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Match Analysis - appunti, Appunti di Scienze Motorie

L'importanza del monitoraggio nell'ambito sportivo, in particolare nel calcio, per raccogliere informazioni su carico esterno ed interno, adattamenti e risposte individuali agli allenamenti. Vengono descritti i parametri che possono essere presi in considerazione durante il monitoraggio e i sistemi di acquisizione del carico esterno, come il sistema GPS e i sistemi di posizionamento locale. Viene inoltre sottolineata l'importanza della ricerca internazionale e della comparazione con altre ricerche scientifiche.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 26/09/2023

mish281100
mish281100 🇮🇹

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MATCH ANALYSIS
Ci sono tanti aspetti che bisogna monitorare, quello che raccogliamo ci deve guidare nei vari aspetti dello
sport. Un’area sportiva nello sport si occupa di raccogliere informazioni, da differenti aree, ad esempio sul
benessere dell’atleta che non dipende solo dall’allenamento, sull’allenamento ovvero su quello che sta
facendo, sulla partita che riguarda la prestazione che si prepara nel dettaglio, e per ultimo il recupero.
Bisogna cercare di oggettivare quanto è più possibile l’allenamento.
Il modello che caratterizza l’operatività di analisi di ricerca è basato sul monitoraggio e arriviamo su una
direzione. Le prime due come più importanti sono il monitoraggio e la pianificazione del lavoro, bisogna poi
avere un’idea delle informazioni in base allo storico. Per arrivare a fare analisi più scientifiche bisogna avere
tanti numeri, per produrre conclusioni abbiamo bisogno di raccogliere informazioni in più e metterle
insieme. Nel calcio c’è il limite di voler risposte subito. La parte di ricerca significa che è importante avere
una valenza di ricerca internazionale.
Nel momento in cui muoviamo un’informazione dobbiamo saper giustificare perché abbiamo fatto in quel
modo, è importante comparare l’operato con altri ricerche scientifiche. Il processo scientifico è lungo ma
quello che dà valore a quello che si andrà a leggere.
Nel calcio le informazioni vengono usate per monitorare ogni giocatore, ma anche all’interno di ogni
esercizio all’interno dell’allenamento, usati anche per programmare l’allenamento e variare lo status dei
vari calciatori.
Una revisione prende tutto quello che è stato scritto e da le linee guida riguardo ad un argomento.
Quando si parla di valutazione del carico di lavoro si può parlare di adattamenti e le risposte individuale agli
allenamenti. Bisogna cercare di minimizzare. I parametri che possono essere presi in considerazione,
durante il monitoraggio, sono:
- Carichi di lavoro: frequenza cardiaca, concentrazione di lattato, consumo d’ossigeno, la percezione
di fatica.
- Carico esterno: potenza espressa, velocità, accelerazione, time-motion analysis, vengono calcolati
con sistemi GPS o accelerometri.
Il monitoraggio non può basarsi solo su un aspetto, ma deve essere integrato tra carico esterno ed interno,
per poter capire i cambi e le risposte nei momenti. Spesso è l’accoppiamento che ci permette di capire
qualcosa in più sui giocatori.
Abbiamo tante aree che raccolgono informazioni (come medica, fisica …). Si possono fare studi sui vari
distretti muscolari, esami ematici, cardiorespiratori e si possono anche fare riferimento ad un post
infortunio.
I sistemi che ci permettono di analizzare il carico esterno si basano sul sistema GPS, riconoscono la
posizione del giocatori e hanno sensibilità maggiore perché devono discriminare anche una minima
accelerazione, ma concettualmente si basano su uno spostamento. Ci sono altri sistemi di acquisizione del
carico esterno:
1. Durante le partite ci sono dei limiti che derivano da due fattori principali, vestire il giocatore con
una casacca per prendere le informazioni (si possono utilizzare durante competizioni internazionali)
e si parla di solito di livelli notevoli e possono soffrire la struttura dello stadio e non riescono a
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MATCH ANALYSIS

Ci sono tanti aspetti che bisogna monitorare, quello che raccogliamo ci deve guidare nei vari aspetti dello sport. Un’area sportiva nello sport si occupa di raccogliere informazioni, da differenti aree, ad esempio sul benessere dell’atleta che non dipende solo dall’allenamento, sull’allenamento ovvero su quello che sta facendo, sulla partita che riguarda la prestazione che si prepara nel dettaglio, e per ultimo il recupero. Bisogna cercare di oggettivare quanto è più possibile l’allenamento. Il modello che caratterizza l’operatività di analisi di ricerca è basato sul monitoraggio e arriviamo su una direzione. Le prime due come più importanti sono il monitoraggio e la pianificazione del lavoro, bisogna poi avere un’idea delle informazioni in base allo storico. Per arrivare a fare analisi più scientifiche bisogna avere tanti numeri, per produrre conclusioni abbiamo bisogno di raccogliere informazioni in più e metterle insieme. Nel calcio c’è il limite di voler risposte subito. La parte di ricerca significa che è importante avere una valenza di ricerca internazionale. Nel momento in cui muoviamo un’informazione dobbiamo saper giustificare perché abbiamo fatto in quel modo, è importante comparare l’operato con altri ricerche scientifiche. Il processo scientifico è lungo ma quello che dà valore a quello che si andrà a leggere. Nel calcio le informazioni vengono usate per monitorare ogni giocatore, ma anche all’interno di ogni esercizio all’interno dell’allenamento, usati anche per programmare l’allenamento e variare lo status dei vari calciatori. Una revisione prende tutto quello che è stato scritto e da le linee guida riguardo ad un argomento. Quando si parla di valutazione del carico di lavoro si può parlare di adattamenti e le risposte individuale agli allenamenti. Bisogna cercare di minimizzare. I parametri che possono essere presi in considerazione, durante il monitoraggio, sono:

  • Carichi di lavoro: frequenza cardiaca, concentrazione di lattato, consumo d’ossigeno, la percezione di fatica.
  • Carico esterno: potenza espressa, velocità, accelerazione, time-motion analysis, vengono calcolati con sistemi GPS o accelerometri. Il monitoraggio non può basarsi solo su un aspetto, ma deve essere integrato tra carico esterno ed interno, per poter capire i cambi e le risposte nei momenti. Spesso è l’accoppiamento che ci permette di capire qualcosa in più sui giocatori. Abbiamo tante aree che raccolgono informazioni (come medica, fisica …). Si possono fare studi sui vari distretti muscolari, esami ematici, cardiorespiratori e si possono anche fare riferimento ad un post infortunio. I sistemi che ci permettono di analizzare il carico esterno si basano sul sistema GPS, riconoscono la posizione del giocatori e hanno sensibilità maggiore perché devono discriminare anche una minima accelerazione, ma concettualmente si basano su uno spostamento. Ci sono altri sistemi di acquisizione del carico esterno:
  1. Durante le partite ci sono dei limiti che derivano da due fattori principali, vestire il giocatore con una casacca per prendere le informazioni (si possono utilizzare durante competizioni internazionali) e si parla di solito di livelli notevoli e possono soffrire la struttura dello stadio e non riescono a

prendere bene i risultati e quindi possono essere imprecisi. Sistemi semi automatici, 6 a 9 telecamere che prendono gli spostamenti durante la partita, adesso ci sono 3 telecamere o altri sistemi semplificati. Semi automatici significa che ci si appoggia a delle aziende esterne, si prende tutto il campo e ad ogni giocatori viene assegnato un tablet per far si che venga riconosciuto e ricordato (automatico perché li riconosce durante la partita), semi perché nei calci d’angolo ad esempio potrebbe perdere la connessione del giocatore ma in ogni caso segna che qualcuno lo ha calciato e poi successivamente lo aggiunge la persona fisica. Le informazioni possono essere date ad una azienda terza in modo da migliorare la precisione delle informazioni, la condivisione avviene entro 24 ore ai club e sono le informazioni più valide e corrette e che poi vengono divulgate scientificamente.

