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malattie non infettive e ICA, Dispense di Igiene

malattie non infettive e infezioni ospedaliere, parte del programma di igiene del quarto anno di istruzione superiore

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 16/08/2017

maria-pagano
maria-pagano 🇮🇹

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INFEZIONI OSPEDALIERE
Si definiscono infezioni ospedaliere o infezioni correlate all’assistenza sanitaria (ICA) le infezioni
acquisite durante un ricovero in ospedale o in seguito ad una qualsiasi prestazione sanitaria o
assistenziale in strutture di lungodegenza e nell’assistenza ambulatoriale.
Queste infezioni possono manifestarsi durante il ricovero o dopo le dimissioni del paziente, dipende
dalla durata di incubazione dell’agente patogeno.
EZIOLOGIA: fra gli agenti patogeni ritroviamo dei microrganismi opportunisti, che normalmente
sono innocui per le persone. In passato erano frequentemente causate da bateri Gram positivi, oggi,
il largo uso di antibiotici ha avvantaggiato le specie Gram negative, naturalmente insensibili agli
antibiotici o diventati resistenti. Es Gram negativi enterobatteri che causano ICA: Escherichia coli,
Klebisiella, Enterobacter, Serratia, Proteus.
EPIDEMIOLOGIA: le sorgenti e i serbatoi sono l’uomo(personale sanitario, altri malati e il
malato stesso) e l’ambiente (quando i microrganismi sono dei saprofiti ambientali).
L’infezione può essere: - Endogena se origina dalla penetrazione in siti sterili dell’organismo dei
batteri normalmente residenti sulle superfici di mucose o sulla pelle del paziente stesso;
Esogene se il patogeno proviene da sorgenti diverse dal malato (la trasmissione è la via
area).
Circa 80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda 4 sedi principali:
tratto urinario;
le ferite chirurgiche;
l’apparato respiratorio;
le infezioni sistemiche.
PREVENZIONE: riguarda le infezioni esogene e prevede una frequente pulizia e disinfezione di
mani del personale sanitario, l’uso di materiale sterile e di vestiti puliti o sterili oltre alle norme di
prevenzione ben definite:
isolamento del malato;
blocco dell’espulsione del patogeno con terapia antibiotica;
interruzione delle vie di trasmissione con procedure di disinfezione e sterilizzazione;
vaccinazioni del personale di assistenza.
Per la prevenzione delle infezioni endogene è necessario ridurre le procedure invasive non
necessarie, utilizzare presidi medico-chirurgici sterili, adottare misure di assistenza al paziente che
assicurano condizioni asettiche.
MALATTIE NON INFETTIVE
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INFEZIONI OSPEDALIERE

Si definiscono infezioni ospedaliere o infezioni correlate all’assistenza sanitaria (ICA) le infezioni acquisite durante un ricovero in ospedale o in seguito ad una qualsiasi prestazione sanitaria o assistenziale in strutture di lungodegenza e nell’assistenza ambulatoriale. Queste infezioni possono manifestarsi durante il ricovero o dopo le dimissioni del paziente, dipende dalla durata di incubazione dell’agente patogeno.

EZIOLOGIA: fra gli agenti patogeni ritroviamo dei microrganismi opportunisti, che normalmente sono innocui per le persone. In passato erano frequentemente causate da bateri Gram positivi, oggi, il largo uso di antibiotici ha avvantaggiato le specie Gram negative, naturalmente insensibili agli antibiotici o diventati resistenti. Es Gram negativi enterobatteri che causano ICA: Escherichia coli, Klebisiella, Enterobacter, Serratia, Proteus.

EPIDEMIOLOGIA: le sorgenti e i serbatoi sono l’uomo(personale sanitario, altri malati e il malato stesso) e l’ambiente (quando i microrganismi sono dei saprofiti ambientali). L’infezione può essere: - Endogena se origina dalla penetrazione in siti sterili dell’organismo dei batteri normalmente residenti sulle superfici di mucose o sulla pelle del paziente stesso;

  • Esogene se il patogeno proviene da sorgenti diverse dal malato (la trasmissione è la via area). Circa 80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda 4 sedi principali:
  • tratto urinario;
  • le ferite chirurgiche;
  • l’apparato respiratorio;
  • le infezioni sistemiche.

PREVENZIONE: riguarda le infezioni esogene e prevede una frequente pulizia e disinfezione di mani del personale sanitario, l’uso di materiale sterile e di vestiti puliti o sterili oltre alle norme di prevenzione ben definite:

  • isolamento del malato;
  • blocco dell’espulsione del patogeno con terapia antibiotica;
  • interruzione delle vie di trasmissione con procedure di disinfezione e sterilizzazione;
  • vaccinazioni del personale di assistenza. Per la prevenzione delle infezioni endogene è necessario ridurre le procedure invasive non necessarie, utilizzare presidi medico-chirurgici sterili, adottare misure di assistenza al paziente che assicurano condizioni asettiche.

MALATTIE NON INFETTIVE

Le malattie non infettive vengono anche definite malattie non trasmissibili perché non possono trasmettersi per via orizzontale, in alcuni casi solo per via verticale (da genitori alla prole). EZIOLOGIA: può essere di natura biologica (malattie di natura genetica come l’anemia falciforme, malattie con ereditarietà come l’ipertensione o malattie causate da allergeni naturali); di natura chimica (possono penetrare nell’organismo per inalazione come gas o vapori, per ingestione, se si trovano in acqua o alimenti, per contatto se i substrati sono contaminati; di natura fisica come le radiazioni come i raggi X che sono radiazioni ionizzanti o il radon che è un gas radioattivo naturale, radiazioni UV e il rumore. Questi fattori eziologici possono agire da:

  • causa necessaria e sufficiente (quando da soli possono dare origine alla malattia che viene definita monofattoriale, es. sindrome di Down);
  • causa necessaria ma non sufficiente ( nel diabete di tipo I i fattori genetici sono responsabili della malattia, ma sono presenti anche in soggetti sani, quindi non sufficienti a determinare la malattia);
  • causa né necessaria né sufficiente ( questo fattore verrà chiamato FATTORE DI RISCHIO, perché la sua presenza influenza la probabilità di comparsa della malattia, che però può verificarsi anche in sua assenza, Es. alcuni additivi alimentari aumentano il rischio di tumore dell’intestino). Sia i fattori eziologici che agiscono da causa necessaria ma non sufficiente sia in quelli né necessari né sufficienti causano malattie non trasmissibili MULTIFATTORIALI.