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Teorema Weierstrass: Massimi, Minimi e Zeri Funzioni Continue, Appunti di Matematica Finanziaria

Due importanti teoremi della matematica: il teorema di weierstrass e il teorema degli zeri. Il primo afferma che ogni funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato ha massimi e minimi, il secondo afferma che se una funzione continua in un intervallo chiuso e limitato e la sua immagine ha estremi opposti, allora esiste almeno un punto in cui la funzione annulla la sua immagine. Il documento include le dimostrazioni dei teoremi.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 10/05/2020

vanessa-milano
vanessa-milano 🇮🇹

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21 IL TEOREMA DI WEIERSTRASS
Se una funzione `e continua in un punto ci immaginiamo che disegnarne il grafico in quel
punto sia come tracciare sul foglio una curva. In questa lezione e la prossima vediamo di
rendere matematicamente rigorosa questa intuizione e le sue conseguenze.
Definizione fsi dice continua se `e continua in ogni punto del suo dominio.
NOTA: polinomi, esponenziali, funzioni trigonometriche sono continue. x!→ 1
x`e continua
(con dominio R\ {0}), x!→ sin( 1
x) `e continua (con dominio R\ {0}).
Teorema. (di Weierstrass) Ogni funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato
ha massimo e minimo.
Dimostrazione Sia f: [a, b]Rcontinua. Dimostriamo l’esistenza di un punto xM
in cui fha massimo. Sappiamo che esiste sempre il sup f; quindi dobbiamo mostrare che
esiste xMin cui f(xM) = sup f.
L’idea `e considerare una successione che “quasi” raggiunge il sup f, e, seguendola (o
meglio seguendo una sua sottosuccessione convergente) raggiungere il desiderato xM. A tale
scopo fissiamo una successione crescente di punti yn<sup ftali che ynsup f. Questo
si pu`o sempre fare: se sup f`e finito si prende yn= sup f1
n; se invece sup f= +allora
prendiamo yn=n. Dato che yn<sup fallora ynnon `e un maggiorante per l’immagine di
f, e quindi esiste un xntale che f(xn)yn.
La successione {xn}`e limitata. Potrebbe non convergere, ma sappiamo (dal teorema di
Bolzano-Weierstrass) che ne esiste una sottosuccessione convergente xnkx0, e x0[a, b].
Abbiamo
ynkf(xnk)sup f,
quindi per il teorema dei due carabinieri esiste il limite
lim
kf(xnk) = sup f .
Ma per la continuit`a di fsi ha anche f(xnk)f(x0) e quindi f(x0) = sup fcome
desideravamo. Quindi questo x0`e l’xMvoluto.
Per l’esistenza di un punto di minimo si procede allo stesso modo, con le dovute modi-
fiche.
Corollario. Ogni funzione continua su un intervallo chiuso e limitato `e limitata.
NOTA. La continuit`a `e essenziale: la funzione
f(x) = !xse x(0,1)
1
2se x= 0 o x= 1
non ammette max/min in [0,1] (dove non `e continua), ne’ in (0,1) (dove `e continua).
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21 IL TEOREMA DI WEIERSTRASS

Se una funzione `e continua in un punto ci immaginiamo che disegnarne il grafico in quel punto sia come tracciare sul foglio una curva. In questa lezione e la prossima vediamo di rendere matematicamente rigorosa questa intuizione e le sue conseguenze.

Definizione f si dice continua se e continua in ogni punto del suo dominio. NOTA: polinomi, esponenziali, funzioni trigonometriche sono continue. x !→ (^1) xe continua (con dominio R \ { 0 }), x !→ sin( (^1) x ) `e continua (con dominio R \ { 0 }).

Teorema. (di Weierstrass) Ogni funzione reale continua in un intervallo chiuso e limitato ha massimo e minimo.

Dimostrazione Sia f : [a, b] → R continua. Dimostriamo l’esistenza di un punto xM in cui f ha massimo. Sappiamo che esiste sempre il sup f ; quindi dobbiamo mostrare che esiste xM in cui f (xM ) = sup f. L’idea e considerare una successione che “quasi” raggiunge il sup f , e, seguendola (o meglio seguendo una sua sottosuccessione convergente) raggiungere il desiderato xM. A tale scopo fissiamo una successione crescente di punti y (^) n < sup f tali che y (^) n → sup f. Questo si puo sempre fare: se sup f e finito si prende y (^) n = sup f − (^1) n ; se invece sup f = +∞ allora prendiamo y (^) n = n. Dato che y (^) n < sup f allora y (^) n none un maggiorante per l’immagine di f , e quindi esiste un xn tale che f (xn ) ≥ y (^) n. La successione {xn } `e limitata. Potrebbe non convergere, ma sappiamo (dal teorema di Bolzano-Weierstrass) che ne esiste una sottosuccessione convergente xnk → x 0 , e x 0 ∈ [a, b]. Abbiamo y (^) nk ≤ f (xnk ) ≤ sup f,

quindi per il teorema dei due carabinieri esiste il limite

lim k f (xnk ) = sup f.

