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Mappa dimensioni della comunicazione, Schemi e mappe concettuali di Psicologia della Comunicazione

Mappa riassuntiva del corso di psicologia della comunicazione: le dimensioni della comunicazione.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 21/01/2025

aury1509
aury1509 🇮🇹

4.4

(16)

114 documenti

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bg1
Dimensioni
Approccio matematico: trasmissione
di info
Info trasmessa genera cambiamento (differenza)
in stato mentale
Relazione tra 2 o + dati, in grado di generare
nuove conoscenze
Entità astratta: qualsiasi elemento conoscitivo
nuovo in grado di ridurre condizione di
incertezza -> Attenuare nelle scelte
Ambiguità
Possibilità di errore
Passaggio
Segnale/Messaggio
Fonte A/Emittente: entità che crea messaggio,
deve assicurarsi che arrivi a destinazione
Trasmettitore/Encoder (voce): consente
trasformazione di messaggio in segnali fisici
Canale (aria): +/- disturbato da rumore
Destinatario B: entità cui é rivolto messaggio
Recettore/Decoder (orecchie): consente
conversione di segnale in forma comprensibile a
destinatario
Rumore = interferenze trasmissione segnale
Rapporto segnale-rumore deve essere > 0 per
avere + probabilità che esso arrivi a destinatario
Entropia: mancanza di info
Filtro = selezione in decodifica (cocktail party)
Feedback = qt info che torna a emittente
(retroattiva)
Positivo = ampliamento
Negativo = riduzione
Consente di
Modificare messaggi successivi di emittente
Mantenere omeostasi nel sistema (condizione di
stabilità)
Ridondanza: ripetizione azione di codifica di
messaggio per favorire codifica; eliminarla
Risparmio tempo
Rende fragile messaggio
Limite: th forte del codice (CNS x comunicare;
info coincide con quanto detto)
Approccio semiotico (studia segni in
contesto di vita sociale): trasmissione
di significati
Comunicazione = processo di significazione
(generare significati, contestuali al momento;
proprietà fondamentale di ogni messaggio di
avere senso)
Capacità di genere significati
Proprietà di ogni messaggio di avere senso
Si fa riferimento a
Referente
Codice
Componenti
Simbolo (parola): immagine acustica/iconica,
varia in base a cultura
Referente (oggetto fisico)
Referenza (concetto): rappresentazione mentale
Simbolo non ha rapporto diretto con referente,
ma con referenza (mediato da rappresentazione
mentale)
Segno come equivalenza (De Saussure):
immagine acustica+mentale -> Corrispondenza
Relazione tra due funtivi
Parola
Immagine mentale
Arbitrario (convenzionale, legato a cultura)
Oppositivo (è se stesso perché non è nessun
altro segno)
Sistema di segni in data cultura = lingua: sistema
di differenze di suoni combinati a insieme di
differenze di significati -> Codice
Segno come inferenza (Peirce): indizi su modelli
mentali e culturali (aspetti mancanti -> Cogliere
cmq senso) + Scarto detto-implicato
Variabilità e plasticità in impiego di segni in
diverse situazioni: un segno può essere usato
momentaneamente al posto di un altro in
determinato contesto -> Contesto
Approccio pragmatico (contesto):
comunicazione come azione, fare
(processo)
Interdip testo e contesto in cui si manifesta
Significato di una parola dipende da modo
concreto in cui la si impiega
Prende forma e si manifesta durante scambio tra
parlanti
Varia da
Contesto
Chi la impiega
Modo in cui si utilizza
Th atti linguistici
Categorie
Locutori (di dire): ciò che si vuole dire
Fonetici
Fetici
Retici
Illocutori (nel dire): intenzioni di chi parla
Perlocutori (col dire): ciò che si vuole ottenere
Possono essere (forza)
Diretti (ciò che è detto)
Indiretti (come è detto)
Enunciati comunicano + di semplici parole
Enunciato VS Frase
Effetto intenzione su interlocutore in
determinato contesto relazionale
Modello di Grice
Conoscenza reciproca e condivisa tra parlante e
interlocutore
Intenzionalità comune
Intenzione
Informativa (aumento info)
Comunicativa (rendere consapevole)
Bisogno di
Principio di cooperazione
Implicature conversazionali -> Massime di
Quantità di info
Qualità (verità)
Relazione (pertinenza)
Modo (chiarezza)
Trasparenza intenzionale
Modello ostensivo (+ di codice)-inferenziale (+ di
inferenza) (Sperber & Wilson)
Essere manifesto
Mutuo ambiente cognitivo
Principio di pertinenza
Significati presuntivi (integra prospettive di Grice,
Sperber e Wilson): interpretazioni di default
prodotte da struttura di enunciato data struttura di
certo linguaggio
Significato
Tipo della frase
Occorrenza dell’enunciato
Tipo dell’enunciato
Contesto standard: inferenza standard governata
da tre euristiche
Principio Q (alternativa + informativa)
Principio I (minimo indispensabile per scopo)
Principio M
No entità statica, univoca, astratta, ma
dinamica, motivata e concreta
Approccio sociologico
Regole date da frame
Atti rituali
Codice formale, etichetta
Approccio psicologico (relazione)
Id personale e sociale, def se e altro
Stimolo
Risposta
Rinforzo
Relazioni (conflitti)
Livello
Notizia: verbale
Comando (come intende): non verbale
Livello
Di comunicazione: contenuti che si scambiano
Di metacomunicazione
Oggetto: comunicazione stessa
Attenzione si sposta da contenuto a relazione
interpersonale tra interlocutori
Prospettiva drammaturgica

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Dimensioni

Approccio matematico: trasmissione

di info

Info trasmessa genera cambiamento (differenza) in stato mentale Relazione tra 2 o + dati, in grado di generare nuove conoscenze Entità astratta: qualsiasi elemento conoscitivo nuovo in grado di ridurre condizione di incertezza -> Attenuare nelle scelte Ambiguità Possibilità di errore Passaggio Segnale/Messaggio Fonte A/Emittente: entità che crea messaggio, deve assicurarsi che arrivi a destinazione Trasmettitore/Encoder (voce): consente trasformazione di messaggio in segnali fisici Canale (aria): +/- disturbato da rumore Destinatario B: entità cui é rivolto messaggio Recettore/Decoder (orecchie): consente conversione di segnale in forma comprensibile a destinatario Rumore = interferenze trasmissione segnale Rapporto segnale-rumore deve essere > 0 per avere + probabilità che esso arrivi a destinatario Entropia: mancanza di info Filtro = selezione in decodifica (cocktail party) Feedback = qt info che torna a emittente (retroattiva) Positivo = ampliamento Negativo = riduzione Consente di Modificare messaggi successivi di emittente Mantenere omeostasi nel sistema (condizione di stabilità) Ridondanza: ripetizione azione di codifica di messaggio per favorire codifica; eliminarla Risparmio tempo Rende fragile messaggio Limite: th forte del codice (CNS x comunicare; info coincide con quanto detto)

Approccio semiotico (studia segni in

contesto di vita sociale): trasmissione

di significati

Comunicazione = processo di significazione (generare significati, contestuali al momento; proprietà fondamentale di ogni messaggio di avere senso) Capacità di genere significati Proprietà di ogni messaggio di avere senso Si fa riferimento a Referente Codice Componenti Simbolo (parola): immagine acustica/iconica, varia in base a cultura Referente (oggetto fisico) Referenza (concetto): rappresentazione mentale Simbolo non ha rapporto diretto con referente, ma con referenza (mediato da rappresentazione mentale) Segno come equivalenza (De Saussure): immagine acustica+mentale -> Corrispondenza Relazione tra due funtivi Parola Immagine mentale Arbitrario (convenzionale, legato a cultura) Oppositivo (è se stesso perché non è nessun altro segno) Sistema di segni in data cultura = lingua: sistema di differenze di suoni combinati a insieme di differenze di significati -> Codice Segno come inferenza (Peirce): indizi su modelli mentali e culturali (aspetti mancanti -> Cogliere cmq senso) + Scarto detto-implicato Variabilità e plasticità in impiego di segni in diverse situazioni: un segno può essere usato momentaneamente al posto di un altro in determinato contesto -> Contesto

Approccio pragmatico (contesto):

comunicazione come azione, fare

(processo)

Interdip testo e contesto in cui si manifesta Significato di una parola dipende da modo concreto in cui la si impiega Prende forma e si manifesta durante scambio tra parlanti Varia da Contesto Chi la impiega Modo in cui si utilizza Th atti linguistici Categorie Locutori (di dire): ciò che si vuole dire Fonetici Fetici Retici Illocutori (nel dire): intenzioni di chi parla Perlocutori (col dire): ciò che si vuole ottenere Possono essere (forza) Diretti (ciò che è detto) Indiretti (come è detto) Enunciati comunicano + di semplici parole Enunciato VS Frase Effetto intenzione su interlocutore in determinato contesto relazionale Modello di Grice Conoscenza reciproca e condivisa tra parlante e interlocutore Intenzionalità comune Intenzione Informativa (aumento info) Comunicativa (rendere consapevole) Bisogno di Principio di cooperazione Implicature conversazionali -> Massime di Quantità di info Qualità (verità) Relazione (pertinenza) Modo (chiarezza) Trasparenza intenzionale Modello ostensivo (+ di codice)-inferenziale (+ di inferenza) (Sperber & Wilson) Essere manifesto Mutuo ambiente cognitivo Principio di pertinenza Significati presuntivi (integra prospettive di Grice, Sperber e Wilson): interpretazioni di default prodotte da struttura di enunciato data struttura di certo linguaggio Significato Tipo della frase Occorrenza dell’enunciato Tipo dell’enunciato Contesto standard: inferenza standard governata da tre euristiche Principio Q (alternativa + informativa) Principio I (minimo indispensabile per scopo) Principio M No entità statica, univoca, astratta, ma dinamica, motivata e concreta

Approccio sociologico

Regole date da frame Atti rituali Codice formale, etichetta

Approccio psicologico (relazione)

Id personale e sociale, def se e altro Stimolo Risposta Rinforzo Relazioni (conflitti) Livello Notizia: verbale Comando (come intende): non verbale Livello Di comunicazione: contenuti che si scambiano Di metacomunicazione Oggetto: comunicazione stessa Attenzione si sposta da contenuto a relazione interpersonale tra interlocutori Prospettiva drammaturgica