DI LASPEYRES : indice dei prezzi calcolato su paniere fisso di beni. Tende a sovrastimare l’aumento del costo della vita perché non tiene in considerazione il fatto che i consumatori possono sostituire i beni costosi con beni meno costosi  INDICE DI PAASCHE : indice dei prezzi calcolato su paniere variabile. Tende a sottostimare l’aumento del costo della vita perché non riflette la riduzione del benessere del consumatore che deriva da questa sostituzione  IPC ha 3 problemi : 1) non tiene conto della sostituzione dei beni 2) introduzione di nuovi beni, il benessere aumenta perché si amplia la scelta, ma non viene rilevato l’aumento del potere d’acquisto della moneta
  1. variazioni non rilevate della qualità dei beni , l’aumento del prezzo non corrisponde a un aumento del costo della vita  TASSO DISOCCUPAZIONE : percentuale degli individui che pur desiderando lavorare non hanno un’occupazione
  • Due metodi per calcolarlo :
    1. CLAIMANT COUNT : conteggiare in un dato momento, il numero degli individui che ricevono un’indennità di disoccupazione dallo stato. Le indennità sono erogate da enti pubblici e lo stato sa quanti sono i lavoratori occupati perché incassa le imposte sul reddito. Problemi del claimant count: soggetto a variazioni normativa che regola i sussidi di disoccupazione
    2. RILEVAZIONE SULLE FORZE DI LAVORO : misura disoccupazione su base di questionari con indagini campionarie. Categorie: o Occupato : nella settimana prima dell’intervista ha lavorato a tempo pieno/parziale in un’occupazione remunerata o Disoccupato : non ha un’occupazione, ma è disponibile a lavorare nelle due settimane dopo e nelle 4 settimane prima dell’intervista ha cercato un lavoro o Non partecipe alla forza lavoro : lavoratore scoraggiato che ha smesso di cercare ed è economicamente inattivo
  • Forza Lavoro = numero occupati + numero disoccupati
  • Tasso^ disoccupazione =^

numero disoccupati

forza lavoro

× 100

  • Tasso^ partecipazione^ alla^ forza^ lavoro =^

forzalavoro

popolazione adulta

× 100

CAP 3:

Come funziona una vera economia? Collegamenti tra diversi attori economici e i flussi monetari. Gli INDIVIDUI percepiscono un reddito, lo utilizzano x pagare le imposte allo stato, x consumare beni e servizi e risparmiare con i mercati finanziari. Le IMPRESE ottengono ricavi dalla vendita e li utilizzano x pagare i fattori di produzione. Sia gli individui che le imprese si indebitano sui mercati finanziari x acquistare beni di investimento. Lo STATO riscuote le imposte e usa il ricavato per pagare la spesa pubblica.

  • Risparmio pubblico : differenza tra entrate tributarie e spesa pubblica. Può avere un valore positivo ( Surplus ) o negativo ( Deficit ) La produzione di beni e servizi dipende da:
  1. FATTORI PRODUZIONE : utilizzati x produrre beni e servizi. I più importanti sono:
  • Capitale : tutti gli attrezzi e utensili che i lavoratori usano con finalità produttive
  • Lavoro : tempo che gli individui dedicano ad attività produttive Ipotizziamo che questi fattori siano disponibili in quantità fissa e determinate esogenamente

K = K L = L

Ipotizziamo che i fattori di produzione siano pienamente utilizzati, no sprechi.

  • COSTO DEL LAVORO : W × L
  • COSTO DEL CAPITALE : R × KPRODOTTO MARGINALE DEL LAVORO (PML): quantità aggiuntiva di prodotto che l’impresa ottiene da ogni unità addizionale di lavoro, tenendo fissa la quantità di capitale. È pari alla pendenza della funzione di produzione e alla curva di domanda di lavoro

PML = F ( K ; L + 1 )− F ( K ; L )

