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Matematica Finanziaria per l'Estimo: Formule e Applicazioni, Appunti di Complementi di matematica

appunti di matematica finanziaria

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 18/09/2023

yassin-lahjairi
yassin-lahjairi 🇮🇹

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NOZIONI DI MATEMATICA FINANZIARIA
1) PREMESSA
La matematica finanziaria è uno strumento per risolvere determinati problemi estimativi.
L’Estimo si basa sul principio della contemporaneità dei valori, per cui nella pratica estimativa
occorre spesso trasferirli nel tempo: se dati monetari si verificano in periodi diversi è possibile
confrontarli solo dopo averli riferiti allo stesso momento. Da quanto detto si desume il principio
fondamentale della matematica finanziaria:
Non si possono sommare o sottrarre valori riferiti a periodi diversi; per effettuare tali operazioni
è necessario che i valori siano resi contemporanei, riportandoli allo stesso istante mediante
formule denominate di posticipazione e di anticipazione.
2) INTERESSE
L’interesse è il prezzo d’uso del capitale avuto in prestito per un certo tempo.
Si chiama saggio l’interesse di una unità monetaria in un anno. Esso costituisce l’unità di misura
dell’interesse e si indica col simbolo r. Il saggio si può esprimere in percentuale (es.5%) oppure in
numero puro (es.0,05).
L’interesse si distingue in semplice e composto. E’ semplice nel caso in cui gli interessi prodotti da
un capitale non producono a loro volta altri interessi; è composto nel caso opposto, cioè quando gli
interessi producono a loro volta interessi.
L’interesse composto può essere:
-discontinuo annuo, quando gli interessi prodotti da un capitale si sommano ad esso alla fine di
ogni anno e producono a loro volta interessi; è il più usato nella pratica estimativa.
-convertibile, quando gli interessi maturati si sommano al capitale due o più volte all’anno;
-continuo, quando la conversione degli interessi in capitale avviene in ogni istante.
3) INTERESSE SEMPLICE
In Estimo si applica questo tipo di interesse quasi sempre per periodi non superiori ad un anno.
a) Interesse semplice
Risulta dalla formula:
I = Co r n
I = interesse
Co = capitale iniziale
r = saggio d’interesse
n = tempo
Il tempo si esprime in frazione di anno: se si tratta di mesi in m/12, se si tratta di giorni in g/365 o
g/360, se si considera l’anno commerciale nel quale tutti i mesi sono convenzionalmente di 30
giorni.
Dalla formula dell’interesse semplice si possono ricavare le formule inverse, che permettono di
calcolare, noti gli altri elementi, il capitale, il tasso, il tempo:
Co = I / r n r = I / Co n n = I / Co r
b) Montante semplice
Il montante semplice o capitale iniziale (Cn) si ottiene dalla somma del capitale iniziale (Co) e degli
interessi da esso prodotti (I):
Cn = Co + I
Poiché I = Co r n, sostituendo si ha Cn = Co + Co r n, quindi:
Cn = Co (1 + r n)
Il fattore (1 + r n) è detto di posticipazione semplice perché permette di posticipare nel tempo il
valore di un capitale per periodi non superiori ad un anno.
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NOZIONI DI MATEMATICA FINANZIARIA

1) PREMESSA

La matematica finanziaria è uno strumento per risolvere determinati problemi estimativi. L’Estimo si basa sul principio della contemporaneità dei valori, per cui nella pratica estimativa occorre spesso trasferirli nel tempo: se dati monetari si verificano in periodi diversi è possibile confrontarli solo dopo averli riferiti allo stesso momento. Da quanto detto si desume il principio fondamentale della matematica finanziaria: Non si possono sommare o sottrarre valori riferiti a periodi diversi; per effettuare tali operazioni è necessario che i valori siano resi contemporanei, riportandoli allo stesso istante mediante formule denominate di posticipazione e di anticipazione.

  1. INTERESSE L’interesse è il prezzo d’uso del capitale avuto in prestito per un certo tempo. Si chiama saggio l’interesse di una unità monetaria in un anno. Esso costituisce l’unità di misura dell’interesse e si indica col simbolo r. Il saggio si può esprimere in percentuale (es.5%) oppure in numero puro (es.0,05). L’interesse si distingue in semplice e composto. E’ semplice nel caso in cui gli interessi prodotti da un capitale non producono a loro volta altri interessi; è composto nel caso opposto, cioè quando gli interessi producono a loro volta interessi. L’interesse composto può essere:
  • discontinuo annuo, quando gli interessi prodotti da un capitale si sommano ad esso alla fine di ogni anno e producono a loro volta interessi; è il più usato nella pratica estimativa.
  • convertibile, quando gli interessi maturati si sommano al capitale due o più volte all’anno;
  • continuo, quando la conversione degli interessi in capitale avviene in ogni istante.
  1. INTERESSE SEMPLICE In Estimo si applica questo tipo di interesse quasi sempre per periodi non superiori ad un anno. a) Interesse semplice Risulta dalla formula: I = Co r n I = interesse Co = capitale iniziale r = saggio d’interesse n = tempo Il tempo si esprime in frazione di anno: se si tratta di mesi in m /12, se si tratta di giorni in g /365 o g /360, se si considera l’anno commerciale nel quale tutti i mesi sono convenzionalmente di 30 giorni. Dalla formula dell’interesse semplice si possono ricavare le formule inverse, che permettono di calcolare, noti gli altri elementi, il capitale, il tasso, il tempo: Co = I / r n r = I / Co n n = I / Co r b) Montante semplice Il montante semplice o capitale iniziale (Cn) si ottiene dalla somma del capitale iniziale (Co) e degli interessi da esso prodotti (I): Cn = Co + I Poiché I = Co r n, sostituendo si ha Cn = Co + Co r n, quindi: Cn = Co (1 + r n) Il fattore (1 + r n) è detto di posticipazione semplice perché permette di posticipare nel tempo il valore di un capitale per periodi non superiori ad un anno.

c) Capitale iniziale Dalla formula del montante semplice Cn è possibile ricavare la formula del capitale iniziale Co quando è noto Cn: Co = Cn / (1 + r n) Il fattore 1 / (1 + r n) è detto di anticipazione semplice perché permette di anticipare nel tempo il valore di un capitale per periodi non superiori ad un anno.

