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Tipologia: Prove d'esame
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Principi di economia politica- teoria ed evidenza empirica. Terza edizione Acemoglu-Laibson-List
A cura di Roberta Barbagallo, Agata Caflisch, Giulia Catania, Emma Barbera e Umberto Calì
Capitolo 1- PRINCIPI E PRATICA DELL’ECONOMIA
L’economia è lo studio delle scelte Gli economisti affermano che il comportamento umano nasce come l’esito di scelte; quindi l’economia ha come oggetto le “ scelte ”. Analizziamo due concetti alla base dell’economia:
La teoria economica è lo studio dei modi in cui gli agenti scelgono di allocare risorse scarse e dell’influenza di tali scelte sulla società. In altre parole, la teoria economica studia le scelte compiute dagli agenti economici per allocare risorse scarse e l’effetto (cioè le conseguenze) di tali scelte Gli economisti studiano la scelta originaria e le sue conseguenze per gli altri agenti economici.
L’analisi economica ha due aspetti:
La teoria economica viene divisa in due campi di studio. Macroeconomia > lo studio di come gli individui, nuclei familiari, imprese e governi compiono scelte e come queste scelte influenzano:
carbone, petrolio e altri combustibili fossili, per cui i microeconomisti elaborano delle politiche con l’obiettivo di ridurre l’uso di tali combustibili. Macroeconomia > lo studio dell’economia nel suo insieme. In questa disciplina vengono studiati i fenomeni dell’intera economia e cioè:
Gli economisti si concentrano su tre concetti fondamentali:
Analisi costi-benefici Gli economisti tendono a tradurre benefici e costi in unità monetarie; esempio: dollari, euro.
riferiscono ad un modello come ad una teoria. Poiché sono descrizioni semplificate, i modelli non sono repliche esatte della realtà. I dati sono fatti, misurazioni o statistiche che descrivono il mondo. Gli economisti, in quanto empiristi, praticano l’empirismo poiché utilizzano proprio i dati per creare evidenza empirica. Evidenza empirica : insieme di fatti stabiliti dall’osservazione e dalla misurazione. Quando gli economisti conducono analisi empiriche fanno riferimento alle predizioni di un modello con il termine “ ipotesi ”. Le ipotesi sono assunzione di base di un modello che possono essere sottoposte a verifica attraverso l’uso dei dati. Medie e mediane La mediana indica il valore calcolato ordinando i numeri dal più grande al più piccolo di una lista e individuando il numero posto a metà della lista. La media somma tutti i differenti valori divisi per il numero dei valori. In altre parole: la mediana è il valore nel mezzo di un gruppo ordinato di numeri; la media è il valore medio di un gruppo di numeri. CAUSAZIONE E CORRELAZIONE Causazione e correlazione sono due concetti differenti. Causazione Nasce quando una variabile influenza direttamente un’altra variabile attraverso una relazione di causa effetto. Correlazione Indica una relazione reciproca tra due variabili: al variare di una varia anche l’altra. Potrebbe essere causa ed effetto ma la correlazione può sorgere anche quando la cassazione non si verifica. Le correlazioni vengono suddivise in tre tipologie:
naturale è uno studio empirico in cui un dato processo ha assegnato soggetti a gruppi di controllo e di trattamento in modo casuale o quasi casuale. Garbage in, garbage out Quando la ricerca è stata condotta male, gli economisti tendono ad essere scettici sulle conclusioni dell’esperimento. In questi casi si usa dire “ Garbage in, garbage out ”, termine che viene utilizzato per rendere l’idea che i metodi di ricerca poco rigorosi invalidano le conclusioni dello studio. DOMANDE E RISPOSTE ECONOMICHE Gli economisti basano i loro studi e la propria ricerca sulla costruzione di domande alla quale si danno successivamente delle risposte. Vi sono due proprietà:
Capitolo 3-OTTIMIZZAZIONE: LA SCELTA MIGLIORE
L’economia è la disciplina che studia le scelte compiute dagli agenti economici. Gli economisti sostengono che alla base delle scelte (persone , famiglie, governi…) c’è l’ottimizzazione (scegliere in modo ottimale). Non sempre l’ottimizzazione è semplice, di fatti spesso la scelta da intraprendere risulta complessa per quantità e varietà di opzioni ; esempio: la scelta di un appartamento. Bisogna valutare i diversi trade-off in modo ottimale e utilizzare gli strumenti di ottimizzazione degli economisti. È possibile ottimizzare utilizzando due tecniche differenti:
Costo totale che include sia l’affitto sia il costo di trasferimento casa-lavoro con costo opportunità 15/ora la scelta ottimale è l’appartamento più vicino Compara le due curve ottenute considerando i due diversi costi opportunità del tempo pari a 10/ora e 15/ ora.
