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matematica prove d’esame, Prove d'esame di Matematica Generale

sono esercizi di prove d’esame

Tipologia: Prove d'esame

2024/2025

Caricato il 24/11/2025

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ISTITUZIONI DI ECONOMIA
A.A. 2023/2024
Principi di economia politica- teoria ed evidenza empirica.
Terza edizione Acemoglu-Laibson-List
A cura di Roberta Barbagallo, Agata Caflisch, Giulia Catania, Emma Barbera e Umberto Calì
Capitolo 1- PRINCIPI E PRATICA DELL’ECONOMIA
L’economia è lo studio delle scelte
Gli economisti affermano che il comportamento umano nasce come l’esito di scelte; quindi
l’economia ha come oggetto le “scelte”.
Analizziamo due concetti alla base dell’economia:
- Agente economico: un individuo o un gruppo che compie delle scelte
- Allocazione delle risorse: l’economia studia l’allocazione delle risorse scarse. Le risorse
vengono definite scarse quando la quantità desiderata da parte degli individui è superiore
alla quantità disponibile.
La scarsità esiste in quanto le persone hanno bisogni illimitati in un mondo di risorse limitate.
La teoria economica è lo studio dei modi in cui gli agenti scelgono di allocare risorse scarse e
dell’influenza di tali scelte sulla società. In altre parole, la teoria economica studia le scelte
compiute dagli agenti economici per allocare risorse scarse e l’effetto (cioè le conseguenze) di tali
scelte
Gli economisti studiano la scelta originaria e le sue conseguenze per gli altri agenti economici.
L’analisi economica ha due aspetti:
1. descrive ciò che la gente fa realmente
2. raccomanda che cosa la gente dovrebbe fare
Economia positiva > si occupa di descrivere e spiegare i fenomeni economici, basandosi su fatti
e dati osservabili. Esempio: “Un aumento del prezzo del petrolio riduce la quantità domandata”.
La descrizione di questi fenomeni appartengono all’analisi economica positiva.
Economia normativa > si occupa di formulare raccomandazioni su dome l’economia dovrebbe
funzionare, basandosi su giudizi di valore (oggettivi, condizionati solo in parte dai sentimenti).
Esempio: “Il governo dovrebbe aumentare il salario minimo per ridurre la povertà”.
Gli economisti credono che tocchi alla persona consigliata determinare le preferenze da prendere
in considerazione.
Analisi normativa e politica pubblica > l’analisi normativa genera consigli per la società in
generale.
La teoria economica viene divisa in due campi di studio.
Macroeconomia > lo studio di come gli individui, nuclei familiari, imprese e governi compiono
scelte e come queste scelte influenzano:
• prezzi
• allocazione delle risorse
• benessere degli altri agenti
Esempio: i microeconomisti generano politiche al fine di ridurre l’inquinamento globale.
Quest’ultimo è in parte causato dalle emissioni di carbonio derivanti dalla combustione del
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ISTITUZIONI DI ECONOMIA

A.A. 2023/

Principi di economia politica- teoria ed evidenza empirica. Terza edizione Acemoglu-Laibson-List

A cura di Roberta Barbagallo, Agata Caflisch, Giulia Catania, Emma Barbera e Umberto Calì

Capitolo 1- PRINCIPI E PRATICA DELL’ECONOMIA

L’economia è lo studio delle scelte Gli economisti affermano che il comportamento umano nasce come l’esito di scelte; quindi l’economia ha come oggetto le “ scelte ”. Analizziamo due concetti alla base dell’economia:

  • Agente economico : un individuo o un gruppo che compie delle scelte
  • Allocazione delle risorse : l’economia studia l’allocazione delle risorse scarse. Le risorse vengono definite scarse quando la quantità desiderata da parte degli individui è superiore alla quantità disponibile. La scarsità esiste in quanto le persone hanno bisogni illimitati in un mondo di risorse limitate.

La teoria economica è lo studio dei modi in cui gli agenti scelgono di allocare risorse scarse e dell’influenza di tali scelte sulla società. In altre parole, la teoria economica studia le scelte compiute dagli agenti economici per allocare risorse scarse e l’effetto (cioè le conseguenze) di tali scelte Gli economisti studiano la scelta originaria e le sue conseguenze per gli altri agenti economici.

L’analisi economica ha due aspetti:

  1. descrive ciò che la gente fa realmente
  2. raccomanda che cosa la gente dovrebbe fare Economia positiva > si occupa di descrivere e spiegare i fenomeni economici, basandosi su fatti e dati osservabili. Esempio: “Un aumento del prezzo del petrolio riduce la quantità domandata”. La descrizione di questi fenomeni appartengono all’ analisi economica positiva. Economia normativa > si occupa di formulare raccomandazioni su dome l’economia dovrebbe funzionare, basandosi su giudizi di valore (oggettivi, condizionati solo in parte dai sentimenti). Esempio: “Il governo dovrebbe aumentare il salario minimo per ridurre la povertà”. Gli economisti credono che tocchi alla persona consigliata determinare le preferenze da prendere in considerazione. Analisi normativa e politica pubblica > l’analisi normativa genera consigli per la società in generale.