  • Prodotto marginale decrescente : tenendo fissa la quantità di capitale, il prodotto marginale del lavoro diminuisce all’aumentare della quantità di lavoro impiegata
  • L’impresa confronta il ricavo addizionale che ottiene dall’aumento di produzione risultante dal lavoro incrementale e la remunerazione aggiuntiva che dovrà dare al lavoratore. L’incremento del ricavo dipende da due variabili: 1) PML 2) Prezzo prodotto

 Ricavo Aggiuntivo : PML× P

 Costo Aggiuntivo : W

 Variazione del Profitto : ∆^ Profitto = ∆^ ricavo − ∆^ costo =(^ PML×^ P^ )− W

L’impresa continua ad assumere lavoro fino a quando accresce il profitto, ovvero fino a quando

PML× P > W

 Domanda di lavoro : PML× P = W oppure PML =^

W

P

Salario reale :

W

P

remunerazione del lavoro misurata in unità di prodotto, invece che in termini monetari  PRODOTTO MARGINALE DEL CAPITALE (PMK): quantità addizionale di prodotto che l’impresa ottiene da ogni unità di capitale in più, tenendo fissa la quantità di lavoro

PMK = F ( K + 1 ; L ) − F ( K ; L )

  • L’incremento di profitto che si ottiene dall’utilizzo di una macchina in più è pari alla differenza tra il ricavo aggiuntivo ottenuto dalla vendita del prodotto incrementale e la remunerazione della macchina aggiuntiva

∆ profitto = ∆ ricavo − ∆ costo =( PMK × P )− R

Per massimizzare il profitto l’impresa utilizzerà capitale in quantità tale per cui PMK =

R

P

Rendita reale del capitale : rendita misurata in termini di prodotto, invece che in termini monetari Se tutte le imprese sono concorrenziali e massimizzano il profitto, ciascun fattore di produzione è remunerato in misura corrispondente al suo contributo marginale al processo produttivo

 Monte salari reale : PML× L

 Rendita totale reale : PML× K

PROFITTO ECONOMICO : reddito che rimane alle imprese dopo aver remunerato i fattori di produzione. È destinato ai proprietari delle imprese

Profitto economico : Y −( PML× L )−( PMK × K )

Y =( PML × L ) +( PMK × K ) + profitto economico

Il Reddito totale si ripartisce tra remunerazione del lavoro, remunerazione del capitale e profitto economico

  • TEOREMA DI EULERO : se la funzione di produzione ha rendimenti di scala costanti, il profitto economico è uguale a zero. Una volta remunerati i fattori di produzione, non rimane più nulla per i proprietari delle imprese. Se la remunerazione di ciascun fattore di produzione è pari al suo prodotto marginale, la somma delle remunerazioni dei fattori è uguale alla produzione aggregata. Rendimenti di scala costanti, massimizzazione del profitto e concorrenza implicano che il profitto economico sia uguale a zero Nel modello abbiamo ipotizzato che vi siano 3 attori economici: lavoratori, proprietari dei beni capitali e proprietari di imprese e che quindi il reddito totale si distribuisca tra salari, rendita del capitale e profitto economico. Nel mondo reale invece la maggior parte delle imprese è proprietaria dei beni capitali che utilizza

 PROFITTO CONTABILE : Profitto contabile = profitto economico +( PMK × K )

Come si distribuisce il reddito nazionale tra individui e imprese? Ciascun fattore di produzione viene remunerato in base al suo prodotto marginale e la remunerazione dei fattori esaurisce la produzione aggregata che si distribuisce tra la remunerazione del capitale e del lavoro, sulla base delle rispettive produttività marginali  FUNZIONE PRODUZIONE DI COBB-DOUGLAS : all’aumentare della prosperità economica, anche il reddito totale dei lavoratori e la remunerazione totale del capitale crescevano di pari passo.