OTTIMIZZAZIONE NELLE DIFFERENZE: ANALISI MARGINALE L’ottimizzazione nelle differenze scompone un problema di ottimizzazione sul modo in cui costi e benefici cambiano nelle diverse alternative. Esempio: bisogna valutare una vacanza di 5 gg e una di 4gg. Se usassimo l’ottimizzazione nei livelli bisognerebbe comparare il beneficio netto delle due vacanze. Un’altra possibilità è valutare la differenza tra i due viaggi cioè valutare il giorno extra perché è questa la differenza tra le due vacanze La differenza tra le due alternative viene indicata con il termine marginale , in questo caso si parlerà di analisi marginale. Se consideriamo la scelta di un appartamento l’analisi marginale si concentrerà per esempio sui costi di trasloco. L’analisi marginale non cambia l’ottimo ma il modo di concepire l’ottimizzazione e viene utilizzata per implementare l’ottimizzazione nelle differenze Costo marginale è il costo aggiuntivo generato dal passaggio da un’alternativa possibile all’alternativa possibile successiva. Variazione del costo totale associata con la produzione di unità in più di prodotto o con lo spostamento da un’alternativa fattibile ad un’altra. Analizziamo il problema attraverso l’analisi dei costi marginali di ogni successivo allontanamento del centro. Dobbiamo calcolare il costo marginale totale = costo marginale dei trasferimenti e costo marginale affitto Se compariamo il costo totale marginale con la differenza tra i costi totali degli stessi appartamenti il risultato è lo stesso. Quindi dalla colonna del costo totale marginale contiene le informazioni necessarie per ottimizzare la scelta PRINCIPIO DI OTTIMIZZAZIONE DELLA SCELTA Un’alternativa ottimale fattibile ha la seguente proprietà: avvicinarsi ad essa migliora la situazione dell’agente, mentre allontanarsi da essa la peggiora La scelta che minimizza il costo è l’ appartamento lontano. Se il costo marginale è negativo il costo totale è decrescente , è crescente se il costo marginale è positivo. Quindi l’appartamento lontano soddisfa il principio di ottimizzazione. L’analisi marginale non tiene conto di informazioni irrilevanti. Riepilogo ottimizzazione in base alle differenze:
Applicare il principio dell’ottimizzazione al margine scegliendo la migliore alternativa migliora la situazione dell’agente economico, mente allontanarsene la peggiora. In che modo la localizzazione influisce sul costo degli affitti delle abitazioni? Abbiamo visto che gli affitti decrescono in base alla distanza dal centro cittadino a parità di appartamento. Gli economisti Wilson e Frew hanno creato un database degli appartamenti con le stesse caratteristiche disponibili Portland, Oregon a seconda della distanza dal centro grafico. Questo conferma che in prossimità del centro cittadino gli affitti sono più alti e un appiattimento ad una distanza di circa 12 miglia. Come mai? Dipende dal costo opportunità del tempo ; infatti in questa regione esiste un sistema di superstrade che riducono i tempi di trasferimento. SCARSITA’, PREZZI ED INCENTIVI Perché i prezzi degli affitti sono più elevati nel centro cittadino? Visto che la richiesta è elevata dei pendolari nel volere stare al centro e visto che non ci sono abbastanza appartamenti disponibili per tutti che lo richiedono a questo punto il mercato consente ai proprietari ottimizzatori e gli inquilini ottimizzatori di contrarre liberamente l’ammontare dell’affitto. Gli ottimizzatori con il costo opportunità del tempo più elevato fanno salire il prezzo degli affitti. Chi ha un costo opportunità del tempo basso preferirà scegliere un appartamento lontano dal centro cittadino che saranno anche i lavoratori meno pagati.