La teoria economica viene divisa in due campi di studio. Macroeconomia > lo studio di come gli individui, nuclei familiari, imprese e governi compiono scelte e come queste scelte influenzano:

  • prezzi
  • allocazione delle risorse
  • benessere degli altri agenti Esempio: i microeconomisti generano politiche al fine di ridurre l’inquinamento globale. Quest’ultimo è in parte causato dalle emissioni di carbonio derivanti dalla combustione del

carbone, petrolio e altri combustibili fossili, per cui i microeconomisti elaborano delle politiche con l’obiettivo di ridurre l’uso di tali combustibili. Macroeconomia > lo studio dell’economia nel suo insieme. In questa disciplina vengono studiati i fenomeni dell’intera economia e cioè:

  • tasso di crescita della produzione totale di un Paese
  • tasso di inflazione o tasso di disoccupazione
  • prezzi e quantità nei mercati specifici. I macroeconomisti progettano politiche che migliorano la performance economica complessiva o “aggregata”.

Gli economisti si concentrano su tre concetti fondamentali:

  1. Ottimizzazione : ricerca della migliore scelta possibile data l’informazione disponibile. Gli individui compiono scelte che sono motivate dal calcolo di benefici e costi
  2. Equilibrio : quando ogni agente sta ottimizzando e sente che non può ottenere alcun miglioramento scegliendo un’alta azione
  3. Empirismo : analisi basata sui dati o sull’evidenza. Gli economisti utilizzano i dati per controllare le teorie e per determinare cosa fa accadere determinati fenomeni nel mondo. Primo principio: OTTIMIZZAZIONE Gli economisti affermano che gli agenti economici cerchino di sceglier la migliore opzione fattibile data l’informazione a loro nota. Ottimizzare significa anche prendere in considerazione tutti i possibili rischi. Opzioni fattibili : ciò che l’agente economico ha a disposizione e si può permettere. Il concetto di fattibilità va oltre il budget finanziario. La definizione di ottimizzazione si riferisce anche all’informazione disponibile al tempo della scelta. Quando gli agenti economici non riescono ad ottimizzare, l’analisi economica normativa li agevola nella comprensione degli errori commessi e a compiere scelte migliori in futuro. Ciò che ottimizziamo varia da persona a persona o da gruppo a gruppo. Trade-off e vincoli di bilancio Le persone devono affrontare trade-off; ogni decisione comporta una scelta tra due o più alternative e quindi la conseguente rinuncia a qualche beneficio al fine di ottenerne un altro Gli economisti utilizzano i vincoli di bilancio per descrivere i trade-off. Vincolo di bilancio : l’insieme delle cose che una persona può scegliere di fare senza superare il suo budget. I vincoli di bilancio quantificano i trade-off. Questo principio sta alla base dell’economia poiché le risorse sono limitate e devono essere allocate in modo ottimale. Esempio: decidere di studiare significa rinunciare a lavorare, e viceversa. Costo opportunità Cioè il miglior uso alternativo di una risorsa. Gli economisti pongono la loro attenzione sull’attività che costituisce l’alternativa migliore. La migliore alternativa non è altro che il costo opportunità. Il costo opportunità rappresenta il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia quando si compie una scelta; ogni volta che facciamo qualcosa, qualcos'altro viene escluso. Esempio: il costo opportunità di andare all’università potrebbe essere il salario che si sarebbe potuto guadagnare lavorando.

Analisi costi-benefici Gli economisti tendono a tradurre benefici e costi in unità monetarie; esempio: dollari, euro.

riferiscono ad un modello come ad una teoria. Poiché sono descrizioni semplificate, i modelli non sono repliche esatte della realtà. I dati sono fatti, misurazioni o statistiche che descrivono il mondo. Gli economisti, in quanto empiristi, praticano l’empirismo poiché utilizzano proprio i dati per creare evidenza empirica. Evidenza empirica : insieme di fatti stabiliti dall’osservazione e dalla misurazione. Quando gli economisti conducono analisi empiriche fanno riferimento alle predizioni di un modello con il termine “ ipotesi ”. Le ipotesi sono assunzione di base di un modello che possono essere sottoposte a verifica attraverso l’uso dei dati. Medie e mediane La mediana indica il valore calcolato ordinando i numeri dal più grande al più piccolo di una lista e individuando il numero posto a metà della lista. La media somma tutti i differenti valori divisi per il numero dei valori. In altre parole: la mediana è il valore nel mezzo di un gruppo ordinato di numeri; la media è il valore medio di un gruppo di numeri. CAUSAZIONE E CORRELAZIONE Causazione e correlazione sono due concetti differenti. Causazione Nasce quando una variabile influenza direttamente un’altra variabile attraverso una relazione di causa effetto. Correlazione Indica una relazione reciproca tra due variabili: al variare di una varia anche l’altra. Potrebbe essere causa ed effetto ma la correlazione può sorgere anche quando la cassazione non si verifica. Le correlazioni vengono suddivise in tre tipologie:

  • Correlazione positiva : implica che due variabili tendano a muoversi nella stessa direzione
  • Correlazione negativa : implica che le due variabili tendando a muoversi in direzioni opposte; all’aumentare di una variabile l’altra decresce
  • Correlazione nulla : quando due variabili non sono correlate per cui i movimenti non sono in relazione l’uno con l’altro. Quando la correlazione non implica la casualità Due differenti ragioni che non ci consentono di distinguere tra correlazione causazione:
  • Variabile omessa : qualcosa che è stato trascurato da uno studio e che se fosse incluso potrebbe spiegare perché due variabili sono correlate
  • Casualità inversa : cioè la situazione in cui viene scambiata la causa con l’effetto; nasce da una confusione. ECONOMIA SPERIMENTALE Condurre un esperimento ci consente di definire la causa e l’effetto di un fenomeno. L’esperimento è un metodo controllato utilizzato al fine di indagare la relazione causale tra variabili. Durante un esperimento, i ricercatori, generalmente, creano un gruppo di trattamento e un gruppo di controllo. I partecipanti vengono assegnati casualmente o attraverso un processo definito come “randomizzazione”. Randomizzazione : assegnazione casuale dei soggetti a un gruppo di trattamento o ad un gruppo di controllo. Esperimento naturale Si ricorre a questo tipo di esperimento quando non si ha il budget o il tempo per condurre un esperimento vero e proprio ma è necessario identificare la causa e l’effetto. L’esperimento

naturale è uno studio empirico in cui un dato processo ha assegnato soggetti a gruppi di controllo e di trattamento in modo casuale o quasi casuale. Garbage in, garbage out Quando la ricerca è stata condotta male, gli economisti tendono ad essere scettici sulle conclusioni dell’esperimento. In questi casi si usa dire “ Garbage in, garbage out ”, termine che viene utilizzato per rendere l’idea che i metodi di ricerca poco rigorosi invalidano le conclusioni dello studio. DOMANDE E RISPOSTE ECONOMICHE Gli economisti basano i loro studi e la propria ricerca sulla costruzione di domande alla quale si danno successivamente delle risposte. Vi sono due proprietà:

  • le buone domande economiche affrontano argomenti importanti per singoli agenti economici o/e per la società nel suo complesso. Gli economisti pensano alla ricerca economica come qualcosa che contribuisce al benessere collettivo
  • le buone domande economiche trovano sempre una risposta. Di fatti gli economisti sono maggiormente interessati a domande alla quale si può dare concretamente una risposta, nonostante questa richieda duro lavoro e attenzione.

Capitolo 3-OTTIMIZZAZIONE: LA SCELTA MIGLIORE

L’economia è la disciplina che studia le scelte compiute dagli agenti economici. Gli economisti sostengono che alla base delle scelte (persone , famiglie, governi…) c’è l’ottimizzazione (scegliere in modo ottimale). Non sempre l’ottimizzazione è semplice, di fatti spesso la scelta da intraprendere risulta complessa per quantità e varietà di opzioni ; esempio: la scelta di un appartamento. Bisogna valutare i diversi trade-off in modo ottimale e utilizzare gli strumenti di ottimizzazione degli economisti. È possibile ottimizzare utilizzando due tecniche differenti:

  1. la prima calcola il valore totale di ogni opzione e scegliere la più elevata
  2. la seconda ( analisi marginale ) analizza le differenze tra le opzioni e trova l’opzione migliore analizzandoli per differenza. Entrambe conducono alla stessa risposta quindi bisogna scegliere quale utilizzare entrambe si basano sul concetto di beneficio netto (beneficio meno costo). Economia comportamentale Gli economisti si chiedono se si scelga sempre l'opzione migliore e discutono il concetto di scelta ottimale. Essi considerano l'ottimizzazione come: un'approssimazione delle scelte economiche reali delle persone. L' economia comportamentale è una branca dell'economia che analizza i fattori economici e psicologici che spiegano i comportamenti delle persone in vari contesti. Questa disciplina spiega perché in alcuni casi le persone scelgono l'opzione ottimale e in altri no. In molte situazioni, le persone non riescono ad ottimizzare, specialmente di fronte a nuovi compiti (esempio: giocare a poker per la prima volta) a causa dell'inesperienza che porta a commettere errori. John Campbell, Tarun Ramadorai e Benjamin Ranish , in un articolo del 2014 intitolato " Getting Better ", hanno documentato come l'esperienza migliora le performance. Analizzando dati anonimi, hanno dimostrato che gli investitori con maggiore esperienza ottengono rendimenti

Costo totale che include sia l’affitto sia il costo di trasferimento casa-lavoro con costo opportunità 15/ora la scelta ottimale è l’appartamento più vicino Compara le due curve ottenute considerando i due diversi costi opportunità del tempo pari a 10/ora e 15/ ora.