  1. INTERESSE COMPOSTO DISCONTINUO ANNUO Le formule dell’interesse composto si applicano, di solito, per periodi di anni interi. a) Montante composto Il capitale finale o montante che si forma dopo n anni, dato un capitale iniziale Co e un saggio d’interesse r è dato dalla formula: Cn = Co (1 + r)n Il binomio 1 + r rappresenta il montante di una unità monetaria per un anno. Esso si indica con il simbolo q. Per cui la formula del montante composto diventa: Cn = Co qn Il fattore qn^ (montante di una unità monetaria dopo n anni) si chiama di posticipazione composto. Consente di posticipare di n anni un capitale. b) Capitale iniziale Dalla formula del montante composto Cn = Co qn^ si può ricavare Co quando è noto Cn : Co = Cn / qn Il fattore 1 / qn^ si chiama di anticipazione composto. Consente di anticipare di n anni un capitale.
  2. RENDITE FRAZIONARIE Sono valori che non superano l’anno e che si ripetono costantemente a intervalli regolari di tempo (mensili, bimestrali, trimestrali, quadrimestrali, semestrali). Possono essere anticipate o posticipate a seconda che si verifichino all’inizio o alla fine del periodo di riferimento. a) Somma a fine anno La formula seguente consente di sommare finanziariamente (cioè tenendo conto degli interessi) le rendite frazionarie a fine anno: S 1 = R [ K + r (K ± 1/2 )] formula pratica da applicare quando i valori si ripetono costantemente per tutto l’anno S=R [K + r Ʃni /12) formula da utilizzare quando i valori costanti si ripetono solo per un periodo dell’anno S 1 = Somma delle rendite riferita a fine anno R = Valore della rendita (rata) r = Saggio d’interesse K = Numero di rate nell’anno ± 1 = si somma per rate anticipate, si sottrae per rate posticipate. Ʃni = esprime la somma dei mesi mancanti al termine dell’anno di ciascuna rata b) Somma a inizio d’anno Se si vuol calcolare la somma delle rate riferita all’inizio dell’anno (So) si usa la formula:

Am = A 0 qm^ oppure Am = An / qn-m Am = somma delle rate annue riferita ad un anno intermedio tra 0 ed n. b) Annualità costanti anticipate limitate Si adottano le formule delle corrispondenti rate posticipate con l’avvertenza di moltiplicare ogni rata per q in modo da riferirla a fine anno. Quindi: qn- An = a q r qn- A 0 = a q r qn Am = A 0 qm^ oppure Am = An / qn-m c) Annualità costanti posticipate illimitate Ovviamente si può calcolare solo l’accumulazione iniziale: A 0 = a/r Questa formula è detta di capitalizzazione dei redditi annui costanti illimitati, poiché consente di ricavare il valore del capitale atto a produrre un dato reddito annuo ad un certo saggio. d) Annualità costanti anticipate illimitate Se la rata illimitata risulta anticipata occorre moltiplicarla per q: A 0 = a q/r e) Ricerca dell’annualità (problemi inversi) Da tutte le formule delle annualità costanti è possibile ricavare il valore della rata annua essendo nota l’accumulazione: qn^ – 1 r An = a^ a = An (1) r qn^ – 1 qn^ – 1 r qn A0 = a^ a = A 0 (2) r qn^ qn^ – 1 qn^ – 1 r An = aq^ a = An. 1/q r qn^ – 1

qn^ – 1 r qn A0 = aq^ a = A 0. 1/q r qn^ qn^ – 1 a Ao =^ a = Ao. r r a q Ao = a = Ao. r. 1/q r (1) Questa formula è usata per il calcolo della reintegrazione dei capitali fissi. (2) Questa formula è usata per il calcolo della rata di ammortamento. f) Reintegrazione La quota di reintegrazione di un capitale fisso (fabbricati, impianti, macchine e attrezzi, mobili, spese di impianto ecc.) è la somma di denaro che si deve accantonare annualmente per poter ricostituire il capitale medesimo. Qre = (Vo – R)r/( qn -1) Qre = quota di reintegrazione Vo = valore iniziale del capitale R = valore di recupero finale n = durata prevista del capitale g) Ammortamento La quota di ammortamento è una rata costante che si deve versare per un certo numero di anni per estinguere un debito: Qamm = Drqn/(qn-1) Qamm = quota di ammortamento D = capitale preso a prestito da ammortizzare r = saggio d’interesse convenuto con l’Istituto finanziatore n = durata del prestito Se le rate di ammortamento sono anticipate la formula è: Qamm = D 1/q rqn/(qn-1) Se il debito viene estinto con più rate posticipate in un anno (es. mensili, semestrali ecc.) si usa la formula: Qamm = D r/t ( 1 + r/t)tn/ [( 1 + r/t)tn^ – 1] t = numero di rate da versare in un anno (ad esempio: nel caso di rate semestrali t ha valore 2, nel caso di rate mensili t vale 12) h) Debito residuo Nei calcoli estimativi sovente occorre conoscere il debito residuo di un ammortamento in corso di estinzione. Esso si determina calcolando l’accumulazione iniziale (all’attualità) delle rate ancora da versare: