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Quintiliano: La vita e l'opera di un maestro di retorica, Appunti di Latino

Sintesi della vita di Quintiliano e riferimenti molto dettagliati sulla poetica e sulle opere principali.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 27/03/2023

Giuggiola2005
Giuggiola2005 🇮🇹

4.5

(4)

14 documenti

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QUINTILIANO
La vita
La tradizione scolastica occidentale è stata influenzata notevolmente dalle scelte
culturali di Quintiliano. Nasce in una città della Spagna Tarragonese da una
famiglia in cui il padre era retore e maestro di eloquenza. Ricevette a Roma una
educazione ottima dai migliori maestri del periodo. Fece poi ritorno in Spagna
in cui lavorò come avvocato, dalle perfette qualità. Quintiliano tornò con Galba
a Roma e qua iniziò a insegnare presso la prima scuola statale di eloquenza.
Sembra un paradosso il fatto che a Roma ancora l’educazione fosse in mano al
pater familia e lo Stato, nonostante avesse bisogno di grandi personaggi, non
avesse investito, a differenza della Grecia, nell’educazione (infatti ciò che era
importante era il mos maiorum, virtus e sapere pratico e utile all’attività politica
e militare). La fama che conseguì come maestro gli determinò la carica di
console. Conclusa la carriera di insegnamento fu incaricato di formare i due
figli e futuri successori di Domiziano. Gli ultimi anni della sua vita furono gli
anni della realizzazione della sua grande opera, l’Institutio oratoria. Morì nel 96
d.C. insieme all’imperatore assassinato.
L’opera
Di Quintiliano è stata perduta interamente un’opera, mentre è pervenuta
interamente l’Institutio oratoria che consta di 12 libri che illustrano i precetti
ideali per l’educazione dell’oratore fin dall’infanzia, fornendo un corso
completo di istruzione.
L’originalità dell’opera risiede nel fatto che sia un ampio trattato di educazione
alla retorica che si stacca dagli aridi manuali e unisce la serietà e la cura della
trattazione a esposizione calda, partecipata, elevata dal punto di vista letterario.
Viene presentato come un lavoro compiuto in vecchiaia, chiesto dagli amici più
cari che avrebbero voluto chiarimenti sulle teorie che attraversano l’antica arte
oratoria. La materia poi si è ampliata, aggiungendo tutte le conoscenze in
materia dell’autore stesso. Non vuole costruire nuove teorie, ma diradare i
dubbi e dirimere le questioni tra le teorie che il mondo greco e latino avevano
espresso; atteggiamento normalizzatore. L’opera risponde anche a un’esigenza
concreta che stava molto a cuore a Quintiliano. Circolavano già molti estratti,
appunti dello stesso, quindi l’autore decide di realizzare un’opera sommativa
tanto attesa dal pubblico. Rispondeva all’esigenza della dinastia Flavia di
promuovere una cultura normalizzata per formazione della nuova classe
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QUINTILIANO

 La vita

La tradizione scolastica occidentale è stata influenzata notevolmente dalle scelte culturali di Quintiliano. Nasce in una città della Spagna Tarragonese da una famiglia in cui il padre era retore e maestro di eloquenza. Ricevette a Roma una educazione ottima dai migliori maestri del periodo. Fece poi ritorno in Spagna in cui lavorò come avvocato, dalle perfette qualità. Quintiliano tornò con Galba a Roma e qua iniziò a insegnare presso la prima scuola statale di eloquenza. Sembra un paradosso il fatto che a Roma ancora l’educazione fosse in mano al pater familia e lo Stato, nonostante avesse bisogno di grandi personaggi, non avesse investito, a differenza della Grecia, nell’educazione (infatti ciò che era importante era il mos maiorum, virtus e sapere pratico e utile all’attività politica e militare). La fama che conseguì come maestro gli determinò la carica di console. Conclusa la carriera di insegnamento fu incaricato di formare i due figli e futuri successori di Domiziano. Gli ultimi anni della sua vita furono gli anni della realizzazione della sua grande opera, l’Institutio oratoria. Morì nel 96 d.C. insieme all’imperatore assassinato.