  1. Meno diffuso e utilizzato di più negli sport al chiuso, si chiamano sistemi di posizionamento locale. Non c’è un’analisi video ma più vicina del sistema GPS. Gli atleti indossano una casacca e dei sensori tracciano elettronicamente il campo e riescono a capire i movimenti, la velocità e altre informazioni del giocatori. Tutto questo senza informazioni video. Al di fuori non si riesce ad utilizzarlo bene perché potrebbe interferire con gli altri GPS o sensori presenti. In partita vengono si utilizzano i semi automatici e in allenamento i GPS.
  2. Sistema GPS , è il più diffuso. Più lo spazio è aperto e più è preciso. Si basa sulle info che provengono da 5/12 satelliti. Il carico interno si basa:
  3. Sulla frequenza cardiaca e si fanno test di corsa di inizio anno. Questo per capire la frequenza cardiaca massima che varia in base all’età. Il sistema di allenamento si normalizza, ovvero creare un equilibrio sui dati differenti. Si considera un’attività lieve quando si va dai 50 % di frequenza cardiaca massima. Attività leggera da 60/70% della frequenza cardiaca massima. Moderata da 70/80%. Forte dal 80/90%. Massimo 90/100%.
  4. Ci sono altri criteri di valutazione del carico interno come la variabilità cardiaca che è un modo differente per calcolare la frequenza cardiaca, prende il battiti al minuti ma studia anche il cuore quando batte, ovvero il tempo tra un battito e l’altro. Quindi possono avere due giocatori con 60 battiti al minuto ma con diverse tempistiche di battito. Può dirci quindi il grado di adattabilità dell’organismo, variabilità maggiore significa che si adatta più velocemente ad uno stress esterno.
  5. Un’altra valutazione del carico interno è la concentrazione del lattato , faccio un test incrementale oltre che vedere la frequenza cardiaca si misura anche la percentuale di lattato nel sangue. Il lattato ha un equilibrio fino ad una data velocità, poi non ci sarà più equilibrio perché avrà una crescita esponenziale, chi fa delle valutazioni fisiologiche va a determinare anche la velocità di soglia aerobica che è la velocità oltre la quale si comincia ad avere produzione di lattato più di quanto de ne smaltisce.
  6. La frequenza cardiaca può essere valutata anche nel riposo , lo stato di fitness si basa su tre variabili: la mia frequenza cardiaca a riposo, variabilità cardiaca, cinetica della frequenza (ovvero quando sale e si stabilizza), frequenza cardiaca riguardo ad un carico (la risposta) oppure anche nella cinetica di recupero). Come viene influenzata quindi la frequenza cardiaca.
  7. Monitoraggio della forza , meno diffuso perché la tecnologia ha prezzi alti. Ci sono modi semplici per valutarla come il test di carico massimale (non ho il monitoraggio della velocità), imposto poi il mio allenamento in base alla percentuale di carico massimo. Si può fare una quantificazione in base al numero di ripetizioni per il carico esterno. Si basa principalmente sulla velocità con quanto

Il coefficiente di variazione è una misurazione statistica della dispersione delle informazioni prese in serie riguardo alla persona. Se faccio un test affidabile, devo sapere il suo errore di misura, se lo faccio 10 volte nel tempo devo sapere che il cambiamento sul singolo atleta possa essere diversa dall’insieme delle persone su cui ho preso i dati. Quindi se io prendo dei dati sulla persona più e più volte posso capire e farmi un’idea più specifica sui dati. Posso riconoscere quindi momenti di miglioramento o peggioramento, bisogna tenere in considerazione le variazioni date dall’errore e che c’è una variazione fisiologica della persona. La letteratura ci aiuta a capire anche l’affidabilità degli strumenti. Dal punto di vista tecnologico quando parliamo di GPS uno dei più grossi errori è dare più alta la velocità. Ci possono essere differenze dagli sprint ai cambi di direzione dal 10/40% di errore. Se noi prendiamo la distanza totale dell’atleta possiamo avere alcuni range di errore che vanno dal 0,5 al 2,1 %, altri autori dicono che ci sia una differenza del 5,3%. Dobbiamo considerare anche un altro aspetto:

  • Frequenza di campionamento , quanti campioni prendo al minuto. Avere strumenti che differiscono tra di loro per questo posso avere diversi risultati. La tecnologia GPS ha potenziale per dare info accurate ma una frequenza di campionamento differente può migliorare quelli che sono gli strumenti. Quando arriva un sistema a 5Hz:
  1. Può essere valido per stimare quelle che sono le distanze lunghe e mi aspetto una variazione ed un errore del 3%, quindi molto poco.
  2. C’è un coefficiente di variazione del 15% se io vado a valutare gli sprint dai 20 ai 40 metri. Hanno cercato di valutare l’affidabilità sia di un GPS di 5 Hz che 1Hz: hanno preso una squadra di football australiano e hanno fatto un circuito con degli sprint, corse e camminate. L’errore della misura:
  • Per quanto riguarda 1 Hz e 20 Hz le differenze sono tra il 20/30 % che è incrementale in base alla velocità. Cominciamo a prendere in considerazione che gli strumenti sono validi ma c’è una differenza da quello che è reale.
  • Se aumentiamo la distanza , permette allo strumento di essere più preciso. L’errore scende al 9% in attività lenta e in attività veloce all’11%. Attività con cambi di direzione : tra 1 e 5 Hz le differenze non sono particolarmente significative e vanno dal 9% al 12%, l’errore aumenta tanto più si aumenta la velocità di esecuzione. L’affidabilità della misura se la ripento nel tempo in base a tutte le distanze, il typical error (errore che mi devo aspettare tra oggi e domani) è dal 2 al 3%, ma ha un minimo cambiamento utile che studia, sulla base della variazione, quello che è il cambiamento che io mi devo attendere da un test una misura differente da quella precedente. I miei sistemi hanno delle variazioni tra una misura e la successiva. L’errore se considero cambi di direzioni e sprint, più è lunga la distanza e più è preciso il dato che si prende. Ho delle differenze nelle fasi più intense tra reali misurazioni e tra una misurazione e l’altra. Sistemi 5 Hz e 10 Hz, sempre sprint e cambi di direzione: hanno paragonate al goal standard di riferimento in base al sistema radar. Se noi guardiamo tra il sistema rada, 5 Hz e 10 Hz non abbiamo differenze di misure per le velocità alte; tra 5 e 10 Hz abbiamo delle differenze non significative riguardo al goal standard. Il coefficiente di variazione percentuale: abbiamo un errore del 2,8 %, 7,5%, 23,2% questo se si alza la velocità. Se guardiamo i 10 Hz abbiamo una variazione da 1,9 a 4,7 a 10,5. La differenza rimane

