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malattie infettive rosolia, Dispense di Anatomia

la rosolia, cause e rimedi di malattie infettive

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 14/12/2016

lucia153
lucia153 🇮🇹

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MALATTIE INFETTIVE
Rosolia
Generalità
La rosolia è una malattia contagiosa, tipica dell'età infantile e provocata da
un agente infettivo virale (cioè un virus) noto col nome di rubella virus.
Il tipico esantema della rosolia .
Da wikipedia.org
La sua insorgenza comporta solitamente: la comparsa di
numerose macchiecutanee di colore rosso (rash cutaneo), l'ingrossamento di
alcuni linfonodi situati in prossimità del collo e delle orecchie e, infine, i classici
sintomi di un raffreddore.
Quando la rosolia colpisce gli adulti e le donne incinte, specie in quest'ultime,
può dar luogo a gravi complicazioni.
Attualmente, non esiste alcuna terapia specifica. Le uniche cose che si possono
fare sono: attendere la risoluzione spontanea dell'infezione e alleviare, con
alcuni efficaci rimedi, i sintomi più fastidiosi.
La vaccinazione è la misura preventiva fondamentale.
Cos'è la rosolia?
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MALATTIE INFETTIVE

Rosolia

Generalità

La rosolia è una malattia contagiosa, tipica dell'età infantile e provocata da

un agente infettivo virale (cioè un virus ) noto col nome di rubella virus.

Il tipico esantema della rosolia. Da wikipedia.org

La sua insorgenza comporta solitamente: la comparsa di

numerose macchie cutanee di colore rosso (rash cutaneo), l'ingrossamento di

alcuni linfonodi situati in prossimità del collo e delle orecchie e, infine, i classici

sintomi di un raffreddore.

Quando la rosolia colpisce gli adulti e le donne incinte, specie in quest'ultime, può dar luogo a gravi complicazioni. Attualmente, non esiste alcuna terapia specifica. Le uniche cose che si possono fare sono: attendere la risoluzione spontanea dell'infezione e alleviare, con alcuni efficaci rimedi, i sintomi più fastidiosi. La vaccinazione è la misura preventiva fondamentale.

Cos'è la rosolia?

La rosolia è una malattia infettiva contagiosa, a origine virale, che provoca, tra i vari sintomi, la comparsa di piccole macchie rosse su tutto il corpo. Come varicella , pertosse , parotite e morbillo , è un'infezione tipica dell'età infantile e colpisce soltanto l'uomo. La rosolia è diffusa in tutto il mondo, ma, da quando esiste la vaccinazione, è diventata un po' meno comune.

CHI COLPISCE?

Sono a rischio di rosolia tutte le persone non vaccinate e tutti gli individui che, in vita loro, non hanno mai contratto il virus. Ammalarsi, infatti, di rosolia, così come di morbillo, varicella ecc, garantisce un'immunità pressoché definitiva, che rende quasi impossibile una seconda infezione.

EPIDEMIOLOGIA

La rosolia è considerata una malattia infettiva tipicamente infantile, perché colpisce soprattutto i bambini di 1-4 anni ed è rara tra gli adolescenti e gli adulti.

Oggi, la sua diffusione, nei paesi dove è disponibile da tempo il vaccino , è

calata molto: tranne, infatti, qualche sporadica epidemia (come in Romania e in Russia tra il 2002 e il 2004), i casi all'anno, in molti luoghi del mondo, sono assai pochi.

La rosolia non è un'infezione grave, tuttavia, se insorge in età adulta , ha

maggiori probabilità di dar luogo a complicazioni. In particolare, nelle donne

incinte, può condizionare la gravidanza e mettere a repentaglio la vita del feto

( sindromeda rosolia congenita o CRS ).

Cause della rosolia

Il virus che provoca la rosolia (noto anche come rubella virus ) appartiene al genere rubivirus. I rubivirus fanno parte della famiglia dei togavirus (o togaviridae ), i quali

possiedono un involucro esterno lipidico, un capside e, per materiale genetico,

un unico filamento di RNA.

COME SI TRASMETTE IL VIRUS DELLA ROSOLIA?

Con la tosse , gli starnuti e parlando , le persone espellono milioni di piccole goccioline volatili. Le goccioline volatili provenienti dalle persone con la rosolia contengono il virus; pertanto, la loro inalazione, da parte di chi è nelle vicinanze, comporta la trasmissione dell'infezione. Una volta inalata, infatti, la rosolia si annida a livello della bocca e

dei polmoni e, qui, si moltiplica fino al raggiungimento di una quota numerica

tale da potersi diffondere nel resto dell'organismo. La trasmissione del virus tramite le goccioline volatili rappresenta una modalità diretta di contagio.

