

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Slide - Valutazione dei Titoli non rischiosi
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Intoduciamo ora la possibilita di investire anche in un titolo non ris- chioso. Vediamo come questa semplice modifica delle ipotesi iniziali cambia radicalmente sia la forma della frontiera efficiente sia il processo di scelta del portafoglio ottimale. Assumiamo quindi la presenza di un titolo i cui rendimenti abbiamo varianza nulla e media pari a Rf. Consideriamo ora un portafoglio costituito P da una frazione w della ricchezza investita nel titolo non rischioso e da una frazione (1 − w) investita nei titoli rischiosi. Indicando come al solito con λ il vettore dei pesi dei titoli rischiosi, la proporzione di ricchezza investita nel titolo rischioso ie data da (1 − w)λi. Indichiamo con C il portafoglio di titoli rischiosi e con RC e σC il rischio e il rendimento del portafoglio di pesi λ. Il rischio del portafoglio P pu`o essere ottenuto applicando le formule generali
RP = (1 − w)Rf + wRC e
σP = ((1 − w)^2 σ^2 f + 2(1 − w)wσf C + w^2 σ C^2 )^1 /^2 La non rischiosit`a del titolo f implica che: σf = 0 σf C = 0 Sostituendo nelle formule precedenti e semplificando si ottiene
RP = Rf + w(RC − Rf ) ∗http:\web.tiscalinet.it\pierpaolomontana
e
σP = wσC Risolvendo l’ultima espressione per w e sostituendo nell’espressione del rendimento si ha w = σ σPC
RP = Rf +
RC − Rf σC
· σP
Cosa vuol dire questa ultima espressione? Vuol dire che la combinazione rischio-rendimento in presenza di un titolo rischioso e lineare. Consideriamo ora i portafogli che stanno sulla frontiera efficiente dell’in- sieme dei portafogli di titoli rischiosi ammissibili. L’insieme delle combinazioni rischio-rendimento che possiamo ottenere combinando il titolo non rischioso f con un portafoglio efficiente di titoli rischiosi (σE , RE )e descritto da una semiretta che parte dal punto (0, Rf ) passante per il punto (σE , RE ). Facendo scorrere il punto (σE , RE ) sulla frontiera efficiente otteniamo un fascio di semirette che danno tutte le combinazioni rischio-rendimento che si possono ottenere combinando portafogli efficienti con il titolo non rischioso. Una semplice ispezione visiva permette di verificare che, tra tutte queste semirette, una domina tutte le altre, ede quella tangente alla frontiera efficiente. Chiamiamo portafoglio tangente, e lo indichiamo con T , il portafoglio di titoli rischiosi individuato dalla semiretta passante per (0, Rf ) e tangente alla frontiera efficiente. Indichiamo con (σT , RT ) il suo profilo rischio-rendimento. Una ulteriore ispezione visiva^1 permette di verificare che la tangente alla frontiera efficiente e la semiretta che presenta la pendenza maggiore. Tale semiretta rappresenta la frontiera efficiente in presenza di un titolo non-rischioso. Come si puo notare, la forma della frontiera efficiente cambia radical- mente, da ramo di funzione quadratica diventa una semiretta, ed e quindi completamente identificata da due portafogli, il titolo non rischioso e dal portafoglio tangente. La caratterizzazione della frontiera efficiente in presenza di un titolo non rischioso come la semiretta con pendenza maggiore tra quelle passanti per (0, Rf ) e (σE , RE ) suggerisce un primo modo per individuarla. Tuttavia vie un modo piu semplice, il cosidetto ”metodo dell’indice C”. Una ultima osservazione verte su un’altra rilevante differenza. (^1) La dimostrazione formale none difficile