OTTIMIZZAZIONE NELLE DIFFERENZE: ANALISI MARGINALE L’ottimizzazione nelle differenze scompone un problema di ottimizzazione sul modo in cui costi e benefici cambiano nelle diverse alternative. Esempio: bisogna valutare una vacanza di 5 gg e una di 4gg. Se usassimo l’ottimizzazione nei livelli bisognerebbe comparare il beneficio netto delle due vacanze. Un’altra possibilità è valutare la differenza tra i due viaggi cioè valutare il giorno extra perché è questa la differenza tra le due vacanze La differenza tra le due alternative viene indicata con il termine marginale , in questo caso si parlerà di analisi marginale. Se consideriamo la scelta di un appartamento l’analisi marginale si concentrerà per esempio sui costi di trasloco. L’analisi marginale non cambia l’ottimo ma il modo di concepire l’ottimizzazione e viene utilizzata per implementare l’ottimizzazione nelle differenze Costo marginale è il costo aggiuntivo generato dal passaggio da un’alternativa possibile all’alternativa possibile successiva. Variazione del costo totale associata con la produzione di unità in più di prodotto o con lo spostamento da un’alternativa fattibile ad un’altra. Analizziamo il problema attraverso l’analisi dei costi marginali di ogni successivo allontanamento del centro. Dobbiamo calcolare il costo marginale totale = costo marginale dei trasferimenti e costo marginale affitto Se compariamo il costo totale marginale con la differenza tra i costi totali degli stessi appartamenti il risultato è lo stesso. Quindi dalla colonna del costo totale marginale contiene le informazioni necessarie per ottimizzare la scelta PRINCIPIO DI OTTIMIZZAZIONE DELLA SCELTA Un’alternativa ottimale fattibile ha la seguente proprietà: avvicinarsi ad essa migliora la situazione dell’agente, mentre allontanarsi da essa la peggiora La scelta che minimizza il costo è l’ appartamento lontano. Se il costo marginale è negativo il costo totale è decrescente , è crescente se il costo marginale è positivo. Quindi l’appartamento lontano soddisfa il principio di ottimizzazione. L’analisi marginale non tiene conto di informazioni irrilevanti. Riepilogo ottimizzazione in base alle differenze:

  1. tradurre tutti i costi e benefici in unità comuni
  2. calcolare le conseguenze marginali al muoversi tra le alternative

Applicare il principio dell’ottimizzazione al margine scegliendo la migliore alternativa migliora la situazione dell’agente economico, mente allontanarsene la peggiora. In che modo la localizzazione influisce sul costo degli affitti delle abitazioni? Abbiamo visto che gli affitti decrescono in base alla distanza dal centro cittadino a parità di appartamento. Gli economisti Wilson e Frew hanno creato un database degli appartamenti con le stesse caratteristiche disponibili Portland, Oregon a seconda della distanza dal centro grafico. Questo conferma che in prossimità del centro cittadino gli affitti sono più alti e un appiattimento ad una distanza di circa 12 miglia. Come mai? Dipende dal costo opportunità del tempo ; infatti in questa regione esiste un sistema di superstrade che riducono i tempi di trasferimento. SCARSITA’, PREZZI ED INCENTIVI Perché i prezzi degli affitti sono più elevati nel centro cittadino? Visto che la richiesta è elevata dei pendolari nel volere stare al centro e visto che non ci sono abbastanza appartamenti disponibili per tutti che lo richiedono a questo punto il mercato consente ai proprietari ottimizzatori e gli inquilini ottimizzatori di contrarre liberamente l’ammontare dell’affitto. Gli ottimizzatori con il costo opportunità del tempo più elevato fanno salire il prezzo degli affitti. Chi ha un costo opportunità del tempo basso preferirà scegliere un appartamento lontano dal centro cittadino che saranno anche i lavoratori meno pagati.

Capitolo 4- DOMANDA, OFFERTA, EQUILIBRIO

Il mercato è un insieme di agenti economici che scambiano un bene o un servizio sulla base di determinate regole e accordi. Beni agricoli e industriali come il frumento, la soia, il ferro o il carbone sono tutti scambiati nell’ambito di mercati. Un mercato può avere una specifica collocazione fisica (come l ’asta dei fiori di Aalsmeer in Olanda ) o non averla; esempio: il mercato della benzina è disperso, potendolo trovare ad ogni distributore, come anche un mercato del lavoro come Monster.com raggiungibile da un computer ed una connessione internet. Per un economista anche i siti di incontri sono mercati. I mercati usano i prezzi per allocare beni e servizi. I prezzi agiscono come un meccanismo di selezione che incoraggia gli scambi tra le imprese che producono beni a basso costo e i consumatori che attribuiscono un alto valore ai beni. Mercati concorrenziali. Se tutte le imprese e tutti i consumatori devono fare i conti con lo stesso prezzo, quest’ultimo viene chiamato PREZZO DI MERCATO. In un mercato perfettamente concorrenziale:

  1. tutte le imprese vendono un bene o un servizio omogeneo
  2. nessun singolo consumatore e nessuna singola impresa hanno potere sufficiente per influenzare da soli il prezzo di mercato. Ciò implica che consumatori e imprese siano tutti price-taker , cioè accettino il prezzo di mercato

consumatori e rappresenta la relazione tra quantità domandata totale e il prezzo del mercato ( ceteris pari bu s).

La figura 4.3 riporta una grossolana approssimazione della curva di domanda mondiale per miliardi di barili di petrolio. Questa curva non è una linea retta e perciò sembra diversa dalle curve di domanda che abbiamo visto in precedenza. Questo serve a ricordare che la proprietà fondamentale di una curva di domanda è la relazione negativa tra prezzo e quantità domandata: le curve di domanda possono presentare questa relazione negativa senza essere linea retta.