marcata per quanto riguarda la differenza di misurazione in base al typical error, rimane più precisa tra le altre informazione se aumento la frequenza diminuisco il typical error. L’accuratezza del sistema GPS aumenta il campionamento. Il 10 Hz è più preciso del 5 Hz. Una cosa che dobbiamo sempre tenere in considerazione differenti strumenti a parità anche di campionamento non possono essere utilizzati interscambiabilmente. La validità e la precisione della misura con sistemi a 15 Hz: hanno fatto sempre attività miste. Nel momento in cui si utilizza lo stesso sistema ma si processa con un software differente ci possono essere delle differenze. Hanno preso dei parametri ancora più sensibili:

  • Abbiamo preso in considerazione i metri fatti a differenti velocità, se si mettono delle soglie di velocità si possono vedere le precisioni delle misuri in base alla velocità di spostamento. Possiamo avere un ulteriore GPS che ci prende dei parametri ancora più sensibili nella pratica. Un sistema a 15 Hz può settare un’indicazione più precisamente a velocità alte. Il massimo possibile della velocità può presentare ancora alti errori.
  • Il 15 Hz comincia a non dare grandi differenze ma comunque possono essere significative. Nel momento in cui prendo un sistema leggermente differente al 10 Hz ho delle differenze minime ma sempre più precise, come il 15 Hz. La prestazione nello sport è sempre più evidente essere limitata e caratterizzata dalle velocità di corsa. Abbiamo bisogno di avere una misura oggettiva di quelle che sono le differenze, i sistemi ci permettono questo solo se prendiamo in considerazione strumenti con differenza di campionamento elevata quindi il 15 %. Tanto più aumenta la frequenza di campionamento tanto più riesco ad avere misure precise in base all’esercizio. Quando si sceglie uno strumento bisogna:
  • Vedere se è validato a livello scientifico;
  • Typical error sono errori che devi mettere in considerazione mentre prendi la misurazione, minore del 10%;
  • Coefficiente di validità dipende anche dal cambiamento fisiologico dell’atleta. I sistemi diventano un po’ meno precisi nel momento in cui vado a valutare il movimento più complicato e veloce. Hanno fatto un test con delle fotocellule di sprint con differenti metrature 30 e 15 m. Per i 30 m: hanno cercato di capire la velocità e la somma dei picchi di velocità. Non è possibile fare con le fotocellule le stesse cose con i GPS, ma la fotocellula non riesce a prendere il picco esatto della velocità: hanno preso il tempo totale di sprint e l’hanno messo a confronto con il tratto più veloce. Può andare a vedere nel tempo in 6 ripetizioni, e possiamo avere la velocità del tratto e la somma delle velocità totali. Con il GPS hanno preso i parametri più quantitativi, i picchi di velocità, e non il tempo. I sistemi GPS sono in grado di determinare con precisione quello che è l’attività neuromuscolare del giocatore. È chiaro che durante questi sprint hanno valutato anche la ripetibilità di misura nei GPS, si notano le differenze tra ogni misura presa per ogni ripetizione. Il coefficiente di variazione va dal 1,7% al 2,8% per i picchi di velocità. Parliamo quindi di sistemi affidabili per misurazioni anche abbastanza rischiose.
  • Il picco di accelerazione: dove i problemi variano di più, il picco di accelerazione da 10% di differenze, sopra 3 metri al secondo quadro abbiamo 31 %, aumentando a 4 metri al secondo quadro 43%. Quindi qui le differenze non devono essere trascurate le differenze.
  • Picco di velocità. Tanto più i punti sono vicini tra loro e tanto più basse sono le differenze tra i GPS. Gli aggiornamento software possono portare delle differenti, tre differenti update del software del sistema, ci sono delle differenti trascurabili prima dell’update, dopo invece possono esserci delle differenze significative, devo sapere queste cose perché se faccio un confronto tra oggi e 3 anni fa devo avere la stessa qualità della misura, devo avere quindi un test standardizzato ma questo può esserci solo se ci si organizza bene oppure devo tenere a mente che alcune misurazioni possono essere modificate dalla tecnologia. Io posso anche avere differenti sistemi, in partita ci sono sistemi di video analisi: hanno fatto uno studio per confrontare i vari sistemi, soprattutto tra quelli in allenamento e quelli in competizione. Se io non posso utilizzare lo stesso sistema devo sapere il tipo di differenze tra i vari sistemi. Lo hanno fatto con 4 differenti sistemi:
  • Picco di velocita
  • Distanza totale: tante più sono le letterine tanto è maggiore la differenza, guardando solo il grafico.
  • Accelerazione > 3 all’ora
  • Distanza > 14 km all’ora: è vero che sui picchi di velocità qualche limite ce l’ho soprattutto sui campi piccoli, ma sono trascurabili. Ma per quanto riguarda le accelerazioni le differenze ci sono in ogni tipo di campo, quindi devo andare a confrontare la stessa misura fatta in allenamento a farla in partita, quindi utilizzare diversi sistemi tra allenamento e partita porta ad avere confronti difficili e diversi, portando variazioni molto alte. Hanno proposto delle equazioni di confronto tra un sistema e l’altro. Sistemi presi in considerazione sono quelli di posizionamento locale, quelli GPS e quelli utilizzati in partita. Se io non so bene la qualità del mio sistema è una cosa che io devo tenere in considerazione, quindi sapere le differenze è importante. Un altro studio che ha fatto un confronto tra i sistemi di partita e quelli di allenamenti, hanno trovato una differenza significativa. Differenze significative sono quelle di 0.001. immaginiamo di avere due sistemi da confrontare bisogna sapere se vanno nella stessa direzione, quindi faccio una correlazione, tanto è più alto uno tanto è più alta l’altro quindi vanno nella stessa direzione. Poi ci sono delle differenze (BAIAS). Della misura effettiva i punti spostati, quindi ho una correlazione differente però ho un baias che se faccio la differenza tra le due correlazioni posso ottenere sia un baias alto che basso con una correlazione magari alta e anche bassa. Un altro studio che mette in confronto altri sistemi di analisi: dove c’è l’asterisco significa che si sono differenze importanti, ma comunque si nota che ci sono sempre differenze. In ambito internazionale quando si parla di scelta di parametri da misurare sono più chiari rispetto all’Italia. In ambito internazionale non tutti i lavori hanno le stesse soglie e quindi si presentano delle differenze quando si confrontano i lavori. Nel tempo qualcuno si è progredito nel miglioramento della qualità dei sistemi e sulla misurazione dei parametri. Le fasi sopra 14,4 all’ora erano considerato fasi ad alta intensità, adesso si è arrivati nel calcio anche a 19.8.

