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MEMORIA E TESTIMONIANZA, Appunti di Psicologia Forense

Il documento contiene tutti gli argomenti affrontati durante l’anno accademico 2024/2025, dalla professoressa Clelia Matilde Rossi Arnaud - cattedra in “Memoria e Testimonianza” - presso il CdL magistrale in Psicologia giuridica, forense e criminologica (Sapienza Università di Roma). Il testo si compone di appunti presi durante le lezioni, avendole seguite tutte, con integrazione di quanto riportato nelle slide fornite dalla docente.

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 04/02/2026

Ilaria_______
Ilaria_______ 🇮🇹

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Memoria e testimonianza
Laboratorio
- 48h lezioni e 36h lab
- Il lab si svolge il mercoledì e inizia già domani 2 ottobre
- 19, 20, 21 novembre non si farà lezione perché impegnata in convegno (il lab si fa, già è
organizzato)
In cosa consiste il lab? Si familiarizza con i test di memoria, si faranno dei lavori sperimentali su
falsi ricordi e suggestionabilità, più avanti si analizzeranno le testimonianze di casi veri. È previsto
anche l’intervento in aula di almeno 3/4 funzionari della polizia di Stato (da parte del capo sezione
specializzato nel riconoscimento di volti o con un’ispettrice tecnica, un’ispettrice della scientifica
che spiega le analisi grafologiche, l’ispettrice Scarpetta che si è occupata del caso di San Lorenzo,
ecc.).
Esame
Scritto, con una piccola parte di domande a scelta multipla, domande aperte con risposta specifica
in poche righe, e domande aperte in cui non ci sono problemi sulla lunghezza delle risposte
9,1-2, 1 testimonianza
Interviste
- No domande falsi ricordi
- Se più testimoni: prima uno e poi l’altro per non indurgli falsi ricordi
- prima domande aperte e libere facendogli dire tutto ciò che ricorda, poi sempre più specifiche
- Attenzione al linguaggio
- PM sente, non è presente
Disinformazione: ruolo delle funzioni cognitive e sfida dei deep fake
Nel 2020 l’OMS ha dichiarato l’insorgenza di un’ampia infodemia a livello globale.
Si fa riferimento a una quantità di informazioni non controllate che circolavano soprattutto sui
social media.
Componenti psicologiche sottostanti e che spingono gli individui a credere ancora non si
conoscono. Tutti gli studi fino ad ora cercano di comprendere perché grandi gruppi di persone
cambiano opinione.
Si sono ritrovate fake news nelle: elezioni politiche, cambiamento climatico, vaccinazioni.
Si è in un’era della post-verità: le persone non si preoccupano più della veridicità delle
informazioni ma di condividerla.
La notizia o immagine vengono percepite come vere sulla base di emozioni e sensazioni, senza
un’analisi della veridicità.
Il fatto oggettivo verificato è meno influente nell’informare e influenzare l’opinione pubblica.
Il concetto di post-verità è: notizie di base false, che scambiate per vere, hanno il potenziale di
informare l’opinione pubblica.
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Scarica MEMORIA E TESTIMONIANZA e più Appunti in PDF di Psicologia Forense solo su Docsity!

Memoria e testimonianza

Laboratorio

  • 48h lezioni e 36h lab
  • Il lab si svolge il mercoledì e inizia già domani 2 ottobre
  • 19, 20, 21 novembre non si farà lezione perché impegnata in convegno (il lab si fa, già è organizzato) In cosa consiste il lab? Si familiarizza con i test di memoria, si faranno dei lavori sperimentali su falsi ricordi e suggestionabilità, più avanti si analizzeranno le testimonianze di casi veri. È previsto anche l’intervento in aula di almeno 3/4 funzionari della polizia di Stato (da parte del capo sezione specializzato nel riconoscimento di volti o con un’ispettrice tecnica, un’ispettrice della scientifica che spiega le analisi grafologiche, l’ispettrice Scarpetta che si è occupata del caso di San Lorenzo, ecc.).

Esame

Scritto, con una piccola parte di domande a scelta multipla, domande aperte con risposta specifica in poche righe, e domande aperte in cui non ci sono problemi sulla lunghezza delle risposte 9,1-2, 1 testimonianza Interviste

  • No domande falsi ricordi
  • Se più testimoni: prima uno e poi l’altro per non indurgli falsi ricordi
  • prima domande aperte e libere facendogli dire tutto ciò che ricorda, poi sempre più specifiche
  • Attenzione al linguaggio
  • PM sente, non è presente

Disinformazione: ruolo delle funzioni cognitive e sfida dei deep fake

Nel 2020 l’OMS ha dichiarato l’insorgenza di un’ampia infodemia a livello globale. Si fa riferimento a una quantità di informazioni non controllate che circolavano soprattutto sui social media. Componenti psicologiche sottostanti e che spingono gli individui a credere ancora non si conoscono. Tutti gli studi fino ad ora cercano di comprendere perché grandi gruppi di persone cambiano opinione. Si sono ritrovate fake news nelle: elezioni politiche, cambiamento climatico, vaccinazioni. Si è in un’era della post-verità: le persone non si preoccupano più della veridicità delle informazioni ma di condividerla. La notizia o immagine vengono percepite come vere sulla base di emozioni e sensazioni, senza un’analisi della veridicità. Il fatto oggettivo verificato è meno influente nell’informare e influenzare l’opinione pubblica. Il concetto di post-verità è: notizie di base false , che scambiate per vere, hanno il potenziale di informare l’opinione pubblica.

È la cultura che trasmette la verità o è soggettiva? Non avremo mai al 100% la convinzione che un info sia vera o falsa. Ci sono infatti 2 tipi di relativismo della verità:

  • soggettivismo: fortemente associato alla ricettività delle informazioni fake
  • relativismo culturale: la verità è relativa al contesto culturale ---> Se lasciamo correre queste informazioni fuorvianti c’è un ritorno sul comportamento. Come si diffondono? Stesso modello di riproduzione del covid (R0) applicata al concetto della disinformazione. Si prende in prestito dall’epidemiologia questo sistema di trasmissione. Sono stati quindi creati dei modelli e strategie per cercare di evitare la disinformazione. La disinformazione è una categoria genarle di sintomi , non solo per le variazioni nelle definizioni, ma anche per le possibili differenze comportamentali che possono influire sulla salute pubblica. Info fuorviante che ha lo scopo di influenzare Perché le persone sono suscettibili alla disinformazione? Per euristiche cognitive, effetto di verità illusoria (info ripetute hanno più probabilità di essere giudicate vere rispetto a quelle non ripetute), l’orientamento politico. Come si valuta la disinformazione? Nascita Test di Suscettibilità alla Disinformazione (MIST).

Riconoscimento volti e intelligenza artificiale

I sistemi di riconoscimento facciale automatizzato spesso presentano pregiudizi etnici (bias) a causa della qualità dei dati di addestramento. Origine dei bias :

  • Dataset non bilanciati: contengono una rappresentazione sovradimensionata di persone di etnia caucasica rispetto ad altre etnie.
  • Errore di classificazione: maggiore tasso di errore nel riconoscere individui appartenenti a gruppi etnici minoritari. Conseguenze di bias :
  • Discriminazione: identificazioni errate portano a trattamenti discriminatori (soprattutto per sicurezza e sorveglianza).
  • Fiducia ridotta: persone di altre etnie hanno meno fiducia verso queste tecnologie.

Curva dell’oblio

1900 Ebbinghaus : replicato negli anni con materiale diverso anche in anni più recenti. La perdita delle informazioni è rapida e repentina, avviene entro le prime ore, e ciò dipende dall’informazione codificata, che ne ricopre la funzione. Questo è uno dei primi dati scientifici solido nello studio della memoria, ed è importante fissare la testimonianza il prima possibile.

Attenzione quando si fanno gli esperimenti

  • Selezione dei partecipanti
  • Assegnazione casuale a diversi gruppi
  • Lavorare in doppio cieco
  • Fare riferimento sempre alle regole etiche (consenso informato, riservatezza e anonimato, debriefing se serve)

Cenni storici

Studio scientifico della psicologia inizia nel 1800 con strutturalismo (Wundt), poi funzionalismo (James), Gestalt e poi:

Il comportamentismo

Ha dominato per 50 anni la storia della psicologia mondiale (non in Italia: anni ’30, alleati). Precursori :

  • Pavlov : condizionamento classico.
  • Thorndike : condizionamento operante
  • Skinner : conseguenze risposte comportamentali e quindi anche studio linguaggio Manifesto :
  • Watson : manifesto della nuova scuola.
  • Darwin : teoria sulla continuità di tutte le forme viventi, anche nelle caratteristiche mentali.
  • Principi che spiegano il comportamento di altre specie possono essere validi anche per gli umani. ---> L’ oggetto di studio non è il processo mentale ma il comportamento manifesto. Scopo = identificare le cause ambientali degli effetti comportamentali osservati. Non occorre far riferimento a eventi mentali, non esistono differenze sostanziali tra i comportamenti dei vari esseri viventi e tra i metodi.

Il cognitivismo

Nasce UFFICIALMENTE, usandone il termine, con Neisser nel 1967 con la pubblicazione del Cognitive Psychology. Già prima emerge con un incontro all’ MIT nel 1956 con individui che lavoravano in ambiti apparentemente diversi:

  • Chomsky : linguista, si nasce preprogrammati per apprendere il linguaggio, non deriva dall’apprendimento come sosteneva Skinner.
  • Miller : span di memoria, 7 info max in MBT.
  • Newell e Simon : modello General Problem Solver. Influenza delle tecnologie informatiche: Human Information Processing ---> computer riceve informazione, la elabora, poi si può studiare l’hardware o il software

ADESSO noi acquisiamo dati e facciamo delle inferenze su come funziona la memoria per costruire modello. Il modello è un tentativo di rappresentare i processi alla base di un particolare fenomeno , è un modo di riassumere e organizzare i dati che già ho, e mi suggerisce come esplorare ulteriormente.

Precursori studi sulla memoria

  • Ebbinghaus : oblio rapido subito dopo l’apprendimento.
  • Bartlett : proposta di come le nostre conoscenze pregresse influenzano il modo in cui noi ricordiamo, e memoria come processo attivo. I nostri schemi influenzano come pensiamo e proviamo le cose.
  • James : è stato uno dei primi a notare la differenza tra i ricordi senza sforzo (primaria) e quelli più difficili (secondaria).

Testimonianza

  • Alfred Binet : scala d’intelligenza, all’origine dei test di QI più moderni. È il primo che ha studiato in modo scientifico la suggestionabilità del testimone. La Suggestibilité : frutto dei suoi interessi per la psicologia forense. ANCHE contributo per QI : in quel periodo scuola obbligatoria resa fino agli 11 anni, ma i bambini si ritrovano in difficoltà perché abbandonano il lavoro per cimentarsi nel mondo scolastico. Binet, assieme a Simon cerca quindi di capire come aiutare i bambini nel reinserimento scolastico. => Esperimento scientifico con gruppo bambini di 7 anni e gruppo ragazzi di 14 anni:
  • Gli fa osservare un poster con degli oggetti (es. scontrino, bottone, moneta, ecc.) per 12s
  • Suddivide ulteriormente i gruppi cui verranno poste domande formulate in modo diverso: ”Com’era fissato il bottone al poster?”, “Il bottone era fissato con un filo?”, “Di che colore è il filo che passa attraverso i buchi e fissa il bottone al poster?”
  • Gran parte dei partecipanti accetta il suggerimento
  • C’è un’evoluzione col passare dell’età (a 14 anni cedono meno alla suggestione) ---> Ad oggi il test di suggestionabilità funziona allo stesso modo ( Gudjonsson Suggestibiliy Scale ).
  • Lombroso : parlò della psicologia dei testimoni nei processi penali, considerato fondatore della psicologia forense.
  • Münsterberg : assistente di Wundt, si sposta negli USA invitato da James e si interessa di testimonianza, esponendo una ricerca sull’affidabilità e la coerenza dei testimoni (1908, on the Witness Stand).
  • Musatti : fornisce grande contributo, sempre prima che emergesse la psicologia cognitiva.
  • Stern : Classic Eyewitness Research.

Come funziona la memoria (memoria sensoriale e MBT)

Nei casi di testimonianza, quando si fa riferimento alla memoria, le persone la vedono come la fase di ritenzione, e quasi la usano come sinonimo. La memoria è la capacità di conservare informazioni per poterle in seguito recuperare o riconoscere , comprende 3 fasi : codifica, ritenzione, recupero

Baddeley nell’articolo del 2000 racconta che per 10/15 anni si sono raggruppati dei dati che erano difficili da spiegare col modello della memoria di lavoro di allora. In seguito ha introdotto il buffer episodico. Modello 1 ( James ) Memoria primaria: è immediata, non serve fare uno sforzo, il contenuto è immediatamente accessibile. James la riteneva la base della nostra esperienza cosciente (ancora oggi c’è una relazione molto stretta tra coscienza e memoria). Memoria secondaria: ci vuole uno sforzo intenzionale Modello modale ( Atkinson e Shiffrin ) ---> paradigma dell’HIP

  • Arriva un input sensoriale dall’esterno.
  • Entra nella memoria sensoriale:  Iconica : visiva (dura meno di 1s, circa 0.5s)  Ecoica : uditiva (dura anche più di 4s) Esperimento di Sperling: sull’esistenza della memoria sensoriale (iconica ed ecoica). In realtà esiste una memoria sensoriale per ogni senso, ma quelle sono le più studiate.
  • L’informazione catturata tramite il processo dell’attenzione entra nella Memoria a Breve Termine e il resto viene perso Modello della memoria di lavoro ( Baddeley e Hitch ) Perché dovrebbe importarci della memoria di lavoro e come la studiamo? È importante anche nell’ambito della testimonianza. All’ inizio degli anni ’70 si pensava a un magazzino che contenesse una certa quantità di informazioni a breve termine, permettendo poi di trasferirla in memoria a lungo termine rievocandola e ripetendola. 1974 : in realtà è più complesso ---> modello di memoria più articolato. Esiste un magazzino di memoria a breve termine (esiste la probabilità di mantenere un’informazione a breve termine, MA è un mantenimento passivo dove non si interviene sull’informazione. Quando si ha un’informazione che arriva dall’esterno, spesso si è chiamati a lavorare su questa informazione, anche a svolgere su due compiti concomitanti, elaborandola attivamente, lavorandola. Non serve solo un buffer dove passivamente metto l’informazione e la restituisco, ma serve un modello per restituire l’idea di ciò che tutti i giorni si fa, che sia più attivo e permetti di manipolare l’informazione oltre che ricordarla. L’informazione non proviene solo dall’esterno, ma si recupera anche dalla memoria. Come dimostrano l’esistenza di questo sistema? Con esperimenti, di cui uno prevede la registrazione della prestazione con due compiti concomitanti : i partecipanti dovevano rispondere a un compito di ragionamento (es. A segue B), poi gli veniva presentata una coppia di lettere e dovevano dire se corrispondeva a ciò che avevano letto. Per caricare il sistema di lavoro, però,

dovevano anche ricordare una serie di numeri ---> il tempo di ragionamento aumenta per svolgere il compito primario, MA nonostante ciò la percentuale di errore rimane stabile Questo non è spiegabile con il magazzino unitario di memoria a breve termine, quindi è necessario un nuovo modello articolato:

  1. Esecutivo centrale: Attentivo, è la base della nostra attività mentale cosciente, coordina i due magazzini specializzati seguenti. È la componente meno studiata e per ultima, tuttavia è quello più importante. Per spiegarlo si è fatto riferimento a un modello già esistente ---> Norman e Shallice si sono concentrati sul controllo attentivo delle attività. Secondo questo modello le azioni in corso possono essere controllate in due modi diversi:  mediante schemi: nel caso di abilità consolidate, una volt iniziata l’attività si esegue in una sequenza di azioni commesse in automatico.  mediante il SAS (sistema attenzionale supervisore): quando è necessario un controllo attenzionale supplementare, quindi interviene la volontà, perché lo schema non funziona. interviene nella pianificazione, soluzione di un problema, presa di decisione. Dati a favore Shallice (neuropsicologo) osserva come in pazienti con lesioni frontali due sintomi:
  • perseverazione: non riuscivano ad interrompere un’azione già partita
  • distraibilità: eseguono azioni non rilevanti per il compito => alterazione del funzionamento SAS (non interrompono e cambiano ciò che stanno facendo) Funzioni : focalizzazione attentiva, dividere l’attenzione tra due o più compiti, pianificazione, presa di decisione, manipolazione di informazione nuova. Oggi si lavora molto con le idee e le funzioni individuate da Miyake (si incontra con Baddeley e parlano di funzioni esecutive):
  • Cambiamento (shifting) = come l’operation span, serve per eseguire delle operazioni gradualmente più complesse, e si deve ricordare la lettera che ha preceduto l’operazione (cambia ogni volta quindi bisogna aggiornare).
  • Aggiornamento (updating) = e monitoraggio delle rappresentazioni della memoria di lavoro (necessarie per raggiungere un obiettivo).
  • Inibizione = di risposte dominanti (per non essere distratti dall’obiettivo e dal suo raggiungimento)
  1. Ciclo fonologico: Riguarda il materiale verbale (indipendente dal taccuino visuo-spaziale e viceversa. Composto da:  Registro fonologico : capacità limitata, può contenere pochissimi elementi, ha aiutato da questo processo di controllo articolatorio. che riesce ad aumentare il tempo durante il quale il materiale riesce a stare nel registro, e aiuta nella lettura convertendo il segnale fonologico quando serve (es. quando leggo una frase lunga o complicata). Avendo l’info uditiva, un processo automatico, riesce il registro fonologico e ciò porta più difficoltà a leggere e comprendere.  Processo di controllo articolatorio : riesce ad aumentare il tempo durante il quale il materiale riesce a stare nel registro, e aiuta nella lettura convertendo il segnale fonologico,
  • La ricerca sul campo , su situazioni reali prevedono coinvolgimento emotivo, presenza di stress, ecc. ma non ho il controllo sulle variabili
  • In laboratorio non si possono inscenare certe situazioni, quindi quali escamotage utilizzare? La finzione; mostrare una scena di un crimine reale, chiedere un resoconto libero, fare domande su aspetti verbali, visivi, spaziali e somministrare dei test di esecutivo centrale, memoria di lavoro visuo-spaziale e fonologico.

Memoria di lavoro e testimonianza

La funzionalità della memoria di lavoro può determinare sia la quantità che la qualità dell’informazione, che un testimone è poi in grado di riconoscere in un momento successivo? C’è un legame tra QI e memoria di lavoro (se il primo sottosoglia ovviamente se ne dovrà tener conto per la testimonianza). Esiste una relazione tra quantità di risorse cognitive disponibili e tendenza al falso ricordo? Sì, tra una tendenza a riportare falsi ricordi e la presenza di risorse cognitive limitate. Come viene elaborata l’informazione in ingresso determina come la vedremo successivamente. Tendenza a cadere nella suggestione rappresenta un problema, tramite la rielaborazione della fonte quando richiamata dalla MBT. ---> Le differenze individuali, in termini di funzioni esecutive, possono influenzare l’interpretazione e immagazzinamento in memoria di un crimine. Possibili valutazioni : fluenza fonemica, plus-minus task (inibire risposta dominante), go-nogo task. Intervallo minore da evento a testimonianza comporta maggiore qualità e meno discrepanze tra i racconti di diversi testimoni. Diversi studi indagano la relazione tra la memoria di lavoro e la capacità di riconoscere il volto (in ambito delle indagini riguarda identikit ad esempio) ---> se la funzionalità della ML è maggiore allora si riconoscerà più facilmente l’autore di un crimine È importante, nell’ambito della testimonianza, diminuire sempre più la probabilità che innocenti vengano incolpati di un crimine (lavorare quindi sul falso allarme). Esiste una relazione anche con la capacità di riconoscere una persona => se c’è deficit evidente, magari evidenziato in una prova di QI, la capacità di riconoscere gli individui sarà inferiore INOLTRE a una minore funzionalità della memoria di lavoro corrisponde una maggiore tendenza ad incorporare elementi plausibili ma nei fatti falsi => falsi ricordi e suggestione Correlazione negativa memoria di lavoro e test DRM (tipico per studiare la formazione di falsi ricordi)= ottime prestazioni portano a minor probabilità di inganno e viceversa Perché sussiste questa relazione? perché una parte della memoria di lavoro si concentra sull’inibizione di informazioni (possiede questa funzione l’esecutivo centrale) plausibili ma che non appartenevano all’evento, E attraverso questa capacità si riescono ad evitare suggestione e falso ricordo

Studio anche in età prescolare di indagare il medesimo aspetto ---> molti testimoni appartengono alle categorie fragili, vulnerabili (bambini e anziani) DOVE da un lato il cervello si sta ancora sviluppando, assieme alla memoria, e dove dall’altro si stanno perdendo delle funzionalità man mano (se hanno deficit particolarmente vulnerabili).

Laboratorio 23 ottobre

Anna Colucci, del sud di Bergamo, in vacanza in Spagna è stata aggredita sotto al proprio hotel. Le è stata rubata una borsetta al cui interno era presente una carta prepagata con 70€ nel conto. In poco tempo è arrivata la polizia, e l’ha accompagnata nel commissariato più vicino. Qui ha riposto testimonianza al sergente Delgado, il quale gli ha chiesto delucidazioni in merito all’accaduto. La donna ha riferito di essere stata aggredita da 3 uomini: erano magri e sui 20 anni, uno di loro sembra di origine orientale. Il sergente ha consigliato alla donna di contattare l’ambasciata italiana. Qualche giorno dopo la polizia ha arrestato tre individui, due dei quali finiscono in carcere (uno di loro aveva già commesso reati simili più volte). È poi tornata in Italia con il marito Simone e due amici. La donna asserisce che da allora non è più riuscita a uscire di casa da sola, solo accompagnata.

Come funziona la memoria pt.2 (organizzazione MLT)

Esercizio sul ricordo delle liste di parole (lab precedente): non si ricorda che alcune parole si trovavano in una determinata lista, perché non si riesce ad associare a un episodio particolare. Da un punto di vista semantico, se proposte, rimangono conosciute e familiari. Caratteristica della memoria : possibile distinzione tra il ricordo associato a un evento, a un ricordo particolare, e la nostra coscienza generale. ---> La nostra memoria a lungo termine potrebbe non essere così unitaria come proposto da alcuni autori. Esempio 1 : se si rievoca un ricordo (“Quando sei andato l’ultima volta in bicicletta?”) si crea un’immagine in testa, e chiedendo una coordinata temporale si recupera anche una coordinata spaziale. Si recupera un’immagine mentale ma anche dettagli sull’evento => si recuperano diverse informazioni con delle caratteristiche specifiche Esempio 2 : specifica, chiedere come funziona una bicicletta ---> si aggiungono delle informazioni, descrivendo una bicicletta qualsiasi, senza aggiungere particolari specifici Esempio 3 : immaginare che una persona non sappia andare in bicicletta, ma che abbia l’esigenza di guidarla. Come istruire questa persona? È difficile farlo per un motivo: il processo diventa automatizzato, il che comporta difficoltà nella verbalizzazione (es. spiegare equilibrio che è un insieme di sensazioni e azioni motorie).

  • Ryle (1949) knowing how = procedure talmente automatizzate che se non ho possibilità di farle, è un’ abilità knowing that =

Oblio: permette la nostra efficienza ---> dimenticare le cose è necessario per l’equilibrio psicofisico, perché il sistema cognitivo altrimenti sarebbe meno efficiente le risorse cognitive impelagate in informazioni non più necessarie, e avremmo inutilmente accesso a dispiaceri ad esempio. Se si mantiene efficiente l’oblio si è efficienti anche nel ricordare. La memoria episodica è presente anche in altri esseri viventi: ereditata dall’evoluzione. Sono interattivi, quindi alcuni ricordi episodici diventano poi memoria semantica, e ciò è dimostrato dai pazienti amnesici con deficit della memoria episodica, che possono presentare il problema di nuove acquisizioni di conoscenze semantiche.

Memoria semantica

È il nostro bagaglio di conoscenze (es. lingua che si parla), su tutte le informazioni che possediamo apprese fin da quando eravamo bambini o apprese recentemente. Contiene una mutevole quantità di informazione e sempre in crescita, in quanto si apprende costantemente ogni giorno. C’è una base che condividiamo tutti e poi ci sono differenze individuali per esperienza passata, e tipicamente ognuno ha delle abilità particolari. Modello reti-concetti come nodi-proprietà ( Collins e Quillian ) prevede limitazioni, quindi è stato accantonato. Modelli a diffusione dell’attivazione ( Collins e Loftus ) Concetto di distanza semantica: concetti relati localizzati vicini (distanza minore) = facilità diffusione attivazione. La nostra memoria semantica è caratterizzata da una serie di nodi, che appartengono a una stessa rete, quindi sono interconnessi, e caratterizzati da una soglia di attivazione. Più i nodi sono vicini, più quando attivo una parola sarà facile che si diffonda quest’attivazione a nodi vicini (es. attivo parola sedia, quindi si attiva la zona tavolo). MENTRE più è ampia la distanza, meno ci sarà questa diffusione dell’attivazione (es. attivo rosso ma non si attiva la parola strada). ---> se si attivano delle parole che sono connesse semanticamente è altamente probabile che in seguito si rievochino altre parole semanticamente vicine, perché si diffonde l’attivazione. In ambito testimoniale : si hanno conoscenze pregresse sul mondo, stereotipi, pregiudizi, ecc. quindi li attiviamo, si diffonde l’attivazione anche a caratteristiche e informazioni non presenti , ma l’individuo non è in grado di distinguere se c’erano o meno perché sono ugualmente attivate. Anche quando si è consapevoli (es. laboratorio del 23), comunque funziona questa rete ---> si tratta di un errore su come funziona la memoria semantica Quando si analizzano ad esempio il pattern di attivazione delle diverse aree cerebrali durante lo svolgimento del DRM: il pattern di attivazione cerebrali è identico per parole che erano nella lista e per parole che in realtà sono relate ma non presenti nella lista

Non tutti gli autori sono d’accordo sull’indipendenza , dicotomia, di due sistemi separati (semantici ed episodici), tant’è che nei modelli più recenti sono stati inglobati nella memoria esplicita/ dichiarativa. Distinzione difficile da dimostrare sperimentalmente (a causa dell’interdipendenza e di un problema metodologico nel caso dell’amnesia) I pazienti amnesici in genere presentano un’amnesia anterograda (difficoltà a ricordare dopo l’evento) e mostrano un gradiente di amnesia retrograda (ricordano bene info acquisite molto prima, e man mano che ci si avvicina a quando è avvenuta la lesione di trovano degli elementi persi). Tipicamente la memoria semantica si assume fin da età precoce, per cui è difficile mostrare un’indipendenza tra il semantico e l’episodico, in quanto generalmente è risparmiato dalle lesioni. Dati di neuroimmagini dimostrano che ci sono pattern di attivazione differenziata a seconda del sistema ce si va a saggiare. Ad esempio in questa meta-analisi si vede come: Alternativa = recupero distinzione di Ryle :

  • memoria dichiarativa/ sistema di memoria esplicita (knowing that)
  • memoria procedurale/ sistema di memoria implicita (knowing how)

Memoria procedurale

Ci sono dei dati a favore dell’esistenza di essa, e costituisce la parte più solida dal modello. Dati interessanti provengono dallo studio della memoria di pazienti mnesici, con pattern di amnesia anterograda con gradiente di amnesia retrograda. In alcuni pazienti vengono mantenute alcune abilità acquisite prima dell’insorgenza della malattia , INOLTRE, dopo l’insorgenza, sono in grado di apprendere a eseguire una serie di compiti, tra cui:

  • Torre di Hanoi: situazione di problem solving
  • disegno allo specchio: tracciare le due linee di una stella guardando la loro mano allo specchio
  • NEL FRATTEMPO in quegli anni vennero condotti diversi studi di laboratorio con 2 situazioni: al gruppo di controllo non vengono forniti i feedback dopo l’identificazione, al gruppo sperimentale sì => livello di sicurezza significativo nella scelta compiuta dal secondo gruppo
  • INOLTRE solo dopo la vicenda il poliziotto si è reso conto che bisognava seguire tutte le informazioni della psicologa: è quindi necessario fare formazione da chi conduce le indagini
  • È anche importante formare il testimone che c’è un double blind, per cui ogni segnale non deve essere interpretato come elemento e prova. Riassunto del test di memoria nel caso presentato precedentemente, basato su una richiesta alla vittima di effettuare dei riconoscimenti dell’autore del reato:
  • Le viene richiesta una descrizione, corrispondente al test del richiamo libero (maggior numero di elementi possibili) e anche richiamo guidato in alcuni punti (chi stila l’identikit può fornire degli input).
  • Si propongono delle foto e le si chiede di dire se tra queste riconosce l’autore del reato, quindi si usa il test esplicito del riconoscimento.

Test di memoria

In un test di memoria variano due dimensioni : 1 - fase di apprendimento: in laboratorio definita di studio, in cui si avvisa su ciò che si farà. es.fase di codifica: istruzione di uno studio intenzionale o non intenzionale su cui si verrà testati. La dimensione della codifica può essere:  Intenzionale  Incidentale : ad esempio quando si è iniziato il laboratorio in cui il compito primario era un altro, è entrato il dottor Santirocchi e non necessariamente è stata posta attenzione, né è stato comunicato che ci sarebbe stato un test di memoria dopo. 2 - misura che rappresenta il test:  Diretta: nel caso del DRM (“ti chiedo di rievocare le parole viste nella lista”)  Indiretta: non si chiede di rievocare l’informazione, ma si chiede un altro compito

  • Indiretto-Incidentale = memoria dichiarativa
  • Generalmente, nella testimonianza: test diretti Nell’ambito dei test espliciti/dichiarativi si hanno: rievocazione e riconoscimento.

Rievocazione

Non riguarda la fase di codifica, ma si può chiedere di rievocare delle informazioni rievocate in modo incidentale. Si possono avere dei test diretti di memoria sia per info apprese in modo intenzionale che incidentale => si può chiedere la rievocazione indipendentemente dal tipo di apprendimento che c’è stato. Tipologie di test:

  • Libera : di elezione nell’ambito della testimonianza.  Presente durante lo svolgimento del DRM ---> errori = omissioni ed intrusioni (falsi ricordi)  Nel Good Johnson (tuttavia è quello più simile alla testimonianza, perché esplicitamente non viene richiesto un ordine MA gli eventi presentano una gerarchia, uno script quindi è libera fino a un certo punto a causa della nostra consapevolezza di uno svolgimento).

In genere, nell’ambito della testimonianza si chiede di raccontare da un punto diverso dall’inizio , per spezzare l’influenza dello schema, della conoscenza pregressa, dello script. Generalmente se si tratta di una serie di informazioni si osservano l’effetto recenza e l’effetto priorità.

  • Seriale : la più difficile perché si devono mantenere molti elementi, test che misurano lo spam (es. Corsi visuo-spaziale). Può essere diretta o inversa, quindi rovesciando l’ordine dove c’è molta funzione esecutiva. Gli errori sono sempre omissioni e intrusioni MA ANCHE gli errori di posizione. La rievocazione nell’ambito della testimonianza è una mista tra libera e seriale, quindi anche nella testimonianza si possono presentare, anche influenzati dai nostri schemi.
  • Guidata : la più facile, non dev’essere mai la prima forma di intervista. A volte PUÒ SEGUIRE una forma di rievocazione guidata, che tipicamente prende forma di domande più specifiche. Es. “ho visto un film con un attore americano biondo ” (tre info), POI “è amico di George Clooney ” (info fondamentale che aiuta a comprendere che è Brad Pitt il soggetto del discorso) Riapprendimento (Ebbinghaus): utilizzazione interessante in laboratorio, poco utile in testimonianza ---> vedo quante ripetizioni/ rievocazioni devo fare per riportare il mio apprendimento a una certa soglia (curva dell’oblio).

Riconoscimento

Generalmente l’identificazione comincia con una descrizione libera da parte del testimone, che può essere seguita dal composit per ridurre il numero di opzioni, POI si ha il riconoscimento. Utilizzato durante le procedure di line up (come nel caso di Jennifer Thompson).

  • Test di riconoscimento a scelta forzata : presentazione simultanea di target e distrattore/i ---> dichiarare se vecchio o nuovo, come nel DRM.  Target abbinato a un numero limitato di distrattori  Tutti i target mescolati con distrattori in una lista (nel DRM nei distrattori sono presenti quelli che possono richiamare a una determinata categoria semantica)
  • Yes/ No recognition : presentazione uno per uno (target e distrattori): vecchio/ nuovo, visto/ no I test possono presentare immagini:
  • Sequenziali: arriva sullo schermo una proposta per volta (Yes/ no recognition), raccomandata nell’ambito della testimonianza in quanto non c’è una scelta forzata.
  • Simultanei: vengono mostrate delle immagini dicendo “Il soggetto potrebbe non esserci, ma se c’è dimmi qual è” => scegli se c’è il target, scelta forzata

Che cos'è l'identificazione da parte del testimone oculare? Il tipo più comune di identificazione di testimoni oculari è l'identificazione pre-processuale. In un line-up, il sospettato è solitamente in gruppo con altri individui che fungono da distrattori / fillers/ foils. In alcuni Paesi si raccomanda che ci siano delle evidenze/prove che il sospettato è il colpevole PRIMA di condurre una procedura di identificazione.

Identificazione

Ai testimoni oculari si potrebbe richiedere di identificare la persona che ha commesso un reato, TUTTAVIA tendiamo a dimenticare , quindi commettiamo errori. Ci possono essere due risultati indesiderabili:

  • mancata identificazione del colpevole
  • identificazione errata di una persona innocente come autore del reato Nelle revisioni di casi grazie all’analisi del DNA, l'identificazione errata del testimone oculare è stata la causa principale della condanna di persone innocenti. Diversi fattori possono influenzare, alcuni fuori dal controllo del sistema legale: Estimator variables Esempi: presenza di un’arma, distanza, illuminazione, livello di stress. Tuttavia, è possibile adottare misure per aumentare l'accuratezza dell'identificazione => Variabili di sistema (che possono essere controllate)

Sketch

Un disegnatore fa il disegno dell’autore del reato ---> poco affidabile se solo un testimone , se ci sono più descrizioni maggior affidabilità e precisione Limiti = sono poche le persone esperte che riescono a codificare in base a singole caratteristiche, il resto li codifica in modo olistico.

Foto segnaletiche

Al testimone è mostrata serie di foto di persone che sono state coinvolte in crimini precedenti. Importante notare che può produrre anche effetti negativi sulla memoria: Se mostrata serie di foto con autore del reato non presente, può accadere che testimone scelga un’altra persona ---> a quel punto, capacità di identificare l'autore in un secondo momento è inferiore a quella delle persone che non hanno prodotto identificazioni errate. memoria per foto segnaletica selezionata interferisce con , e rende più difficile il recupero, la memoria del volto dell'autore. I testimoni possono scegliere qualcuno perché familiare non rendendosi conto che familiarità dovuta all’aver visto foto segnaletica. Problema di monitoraggio della fonte possono portare a errori nell'identificazione.

Talvolta chiamata Unconscious Transfer (trasferimento inconscio), può accadere anche con gli oggetti (ad esempio, "il rapinatore biondo indossava un maglione blu" quando in realtà era quello con i capelli scuri).

Line-up

Un fattore che può influenzare l'identificazione del testimone oculare è ciò che accade durante un line-up, ovvero il riconoscimento. I testimoni esprimono giudizi in base non solo a quanto una determinata persona corrisponde al loro ricordo, ma anche a quanto le diverse persone nella formazione si confrontano tra loro in termini di quanto assomigliano all'autore del reato ---> principio del giudizio relativo Line-up fotografico La polizia mostrerà ai testimoni oculari una serie di foto , una delle quali rappresenta il sospettato. La polizia chiederà quindi ai testimoni di indicare l'individuo che ritengono essere il sospettato.

  • Dire al testimone che il sospetto può essere o non essere presente nella fila.
  • Procedura DOUBLE BLIND: la persona che presenta il confronto non sa chi è il sospettato.
  • Chiedere una dichiarazione di quanto è sicuro
  • Presentazione sequenziale Line-up dal vivo I testimoni oculari scelgono anonimamente la persona che ritengono responsabile del crimine, spesso dietro uno specchio unidirezionale. Vedono persone che corrispondono alla loro descrizione del colpevole. Durante il confronto, le autorità chiedono che le persone presenti nel confronto si vestano come il sospettato apparso durante il crimine. In alcuni casi gli investigatori chiederanno alle persone presenti nel confronto di dire una certa frase che potrebbe essere stata pronunciata durante la commissione del crimine, come ad esempio "dammi il portafoglio". Se il testimone del crimine ritiene che ci sia un individuo presente che sia l'autore del reato, lo identificherà alle autorità presenti al confronto. In genere, il processo di identificazione avviene: dopo la presentazione delle accuse, ma prima del processo. Durante il processo , in alcuni stati degli USA, i testimoni oculari possono anche identificare la persona sotto giuramento in tribunale durante gli interrogatori. Un avvocato, ad esempio, può chiedere di rispondere alla domanda “È questa la persona che ha commesso il crimine?”. In alcuni stati è fortemente raccomandato di non eseguire l’identificazione in tribunale. C’è un meccanismo di familiarità, di suggestionabilità, e non si è in una situazione di equità in quanto l’individuo è da solo indagato come innocente. Arrivando in aula questo diventa il prodotto finale di vari passaggi per cui anche se il testimone all’inizio era incerto e ricordava poco, ora si falsa il tutto in aula E la testimonianza al momento non ha più valore così.