Spostamenti della curva di domanda La curva di domanda si sposta quando variano 5 importanti fattori:

  • gusti e preferenze
  • reddito e ricchezza
  • disponibilità e prezzi di beni correlati
  • numero e dimensioni dei consumatori
  • convinzioni dei consumatori per quanto attiene al futuro. Variazione del reddito o variazione della ricchezza Per un bene normale un incremento del reddito causa uno spostamento a destra della curva di domanda (fermo il prezzo del bene) Se l’aumento del reddito sposta la curva a sinistra (fermo il prezzo), quel quel bene è detto bene inferiore. Variazione della disponibilità e dei prezzi di beni collegati Una variazione della disponibilità e dei prezzi di beni collegati influenzerà anche la domanda di derivati del petrolio, spostando di conseguenza la curva della domanda di petrolio. Per esempio, se un Comune abbatte i prezzi del trasporto pubblico, è probabile che gli automobilisti riducano l’uso dell’auto. Due beni sono detti “ sostituti ” quando la scelta tra loro è basata esclusivamente sul prezzo: l’aumento di prezzo di uno causa un aumento della domanda dell'altro. Esistono beni e servizi complementari. La presenza di una stazione sciistica incrementa l’uso della benzina per poterci andare. Due beni sono detti complementari quando è necessario l’uso congiunto dei due per la soddisfazione di un bisogno. Variazioni del numero e della dimensione dei consumatori Quando il numero dei consumatori cresce la curva di domanda si sosta a destra e viceversa. Variazione dell’atteggiamento dei consumatori rispetto al futuro Anche le variazioni delle aspettative dei consumatori circa il futuro hanno un impatto sulla domanda. La preoccupazione per eventi che possano accadere, ad esempio una recessione economica, può indurre alcuni a tagliare le spese per meglio affrontare il futuro. COME SI COMPORTANO LE IMPRESE? Analizziamo la relazione tra il prezzo del bene e la quantità di bene che le imprese sono disposte a vendere. Ad un dato prezzo la quantità di bene che le imprese sono disposte ad offrire è chiama “Quantità Offerta”. Per comprendere il concetto di quantità offerta analizziamo l’impresa

ExxonMobil. Quando il prezzo del petrolio sale questa impresa accresce la sua disponibilità, anche se costoso a trovare ed estrarre.

Curve di offerta ExxonMobil risponde agli incrementi del prezzo del petrolio sviluppando nuovi campi petroliferi. La scheda di offerta è una tabella che riporta la quantità offerta a diversi prezzi. Essa ci mostra come ExxonMobil aumenta la quantità di petrolio prodotta quando aumenta il prezzo. Nella curva di offerta il prezzo del petrolio e la quantità offerta sono positivamente correlati. Quando una variabile aumenta, anche l’altra aumenta. In quasi tutti i casi, quantità offerta e prezzo sono positivamente correlati e questa condizione viene definita dagli economisti Legge dell’Offerta. DALLA CURVA DI OFFERTA INDIVIDUALE ALLA CURVA DI OFFERTA DI MERCATO La curva di offerta di mercato è la somma delle curve di offerta individuali di tutti i potenziali venditori. Spostamenti curva dell’offerta Le variabili che sono mantenute fisse quando si costruisce una curva di offerta sono quattro

  • prezzi degli input per produrre il bene
  • tecnologia usata per produrre il bene
  • numero e dimensioni delle imprese offerenti
  • attese delle imprese circa il futuro. Variazione dei prezzi degli input usati per produrre il bene La variazione dei prezzi degli input per produrre un bene sposta la curva di offerta, ad esempio il prezzo dell’acciaio per costruire una piattaforma petrolifera. Variazioni del numero e della dimensione delle imprese Una variazione nel numero dei venditori può spostare la curva dell’offerta. Cambiamenti nelle attese delle imprese circa il futuro Un produttore di gas naturale che immagazzina durante il periodo estivo riserve di gas, sposta la curva dell’offerta del gas verso sinistra (perché ha un prezzo più basso), in attesa del rialzo dei prezzi per la offerta nel periodo invernale. DOMANDA E OFFERTA IN EQUILIBRIO. Mettiamo adesso insieme i due lati del mercato finora analizzati, utilizzando la la curva di domanda di mercato e la curva di offerta di mercato, per analizzare il “mercato concorrenziale”.

PREZZO DELLA BENZINA.

Nei mercati in cui i prezzi vengono stabiliti per legge, quando il prezzo della benzina viene mantenuto artificialmente basso, al di sotto del prezzo di equilibrio concorrenziale, la quantità di benzina domandata eccede la quantità offerta, di conseguenza molti automobilisti che vorrebbero acquistare benzina al prezzo di mercato non potranno farlo. La storia economica è piena di governi che , spesso per tutelare i cittadini, cercano di fissare il prezzo dei beni, piuttosto che lasciare che il mercato generi il prezzo di equilibrio, ma ciò in alcuni casi ha creato disagi ai consumatori.

