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Magmi e Vulcanesimo 5^ superiore, Sintesi del corso di Scienze della Terra

La genesi dei magmi, la divisione dei magmi, i vulcani, le eruzioni vulcaniche, i terremoti e le onde sismiche. Vengono spiegati i tipi di magmi, i tipi di vulcani, le cause delle eruzioni vulcaniche, le tipologie di terremoti e le onde sismiche. Vengono descritte le onde P e S e le loro caratteristiche. utile per gli studenti di geologia e scienze della terra.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 11/07/2022

Dangrassi
Dangrassi 🇮🇹

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GENESI DEI MAGMI:
Il magma si forma attraverso processi di fusione parziale di parti limitate della crosta e del
mantello (entrambi solidi) per effetto di:
Aumento temperatura
Riduzione pressione
Aumento del contenuto di acqua
DIVISIONE MAGMI:
Magma primario, basico o basaltico :
si forma nel mantello superiore
femico (<52% di silice)
alta temperatura (1300°C)
fluido (bassa viscosità: alta temperatura, povero di silice e vapore acqueo)
solitamente effusivo
alimenta attività effusiva
Magma secondario, acido o granitico:
si forma nella crosta
sialico (>65% di silice)
temperatura minore (700°C)
elevata viscosità (bassa temperatura, ricco di silice e vapore acqueo)
solitamente intrusivo
alimenta attività esplosiva (possono formare dei tappi)
Quando il magma risale verso la superficie
Pressione diminuisce vapore acqueo punto di solidificazione aumenta
Perciò i magmi acidi (secondari) più freddi e con più acqua solidificano più in profondità intrusivi ,
mentre i magmi basaltici (primari) più vicini alla superficie effusivi
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GENESI DEI MAGMI:

Il magma si forma attraverso processi di fusione parziale di parti limitate della crosta e del mantello (entrambi solidi) per effetto di:

  • Aumento temperatura
  • Riduzione pressione
  • Aumento del contenuto di acqua

DIVISIONE MAGMI:

Magma primario, basico o basaltico : si forma nel mantello superiore femico (<52% di silice) alta temperatura (1300°C) fluido (bassa viscosità: alta temperatura, povero di silice e vapore acqueo) solitamente effusivo alimenta attività effusiva Magma secondario, acido o granitico: si forma nella crosta sialico (>65% di silice) temperatura minore (700°C) elevata viscosità (bassa temperatura, ricco di silice e vapore acqueo) solitamente intrusivo alimenta attività esplosiva (possono formare dei tappi) Quando il magma risale verso la superficie Pressione diminuiscevapore acqueopunto di solidificazione aumenta Perciò i magmi acidi (secondari) più freddi e con più acqua solidificano più in profonditàintrusivi , mentre i magmi basaltici (primari) più vicini alla superficieeffusivi

VULCANI

Spaccatura della superficie terrestre attraverso cui fuoriscono lave, gas e materiali piroclastici che accumulandosi formano l’edificio vulcanico. In base alla periodicità delle eruzioni (che possono alternare periodi di attività e queite) ▪ Vulcani attivi : hanno eruttato negli ultimi 1000 - 2000 anni ▪ Vulcani quescienti : hanno erruttato negli ultimi 10°000 anni ma sono “a riposo” da anni ▪ Vulcani estinti : non sono più alimentati da magma

ERUZIONE VULCANICA:

si verifica quando nella camera magmatica si crea una pressione che supera quella litostatica , così i componenti volatili del magma(gas e acqua) si espandono trascinando il magma lungo il condotto (vulcanesimo effusivo →tipico magmi femici) o causando un’ esplosione (vulcanesimo esplosivo →tipico magmi basici , possono formare tappi che ostruiscono l’espansione dei gas)

COLATE LAVICHE

➢ Lave basaltiche : scorrono a velocità notevole ricoprendo a strati le superfici del vulcano e hanno temperatura elevate (1000-1200°C) →eruzioni di tipo hawaiano ➢ Lave riolitiche : sono più fredde (800-900°C) , viscose e lente nello scorrimento. Creano strutture bulbose che solidificano prima di allontanarsi dal condotto o all’interno →eruzioni di tipo vulcanico, peleano ➢ Lave andesitiche : presentano un comportamento intermedio (formano solitamente strutture bulbose e si muovono con più difficoltà delle lave basaltiche) →eruzioni di tipo vulcanico

2. Stratovulcani: alternano fasi di attività esplosiva ed effusiva. Si formano spesso crateri avventizzi sui fianchi quando il cratere centrale è ostruito. Caratterizzato da strati di lava solidificata alternati da strati di materiali piroclastici. **(eruzioni stromboliane)

  1. Coni di scorie:** formati da materiali piroclastici e hanno una pendenza accentuata. In genere si formano nel corso di una sola eruzione esplosiva. 4. Caldere: depressioni con un ampio fondo piatto risultato di un’attività esplosiva o dello sprofondamento della parte sommitale dell’edificio vulcanico: quando la camera è vuota non riesce a sostenere il peso del cono vulcanico che sprofonda. LINEARI: quando la lava basaltica fuoriesce da fratture della crosta terrestre allungate e strette. In questo caso la lava si espande generando ricoprimenti di migliaia di kilometri quadrati ( chiamati plateau) o dorsali oceaniche (eruzioni lineari islandesi)