Reddito del capitale = PMK × K = αY

Reddito del lavoro = PML × L =( 1 − α ) Y

α : costante di valore tra 0 e 1 che misura la quota del reddito spettante al capitale

α − 1 : quota del reddito spettante al lavoro

 Il rapporto tra reddito del lavoro e del capitale è costante

La funzione che gode di questa proprietà è F ( K ; L )= A Kα^ L^1 − α

A: parametro maggiore di zero che misura la produttività della tecnologia disponibile

  • Ha rendimenti scala costanti : se lavoro e capitale aumentano nella stessa proporzione, anche il prodotto aumenta della stessa proporzione
  • Prodotto marginale del lavoro : (^) PML =( (^1) − α ) (^) A Kα^ Lα
  • Prodotto marginale del capitale : (^) PMK = αA K α −^1 L^1 − α  Un aumento della quantità di capitale provoca un aumento di PML e diminuzione di PMK. Un aumento della quantità di lavoro riduce PML e aumenta PMK. Un’innovazione tecnologica fa aumentare il parametro A e fa aumentare entrambi i prodotti marginali

PML =( 1 − α ) Y / L

PMK = αY / K

  • PML è proporzionale al prodotto per unità di lavoro
  • PMK è proporzionale al prodotto per unità di capitale
  • TRASFERIMENTI : influenzano solo indirettamente la domanda di beni e servizi, fanno aumentare il reddito disponibile degli individui
  • IMPOSTE : riducono il reddito disponibile degli individui  Aumento di trasferimenti finanziato da un aumento delle imposte, lascia il reddito disponibile invariato  T : differenza tra imposte e trasferimenti

 Reddito disponibile : Y − T

SPESA PUBBLICA : imposte – trasferimenti

G = T BILANCIO STATO IN PAREGGIO

G > T DISAVANZO DI BILANCIO (finanziato con emissione di titoli di stato sui mercati finanziari)

G < T AVANZO DI BILANCIO (utilizzato x rimborsare il debito pregresso)

 Variabili esogene : spesa pubblica e imposte  Variabili endogene : consumo, investimento e tasso di interesse Cosa garantisce che la somma di consumo, investimento e spesa pubblica sia uguale alla produzione aggregata? Possiamo considerare il Tasso di interesse su: effetto del tasso di interesse sull’offerta e domanda di beni e servizi e l’effetto sull’offerta e domanda di fondi mutabili Analisi di domanda di beni e servizi:

Y = C + I + G produzione tot

C = C ( Y − T ) funzione consumo

I = I ( r ) investimento

G = G spesa pubblica

T = T trasferimento

 Y = C ( Y − T ) + I ( r )+ G NB. Il tasso di interesse r è l’unica variabile non esogenamente

determinata  TASSO INTERESSE : si aggiusta x garantire equilibrio tra domanda e offerta, quanto più è elevato il tasso di interesse, tanto è più basso il livello della spesa x investimento e di domanda di beni e servizi. Se è troppo alto , la spesa x investimento è troppo bassa e l’offerta è maggiore della domanda; se è troppo basso , la spesa x investimento è troppo alta e la domanda è maggiore dell’offerta. È il costo dell’indebitamento per i debitori e la remunerazione dei prestiti nei mercati finanziari per i creditori

  • Produzione residua ( RISPARMIO NAZIONALE ) S : quello che rimane una volta soddisfatta la domanda di consumo e la spesa pubblica. Il risparmio è uguale alla spesa per investimento

Y − C − G = I

Possiamo suddividere il risparmio in due componenti: S =( Y − T − C )+ ( T − G )= I

  1. RISPARMIO PRIVATO (Y-T-C): differenza tra il reddito disponibile e il consumo
  2. RISPARMIO PUBBLICO (T-G): differenza tra le entrate dello stato e la spesa pubblica. Se lo stato spende più di quanto incassa con la tassazione, crea un disavanzo di bilancio e il risparmio pubblico è negativo  Il flusso monetario in entrata nei mercati finanziari (risparmio privato+pubblico) deve essere uguale al flusso monetario in uscita dai mercati finanziari (spesa x investimento)

Come porta in equilibrio i mercati finanziari il tasso di interesse? Y − C ( Y − T )− G = I ( r )

  • G e T esogene
  • Y fisso e determinato da fattori di produzione e funzione di produzione

Y − C ( Y − T )− G = I ( r )

S = I ( r )