La trasmissione indiretta della rosolia

I linfonodi sono dei piccoli organi, appartenenti al sistema linfatico , che provvedono a difendere l'organismo dalle infezioni e dalle minacce

dell'ambiente esterno. Essi, infatti, contengono un numero discreto di leucociti,

ovvero le cellule bianche del sangue incaricate di combattere i batteri , i virus

e qualsiasi altro agente patogeno. Nei malati di rosolia, i linfonodi ingrossati sono un'espressione abbastanza comune della malattia. Il loro ingrossamento, spesso accompagnato anche

dadolore , comincia prima della comparsa del rash cutaneo e termina diverse

settimane dopo la guarigione. I linfonodi solitamente più interessati sono i linfonodi situati dietro le orecchie, quelli della regione occipitale (cioè posteriore) della testa e quelli sul collo.

ALTRI SINTOMI

Oltre al rash cutaneo e ai linfonodi ingrossati, la rosolia può determinare:

  • Febbre medio/alta
  • Sintomi tipici di un raffreddore o un'influenza, come naso che cola , occhio che lacrima , mal di gola e tosse
  • Occhi arrossati e congiuntivite
  • Dolori articolari e malessere
  • Perdita di appetito
  • Stanchezza

Tali manifestazioni compaiono, in genere, poco prima dell'eruzione cutanea e durano per qualche giorno.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

L'ingrossamento dei linfonodi situati nelle zone menzionate, la febbre e, soprattutto, l'eruzione cutanea sono tutti segnali riconducibili alla rosolia e da comunicare immediatamente al proprio medico. Attenzione: per contenere la diffusione del virus ed evitare il contagio di persone a rischio di complicazioni (per esempio le donne incinte), sarebbe meglio che il primo contatto col medico curante avvenisse per telefono.

Rosolia: un'infezione da notificare alle autorità competenti In molti paesi del mondo, Italia compresa, i medici devono notificare alle autorità sanitarie competenti ogni caso di rosolia, anche se si tratta di un semplice sospetto. Tale misura è stata adottata per prevenire le epidemie e limitare al minimo il contagio.

ROSOLIA ASINTOMATICA

In alcuni casi (secondo alcune fonti, anche più del 20% dei casi), la rosolia può essere anche asintomatica, ovvero non provocare, ai danni dell'individuo colpito, alcun sintomo evidente. Dal punto di vista immunitario, non vi è alcuna differenza: infatti, i malati di rosolia asintomatica acquisiscono, al termine dell'infezione, la medesima immunità dei malati di rosolia “classica”.

Complicazioni della rosolia

La rosolia ha maggiori probabilità di dar luogo a complicazioni, se colpisce

individui di età adulta, donne incinte e soggetti con un sistema

immunitario debole (cioè immunodepressi).

Negli adulti e nei soggetti immunodepressi, il pericolo maggiore è rappresentato dalle infezioni del cervello ( encefaliti ); nelle donne incinte, invece, il pericolo più serio è rappresentato da una patologia grave, che riguarda il feto e denominata sindrome da rosolia congenita (o CRS ).

SINDROME DA ROSOLIA CONGENITA (CRS)

La rosolia, nelle donne incinte, può determinare o un aborto spontaneo ( morte inutero ) o uno scorretto sviluppo fetale. Questa seconda grave complicazione è anche nota come sindrome da rosolia congenita (CRS). Le conseguenze della CRS dipendono dalla settimana di gestazione: infatti, prima avviene l'infezione ai danni della madre, più seri sono gli effetti a carico del feto. Alla luce di ciò,

  • Se il contagio avviene durante le prime 10 settimane , il rischio di CRS è elevato (90%) e gli effetti sul bambino possono essere anche molto gravi.
  • Se il contagio avviene tra l'11esima e la 16esima settimana , la CRS

riguarda il 10-20% delle gestanti infette e gli effetti sul bambino sono di

media gravità.

  • Se il contagio avviene tra la 17esima e la 20esima settimana , il rischio di CRS è molto basso e gli effetti sul bambino sono contenuti e di lieve entità.
  • Se il contagio avviene dopo la 20esima settimana , non ha senso parlare di CRS, in quanto l'infezione non ha alcuna ripercussione sul feto.

La CRS provoca degli effetti immediati, ma anche degli effetti tardivi, che si concretizzano a distanza di diversi anni. Al momento, purtroppo, non esistono trattamenti efficaci per curare la rosolia nelle donne incinte.