Capitolo 5- CONSUMATORI E INCENTIVI

Il problema del consumatore consiste in come i consumatori decidono cosa acquistare. Questo problema si compone di tre elementi fondamentali:

  1. Cosa piace al consumatore : le preferenze e i gusti del consumatore determinano i benefici che essi traggono dai beni e servizi. Ad esempio, un consumatore che apprezza Coca Zero riceve un beneficio consumandola
  2. I prezzi dei beni e servizi : i prezzi influenzano le decisioni d'acquisto perché spendere un dollaro in più su un bene significa avere un dollaro in meno da spendere su un altro. Questo concetto sottolinea l'importanza del costo opportunità
  3. Il budget del consumatore : la quantità di denaro disponibile per il consumatore limita le sue scelte. Il budget set è l'insieme di tutti i possibili “panieri” di beni e servizi che un consumatore può permettersi con il suo reddito. Il vincolo di bilancio rappresenta le combinazioni di beni che esauriscono completamente il budget del consumatore. Conoscendo questi tre elementi, si può risalire a regole che governano il problema del consumatore. Esempio: decidere se acquistare un nuovo paio di scarpe da Zalando piuttosto che uno skateboard dipende da questi fattori.

Esempio 2: ho un budget di $300 per acquistare jeans e maglioni. Supponiamo che il prezzo dei jeans sia $50 al paio e quello dei maglioni sia $25. La figura illustra il vincolo di bilancio e l'insieme di bilancio per questo problema di shopping; sull’asse delle x e delle y sono riportate rispettivamente le quantità di jeans e maglioni che possono essere acquistati

Il vincolo di bilancio è una linea retta perché i prezzi dei beni sono fissi. Le intercette del vincolo di bilancio rappresentano la quantità massima che può essere acquistata di un bene se si decide di spendere tutto il denaro su quel bene. Ad esempio, l'intercetta sull'asse delle x è calcolata dividendo $300 per $50, che dà 6 paia di jeans. L'area triangolare sotto la linea blu rappresenta l' insieme di bilancio , cioè tutte le possibili combinazioni di jeans e maglioni che possono essere acquistate con $300. Inoltre, la figura mostra anche il principio di scarsità: Principio di scarsità > scegliere di acquistare più maglioni significa acquistare meno paia di jeans, e viceversa. Esempio: con il Paniere B si acquistano 2 paia di jeans e 8 maglioni, mentre

con il Paniere A si hanno 4 maglioni in meno ma 2 paia di jeans in più. Poiché il vincolo di bilancio è una linea retta la sua pendenza è costante; questo implica che il costo opportunità è costante. È possibile calcolare il costo opportunità di acquistare jeans attraverso una formula:

Costo opportunità jeans = perdita in maglioni / guadagno in jeans

Un altro metodo è quello di calcolare il costo opportunità dell’acquisto di jeans considerando il vincolo di bilancio. Una formula analoga consentirà di calcolare il costo opportunità di acquistare maglioni:

Costo opportunità maglioni = perdita in jeans / guadagno in maglioni

In sintesi, il problema del consumatore riguarda l' ottimizzazione delle scelte d'acquisto basate su gusti personali, prezzi dei beni e servizi, e il budget disponibile. Questi concetti formano le basi delle curve di domanda mentre il "problema dell'impresa" che costituisce le curve di offerta.

METTERE INSIEME I PEZZI

Una volta introdotti gli elementi fondamentali del problema del consumatore (preferenze, prezzi e budget), questi possono essere utilizzati per fare la scelta ottimale.

La tabella mostra un esempio di sessione di shopping, mostrando i benefici marginali ottenuti da ciascun livello quantitativo di beni, misurati in dollari per semplificare il confronto tra costi e benefici. Per decidere come spendere il budget di $300 è utile usare un approccio basato sul ragionamento al margine. Questo metodo suggerisce di acquistare il bene che offre il più alto beneficio marginale per dollaro speso. Questo approccio funziona così:

  1. il primo maglione produce un beneficio marginale di $100, mentre il primo paio di jeans ne produce $160. Anche se il beneficio marginale del primo paio di jeans è superiore, il prezzo del maglione è la metà di quello dei jeans, rendendo il maglione l'acquisto iniziale migliore in termini di beneficio per dollaro speso.
  2. continuando a ragionare al margine, si nota come la scelta successiva dovrebbe essere un altro maglione, visto che il beneficio marginale per dollaro speso è ancora superiore rispetto ai jeans. Il secondo maglione genera $85 di beneficio marginale, mentre il primo paio di jeans produce ancora $160 di beneficio marginale, ma il prezzo più alto dei jeans fa sì che il maglione rimanga la scelta ottimale. Utilizzando sempre lo stesso approccio, arriviamo ad una combinazione di 6 maglioni e 3 paia di jeans e in questo modo il budget di $300 viene totalmente esaurito e genera un beneficio totale di $845. Questa combinazione massimizza il beneficio totale , in quanto non esiste un'altra distribuzione delle spese che produca un livello più alto di beneficio totale.

anche dal reddito disponibile. Se il budget per lo shopping raddoppia da $300 a $600, il vincolo di bilancio si sposta verso l'esterno, come mostrato nella figura. Le intercette sugli assi x e y raddoppiano, permettendo di acquistare di più. Nonostante questo, la pendenza del vincolo di bilancio rimane invariata poiché i prezzi relativi non cambiano, mantenendo costante il costo opportunità.

DAL PROBLEMA DEL CONSUMATORE ALLA CURVA DI DOMANDA

La disponibilità a pagare rappresenta il prezzo massimo che un consumatore è disposto a pagare per un'unità di bene. La curva di domanda individuale si genera misurando questa disponibilità a pagare per differenti quantità dello stesso bene. La curva di domanda isola l'effetto del prezzo di un bene sulla quantità domandata, mantenendo costanti gli altri fattori ( ceteris paribus ). Questa illustra graficamente come la quantità domandata varia con il prezzo. Esempio: se il prezzo dei jeans è $50, la quantità domandata è 3 paia. Se il prezzo sale a $75, la quantità domandata scende a 2 paia; se scende a $25, la quantità domandata aumenta a 4 paia. Questo fa sì che la curva di domanda inclini negativamente, poiché a prezzi più alti corrisponde una quantità domandata inferiore. Effetti delle Variazioni di Prezzo Le variazioni di prezzo influenzano il vincolo di bilancio e il costo opportunità. Se il prezzo di un bene aumenta, la pendenza del vincolo di bilancio cambia, riflettendo un nuovo costo opportunità. Esempio: se il prezzo dei maglioni raddoppia da $25 a $50, il vincolo di bilancio si sposta verso l'interno, e la quantità massima di maglioni acquistabili diminuisce, pur mantenendo invariata la quantità di jeans acquistabili. Se il prezzo dei jeans si dimezza a $25, il vincolo di bilancio ruota verso l'esterno, aumentando la quantità di jeans che si possono acquistare con lo stesso budget. Effetti della variazione di reddito Anche le variazioni del reddito influenzano la quantità di beni acquistati. Se il budget raddoppia da $300 a $600, il vincolo di bilancio si sposta verso l'esterno, permettendo di acquistare più beni senza cambiare la pendenza del vincolo di bilancio poiché i prezzi relativi rimangono invariati. Questo incremento del reddito raddoppia le intercette sugli assi, permettendo una maggiore capacità di acquisto. SURPLUS DEL CONSUMATORE Il surplus del consumatore è la differenza tra la disponibilità a pagare e il prezzo pagato per un bene. Esso rappresenta il beneficio aggiuntivo che i consumatori ottengono dal mercato. Esempio: se la disponibilità a pagare per il primo paio di jeans è $100 e il prezzo di mercato è $50, il surplus del consumatore per quel paio è $50. Se la disponibilità a pagare per il secondo paio di jeans è $75, il surplus è $25. La somma di questi surplus rappresenta il surplus totale del consumatore. Calcolo del Surplus del Consumatore Per calcolare il surplus del consumatore su scala di mercato, bisogna sommare le curve di domanda individuali per ottenere la curva di domanda di mercato. L'area sotto questa curva e

sopra il prezzo di mercato rappresenta il surplus totale del consumatore. Se la curva di domanda è lineare, l'area può essere calcolata come un triangolo , usando la formula: base del triangolo moltiplicata per l'altezza, diviso due.

ELASTICITÀ DELLA DOMANDA

L'elasticità misura la sensibilità di una variabile economica rispetto a una variazione di un'altra variabile. Esprime il rapporto tra variazioni percentuali delle variabili, permettendo di capire non solo la direzione del cambiamento ma anche la sua entità. Le elasticità della domanda possono essere:

**_- elasticità della domanda rispetto al prezzo

  • elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo
  • elasticità della domanda rispetto al reddito_** ELASTICITA’ DELLA DOMANDA RISPETTO AL PREZZO Questa elasticità misura la variazione percentuale della quantità domandata di un bene in risposta a una variazione percentuale del prezzo del bene. Di solito è negativa a causa della Legge della domanda , ma gli economisti generalmente riportano il valore in valore assoluto.
  • Elasticità maggiore di 1 : I consumatori sono molto sensibili ai cambiamenti di prezzo; un aumento del prezzo riduce i ricavi
  • elasticità minore di 1 : I consumatori sono meno sensibili; un aumento del prezzo aumenta i ricavi
  • elasticità pari a 1 : La variazione percentuale della quantità domandata è uguale alla variazione percentuale del prezzo; i ricavi rimangono invariati. Esempio: se una libreria aumenta il prezzo delle tazze da $5 a $6: con un'elasticità di 2, la quantità domandata scende del 40%, e i ricavi diminuiscono; mentre con un'elasticità di 0.5, la quantità domandata scende solo del 10%, e i ricavi aumentano. Variazione dell'Elasticità lungo la Curva di Domanda L'elasticità non è costante lungo la curva di domanda. Anche con una curva lineare, l'elasticità varia a causa del diverso rapporto prezzo-quantità lungo la curva:
  • nella metà superiore della curva, l'elasticità è maggiore di 1
  • nella metà inferiore, l'elasticità è minore di 1
    • nel punto medio della curva, l'elasticità è esattamente 1.

Esempio: se Jacob è disposto a pagare $1 per preservare 500 trote e $5 per preservarne 100:

  • l'elasticità dal punto B ($1, 500 trote) al punto A ($5, 100 trote) è 0.20.
  • la pendenza della curva di domanda rimane costante, ma l'elasticità varia a causa del diverso rapporto prezzo-quantità.