  • La Funzione di risparmio è una retta verticale perché non dipende dal tasso di interesse
  • La Funzione di investimento ha pendenza negativa perché quanto più elevato è il tasso di interesse, tanto minore è il numero di progetti di investimento redditizi Possono essere visti come domanda e offerta, il bene scambiato sono i Fondi mutabili e il prezzo è il tasso di interesse.
  • FONDI MUTABILI : quantità di denaro che un’economia può prestare
  • Risparmio : offerta di fondi mutabili (gli individui prestano denaro a chi lo vuole investire o lo depositano presso un intermediario finanziario che lo impiega per finanziare progetti di investimento)
  • Investimento : domanda di fondi mutabili (le imprese si indebitano direttamente presso il pubblico o con intermediari finanziari), dipende dal tasso di interesse e anche la quantità domandata di fondi mutabili
  • Il Tasso di interesse si aggiusta fino a quando la somma che le imprese vogliono investire è uguale alla somma che gli individui vogliono risparmiare. o Se è troppo basso , le imprese vogliono investire una quota di produzione aggregata maggiore di quella che gli individui vogliono risparmiare Tasso interesse aumenta o Se è troppo alto , gli individui vogliono risparmiare di più di quanto le imprese desiderano investire Tasso interesse diminuisce , la quantità domandata di fondi mutabili è inferiore alla quantità offerta o In equilibrio : somma degli individui che vogliono risparmiare è uguale alla somma delle imprese che vogliono investire, la quantità di fondi mutabili offerta è identica alla domanda NB. Nel sistema finanziario ci sono i Mercati finanziari , tramite questi i nuclei familiari possono offrire direttamente risorse per l’investimento. Tra questi ci sono: **- MERCATO OBBLIGAZIONARIO
  • MERCATO AZIONARIO** Poi abbiamo:
  • FINANZIAMENTO CON CAPITALE DI DEBITO : raccolta fondi per l’investimento tramite l’emissione di obbligazioni
  • FINANZIAMENTO CON CAPITALE DI RISCHIO : tramite emissione di azioni Ci sono: INTERMEDIARI FINANZIARI : ai quali i risparmiatori possono offrire indirettamente le risorse per l’investimento, fa da ponte tra due sponde del mercato e convoglia risorse verso un migliore utilizzo. Il risparmiatore spesso non conosce gli investimenti che i suoi risparmi vanno a finanziare (ex. Banche, fondi pensione, società di assicurazione) Lo stato influenza la domanda di beni e servizi e altera il risparmio nazionale, l’investimento e il tasso d’interesse d’equilibrio modificando il livello della spesa o della tassazione

 AUMENTO SPESA PUBBLICA ∆ G : effetto immediato è l’aumento della domanda di beni e servizi di

ammontare corrispondente, ma dato che la produzione aggregata è fissa e determinata dai fattori

  1. POLITICA FISCALE : decisioni del governo in tema di spesa e tassazione. È affidata a rappresentanti eletti
  2. POLITICA MONETARIA : decisioni relative al sistema di conio, alla moneta e all’attività bancaria della nazione. È compito della banca centrale, il direttivo è nominato da organi elettivi, ma ha molta autonomia  MONETA : stock di valori immediatamente disponibili per le transazioni. Rende possibili transazioni più indirette. Ha 3 funzioni :
  3. RISERVA DI VALORE : rappresenta un mezzo per trasferire potere d’acquisto dal presente al futuro. È imperfetta perché se i prezzi aumentano posso comprare meno beni e servizi con una data quantità di moneta
  4. UNITA’ DI CONTO : rappresenta l’unità di misura con cui si esprimono i prezzi e si registrano i debiti, si misurano le transazioni economiche
  5. MEZZO DI SCAMBIO : ciò che si usa per acquistare beni e servizi
  • Liquidità : la facilità con cui la moneta può essere convertita in altre cose
  • Doppia coincidenza di bisogni : in un’economia fondata sul baratto due individui devono aver ciascuno il bene desiderato dall’altro x far si che avvenga uno scambio Ha più forme :
  1. MONETA A CORSO LEGALE/FIAT : non ha valore intrinseco, non avrebbe valore se non fosse comunemente accettata come moneta (ex. Banconote)
  2. MONETA MERCE : beni dotati di valore intrinseco (ex. Oro Sistema aureo) Ma…usare l’oro per le transazioni è costoso, la verifica del peso e purezza richiedono tempo e quindi lo Stato può coniare monete di peso e purezza garantiti, più facili da usare e con valore riconosciuto da tutti. Lo stato raccoglie l’oro dagli individui in cambio di certificati aurei (pezzi di carta che possono essere convertititi in una quantità d’oro certa e determinata). La Convertibilità diventa irrilevante perché nessuno converte i biglietti in oro e non si preoccupa se la conversione sia più concessa.  OFFERTA DI MONETA : quantità di moneta disponibile in un sistema economico.
  • In un sistema con moneta merce , l’offerta di moneta è la quantità disponibile di quella merce
  • In un sistema con moneta legale , l’offerta di moneta è controllata dallo stato che ha il monopolio sulla stampa delle banconote  POLITICA MONETARIA : controllo esercitato sull’offerta di moneta. Delegata a Banca Centrale (BCE in Europa) e le decisioni vengono prese da un comitato (consiglio direttivo x BCE)  OPERAZIONI DI MERCATO APERTO : strumento attraverso il quale una banca centrale controlla l’offerta di moneta, operazioni di acquisto o vendita di titoli del debito pubblico
  • Se la banca centrale vuole AUMENTARE OFFERTA MONETA : stampa moneta e la usa per acquistare titoli di stato dal pubblico, questa moneta esce dai depositi della banca centrale e entra in possesso del pubblico Aumenta quantità moneta in circolazione - Se la banca centrale vuole DIMINUIRE OFFERTA MONETA : vende titoli di debito pubblico che detiene nel portafoglio, sottrae moneta dalla disponibilità del pubblico Diminuisce quantità moneta in circolazione Le CARTE DI CREDITO sono moneta? Sono un mezzo per il Differimento dei pagamenti. La banca che ha emesso la carta corrisponde al commerciante la somma dovuta, gli individui si indebitano con la banca e

devono rimborsare il debito successivamente, anche con un interesse. Si trasferisce quindi il denaro dal conto bancario, con assegno o carta di debito. Il saldo del conto corrente è parte dello stock di moneta dell’economia. Il titolare di una carta di credito può detenere meno quantità di moneta rispetto a chi non ne ha una; quindi, la diffusione di carte di credito riduce i saldi monetari che gli individui desiderano detenere  Non fanno parte dell’offerta di moneta, ma INFLUENZANO LA DOMANDA DI MONETA

  • CARTE DI DEBITO : prelevano direttamente dal conto corrente bancario dell’acquirente e trasferiscono a quello a del venditore
  • ASSEGNO : utilizza come supporto la carta e ha valore monetario prestabilito  Sia le Carte di debito che gli Assegni non sono moneta, sono solo STRUMENTI X TRASFERIRE FONDI DA UNA BANCA ALL’ALTRACIRCOLANTE : somma di tutte banconote e monete metalliche in circolazione, mezzo di scambio per piccole transazioni quotidiane  DEPOSITI A VISTA : fondi che gli individui detengono in forma liquida sui conti correnti bancari, il titolare può accedervi compilando un assegno o usando carta di debito
  • I titolari dei depositi a risparmio non possono trarre un assegno o usare carta di debito per trasferire una parte del saldo del proprio deposito, ma possono trasferire fondi da un deposito a risparmio a un conto corrente - FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MONETARIO : strumenti di gestione comune del risparmio che raccolgono risparmi degli individui e li investono in un portafoglio di titoli fruttiferi come titoli di stato o obbligazioni private. Permettono ai sottoscrittori di trarre assegni o usare carta di debito, ma mettono limiti sull’ammontare, la frequenza e il preavviso di prelievo Inclusi nella quantità di moneta  Lo STOCK DI MONETA comprende il circolante, i depositi bancari e gli strumenti emessi da altre istituzioni finanziarie che possono essere facilmente accessibili per pagare l’acquisto di beni e servizi L’OFFERTA DI MONETA è determinata sia dalla politica della banca centrale che dal comportamento degli individui che detengono moneta e dalle banche dove la moneta viene depositata. Include sia il circolante che i depositi bancari a vista