Gli effetti immediati e tardivi della sindrome da rosolia congenita (o CRS)

Gli effetti immediati della CRS sul feto sono: cataratta e altri deficit oculari, sordità, difetti cardiaci congeniti, una testa piccola rispetto al resto del corpo (dovuto a uno scarso sviluppo del cervello), uno sviluppo intrauterino più lento

DIAGNOSI DI CRS

Se ci sono le basi per sospettare la sindrome da rosolia congenita, gli esami

diagnostici a cui bisogna sottoporre una donna incinta (e il feto) sono

un' ecografia e un' amniocentesi.

Terapia

Per approfondire: Farmaci per la cura della Rosolia

Attualmente non esiste ancora alcuna terapia farmacologica (o di altro genere) per la cura specifica della rosolia. Le uniche cose che un individuo contagiato può fare sono:

  • Attendere la risoluzione spontanea dell'infezione (circa 10 giorni) e
  • Alleviare i sintomi con alcuni rimedi/trattamenti particolari

RISOLUZIONE SPONTANEA

La risoluzione spontanea della rosolia richiede massimo 10 giorni. Tanto è, infatti, il tempo che serve al sistema immunitario di una persona sana (quindi non immunodepressa), per contrastare ed eliminare dall'organismo ogni traccia del virus.

Cosa succede, ad avvenuta guarigione, all'interno dell'organismo?

Il sistema immunitario rappresenta il sistema difensivo contro le minacce provenienti dall'ambiente esterno (in primis, gli agenti infettivi di natura virale, batterica e parassitaria). Esso, quando combatte gli agenti infettivi come i virus, prepara anche delle cellule di difesa particolari, capaci di riconoscere in anticipo la medesima minaccia e impedire una seconda infezione. Questo prodigioso meccanismo si chiama memoria immunitaria e le cellule che lo mettono in pratica (che sono degli anticorpi particolari) sono dette cellule della memoria. I vaccini antivirali sono realizzati sul concetto di memoria immunitaria.

CURA DEI SINTOMI

Quando l'infezione è particolarmente fastidiosa, è possibile alleviare la sintomatologia con alcuni semplici rimedi, talvolta davvero molto efficaci. Per alleviare la febbre, il dolore generalizzato e il senso di malessere : in

questi frangenti, è buona norma assumere alcuni farmaci antinfiammatori e al

tempo stesso analgesici , come il paracetamolo e l' ibuprofene (che è un

FANS, ovvero un farmaco antinfiammatorio non steroideo ).

Attenzione: l'uso dell' aspirina , negli individui al di sotto dei 16 anni, può

comportare degli effetti collaterali molto gravi, come la sindrome di Reye ; pertanto, non va somministrata fino a una certa età.

Per evitare la disidratazione : la febbre alta provoca un' intensa

sudorazione , pertanto, per evitare una disidratazione eccessiva dei tessuti

del corpo , è necessario reidratarsi a dovere, quindi bere molta acqua.

Per alleviare gli effetti della congiuntivite e degli occhi arrossati : è fondamentale mantenere puliti gli occhi con dei bastoncini di cotone appositi ed evitare di toccarli con le mani sporche.

Per curare i sintomi del raffreddore (naso che cola, tosse ecc) : i principali

rimedi per tali disturbi sono le inalazioni di vapore e le bibite calde a base

di limone omiele.

Figura: inalazione di vapore per mitigare i sintomi del raffreddore. Servono un bacinella ripiena di acqua calda e un asciugamano da mettere sul capo.

Per le inalazioni di vapore, è sufficiente respirare i fumi che salgono da una bacinella di acqua calda e coprirsi la testa con un asciugamano.

Per limitare la diffusione dell'infezione : per evitare la trasmissione della malattia (soprattutto tra le persone potenzialmente a rischio di complicazioni, come le donne incinte) è buona norma restare isolati a casa fino a che non sono trascorsi 4 giorni dalla scomparsa del rash cutaneo. Infatti, questo è il tempo minimo richiesto perché la carica infettiva (ovvero la capacità di contagiare altre persone) si esaurisca.

Prevenzione

La rosolia è prevenibile con il vaccino MPR (dove M sta per morbillo, P per parotite e R per rosolia). Tale vaccinazione si esegue tradizionalmente durante l'infanzia, con due iniezioni: una a 12-13 mesi circa e un'altra a 5-6 anni (di solito poco prima di iniziare la scuola elementare). Caso particolare: per gli individui adulti non vaccinati e i bambini al di sotto di un anno di vita, il vaccino non è indispensabile/previsto. Lo diventa, però, qualora fosse concreto il rischio di un contagio. Due classiche situazioni che richiedono una vaccinazione, per così dire, straordinaria sono: un viaggio in zone