Capitolo 4- DOMANDA, OFFERTA, EQUILIBRIO
Il mercato è un insieme di agenti economici che scambiano un bene o un servizio sulla base di determinate regole e accordi. Beni agricoli e industriali come il frumento, la soia, il ferro o il carbone sono tutti scambiati nell’ambito di mercati. Un mercato può avere una specifica collocazione fisica (come l ’asta dei fiori di Aalsmeer in Olanda ) o non averla; esempio: il mercato della benzina è disperso, potendolo trovare ad ogni distributore, come anche un mercato del lavoro come Monster.com raggiungibile da un computer ed una connessione internet. Per un economista anche i siti di incontri sono mercati. I mercati usano i prezzi per allocare beni e servizi. I prezzi agiscono come un meccanismo di selezione che incoraggia gli scambi tra le imprese che producono beni a basso costo e i consumatori che attribuiscono un alto valore ai beni. Mercati concorrenziali. Se tutte le imprese e tutti i consumatori devono fare i conti con lo stesso prezzo, quest’ultimo viene chiamato PREZZO DI MERCATO. In un mercato perfettamente concorrenziale:
consumatori e rappresenta la relazione tra quantità domandata totale e il prezzo del mercato ( ceteris pari bu s).
La figura 4.3 riporta una grossolana approssimazione della curva di domanda mondiale per miliardi di barili di petrolio. Questa curva non è una linea retta e perciò sembra diversa dalle curve di domanda che abbiamo visto in precedenza. Questo serve a ricordare che la proprietà fondamentale di una curva di domanda è la relazione negativa tra prezzo e quantità domandata: le curve di domanda possono presentare questa relazione negativa senza essere linea retta.
Spostamenti della curva di domanda La curva di domanda si sposta quando variano 5 importanti fattori:
ExxonMobil. Quando il prezzo del petrolio sale questa impresa accresce la sua disponibilità, anche se costoso a trovare ed estrarre.
Curve di offerta ExxonMobil risponde agli incrementi del prezzo del petrolio sviluppando nuovi campi petroliferi. La scheda di offerta è una tabella che riporta la quantità offerta a diversi prezzi. Essa ci mostra come ExxonMobil aumenta la quantità di petrolio prodotta quando aumenta il prezzo. Nella curva di offerta il prezzo del petrolio e la quantità offerta sono positivamente correlati. Quando una variabile aumenta, anche l’altra aumenta. In quasi tutti i casi, quantità offerta e prezzo sono positivamente correlati e questa condizione viene definita dagli economisti Legge dell’Offerta. DALLA CURVA DI OFFERTA INDIVIDUALE ALLA CURVA DI OFFERTA DI MERCATO La curva di offerta di mercato è la somma delle curve di offerta individuali di tutti i potenziali venditori. Spostamenti curva dell’offerta Le variabili che sono mantenute fisse quando si costruisce una curva di offerta sono quattro
Nei mercati in cui i prezzi vengono stabiliti per legge, quando il prezzo della benzina viene mantenuto artificialmente basso, al di sotto del prezzo di equilibrio concorrenziale, la quantità di benzina domandata eccede la quantità offerta, di conseguenza molti automobilisti che vorrebbero acquistare benzina al prezzo di mercato non potranno farlo. La storia economica è piena di governi che , spesso per tutelare i cittadini, cercano di fissare il prezzo dei beni, piuttosto che lasciare che il mercato generi il prezzo di equilibrio, ma ciò in alcuni casi ha creato disagi ai consumatori.