Offerta di moneta = circolante + depositi a vista

M = C + D

RISERVE : depositi che le banche ricevono e non impiegano  SISTEMA BANCARIO A RISERVA TOTALE : depositi trattenuti come riserve, le banche accettano depositi, mettono il denaro a riserva e ve lo lasciano finché il depositante lo preleva o emette un assegno se le banche trattengono a riserva il 100% dei depositi, il sistema bancario non influenza l’offerta di moneta  STATO PATRIMONIALE : prospetto contabile che mette a confronto le attività e passività  SISTEMA BANCARIO A RISERVA FRAZIONARIA : le banche tengono a riserva soltanto una frazione dei depositi per far fronte a eventuali richieste di prelievo da parte dei depositanti. Nel caso in cui l’importo dei nuovi depositi è pari all’importo dei prelievi, una banca non deve per forza trattenere tutti i depositi a riserva le banche hanno incentivo a concedere prestiti

  • Rapporto riserve/depositi (rr): frazione di depositi che la banca trattiene a riserva
  1. RAPPORTO CIRCOLANTE/DEPOSITI (cr): quantità di circolante (C) che gli individui detengono in misura percentuale dei loro depositi a vista (D), riflette le preferenze degli individui su che forma di moneta desiderano detenere

M = C + D B = C + R

Per esprimere l’offerta di moneta come funzione delle 3 variabili esogene:

M

B

C + D

C + R

M

B

C

D

C

D

R

D

C/D è cr e R/D è rr M^ =^

cr + 1

cr + rr

× B

L’offerta di moneta è proporzionale alla base monetaria MOLTIPLICATORE MONETARIO (m)

cr + 1

cr + rr

M = m × B

Ogni euro di base monetaria genera m euro di offerta di moneta Base Monetaria = MONETA AD ALTO POTENZIALE perché ha effetto moltiplicato sull’offerta di moneta  Offerta di moneta è proporzionale alla base monetaria, all’aumentare della base monetaria l’offerta di moneta aumenta proporzionalmente  Quanto minore è il Rapporto riserve/depositi , tanto più le banche possono concedere prestiti e tanto più moneta crea il sistema bancario. Il moltiplicatore monetario e l’offerta di moneta aumentano  Quanto minore è il Rapporto circolante/depositi , tanto minore è la quota di base monetaria che il pubblico detiene come circolante, tanto maggiore è la quota di base monetaria che viene depositata e tanta più moneta possono creare le banche. Il moltiplicatore monetario e l’offerta di moneta aumentano La Banca centrale controlla solo indirettamente l’offerta di moneta con la variazione della base monetaria o del rapporto riserve/depositi. Per modificare l’offerta monetaria ha 3 strumenti di politica monetaria:

