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Il documento contiene tutti gli argomenti affrontati durante l’anno accademico 2024/2025, dalla professoressa Clelia Matilde Rossi Arnaud - cattedra in “Memoria e Testimonianza” - presso il CdL magistrale in Psicologia giuridica, forense e criminologica (Sapienza Università di Roma). Il testo si compone di appunti presi durante le lezioni, avendole seguite tutte, con integrazione di quanto riportato nelle slide fornite dalla docente.
Tipologia: Appunti
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Scritto, con una piccola parte di domande a scelta multipla, domande aperte con risposta specifica in poche righe, e domande aperte in cui non ci sono problemi sulla lunghezza delle risposte 9,1-2, 1 testimonianza Interviste
Nel 2020 l’OMS ha dichiarato l’insorgenza di un’ampia infodemia a livello globale. Si fa riferimento a una quantità di informazioni non controllate che circolavano soprattutto sui social media. Componenti psicologiche sottostanti e che spingono gli individui a credere ancora non si conoscono. Tutti gli studi fino ad ora cercano di comprendere perché grandi gruppi di persone cambiano opinione. Si sono ritrovate fake news nelle: elezioni politiche, cambiamento climatico, vaccinazioni. Si è in un’era della post-verità: le persone non si preoccupano più della veridicità delle informazioni ma di condividerla. La notizia o immagine vengono percepite come vere sulla base di emozioni e sensazioni, senza un’analisi della veridicità. Il fatto oggettivo verificato è meno influente nell’informare e influenzare l’opinione pubblica. Il concetto di post-verità è: notizie di base false , che scambiate per vere, hanno il potenziale di informare l’opinione pubblica.
È la cultura che trasmette la verità o è soggettiva? Non avremo mai al 100% la convinzione che un info sia vera o falsa. Ci sono infatti 2 tipi di relativismo della verità:
I sistemi di riconoscimento facciale automatizzato spesso presentano pregiudizi etnici (bias) a causa della qualità dei dati di addestramento. Origine dei bias :
1900 Ebbinghaus : replicato negli anni con materiale diverso anche in anni più recenti. La perdita delle informazioni è rapida e repentina, avviene entro le prime ore, e ciò dipende dall’informazione codificata, che ne ricopre la funzione. Questo è uno dei primi dati scientifici solido nello studio della memoria, ed è importante fissare la testimonianza il prima possibile.
Studio scientifico della psicologia inizia nel 1800 con strutturalismo (Wundt), poi funzionalismo (James), Gestalt e poi:
Ha dominato per 50 anni la storia della psicologia mondiale (non in Italia: anni ’30, alleati). Precursori :
Nasce UFFICIALMENTE, usandone il termine, con Neisser nel 1967 con la pubblicazione del Cognitive Psychology. Già prima emerge con un incontro all’ MIT nel 1956 con individui che lavoravano in ambiti apparentemente diversi:
ADESSO noi acquisiamo dati e facciamo delle inferenze su come funziona la memoria per costruire modello. Il modello è un tentativo di rappresentare i processi alla base di un particolare fenomeno , è un modo di riassumere e organizzare i dati che già ho, e mi suggerisce come esplorare ulteriormente.
Nei casi di testimonianza, quando si fa riferimento alla memoria, le persone la vedono come la fase di ritenzione, e quasi la usano come sinonimo. La memoria è la capacità di conservare informazioni per poterle in seguito recuperare o riconoscere , comprende 3 fasi : codifica, ritenzione, recupero
Baddeley nell’articolo del 2000 racconta che per 10/15 anni si sono raggruppati dei dati che erano difficili da spiegare col modello della memoria di lavoro di allora. In seguito ha introdotto il buffer episodico. Modello 1 ( James ) Memoria primaria: è immediata, non serve fare uno sforzo, il contenuto è immediatamente accessibile. James la riteneva la base della nostra esperienza cosciente (ancora oggi c’è una relazione molto stretta tra coscienza e memoria). Memoria secondaria: ci vuole uno sforzo intenzionale Modello modale ( Atkinson e Shiffrin ) ---> paradigma dell’HIP
dovevano anche ricordare una serie di numeri ---> il tempo di ragionamento aumenta per svolgere il compito primario, MA nonostante ciò la percentuale di errore rimane stabile Questo non è spiegabile con il magazzino unitario di memoria a breve termine, quindi è necessario un nuovo modello articolato:
La funzionalità della memoria di lavoro può determinare sia la quantità che la qualità dell’informazione, che un testimone è poi in grado di riconoscere in un momento successivo? C’è un legame tra QI e memoria di lavoro (se il primo sottosoglia ovviamente se ne dovrà tener conto per la testimonianza). Esiste una relazione tra quantità di risorse cognitive disponibili e tendenza al falso ricordo? Sì, tra una tendenza a riportare falsi ricordi e la presenza di risorse cognitive limitate. Come viene elaborata l’informazione in ingresso determina come la vedremo successivamente. Tendenza a cadere nella suggestione rappresenta un problema, tramite la rielaborazione della fonte quando richiamata dalla MBT. ---> Le differenze individuali, in termini di funzioni esecutive, possono influenzare l’interpretazione e immagazzinamento in memoria di un crimine. Possibili valutazioni : fluenza fonemica, plus-minus task (inibire risposta dominante), go-nogo task. Intervallo minore da evento a testimonianza comporta maggiore qualità e meno discrepanze tra i racconti di diversi testimoni. Diversi studi indagano la relazione tra la memoria di lavoro e la capacità di riconoscere il volto (in ambito delle indagini riguarda identikit ad esempio) ---> se la funzionalità della ML è maggiore allora si riconoscerà più facilmente l’autore di un crimine È importante, nell’ambito della testimonianza, diminuire sempre più la probabilità che innocenti vengano incolpati di un crimine (lavorare quindi sul falso allarme). Esiste una relazione anche con la capacità di riconoscere una persona => se c’è deficit evidente, magari evidenziato in una prova di QI, la capacità di riconoscere gli individui sarà inferiore INOLTRE a una minore funzionalità della memoria di lavoro corrisponde una maggiore tendenza ad incorporare elementi plausibili ma nei fatti falsi => falsi ricordi e suggestione Correlazione negativa memoria di lavoro e test DRM (tipico per studiare la formazione di falsi ricordi)= ottime prestazioni portano a minor probabilità di inganno e viceversa Perché sussiste questa relazione? perché una parte della memoria di lavoro si concentra sull’inibizione di informazioni (possiede questa funzione l’esecutivo centrale) plausibili ma che non appartenevano all’evento, E attraverso questa capacità si riescono ad evitare suggestione e falso ricordo
Studio anche in età prescolare di indagare il medesimo aspetto ---> molti testimoni appartengono alle categorie fragili, vulnerabili (bambini e anziani) DOVE da un lato il cervello si sta ancora sviluppando, assieme alla memoria, e dove dall’altro si stanno perdendo delle funzionalità man mano (se hanno deficit particolarmente vulnerabili).
Anna Colucci, del sud di Bergamo, in vacanza in Spagna è stata aggredita sotto al proprio hotel. Le è stata rubata una borsetta al cui interno era presente una carta prepagata con 70€ nel conto. In poco tempo è arrivata la polizia, e l’ha accompagnata nel commissariato più vicino. Qui ha riposto testimonianza al sergente Delgado, il quale gli ha chiesto delucidazioni in merito all’accaduto. La donna ha riferito di essere stata aggredita da 3 uomini: erano magri e sui 20 anni, uno di loro sembra di origine orientale. Il sergente ha consigliato alla donna di contattare l’ambasciata italiana. Qualche giorno dopo la polizia ha arrestato tre individui, due dei quali finiscono in carcere (uno di loro aveva già commesso reati simili più volte). È poi tornata in Italia con il marito Simone e due amici. La donna asserisce che da allora non è più riuscita a uscire di casa da sola, solo accompagnata.
Esercizio sul ricordo delle liste di parole (lab precedente): non si ricorda che alcune parole si trovavano in una determinata lista, perché non si riesce ad associare a un episodio particolare. Da un punto di vista semantico, se proposte, rimangono conosciute e familiari. Caratteristica della memoria : possibile distinzione tra il ricordo associato a un evento, a un ricordo particolare, e la nostra coscienza generale. ---> La nostra memoria a lungo termine potrebbe non essere così unitaria come proposto da alcuni autori. Esempio 1 : se si rievoca un ricordo (“Quando sei andato l’ultima volta in bicicletta?”) si crea un’immagine in testa, e chiedendo una coordinata temporale si recupera anche una coordinata spaziale. Si recupera un’immagine mentale ma anche dettagli sull’evento => si recuperano diverse informazioni con delle caratteristiche specifiche Esempio 2 : specifica, chiedere come funziona una bicicletta ---> si aggiungono delle informazioni, descrivendo una bicicletta qualsiasi, senza aggiungere particolari specifici Esempio 3 : immaginare che una persona non sappia andare in bicicletta, ma che abbia l’esigenza di guidarla. Come istruire questa persona? È difficile farlo per un motivo: il processo diventa automatizzato, il che comporta difficoltà nella verbalizzazione (es. spiegare equilibrio che è un insieme di sensazioni e azioni motorie).
Oblio: permette la nostra efficienza ---> dimenticare le cose è necessario per l’equilibrio psicofisico, perché il sistema cognitivo altrimenti sarebbe meno efficiente le risorse cognitive impelagate in informazioni non più necessarie, e avremmo inutilmente accesso a dispiaceri ad esempio. Se si mantiene efficiente l’oblio si è efficienti anche nel ricordare. La memoria episodica è presente anche in altri esseri viventi: ereditata dall’evoluzione. Sono interattivi, quindi alcuni ricordi episodici diventano poi memoria semantica, e ciò è dimostrato dai pazienti amnesici con deficit della memoria episodica, che possono presentare il problema di nuove acquisizioni di conoscenze semantiche.
È il nostro bagaglio di conoscenze (es. lingua che si parla), su tutte le informazioni che possediamo apprese fin da quando eravamo bambini o apprese recentemente. Contiene una mutevole quantità di informazione e sempre in crescita, in quanto si apprende costantemente ogni giorno. C’è una base che condividiamo tutti e poi ci sono differenze individuali per esperienza passata, e tipicamente ognuno ha delle abilità particolari. Modello reti-concetti come nodi-proprietà ( Collins e Quillian ) prevede limitazioni, quindi è stato accantonato. Modelli a diffusione dell’attivazione ( Collins e Loftus ) Concetto di distanza semantica: concetti relati localizzati vicini (distanza minore) = facilità diffusione attivazione. La nostra memoria semantica è caratterizzata da una serie di nodi, che appartengono a una stessa rete, quindi sono interconnessi, e caratterizzati da una soglia di attivazione. Più i nodi sono vicini, più quando attivo una parola sarà facile che si diffonda quest’attivazione a nodi vicini (es. attivo parola sedia, quindi si attiva la zona tavolo). MENTRE più è ampia la distanza, meno ci sarà questa diffusione dell’attivazione (es. attivo rosso ma non si attiva la parola strada). ---> se si attivano delle parole che sono connesse semanticamente è altamente probabile che in seguito si rievochino altre parole semanticamente vicine, perché si diffonde l’attivazione. In ambito testimoniale : si hanno conoscenze pregresse sul mondo, stereotipi, pregiudizi, ecc. quindi li attiviamo, si diffonde l’attivazione anche a caratteristiche e informazioni non presenti , ma l’individuo non è in grado di distinguere se c’erano o meno perché sono ugualmente attivate. Anche quando si è consapevoli (es. laboratorio del 23), comunque funziona questa rete ---> si tratta di un errore su come funziona la memoria semantica Quando si analizzano ad esempio il pattern di attivazione delle diverse aree cerebrali durante lo svolgimento del DRM: il pattern di attivazione cerebrali è identico per parole che erano nella lista e per parole che in realtà sono relate ma non presenti nella lista
Non tutti gli autori sono d’accordo sull’indipendenza , dicotomia, di due sistemi separati (semantici ed episodici), tant’è che nei modelli più recenti sono stati inglobati nella memoria esplicita/ dichiarativa. Distinzione difficile da dimostrare sperimentalmente (a causa dell’interdipendenza e di un problema metodologico nel caso dell’amnesia) I pazienti amnesici in genere presentano un’amnesia anterograda (difficoltà a ricordare dopo l’evento) e mostrano un gradiente di amnesia retrograda (ricordano bene info acquisite molto prima, e man mano che ci si avvicina a quando è avvenuta la lesione di trovano degli elementi persi). Tipicamente la memoria semantica si assume fin da età precoce, per cui è difficile mostrare un’indipendenza tra il semantico e l’episodico, in quanto generalmente è risparmiato dalle lesioni. Dati di neuroimmagini dimostrano che ci sono pattern di attivazione differenziata a seconda del sistema ce si va a saggiare. Ad esempio in questa meta-analisi si vede come: Alternativa = recupero distinzione di Ryle :
Ci sono dei dati a favore dell’esistenza di essa, e costituisce la parte più solida dal modello. Dati interessanti provengono dallo studio della memoria di pazienti mnesici, con pattern di amnesia anterograda con gradiente di amnesia retrograda. In alcuni pazienti vengono mantenute alcune abilità acquisite prima dell’insorgenza della malattia , INOLTRE, dopo l’insorgenza, sono in grado di apprendere a eseguire una serie di compiti, tra cui:
In un test di memoria variano due dimensioni : 1 - fase di apprendimento: in laboratorio definita di studio, in cui si avvisa su ciò che si farà. es.fase di codifica: istruzione di uno studio intenzionale o non intenzionale su cui si verrà testati. La dimensione della codifica può essere: Intenzionale Incidentale : ad esempio quando si è iniziato il laboratorio in cui il compito primario era un altro, è entrato il dottor Santirocchi e non necessariamente è stata posta attenzione, né è stato comunicato che ci sarebbe stato un test di memoria dopo. 2 - misura che rappresenta il test: Diretta: nel caso del DRM (“ti chiedo di rievocare le parole viste nella lista”) Indiretta: non si chiede di rievocare l’informazione, ma si chiede un altro compito
Non riguarda la fase di codifica, ma si può chiedere di rievocare delle informazioni rievocate in modo incidentale. Si possono avere dei test diretti di memoria sia per info apprese in modo intenzionale che incidentale => si può chiedere la rievocazione indipendentemente dal tipo di apprendimento che c’è stato. Tipologie di test:
In genere, nell’ambito della testimonianza si chiede di raccontare da un punto diverso dall’inizio , per spezzare l’influenza dello schema, della conoscenza pregressa, dello script. Generalmente se si tratta di una serie di informazioni si osservano l’effetto recenza e l’effetto priorità.
Generalmente l’identificazione comincia con una descrizione libera da parte del testimone, che può essere seguita dal composit per ridurre il numero di opzioni, POI si ha il riconoscimento. Utilizzato durante le procedure di line up (come nel caso di Jennifer Thompson).
Che cos'è l'identificazione da parte del testimone oculare? Il tipo più comune di identificazione di testimoni oculari è l'identificazione pre-processuale. In un line-up, il sospettato è solitamente in gruppo con altri individui che fungono da distrattori / fillers/ foils. In alcuni Paesi si raccomanda che ci siano delle evidenze/prove che il sospettato è il colpevole PRIMA di condurre una procedura di identificazione.
Ai testimoni oculari si potrebbe richiedere di identificare la persona che ha commesso un reato, TUTTAVIA tendiamo a dimenticare , quindi commettiamo errori. Ci possono essere due risultati indesiderabili:
Un disegnatore fa il disegno dell’autore del reato ---> poco affidabile se solo un testimone , se ci sono più descrizioni maggior affidabilità e precisione Limiti = sono poche le persone esperte che riescono a codificare in base a singole caratteristiche, il resto li codifica in modo olistico.
Al testimone è mostrata serie di foto di persone che sono state coinvolte in crimini precedenti. Importante notare che può produrre anche effetti negativi sulla memoria: Se mostrata serie di foto con autore del reato non presente, può accadere che testimone scelga un’altra persona ---> a quel punto, capacità di identificare l'autore in un secondo momento è inferiore a quella delle persone che non hanno prodotto identificazioni errate. memoria per foto segnaletica selezionata interferisce con , e rende più difficile il recupero, la memoria del volto dell'autore. I testimoni possono scegliere qualcuno perché familiare non rendendosi conto che familiarità dovuta all’aver visto foto segnaletica. Problema di monitoraggio della fonte possono portare a errori nell'identificazione.
Talvolta chiamata Unconscious Transfer (trasferimento inconscio), può accadere anche con gli oggetti (ad esempio, "il rapinatore biondo indossava un maglione blu" quando in realtà era quello con i capelli scuri).
Un fattore che può influenzare l'identificazione del testimone oculare è ciò che accade durante un line-up, ovvero il riconoscimento. I testimoni esprimono giudizi in base non solo a quanto una determinata persona corrisponde al loro ricordo, ma anche a quanto le diverse persone nella formazione si confrontano tra loro in termini di quanto assomigliano all'autore del reato ---> principio del giudizio relativo Line-up fotografico La polizia mostrerà ai testimoni oculari una serie di foto , una delle quali rappresenta il sospettato. La polizia chiederà quindi ai testimoni di indicare l'individuo che ritengono essere il sospettato.