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Malattie Genetiche Polmonari: CCAM, Linfangioleiomiomatosi, Sarcoidosi e altre Malattie, Appunti di Scienze della Terra

Le principali malattie genetiche polmonari, tra cui CCAM, linfangioleiomiomatosi, sarcoidosi polmonare, fibrosi polmonare e fibrosi cistica. Ogni malattia è caratterizzata da sintomi specifici, cause sconosciute o note, diagnostica e trattamento. Il documento include anche casi clinici di pazienti affetti da queste malattie.

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 14/06/2022

veronica.maffeis
veronica.maffeis 🇮🇹

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MALATTIE GENETICHE POLMONARI
LA MALATTIA GENETICA È DETERMINATA DA ALTERAZIONI DEL PATRIMONIO GENETICO DELLE
CELLULE O DA ALTERAZIONI NEL NUMERO O NELLA STRUTTURA DEI CROMOSOMI.
LE MALATTIE GENETICHE COMPRENDONO SOLO UNA PICCOLA PARTE DELLE POSSIBILI ALTERAZIONI
DEL GENOTIPO, CIOÈ SOLO QUELLE CONDIZIONI CHE CONSENTONO LO SVILUPPO DELL’ORGANISMO
SINO AL TERMINE DELLA GRAVIDANZAE LA NASCITA DI UN FETO VIVO.
UN GRAN NUMERO DI ALTERAZIONI GENETICHE INVECE SONO INCOMPATIBILI CON LA VITA E
DETERMINANO L’INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA.
NON SEMPRE È FACILE D’ALTRA PARTE STABILIRE SE UNA CERTA CONDIZIONE MORBOSA È
DETERMINATA DA FATTORI GENETICI, E INDIVIDUARE LA NATURA DEL DIFETTO: QUESTO
PERCHÉ LASSETTO GENETICO DI UN INDIVIDUO INTERVIENE SEMPRE A CONDIZIONARE
IL MODO DI MANIFESTARSI E DI EVOLVERE ANCHE DI MALATTIE INDOTTE DA FATTORI ESOGENI,
DIPENDENTI DALLAMBIENTE.
IN GENERALE COMUNQUE LE MALATTIE GENETICHE SI MANIFESTANO IN MODO CARATTERISTICO
NELLAMBITO DI UN DETERMINATO GRUPPO FAMILIARE.
LE PRINCIPALI MALATTIE GENETICHE POLMONARI SONO:
CCAM
LINFANGIOLEIOMIOMATOSI
SARCOIDOSI POLMONARE
FIBROSI POLMONARE
FIBROSI CISTICA
ALFA-1
La malattia adenomatoide cistica del polmone è una malformazione congenita benigna del polmone.
alterato sviluppo dei bronchioli terminali che si accrescono fino a dar luogo a cisti;
le cisti possono essere di 3 tipi: grandi, medie, piccolissime;
la malformazione è rara;
l'intervento chirurgico (necessario per la prevenzione di infezioni) è una lobectomia (= l'asportazione
di un lobo polmonare sede della malformazione)
CCAM
CARATTERISTICHE
LINFANGIOLEIOMIOMATOSI
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MALATTIE GENETICHE POLMONARI

LA MALATTIA GENETICA È DETERMINATA DA ALTERAZIONI DEL PATRIMONIO GENETICO DELLE

CELLULE O DA ALTERAZIONI NEL NUMERO O NELLA STRUTTURA DEI CROMOSOMI.

LE MALATTIE GENETICHE COMPRENDONO SOLO UNA PICCOLA PARTE DELLE POSSIBILI ALTERAZIONI

DEL GENOTIPO, CIOÈ SOLO QUELLE CONDIZIONI CHE CONSENTONO LO SVILUPPO DELL’ORGANISMO

SINO AL TERMINE DELLA GRAVIDANZA E LA NASCITA DI UN FETO VIVO.

UN GRAN NUMERO DI ALTERAZIONI GENETICHE INVECE SONO INCOMPATIBILI CON LA VITA E

DETERMINANO L’INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA.

NON SEMPRE È FACILE D’ALTRA PARTE STABILIRE SE UNA CERTA CONDIZIONE MORBOSA È

DETERMINATA DA FATTORI GENETICI, E INDIVIDUARE LA NATURA DEL DIFETTO: QUESTO

PERCHÉ L’ASSETTO GENETICO DI UN INDIVIDUO INTERVIENE SEMPRE A CONDIZIONARE

IL MODO DI MANIFESTARSI E DI EVOLVERE ANCHE DI MALATTIE INDOTTE DA FATTORI ESOGENI,

DIPENDENTI DALL’AMBIENTE.