  1. OPERAZIONI DI MERCATO APERTO A TITOLO DEFINITIVO : può variare la quantità di moneta in circolazione acquistando o vendendo obbligazioni senza un accordo di rivendita/riacquisto a una data successiva.
  • Se vuole AUMENTARE OFFERTA MONETA : creare circolante e usarlo per acquistare titoli dal pubblico nel mercato delle obbligazioni, il pubblico detiene una quantità maggiore di circolante OPERAZIONE DI MERCATO IN ACQUISTO - Se vuole DIMINUIRE OFFERTA MONETA : vendere titoli obbligazionari al pubblico nel mercato obbligazionario e la quantità di circolante detenuta dal pubblico diminuisce OPERAZIONE DI VENDITA SUL MERCATO
  1. TASSO DI RIFINANZIAMENTO : può determinare il tasso di interesse al quale è disposta a finanziare le banche nel breve periodo. Acquista attività finanziarie non monetarie dalle banche commerciali e si impegna a rivendere tali attività a una data futura concede un prestito nel quale i titoli obbligazionari o le attività finanziarie non monetarie vengono ceduti dalle banche finanziate a garanzia del prestito stesso
  • Ha un elenco di titoli e attività finanziarie che è disposta ad accettare come garanzia (attività sicure)
  • La banca centrale acquista attività e il venditore accetta di riacquistarle in data successiva e prezzo predeterminato OPERAZIONI DI PRONTO CONTRO TERMINE Le banche commerciali devono detenere riserve sufficienti per coprire le proprie passività si pongono come obiettivo il mantenimento di un determinato rapporto riserve/depositi (COEFFICIENTE DI RISERVA)  COEFFICIENTE DI RISERVA : può essere stabilito dalla banca centrale Può succedere che i flussi di prelievi e depositi vari in modo imprevedibile e che alcune banche si ritrovino con riserve in eccesso rispetto al livello desiderato (rapporto riserve/depositi > livello minimo) o che altre banche si ritrovino con riserve inferiori al livello desiderato  Le banche commerciali tendono a PRESTARSI DENARO a breve termine per finanziare le banche con riserve insufficienti MERCATO MONETARIO (mercato con riserve a breve termine)
  • Se si riscontra CARENZA LIQUIDITA’ perché gli impieghi sono eccessivi TASSO DI INTERESSE A BREVE TERMINE al quale le banche si finanziano AUMENTA - Se si riscontra ECCESSO LIQUIDITA’TASSO DI INTERESSE DIMINUISCE  La banca centrare può intervenire per influenzare la liquidità, gli impieghi e l’offerta di moneta  TASSO REPO/RIFINANZIAMENTO/SCONTO : differenza tra il prezzo pagato dalla banca centrale e quello pagato per le stesse attività dalla banca commerciale
  • Le banche devono continuamente rimborsare i prestiti per indebitarsi di nuovo
  • Se la banca centrale desidera PROSCIUGARE LIQUIDITA’NON RINNOVA PRESTITI - Se la banca centrale AUMENTA TASSO REPO : le banche commerciali limitano gli impieghi invece che indebitarsi per mantenere il livello desiderato di riserve CONTRAE OFFERTA MONETA - Se la banca centrale ABBASSA TASSO REPO : le banche commerciali aumentano gli impieghi, si indebitano a basso costo per mantenere il livello desiderato di riserve AUMENTA OFFERTA MONETA
  1. OBBLIGHI DI RISERVA : quantità minima di riserve che le banche commerciali devono detenere in rapporto ai depositi. Determinano la quantità di moneta che il sistema bancario può creare con ogni euro di depositi raccolto. - Se AUMENTANO : le banche commerciali devono detenere più riserve e ridurre gli impieghi. Il coefficiente di riserva aumenta, il valore del moltiplicatore monetario diminuisce CONTRAE OFFERTA DI MONETA
  • V : numero di volte in cui ogni banconota entra nel reddito di un individuo in un dato periodo VELOCITA’ DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA RISPETTO AL REDDITO

M × V = P ×Y

SALDI MONETARI REALI : misurano potere d’acquisto dello stock di moneta, quantità di beni e servizi che la quantità di moneta può acquistare

M / P

FUNZIONE DI DOMANDA DI MONETA : come si determina la quantità di saldi monetari reali che gli individui desiderano detenere

M

P )

d

= kY

  • La quantità domandata di saldi monetari è proporzionale al reddito reale
  • K : costante che indica la quantità di moneta che gli individui desiderano detenere per ogni unità di reddito
  • bene ” è la comodità di avere a disposizione saldi monetari reali, transazioni più facili  Reddito più alto = aumento domanda di saldi monetari reali Aggiungiamo la condizione che la domanda di saldi monetari reali sia uguale all’offerta

M

P )

= kY

M (

k )