Alcuni principali parametri che vengono misurati e danno l’idea di quello che viene misurato nel calcio:

  1. Intensità
  • Intensità sopra i 16 all’ora, quindi si misura alta intensità (>15 all’ora, alcuni sopra 14,4);
  • 19,8 (18 – 20/21), high intensity distance;

  • 24 (>21 - >25, vengono considerati sprint). Total speed distance.

  1. Accelerazioni/decelerazioni:
  • 2 m/s e > 3 m/s quadro, col valore a rischio che è sopra 4. Si possono sempre calcolare i picchi, ma è uno studio rischioso. C’è un altro approccio che viene da un altro studio italiano: noi dobbiamo cercare di sapere quanto spende il giocatore, io posso saperlo da quello che è il carico interno. Immaginiamo di fare un test da campo incrementale: io faccio un test un metabolimetro ed un cardio frequenzimetro, faccio degli step da 2 minuti, la frequenza cardiaca tende a salire ed andare di pari passo con quello che è l’impegno quando poi si stabilizzerà e insorge la fatica, la stessa cosa lo fa il consumo di ossigeno quindi io posso andare avanti a correre ancora ma il mio consumo di ossigeno è andato. Posso valutare anche altri parametri, il lattato, quando non c’è più la linearità. Posso avere uno che arriva ad una velocità alta ma rispetto ad un altro che ha una velocità più bassa ha una soglia metabolica in confronto più bassa. Posso avere diverse resistenze al lattato. Questi parametri permettono di distinguere gli allenamenti per gli atleti. Il concetto è che posso arrivare alla stessa velocità, ma posso avere consumo di ossigeno differente. Noi confrontiamo la spesa energetica di uno sprint con un atleta che fa una corsa in salita e devo cercare di dare un peso a quanto mi costa fare uno sprint, queste corse in salita sono molto vicine ad uno sprint quindi noi possiamo ipotizzare una stima energetica sommando tutte le attività che fa. Grafico su cui si basa ci sono le soglie di accelerazioni, anzichè prendere solo le velocità e le accelerazioni vediamo quando spende sommandole. Posso avere una spesa di mille perché ho fatto 700 accelerazioni e 300 fasi sopra al 25, posso fare una spesa di 1000 con 300 accelerazioni e 700 fasi sopra 25. Parametri principali per misurare un allenamento o una partita: noi dobbiamo ricordarci che nel momento in cui andiamo a monitorare ci possono essere differenze significative se io vado a confrontare strumento di monitoraggio. Questo succede anche nel momento in cui vado a confrontare dei device di modello e marca differente. Una cosa importante nel momento in cui vado a monitorare è la frequenza di campionamento, possono avere differenze tra i sistemi e minor precisione, è il numero di informazioni prese al secondo da quel tipo di tecnologia. Le fasi ad alta velocità sono le fasi più sensibili, quindi maggior precisione; le fasi si alta decellerazione o accelerazione è uguale alla velocità. Quindi quando abbiamo cambiamenti molto rapidi nel tempo la misura è più precisa. I parametri che vengono presi in considerazione per calcolare l’attività fisica:

  • Se cerchiamo in letteratura c’è un limite su tutti, ovvero la mancanza di standardizzazione tra le fasi di velocità scelte. Possiamo trovare dei lavori che considerano aslta intensità le velocità sopra 15 kmh, oppure possiamo averne altri che considerano 18 o 19 e fanno una classificazione di velocità differenti dai precedenti. Questo è il primo grosso problema quando si va a leggere più letteratura possibile per i parametri.
  • Si considera differente tipo di velocità
  • Distanza totale percorsa

Come viene calcolata la potenza metabolica : su un asse accelerazione, sull’altra la velocità che raggiungo. Posso avere una stessa spesa energetica nel momento in cui ho una decelerazione molto forte oppure un’accelerazione più modesta ma una stessa velocità di corsa. Questo permette di stimare sull’andamento della potenza metabolica, quella che è la potenza metabolica media stimata all’interno dell’esercizio. Posso vedere due attività diverse per quanto riguarda il carico interno, ma a prescindere dell’attività fata la spesa potrebbe essere uguale o simile tramite lo studio del carico interno. Noi possiamo anche considerare altri due parametri:

  • Spesa energetica, si attribuisce un valore ad ogni tipo di attività in modo tale da stimarmi il mio dispendio. Ad alta intensità è circa 42%del totale di una partita o attraverso decelerazioni o accelerazioni. Non viene specificato come ma è chiaro che è sviluppato ad altra intensità.
  • Distanza equivalente è basata sull’equivalenza dello sprint sulla corsa in salita, si considera differenti velocità di corsa posso attribuire la spesa energetica ad ognuno, il valore medio mi permette di vedere la potenza metabolica richiesta. Sulla base di quello che è il dispendio energetico propongono un ulteriore passaggio e suggeriscono la distanza equivalente come la distanza di corsa che io avrei potuto fare se l’attività che ho svolto fosse stata tutta in linea. L’indice della distanza equivalente è il rapporto tra quanto io avrei corso se avessi speso lo stesso carico interno in linea rispetto alla distanza totale e ci da il contributo anaerobico che io ho all’interno di un allenamento. Questa percentuale viene stimata con il 20%, questo ci serve per dire che noi possiamo prendere differenti fasce di velocità ed avere un’idea di come ho sviluppato le attività, posso però dire che voglio un’idea più generale e quindi posso cercare di avere di quanto dispendio energetico è stato chiesto al mio organismo e questo può essere la potenza metabolica stimata, da quello che il carico esterno mi può dire. Lavoro in cui si è misurato realmente di misurare il dispendio energetico sia con un metabolimetro, fatto sia con i gps. Si è misurato tutto questo stimando il dispendio energetico dato dal gps confrontato con quello del metabolimetro, questo è un metodo diretto. Questo articolo vuole confrontare questi due approcci. Hanno fatto 3 diverse attività specifiche: consumo d’ossigeno (con il metabolimetro), potenza metabolica stimata col gps, differenti velocità di corsa. Si può anche vedere anche il massimo consumo d’ossigeno dell’atleta. Gli istogrammi nero sono la potenza metabolica presa con il metabolimetro, quelli bianchi con il gps. Ci sono fasi attive di esercizio, poi fasi di recupero tra una esercitazione e l’altra. Nelle linee attive in tutte le condizioni ci sono delle differenze tra le due misure; una differenza che non è trascurabile, la cosa che balza più all’occhio sono nelle fasi di cammino, il mio organismo continua a produrre energia per stabilizzarsi nel tempo, il gps non vede più movimento ma ce una differenza statisticamente per quanto riguarda la potenza metabolica. Tutte queste attività di cammino vengono sottostimate, nel momento in cui vado a cercare queste info non dobbiamo utilizzarle come carico interno, ma come un valore di riepilogo di quelle che sono le attività fatte. All’interno del calcolo i parametri che hanno contribuito al valore medio possono essere differenti. È evidente però come questo parametro non possa sostituire una misura diretta di quello che è la spesa energetica. La valutazione diretta della frequenza cardiaca può essere uno dei dati che può sostituire quello preso dal metabolimetro.
  1. Il calcolo della potenza metabolica media non prende in considerazone differenze individuali dell’economia di forza, nel momento in cui vado a fare una stessa attività io e il mio compagno posso avere dei valori fisici diversi rispetto a quelli che tiene il mio amico. A parità di carico esterno abbiamo speso diversamente. Se utilizzassimo la potenza metabolica per il carico interne vedremo che possiamo in maniera chiara capire come differenze nell’economia di corsa non sono rappresentate bene.
  2. Nel momento in cui andiamo a uniformare tutte le info all’interno di un valore può essermi utile perché mi può dare un’informazione media quindi una stima della spesa metabolica di quella seduta. Non mi permette chiaramente l’origine del carico, quindi posso confrontare due sedute di allenamento simili ma che poi in realtà sono sviluppati in maniera completamente diversi.
  3. La stessa cosa viene indicata facendo riferimento al punto precedente non sapendo con chiarezza come è stato sviluppato un carico può portarmi ad allenare un atleta con attività diverse da quelle che mi chiede la competizione che stiamo preparando. Quindi magari utilizzare decelerazioni o accelerazioni al posto di sprint. Può portare dei gap rispetto all’allenamento.
  4. Non dividere queste info non mi permette di avere un’idea del carico neuromuscolare fatto, l’implicazione che si può avere sul recupero e sull’allenamento vero e propri. Dal punto di vista di misura possono avere una sottostima molto alta dell’attività metabolica e può essere che io a parità di carico esterno posso pensare che due atleti hanno fatto la stessa fatica quando in realtà è completamente diverse. Inoltre non permette un match preciso tra la potenza metabolica stimata e quella misurata nelle fasi di media e bassa intensità, si avvicina un po’ di più nella fase attiva ma non possono essere trascurabili, proprio anche perché le parti preponderanti nel calcio sono a media bassa intensità. Accelerazione e decelerazione hanno un altro coefficiente di variazione e spesso gli strumenti non possono misurarli con precisione. L’approccio della potenza metabolica che dà peso a questi due può introdurre i limiti all’interno su tute le soglie di categoria che io vado a considerare. Anche questi autori ci dicono che servono moltissimi studi per capire meglio questo approcci e i valori di potenza metabolica stimata e quella misurata. Si può prendere in considerazione i valori di carico esterno come tali utilizzare i valori di potenza metabolica non come lavoro di misura del carico interno ma come valore di riepilogo generale delle fasi di intensità. Ci sono altri lavori che ci aiutano a sceglie quelli che sono i parametri da prendere in considerazione: Va cercare di studiare i due approcci: quello tradizionale che prende le fasi a differenti velocità di corsa e di accelerazioni e decelerazioni e quello della potenza metabolica. Hanno preso delle variabili e hanno considerato la fase molto alta di velocità sopra i 22 kmh. La stessa cosa succede per le accelerazioni. Per quanto riguarda la potenza metabolica media ad alta intensità sopra 16 kmh quindi 20 wkg. Sono andati a confrontare due differenti parametri e si considerano le fasi ad alta intensità come quello della potenza metabolica, nel momento in cui tutti i valori dei singoli giocatori rimangono all’interno del range all’interno del quale noi dobbiamo avere i dati nel momento in cui stiamo confrontare un altro parametro che sta misurando la stessa cosa, la maggior parte dei punti rimane all’interno di questo range nel quale posso confrontare i parametri con il proprio parametro gol standard. In conclusione la velocità e la potenza metabolica hanno la stessa sensibilità e possono essere utilizzati in modo interscambiabile ma non in modo assoluto perché l’unità di misura è differente. Il consiglio è quello di fase una scelta, l’ideale è quello di utilizzare entrambi i parametri, a livello di 16 kmh e 20 wkg, a seconda di quelle che possono essere le differenze nell’utilizzo dei parametri.

Coefficiente di variazione percentuale: quanto la prestazione di un parametro varia tra le partite per capire se la prestazione di un giocatore varia cambiando range di valori. A tal proposito è stato fatto uno studio che confronta le prime 5 squadre della classifica con le ultime 5. Hanno misurato la distanza totale, le velocità con e senza palla. In questo caso con palla non si considera a livello individuale ma della squadra. Le differenze in metri tra il primo e secondo gruppo: 500 m in più per i più scarsi, 113 min più per gli ultimi nelle fasi ad alta velocità. a favore delle squadre ad alta classifica le fasi ad alta intensità e di palla. E questo ci permette di avere dati che sottolineano che i più scarsi corrono di più ma gli altri hanno maggiori fasi in possesso palla ad alta velocità. Emerge che corrono di meno le squadre prime 5 nella classifica, fanno più fase di possesso palla, ma hanno più attività tecniche e ne fanno di più quindi nel momento in cui si valuta una partita non si può considerare solo i metri totali, ma anche la parte fisica e tecnica offrendo la richiesta a cui deve essere sottoposto il giocatore per essere efficace. Non bisogna dimenticare l’aspetto tecnico che rappresenta la fase più discriminante per ottenere una valutazione della partita, la vittoria e per individuare la squadra migliore. Speso si cercano nei dati solo fisici delle nozioni che non ci posso dare sono utili per interpretare l’allenamento ma non lo svolgersi della partita, che richiede interpretazioni tecniche e tattiche. Esiste davvero la fatica nel calcio a questi livelli? C’è un calo ma bisognerebbe capire se come 100m dell’uno contro uno ad alta velocità incidano sulla fatica. Questi autori sono andati anche a vedere anche come modifica la prestazione quando gioco contro i primi in classifica o gli ultimi. Ci sono delle differenze significative, che sono comunque minime quindi le prestazioni del calcio sono sempre intorno agli stessi parametri, nella distanza percorsa che aumenta contro i migliori e nelle fasi ad alta velocità. Quando gioco contro qualcuno di forte devo spingere di più anche se non si è ancora capito quanto incide a livello fisico. Sempre nello stesso studio si è visto che chi parte forte cala, sia sulla distanza totale che nelle fasi ad alta velocità. Chi parte in linea con il suo standard rimane costante tra il primo e secondo tempo. Questo dato mi aiuta in allenamento: se mi abituassi a fare dei carichi così alti per farlo diventare normale , potrei avere una prestazione a livelli più alta mantenendola tale sia nel primo o secondo tempo? Questa è la via per utilizzare i carichi, non per capire se ho vinto o perso perché ho corso di più o di meno. Difficile investigare come possiamo utilizzare le info del carico esterno perché nel momento in cui si studiano queste info bisogna capire che studi utilizzare. Non è facile identificare dei cambi tra il primo e secondo tempo. Spesso ci sono delle differenze nelle fasi a medie intensità, mentre per quanto riguarda lo sprint non sono particolarmente evidenti. Nel momento in cui si può investigare i cambiamenti tra primo e secondo tempo possiamo andare a cercare grazie a questi tipo di feedback. Non si parla di calo ma si parla di cambiamento. I giocatori che rispetto a quello che il loro standard a partire forte tendono a calare leggermente, se invece partono moderati questo calo non c’è. Se si fa un’attività diversa dal solito, si tende ad avere un calo. Lavoro del 2013 della premier league si hanno classificazioni di velocità per il carico esterno: sono andati a prendere i valori di riferimento in fasi da 5 minuti e sono andati a guardare quelli che sono gli atleti che fanno attività più intense in base al loro standard sui loro percentili, hanno cercato di fare riferimento a quando uno parte forte rispetto alle sue caratteristiche rispetto a chi lo fa solitamente, è chi parte a livello moderato. Essendoci una differenza tra ruoli: i difensori centrali sono quelli che fanno più blocchi a bassa intensità, per valutare quelle che sono le richieste per ogni giocatore, se noi andiamo a confrontare ogni