Capitolo 5- CONSUMATORI E INCENTIVI
Il problema del consumatore consiste in come i consumatori decidono cosa acquistare. Questo problema si compone di tre elementi fondamentali:
Esempio 2: ho un budget di $300 per acquistare jeans e maglioni. Supponiamo che il prezzo dei jeans sia $50 al paio e quello dei maglioni sia $25. La figura illustra il vincolo di bilancio e l'insieme di bilancio per questo problema di shopping; sull’asse delle x e delle y sono riportate rispettivamente le quantità di jeans e maglioni che possono essere acquistati
Il vincolo di bilancio è una linea retta perché i prezzi dei beni sono fissi. Le intercette del vincolo di bilancio rappresentano la quantità massima che può essere acquistata di un bene se si decide di spendere tutto il denaro su quel bene. Ad esempio, l'intercetta sull'asse delle x è calcolata dividendo $300 per $50, che dà 6 paia di jeans. L'area triangolare sotto la linea blu rappresenta l' insieme di bilancio , cioè tutte le possibili combinazioni di jeans e maglioni che possono essere acquistate con $300. Inoltre, la figura mostra anche il principio di scarsità: Principio di scarsità > scegliere di acquistare più maglioni significa acquistare meno paia di jeans, e viceversa. Esempio: con il Paniere B si acquistano 2 paia di jeans e 8 maglioni, mentre
con il Paniere A si hanno 4 maglioni in meno ma 2 paia di jeans in più. Poiché il vincolo di bilancio è una linea retta la sua pendenza è costante; questo implica che il costo opportunità è costante. È possibile calcolare il costo opportunità di acquistare jeans attraverso una formula:
Un altro metodo è quello di calcolare il costo opportunità dell’acquisto di jeans considerando il vincolo di bilancio. Una formula analoga consentirà di calcolare il costo opportunità di acquistare maglioni:
In sintesi, il problema del consumatore riguarda l' ottimizzazione delle scelte d'acquisto basate su gusti personali, prezzi dei beni e servizi, e il budget disponibile. Questi concetti formano le basi delle curve di domanda mentre il "problema dell'impresa" che costituisce le curve di offerta.
Una volta introdotti gli elementi fondamentali del problema del consumatore (preferenze, prezzi e budget), questi possono essere utilizzati per fare la scelta ottimale.
La tabella mostra un esempio di sessione di shopping, mostrando i benefici marginali ottenuti da ciascun livello quantitativo di beni, misurati in dollari per semplificare il confronto tra costi e benefici. Per decidere come spendere il budget di $300 è utile usare un approccio basato sul ragionamento al margine. Questo metodo suggerisce di acquistare il bene che offre il più alto beneficio marginale per dollaro speso. Questo approccio funziona così:
anche dal reddito disponibile. Se il budget per lo shopping raddoppia da $300 a $600, il vincolo di bilancio si sposta verso l'esterno, come mostrato nella figura. Le intercette sugli assi x e y raddoppiano, permettendo di acquistare di più. Nonostante questo, la pendenza del vincolo di bilancio rimane invariata poiché i prezzi relativi non cambiano, mantenendo costante il costo opportunità.
La disponibilità a pagare rappresenta il prezzo massimo che un consumatore è disposto a pagare per un'unità di bene. La curva di domanda individuale si genera misurando questa disponibilità a pagare per differenti quantità dello stesso bene. La curva di domanda isola l'effetto del prezzo di un bene sulla quantità domandata, mantenendo costanti gli altri fattori ( ceteris paribus ). Questa illustra graficamente come la quantità domandata varia con il prezzo. Esempio: se il prezzo dei jeans è $50, la quantità domandata è 3 paia. Se il prezzo sale a $75, la quantità domandata scende a 2 paia; se scende a $25, la quantità domandata aumenta a 4 paia. Questo fa sì che la curva di domanda inclini negativamente, poiché a prezzi più alti corrisponde una quantità domandata inferiore. Effetti delle Variazioni di Prezzo Le variazioni di prezzo influenzano il vincolo di bilancio e il costo opportunità. Se il prezzo di un bene aumenta, la pendenza del vincolo di bilancio cambia, riflettendo un nuovo costo opportunità. Esempio: se il prezzo dei maglioni raddoppia da $25 a $50, il vincolo di bilancio si sposta verso l'interno, e la quantità massima di maglioni acquistabili diminuisce, pur mantenendo invariata la quantità di jeans acquistabili. Se il prezzo dei jeans si dimezza a $25, il vincolo di bilancio ruota verso l'esterno, aumentando la quantità di jeans che si possono acquistare con lo stesso budget. Effetti della variazione di reddito Anche le variazioni del reddito influenzano la quantità di beni acquistati. Se il budget raddoppia da $300 a $600, il vincolo di bilancio si sposta verso l'esterno, permettendo di acquistare più beni senza cambiare la pendenza del vincolo di bilancio poiché i prezzi relativi rimangono invariati. Questo incremento del reddito raddoppia le intercette sugli assi, permettendo una maggiore capacità di acquisto. SURPLUS DEL CONSUMATORE Il surplus del consumatore è la differenza tra la disponibilità a pagare e il prezzo pagato per un bene. Esso rappresenta il beneficio aggiuntivo che i consumatori ottengono dal mercato. Esempio: se la disponibilità a pagare per il primo paio di jeans è $100 e il prezzo di mercato è $50, il surplus del consumatore per quel paio è $50. Se la disponibilità a pagare per il secondo paio di jeans è $75, il surplus è $25. La somma di questi surplus rappresenta il surplus totale del consumatore. Calcolo del Surplus del Consumatore Per calcolare il surplus del consumatore su scala di mercato, bisogna sommare le curve di domanda individuali per ottenere la curva di domanda di mercato. L'area sotto questa curva e
sopra il prezzo di mercato rappresenta il surplus totale del consumatore. Se la curva di domanda è lineare, l'area può essere calcolata come un triangolo , usando la formula: base del triangolo moltiplicata per l'altezza, diviso due.