= PY

MV = PY con V=1/k

 Se gli individui decidono di tenere molta moneta per ogni unità di reddito (k elevato), la moneta cambia di mano in mano raramente (V basso).  Se gli individui decidono di tenere poco moneta per unità di reddito (k basso), la moneta cambia di mano in mano velocemente (V alto)

  • La velocità di circolazione della moneta può essere vista come rapporto tra PIL nominale e la

quantità di moneta V^ = PY^ /^ M

Se ipotizziamo che la velocità di circolazione della moneta sia costante, equazione dello scambio diventa teoria degli effetti della moneta sul sistema economico TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA

Con l’equazione di scambio possiamo trovare il PIL nominale: M V = PY

  • Se varia M, varia proporzionalmente il PIL nominale PY
  • Se la V è costante, la quantità di moneta M determina il valore monetario della produzione aggregata Questa teoria si fonda su 3 elementi:
  1. I fattori di produzione e la funzione di produzione determinano la produzione aggregata Y
  2. L’offerta di moneta determina il valore della produzione aggregata PY
  1. Il livello di prezzi è il rapporto tra il valore nominale della produzione aggregata PY e la produzione aggregata Y  La capacità produttiva di un sistema economico determina il PIL reale  La quantità di moneta determina il PIL nominale  Il deflatore del PIL è il rapporto tra PIL nominale e PIL reale Cosa accade quando la banca centrale varia l’offerta di moneta? La velocità di circolazione della moneta è fissa, quindi varia il PIL nominale, ma dato che i fattori di produzione e la funzione di produzione determinano il PIL reale la variazione del PIL nominale genera una variazione del livello dei prezziTEORIA QUANTITATIVA : LIVELLO DEI PREZZI PROPORZIONALE A OFFERTA DI MONETA Vale anche per il tasso di inflazione perché è la variazione percentuale del livello dei prezzi

∆ %M + ∆ %V = ∆ %P + ∆%Y

  • La variazione percentuale di M è sotto controllo della banca centrale
  • La variazione percentuale di V riflette gli spostamenti della funzione di domanda di moneta
  • La variazione percentuale di P è il tasso di inflazione
  • La variazione percentuale di Y dipende dalla crescita dei fattori di produzione e dal progresso tecnologico  CRESCITA OFFERTA MONETA DETERMINA TASSO DI INFLAZIONETEORIA QUANTITATIVA : La banca centrale, controllando l’offerta di moneta, controlla il tasso di inflazione. Se mantiene stabile l’offerta di moneta, il livello dei prezzi è stabile e viceversa. Perché un governo vorrebbe incrementare l’offerta di moneta e quindi l’inflazione?
  • Un governo può finanziare la spesa pubblica in 3 modi:
  1. INCREMENTANDO LE ENTRATE : aumento imposte
  2. INDEBITANDOSI CON IL PUBBLICO : emissione di titoli di stato 3) BATTENDO MONETA : emettere denaro SIGNORAGGIO  imporre una IMPOSTA DI INFLAZIONESIGNORAGGIO : ricavo che si ottiene dal battere moneta Chi paga l’imposta di inflazione? Chiunque detenga moneta
  • L’aumento dell’offerta di moneta fa alzare i prezzi, diminuisce il valore reale delle banconote in mano ai cittadini L’inflazione equivale ad un’imposta sulla detenzione di moneta NB. Nei paesi che sono in una fase di IPERINFLAZIONE si ricorre al SIGNORAGGIO come fonte di entrate per lo stato. La necessità di stampare banconote per finanziare la spesa pubblica è la principale causa dell’iperinflazione Problema: affidarsi al signoraggio per le entrate dello stato è pericolo perché porta all’iperinflazione. L’inflazione prodotta da un aumento dell’offerta di moneta influisce anche sul valore reale delle entrate che derivano dal signoraggio; il governo per mantenere inalterata la spesa deve continuare a stampare banconote, entrando in una spirale inflazionistica  TASSO DI INTERESSE NOMINALE (i): tasso di interesse corrisposto dalla banca  TASSO DI INTERESSE REALE (r): incremento del potere d’acquisto  π : tasso inflazione

r = i − π