La tabella presenta diverse elasticità incrociate basate sui dati di consumo e prezzi, evidenziando le relazioni tra vari beni, come carne e pesce, che sono sostituti, e carne e patate, che sono complementari. Queste stime aiutano gli economisti a prevedere come cambiamenti in un settore possano influenzare la domanda in un altro settore. Inoltre, i policy maker utilizzano queste informazioni per comprendere come le politiche di tassazione su un bene possano influenzare la domanda di altri beni. ELASTICITA’ DELLA DOMANDA RISPETTO AL REDDITO L'elasticità della domanda rispetto al reddito misura la v ariazione percentuale della quantità domandata di un bene in risposta a una variazione percentuale del reddito del consumatore. Gli economisti classificano i beni in due categorie:

  • i beni normali , per i quali la quantità domandata aumenta con l'aumentare del reddito
  • i beni inferiori , per i quali la quantità domandata diminuisce con l'aumentare del reddito. L’elasticità rispetto al reddito viene calcolata così: Elasticità rispetto al reddito = Variazione % della quantità domandata / Variazione % del reddito L'ordine di grandezza dell'elasticità rispetto al reddito può variare significativamente; esempio: un aumento del 10 per cento del reddito può causare solo un aumento del 2,3 per cento nella spesa per l'elettricità, ma un aumento del 21 per cento nella spesa per vacanze all'estero. I beni con un'elasticità rispetto al reddito superiore all'1 per cento sono considerati beni di lusso. Gli economisti utilizzano queste misurazioni per prevedere come v ariazioni del reddito influenzeranno l'economia nel suo complesso e i policy maker le considerano importanti nell'informare le decisioni sulle riforme fiscali e sul consumo di beni e servizi.

Capitolo 6- IMPRESE E INCENTIVI

Analizzeremo come le imprese prendono decisioni in mercati perfettamente concorrenziali. Tali mercati sono caratterizzati da:

  • né il consumatore né l’impresa sono così grandi da influenzare il mercato
  • le imprese del mercato producono beni omogenei
  • l’entrata del mercato è libera e anche l’uscita. I primi due punti partono dal presupposto che gli agenti in questo tipo di mercato sono pricetaker (cioè dalla parte del consumatore che acquista ciò che vuole fino a quando ha il denaro; dalla parte delle imprese possono vendere quanto vogliono al prezzo di mercato). Ma la produzione dell’impresa è piccola rispetto al mercato e non può da sola determinare l’ esito del mercato. È la decisione di molti venditori che influisce sul prezzo di mercato. Il terzo punto ha notevoli conseguenze sul mercato ne suo insieme; esempio: Ebay. IL PROBLEMA DELL’IMPRESA Il problema dell’impresa è massimizzare il profitto o beneficio netto. IL nodo è come decidere cosa e quanto produrre? Si può concludere che il problema dell’imprenditore si riassume nei tre elementi:
  • come produrre il bene
  • il costo dell’attività economica svolta
  • la remunerazione dell’attività svolta PRODURRE BENI: COME GLI INPUT SI SONO TRASFORMTI IN OUTPUT. L’impresa è un’entità economica che produce beni e servizi, può essere formata da una sola o

da diverse persone. La produzione è la trasformazione di input (materie prime, lavoro e macchine) in output (beni e servizi). Capitale fisico : qualsiasi bene , compresi macchine ed edifici, usato per la produzione Gli economisti definiscono: > Breve periodo: intervallo di tempo generalmente riferito a periodi inferiori ad un anno, in cui solo alcuni input possono variare > Lungo periodo: dove qualunque impresa può variare gli input Il capitale è un fattore fisso di produzione mentre il lavoro è un fattore variabile di produzione Prodotto marginale variazione del prodotto totale associata all’uso di unità addizionale di input.

Nel grafico è rappresentata la funzione di produzione di breve periodo per Cheeseman. Sull’asse delle x numero degli operaie sull’asse delle y il numero di scatole di formaggio che possono essere confezionate, questo tende ad aumentare molto nei primi 10 operai poi si ha una curva che tende ad abbassarsi dal 17 al 36 lavoratore e l’ultimo lavoratore riduce la produttività.

Dal grafico possiamo evidenziare tre importanti caratteristiche:

  1. il prodotto marginale lordo aumenta con l’aggiunta dei primi operai. Grazie anche alla specializzazione gli operai incrementano la produttività
  2. dopo la successiva aggiunta di personale il prodotto marginale comincia a diminuire. Cioè se aumento gli operai la produttività diminuisce gli economisti la chiamano “ Legge dei rendimenti decrescenti ”; esempio: possono l’aumento del personale può aumentare l’aumento dei tempi morti con riduzione della produttività
  3. aggiungere troppi operai può ridurre la produzione totale.

IL COSTO DELL’ATTIVITA’ ECONOMICA

Costo di produzione = costi input Costo totale = costo variabile + costo fisso Costo variabile = costo dei fattori variabili di produzione, che cambiano insieme con la produzione dell’impresa Costo fisso =costo di fattori di produzione fissi che un’impresa deve pagare anche se non produce

Costo totale medio (CTMe) costo totale diviso per il prodotto totale Costo variabile medio (CVMe) costo variabile totale diviso per il prodotto totale Costo fisso medio (CFMe) costo fisso totale diviso per il totale prodotto Costo marginale (CM) variazione del costo totale associata alla produzione di un’unità in più di prodotto allo spostamento di un’alternativa fattibile e un’alternativa più vicina.