tipo di prestazione con quello che è il livello che tiene un giocatore si vede chi tiene livelli alti tende ad avere una differenza tra primo e secondo tempo come un 12%, già questo può darci un dato da tenere da parte. Non è facile perché ci sono tante variabili in gioco. Una prestazione può essere valutata anche per blocchi più brevi al di sotto dei 5 minuti. Bisogna tener conto di due aspetti: Si può andare ad investigare su blocchi di 5 minuti per capire qualcosa in più. Le prime parti sono dal punto di vista fisico più intensi. Ma poi dopo c’è una stabilizzazione, è difficile andare ad evidenziale un evidente calo della prestazione per chi fa sprint. Mette un po’ in discussione quello che si è detto, non è possibile evidenziare in modo chiaro se nel secondo tempo uno ha corso meno quindi investigare la fatica, se andiamo a guardare più nel dettaglio possiamo andare a vedere un possibile effetto fatica solo nel momento in cui vado a vedere uno storico del soggetto. D’altra parte non abbiamo un effetto fatica così marcato nel corso della partita. Quindi le conclusioni dicono che servono ancora è più ricerche per capire bene, come ad esempio la valutazione del carico interno da accoppiare, è difficile ad ora capire se i cambiamenti sono legati alla fatica o se è legato a quelle che sono le situazioni che si sviluppano all’interno della partita come strategie tattiche. C’è un parametro che ha più evidenze rispetto all’analisi della prestazione fisica: mentre analizzo i 5 minuti più intensi di una partita, i 5 minuti dopo hanno una differenza significativa ovvero ha valori più bassi ma anche rispetto alla media della partita, questo potrebbe essere un aspetto per analizzare la fatica ma ci potrebbero essere delle varianti che possono condizionare il calo. Quando si va a vedere sono tante le informazioni, riguardo allo studio che hanno fatto diverse squadre insieme. Dati fisici: cammino, fasi ad alta velocità, somma totale di carico fatto…. la premier league ha valori maggiore di cammino della league 1 e championship, per tutti gli altri casi però la league 1 ha valori maggiore rispetto agli altri due. Altre informazioni: l’intensità di corsa in fasi di possesso o non possesso, quello che sono i metri fatti in una condizione o l’altra. la league 1 ha valori più alti riguardo le altre. I dati tecnici all’interno della prestazione: dal punto di vista tecnico e competitivi, passaggi totali, percentuali di passaggi giusti la premier league emerge rispetto agli altri campionati. Normalmente la prestazione dove la componente fisica è fondamentale, le componenti tecniche vanno a classificare di più secondo la qualità. Possiamo capire se si è migliori o meno dell’avversario. Altro lavoro che cerca di capire l’andamento della prestazione e l’effetto fatica, se può esistere o meno. All’interno delle partite cambia. Si sono presi 4 differenti campionati: i gol fatti rispetto al primo e secondo tempo in base a blocchi di 15 minuti, i dati fisici non cambiano in modo significativo ma si evidenziano nel momento in cui vado a vedere la distribuzione di gol, nella fase finale ci sono moli più gol, il dubbio se questo tipo di effetti sia dovuta da una fatica che non si può determinare tramite le componenti solo fisiche. Oppure se è perché si cambia tattica o meno. Nel momento in cui uno comincia a trattare quelle che sono le informazioni questi lavori cercano di aprire di più la prospettiva verso queste prestazioni. Altro studio in cui si studia la attività ad alta intensità sia con o senza palla, sopra 22 km h, hanno visto che hanno fatto delle correlazioni tra quello che era il punteggio finale della bundesliga e i dati di performance fisica. Ovvero cosa è legato veramente al risultato ottenuto. Le correlazioni vanno da 0 a 1, dove 1 è una correlazione perfetta. Abbiamo correlazioni trivial per quanto riguarda la distanza coperta, lo stesso per le fasi sopra i 18 all’ora, stessa cosa per le fasi di sprint. Quindi non abbiamo delle considerazioni significative. Se invece andiamo a dividere tra con o senza palla: distanza totale coperta abbiamo una correlazione larga

ne fa meno è intorno al valore del 30%. Un altro tipo di informazione si vede come il numero di passaggi fatti e la percentuale dei passaggi corretti, quindi fasi tecniche: c’era chi saliva poco dopo il 50%, è salito sempre di più fino ai 75 come i passaggi. c’è stato quindi un miglioramento delle attività fatte e anche della percentuale totale dell’attività, si ha l’idea quindi che il calcio è in evoluzione. Se andiamo a guardare i dati tecnici hanno fatto circa il 40% in più di passaggi, dall’76% al 84% è la percentuale dei passaggi corretti effettuati. Parliamo sempre di giocatori di premier league, ci sono dei ruoli che hanno cambiato la loro richiesta fisica e la loro distanza totale fatta. In modo molto marcato come all’interno delle stagioni per tutti i ruoli ci sia un’aumentata richiesta per le fasi ad alta intensità e gli sprint. Ci sono tutti i ruoli che hanno cambiato il loro livello prestativo. Il numero di attività è passato circa a 150 attività a quasi 100 attività in più all’interno di una partita. Il numero di sprint per gli attaccanti si passa da 30 a sopra 50 valori con valori di picco vicino a

