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MALATTIE INFETTIVE
Il tipico esantema della rosolia. Da wikipedia.org
La sua insorgenza comporta solitamente: la comparsa di
Quando la rosolia colpisce gli adulti e le donne incinte, specie in quest'ultime, può dar luogo a gravi complicazioni. Attualmente, non esiste alcuna terapia specifica. Le uniche cose che si possono fare sono: attendere la risoluzione spontanea dell'infezione e alleviare, con alcuni efficaci rimedi, i sintomi più fastidiosi. La vaccinazione è la misura preventiva fondamentale.
La rosolia è una malattia infettiva contagiosa, a origine virale, che provoca, tra i vari sintomi, la comparsa di piccole macchie rosse su tutto il corpo. Come varicella , pertosse , parotite e morbillo , è un'infezione tipica dell'età infantile e colpisce soltanto l'uomo. La rosolia è diffusa in tutto il mondo, ma, da quando esiste la vaccinazione, è diventata un po' meno comune.
Sono a rischio di rosolia tutte le persone non vaccinate e tutti gli individui che, in vita loro, non hanno mai contratto il virus. Ammalarsi, infatti, di rosolia, così come di morbillo, varicella ecc, garantisce un'immunità pressoché definitiva, che rende quasi impossibile una seconda infezione.
La rosolia è considerata una malattia infettiva tipicamente infantile, perché colpisce soprattutto i bambini di 1-4 anni ed è rara tra gli adolescenti e gli adulti.
calata molto: tranne, infatti, qualche sporadica epidemia (come in Romania e in Russia tra il 2002 e il 2004), i casi all'anno, in molti luoghi del mondo, sono assai pochi.
maggiori probabilità di dar luogo a complicazioni. In particolare, nelle donne
( sindromeda rosolia congenita o CRS ).
Cause della rosolia
Il virus che provoca la rosolia (noto anche come rubella virus ) appartiene al genere rubivirus. I rubivirus fanno parte della famiglia dei togavirus (o togaviridae ), i quali
un unico filamento di RNA.
Con la tosse , gli starnuti e parlando , le persone espellono milioni di piccole goccioline volatili. Le goccioline volatili provenienti dalle persone con la rosolia contengono il virus; pertanto, la loro inalazione, da parte di chi è nelle vicinanze, comporta la trasmissione dell'infezione. Una volta inalata, infatti, la rosolia si annida a livello della bocca e
tale da potersi diffondere nel resto dell'organismo. La trasmissione del virus tramite le goccioline volatili rappresenta una modalità diretta di contagio.
I linfonodi sono dei piccoli organi, appartenenti al sistema linfatico , che provvedono a difendere l'organismo dalle infezioni e dalle minacce
e qualsiasi altro agente patogeno. Nei malati di rosolia, i linfonodi ingrossati sono un'espressione abbastanza comune della malattia. Il loro ingrossamento, spesso accompagnato anche
settimane dopo la guarigione. I linfonodi solitamente più interessati sono i linfonodi situati dietro le orecchie, quelli della regione occipitale (cioè posteriore) della testa e quelli sul collo.
Oltre al rash cutaneo e ai linfonodi ingrossati, la rosolia può determinare:
Tali manifestazioni compaiono, in genere, poco prima dell'eruzione cutanea e durano per qualche giorno.
L'ingrossamento dei linfonodi situati nelle zone menzionate, la febbre e, soprattutto, l'eruzione cutanea sono tutti segnali riconducibili alla rosolia e da comunicare immediatamente al proprio medico. Attenzione: per contenere la diffusione del virus ed evitare il contagio di persone a rischio di complicazioni (per esempio le donne incinte), sarebbe meglio che il primo contatto col medico curante avvenisse per telefono.
Rosolia: un'infezione da notificare alle autorità competenti In molti paesi del mondo, Italia compresa, i medici devono notificare alle autorità sanitarie competenti ogni caso di rosolia, anche se si tratta di un semplice sospetto. Tale misura è stata adottata per prevenire le epidemie e limitare al minimo il contagio.
In alcuni casi (secondo alcune fonti, anche più del 20% dei casi), la rosolia può essere anche asintomatica, ovvero non provocare, ai danni dell'individuo colpito, alcun sintomo evidente. Dal punto di vista immunitario, non vi è alcuna differenza: infatti, i malati di rosolia asintomatica acquisiscono, al termine dell'infezione, la medesima immunità dei malati di rosolia “classica”.