VULCANESIMO SECONDARIO

Caratterizza la fase finale di attività primaria o la quiescienza di un vulcano. Sono fenomeni causati dalla presenza di magma nelle prossimità della superficie terrestre, che raffreddandosi, libera gas o riscalda le acque del sottosuolo formando sorgenti termali. Solfatara Fumaorle pericolosi perché possono emettere gas tossici Soffioni Geyser

TERREMOTI = Vibrazioni del suolo naturali, rapide e violente provocate dalla

liberazione di energia meccanica sotto forma di onde elastiche che, giungendo in superficie, generano scosse sismiche. Ipocentro : luogo in profondità dal quale partono le onde elastiche Epicentro : punto della superficie terrestre situato verticalmente sopra l’ipocentro che viene raggiunto per primo dalle onde ➔ punto in cui si avverte maggiore intensità Nell’epicentro si avverte soprattutto movimento verticale (scosse sussultorie) , nelle aree circostanti orizzontale (scosse ondulatorie) , quando i due tipi di scosse interferiscono si parla di scosse rotatorie. CAUSE:Crollo di una volta di una grotta o miniera ➢ Esplosione episodi occasionali e di debole intensità ➢ Vulcanici. Accompagnano o seguono le eruzioni vulcaniche (7%) → genericamente di debole intensità (intensità max durante eruzioni esplosive) ➢ Tettonici. Avvengono quando masse rocciose si fratturano improvvisamente dopo essere state sottoposte alla tensione di forze che agiscono all’interno della Terra. → più frequenti e violenti

TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO → spiega i terremoti tettonici

I terremoti tettonici si verificano nelle regioni della litosfera dove le rocce in profondità sono soggette a pressioni orientate di notevole intensità che agiscono per lunghissimo tempo. Quando un blocco di rocce viene sottoposto alla tensione di una forza inizialmente si comporta in modo elastico deformandosi lentamente e accumulando così energia. Se la tensione accumulata supera il limite di elasticità del blocco, questo si spacca improvvisamente nel punto più debole (che diviene l’ipocentro) provocando una faglia e liberando energia sotto forma di calore e vibrazioni finchè l’energia dissipata e l’attrito esauriscono il fenomeno. L’energia si libera solitamente con una forte scossa principale (mainshock) che può essere preceduta da scosse premonitrici (foreshocks) e scosse successive (aftershocks) decrescenti. In alcuni casi invece s verifica uno sciame sismico costituito da scosse di intensità simile , la cui frequenza in genere aumenta fino ad un massimo per poi decrescere.

Sismografi e Sismogrammi tracciato che registra le onde sismiche

rilevate con un sismografo Strumenti che registrano le onde sismiche. In ogni stazione almeno 3 sismografi contemporaneamente: uno registra la componente orizzontale del movimento e gli altri due le componenti sul piano orizzontale, tra loro perpendicolari. Le letture effettuate vicino all’epicentro sono falsate poiché le oscillazioni sono molto ampie e tutte le onde arrivano quasi contemporaneamente. La lettura corretta dei sismogrammi permette di stabilire: ❖ la posizione dell’epicentro: siccome il rapporto tra le velocità delle onde P ed S è sperimentalmente dimostrato essere costante, la distanza tra stazione di rilevamento ed epicentro è misurata indirettamente dall’intervallo P-S. Questa misurazione però ci indica solo un punto qualsiasi di una circonferenza immaginaria di raggio pari alla distanza calcolata, la posizione dell’epicentro è determinata dall’intersecazione di 3 circonferenze determinate da 3 sismografi differenti. ❖ la profondità dell’ipocentro numero elevato di sismografi in base alla profondità distinguiamo: ▪ Terremoti superficiali : ipocentro tra 0 - 70 km di profondità ▪ Terremoti intermedi : ipocentro tra 70 - 300 km di profondità ▪ Terremoti profondi : ipocentro tra 300 - 700 km di profondità ❖ la potenza del terremoto rilevabile con due metodi: ➢ SCALA DELLE INTENSITÀ (più usata è la scala MCS ) che associa ad ogni sisma un valore detto grado di intensità, determinato in base agli effetti delle scosse e al grado di distruzione. L’intensità solitamente diminuisce allontanandosi dall’epicentro. Il luogo geometrico dei punti in cui è stata registrata la stessa intensità è chiamato ISOSISMA (linee curve chiuse solitamente irregolari per la disomogeneità del territorio). Il limite maggiore della scala delle intensità è che non rappresenta una misurazione dell’energia liberata dal terremoto ma una descrizione degli effetti che non dipendono solo dall’energia ma da altri fattori come la posizione dell’ipocentro, presenza di edifici antisismici… ➢ SCALA DELLE MAGNITUDO (scala Richter confronta l’ampiezza massima delle oscillazioni registrate da una stazione di rilevamento con quella di un sismogramma di riferimentologaritmica) Si basa sul principio per cui tanto è maggiore l’energia liberata dal sisma tanto più ampie sono le oscillazioni registrate dal sismografo.

Per una registrazione corretta occorre tenere presente la distanza dall’epicentro e il conseguente indebolimento delle onde La magnitudo è un numero che non dipende dalla distanza dall’epicentro.

RISCHIO SISMICO

Pericolo sismico : probabilità che si verifichi un terremoto in grado di causare danni. Dipende dal terreno e dalla zona Vulnerabilità : predisposizione da parte di persone, edifici e attività a subire danni o modifiche. Esposizione : insieme dei beni che possono essere danneggiati , serve per calcolare i costi.