Le conclusioni dimostrano che c’è stato un incremento nelle fasi di alta intensità e nello sprint e anche i centrocampisti centrati e difensori sono quelli che hanno avuto il miglioramento pi+ elevato. C’è stato anche un incremento dei passaggi fatti e quelli andati a buon fine. Le richieste tattiche vanno ad incidere su quelle che sono le richieste fisiche. Miglioramenti dal punto di vista tecnico possono darti delle info sul risultato delle discriminanti fisiche? Hanno preso 3 campionanti del mondo e sono andati a guardare che quando una squadra vince il numero di attività di tiro che riesce a produrre e la quantità di possesso palla sono molto importanti. Sono due informazioni importanti nel momento in cui vado a studiare una competizione perché sono caratteristiche legate al risultato finale e alla posizione in classifica. Le squadre che arrivano in posizione bassa in classifica prendono i tiri totali e gol subiti. Queste sono le informazioni principali per andare a studiare. Il possesso palla è quella caratteristica che caratterizzano soprattutto un risultato finale. Lavoro da parte di un gruppo di ricerca americano: i parametri son più legati ad un effettivo risultato positivo, sono altre informazioni. Le caratteristiche che portano a vincere una partita sono i tiri in porta, il possesso palla, i tiri nello specchio. Per quanto riguarda la distanza totale coperta non si ha indicazione se è un parametro utile o meno o addirittura controproducente (cartellini, salvataggi del portiere…). Quando studio la prestazione per capire quali sono le variabili relazionate dal punto di vista fisico non ho un‘indicazione precisa, ma la componente fisica è sempre più importante nel sostenere la competizione dal punto di vista tattico. Il tipo di caratteristiche che va ad essere più sollecitato è lo sprint e le parti ad alta velocità. Spesso si tende a guardare un’informazione e trarre delle conclusioni mmediate da quelli che sono i feedback che si ricevono, in realtà ci sono studi sulla premiere league, in tre stagioni consecutive, sono andati ad analizzare i soliti parametri e sono andati a calcolare il coefficiente di variazione. Il modello che una squadra propone durante la partita è simile o cambia, in base a fattori fisici anche se difficile da determinare, fattori tecnico tattici. Sono andate a prendere tante partite e sono andati a vedere quelle che sono due tipi di attività: tutte le stagioni rispetto ad una stagione sola per vedere le variazioni che ci sono. La variazione delle fasi ad alta velocità di corsa sono tra i 16 e 18%, le fasi di sprint si va dal 30% idem per il possesso passa. Nela singola stagione sono simili, fasi ad alta velocità 23%. Le attività variano, tra una partita e l’altra ce differenza tra le fasi ad alta velocità di corsa, per le fasi di sprint fino al 38%, vuol dire che quando prendiamo una misura dobbiamo sapere che ci rappresenta solo quella determinata partita e non le richieste potenziali di quella stagione. Per ruolo: fasi ad alta velocità di corsa da un 13% di differenza ad

un 30% dei difensori centrali. Gli sprint i difensori centrali hanno anche variazioni al 36%. Condizioni di possesso palla varia a seconda dell’avversario e altre componenti (44%, 33%, 22% degli attaccanti). Se si va a prendere mediamente i singoli dati delle stagioni i valori sono più o meno quelli. Alta intensità: dal 17% al 18% ad esempio. Potenzialmente non ci sono grandi differenze percentuali. Questo tipo di informazioni fisiche hanno una variazione piuttosto alta (confronto tra sistemi, variazioni che si considerano attendibili in un test retest, le variazioni sono intorno al 5%), nel momento in cui le variazioni va oltre il 10% sono variazioni importanti.

  • Una partita o poche info non ci danno indicazioni attendibili, quindi bisogna aspettare altre partite per capire la richiesta massima del giocatore in base anche al suo gioco.
  • Uso a partita come test e guardo come stanno i miei giocatori in base all’attività richiesta, in realtà non è così facile perché ci sono variabili che possono cambiare continuamente, fanno si che le variazioni siano molto marcate, vuol dire che io devo stare attento nel momento in cui faccio questo ragionamento. Ho bisogno di avere tante info per farmi un’idea. Un errore è avere 2/ partite una dopo l’altra e trarre conclusioni dopo quelle. Nel momento in cui definisco un range e riesco ad aumentare quello che è il campione della misura possono diminuire le variazioni e farmi un’idea di quelle che sono le fasi ad alta velocità di corsa. Dati utilizzati in campo da tutti, una singola informazione non si può determinare le fasi ad alta intensità di gioco. Nel momento in cui si va a vedere la richiesta di un giocatore: bisogna capire se varia in modo significativo in base alle attività o partite in base ai vari moduli di gioco. Nello studio sono indicate tutte le differenze tra un giocatore e l’altro. Questi sono i valori medi delle differenti posizioni di alta velocità, accelerazioni, decelerazioni, valore metabolico. La prestazione fisica cala dopo che ho tante partite una dopo l’altra, quindi devo stare attento. Ha preso sia i dati di carico esterno ma anche delle variabili tattiche che sono un po’ più complesse da studiare e possono essere classificate tra le sincronizzazioni laterali o trasversali dei giocatori. Hanno fatto un confronto per i lavori tecnici e fisici tra una settimana con tante partite e poche partite. Differenza significativa è quando ho un dato inferiore a 0.5. per quanto riguarda a questo livello di elite non ci sono differenze sostanziali tra i due periodi. Il valore totale, tra il periodo tra poche partite e tante, se si va a vedere i movimenti sincroni dei giocatori, se prediamo i valori fisici non si evidenziano alcuni dati, l’effetto fatica non è tanto su quanto corro. Se possiamo andare ad evidenziare un limite tra primo e secondo tempo io vado ad evidenziare a medie e basse velocità, lo stesso anche se vedo i metri fatti in modo sincrono oppure se ci sono attività un po’ meno simmetriche. Andando a tracciare solo le fasi di possesso, ho un’idea più rappresentativa e quindi la mole di lavoro maggiore perché la percentuale totale è maggiore per quelle che ottengono i punti. La sincronizzazione dei giocatori per attività laterali e longitudinale, si evidenzia un calo in queste determinate situazione e si evidenzia in modo più marcato in una valutazione che prede n considerazione il come mi sto muovendo. Si può vedere che c’è qualcosina per quanto riguarda per i dati di distanza ad alta intensità, quella più marcata sono i movimenti longitudinali a bassa ed alta velocità. Situazione negativa in cui ho tante partite da svolgere. Possiamo ragionare su alcune componenti che non vengono prese in considerazione di solito, come il come si ha corso. Movimenti di sincronizzazione, per zona di campo i valori di sincro sono più alti nei momenti in cui ho meno partite.

Atleti della fascia più alta e giocatori di categoria più bassa: i top class per quanto riguarda le fasi alta intensità moderata e di sprint hanno valori maggiori. Durata media dell’attività non c’è differenza significativa. Ma per quanto riguarda il tempo speso a determinate fasi di velocità e frequenza ci sono delle variabili: la differenza delle attività totali va da 1346 a 1200. I giocatori top class si muovono sullo stesso valore di atleti di livello più basso per quanto riguarda il primo ed il secondo tempo. Differenza significativa per le situazioni ad alta intensità. Mi caratterizza un giocatore di livello più alto da uno di livello più basso, non è sempre chiara ad esempio tra le prime del campionato, possiamo evidenziare delle differenze significative. Lo sviluppo fisico in qualche modo ha un effetto su quella che è la prestazione dell’atleta, c’è la necessità di integrare altri parametri. Monitoraggio del carico interno: impongo una data velocità di corsa ad esempio per un dato tempo e bisogna percorrere x metri e vado a vedere la risposta della frequenza cardiaca. La frequenza cardiaca è uno dei parametri più studiati per il monitoraggio del carico. Negli sport di squadra recentemente ci sono delle critiche come validità del parametro: nel momento in cui si fa una corsa continua abbiamo il consumo d’ossigeno che ha dei tempi nell’adattarsi alla velocità (ritardo fisiologico, frequenza cardiaca si stabilizza poi in base al carico), condizione di equilibrio metabolico. Nelle prime fasi non mi rappresenta il 100% del mio sforzo o carico interno, questo quindi dobbiamo tenerlo conto. Nelle attività continue, vengono considerati dei valori molto utili per valutare la spesa energetica, frequenza cardiaca in quel dato momento e quindi la spesa ad una data intensità di corsa. Test incrementale di corsa, ad ogni step ho una frequenza cardiaca, gli ultimi 3 minuti sono la frequenza cardiaca legata al determinato carico come la parte finale. Nello sport di squadra ci sono tante attività di sprint che durano poco tempo, quindi non rispetta quei due tre minuti che prende la frequenza cardiaca per adattarsi al carico, talvolta quindi viene questionata per questo motivo perché sembra di non descrivere il vero carico interno dell’atleta. Questo studio del 2004 fatto dall’università di Milano e hanno cercato di capire se la frequenza cardiaca sia o meno un indicatore del carico interno: hanno monitorato tutte le attività con un cardio frequenzimetro ed un metabolimetro. Volevano capire se la relazione tra frequenza cardiaca e consumo d’ossigeno (va a crescere lentamente con l’adattamento alla corsa anche lui) era mantenuto anche in sport specifici: questo rapporto è lineare, la frequenza cardiaca come parametro indiretto rappresenta il valore metabolico del consumo d’ossigeno (difficile studiare tramite i sistemi da campo il consumo d’ossigeno), questa ci permette di capire che la frequenza cardiaca mi rappresenta quello che è il consumo d’ossigeno. Lo scopo era capire se la linearità era così anche in attività sport specifiche come nel calcio: hanno fatto un percorso con tutte le attività dinamiche veloci che si possono trovare ed hanno ripetuto questo tipo di attività secondo 3 intensità, determinando le differenze del carico in base ad una scala soggettiva di RPE e hanno determinato le intensità moderate, alte o molto alte in base alla risposta che dava l’atleta. Hanno notato che non ci sono differenze significative tanto più alta è l’attività. L’andamento del consumo d’ossigeno è ritardato e tende a stabilizzarsi (consideravano solo la seconda parte dell’attività), il loro andamento è esattamente identico per tutte e tre le intensità. La frequenza cardiaca era circa all’82% della massima per quando riguarda nell’intensità moderata, 91% per la seconda e 97% per la terza.

Per cercare di capire se la linearità che viene considerata valida in un test di corsa, hanno riportato i dati misurati in laboratorio durante il test di corsa (frequenza e VO2max) e dall’altra parte hanno indicato quelli su campo: ci dice che la linearità tra una condizione l’altra è mantenuta, nel momento in cui la frequenza vien considerata attendibile come parametro indiretto in laboratorio si può fare anche in campo. Conclusioni: la relazione è mantenuto e quindi la frequenza cardiaca riflette il dispendio metabolico aerobico dell’attività. I test da laboratorio possono essere utilizzati come delle ottime referenze. Lo studio sottolinea l’appropriato uso della frequenza cardiaca anche nel training del calcio. In questo caso noi stiamo parlando, per carico interno, di concentrazione di lattato, frequenza cardiaca, VO2max, RPE (carico percepito più che altro, può essere influenzata anche da delle variabili differenti). Possiamo andare a studiare questo parametro in molti modi:

  • Frequenza cardiaca media , in battiti o normalizzata in frequenza cardiaca massima sempre meglio perché quando faccio un confronto intersoggetto nel tempo, a parità di attività, uno può anche usare i battiti, nel momento in cui voglio fare un confronto tra persona a persona essendo una variabile soggettiva si utilizza quella che è la percentuale della frequenza cardiaca massima.
  • Picchi della frequenza cardiaca, all’interno di questa frequenza media ci possono essere fasi diverse. Anche la frequenza cardiaca di picco può essere un’info aggiuntiva.
  • Posso impostare un determinato tipo di lavoro ad una determinata frequenza cardiaca. Il test incrementale, può aiutare a studiare l’accumulo di lattato (velocità corrispondente in cui lo smaltimento del lattato e quello che produco non sono più in equilibrio e quindi ho più lattato nel sangue), stessa cosa anche come la velocità associata alla VO2max. allenamento di corsa e posso vedere la frequenza cardiaca media rispetto alle volte precedenti, la frequenza di picco oppure nel momento in cui ho fatto un lavoro intermittente allora la frequenza cardiaca di picco è sicuramente un altro parametro importante, oppure posso predisporre una data velocità e cercare di mantenere una determinata frequenza cardiaca a seconda dell’attività impostata, stessa cosa può valere anche per attività massimali. Frequenza cardiaca in relazione a diversi aspetti metabolici.
  • Tempo passato in differenti zone di frequenza cardiaca , > 85% della massima è il primo parametro un po’ più intenso, dopo c’è una classificazione di 5% in 5%. Non vado più a vedere solo il valore di picco o medio, ma vado a vedere per quanto tempo l’ho mantenuto. Valore medio viene classificato meglio anche in base al tempo. Ci sono anche altre vie ed info che possono essere raccolte dalla frequenza cardiaca. Le sue applicazioni date da alcuni lavori:
  • Sembra essere un parametro affidabile per l’attività aerobica, ma non sembra essere affidabile per quella che è l’attività anaerobica;
  • Fisicamente la misurazione della frequenza cardiaca presenta un’alta relazione con le variabili fisiologiche come la VO2 ma in attività intermittenti;
  • La frequenza cardiaca mi permette di analizzare in alcuni modi di stimare le varie intensità di esercizio. Frequenza cardiaca di riserva : prende in considerazione una variabile in più, viene considerata la frequenza cardiaca media dell’esercizio, viene aggiunta la frequenza cardiaca a riposo, poi quella massima. Si va a cercare di ragionare non in percentuale della frequenza cardiaca massima ma si va a prendere la frequenza cardiaca basale, quindi la