Complicazioni della rosolia
La rosolia ha maggiori probabilità di dar luogo a complicazioni, se colpisce
Negli adulti e nei soggetti immunodepressi, il pericolo maggiore è rappresentato dalle infezioni del cervello ( encefaliti ); nelle donne incinte, invece, il pericolo più serio è rappresentato da una patologia grave, che riguarda il feto e denominata sindrome da rosolia congenita (o CRS ).
La rosolia, nelle donne incinte, può determinare o un aborto spontaneo ( morte inutero ) o uno scorretto sviluppo fetale. Questa seconda grave complicazione è anche nota come sindrome da rosolia congenita (CRS). Le conseguenze della CRS dipendono dalla settimana di gestazione: infatti, prima avviene l'infezione ai danni della madre, più seri sono gli effetti a carico del feto. Alla luce di ciò,
media gravità.
La CRS provoca degli effetti immediati, ma anche degli effetti tardivi, che si concretizzano a distanza di diversi anni. Al momento, purtroppo, non esistono trattamenti efficaci per curare la rosolia nelle donne incinte.
Gli effetti immediati e tardivi della sindrome da rosolia congenita (o CRS)
Gli effetti immediati della CRS sul feto sono: cataratta e altri deficit oculari, sordità, difetti cardiaci congeniti, una testa piccola rispetto al resto del corpo (dovuto a uno scarso sviluppo del cervello), uno sviluppo intrauterino più lento
un' ecografia e un' amniocentesi.
Terapia
Per approfondire: Farmaci per la cura della Rosolia
Attualmente non esiste ancora alcuna terapia farmacologica (o di altro genere) per la cura specifica della rosolia. Le uniche cose che un individuo contagiato può fare sono:
La risoluzione spontanea della rosolia richiede massimo 10 giorni. Tanto è, infatti, il tempo che serve al sistema immunitario di una persona sana (quindi non immunodepressa), per contrastare ed eliminare dall'organismo ogni traccia del virus.
Il sistema immunitario rappresenta il sistema difensivo contro le minacce provenienti dall'ambiente esterno (in primis, gli agenti infettivi di natura virale, batterica e parassitaria). Esso, quando combatte gli agenti infettivi come i virus, prepara anche delle cellule di difesa particolari, capaci di riconoscere in anticipo la medesima minaccia e impedire una seconda infezione. Questo prodigioso meccanismo si chiama memoria immunitaria e le cellule che lo mettono in pratica (che sono degli anticorpi particolari) sono dette cellule della memoria. I vaccini antivirali sono realizzati sul concetto di memoria immunitaria.
Quando l'infezione è particolarmente fastidiosa, è possibile alleviare la sintomatologia con alcuni semplici rimedi, talvolta davvero molto efficaci. Per alleviare la febbre, il dolore generalizzato e il senso di malessere : in
comportare degli effetti collaterali molto gravi, come la sindrome di Reye ; pertanto, non va somministrata fino a una certa età.
Per alleviare gli effetti della congiuntivite e degli occhi arrossati : è fondamentale mantenere puliti gli occhi con dei bastoncini di cotone appositi ed evitare di toccarli con le mani sporche.
Per curare i sintomi del raffreddore (naso che cola, tosse ecc) : i principali
Figura: inalazione di vapore per mitigare i sintomi del raffreddore. Servono un bacinella ripiena di acqua calda e un asciugamano da mettere sul capo.
Per le inalazioni di vapore, è sufficiente respirare i fumi che salgono da una bacinella di acqua calda e coprirsi la testa con un asciugamano.
Per limitare la diffusione dell'infezione : per evitare la trasmissione della malattia (soprattutto tra le persone potenzialmente a rischio di complicazioni, come le donne incinte) è buona norma restare isolati a casa fino a che non sono trascorsi 4 giorni dalla scomparsa del rash cutaneo. Infatti, questo è il tempo minimo richiesto perché la carica infettiva (ovvero la capacità di contagiare altre persone) si esaurisca.
Prevenzione
La rosolia è prevenibile con il vaccino MPR (dove M sta per morbillo, P per parotite e R per rosolia). Tale vaccinazione si esegue tradizionalmente durante l'infanzia, con due iniezioni: una a 12-13 mesi circa e un'altra a 5-6 anni (di solito poco prima di iniziare la scuola elementare). Caso particolare: per gli individui adulti non vaccinati e i bambini al di sotto di un anno di vita, il vaccino non è indispensabile/previsto. Lo diventa, però, qualora fosse concreto il rischio di un contagio. Due classiche situazioni che richiedono una vaccinazione, per così dire, straordinaria sono: un viaggio in zone