 L’opera

Di Quintiliano è stata perduta interamente un’opera, mentre è pervenuta interamente l’Institutio oratoria che consta di 12 libri che illustrano i precetti ideali per l’educazione dell’oratore fin dall’infanzia, fornendo un corso completo di istruzione. L’originalità dell’opera risiede nel fatto che sia un ampio trattato di educazione alla retorica che si stacca dagli aridi manuali e unisce la serietà e la cura della trattazione a esposizione calda, partecipata, elevata dal punto di vista letterario. Viene presentato come un lavoro compiuto in vecchiaia, chiesto dagli amici più cari che avrebbero voluto chiarimenti sulle teorie che attraversano l’antica arte oratoria. La materia poi si è ampliata, aggiungendo tutte le conoscenze in materia dell’autore stesso. Non vuole costruire nuove teorie, ma diradare i dubbi e dirimere le questioni tra le teorie che il mondo greco e latino avevano espresso; atteggiamento normalizzatore. L’opera risponde anche a un’esigenza concreta che stava molto a cuore a Quintiliano. Circolavano già molti estratti, appunti dello stesso, quindi l’autore decide di realizzare un’opera sommativa tanto attesa dal pubblico. Rispondeva all’esigenza della dinastia Flavia di promuovere una cultura normalizzata per formazione della nuova classe

dirigente di funzionari. Quest’opera si trova all’incrocio di tre campi culturali: quello della retorica, la pedagogia e la critica letteraria. Nel I e II libro si affrontano gli aspetti didattici e pedagogici dell’educazione dei bambini, preferenza della scuola pubblica. Gli insegnanti dovevano incitare all’emulazione, non dovevano essere troppo benevoli o troppo severi. Gli allievi avrebbero dovuto leggere gli autori migliori e mirare a una cultura vasta in ogni campo del sapere, fondamento dell’eloquenza. Dal III al IX libro si parla delle diverse parti dell’oratoria: l’inventio, la dispositio, l’elocutio, la memoria e l’actio. L’oratore poi deve risultare classicamente chiaro, ornato, armonioso, in sintonia con modello Cicerone e in polemica con Seneca e asianesimo imperiale. Libro X critica scrittori greci e latini. Libro XI descritto aspetto e atteggiamento fisico perfetto dell’oratore. Libro XII presentate caratteristiche dell’oratore perfetto che coincide con modello dato da Catone il Censore. Crede poi che la degenerazione dell’eloquenza è moralisticamente riconducibile alla crisi dei valori del mos maiorum, alla perdita del senso civico del vir bonus. L’oratoria è anche in crisi per artificiosità delle declamazioni delle scuole di retorica. I valori imprescindibili del perfetto oratore sono l’intelligenza, la grande cultura e la moralità. Quintiliano è il maestro più alto e nobile del termine. Nella sua visione gli studia humanitas sono il fondamento culturale dell’uomo politico virtuoso, così come la virtù morale è fondamento dell’uomo e del cittadino perfetto; un binomio inscindibile che porta a compimento il percorso dell’oratore/uomo politico come vir bonus dicendi peritus, inaugurato da Catone. Questa convinzione ha un riscontro anche sul piano pedagogico: il maestro oltre a dover essere colto deve anche essere sensibile e retto nel capire le esigenze degli allievi. Deve essere un maestro di virtù, oltre che di retorica, e deve capire attraverso la sua sensibilità l’indole degli allievi che gli sono stati affidati. Originale è l’attenzione alla psicologia dell’età evolutiva, ai bisogni dei bambini che sono soggetti deboli ma da rispettare, infatti viene da alcuni definito il fondatore della moderna psicologia infantile. Sorprende la sensibilità dell’autore anche dal fatto che sosteneva che ci dovesse essere equilibrio tra studio e gioco, riposo e svago, dando rilievo alla dimensione ludica dell’apprendimento. Il libro X viene definito come la vera e propria storia della letteratura, con tanti giudizi e osservazioni tanto che questo libro è stato fondamentale per realizzare il canone classico degli autori latini. La finalità è educativa: Quintiliano pone accento su preparazione letteraria oratore, che deve conoscere attraverso le opere degli oratori più illustri. Il criterio di base sta