L'elasticità misura la sensibilità di una variabile economica rispetto a una variazione di un'altra variabile. Esprime il rapporto tra variazioni percentuali delle variabili, permettendo di capire non solo la direzione del cambiamento ma anche la sua entità. Le elasticità della domanda possono essere:
**_- elasticità della domanda rispetto al prezzo
Esempio: se Jacob è disposto a pagare $1 per preservare 500 trote e $5 per preservarne 100:
La tabella presenta diverse elasticità incrociate basate sui dati di consumo e prezzi, evidenziando le relazioni tra vari beni, come carne e pesce, che sono sostituti, e carne e patate, che sono complementari. Queste stime aiutano gli economisti a prevedere come cambiamenti in un settore possano influenzare la domanda in un altro settore. Inoltre, i policy maker utilizzano queste informazioni per comprendere come le politiche di tassazione su un bene possano influenzare la domanda di altri beni. ELASTICITA’ DELLA DOMANDA RISPETTO AL REDDITO L'elasticità della domanda rispetto al reddito misura la v ariazione percentuale della quantità domandata di un bene in risposta a una variazione percentuale del reddito del consumatore. Gli economisti classificano i beni in due categorie:
Capitolo 6- IMPRESE E INCENTIVI
Analizzeremo come le imprese prendono decisioni in mercati perfettamente concorrenziali. Tali mercati sono caratterizzati da:
da diverse persone. La produzione è la trasformazione di input (materie prime, lavoro e macchine) in output (beni e servizi). Capitale fisico : qualsiasi bene , compresi macchine ed edifici, usato per la produzione Gli economisti definiscono: > Breve periodo: intervallo di tempo generalmente riferito a periodi inferiori ad un anno, in cui solo alcuni input possono variare > Lungo periodo: dove qualunque impresa può variare gli input Il capitale è un fattore fisso di produzione mentre il lavoro è un fattore variabile di produzione Prodotto marginale variazione del prodotto totale associata all’uso di unità addizionale di input.
Nel grafico è rappresentata la funzione di produzione di breve periodo per Cheeseman. Sull’asse delle x numero degli operaie sull’asse delle y il numero di scatole di formaggio che possono essere confezionate, questo tende ad aumentare molto nei primi 10 operai poi si ha una curva che tende ad abbassarsi dal 17 al 36 lavoratore e l’ultimo lavoratore riduce la produttività.
Dal grafico possiamo evidenziare tre importanti caratteristiche:
Costo di produzione = costi input Costo totale = costo variabile + costo fisso Costo variabile = costo dei fattori variabili di produzione, che cambiano insieme con la produzione dell’impresa Costo fisso =costo di fattori di produzione fissi che un’impresa deve pagare anche se non produce
Costo totale medio (CTMe) costo totale diviso per il prodotto totale Costo variabile medio (CVMe) costo variabile totale diviso per il prodotto totale Costo fisso medio (CFMe) costo fisso totale diviso per il totale prodotto Costo marginale (CM) variazione del costo totale associata alla produzione di un’unità in più di prodotto allo spostamento di un’alternativa fattibile e un’alternativa più vicina.