IN GENERALE COMUNQUE LE MALATTIE GENETICHE SI MANIFESTANO IN MODO CARATTERISTICO

NELL’AMBITO DI UN DETERMINATO GRUPPO FAMILIARE.

LE PRINCIPALI MALATTIE GENETICHE POLMONARI SONO:

 CCAM

 LINFANGIOLEIOMIOMATOSI

 SARCOIDOSI POLMONARE

 FIBROSI POLMONARE

 FIBROSI CISTICA

 ALFA-

La malattia adenomatoide cistica del polmone è una malformazione congenita benigna del polmone.  alterato sviluppo dei bronchioli terminali che si accrescono fino a dar luogo a cisti;  le cisti possono essere di 3 tipi : grandi, medie, piccolissime;  la malformazione è rara ;  l'intervento chirurgico (necessario per la prevenzione di infezioni) è una lobectomia (= l'asportazione di un lobo polmonare sede della malformazione)

CCAM

CARATTERISTICHE

LINFANGIOLEIOMIOMATOSI

La linfangioleiomiomatosi è una malattia rara caratterizzata da una progressiva distruzione dei polmoni. Fa la sua comparsa quasi esclusivamente nelle donne. Sono tosse , dispnea , fiato corto , dolori al torace e affaticamento , e nei casi più gravi il collasso del polmone interessato e tosse con sangue. La LAM può manifestarsi per via della formazione di una cisti e di un’anomala proliferazione di cellule muscolari lisce anomale. Inoltre, dato che la LAM colpisce principalmente le donne si pensa possa esserci una relazione ormonale e un aumento del decorso della malattia in caso di gravidanza. La LAM richiede l’ intervento medico immediato. Oltre alla visita medica allo studio dei sintomi e agli esami del sangue sono richiesti ulteriori esami più approfonditi, come per esempio la TAC al torace e all’addome e la biopsia polmonare. È una malattia difficile da diagnosticare e purtroppo viene spesso scoperta dopo anni. Non esistono cure specifiche o farmaci per il trattamento della LAM, ma solo farmaci che rallentano il decorso della malattia. Nei casi più gravi si interviene con un trapianto di polmone. LA STORIA DI ELENA Mi chiamo Elena Schipizza, ho 43 anni e la diagnosi di lam o linfangioleiomiomatosi, fatta durante il ricovero di cinque mesi e mezzo all’ospedale di Cattinara, periodo in cui nacque mio figlio. Ebbi undici pneumotoraci, sempre tre alla volta, e arrivai a 15 litri d’ossigeno. Fortunatamente tornai a casa senza, ma ero molto debole e piena di dolori alla schiena. Dovetti fare la visita per l’invalidità civile, che mi fu riconosciuta all’80%, ma feci ricorso e l’anno successivo mi fu riconosciuto il 100%. Iniziai a percepire la pensione d’invalidità; avevo solo 32 anni. Scrissi la mia esperienza nel volume “Caro Scricciolo”, a cura dell’Associazione Malattie rare “Mauro Baschirotto” di Vicenza, che raccoglie fondi per il progetto VANNA, studio sulle malattie tumorali rare. La mia vita cambiò in peggio; la cura a base di progesterone, che avrebbe dovuto fermare il progredire della malattia, non si rivelò efficace ma provocava secchezza vaginale e rilassamento invece di eccitazione; la cosa non era adatta, con un marito. Per dodici anni non ho potuto indossare collant, abiti aderenti e tacchi alti; la mia femminilità era in secondo piano, ero molto freddolosa e dovevo indossare cose comode. In giugno 2006 mi misi in lista d’attesa per il trapianto di polmoni e feci i test richiesti. In settembre 2007 la dottoressa Loy mi chiamò: erano pronti i polmoni giusti per me. L’ambulanza mi portò di pomeriggio a Padova, scortata da tre pattuglie della polizia. Il suono della sirena mi dava pace perché sapevo che andavo incontro a una nuova vita. Rimasi cinque giorni in rianimazione, mia madre mi assisté ogni giorno, tornai a casa un mese dopo. Prima di tornare a casa mia rimasi un altro mese da mia madre, dovevo riprendere a camminare. Ora sto bene, mangio, cammino, dormo senza problemi. Non mi gira più la testa, non sono più debole, non ho più affanno e riesco a camminare al buio. L’operazione è andata molto bene, anche grazie a un lungo lavoro insieme a una psicologa. Ho scritto un altro libro storico sull’esodo istriano. Forse ne scriverò un altro. Spero che questa storia dia coraggio a chi ne ha bisogno. Elena Schipizza