Ma per la continuita di f si ha anche f (xnk ) → f (x 0 ) e quindi f (x 0 ) = sup f come desideravamo. Quindi questo x 0e l’xM voluto. Per l’esistenza di un punto di minimo si procede allo stesso modo, con le dovute modi- fiche.

Corollario. Ogni funzione continua su un intervallo chiuso e limitato `e limitata.

NOTA. La continuitae essenziale: la funzione

f (x) =

x se x ∈ (0, 1) 1 2 se^ x^ = 0 o^ x^ = 1

non ammette max/min in [0, 1] (dove non e continua), ne’ in (0, 1) (dovee continua).

22 IL TEOREMA DEGLI ZERI

Il seguente teorema afferma una cosa ‘naturale’ per una curva ‘tracciata senza staccare la penna dal foglio’: se il punto iniziale sta sopra l’asse delle x e quello finale sotto, ad un certo punto la curva deve attraversare l’asse delle x.

Teorema. (di Bolzano o “degli zeri”) Sia f : [a, b] → R una funzione continua tale che f (a)f (b) < 0. Allora esiste almeno un punto x ∈ (a, b) tale che f (x) = 0.

Dimostrazione La dimostrazione si ottiene usando il metodo di bisezione gia utilizzato per il teorema di Bolzano-Weierstrass (andate a ridarci un’occhiata). Consideriamo uno dei due casi possibili: per esempio, f (a) > 0 e f (b) < 0 (per l’altro la dimostrazionee analoga). L’idea e di procedere per induzione. Illustriamo il primo passo: dividiamo a meta l’intervallo [a, b], ottenendo due “semi-intervalli” [a, a+ 2 b] e [ a+ 2 b, b]. Ci sono tre possibilit`a:

  1. f ( a+ 2 b) = 0. In questo caso si conclude, avendo trovato la soluzione;
  2. f ( a+ 2 b) > 0. In questo caso la funzione f verifica le ipotesi del teorema anche sull’intervallo [ a+ 2 b, b];
  3. f ( a+ 2 b) < 0. In questo caso la funzione f verifica le ipotesi del teorema anche sull’intervallo [a, a+ 2 b]. Quindi, nei casi 2) e 3) si e dimezzato l’intervallo su cui cercare la soluzione. Inoltre sul nuovo intervallo siamo nelle stesse ipotesi di prima e quindi possiamo rifare lo stesso ragionamento, dividendolo in due ulteriori semi-intervalli, ecc. Dunque, procedendo per induzione, si hanno due possibilita.
  4. dopo un numero finito di passi si trova che la funzione si annulla in uno dei due estremi di un intervallo ottenuto dividendo ripetutamente in due l’intervallo di partenza, e quindi si ha una soluzione;
  5. si costruiscono intervalli [a, b] = I 0 ⊃ I 1 ⊃ I 2 ⊃ · · ·, con In = [an , bn ] un “semi- intervallo” di In− 1 (costruito come sopra) tale che

f (an ) > 0 , f (b (^) n ) < 0.

Come per il teorema di Bolzano-Weierstrass, {an } e una successione monotona crescente e {b (^) n } una successione monotona decrescente; inoltre b (^) n − an = 2 −n^ (b − a) per cui le due successioni tendono ad uno stesso punto x 0. Per la continuita di f e il fatto che f (an ) ≥ 0 si ha f (x 0 ) ≥ 0, e per il fatto che f (b (^) n ) ≤ 0 si ha f (x 0 ) ≤ 0. Dunque deve essere f (x 0 ) = 0, e abbiamo trovato la soluzione cercata.

Esempio. Sia P un polinomio di grado 3. Allora l’equazione P (x) = 0 ha almeno una soluzione. Infatti, per esempio, a meno di dividere per il coefficiente di x^3 se P (x) = x^3 + a 1 x^2 + a 2 x+a 3 si ha P (x) → ±∞ per x → ±∞. Quindi esiste M tale che f (−M ) < 0 e f (M ) = 0. Possiamo quindi applicare il teorema con a = −M e b = M.