SINTOMI

CAUSE

DIAGNOSI

CURA

SARCOIDOSI POLMONARE

diagnosi della malattia, è stata un’ecografia che evidenziava un nodulo sopraciliare localizzato su una vecchia cicatrice. A fine agosto del 2000 sono iniziati i primi malesseri: una marcata stanchezza a salire le scale soprattutto a livello muscolare delle gambe, agli arti superiori compreso la parte del collo e della testa. Non avevo febbre, ma tanto affanno e un forte dolore retro sternale nella fase finale dell’inspirazione, quindi mi accompagnava ogni attimo della mia giornata. In quel periodo mi sono affidata al mio medico curante, il quale mi ha visitato innumerevoli volte senza mai capire la causa di quei dolori e di quella stanchezza, dando la colpa all’errata postura sul luogo di lavoro perché stavo seduta alla scrivania davanti ad un pc per 8 ore consecutive. Avevo modificato il mio modo di respirare per non sentire quel forte dolore che mi accompagnava ogni volta che inspiravo, facendo respiri più corti e di conseguenza accusavo tachicardia. Mi sono anche sentita dire che forse soffrivo d’ansia, perché quel modo di respirare viene spesso associato a chi soffre di questa patologia. Un pomeriggio ho accusato un forte dolore alla schiena e per un attimo mi sono trovata a terra senza riuscire a respirare. Allora il mio medico mi consigliò un RX alla cervicale. Da questo esame, il radiologo vide nella parte finale del polmone dei noduli, per cui mi richiamarono per farmi ulteriori radiografie più approfondite. La diagnosi di Sarcoidosi fu immediata, la radiografia del torace mostrava elementi nodulari disseminati bilateralmente e predominanti alle basi. Mi sottoposero a broncoscopia con lavaggio broncoalveolare. Ho iniziato la terapia cortisonica di 25 mg/dì a dicembre 2000, per i primi sei mesi si è riscontrato un notevole miglioramento ma in seguito si è ripresentata più attiva di prima. A seguito della terapia cortisonica, si sono presentati innumerevoli effetti indesiderati sul mio stato salute. In una visita oculistica si evidenziava un ipertono endoculare iatrogeno, ho iniziato a curarmi per l’osteoporosi a soli 29 anni. Convivo con dolori articolari ma soprattutto a seguito di RM agli arti superiori e alla schiena è stato evidenziato che l’uso del cortisone mi ha consumato i tendini, le vertebre del collo e della schiena. Faccio terapia cortisonica di mantenimento dal 2004 poiché è stato verificato che non è possibile nel mio caso togliere la terapia in quanto la malattia si riacutizza e torna più incavolata di prima, inoltre una parte dei miei polmoni sono già in fibrosi. In tutti questi anni ci sono stati due momenti di ricaduta, per cui ho dovuto aumentare la terapia cortisonica e in altri casi hanno valutato la possibilità di passare ad altri farmaci come il methotrexate o l’azatioprina. È una sintesi del mio lungo percorso di malattia, in cui mi son trovata a fare i conti con le conseguenze della terapia ed altri esami diagnostici per verificare che la malattia non abbia colpito altri organi, l’ho accettata e riesco a conviverci, con alti e bassi. Questo è il mio motto… “E’ lei che deve avere paura di me .. e non IO…” È una malattia respiratoria che insorge quando, all'interno del polmone, si forma del tessuto cicatriziale al posto del normale tessuto polmonare. In base alle cause si distingue in 2 tipi :  idiopatica (senza una ragione precisa)  secondaria (motivi ben definiti: prolungata esposizione a sostanze tossiche, cicli di radioterapia antitumorale, farmaci chemioterapici...). Per identificare questa malattia sono necessari diversi esami diagnostici: per immagini (radiografia al torace, TAC, ecocardiogramma) sia tramite test della funzionalità dei polmoni (spirometria, ossimetria, test da sforzo) sia tramite, per ultimo, la biopsia polmonare. I sintomi tipici sono dispnea , tosse secca , fatica e debolezza , perdita di peso immotivata e dolore al torace. Questa è una malattia incurabile poiché il tessuto cicatriziale è permanente e la sua formazione è inarrestabile. È però possibile alleviarne la sintomatologia e rallentarne la progressione tramite una terapia farmacologica, l'ossigenoterapia, la riabilitazione respiratoria e per ultimo il trapianto di polmone. FIBROSI POLMONARE

DIAGNOSI

SINTOMI

CURA

FIBROSI CISTICA

La fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa. È una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’ apparato respiratorio e quello digerente. È dovuta ad un gene mutato, chiamato gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), che determina la produzione di muco eccessivamente denso. Questo muco chiude i bronchi e porta a infezioni respiratorie ripetute, ostruisce il pancreas e impedisce che gli enzimi pancreatici raggiungano l’intestino, di conseguenza i cibi non possono essere digeriti e assimilati. Seppure il grado di coinvolgimento differisca anche notevolmente da persona a persona, la persistenza dell’infezione e dell’infiammazione polmonare, che causa il deterioramento progressivo del tessuto polmonare, è la maggior causa di morbilità nei pazienti FC. Le manifestazioni tipiche della malattia sono:  difficoltà nella digestione dei grassi, proteine, amidi  carenza di vitamine liposolubili  perdita progressiva della funzione polmonare La malattia non danneggia in alcun modo le capacità intellettive e non si manifesta sull’aspetto fisico né alla nascita né in seguito nel corso della vita, per questo viene definita la “malattia invisibile”. Si stima che ogni 2.500-3.000 dei bambini nati in Italia, 1 è affetto da fibrosi cistica. La malattia colpisce indifferentemente maschi e femmine. Oggi quasi 6.000 bambini, adolescenti e adulti affetti da FC vengono curati nei Centri Specializzati in Italia. La malattia si manifesta quando un bambino eredita due copie mutate del gene CFTR , una da ciascun genitore. I genitori che hanno solamente una copia alterata del gene CFTR non hanno la fibrosi cistica, né evidenziano alcun sintomo della malattia e sono definiti portatori sani del gene della fibrosi cistica. Possono però trasmettere il gene difettoso ai figli. Quando due genitori portatori sani hanno un figlio, esiste 1 probabilità su 4 che il bambino nasca con FC. Il malfunzionamento o l’assenza della proteina CFTR interessa tutte le ghiandole a secrezione mucosa determinando una carenza di cloro e acqua nelle secrezioni. Le secrezioni mucose povere di acqua e vischiose tendono a ristagnare provocando così l’ostruzione degli organi interessati, prevalentemente bronchi, intestino e pancreas. Nell’albero bronchiale, si innesca un circolo vizioso infiammazione-infezione che porta infine alla destrutturazione del tessuto polmonare. La fibrosi cistica è una malattia che colpisce molti organi e che produce una varietà di sintomi tra cui:  Tosse persistente dapprima stizzosa poi catarrale  Respiro sibilante e affannoInfezioni bronchiali e polmonari frequenti  Diarrea cronica con emissione di feci oleose e maleodoranti, in alcuni casi ostruzione intestinale alla nascita e spesso ostruzioni intestinali ripetute in età adolescenziale e adulta  Scarso accrescimento in peso e altezza  Sudore salato La terapia di questa malattia ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo. Infatti, accanto ad una terapia dei sintomi adesso si comincia a disporre di terapie personalizzate che curano il difetto di base in alcune forme geniche di FC e si spera che, entro alcuni anni, tutte le mutazioni genetiche saranno curabili. ASIA E FRANCESCA: LE DUE FRIDA UNA STORIA, UNA BOMBA AVVOLTA IN NASTRI DI SETA

DIFFUSIONE

CAUSE

SINTOMI

CURA

assaporato la gioia di vivere senza flebo, ossigeno e ricoveri. Avevo 17 anni. Tornare a respirare: non mi pareva vero». Era come ritornare all’ultimo ricordo (tatuato a forma di barchetta) della vita precedente al trapianto: una giornata in barca sul Lago di Garda in compagnia di amici. «Godermi le sere d’estate fino a tardi, correre senza affanno, era un regalo. Prendevo la bici e andavo fino a Fano. Mi muovevo e mi stancavo parecchio senza averne la percezione. Non riuscivo a trovare i miei limiti. Ragionandoci, questo mi ha fatto male. Ora che ho ricevuto il secondo trapianto la prendo con più calma. Ho una grossa responsabilità. Mi sento come un essere gigante su un piedistallo minuscolo che traballa e può cadere da un momento all’altro. Cerco di stare in equilibrio, anche se è tosto da mantenere». Per due volte Asia avrebbe potuto decidere di lasciarsi portare via, ma non avrebbe i baffi tatuati sul polso né Francesca terrebbe un poster con un autoritratto di Frida sulla porta della cucina. «Da piccina ero mora, pelosetta, avevo i baffetti e mi scambiavano per un bambino». Ad accomunare Asia e Frida sono soprattutto lo slancio vitale e una resistenza non comune al dolore, una pioggia continua nell’anima e nel corpo. Il 30 novembre scorso Asia era di nuovo in coma. Si è risvegliata a Firenze, in rianimazione, coi tubi dell’ECMO cuciti sulle gambe. È rimasta cosciente tutti i giorni fino al 19 dicembre, quando sono arrivati gli organi. Il giorno successivo era il compleanno della sua mamma. «“Nonna, sì o no?”, le domando di punto in bianco. “Sì”, mi risponde, capendo che chiedevo se ce l’avrei fatta». Così è stato. «Non volevo essere causa di tristezza per nessuno – dice Asia. Vedere piangere tante persone non mi è mai piaciuto. Mi hanno aperta tre volte. Avevo brutte emorragie. Associo alle operazioni visioni di rosso e luci forti psichedeliche. Gli anestesisti erano disperati. Sono stati molto bravi. Dopo il primo trapianto il mio corpo è diventato ancora più resistente a tutto. Ho una soglia del dolore altissima, ma spesso raggiungeva intensità 8-9. C’era un solo farmaco a darmi sollievo, perché mi evitava sensazioni. È quello con cui pare sia morto Michael Jackson. Me lo somministravano tutte le sere in terapia intensiva per farmi addormentare». A chiederle se ci sia qualcosa che la spaventi risponde: «ho paura della paura. Amo la mia vita e non la cambierei di una virgola». C’è un cuoricino vuoto tatuato sulla nuca di Asia. «Il posto dove il mio ragazzo mi sveglia al mattino dandomi i bacini – spiega. Per me il vuoto rappresenta l’infinito». DEFICIT DI ALFA-1 ANTITRIPSINA

Il deficit della proteina alfa1 tripsina è una condizione genetica che colpisce polmoni e fegato. La proteina viene prodotta nel fegato e nei macrofagi, le ghiandole immunitarie, la sua funzione (una volta dentro il circolo sanguineo) è di inibire le sostanze rilasciate dai globuli bianchi nel sangue. ( proteasi ) Principalmente si occupa che l’elastasi neutrofila non danneggi gli alveoli polmonari. Dunque in questa situazione di deficit il polmone viene danneggiato. Spesso l’età o l’entità del danno ai polmoni dipende anche se il paziente è fumatore o meno: infatti il fumo aumenta le proteasi generate dal sistema immunitario. La malattia è quindi anche chiamata BPCO di origine genetica (broncopneumopatia cronica ostruttiva..) Nell’Europa Occidentale circa 1 individuo su 2500 è affetto da questa malattia ed è strettamente collegata alla presenza della discendenza scandinava nella popolazione poiché gli alleli danneggiati sono quelli che erano più comuni in quella popolazione. Le persone affette dalla malattia hanno ereditato da ciascuno dei due genitori un gene anomalo. Se normalmente l’alfa 1 antitripsina si forma dall’allele M, in questo caso si forma, danneggiato, dall’unione degli alleli S e Z.  respiro corto e affannosotosse cronica e espettorato (muco) abbondante.  bronchi e o polmoniti ricorrentibassa tolleranza allo sforzoallergie perenni e non stagionali I sintomi sono molto simili a quelli dell’asma o della BPCO legato al fumo e quindi per accertarsi della diagnosi non bastano i sintomi e il parere e l’esame del medico ma è necessario un esame del sangue. È molto importante per le persone affette dalla malattia e fumatrici smettere di fumare in quanto rallenta la progressione della malattia e velocizza il trattamento. Non esiste una cura definitiva per la malattia ma si può operare attraverso delle terapie al fine di migliorare la propria condizione.  Broncodilatatori (farmaci che dilatano le vie aeree)  Corticosteroidi (farmaci che riducono l’infiammazione dei polmoni)  Antibiotici, in quanto si crea una massiccia presenza di globuli bianchi. Esiste poi una terapia funzionale al potenziamento dell’alfa 1 antitrispina proteasi che consiste in un’infusione endovenosa (ogni settimana generalmente) di alfa 1 antitripsina pura ricavata da donatori sani di plasma. Si è riscontrato che questo metodo è molto efficacie anche se solo negli stati uniti viene adottata questa terapia. Tuttavia però si potrebbero avere degli effetti collaterali: mal di testa, dolori muscolari e articolari e sintomi analoghi a quelli dell’influenza.

DIFFUSIONE

CAUSE

SINTOMI

CURA